Terremoto mattutino sveglia Lauria. I letti oscillano ed i lampadari rimangono immobili

Ha anticipato di una trentina di minuti il solito boato con susseguente movimento dei letti dei laurioti. La cittadinanza è sempre più perplessa rispetto ad un fenomeno diverso dallo stereoptipo classico del sisma tellurico al quale si era ahimè abituati. Alle 6.28 di stamane un tuono ha svegliato i più sensibili ricordando, se mai ce ne fosse bisogno, la fragilità dell’esistenza.

I BOATI NEI TERREMOTI.
I boati di un terremoto sono prodotti dalle onde di pressione longitudinali (P). Se ti trovi proprio sopra l’ipocentro, è evidente che tali onde arriveranno direttamente dal basso verso l’alto e faranno sobbalzare il terreno come il cono di un altoparlante, generando cosí ogni tipo di rumore diffuso. L’effetto di un boato sismico è devastante per la psiche umana, cosí come il terremoto in sé, perché trattansi di eventi cui non siamo atavicamente abituati: si immagini un tuono che proviene, invece che dal cielo, da ogni altra direzione; e poi la terra, il nostro riferimento fisso di sempre, che si muove…

Quindi il boato si avverte praticamente solo in prossimità dell’epicentro e comunque solo dove le onde P arrivano con un’incidenza tale da fare sobbalzare il terreno; a grande distanza dall’ipocentro, le onde P generano movimenti piani del terreno, sull’asse che congiunge il luogo del rilevamento con l’ipocentro. Ecco perché, in genere, lontano dall’epicentro, anche se il terremoto è forte, non si sentono boati (a parte il rumore della terra e di tutto ciò che vi sta sopra).

Altra precisazione: le onde P hanno sempre frequenza molto piú alta delle S. Il risultato è che in prossimità di un terremoto, percepiamo vibrazioni piú brusche e veloci, mentre in lontananza le oscillazioni sono ampie e lente: altro motivo per cui non è possibile percepire boati a distanza dall’ipocentro. Le onde S a distanza fanno oscillare il terreno teoricamente in senso trasversale rispetto all’asse che congiunge il luogo del rilevamento con l’ipocentro, e ciò avviene sia in piano, sia in verticale.

Possiamo quindi immaginarci l’effetto di un terremoto nell’ipocentro come una sequenza di questo tipo: boato con sussulti rapidi, seguiti pochissimo dopo da oscillazioni laterali in ogni direzione. A distanza: spinta veloce ma appena percepibile in direzione dell’asse luogo-ipocentro (taluni le percepiscono inconsciamente e quindi sono presi da una sorta di ansia da qualcosa che sta per succedere) e molto tempo dopo (secondi interi) oscillazioni lente su e giú, destra sinistra, con direzioni perpendicolari all’asse suddetto.

Può tuttavia capitare che, anche a distanze notevoli, si percepisca un boato; ciò avviene perché la conformazione delle rocce può far sí che l’onda P devii di direzione, fino ad assumere, a grande distanza, una componente verticale che faccia sobbalzare il terreno.

Perché si oda il boato, non è per nulla necessario che il terremoto sia potente; anzi, a volte si odono anche senza terremoto, o con scosse strumentali. Certi fenomeni sono stati documentati specialmente vicino a Vulcani attivi e nella zona dei Castelli Romani; mi pare che siano stati documentati proprio in Abruzzo , in Basilicata e, in generale, nelle zone appenniniche. Altro che bang sonici… Il bang sonico è un rumore inconfondibile: è un’esplosione netta e estremamente intensa, come una mina, non un boato cupo o un rombo.

Per quel che riguarda i suoni strani, in Friuli, nella zona della Carnia, capita spessissimo che i suoni non corrispondano a boati; parenti miei (persone di scienza, non ciarlatani) mi hanno descritto rumori come di vento, oppure anche suoni ad alta frequenza e molto intensi, come se si passasse bruscamente un diamante su un vetro. Tutto ovviamente dipende dalla composizione e conformazione delle rocce e dalle onde (anzi dalle armoniche delle onde) che si sommano o sottraggono in ogni luogo, generando suoni davvero anomali; molti animali sono sensibili a questi suoni e, non avendoli mai percepiti, si comportano in modo strano.

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