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mar 142015
 

L’Associazione Magna Grecia di Lauria ha legato le proprie attività alla valorizzazione concreta del territorio da oltre un decennio. In questa fase è impegnata nella realizzazione dei contenuti legati all’istituendo palazzo Marangoni di Lauria.
Grazie alla lungimiranza della Regione Basilicata, della Parrocchia San Giacomo e del Comune di Lauria entro la fine dell’anno verrà inaugurata una struttura che diventerà un centro pulsante di eventi e di articolate iniziative tese all’approfondimento e alla ricerca nel campo della cultura e dell’arte (in questi mesi l’artista Emilio Larocca è impegnato nella realizzazione di un dipinto avente come soggetto il maestro Mariano Lanziani che sarà donato all’associazione Magna Grecia che provvederà ad esporlo stabilmente nella sala espositiva dedicata al celebrato pittore lauriota). Non mancheranno anche attività legate alla promozione turistica e sociale.
L’associazione Magna Grecia, da circa un anno è anche impegnata nella riscoperta di un personaggio che ha caratterizzato le attività nel campo aeronautico in Brasile. Nicola Santo, nacque a Lauria nel 1889, fu un illuminato ingegnere e venne considerato nella prima metà del ’900 tra gli inventori più ispirati ed arditi.
E’ stato Paolo Roncari, studioso ligure, a riaccendere con documenti provenienti dal Brasile, l’attenzione verso questo personaggio lauriota così importante.
Grazie alla proficua collaborazione dell’associazione con il sindaco di Lauria Gaetano Mitidieri, tra i protagonisti più entusiasti e sensibili di questa operazione culturale, si sono riannodati i fili di una storia che andava assolutamente valorizzata. Nei mesi scorsi vi è stato un significativo incontro con la nipote, signora Gilda Caimo, ancora in vita a Scalea.
Nell’estate scorsa anche l’associazione Mediterraneo ha contribuito, con il “premio” annuale, ad esaltare l’operato di un uomo schivo ma brillante e lungimirante.
L’illustre lauriota iniziò ad essere studiato dalla rivista lauriota “La vedetta Lucana” nel 1913 (una copia del giornale è ancora consultabile grazie all’archivio personale di Guerino Antonio Sarno) ed anche dal compianto ed illuminato storico Vito Pasquale Rossi.
L’Associazione Magna Grecia, convinta dello spessore e della personalità dell’inventore, ha inserito uno spazio all’interno di palazzo Marangoni che sarà dedicato proprio a Nicola Santo.
Al tempo stesso l’associazione si è impegnata a realizzare un libro dedicato all’intrepido ingegnere che sarà presentato nella prossima primavera. In questa cornice di eventi, l’onorevole Gianni Pittella e l’onorevole Fabio Porta parlamentare italiano eletto in Brasile, sono stati coinvolti nell’importanze operazione culturale ed hanno organizzato un incontro operativo con l’ambasciatore del Brasile in Italia Ricardo Neiva Tavares il 16 febbraio scorso.
All’incontro presso l’ambasciata di Piazza Navona, oltre ai due parlamentari e, ovviamente al capo della diplomazia brasiliana in Italia, hanno partecipato il sindaco di Lauria, una rappresenta della giunta comunale, le associazioni Magna Grecia e Mediterraneo.
Nel corso del proficuo e cordiale incontro l’ambasciatore Neiva Tavares è stato invitato a Lauria il 10, 11 e 12 luglio prossimi.
Nel corso del soggiorno lauriota, il diplomatico riceverà il Premio Mediterraneo e parteciperà a vari incontri alcuni dei quali riguarderanno il tema dell’emigrazione.
Nell’occasione, inaugurerà l’ala del palazzo Marangoni dedicata all’inventore lauriota.
Finalmente Nicola Santo avrà il giusto tributo dalla sua città natale che lo ha condiviso con la terra brasiliana d’adozione che il Santo amò fino alla fine dei suoi giorni dedicandogli tutto il suo ingegno.

