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Apr 262018
 

Giovedì 26 aprile alle ore 17.00, nella meravigliosa Villa Nitti di Acquafredda a Maratea (PZ), verrà presentata “UNA LUCE DAL MARE” la Rievocazione in costume della traslazione delle reliquie di San Biagio che nel 732 d.C. sbarcarono a Maratea. Un progetto “Sei Musei”, inserito nel Calendario degli Eventi dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale del MIBACT che si traduce in un percorso tra Fede, Arte, Natura e Sport nella splendida cornice di Maratea che si svolgerà Domenica 6 maggio 2018 a partire dalle ore 9.00.
Dall’idea di Angelo Licasale e dal progetto del gruppo Sei Musei, composto da Arianna Cantisano, Silvia Carlomagno, Edda Chiappetta, Giulia Maestri, Francesco Maria Monterosso, Martina Napoli, nasce “Una luce dal mare” la prima edizione della rievocazione della traslazione delle reliquie di San Biagio a Maratea.
La denominazione “Una Luce dal Mare” affonda le radici nel racconto leggendario tramandato fino a noi in cui fu proprio una luce a fermare qui il viaggio del Santo. Sviluppata sulla base di una accurata ricerca storica, la rievocazione, si inserisce tra le azioni ed i progetti, attivi sul territorio come sviluppo de “Il Cammino di San Biagio”, a cura del Comune di Maratea con l’obiettivo di promuovere i cinque percorsi legati alla storia e al culto del Santo armeno a Maratea.
Secondo la tradizione, la traslazione dell’Urna contenente le ossa del Santo, avvenne nel 732 d.C., quando, per sfuggire alla persecuzione iconoclasta d’Oriente, la nave che le trasportava dall’Armenia verso Roma, giunta nei pressi della Costa di Maratea, fu sospinta da una tempesta presso l’isolotto di Santo Janni. La leggenda narra che una forte luce si sia sprigionata dall’Urna ad indicare che l’approdo in quel luogo non era casuale, ma emblematico della volontà del Santo stesso.
La forte volontà di valorizzare il patrimonio culturale legato al Culto di San Biagio ha portato il brillante gruppo Sei Musei del Servizio Civile Nazionale ad interpretare in modo innovativo la tradizione religiosa, in un’ottica di promozione paesaggistica, naturalistica, culturale e sportiva.
Una Luce dal Mare è la messa in scena, in abito, dello sbarco e della traslazione delle reliquie del martire armeno, lungo il probabile tracciato storico che parte dalla zona di costa de “Ilicini” e si inerpica sulla cima del monte San Biagio, fino alla Basilica, percorrendo sentieri che offrono panorami di rara bellezza, in una sintesi perfetta tra natura, paesaggio, arte e fede.

Apr 112018
 

A Ruvo di Puglia, per quattro giorni E’ Poesia. In folio Associazione Culturale in collaborazione con Circo Lamparelli, con il patrocinio del Comune di Ruvo di Puglia Città che legge Assessorato alla Cultura, organizzano un ciclo di incontri e laboratori dedicati alla poesia e al sentire poetico. Si raccoglieranno poeti e amanti della poesia nel nome delle Muse delle arti poetiche. Comunità di poeti si ritroveranno intorno a tematiche esistenziali e di attualità in alcuni dei luoghi più rappresentativi della città e daranno il proprio contributo al processo di avvicinamento e esplorazione degli stessi. Attraverso le lenti speciali delle sensibilità poetiche e della parola scritta si entrerà in contatto con spaccati di umanità, si guarderà da punti di vista altri le rappresentazioni del mondo. La poesia e la parola scritta al centro di tutto. Ogni poeta porterà il proprio contributo da una specifica prospettiva personale, sociale, poetica e proporrà al pubblico letture dedicate.

La Poesia e il Genere

14 aprile 2018 ore 19.00

Palazzo Caputi Museo del Libro e Casa della Cultura

Via Alcide De Gasperi, 26 – Ruvo Di Puglia

I poeti si ritroveranno intorno al tema “la poesia e il genere”. La scrittura poetica come manifestazione della sensibilità femminile e maschile, del dialogo tra le diverse anime che coesistono nell’essere umano e della loro costante ricerca di contatto. Ogni poeta proporrà scritti sul tema trattato.

Poesia Migrante

4 Maggio 2018 ore 18.00

Museo Nazionale Jatta

Piazza G. Bovio, 35 – Ruvo di Puglia

L’immigrazione e l’emigrazione raccontata dai poeti. Il poeta come narratore di verità altre, liberate da pregiudizi e preconcetti. Un Viaggio verso la libertà di lasciarsi contaminare per lasciarsi emozionare. L’incontro e il dialogo con l’altro-da-sé partendo da se stessi, attraversando la parola poetica, i dialetti e altre lingue. Ogni poeta proporrà scritti sul tema trattato.

Una balena è la poesia – Laboratorio di scrittura poetica condotto da Luana Lamparelli

24 Maggio 2018 ore 17.00 – 19.00

Palazzo Caputi Museo del Libro e Casa della Cultura

Via Alcide De Gasperi, 26 – Ruvo Di Puglia

Dal progetto più ampio di scrittura creativa e autobiografica ideato e curato da Luana Lamparelli, il laboratorio di scrittura poetica “Una balena è la poesia” accompagnerà i partecipanti in un percorso che, attraverso le domande “Cosa è la poesia? Cosa significa scrivere poesia?”, fornirà gli strumenti per poter iniziare a scrivere in versi, o per affinare questa propensione, entrando più in contatto con il proprio sentire e il proprio percepire.

Il laboratorio è rivolto a un numero massimo di 15 adulti. La partecipazione è gratuita. Per maggiori informazioni e prenotazioni utilizzare il seguente indirizzo: circolamparelli@gmail.com. Se il numero degli iscritti dovesse superare il numero di posti disponibili, saranno prese in considerazione le prime quindici prenotazioni pervenute. L’organizzazione del laboratorio provvederà a comunicare l’avvenuta iscrizione.

