Assegno di Inclusione, se non fai attenzione a questo elemento decade e perdi tutto

A partire da gennaio molti riceveranno l’assegno di inclusione. Ma attenzione ad un particolare o potrebbe venirti subito sospeso. 

Già a partire da gennaio molti nuclei familiari potrebbero iniziare a ricevere l’assegno di inclusione, il nuovo sussidio che ha preso il posto del Reddito di cittadinanza. Ma basta una piccola disattenzione per perdere tutto.

Assegno di inclusione
Al via all’assegno di inclusione da gennaio (ecodibasilicata.it)

Con il 2023 ha cessato di esistere il Reddito di cittadinanza, la misura a firma Cinque Stelle nata nel 2019 sotto quello che fu il cosiddetto “Governo gialloverde”, cioè il primo Governo di Giuseppe Conte che vedeva alleati i pentastellati con la Lega di Matteo Salvini. Il Governo di Giorgia Meloni ha abolito il sussidio ma lo ha sostituito con uno nuovo: l’assegno di inclusione.

L’assegno di inclusione si rivolge unicamente ai nuclei familiari in cui sia presente almeno un soggetto con disabilità certificata o con disagio psicosociale o un minore o una persona dai 60 anni in sù. Molti nuclei familiari inizieranno a ricevere questo nuovo aiuto già a partire da gennaio. Tuttavia bisogna fare molta attenzione perché basterà una piccola disattenzione per perdere tutto e, in alcuni casi, si dovrà addirittura restituire quanto percepito in precedenza.

Assegno di inclusione: ecco quando puoi perderlo

Al via all’assegno di inclusione già a partire da gennaio. Il nuovo aiuto si rivolge solo a famiglie che soddisfano determinati requisiti. Attenzione a non commettere errori perché per perdere l’aiuto basta davvero poco.

Quando decade l'assegno di inclusione
In questi casi puoi perdere l’assegno di inclusione e devi restituire tutto (ecodibasilicata.it)

Come anticipato l’assegno di inclusione spetta solo a quelle famiglie in stato di bisogno in cui sia presente almeno un disabile, un minore o un soggetto con almeno 60 anni di età. Non solo: per avere diritto all’aiuto di Stato è necessario che il reddito annuo non superi i 6000 euro, che la casa in cui si vive abbia un valore immobiliare non superiore a 150.000, che nessun componente della famiglia possieda imbarcazioni, auto o moto di lusso e che nessuno abbia riportato condanne penali negli ultimi 10 anni.

Dichiarare il falso o non comunicare eventuali cambiamenti all’interno del nucleo familiare può costare caro: si può perdere il sussidio. L’assegno di inclusione decade, ad esempio, nei casi in cui il beneficiario venga condannato in via definitiva per reati che prevedono una pena di almeno un anno. Ma il sussidio decade anche qualora i membri della famiglia non sottoscrivano il Patto di inclusione o non prendano parte alle iniziative di politica attiva.

Inoltre una famiglia può perdere l’assegno di inclusione anche se uno dei membri in grado di lavorare rifiuta un’offerta di lavoro o, al contrario, se inizia a lavorare e non lo comunica. Infine il beneficio decade in caso di mancata comunicazione di variazioni delle condizioni patrimoniali o reddituali della famiglia.

Non solo un nucleo familiare, in questi casi, perderà il sussidio ma dovrà anche restituire le somme ricevute dal momento in cui si è verificato l’evento che ha determinato la decadenza dell’aiuto in avanti. Ad esempio se una famiglia riceve l’assegno di inclusione da gennaio a giugno ma ad aprile il beneficiario viene condannato in via definitiva, le somme percepite da aprile a giugno dovranno essere restituite.

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