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Ricardo Neiva Tavares: da Rio de Janeiro ai vertici diplomatici del Brasile
Nato a Rio de Janeiro il 16 agosto 1957, ha avuto una prestigiosa formazione accademica. Dal 1986 al 1989 è stato inviato presso l’Ambasciata a Parigi, nel ruolo Secondo e Primo Segretario; dal 1989 al 1993 ha svolto attività diplomatica presso l’ Ambasciata del Giappone a Tokyo, nel ruolo Primo Segretario; dal 1995 al 1998 ha lavorato a New York nella Missione del Brasile presso le Nazioni Unite, nel ruolo di Consigliere; dal 1998 al 2001 nel ruolo di Consigliere ha svolto attività diplomatica presso l’Ambasciata dell’ Australia a Camberra; dal 2008 al 2013 è stato Ambasciatore presso l’Unione Europea a Bruxelles; dal 2013 è Ambasciatore in Italia a Roma.

10-11-12 luglio 2015:la rivincita di Nicola Santo
La vita di Nicola Santo (1889-1963) è stata affascinante e per certi versi anche misteriosa. Il suo estro, la sua grande capacità non ha avuto in vita quel riconoscimento pieno che forse avrebbe meritato. La sua amicizia con Guglielmo Marconi, le sue intuizioni, i suoi tanti progetti, l’aver puntato con decisione sullo sviluppo delle macchine volonti e sulla logistica dei campi di volo ne fanno un personaggio di prima grandezza che forse avrebbe potuto trovare spazio anche nei libri di scuola se avesse avuto la capacità di autopromuoversi. La sua straordinaria passione per il volo ed il suo talento ingegneristico consegnano alla storia del XX secolo un ingegnere lucano di primissimo piano che emigrò prima in Francia, poi oltreoceano. Amò tanto il Brasile da dedicargli una vita intera. Non si sposò mai, visse il suo lavoro come una missione, proteso da vero lauriota, ad affermare il progresso. Tra qualche mese avrà un suo spazio nella sua Lauria in via Cairoli, a palazzo Marangoni, dove i suoi concittadini potranno ammirare quanto di buono ha fatto nel mondo.

gen 262015
 

LifeSkills Training è il workshop organizzato dal Ser.T ASP di Potenza, nei giorni 27 e 28 gennaio 2015, presso la Sala Inguscio della Regione Basilicata, il 27 gennaio 2015 a partire dalle ore 14,00, il 28 gennaio 2015 a partire dalle ore 9,00.
L’uso di sostanze psicoattive è un fenomeno complesso, articolato e diffuso che trova sviluppo nel periodo pre-adolescenziale e adolescenziale.Il Ser.T, preposto al coordinamento e all’attuazione di interventi di prevenzione dell’uso, abuso e dipendenza da sostanze psicoattive, da molti anni porta avanti interventi di promozione della salute anche in ambito scolastico. È emersa la necessità di strutturare interventi tesi ad incoraggiare e promuovere l’acquisizione di competenze utili a contrastare l’uso e la diffusione di sostanze psicoattive attraverso modelli di intervento evidence based, in linea con la Strategia dell’Unione Europea in materia di droga e le recenti Linee Guida regionali per la prevenzione a scuola. E’ ormai acquisito che strategie di promozione della salute evidence based possono incidere positivamente sui fattori di protezione a patto di seguire un percorso metodologico mirato e condiviso. Le comunità scientifiche internazionali unanimemente concordano su alcuni modelli, tra cui la LifeSkills Education che consente di sviluppare competenze necessarie ad una crescita sana e libera. Le LifeSkills sono abilità cognitive, emotive e relazionali di base, che consentono alle persone di operare con competenza sia sul piano individuale che su quello sociale. Sono abilità e capacità che ci permettono di acquisire un comportamento versatile e positivo, grazie al quale possiamo affrontare efficacemente le richieste e le sfide della vita quotidiana. Il workshop offre l’occasione agli operatori dei Servizi, pubblici e privati, delle dipendenze di un confronto di best practice a livello nazionale ed internazionale e di approfondimento del LifeSkills Training (programma di prevenzione di abuso di sostanze validato scientificamente e dimostratosi capace di ridurre il rischio di abuso di alcol, tabacco e droghe). Il programma è stato sviluppato negli Stati Uniti dal prof. Gilbert J. Botvin il quale sperimenta e verifica la validità del programma da oltre trent’anni ( Il LifeSkills Training ha ricevuto riconoscimenti da numerosi enti ed istituzioni del settore, fra cui NIDA, CSAP e CDC, e viene promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità).Le finalità del workshop e quella di presentare esperienze e buone pratiche di lavoro preventivo all’interno delle scuole attraverso lo strumento del LifeSkills Training, in linea con la Strategia dell’Unione Europea che indica l’apprendimento di competenze come una delle tematiche trasversali dell’azione preventiva. Da tutto ciò ci si attende risultati come: aggiornare ed accrescere la conoscenza di approcci e modelli di intervento preventivo evidence based (Lifeskills education) che si sono dimostrati efficaci per stimolarne l’adozione e la diffusione tra gli operatori e gli insegnanti nella pratica professionale(Direttiva europea);valorizzare l’iniziativa attraverso la produzione di idee progettuali da candidare ai bandi europei, stimolando la sinergia di più settori. All’evento parteciperanno tra i docenti illustri esperti nazionali ed internazionali alcuni dei quali in videoconferenza dall’America e da Lisbona. Saranno presenti il Direttore Generale dell’ASP, il Direttore Sanitario dell’ASP, il Direttore Amministrativo dell’ASP, l’Assessore regionale alla Sanità Basilicata, operatori dei SERT e della Scuola, ed altri diversi pubblici. Il programma è scaricabile dal sito dell’ASP www.aspbasilicata.it.