Il Poeta e la Poesia

Reading finale

16 Giugno 2018 ore 20.00

Piazzetta Ufficio IAT

Via Vittorio Veneto, 48 – Ruvo di Puglia

Reading finale aperto alla parola poetica in libertà. Poeti che leggono altri poeti, poeti che leggono se stessi. Poeti più noti, meno noti, sconosciuti. Poesie eterne e poesie fugaci. Poesie edite e poesie inedite. Si incontrano gruppi poetici di diversa provenienza territoriale in un reading aperto e libero. L’unico vincolo è quello di inviare all’indirizzo mail infolio.associazione@gmail.com le Poesie da leggere e l’iscrizione del proprio gruppo con l’indicazione del Poeta e della Poesia. Ogni poeta avrà a disposizione tre minuti.

Saranno accettate richieste di partecipazione fino al numero massimo di 30 poeti e verrà data priorità ai primi trenta iscritti.

Mar 162018
 

È partito dall’Itis “Leonardo Da Vinci” di Napoli, passando per l’Università Ciels di Milano ed i licei partenopei “Genovesi” e “Vittorini”, il tour nelle scuole di “Mehari Verde”, il nuovo singolo di Nando Misuraca ispirato alla vicenda umana del giornalista Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra nel 1985.
Martedì 20 marzo il tour di “Mehari Verde” approda a “Teatro in Sala”, nel Teatro Comunale “Mario Scarpetta”, per incontrare gli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Cicerone” di Sala Consilina.
Con il cantautore Nando Misuraca, per questo dibattito-incontro con gli studenti ci saranno anche l’attrice Barbara Mercurio, tra i protagonisti e co-sceneggiatrice del videoclip di “Mehari Verde”, attualmente impegnata in “Un posto al sole”, e lo scrittore Paolo Miggiano che racconterà alla platea inediti risvolti della vicenda Siani collegandola idealmente a quella trattata nel suo libro “Ali spezzate” sulla piccola Annalisa Durante uccisa a 14 anni a Forcella in un agguato di camorra.
Il videoclip di “Mehari Verde”, diretto da Claudio D’Avascio, vanta la partecipazione di nomi importanti della cultura partenopea come lo scrittore Maurizio De Giovanni, l’attrice Barbara Mercurio, il sociologo-cantautore Lello Savonardo, il giornalista Arnaldo Capezzuto, il poeta Raffaele Sannino, la danzatrice e coreografa Carmen Ventrice. Nel filmato appare anche Paolo Siani, fratello della vittima, da sempre impegnato nella lotta alla criminalità attraverso lo strumento della cultura.
Nando Misuraca ha iniziato così il suo inedito viaggio a contatto con i giovani, che sfocerà nell’album “Inconsapevoli Eroi” in uscita a settembre: «Ho scelto di partire dalle basi del nostro futuro, dalle scuole e dai giovani perché in loro risiede la speranza di una società migliore. I ragazzi di oggi sono menti aperte e vive, tutto il contrario di ciò che dipingono i media, ma vanno stimolati portando loro esempi di uomini giusti e positivi, di personalità che hanno fatto della passione il loro credo per la realizzazione dei propri sogni. Giancarlo Siani ne è stato perfetto testimone, coerente e libero fino alla fine».
Dunque, martedì 20 marzo 2018, con inizio alle ore 10:00, appuntamento di “Teatro in Sala” dedicato agli studenti del “Cicerone” per discutere di impegno civile e di legalità.

Feb 142018
 

Si terrà sabato 17 febbraio, dalle ore 18:30 presso la sede Ce.C.A.M di Marconia in Piazza Elettra la presentazione del libro “Bisogno di valori” – (Archivia – Associazione Culturale Inloco), 1^ edizione 2017, una raccolta di poesie del Prof. Antonio Romano. Il libro si apre con una curatissima “Riflessione” dello stesso autore, seguita dalla dalla
presentazione di Sua Eminenza Arcivescovo di Matera e Irsina Antonio Giuseppe
Caiazza e dalla magistrale prefazione, del Prof. Antonio Rondinelli. Una raccolta di 51
poesie, suddivisa in quattro sezioni dai titoli : E ritorno bambino; Incanti di natura; Occhi
sul mondo; Sentimenti, tutte precedute da altrettanto superlative “Grafiche” più la stessa
copertina, dell’affermato pittore di Tursi (MT), Maestro Luigi Caldararo. L’autore, di
Montalbano Jonico (MT), cui si preferisce definire “educatore”, laureato in Pedagogia, già
insegnante nelle scuole elementari, prima, poi docente nelle scuole superiori, ha già
pubblicato altre opere: Scrittori per ragazzi di Basilicata; Gocce di valori – Poesie per
l’infanzia; Piccoli autori crescono; Viaggio nel tempo. Ogni strada una storia; La scuola
creativa; Il dialetto di Montalbano Jonico – Vocabolario, autori e opere; Il sogno dell’Italia
unita. Le interviste impossibili; Montalbano nel pallone. Il calcio racconta; e Dal
Sud.Letteratura per l’infanzia e immaginario meridionale (coautore con Daniele Giancane).
Prima della sua ultima raccolta di poesie, aveva scritto nel lontano 2000, all’epoca
insegnante delle scuole elementari – Gocce di valori. Per l’autore la “poesia” intesa
quale strumento educativo, più immediato, più incisivo, che agevola la crescita sana in
dimensione morale e culturale, più penetrante e accattivante della prosa, “una maestra di
vita” proprio come la storia e la pedagogia i suoi “binari della scrittura”. E, se Gocce di
valori, era a misura d’infanzia, mirava a indicare il bene, un mondo idilliaco, a valorizzare
le piccole grandi cose della vita, sviluppandosi quasi per vie eteree, i versi di Bisogni di
valori si calano anche nel quotidiano, percorrono strade polverose della realtà variamente
inquinata e si sporcano, indicando il male che investe la società di quest’inizio del terzo
millennio, e lo sferzano per far riflettere e ricacciarlo indietro alla luce di un ritorno di quei
valori che possano costruire la strada di un nuovo umanesimo. La poesia in questo caso
“promossa e veicolata dai mass media”, può contribuire a riportare l’uomo sulla retta via,
da tempo smarrita; il suo linguaggio dolce ma penetrante arriva al cuore, può far riflettere,
e rinsavire menti deboli e mal orientate, può preparare un futuro degno di essere vissuto.
Solo la cultura e il dialogo possono salvare l’uomo dei nostri tempi. La presentazione sarà
coordinata dal Presidente del Ce.C.A.M Giovanni Di Lena, e dopo i saluti della Dr.ssa
Maria Grazia Ricchiuti (Vice Sindaco e Assessore alla cultura Comune Pisticci),
seguiranno gli interventi del Prof. Dino D’Angella subito dopo interverrà l’autore con le
conclusioni.
LINO DE MARSICO

