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nov 022015
 

La Ola, Organizzazione lucana ambientalista,rende noto che l’Appenine Energy con sede legale a Matera, via XX Settembre 45, con istanza del 7 Ottobre scorso pubblicata sul BUIG dello stesso mese (Bollettino Ufficiale Idrocarburi e Geotermia) ha rinunciato all’istanza di permesso idrocarburi “Tardiano”.Essa riguardava 212,76 Kmq in gran parte situati nel parco nazionale dell’Appennino Lucano e quelli limitrofi ai parchi del Vallo di Diano e del Pollino, tra il Vallo di Diano (Campania) e la Val d’Agri (Basilicata). Un territorio che comprendeva ben 10 Comuni (2 nel Vallo di Diano: Montesano sulla Marcellana e Casalbuono; 8 in Basilicata: Grumento Nova, Lagonegro,Moliterno, Sarconi, Tramutola, Castelsaraceno, Spinoso e Lauria).

Nello stesso BUIG – informa la Ola – la società petrolifera materana ha invece acquistato le intere quote dei permessi idrocarburi “Monte Negro” provincia di Matera (Stigliano, Craco, Aliano, Tursi, San Mauro Forte, Ferrandina) e “Torrente Alvo” ( Tolve, Oppido L.,Vaglio di B. e San Chirico N.),in provincia di Potenza , in precedenza possedute dalla Società Apennine Oil & Gas S.r.l. a seguito della fusione mediante incorporazione di questa società all’Appenine Energy SpA. Nel permesso di ricerca “Torrente Alvo” Il progetto prevede l’approntamento della postazione sonda e la perforazione del pozzo esplorativo denominato “Strombone 3 Dir” situato nel comune di Tolve a poca distanza del centro abitato.

Sull’istanza”Tardiano” – fa rilevare la Ola – mentre si erano registrate le opposizioni dei comitati lucani e campani e quelle dei comuni del Vallo di Diano, non aveva ricevuto quella dei comuni lucani, rimasti in silenzio. Con la decisione assunta dalla società petrolifera materana per l’istanza idrocarburi “Tardiano”, l’interesse della stessa sembra dunque rivolgersi oggi verso altri permessi di ricerca idrocarburi di cui la società petrolifera risulta unica titolare in Basilicata.
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set 182015
 

Domenica 20 Settembre, alle ore 18.30, si svolgerà a Vibonati, in Piazza Nicotera, la proiezione del film “I frutti del lavoro” del regista salernitano Andrea D’Ambrosio. Protagonista della storia è Carlo, interpretato dall’attore Enzo Decaro, che ritorna in paese per insegnare in una scuola elementare dove si affezionerà a Dario, bambino vivace e sensibile, il cui padre ha un grave incidente sul lavoro . L’opera, prodotta dalla società napoletana Iuppiter Group (Max De Francesco, Laura Cocozza, Maurizio Fiume) con il sostegno dell’INAIL e dell’Università di Salerno (attivazione progetto e responsabile UNISA il professore Marco Pistoia), i contributi del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, della Banca di Credito Cooperativo del Cilento si propone non solo di sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sul delicato tema delle morti bianche e della sicurezza sul lavoro ma anche di mostrare bellezze e tesori del Golfo di Policastro. Il corto, infatti, è stato girato interamente a Vibonati, caratteristico borgo dal talento paesaggistico indiscutibile. “I frutti del lavoro”, grazie all’interessamento di enti pubblici, alla qualità del cast – tra gli attori citiamo Alberto Franco, Umberto Iervolino, Eva Immediato e l’esordio del piccolo Gabriele D’Aquino che interpreta Dario – e alle già avviate sinergie con associazioni e centri di aggregazione, avrà un respiro locale e nazionale con la partecipazione ai festival dedicati a temi sociali e a quegli eventi che hanno come obiettivo quello di promuovere il “lavoro sicuro”.
La proiezione del corto sarà anticipata da un dibattito su “I piccoli borghi protagonisti del cambiamento”. Interverranno i consiglieri comunali di Vibonati, Giovanni Scognamiglio e Manuel Borrelli, il responsabile economia del Pd Salerno, Roberto De Luca, il sindaco di Agropoli Franco Alfieri, il presidente della commissione bilancio della Regione Campania Franco Picarone e il consigliere regionale Maria Ricchiuti. Modererà i lavori Gianfrancesco Caputo.