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ago 312014
 

Ecco quanto ha dichiarato l’europarlamentare pentastellato Piernicola Pedicini circa i provvedimenti contenuti nello Sblocca Italia. “Le carriere degli esponenti del Pd lucano che coprono ruoli nazionali ed internazionali sono la contropartita per il decreto Sblocca Italia che devasterà la regionecon il raddoppio dei pozzi petroliferi, i rifiuti e lo spopolamento.E’ inutile girare intorno, coloro che hanno svenduto e stanno svendendo la Basilicata al governo Renzi, alle multinazionali del petrolio e alle lobby dei rifiuti hanno un nome e cognome. Sono tutti esponenti del Pd lucano che, come contropartita, stanno ottenendo posizioni di potere e di carriera che sono sotto gli occhi di tutti. L’intera operazione sta avvenendo sulla pelle dell’intera Basilicata e di tutti i lucani.

Non siamo noi a dirlo, per spirito polemico e catastrofistico, parlano i dati: tutti gli indicatori ufficiali testimoniano che la Basilicata sta sprofondando verso livelli economici, sociali e di povertà pari ai paesi del Terzo mondo. Ma non è finita, la questione più drammatica è che in tutto questo le estrazioni petrolifere e lo smaltimento scorretto dei rifiuti stanno producendo danni terrificanti sul piano ambientale e sulla tutela della salute pubblica. Anche in questo caso i dati evidenziano che nella nostra regione stanno aumentando fortemente le patologie tumorali dovute principalmente all’inquinamento delle falde acquifere e dell’atmosfera.

Davanti a questo drammatico scenario è arrivato il decreto Sblocca Italia di Renzi che vuole raddoppiare le estrazioni di petrolio in Basilicata scavalcando la Regione e acquisendo tutti i poteri decisionali nelle mani del governo nazionale.

E’ inaccettabile che il governatore Pittella faccia il pianto del coccodrillo e faccia finta di minacciare Renzi. E’ inammissibile continuare a sopportare l’ambiguità e il doppio gioco del presidente della Regione e del Pd lucano. Il presidente del Consiglio è del loro stesso partito. Marcello Pittella si rivolgesse a Bubbico e De Filippo, a suo fratello Gianni, a Roberto Speranza, sono tutti personaggi di primissimo piano nazionale che se vogliono tutelare la Basilicata hanno la forza e la possibilità per farlo. Se non lo fanno, o sono d’accordo con Roma, o sono ricattabili perché hanno condiviso dei ricchi patti di interesse per ottenere gli incarichi nazionali e internazionali che coprono e gli fa comodo stare zitti e far finta di niente.

Noi del M5S riteniamo che mai come ora i lucani devono aprire gli occhi e devono interrogarsi su come sia possibile che alle scorse elezioni europee abbiano dato 102mila voti (42% dei votanti) a Matteo Renzi e al Pd. Come si può essere così masochisti. Perché accade tutto questo?

Anche i bambini capiscono che il Pd di Bubbico e De Filippo e tutti i vecchi partiti lucani hanno svenduto la Basilicata e la vogliono far morire. L’agricoltura non esiste più, il turismo ha dei livelli bassissimi, l’acqua è a rischio, gli abitanti diminuiscono, non c’è un progetto di sviluppo strategico e una visione lungimirante del futuro. Tutto ruota intorno al petrolio, ai rifiuti e all’energia.