svromano

Dic 102017
 

L’associazione “Mondi Lucani” esprime viva soddisfazione per la visita a Montescaglioso, nel giorno dell’Immacolata, di Adriana Tarulla, nipote del pittore Tomàs Ditaranto, nato a Montescaglioso nel 1904 ed emigrato con la famiglia in Argentina. Si sono finalmente riaccesi i riflettori su un lucano che ha dato lustro alla nostra Città e che nei prossimi mesi diventerà uno dei personaggi del Museo dell’Emigrazione di Castel Lagopesole Centro Nino Calice.
Il primo viaggio delle Radici per la nipote dell’artista a tutto tondo, scomparso nel 1985, che ha lasciato testimonianze del suo genio in tutto il mondo. La neurologa Adriana Tarulla è figlia della straordinaria musicista Haidè Ditaranto oltre che nipote del poeta e scrittore Hugo Ditaranto, già lucano insigne. Un ringraziamento all’Amministrazione comunale che nelle persone dell’assessore alla Cultura Francesca Fortunato, del vice sindaco Oliva e dell’assessore Monica Ditaranto, hanno accolto con tutti gli onori l’importante ospite. Non hanno fatto mancare la loro presenza Don Gabriele, parroco della Chiesa Madre, e alcuni esponenti delle famiglie Ditaranto e Balsebre. Visibile l’emozione della dottoressa che ha promesso di ritornare in occasione dell’evento che vedrà il nonno tra i personaggi del Museo. Messaggi sono giunti dalle Istituzioni regionali attraverso l’Associazione, tra i più significativi quelli del Presidente dei Lucani nel Mondo, Aurelio Pace, del Coordinatore del museo Luigi Scaglione e del Presidente del Consiglio Regionale Francesco Mollica. Adesso più che mai si rinnova l’impegno dell’Associazione “Mondi Lucani” che qualche mese fa ha proposto all’Amministrazione comunale di istituire la “Giornata dell’emigrante” che probabilmente sarà fissata per il 16 agosto. La cronaca della giornata e le dichiarazioni saranno affidate alla stampa nei prossimi giorni.

FOTO SUDITALIAVIDEO

Nov 292017
 

Un presepe ed una mostra raccontano l’arte, la cultura, la fede e le tradizioni di un popolo e della sua terra.
Due importanti manifestazioni artistiche di impronta lucana, organizzate e fortemente volute dall’Azienda di Promozione Turistica della Basilicata, si svolgeranno nei prossimi giorni a Firenze, città Unesco in ideale gemellaggio con Matera Capitale della Cultura Europea 2019: il presepe lucano del maestro Franco Artese e la manifestazione artistica “Maternità divine. Sculture lignee della Basilicata dal Medioevo al Settecento”.
Franco, Francesco Artese, è nato in Basilicata, dove vive e lavora. Nella sua carriera ha avuto importanti riconoscimenti allestendo presepi monumentali, in collaborazione con APT Basilicata, nelle più importanti città europee, negli Stati Uniti, a Betlemme con l’UNESCO, in Piazza San Pietro a Roma in occasione del Natale 2012, omaggio a S.S. Benedetto XVI. Lo stesso Presepe è stato poi esposto nella diocesi di Goyana in Brasile mentre un’altra sua opera ha fatto da cornice ad importanti eventi tenutisi a Turku, in Finlandia, nel 2013, a New York nel 2015. Un artista di fama mondiale che anche quest’anno ha realizzato un piccolo grande capolavoro nella Basilica fiorentina di Santo Spirito dal tema “L’Infinito diventa uno di noi”.

Il presepe, che verrà presentato alla stampa insieme alla manifestazione artistica sulle sculture in legno “Maternità divine. Sculture lignee della Basilicata dal Medioevo al Settecento” giovedì 7 dicembre alle ore 10:30, sarà inaugurato ufficialmente al pubblico alla presenza del Cardinale Betori e delle autorità locali, lo stesso giorno al pomeriggio, alle ore 17.00, e sarà visitabile fino al 4 febbraio 2018.

