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Gen 172019
 

Nella mattinata del 16 gennaio 2019, con l’accorta regia del Delegato Distrettuale del Rotary Club di Potenza Vincenzo Metastasio, si è tenuta la riunione di presentazione del Progetto “ Prevenzione Obesità e Diabete Mellito “ che, in collaborazione con la Scuola Secondaria di primo grado “ A. Busciolano “ di Rione S. Maria in Potenza, il Club Rotary di Potenza effettuerà presso il comprensivo, rivolto agli studenti frequentanti le classi terze e alle loro Famiglie.
Ai saluti della Dirigente Lucia Girolamo che ,nel ringraziare per la scelta operata dal Club Rotary, ha sottolineato l’importanza della Prevenzione per la salvaguardia del” bene salute “di sicuro supporto alla crescita socio-culturale dei soggetti specie in giovane età, e del Presidente Rotary Potenza Club Francesco Somma che , nel rimarcare il motto cui da sempre si ispira il Rotary “ Servire al di sopra di ogni interesse personale “, ha richiamato l’impegno verso il progetto indirizzato alla prevenzione di patologie quali il diabete che stanno assumendo nel mondo forme di vera e propria epidemia ; hanno fatto seguito alcune riflessioni di esperti soci del Club:
Nelle specifico Biagio Ierardi , già Direttore di Unità Complesse dell’Ospedale S. Carlo che ha richiamato l’importanza della corretta alimentazione causa prima di diverse malattie ed in primis del diabete; alimentazione che andrebbe effettuata sia in termini qualitativi che quantitativi, attraverso le cosiddette diete riscoprendo la Dieta Mediterranea.
Ha evidenziato Antonio Papaleo che, in qualità di Presidente dell’Associazione Lucana Assistenza Diabetici, come , segnatamente per l’insorgenza del Diabete Tipo 2 , esso è principalmente dovuto al sovrappeso ed alla obesità, tanto che oggi si parla sempre più di Diabesity; il diabete , ha ricordato, è fra le principali cause di complicanze assolutamente terrificanti ( cecità, ictus,dialisi, amputazioni arti inferiori) laddove sottovalutato, anche stante la sua specificità di malattia asintomatica e, quindi, senza particolari sintomi; per questo sicuramente importante la prevenzione, specie per una regione quale la Basilicata che è fra le regioni con la percentuale di diabetici fra le più alte d’Italia.
L’intervento centrale e più mirato è stato svolto dalla nutrizionista Teresa Tranchese che, con l’ausilio di alcune slide, ha trattato i “ corretti stili di vita “ in generale e la“ corretta alimentazione “ in particolare, richiamando le “ misure antopometriche “, sottolinendo come il sud in generale presenta percentuali allarmanti di soggetti in età evolutiva affetti da sovrappeso e/o obesità, in ragione del 35% della popolazione residente, con la Basilicata e la Campania che ne rappresentano il triste primato; da qui la necessità di procedere senza ulteriori indugi a forme di prevenzione , come quello che oggi viene effettuato per i ragazzi dell’Istituto Comprensivo “ Busciolano “ e che si svolgerà attraverso la somministrazione di appositi questionari anonimi che successivamente verranno portati all’attenzione e alla valutazione del Dr. Riccardo Giorgino, Professore Emerito di Clinica Medica Università di Bari “ Aldo Moro “ – Presidente Onorario della Società Italiana di Diabetologia e della Società Italiana di Endocrinologia .
( Antonio Papaleo )
Socio Rotary Club Potenza

