Supermercati, non cadere in questa trappola: perché frutta e verdura sono all’inizio dello store

Fare la spesa ogni giorno o periodicamente può sempre nascondere qualche insidia. Occhio alla posizione degli alimenti.

Quando si ragiona in termini di marketing, si è portati, nella stragrande maggioranza dei casi, per non dire “in tutti i casi”, a mettere in atto strategie, spesso subdole, per indurre il cliente di qualsiasi settore, riguardo qualsiasi tipologia di merce, ad acquistare. Il tutto, in alcuni casi si esegue in modo non sempre intuitivo, in altri casi, invece, le tecniche appaiono quasi blande ma in ogni caso più che mai efficaci.

Teorie marketing
Acquisti indotti (ecodibasilicata.it)

Quello che scatta nella mente del consumatore all’ingresso di un supermercato, per esempio, ma non solo, è qualcosa che in ogni caso porterà lo stesso individuo ad agire in un modo ben preciso. In un certo senso è come se il cliente si presentasse all’appuntamento con il grande negozio quasi desideroso di essere accompagnato verso qualche imperdibile offerta. La realtà dei fatti, spesso è questa. Mentalmente si immagina di ricercare, sempre, il vantaggio.

Supermercati, non cadere in questa trappola: niente è lasciato al caso

Entrando in qualsiasi supermercato, in Italia o in qualsiasi altra parte del mondo, si può avere la sensazione che la disposizione degli stessi articoli di natura alimentare o meno siano disposti in qualche modo a caso. Niente di più sbagliato. Tutto ha sua logica, ogni cosa segue un disegno ben preciso, assolutamente predefinito.

Condizionare le scelte
La teoria che spinge all’acquisto (ecodibasilicata.it)

Per esempio le casse di bibite, posizionate alla fine del percorso, per evitare che caricando le stesse casse all’ingresso il consumatore possa avere la sensazione di ave già riempito il carrello. Altro esempio riguarda poi specifici alimenti che l’azienda gestore del negozio ambisce a vendere più velocemente possibile.

Bene, questi articoli si troveranno nella quasi totalità dei casi, disposti nella parte centrale degli scaffali, praticamente a “vista d’uomo”. Altro particolare accorgimento riguarda poi, sempre all’interno degli store della grande distribuzione articoli di frutta e verdura.

La tecnica ben specifica, in questo caso ha un nome più che mai preciso: nudging. In sintesi si definisce, con questo termine l’operazione che tende a spingere specifici prodotti inducendo il cliente a prediligerli. Non è un caso se proprio questi articoli si trovano all’inizio del percorso di qualsiasi supermercato.

La teoria che di fatto da origine alla tecnica è quella dei nudge (spinta gentile). Si tratta di un approccio che consente di indirizzare le scelte degli altri nel modo apparentemente più naturale possibile. Alla base di tale teoria esistono particolari studi che provano la possibilità di modificare il comportamento altrui in modo assolutamente prevedibile.

Le critiche a tale sistema nascono principalmente dall’applicazione della teoria al marketing. Stimolare l’acquisto annunciando per esempio l’esaurimento di quel prodotto specifico, qualcosa che, in sintesi, funziona sempre. Il marketing, di fatto, monopolizza e indirizza le scelte del consumatore, questo è più che mai sicuro. Provare a esserne immuni, oggi, è qualcosa di più che mai difficile.

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