I presepi monumentali della Basilicata sono una tradizione natalizia itinerante prossima a festeggiare i dieci anni di vita. Si tratta di opere capaci di raccontare, insieme al mistero della Nascita, la storia, la cultura e il paesaggio di una Terra ricca di naturale spiritualità, millenario crocevia di popoli e tradizioni, che oggi si offre ai visitatori per sorprenderli in un viaggio senza tempo fra chiese rupestri, abbazie, santuari, cattedrali, borghi, in cui rivive la storia dell’umanità intera. Un paesaggio caratterizzato da vicoli e scale, grotte e palazzotti signorili, archi e ballatoi, orti e terrazze, da cui sbucano, improvvisi, i caratteristici comignoli o i campanili delle chiese ipogee impreziosite da affreschi simboleggianti un’arte che lega l’uomo a Dio. Le case scavate nel tufo e incastrate tra loro, evocazione di un sapere artigiano tramandato di padre in figlio, appaiono come merletti che l’Uomo e Madre Natura si sono divertiti a tessere. Sulla scena del presepe si compone un insieme di quadri, con oltre 110 personaggi, che rappresentano diversi momenti della vita quotidiana, in un ambiente semplice e laborioso, che attinge a immagini tratte da riti e tradizioni della civiltà rurale lucana, ancora vive, tra cui: la rappresentazione del Maggio di Accettura, attraverso un gruppo di buoi che, aiutato dagli uomini, traina il tronco di un grande albero; una processione simbolo della forte devozione popolare per la Vergine Maria con fedeli che portano sulle loro teste i “cinti”, composizioni di ceri costruite come fossero architetture, ex voto in cui si compendiano speranze ed attese ma anche attestati di gratitudine per grazie ricevute; il culto della Madonna della Bruna, tra storia e leggenda. Spiega Padre Giuseppe Pagano O.S.A., priore del Convento agostiniano di Santo Spirito: “Questa è la nostra speranza: che nel periodo natalizio chi entra a Santo Spirito possa comprendere di più, attraverso questo presepe, la grandezza di Dio attraverso la sua piccolezza e anche la grandezza dell’uomo grazie proprio al dono dell’Incarnazione”.
Dal 16 dicembre al 24 marzo 2018 nel Complesso monumentale espositivo dell’Opera di Santa Croce si svolge la manifestazione artistica: “Maternità divine. Sculture lignee della Basilicata dal Medioevo al Settecento”. Il progetto è promosso e sostenuto dall’APT Regione Basilicata. Partner del progetto è la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Basilicata, il Comune di Firenze-Ufficio UNESCO e l’Opera di Santa Croce di Firenze.
Francesco Canestrini, direttore Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio della Basilicata ha poi affidato la cura scientifica della mostra ad Elisa Acanfora, professoressa associata di Storia dell’Arte Moderna dell’Università della Basilicata, che spiega: “Si tratta di una mostra che intende portare e far conoscere fuori regione alcuni capolavori di scultura lignea della Basilicata, mai usciti sinora fuori dai confini regionali. Le sculture, di grandi dimensioni e di grande pregio, spaziano dal Medioevo al Settecento e vertono sul tema della Natività, rappresentato da varie Madonne con il Bambino e da un gruppo con la Sacra Famiglia, cui viene affiancato un busto di San Giuseppe con il Bambino, un soggetto che spesso si accompagna a quello della ‘maternità divina’. È, dunque, la prima rassegna a presentare con ampiezza cronologica, se pur con una scelta mirata, il vasto e prezioso patrimonio lucano nel campo della statuaria lignea”. Saranno esposte una selezione di opere, un quindicina circa, che sono state restaurate da poco dalla Soprintendenza della Basilicata, come maggiormente rappresentative del grande patrimonio di scultura lignea policroma che si conserva nella regione lucana. “Si tratta di opere uscite da ateliers locali ma anche frutto dei più importanti scultori meridionali che furono attivi in varie zone del Regno di Napoli” sottolinea la professoressa Acanfora “Queste opere di provenienti dal territorio offrono così la duplice possibilità di apprezzare alcuni importanti artisti lucani e insieme i maggiori scultori dell’Italia meridionale, come Giovanni da Nola, che furono operosi anche per la Basilicata”. Due eventi importanti che mettono in luce le eccellenze della Basilicata come sottolineano in una nota congiunta Marcello Pittella, Presidente della Regione Basilicata e Mariano Schiavone, Direttore APT Basilicata: “La Basilicata intera rivive nel Presepe di Francesco Artese, nei volti e nei gesti delle donne, degli uomini e dei bambini che animano la scena che precede la grotta della Natività. Un momento di vita senza tempo, che sospende lo sguardo e il cuore tra realtà e immaginazione. Non v’è dubbio che la storia divulgata con tale forza narrativa ed evocativa rappresenti il cardine del turismo culturale, viatico formidabile di conoscenza al quale la Basilicata si affida con convinzione da tempo, stringendo accordi di collaborazione con città e regioni, iniziative rafforzate in vista del 2019, anno in cui sarà Matera la Capitale europea della Cultura chiamata a rappresentare l’Italia intera. In questo contesto si inscrive la presenza della Basilicata a Firenze con il presepe monumentale dei Sassi di Matera e la mostra di sculture lignee “Maternità Divine”, iniziative ospitate nella meravigliosa cornice che solo questa Città sa offrire agli occhi del mondo, nel solco del comune interesse per la valorizzazione della storia e della cultura del nostro Paese”.