Gen 012019
 

In una Casa Cava gremita di gente, è stato presentato Venerdì 28 dicembre 2018 a Matera il dossier con le
linee guida per una nuova stagione di politiche giovanili da attuare in Basilicata per la stagione 2019-2027.
Presenti molti giovani accorsi da diversi Comuni della Basilicata, giovani rientrati dalle università fuori sede
per le vacanze natalizie, esperti che operano nei settori dell’educazione e dell’orientamento, responsabili
del Terzo Settore e del mondo imprenditoriale e molti curiosi giunti anche da fuori Regione.
A cosa serve il dossier?
Grazie a Generazione Lucana, la Basilicata si sta muovendo in anticipo per attuare le direttive europee in
materia di politiche giovanili per il periodo 2019-2027. Molte iniziative descritte nel dossier si possono
attuare senza l’avvallo o l’ausilio della politica: “confidiamo che la Regione saprà recepire le nostre
indicazioni e recuperare gli enormi ritardi accumulati negli ultimi 10 anni, che hanno portato la Basilicata ai
dati negativi storici in materia di spopolamento giovanile e presenza di NEET, ossia i giovani inattivi fuori dal
mondo della scuola e dal lavoro”.
Quali contenuti sono descritti?
Il dossier è in parte una fotografia della Basilicata in materia di giovani, educazione, lavoro, imprenditoria,
attivismo civico, cura dei beni comuni e molto altro.
“In oltre 150 pagine, abbiamo cercato di spiegare la storia è la situazione attuale delle misure attivare per i
giovani in Basilicata, in Italia e in Europa negli ultimi anni, approfondendo il richiamo della Commissione
Europea su come le amministrazioni locali e regionali devono comportarsi nei confronti dei giovani nei
prossimi anni, ma soprattutto il ruolo attivo che questi ultimi devono assumere nei confronti della Pubblica
Amministrazione.
Quali proposte contiene il dossier?
È urgente far partire una nuova stagione di politiche giovanili mela nostra Regione, per rispondere alle
numerose problematiche che affliggono i giovani lucani (in sede e fuori sede).
Nel dossier abbiamo racchiuso quattro grandi proposte di Generazione Lucana per cominciare un processo
di innovazione sociale: la scuola lucana 3.0, il rinnovo del Forum regionale con la creazione del consiglio
regionale dei giovani, la ZEG (Zona Economica Giovanile) e la nascita della rete dei cervelli lucani.
Come ha risposto la politica?
Dalla serata del 28 è emerso un dato evidente: la politica è parecchio distratta in un momento storico come
questo, forse ha altre priorità che non riguardano le nuove generazioni lucane. “Siamo comunque
soddisfatti della presenza di due assessori regionali all’incontro. Ci aspettavamo di avere i candidati
presidenti che già da diversi mesi stanno facendo campagna elettorale e ci aspettavamo sindaci e assessori
alle politiche giovanili della Basilicata. Registriamo un’ assenza dei dirigenti delle pubbliche amministrazioni
lucane”. Al contrario, ci sono stati dei rappresentanti responsabili delle politiche giovanili in Puglia, che
hanno partecipato all’evento lucano, segno di interesse e curiosità circa il lavoro prodotto dal
team Generazione Lucana.
Il dossier è completamente scaricabile gratuitamente dal sito www.generazionelucana.it
Maggiori informazioni le trovate sulla pagina facebook @Generazionelucana