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mag 042015
 

Anche le aree PIP di contrada Mezzaniello e Fontanelle saranno collegate alla rete internet a banda ultra larga.
Questo grazie all’inserimento del comune di Sala Consilina, avvenuto lo scorso anno, nel progetto di investimento per la realizzazione di infrastrutture finalizzate a garantire servizi a cittadini e imprese, nell’ambito dell’attuazione del Piano Nazionale della banda ultra larga proposto dal Ministero dello Sviluppo Economico.
“La fibra ottica permetterà a queste aree di accedere alla rete alla velocità di 30 Mb/sec, se collegati tramite doppino telefonico, e 100 Mb/sec, se agganciati direttamente alla fibra, favorendo le opportunità di sviluppo e di crescita delle imprese locali”, dichiara Vincenzo Garofalo, Assessore alle Attività Produttive, esprimendo grande soddisfazione.
Telecom Italia ha già cablato vaste aree del territorio comunale e, a breve, dopo il collaudo, la banda ultra larga sarà attiva per la gran parte del territorio della nostra cittadina.
Elena Gallo, Consigliere Comunale con delega all’Innovazione Tecnologica, tiene a sottolineare che “Sala Consilina sarà il primo Comune del Vallo di Diano ad avvantaggiarsi di questo importantissimo strumento, che la porterà a ridurre notevolmente il digital divide esistente, ampliando di molto la possibilità di accesso all’informazione e l’interscambio di conoscenze e saperi”.
(Ufficio Comunicazione Istituzionale)

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gen 262014
 

Si è tenuto ieri sera, presso l’Hotel Villa Venus ad Atena Lucana (Sa), il convegno organizzato dalle Associazioni di Volontariato di Protezione Civile che fanno parte della rete interregionale Civil Protection Network e sostenuta da “Fondazione Con il Sud”. La rete è composta da 11 associazioni di Campania e Basilicata: Protezione Civile Vietri di Potenza e Giacche Verdi Bella quelle lucane. Titolo del convegno è stato “La Protezione Civile nella realtà montana – Sviluppo del Sistema Protezione civile nei piccoli Comuni Montani”. Durante la serata si è parlato delle varie realtà di protezione civile presenti nei piccoli paesi di Campania e Basilicata, alla presenza di Giovanni Caggiano (presidente Comunità Montana Alto e Medio Sele-Tanagro, Raffaele Accetta (presidente Comunità Montana Vallo di Diano), Modesto Lamattina (Gopi Caggiano), Michele Rienzo (responsabile Prot. Civile Comunità Montana Vallo di Diano), Bernardino Iuorio (segretario della Scuola Regionale di Prot. Civile “E. Calcara”) e Francescantuono Dorilia (responsabile emergenza veterinaria). La montagna italiana, ed in particolare quella lucana e campana, riveste un fascino particolare, ed un ruolo cruciale, nella vita, la cultura e le tradizioni del nostro Paese. A fronte di tanta bellezza, quest’ambiente, risulta anche il più fragile ed esposto ai pericoli di una natura, artefice incessante del modellamento del territorio. Pur di fronte alle asprezze della vita di montagna, è possibile ritrovare numerose piccole e piccolissime comunità di cittadini, orbitanti, oggi come in passato, intorno ai loro Comuni. Dopo l’apertura dell’incontro da parte di Modesto Lamattina, si sono susseguiti gli interventi dal tavolo dei relatori. Ed è uscito fuori un obiettivo preciso: creare sinergia tra Comuni, Comunità Montane (o Area Programma) e protezione civile. L’Architetto Accetta, mentre sullo sfondo comparivano le foto delle tante iniziative promosso dalla rete Civil Protection Network, ha voluto sottolineare il fatto che “serve sostegno dalle regioni, per prevenire, informare ed intervenire”. Una richiesta sposata dai presenti, tra cui molti sindaci dell’area. Una bella serata, quella all’Hotel Villa Venus: una bella “chiacchierata” con i tanti volontari (la sala era piena) e un momento di confronto su quanto fatto, e su quanto si può ancora fare, per il bene delle comunità, specie dei piccoli paesi montani.