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Nov 242017
 

“Non amiamo a parole ma coi fatti”: uno slogan o forse un monito? Un sogno o una preghiera?
Ci sono luoghi dove non amare a parole ma coi fatti è solo la semplice realtà, quella ordinaria.
È così nella Caritas parrocchiale di Chiaromonte dove le mele, donate alla parrocchia, diventano torte da vendere per l’autofinanziamento, dove gli immigrati che arrivano “nudi” e “forestieri” vengono vestiti e ospitati, dove gli anziani creano gli addobbi per l’albero della solidarietà. È così a Lagonegro dove l’Episcopio è diventato “mensa dei poveri” e magazzino di viveri, la dispensa di chi ha fame e ancora a Colobraro, dove educare alla carità è uno stile di vita quotidiano, dove si cucina anche nei pentoloni da campo perché ci sia abbastanza cibo per tutti, dove le scuse di chi inventerebbe di tutto pur di non stare solo non sono “capricci” o a Sant’Arcangelo dove il povero che grida viene ascoltato e saziato, dove l’oratorio è anche scuola di danza gratuita, laboratorio dove usare le mani per costruire una relazione senza chiedere nulla in cambio, senza se, senza però e senza forse. Questi sono solo alcuni dei fatti raccontati al Convegno delle Caritas Parrocchiali che si è tenuto a Tursi domenica 12 novembre e che ha aperto la settimana di riflessione in preparazione alla Giornata Mondiale dei Poveri voluta da Papa Francesco per domenica 19 novembre.
Nel Messaggio per la Giornata il Papa aveva espresso un desiderio: le comunità cristiane si impegnino a creare momenti di incontro e di amicizia, di solidarietà e di aiuto concreto.
La Caritas Diocesana di Tursi-Lagonegro ha accolto l’invito, si è lasciata invitare alla mensa dei poveri, alla festa di Dio dal 12 al 19 novembre, in un percorso di condivisione e riflessione.
Il Vescovo monsignor Vincenzo Orofino, don Giuseppe Gazzaneo, direttore della Caritas e vicario episcopale per la carità, l’equipe Caritas diocesana, il Laboratorio Caritas diocesano, le Caritas parrocchiali: uomini e donne di buona volontà, animati da un senso di responsabilità comune, dalla consapevolezza che i poveri “non sono un problema ma una risorsa a cui attingere per accogliere e vivere l’essenza del Vangelo”, hanno accolto l’invito del Papa e si sono messi in cammino. Hanno intrapreso un viaggio attraversando la Diocesi, macinando chilometri e, partiti da Tursi domenica 12, martedì 14 novembre si sono incontrati a Policoro per ascoltare la voce incrinata dall’emozione di Ivan Sagnet. Ivan che, arrivato in Italia dal Camerun con un sogno e catapultato nell’incubo del caporalato a Nardò, nella Puglia della raccolta dei pomodori, non ha dimenticato che la dignità della persona è sacra e si è ribellato, inneggiando allo sciopero, facendo arrivare il suo grido alla Magistratura che ha arrestato 16 caporali e li ha condannati per riduzione in schiavitù. L’incubo, che Ivan ha vissuto, è tornato ad essere un sogno, è diventato legge contro il caporalato, un’associazione dall’emblematico nome “NO CAP” che diventerà presto una rete di supermercati dove si venderanno prodotti raccolti da mani che nessuno ha sfruttato. Alla voce tremante di Ivan ha fatto eco quella indignata di Gianni Fabbris di Altragricoltura a difesa della nostra terra, dei contadini, dei lavoratori in lotta contro la speculazione che crea crisi economica e inequità sociale.
Mercoledì 15 novembre il viaggio è proseguito verso Lagonegro per ascoltare i fatti della vita di Andrea Costantino che, dopo aver giocato d’azzardo ha capito che il gioco più bello è puntare sulla vita, per imparare da Angela Canzoniere, psicologa e psicoterapeuta della Cooperativa “Il pozzo di Sicar” di Tricarico, che il gioco può diventare un carcere e tramutarsi in malattia, ma anche che chi vive un dramma del genere può essere curato, facendosi carico della sua persona al di là dei dati e delle false probabilità. Piera Vitelli, della Comunità Exodus di Tursi, ha raccontato dei suoi ragazzi, quelli che hanno cercato i paradisi artificiali, che si sono persi per le strade senza meta della droga e dell’alcool, e ha rivolto il suo accorato appello ai 60 ragazzi dell’Istituto “Pitagora” di Policoro, che hanno partecipato al Concorso indetto dalla Caritas e dal Miur sulla Ludopatia con i loro disegni e le loro speranze, invitandoli a farsi testimoni e protagonisti nella lotta alle forme di dipendenza. Mons. Orofino ha consegnato una targa a una delle allieve del Pitagora, segno di ringraziamento per l’impegno e per cristallizzare il senso profondo di una battaglia che si può vincere.
La riflessione è passata per Francavilla in Sinni: giovedì 16 novembre si è tenuto un incontro in cui poter conoscere modi diversi di “essere abili”. Nicoletta Messuti ha presentato i ragazzi con disabilità di Casa Angelica con sede a Lauria, quelli del “Dopo di Noi”, le persone a cui la legge 112 del 22.06.2016 vorrebbe garantire il benessere, l’autonomia e la piena inclusione sociale, persone che hanno bisogno di Nicoletta e degli altri operatori come quelli di Casa Angelica per sentirsi a casa e in famiglia anche quando non ne hanno più una.
“La diversa abilità presuppone un diverso modo di essere, essere autistico presuppone un altro modo di sentire per cui un abbraccio può essere solo un sovraccarico sensoriale di impulsi contraddittori”: le parole di Franco Addolorato, dette con la forza dell’esperienza, con l’autorità della conoscenza e dell’impegno, col sentimento di un padre che ha spesso bisogno delle sagge parole del figlio, Vincenzo, che con voce impostata ha ricordato al suo papà e a tutti i presenti che “solo chi sogna può volare”.
Riflettendo sui fatti e sui gesti siamo arrivati a San Brancato di Sant’Arcangelo per parlare di “immigrazione”. E da qui il cuore e la mente hanno spaziato a tutto tondo. Caterina Boca, avvocato e consulente del Coordinamento Nazionale Immigrazione di Caritas Italiana, coi dati nazionali ed europei sull’immigrazione, lei che da anni vive a Roma ma viene da Vena, paesino calabrese a cultura arbereshe che negli anni ‘90, quando gli albanesi sbarcarono in massa sulle coste pugliesi ha visto suo padre partire alla volta di Bari per andare ad accogliere i “compaesani” e portarli a Vena e dar loro un tetto e un sostegno… che sente ancora suo padre lamentarsi perché gli hanno messo fuori uso una lavatrice. A Caterina ha fatto eco don Giuseppe Gazzaneo che ha ricordato che “siamo uomini e non lavatrici… non abbiamo bisogno di separarci per colore!”. I presenti all’incontro di venerdì 17 novembre hanno ancora negli occhi il piccolo Hiab, figlio di una coppia di immigrati, ospite del Cas di Rotondella, che di fronte alla croce pettorale di Mons. Orofino ha mostrato, sollevando il suo maglioncino blu, la piccola croce di legno che aveva al collo e, in un gesto innocente, ha scritto un trattato sull’uguaglianza e la fratellanza in Cristo! Nessuno dimenticherà le parole dei due ragazzi immigrati che hanno voluto raccontarci i “fatti loro”, che a Senise e a San Brancato si sentono a casa, come se fossero nati qui, che pensano che l’immigrazione sia un movimento di persone alla ricerca di se stesse e non solo la ricerca affannosa e disperata di un posto dove stare. E nessuno scorderà le parole del sociologo Rocco Di Santo, che dopo aver dato i suoi numeri, ha guardato il piccolo Hiab ricordandoci che lui è il futuro.
Ma perché vi sia un futuro sereno è necessario che vi sia lavoro per tutti. Avevamo, dunque, l’obbligo di riflettere sulla crisi economica e sulla mancanza di occupazione. E lo abbiamo fatto a Senise, al Centro Parrocchiale, con gli imprenditori Franco Cupparo e Rocco Messuti e le loro storie: Cupparo che da ragazzo faceva l’acquaiolo in un cantiere a Ginosa e oggi da lavoro a cento persone, Messuti che, insieme a suo fratello Egidio, per amore del suo paese, è rimasto a Senise lanciandosi in un’avventura che oggi gli consente di dare lavoro a 60 occupati. Lo abbiamo fatto con Maria Grazia Tammone, psicologa e psicoterapeuta della Caritas di Tricarico, della Cooperativa “Il pozzo di Sicar”, nata dall’esperienza dei progetti in Caritas e in seno alla Chiesa che si occupa di nuove e vecchie dipendenze, di sostegno alle famiglie con grave disagio economico, e che offre lavoro a 16 persone. E ancora con Franco Marcone e la sua esperienza nel mondo sindacale, dalla parte dei lavoratori con uno sguardo attento e le mani protese ad offrire supporto e spesso conforto.
Su tutte la voce del Vescovo che ha ricordano come “ognuno di noi, quando viene al mondo, è accolto in una relazione, in una relazione d’amore. Le relazioni sono fatti, non sono solo parole o sentimenti! La carità è un fare, è un’azione! Le relazioni non sono funzionali a un qualche cosa ma sono qualificanti. La vita delle persone si determina dalle relazioni, le relazioni danno qualità alle persone. Le persone, davvero degne di questo nome, amano relazionarsi con gli altri. Ma qualcosa si è guastato nel cuore dell’uomo e invece di globalizzare la solidarietà stiamo globalizzando l’indifferenza e il rifiuto. Se rimaniamo fedeli alla nostra natura saremo naturalmente portati ad aprirci agli altri e più ci apriremo agli altri più saremo realizzati. Non c’è bisogno di essere eroi per stare accanto a chi porta con sé una povertà… basta essere normali”.
Domenica 19 novembre, Giornata Mondiale dei Poveri, la Caritas Diocesana con il Vescovo e il Direttore è arrivata a Lauria dove, realizzando il desiderio del Papa, ha diviso il pane coi poveri e coi poveri ha celebrato l’Eucarestia, ai piedi del Beato Lentini a cui quest’anno guardiamo in maniera particolare nel ricordo del 20mo anniversario della beatificazione.
E a tavola c’erano Enzo che tifa Juve, Domenica col suo sguardo timido e la sua collana di perle, Maria e il suo voler essere abbracciata, Gigino coi suoi occhi sorridenti… e tra loro la Caritas Parrocchiale, la Croce Rossa, i volontari, gli operatori delle caritas parrocchiali della diocesi, uomini e donne di buona volontà che tengono fisso lo sguardo su quanti gridano aiuto e chiedono solidarietà.
Una settimana ricca di fatti, di gesti di premura e cordialità, che lascia il segno nella vita di tanti: ci sta a cuore il benessere della nostra gente, la promozione della persona, la bontà dell’operato ordinario della Chiesa e delle istituzioni presenti nel territorio. Perché parlare di povertà non è questione di astrazione ma di attenzione concreta a uomini e donne che vivono problematiche di cui Caritas vuole farsi carico in vista di percorsi educativi strutturati e abituali.
In un mondo che ci suggerisce di imitare ciò che il marketing decide per noi, vogliamo farci imitatori della vita di Cristo, portarlo nelle nostre esistenze e far sì che pervada le nostre responsabilità sociali a garanzia della giustizia delle nostre decisioni e dei nostri gesti.