Nov 252018
 

Conclusasi a Lagonegro, con grande successo di pubblico, la Seconda edizione del
Premio Nazionale “Giuseppe De Lorenzo” 2018, promossa dalle Associazioni “A
castagna ra critica” ed i “Pionieri ed ex alunni del Liceo ‘De Lorenzo’ di Lagonegro”,
con il patrocinio del Comune di Lagonegro, la partecipazione del Dipartimento di
Scienze della Terra (DISTAR) dell’Università “Federico II” di Napoli e del Centro
Linguistico di Ateneo (CLA) dell’Università della Basilicata, del Parco Nazionale
dell’Appennino Lucano, del CNR-Ibam di Basilicata ed il sostegno degli Ordini
professionali dei Geologi, degli Avvocati, degli Ingegneri e dei Geometri.
Sabato 10 novembre è stata una giornata interamente dedicata all’originale figura del
geologo-orientalista di origine lucana (Lagonegro 1871 – Napoli, 1957), che fu non
solo indiscusso maestro di Scienze della terra presso l’Università di Napoli, ma anche
eclettico studioso di letteratura, filosofia, arte e spiritualità indiana nonché traduttore
in Italia delle opere di Buddha e Schopenhauer.
La giornata di studi e approfondimenti si è aperta, presso il MIDI Hotel, con il
Convegno “Geologia forense: applicazioni e casi di studio”, dedicato alla nascente
sinergia tra competenze geologiche e giuridiche: i relatori hanno evidenziato quanto
siano fondamentali in Italia le competenze professionali dei geologi nelle controversie
giuridiche sia civili che penali, hanno mostrato il potenziale degli strumenti e delle
tecniche geofisiche nelle indagini per l’individuazione di abusi edilizi, di discariche non
autorizzate, persino di cunicoli sotterranei per la spoliazione di siti archeologici. Non è
mancato un commovente ricordo della drammatica frana di Senise del 1986, per
evidenziare come la mancata tutela del territorio, nel nostro Paese, assume spesso
risvolti tragici. Sono stai ricordati, infine, gli scritti del De Lorenzo, dopo i catastrofici
eventi dell’eruzione vesuviana del 1906, il terremoto di Messina del 1908 e quello del
Vulture del 1930: già all’epoca lo studioso evidenziava come la prevenzione fosse il
solo strumento di difesa dalla potenza della “Terra Madre”. In chiusura del convegno è
stata firmata dal Sindaco della cittadina ospite, dott. P. Mitidieri, e dal Direttore del
Distar, prof. D. Calcaterra, una convenzione di collaborazione tra Università di Napoli
e Comune di Lagonegro, in vista della istituzione del Centro Studi “De Lorenzo”.
Dopo il Convegno si è tenuto presso lo stesso MIDI Hotel, il Pranzo Storico “L’arte di
dar da pranzo”, rievocazione del pasto tenuto in occasione del Simposio degli
scienziati di Napoli nel 1845, che vide tra gli altri la partecipazione di Goethe.
In serata, infine, nella Sala del Consiglio Comunale del Palazzo di Città di Lagonegro,
si è svolta la cerimonia per la consegna dei Premi. Gli ambiti tematici individuati
nell’edizione 2018 sono stati due: “Luoghi e forme della spiritualità” e “Paesaggi
culturali dell’Italia appenninica e insulare”, intesi a valorizzare volumi, studi e saggi
che riprendano gli interessi delorenziani, collegandosi alla tematica del territorio, nei
suoi aspetti naturalistici, artistici, spirituali e culturali.
La Giuria è stata presieduta dallo stimato prof. Santino G. Bonsera, che ha
sottolineato la necessità di approfondire e far conoscere sempre meglio il De Lorenzo,
che resta una delle più originali figure della cultura lucana di livello nazionale ed
internazionale. Ai lavori della Giuria hanno contribuito personalità del mondo
accademico, scientifico, giornalistico e culturale: il prof. Luigi Beneduci, don Gianluca
Bellusci, il prof. Domenico Calcaterra, il prof. Nunziante Capaldo, il dott. Maurizio
Lazzari, il dott. Domenico Sammartino, il prof. Marcello Schiattarella.
La Giuria ha definito la seguente rosa dei vincitori, tutti presenti e tutti apprezzati dal
pubblico per i loro interventi alla consegna dei premi: al primo posto Giuseppe
Damone con L’eredità dei Paesaggi di pietra (Zaccara Editore, 2018); al secondo
Giuseppe Zafarone, per Basilicata Sacra tra geografia e storia (Congedo Editore,
2017); al terzo Pierluigi Argoneto per Sopra un cielo a comando (Calice Editore,
2018). Sono state inoltre attribuite due menzioni: Mario Cancro per Terre Lucane (Ed.
Booksprint, 2018) ed Egidio Pomponio per Assedio al Palazzo Federici
(Erreci@edizioni, 2018).
La serata ha visto la partecipazione dell’attore Ulderico Pesce, che ha poeticamente
condotto i presenti sui percorsi del De Lorenzo, evocandone suggestivamente la voce
e le riflessioni. Lo storico Gaetano Morese ha invece collocato il geologo lucano nel
corso degli eventi storici della Prima guerra Mondiale, di cui quest’anno cade il
centenario della conclusione. Il prof. Luigi Beneduci, coordinatore del Premio, ha
illustrato gli intenti della manifestazione e ha auspicato che l’iniziativa diventi sempre
più importante, per un territorio che vuole le sue radici ben piantate nella tradizione,
ma ha necessità di aprirsi alla contaminazione tra scienza, arte, letteratura, cultura
tecnica e umanistica “per raggiungere il riscatto sociale che merita”. Gli intermezzi
musicali, particolarmente graditi dal pubblico, sono stati interpretati dal duo Luigi Di
Miele – Bernardo Tramontano; la conduzione della manifestazione è stata curata dalla
brava e attenta Maria Teresa Merlino.
Momento culminate dell’evento serale è stata l’attribuzione del Premio Speciale,
realizzato dall’artista Franca Iannuzzi, ad un’opera che ha concorso alla
“Valorizzazione del patrimonio culturale, materiale o immateriale, dei luoghi
delorenziani nell’Italia meridionale”. Quest’anno la Giuria ha attribuito il
riconoscimento alla scrittrice Maria Pace Ottieri, per il suo importante saggio letterario
ed antropologico sulle condizioni delle popolazioni che conducono la vita alle falde di
un vulcano attivo, Il Vesuvio universale (Einaudi, 2018), testo in consonanza con le
ricerche, gli interessi e lo spirito del De Lorenzo. La Giuria, le Associazioni, i partner
istituzionali danno a tutti appuntamento alla prossima edizione.
Momenti del Convegno sulla “Geologia Forense”
Premio De Lorenzo 2018 Il tavolo di Presidenza
Premio De Lorenzo 2018: al primo posto Giuseppe Damone con L’eredità dei Paesaggi
di pietra
Il Presidente Santino Bonsera consegna il Premio Speciale De Lorenzo 2018 a Maria
Pace Ottieri per il saggio letterario Il Vesuvio universale (Einaudi, 2018)
L’attore Ulderico Pesce interpreta “Terra Madre” di De Lorenzo
Esibizione del duo Luigi Di Miele (piano e tastiere) – Bernardo Tramontano (flauto
traverso).