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set 062013
 

Ecco quanto ha dichiarato l’assessore comunale di Sala Consilina Vincenzo Garofalo. “Si è appreso che l’Ufficio XV – Ambito Territoriale per la Provincia di Salerno non avrebbe autorizzato la costituzione della prima classe dell’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura di Sala Consilina.
Come Ente Comune di Sala Consilina esprimiamo tutto il rammarico e l’amarezza possibile,
poiché ci viene riferito che tutto ciò avverrebbe per un puro calcolo ragionieristico essendo il numero
degli iscritti di venti alunni anziché venticinque.
Premesso:
che la mancata costituzione della classe prima dell’Istituto Professionale per l’Agricoltura Statale di
Sala Consilina è il presupposto per la chiusura dell’istituto stesso non essendo più alimentato da
studenti;
che con la mancata attivazione di detta classe si verrebbe a creare una grave violazione del diritto allo
studio nonché delle pari opportunità che vige sull’intero territorio nazionale per circa 20 ragazzi che
non potranno realizzare il loro percorso di studio nonché professionale se non allontanandosi dal
proprio territorio (l’istituto più vicino dista circa 80 km);
che il Vallo di Diano ha come reale possibilità di sviluppo proprio il settore dell’agricoltura la quale,
necessariamente, dev’essere implementata e che, pertanto, il territorio avrà bisogno di tecnici che
operano nel contesto dell’agricoltura;
che l’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura di Sala Consilina rappresenta la storia di questo
territorio e la sua chiusura costituirebbe un’ulteriore mortificazione per un territorio che, sebbene ai
confini della Regione Campania, viene continuamente bistrattato e umiliato;
Sicuri che le nostre motivazioni per l’attivazione, anche se solo in forma articolata della prima
classe, sono valide e non costituiscono una mera e sterile recriminazione territoriale, si confida in un
ripensamento da parte delle Autorità competenti”.
salaconsilina

ago 072013
 

Ospiti d’onore il vicepresidente del Parlamento Europeo, Gianni Pittella e il bibliomotocarro del maestro Antonio La Cava
Sant’Arsenio (Vallo di Diano), 8-11 agosto. Saranno i lucani “Musicamanovella” e ” Basilisky Roots” ad aprire i concerti dell’ottava edizione del Summer Festival “Voci dal Sud”, in programma a Sant’Arsenio (Salerno) dall’8 all’11 agosto, precedendo i live di Fabri Fibra, Vinicio Capossela, degli Almamegretta e degli Asian Dub Foundation. Molta Basilicata non solo nell’area concerti (50 live in quattro giorni) ma anche nel cartellone artistico e in quello culturale. Alla manifestazione parteciperanno infatti anche il vicepresidente del Parlamento europeo, Gianni Pittella, e il bibliomotocarro del maestro Antonio La Cava, da Ferrandina (Matera).
“Abbiamo realizzato un programma ampio – hanno detto il direttore artistico, Giuseppe Macchia, e la responsabile della produzione artistica, Rosa Pippa – mettendo al centro la musica e l’arte della Basilicata, che dista pochi chilometri, ma che soprattutto fa parte della cultura locale della grande Lucania che ci appartiene in pieno”. Ai Musicamanovella sarà affidata l’inaugurazione del Summer Festival: la band si esibirà infatti l’8 agosto, aprendo i concerti di Meg, di Jovine e di Giuradei. L’8 agosto sarà anche il giorno in cui il maestro La Cava presenterà il suo bibliomotocarro (la biblioteca viaggiante) ai bambini del salernitano. Il 9 agosto sarà la volta di Fabri Fibra e di Clementino, mentre il 10 tocca a Vinicio Capossela (a cui i Musicamanovella si ispirano nella loro produzione artistica). Il pomeriggio dell’11 agosto sarà dedicato ai temi del lavoro e delle politiche comunitarie, con l’intervento (ore 17) dell’onorevole Pittella, nel corso di un “aperitivo culturale” con la degustazione delle mozzarelle lucane prodotte da un’azienda di Tito (Potenza), la “Latteria Tripaldi”. In serata, poi il gruppo dei “Basilisky Roots” aprirà il concerto della band britannica “Asian Dub Foundation”, e dei partenopei “Almamegretta”. Nei quattro giorni anche un cartellone teatrale con le esibizioni di Francesco Paolantoni e di Salvatore Cantalupo, e le installazioni artistiche in tutta l’area del festival, tra cui “madre Patria” un’installazione con migliaia di reggiseni bianchi, verdi e rossi per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia. Il festival ha anche realizzato una collaborazione con il Pollino Music Festival e con la società lucana di promozione eventi “Makope”.

Davide De Paola

ADF by Rebeladelica

ago 202012
 

Presso il Rifugio del CAI (Club Alpino Italiano) nel parco nazionale del Pollino dedicato a Biagio Longo, storica figura di professore calabrese emerito di botanica, scopritore del pino loricato emblema del Parco Nazionale del Pollino,promotore nel 1920 del parco nazionale della Sila, sono convenuti i rappresentanti di 15 tra associazioni e comitati presenti nel sud Italia che hanno dato vita al Comitato per la Costituzione degli Enti Parco dell’Appennino Meridionale (Co.CEPAM)
Il Comitato costituito a Campolongo (Calabria) è aperto alla partecipazione di altre associazioni, movimenti, studiosi, cittadini ed amministratori locali. Durante l’incontro è stata analizzata la gestione degli enti parco nazionali dell’Appennino Meridionale (Sila, Pollino, Appennino Lucano. Cilento – Vallo di Diano).