Maria Lucia Cristiano
Equipe Caritas Diocesana di Tursi-Lagonegro

tavoloTursi

Ott 122017
 

Sono iniziate le riprese del film “Lucania” di Gigi Roccati interpretato da Joe Capalbo, Angela Fontana, Pippo Delbono, Maia Morgenstern, Antonio Infantino, Christo Jivkov e con la partecipazione straordinaria di Marco Leonardi. Le riprese del film avranno una durata di quattro settimane e si svolgeranno in Basilicata, toccando il Pollino (San Severino lucano, Senise, Viaggianello, Valsinni), la città di Nova Siri, Aliano, Alianello e il Vulture nei comuni di Barile, Melfi, Venosa e Rionero in Vulture.

E’ una produzione Fabrique Entertainment e Moliwood Films in collaborazione con Rai Cinema. Il film è scritto da Carlo Longo, Davide Manuli, Gigi Roccati e Gino Ventriglia.

Film riconosciuto di interesse culturale con contributo economico del MiBACT Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – Direzione Generale Cinema – Con il sostegno dalla Regione Basilicata – Ufficio Sistemi culturali e Turistici, della Lucana Film Commission, di GAL “la Cittadella del sapere” e dei Comuni di: San Severino lucano, Senise, Viggianello, Valsinni, Aliano. Con il patrocinio di Slow Food e di Fondazione Matera Capitale della Cultura.

Lucania è una storia antica ambientata nel mondo moderno, che racconta di una terra e della sua gente che la lavora, la celebra, la subisce o la sfrutta, mettendo in stretta relazione i personaggi con il paesaggio cui appartengono. Un mondo magico, inaccessibile e sconosciuto, racchiuso tra le montagne e il mare, dove niente è come sembra.