Ott 132018
 

Il 13 ottobre 2018 si è svolta a Latronico una giornata dedicata ai corretti stili di vita. Tanti sono stati gli ospiti d’onore tra cui il Magnifico Rettore dell’Università della Calabria, Gino Crisci. Notevole è stata la partecipazione di medici. Significativa anche la presenza della dirigenza delle Terme Lucane.


Le interviste: Fausto De Maria, Gianrocco Forastiere, Annamaria Miceli, Gino Crisci, Domenico Lofrano

Set 242018
 

“In questo tempo che cambia così complesso e contraddittorio, abbiamo bisogno
più di prima di luoghi che aiutano a crescere, proprio come l’Azione Cattolica , un
luogo che aiuta a crescere nella fede e nella vita”. E’ il messaggio lanciato da
Acerenza, dove sono stati festeggiati i 150 anni dell’Azione Cattolica Italiana e i 62
anni di storia della stessa all’interno dell’Arcidiocesi con un evento dal titolo
“Custodi della nostra storia: passato, presente e futuro” organizzato nel Museo
Diocesano. Un’intera giornata di testimonianze e riflessioni, iniziata con il saluto
dell’arcivescovo, monsignor Francesco Sirufo, che ha ricordato la sua esperienza
trentennale all’interno dell’Azione Cattolica e soprattutto ha lodato “l’impegno dei
cristiani laici, al servizio del Vangelo e di Cristo. Ricordiamo l’esempio e il sacrificio di
tanti associati – ha evidenziato il prelato – a partire dai bambini fino ai più grandi.
Tutti accomunati dall’unica fede e dall’impegno per la società”. A Donatina Telesca,
presidente diocesana dell’Azione Cattolica, è toccato poi ricordare come quello che
“ci viene consegnato è un dono, un’eredità che chiede di essere custodita, tenendo
presente costanti: la formazione dell’apostolato, ossia delle persone capaci di uscire
per testimoniare la gioia del Vangelo, la cura della vita spirituale e l’attenzione a
formare persone preparate alla promozione del bene comune. Tutto questo- ha
ricordato Telesca – lo si fa insieme , non ci forma da soli, ma camminando insieme
tra diverse generazioni, condividendo ideali e impegni”. Tra gli ospiti più attesi della
giornata il professor Franco Miano, già presidente nazionale dell’associazione che
nella sua relazione ha invitato i presenti a “ricordare i 150 anni della storia
dell’Azione Cattolica non con la nostalgia di chi guarda a un passato con distanza,
ma piuttosto con la gioia e la gratitudine per un’esperienza bellissima che continua
anche nell’oggi ed è aperta verso il futuro. E’ stata ed è una grande storia – ha
continuato il professore ordinario di filosofia morale presso l’Università di Roma Tor
Vergata – perché fatta di vite quotidiane, nella semplicità ma anche nella
profondità della testimonianza della fede e della coerenza della vita. In tantissimi
paesi e città d’Italia l’Azione Cattolica ha rappresentato un luogo di formazione per i
laici affinchè ciascuno, scoprendo la propria vocazione, potesse metterla al servizio
della Chiesa e del Paese”. Ma qual è il futuro dell’Azione Cattolica? Per Miano è
“quello di un’associazione che continua a formare cristiani, un compito
importantissimo oggi da riscoprire più che mai”. Momento centrale della
manifestazione è stato la tavola rotonda sul tema “L’AC Diocesana tra passato,
presente e futuro” con le testimonianze e i racconti di chi attualmente e in passato
ha ricoperto l’incarico di delegato regionale e di responsabile diocesano dell’Azione
Cattolica. Le conclusioni sono state affidate a monsignor Antonio Cardillo,
assistente unitario Azione Cattolica diocesana di Acerenza. “Sono note a noi tutti le
caratteristiche dell’associazione: la popolarità, la ministerialità, la formazione. Il
passato degli uomini e delle donne di Azione Cattolica è stato caratterizzato da
questi tre aspetti – ha spiegato monsignor Cardillo – ed ha contribuito a dare un
volto alla nostra Chiesa. Ma ora occorre domandarci e chiederci chi vogliamo
essere? Abbiamo tutti bisogno, preti e fedeli laici, di eliminare gli ostacoli della
rassegnazione e dello scetticismo. Il primo è sapere che, chi guida la storia del
mondo è Dio anche quando essa è fatta di piccoli numeri; il secondo ostacolo è lo
scetticismo di chi crede che non abbia più ragione di essere. Auspico come
assistente unitario di impegnarci di più affinché in ogni comunità parrocchiale
rinasca o rifiorisca l’Azione Cattolica, soprattutto nella sua dimensione formativa.
Puntiamo a dare a tutti la formazione adeguata per far nascere negli uomini e nelle
donne del nostro tempo un impegno sociale e politico del quale sentiamo
l’urgenza”. Al termine della giornata, alla quale hanno preso parte associati e
responsabili dell’Azione Cattolica giunti da tutta l’Arcidiocesi, molto apprezzato è
stato il momento musicale curato dall’ “Accademia Ducale Centro studi Musicali” di
Pietragalla.

