Visita fiscale: i casi in cui si può chiedere l’esonero e non bisogna rispettare le fasce di reperibilità

Visita di controllo medico per i lavoratori dipendenti: ecco quando è possibile ottenere l’esenzione per le fasce di reperibilità.

Quali sono gli obblighi e i doveri dei lavoratori in caso di malattia? Nel momento in cui qualsiasi lavoratore dipendente – sia del settore pubblico che di quello privato – sia impossibilitato a recercarsi sul luogo di lavoro a causa di una malattia, dovrà mettersi in contatto con il proprio medico di base, che – a sua volta – dovrà compilare un certificato o l’attestato da inviare poi telematicamente all’INPS. È necessario fare attenzione alla differenza tra attestato e certificato: il primo indica solamente l’inizio e la fine della malattia, mentre il secondo ne certifica anche la diagnosi, ovvero la causa della possibile malattia.

Esonero dalla visita fiscale: ecco come ottenerlo
In caso di malattia, il medico di base ha l’obbligo di redigere e inviare all’INPS il certificato medico (ecodibasilicata.it)

A questo punto, il lavoratore devo assicurarsi che i dati anagrafici e personali inseriti siano corretti. In particolare, il dato più importante e fondamentale è l’indirizzo di reperibilità, che verrà tenuto in considerazione al momento della visita mediche di controllo, anche dette visite fiscali. Dal 2017, è l’INPS che si deve occupare della gestione delle visite fiscali sia per i lavoratori privati che per quelli pubblici.

La visita fiscale è necessaria per confermare la legittimità dell’assenza dal luogo di lavoro da parte del dipendente per malattia. In questo modo, a seguito della verifica, il lavoratore potrà godere della cosiddetta indennità di malattia. Nel corso della visita di controllo, un medico fiscale incaricato dall’INPS deve valutare e constatare le condizioni del dipendente. Dunque, il lavoratore ha l’obbligo di trovare in casa in alcune fasce orarie prestabilite per svolgere correttamente la visita fiscale per non incorrere in azioni disciplinari.

Visita di controllo: ecco quando è possibile essere esonerati

Le cosiddette “fasce di reperibilità” sono state recentemente uniformate sia per i lavoratori dell’ambito pubblico che per quelli del privato. Dunque, è stato stabilito che tutti i lavoratori dipendenti debbano necessariamente trovarsi in casa dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00 per sottoporsi alla possibile visita di controllo. Tuttavia, è possibile, in alcuni determinati casi, che il lavoratore possa ottenere l’esenzione dalla “reperibilità”.

Visita medico-fiscale, quando e come richiedere l'esenzione
Solamente in caso di gravi malattie è possibile richiedere l’esenzione dalla visita medico-fiscale (ecodibasilicata.it)

Solamente alcuni lavoratori possono avere diritto all’esonero dalla visita fiscale. Parliamo di coloro che si devono sottoporre a terapie e cure mediche intensive (chemioterapia, radioterapia o emodialisi). Oppure in caso di infortunio sul luogo di lavoro o di malattie professionali correlate all’ambiente lavorativo. Infine, in caso di una malattia connessa o causata ad uno stato di invalidità civile uguale o superiore al 67%. Ad indicarne l’esenzione, inizialmente sarà il medico di base che devrà indicare nel certificato medico il codice “E” .

Tuttavia, sarà un medico fiscale dell’INPS ad avere l’ultima parola nella valutazione positiva o meno dell’esenzione alla visita fiscale. Solitamente gli esempi di malattie che vengono incluse in un possibile esonero sono: patologie neurodegenerative e malattie psichiatriche, malattie oncologiche, diabete, insufficienza renale e forme di disabilità significative. Inoltre, una lista precisa e specifica delle condizioni di esenzione è reperibile ovviamente sul sito dell’INPS (Circolare n. 95 del 7 giugno 2016).

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