E’ qui che vivono Rocco e Lucia, un padre severo, legato alla terra come un albero, che lotta per difenderla fino all’estremo sacrificio, ed una ragazza selvatica, muta dalla morte della madre Argenzia, che ha il dono di vedere e di sentirne l’anima. Il padre che la vede parlare al vento, la crede pazza e disperato la sottopone ai riti di guarigione di una maga contadina.

Un giorno Rocco respinge l’offerta di Carmine, un autotrasportatore che gli offre di seppellire materiali tossici nella propria terra in cambio di denaro, e a causa delle conseguenze decide di fuggire a piedi per mettere in salvo la figlia.

Comincia così il viaggio di espiazione di Rocco e il viaggio di formazione di Lucia.

Un lungo cammino attraverso la bellezza di una natura rigogliosa, e poi la durezza di una terra morente, dove la ragazza dovrà abbandonare il ricordo di sua madre per aiutare il padre aggravato dal fardello della colpa.

Un mondo dei vinti in cui si accende una luce di speranza, incarnata da una giovane muta che assiste allo scontro fatale tra suo padre contadino e chi ne vuole avvelenare i campi, in un viaggio commovente intriso di magia e redenzione.

set-cinema

Set 142017
 

UNA SERATA DEDICATA AL VOLONTARIATO E A SAN ROCCO.
PREMI AL GRUPPO GENTE ALLEGRA E DIPARTIMENTO SICUREZZA E SOLIDARIETA’ DEI CUOCHI DI BASILICATA.
MENZIONI D’ONORE PER IL TOUR BASILICATA SENZA BARRIERE DELLA SEZ. AISM DI POTENZA E AL COMITATO MAI PIU’ A FUOCO DI AVIGLIANO

Venerdì 15 Settembre, in apertura dei solenni festeggiamenti di San Rocco, avrà luogo a Tolve la cerimonia di consegna del XIII Premio Solidarietà “Amici del Pellegrino”, una serata di gala per il volontariato e la solidarietà.
Il Premio viene assegnato ogni anno ad una persona, un gruppo o un’associazione, che si è particolarmente distinta nel campo del volontariato e della solidarietà attraverso il suo operato.
A ispirare l’iniziativa degli Amici del Pellegrino è la biografia del Santo protettore del paese San Rocco, giovane di nobile famiglia che donò tutte le sue ricchezze per mettersi a servizio degli ultimi, facendo rivivere così l’insegnamento del Vangelo in un periodo storico difficile, segnato dalla crisi economica e morale e da terribili pestilenze. Pur avendo un valore meramente simbolico, il Premio Solidarietà “Amici del Pellegrino” persegue infatti l’ambizioso l’obiettivo di promuovere la cultura della solidarietà e del servizio e di valorizzare l’esperienza del volontariato facendo conoscere esperienze di eccellenza per stimolare l’impegno di tutti a servizio gratuito del prossimo, per l’affermazione e il consolidamento di buone pratiche che portino un miglioramento della vita individuale e comunitaria. Negli anni passati sono state premiate associazioni come Dopo di Noi, Insieme Onlus, Amici dell’Hospice S. Carlo, Domus, Libera Basilicata, Agebeo, Il Coordinamento per l’Accoglienza dei Migranti di Palazzo San Gervasio, ABIO Basilicata, Associazione IO Potentino e i loro Magazzini sociali, ma anche persone semplici che con il proprio agire quotidiano hanno testimoniato l’impegno gratuito per il prossimo. Dallo scorso anno il Premio Solidarietà ha istituito una speciale Sezione Lavoro, dedicata all’impegno di professionisti ed imprenditori che hanno saputo condividere la propria fortuna e il proprio saper fare con il loro prossimo prossimo.
Per questa tredicesima edizione del Premio gli Amici del Pellegrino conferiranno il Premio Solidarietà al Gruppo Gente allegra di Potenza, un gruppo di volontari divertenti e contagiosi che armati di naso rosso e buffi vestiti fanno dell’arte dei clown e delle sue capacità terapeutiche uno strumento per animare e portare il sorriso in particolari contesti di disagio e sofferenza.
Il Premio Amici del Pellegrino “Speciale Lavoro” sarà conferito invece al Dipartimento Solidarietà Emergenze della Federazione Italiana Cuochi di Basilicata, un gruppo di stimati e affermati cuochi lucani al servizio delle emergenze e della solidarietà, che in quest’anno è stato particolarmente impegnato con il motto Ama Mangia e Ricostruisci nell’emergenza terremoti del Centro Italia, offrendo insieme a migliaia e migliaia di pasti caldi anche il calore e l’affetto dei lucani.
A partire da quest’anno il Premio si arricchisce inoltre delle Menzioni d’onore una speciale sezione del premio dedicata a valorizzare azioni di solidarietà, progetti e iniziative concrete particolarmente significative che hanno bisogno di essere conosciute, sostenute e replicate per diventare buone pratiche. Una menzione d’onore sarà riconosciuta all’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) Sezione provinciale di Potenza per il tour #Basilicatasenzabarriere, un progetto vincitore di bando nazionale, che ha offerto ad alcune persone con sclerosi multipla la possibilità di viaggiare e “volare” un po’ oltre la quotidianità, con i propri familiari, i caregiver e i volontari, attraverso il territorio della nostra regione, in quella che è la prima esperienza di tour accessibile in Basilicata. Un viaggio vacanza che è diventato occasione importante di sensibilizzazione del territorio e delle comunità alla cultura del turismo accessibile e ai diritti delle persone con disabilità. L’alta menzione d’onore sarà riconosciuta al Comitato spontaneo #Maipiuafuoco, nato nella comunità di Avigliano all’indomani di un incendio che ha completamente distrutto un’importante officina meccanica attiva in paese da oltre 50, al fine garantirne il prosieguo delle attività. Una testimonianza di solidarietà quale rapporto di fratellanza e assistenza reciproca che ha unito i membri della comunità di Avigliano e si è fatta monito e buona pratica.
Per tutte queste ragioni e per molte altre ancora difficilmente qui enumerabili crediamo che l’operato di questi gruppi risponda pienamente alla logica del Premio Premio Solidarietà “Amici del Pellegrino che si esprime sinteticamente nell’esortazione di San Francesco: “Cominciate con il fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile e all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile”. Un’esortazione che tutti coloro che si mettono al servizio del prossimo sperimentano e che sperimentò di certo anche San Rocco, uno dei santi più venerati al mondo e patrono della comunità di Tolve, dove sorge uno dei più importanti santuari a lui dedicati.
Conosceremo meglio questi gruppi e associazioni, le loro azioni e le loro motivazioni, venerdì 15 Settembre, a partire dalle 20.30, in Largo Mario Pagano a Tolve nel corso di una serata interamente dedicata al volontariato nella cornice dei festeggiamenti in onore di San Rocco. Interverranno i vertici e i rappresentanti delle associazioni e dei gruppi premiati, Il parroco e rettore del santuario di San Rocco, don Enzo Fiore, il sindaco di Tolve Pasquale Pepe e i soci dell’Associazione Amici del Pellegrino, in un incontro moderato dalla giornalista Enza Martoccia e allietato dalla musica delle Magiche Note.