Set 192018
 

La conferenza è stata aperta con un minuto di silenzio per il prof. Ignazio Olivieri
Si è tenuta a Rotterdam, dal 13 al 15 settembre scorso, la Conferenza Internazionale sulla Malattia di Behçet (ICBD), il più importante evento dedicato alla malattia che richiama medici e ricercatori di diverse discipline da ogni parte del mondo.

“Il Dipartimento di Reumatologia della Basilicata, sin dalla sua fondazione, ha sempre rivolto una grande attenzione alla Malattia di Behçet”, ha dichiarato la dott.ssa Angela Padula, neo-direttore dell’U.O.C. di Reumatologia. “Dopo la precedente conferenza mondiale sulla Malattia di Behçet, che abbiamo avuto l’onore di organizzare ed ospitare a Matera, è stata la volta dell’Olanda. Anche in questa occasione il nostro gruppo si è distinto a livello internazionale per il suo contributo scientifico, rappresentando l’Italia insieme soltanto ai colleghi di Firenze. Questi riconoscimenti sono frutto di costanti sforzi nelle attività clinico-assistenziale e di ricerca che quest’anno, peraltro, sono culminati con la pubblicazione delle raccomandazioni sulla terapia della Malattia di Behçet proposte sotto l’egida dell’EULAR, la società scientifica reumatologica più prestigiosa d’Europa”. “Il nostro Dipartimento – prosegue la dottoressa Padula – ha infatti partecipato attivamente a questo progetto e nel corso degli ultimi mesi inoltre sono stati anche pubblicati i lavori di revisione sistematica della letteratura effettuati dal collega Pietro Leccese del nostro Centro e da Yesim Ozguler dell’Università Cerraphasa di Istanbul”.

Durante il congresso di Rotterdam tra le 9 comunicazioni orali è stata selezionata una della Reumatologia lucana presentata dalla Dott.ssa Maria Carmela Padula, Senior Laboratory Researcher, che ha presentato i risultati di uno studio genetico condotto su pazienti italiani affetti da Malattia di Behçet ed effettuato in collaborazione con il prof. Giuseppe Martelli dell’Università degli Studi della Basilicata.