Gli Enti Parco, istituiti dalla legge quadro nazionale in materia di aree protette (legge 394/1991), nati per salvaguardare beni naturalistici ed ambientali di prioritario interesse per l’Italia, sono oggi fortemente condizionati da interessi elettoralistici locali ed economici privati, legati principalmente allo sfruttamento delle risorse energetiche. Interessi, questi, che influenzano negativamente le scelte degli uomini che siedono ai vertici dei parchi.

Presidenti, direttori, membri dei consigli direttivi dei parchi nazionali sono oggi portatori di interessi estranei alle comunità e nulla hanno che vedere con le finalità di sviluppo dei territori e delle comunità dei parchi. Essi non solo effettuano scelte in contrasto con le finalità dei parchi, ma addirittura attuano progetti di distruzione del patrimonio naturalistico per i quali dovrebbero garantirne la salvaguardia.

Nel corso dell’incontro che ha dato vita al Comitato CEPAM sono stati analizzati molti esempi, ad iniziare dai recenti incendi dolosi che hanno mandato in fumo migliaia di ettari di pregiati boschi dell’Appennino, ricchi di biodiversità animale e vegetale, in assenza di programmi finalizzati alla prevenzione, all’uso commerciale delle foreste dell’Appennino Sud Italia per fini energetici ed economici, destinati ad essere sfruttati dalle grandi multinazionali energetiche, così come già avviene nel Cilento Vallo di Diano, Sila e Pollino (vedasi casi emblematici dei boschi destinati a ricavare biomassa per le centrali a biomassa in Calabria e la questione della centrale del Mercure.al confine di Basilicata e Calabria).

Ed ancora si pensi alle previste centrali idroelettriche in Basilicata, oppure alle attività petrolifere nel parco dell’Appennino Lucano, occupato dalle trivelle che mettono a rischio l’acqua potabile e utilizzata anche in attività agricole pregiate che possono essere contaminate da metalli pesanti e idrocarburi già trovati negli invasi e fiumi lucani. Persino i progetti di valorizzazione e fruizione della montagna diventano il pretesto per cementificare, conferendo costosi incarichi professionali ed appalti, così come avviene nel caso della sentieristica del fiume Argentino nel parco del Pollino, per i rifugi montani nel Cilento Vallo Di Diano, o per il progetto “Grandi Attrattori” nel Pollino Lucano. In questo modo – denuncia il Comitato – si sperpera denaro pubblico in opere inutili se non dannose per l’ambiente e per le tasche dei contribuenti.

I vertici attualmente alla guida dei parchi nazionali – evidenzia il Comitato Cepam – stanno offrendo in questo modo l’alibi a chi vorrebbe abolire queste istituzioni e, dopo averne svuotata dall’interno la funzione originaria, assecondare un disegno che vuole i parchi completamente asserviti agli interessi economici privati, in combutta con gli interessi elettoralistici locali.

Proprio per ridare ai parchi nazionali ed agli organi di gestione le finalità originarie e la dignità nel panorama delle istituzioni della Repubblica Italiana, il Comitato CEPAM (Comitato per la Costituzione degli Enti Parco Appennino Meridionale) intraprenderà con propri tecnici e legali azioni ed iniziative finalizzate a denunciare alla magistratura ordinaria e quella contabile i casi di sperpero del denaro pubblico e il danneggiamento degli interessi dell’ambiente e delle comunità, rendendo inoltre trasparente la gestione dei parchi che oggi vengono volutamente oscurati dall’interno.

A queste tre prioritarie azioni che talloneranno e renderanno visibili le gestioni e l’attività amministrativa dei parchi per cambiarne gli attuali vertici con persone competenti motivate, il nascente Comitato affiancherà campagne di informazione ed iniziative per promozione della conoscenza delle aree protette, con la formazione e l’educazione civica, affinché i giovani continuino a vivere e lavorare nei luoghi di origine, salvaguardandoli e valorizzandoli, per comprendere che lo spopolamento fa parte dello stesso disegno di quanti vogliono occupare la nostra terra che appartiene a tutti.

Comitato CEPAM (Comitato per la Costituzione Enti Parco Appennino Meridionale)