Premio solidarietà 2017

Ago 292017
 

Rassegna di musica, cinema, teatro, enogastronomia, laboratori e incontri. Firenze 9-16 Settembre 2017
(Piazza Bartali, Galleria delle Carrozze, Teatro della Compagnia, Fiorino sull’Arno)

Entrata ufficialmente per il secondo anno consecutivo nel palinsesto dell’Estate Fiorentina, “La Settimana Lucana” rinnova il suo appuntamento per rafforzare il gemellaggio tra due terre in cammino verso l’Europa.
Metafora di un lungo viaggio culturale, la kermesse mette di fronte Firenze e la Basilicata tra incontri, dibattiti, conferenze, musica, cinema, teatro e arte (tutti a ingresso gratuito) seguendo il filo conduttore dell’Italia che cambia e
dell’Europa che cresce.
Due culture a confronto tra tradizione e innovazione: la Basilicata di ieri e quella di oggi, da terra di emigranti a modello d’integrazione dei nuovi flussi migratori. Dall’altro Firenze, già capitale d’Italia e poi prima città italiana
capitale europea della cultura nel 1986. Due realtà in viaggio verso una nuova dimensione unite dal
senso di appartenenza alle proprie origini attraverso modelli di sviluppo a passo coi tempi.
Un evento internazionale che lega una regione dall’animo tradizionale, ma dallo spirito Europeo, la
Basilicata, con Firenze finestra sul mondo, prospettando a questa terra e alla sua gente un volto
nuovo slegato dagli stereotipi del folklore, mantenendo intatta la propria autenticità.
Un confronto tra musica, teatro, arte ed enogastronomia ma anche su temi culturali d’ attualità
quali la viabilità delle regioni, il fenomeno dell’emigrazione, quello dell’immigrazione i problemi
ambientali e i progressi del settore turistico.
Promossa ed organizzata dall’Associazione culturale lucana Firenze che dal 1971 opera ed agisce sul
territorio toscano, con l’intento di mantenere vivo il legame con la terra d’origine, la “Settimana
Lucana” è un evento realizzato con il patrocinio della Presidenza del Consiglio della Regione
Basilicata, Comune di Firenze e Città Metropolitana.

ASSOCIAZIONE CULTURALE LUCANA FIRENZE

Presenta

SETTIMANA LUCANA, II°EDIZIONE

Firenze incontra la Basilicata, un confronto per crescere insieme

(Rassegna di musica, cinema, teatro, enogastronomia, laboratori e incontri)

Firenze 9-16 Settembre 2017

(Piazza Bartali, Galleria delle Carrozze, Teatro della Compagnia, Fiorino sull’Arno)

Entrata ufficialmente per il secondo anno consecutivo nel palinsesto dell’Estate Fiorentina, “La Settimana Lucana” rinnova il suo appuntamento per rafforzare il gemellaggio tra due terre in cammino verso l’Europa. Metafora di un lungo viaggio culturale, la kermesse mette di fronte Firenze e la Basilicata tra incontri, dibattiti, conferenze, musica, cinema, teatro e arte (tutti a ingresso gratuito) seguendo il filo conduttore dell’Italia che cambia e dell’Europa che cresce.

Due culture a confronto tra tradizione e innovazione: la Basilicata di ieri e quella di oggi, da terra di emigranti a modello d’integrazione dei nuovi flussi migratori. Dall’altro Firenze, già capitale d’Italia e poi prima città italiana capitale europea della cultura nel 1986. Due realtà in viaggio verso una nuova dimensione unite dal senso di appartenenza alle proprie origini attraverso modelli di sviluppo a passo coi tempi.

Un evento internazionale che lega una regione dall’animo tradizionale, ma dallo spirito Europeo, la Basilicata, con Firenze finestra sul mondo, prospettando a questa terra e alla sua gente un volto nuovo slegato dagli stereotipi del folklore, mantenendo intatta la propria autenticità.

Un confronto tra musica, teatro, arte ed enogastronomia ma anche su temi culturali d’ attualità quali la viabilità delle regioni, il fenomeno dell’emigrazione, quello dell’immigrazione i problemi ambientali e i progressi del settore turistico.

Promossa ed organizzata dall’Associazione culturale lucana Firenze che dal 1971 opera ed agisce sul territorio toscano, con l’intento di mantenere vivo il legame con la terra d’origine, la “Settimana Lucana” è un evento realizzato con il patrocinio della Presidenza del Consiglio della Regione Basilicata, Comune di Firenze e Città Metropolitana.

Flyer 2017