Nella sessione posters sono stati presentati dalla dott.ssa Lascaro e dalla dott.ssa Padula altri 3 lavori, 2 studi genetici relativi a diversi marcatori di rischio della patologia ed uno studio clinico che si è focalizzato sulle differenze di genere in pazienti italiani affetti da Malattia di Behçet.

Il dott. Leccese, il più giovane membro del consiglio della Società Internazionale della Malattia di Behçet ed unico italiano insieme al prof. Salvarani dell’Università di Modena-Reggio Emilia, inoltre è stato moderatore della sessione “Nature or Nurture?”, un interessante dibattito sul contributo dei fattori genetici da una parte ed i fattori ambientali dall’altra nel determinare la suscettibilità alla malattia.

L’apertura della conferenza è stata dedicata con un minuto di silenzio al prof. Ignazio Olivieri, in segno di riconoscimento dell’alto profilo umano e professionale del compianto professore.

“La ricerca, l’aggiornamento e la formazione continua sono mission fondamentali e pilastri su cui si fonda la Reumatologia lucana”, ha affermato la dott.ssa Angela Padula. “La forte motivazione personale, il lavoro di squadra dell’equipe, formata peraltro da molti giovani, ed il supporto delle istituzioni sono elementi essenziali per proseguire nei nostri progetti”, ha concluso.

Nell’ambito delle malattie rare l’impegno della Reumatologia lucana continua con l’imminente convegno dal titolo “Dall’Artrite reumatoide alle malattie rare” che si svolgerà il 22 settembre presso il Palazzo degli Uffici dell’A.O.R. “San Carlo” e che vedrà coinvolti pediatri, nefrologi, ematologi, dermatologi, MMG e pediatri di libera scelta.
Francesco Cutro

Lug 312018
 

… nel frattempo, aveva raggiunto una delle punte del Sirino e da lì si vedeva tutto. La valle davanti, la valle dietro è una montagna cruda e viva tutto intorno. Respira forte, per riprendere fiato. Un odore selvaggio di natura buona lo invase. I pensieri si fermarono solo due o tre secondi, ma furono due o tre secondi bellissimi…

Lago Negro. Non è solo un piccolo paesino della Lucania, ma diventa un palcoscenico ideale in cui i confini tra la realtà fisica e spirituale diventano spesso impalpabili. Nascono così trame inattese e la nuda realtà precipita continuamente nell’elemento immaginifico.
Tre racconti compongono “Lago Negro”, il nuovo libro di Pierpaolo Grezzi, filosofo e scrittore di origine Lucana, laureato in filosofia all’Università di Roma La Sapienza. Tre storie in cui la quotidianità immobile di un piccolo paese viene scossa da eventi e personaggi singolari, che in una sorta di confronto/scontro si mescolano a una umanità vivida e profonda. Non più solo un luogo fisico, Lagonegro si scoprirà presto luogo della coscienza.
I racconti raccolti in “Lago Negro” sono tutti ambientati nel paesino lucano, e – in una forma quasi spirituale e ironica – ricompongono il legame tra l’autore e il suo luogo di origine. Lagonegro diviene metafora di ogni piccola realtà lucana o del sud, in cui irrompe lo “straordinario”, per dar vita a situazioni narrative originali e riflessioni filosofiche.
Il libro è edito da Altrimedia Edizioni, piccola ma brillante casa Editrice di Matera che ha sposato in pieno il progetto dell’autore lucano nel più ampio fermento culturale che vedrà il prossimo anno la Città dei Sassi, Capitale della Cultura 2019.

QUALCHE INFORMAZIONE IN PIÙ SULL’AUTORE
Pierpaolo Grezzi è stato inoltre docente di storia della filosofia araba ed ebraica a “La sapienza”, è coordinatore Scientifico dello IASEM – Istituto Alti Studi Euro Mediterranei e ha già pubblicato il romanzo “Telegramma sull’Essenza” (Roma 2011).
È stato tra i vincitori del Premio Racconti nella Rete 2017, uno dei più importanti premi italiani on-line, organizzato all’interno della rassegna letteraria “LuccAutori”. Oltre ad esser stato premiato a Lucca, il racconto “Piove Blues” è stato selezionato tra oltre 400 componimenti, per entrare nell’antologia “Racconti nella Rete 2017”, edito da Nottetempo.

PROSSIMO PROGETTO – “Sostiene Rocco B.”
È in fase di ultimazione una “web literary series”, cioè una serie di 12 racconti, che verranno pubblicati a cadenza mensile sul web, a partire dal prossimo autunno. Il protagonista è Rocco B., personaggio singolare che, dopo aver viaggiato per 15 anni nel mondo, ritorna nella sua casa sul Lago Sirino. Ogni racconto è l’occasione per incontri e flashback.

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Lug 242018
 

Sabato 28 e domenica 29 luglio a Miglionico si terrà il primo raduno informale dei giovani lucani (in sede e fuorisede), a 50 anni dai moti rivoluzionari del ’68, nello stesso castello in cui 5 secoli fa ebbe luogo la “Congiura dei Baroni” contro le imposizioni degli Aragonesi e nel Comune che fu tra i primi a insorgere contro il regno borbonico nell’Agosto del 1860.
Quella dei giovani lucani però non è una rivoluzione belligerante, ma vuole essere un processo di ricostruzione dal basso di una nuova stagione di politiche giovanili in Basilicata (che speriamo contamini altre regioni del Sud Italia), oltre che un modo per fare rete tra le migliaia di “giovani menti” lucane che vivono, studiano e lavorano in Basilicata e quelli che hanno voluto o dovuto emigrare.

Come nasce l’idea del raduno?

Tutto è nato da un collettivo di ragazzi – “Generazione Lucana” – tra i quali ci sono alcuni studenti fuori sede, che un po’ per gioco ma mossi da una motivazione evidentemente forte, hanno deciso di lanciarsi in questa avventura, con l’impegno che il raduno sia l’inizio di una serie di tappe da raggiungere nei prossimi anni. In questi mesi di intenso lavoro, il gruppo ha ritenuto indispensabile incontrare i giovani lucani nei propri centri per capire insieme le problematiche e arricchire il documento programmatico “Impegno per la Basilicata” che sarà presentato nel corso del raduno e sottoscritto da tutti i partecipanti, politici e rappresentanti delle istituzioni.

La Basilicata è una regione per Giovani?

Queste la domanda che il team di Generazione lucana ha posto a tutti i giovani under 40 incontrati nella prima parte del tour di preparazione al raduno – 21 paesi raggiunti dialogando con quasi 200 giovani lucani che sognano di restare in Basilicata o che già si impegnano per animare il loro comune con tutte le difficoltà che a vario titolo incontrano.
Si chiedono nuovi centri di aggregazione giovanili, dove i giovani possano esprimere i loro talenti e allenare le skills trasversali che non possono migliorare andando a scuola o all’università. Si chiedono programmi dedicati per creare animazione culturale sui territori e per accompagnare i ragazzi a fare esperienze di crescita all’estero. Tutto questo è stato inserito nel documento programmatico che sarà fatto firmare nei prossimi mesi, a partire dal raduno, a tutti gli attori coinvolti, sia essi decisori politici e istituzioni regionali, sia amministratori dei 131 comuni lucani, sia gli stessi giovani che vogliono essere cittadini più attivi, per migliorare la condizione socio-culturale e lavorativa della “Generazione lucana”, consapevoli delle complessità di questo momento storico.

Cosa faremo al raduno?

Il programma del raduno – disponibile sul sito
www.generazionelucana.it – è ricco di momenti formativi e di scambio tra i ragazzi.
Si parte con la presentazione dei lavori la mattina di sabato 28 luglio, in cui si presenteranno i dati raccolti dai giovani lucani che hanno contribuito a iniziare questo percorso e si condivideranno alcune visioni della Basilicata che vogliamo, grazie all’attore lucano Giuseppe Ranoia che racconterà ai ragazzi la “Basilicata 2019 – 2029, visioni dal futuro e azioni nel presente”. Nel pomeriggio, 8 isole tematiche facilitate da altrettanti esperti provenienti dalla Basilicata e da altre regioni d’Italia, per formare i ragazzi sull’orientamento al lavoro, all’autoimpiego e all’impresa, alla gestione dei Beni Comuni, alle opportunità messe in campo dall’Europa, al mondo dell’associazionismo e al mondo dell’amministrazione pubblica (maggiori dettagli su www.generazionelucana.it/i-tavoli-tematici). Per finire una live performance del gruppo “Kalura Meridionalismo”, che ci farà riflettere sulle vicende storiche della Basilicata.
Domenica 29 sarà dedicata alle politiche giovanili, per spiegare cosa sono veramente e perché possono essere il miglior investimento per un territorio. Francesco Galtieri e Raffaele Vitulli ci accompagneranno in un racconto/analisi delle politiche giovanili in Italia, in Europa e nel Mondo, per provare a immaginare una nuova stagione per i giovani lucani.
Il pomeriggio sarà presentato il documento “Impegno per la Basilicata”, che avremo completato tutti assieme nei 2 giorni di raduno, per sottoporlo alla firma pubblica “collettiva” da parte di tutti i partecipanti. Il documento sarà promosso nei prossimi mesi sul territorio lucano perché le richieste dei giovani vengano accolte e ragionate assieme a tutti gli attori della regione, per trasformare la Basilicata in una terra per giovani.

Chi ha contribuito al raduno?

Ci preme ringraziare tutti i giovani che con non poche difficoltà hanno permesso l’inizio di questa avventura, dividendosi tra esami universitari e lavoro, per far si che il raduno potesse realizzarsi. Tanto impegno e tanto spirito resiliente hanno fatto sì che, con pochissimi soldi e senza una struttura organizzativa alle spalle, si sia riusciti ad arrivare fino a qui.
I ringraziamenti particolari vanno al Comune di Miglionico che ha creduto nell’iniziativa, all’Associazione Vox Populi di Grassano, alla Pro-loco di Miglionico, alla Fondazione Matera-Basilicata 2019 e al Centro Europe Direct di Matera (Materahub) e al CSV Basilicata, alla protezione civile Gruppo Lucano che hanno supportato da subito i ragazzi perché tutto potesse riuscire al meglio.

Ci vediamo a Miglionico

Si sono già iscritti al raduno oltre 131 partecipanti, provenienti da moltissime parti della Basilicata: c’è ancora tempo per decidere di esserci e di dare un contributo attivo a questo percorso di rigenerazione! Le iscrizioni sono ancora aperte sul nostro sito
www.generazionelucana.it

Lug 072018
 

Quest’anno l’Azione Cattolica regionale ha programmato al Santuario della Madonna del Pollino, Sabato 7 luglio, il “Percorso Frassati”, nel ricordo della morte del beato Pier Giorgio Frassati, avvenuta il 4 luglio 1925.

 

Nel suggestivo scenario del Parco Nazionale del Pollino, sabato 7 luglio, più di 200 giovani, provenienti da tutta la regione, si incontreranno per la consueta giornata di inizio luglio. Il pellegrinaggio partirà, in mattinata, da località Mezzana-Frida, nel comune di San Severino Lucano e si concluderà con l’arrivo al Santuario della Madonna del Pollino dopo una passeggiata di 3,9 km. Il pomeriggio di fraternità terminerà con la Celebrazione Eucaristica presieduta da monsignor Vincenzo Orofino, Vescovo di Tursi-Lagonegro.

 

Il “Percorso Frassati” unisce gli aspetti più caratterizzanti della vita del giovane Beato: la passione per la montagna, l’irrinunciabile devozione a Maria e l’amicizia come vincolo indissolubile. Ogni anno, durante la prima settimana di Luglio (in corrispondenza della memoria liturgica che si celebra giorno 4) gruppi di giovani e giovanissimi, in tutta Italia, si riuniscono per un’escursione “verso l’Alto”. Nella nostra regione viene scelto a rotazione nelle diverse diocesi lucane, un Santuario Mariano che fa da sfondo a questa giornata caratterizzata dalla preghiera del Rosario, meditazioni e contemplazione del creato.

 

La santità di Pier Giorgio Frassati è una santità originale, è più “straordinariamente ordinaria” fatta di impegno nello studio, nell’università, nella società, nel lavoro, nella politica, nella carità alle “periferie del mondo”: quelle dei più poveri, dei sofferenti, dei disagiati. Una santità eccezionale ma raggiungibile da qualsiasi giovane che si impegni “non a vivacchiare ma a vivere”.

 

Giovanni Lo Pinto