In segrete stanze è stato deciso cosa dovrà diventare la Basilicata: una terra destinata a scomparire dove vivranno prevalentemente anziani e i territori saranno devastati da pozzi petroliferi, impianti di smaltimento di rifiuti, centrali elettriche più o meno sicure.

Il M5S alle scorse elezioni regionali ha presentato un programma molto preciso in cui indica cosa andrebbe fatto per dare una prospettiva alla Basilicata senza petrolio e senza rifiuti pericolosi, oltre a questo il M5S ha anche precise proposte nazionali per far allontanare l’Italia dall’uso delle fonti fossili e rispettare i vincoli dell’Unione europea al 2020 e al 2030 sulla riduzione dell’emissioni, sul risparmio energetico e sulla produzione delle energie rinnovabili per rilanciare la creazione di lavoro e occupazione. Invitiamo i cittadini a visitare i nostri siti (www.basilicata5stelle.it – www.beppegrillo.it/movimento/programma/) per leggere le nostre proposte e capire che le alternative ci sono, basta volerlo.

Il Pd, Renzi e i suoi compagni di merenda locali non vogliono farlo perché hanno altri scopi e interessi e usano i cittadini solo come sudditi e portatori di voti, il M5S, invece, è fatto di cittadini che non vogliono accettare tutto questo e si batteranno in tutti modi e in tutte le sedi per modificare l’attuale situazione”.

movimento5stelle

lug 032014
 

Riuso, raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti, insieme alla riduzione in fase di produzione, sono gli unici pilastri di una gestione integrata dei rifiuti (la strategia delle “4R”) capace di dare una soluzione di lungo termine al problema, consentendo di risparmiare materie prime e ridurre l’uso delle discarica, e quindi anche lo sfruttamento e l’inquinamento del suolo. E’ per questo motivo che la Legambiente Basilicata e il Circolo Legambiente di Senise chiedono urgentemente alla Regione Basilicata di fare marcia indietro rispetto all’accordo di reindustrializzazione del sito produttivo inattivo della società “Me.Com Srl” di Senise (Pz). Il progetto prevede la realizzazione di un impianto multifunzionale per il trattamento di rifiuti solidi urbani con produzione di CSS (combustibile solido secondario) a partire da Rsu (rifiuti solidi urbani).
Per l’associazione si tratta di un metodo di smaltimento dei rifiuti del tutto inappropriato e fallimentare. Il trattamento meccanico del tal quale è una scelta primitiva e che non dà nessun contributo al raggiungimento dell’obiettivo del 65% di raccolta differenziata stabilita dalla legge, obiettivo tra l’altro raggiunto dal Comune di Senise che nel 2012 è arrivata al 43,72% di raccolta differenziata proprio grazie al metodo del porta a porta.
Le più recenti Direttive europee al riguardo indicano che le discariche vanno via via chiuse, e gli inceneritori devono essere utilizzati in maniera sempre più residuale. Ma, soprattutto l’Unione europea (con la direttiva 2008/98/CE) si è data l’obiettivo di una “società del riciclaggio con un alto livello di efficienza”, cercando di limitare la produzione di rifiuti e di utilizzarli come risorse.
Agli Stati membri viene chiesto di impegnarsi affinché i materiali riciclabili non finiscano in discarica, ed entro il 2020 il riciclaggio dei rifiuti urbani (limitatamente a metalli, carta, vetro, plastica) dovrà essere cresciuto almeno del 50% in peso. Obiettivi, questi, impossibili da raggiungere se in Basilicata continuiamo a progettare impianti come quello di Senise, anche qualora utilizzasse le più moderne tecnologie.
Il progetto tecnico, da quello che si è potuto vedere, è ampiamente insufficiente, non contiene nessun riferimento ai codici CER, condizione minima per poter comprendere realmente le tipologie dei rifiuti che si vogliono trattare, condizione necessaria per valutare la sua pericolosità, anche in funzione della particolare collocazione dell’impianto, in zona agricola e nelle immediate vicinanze del lago di Monte Cotugno.
Alla luce di ciò, la Legambiente Basilicata e il Circolo Legambiente di Senise si augurano che il Comune e la Regione Basilicata facciano un repentino dietro front, puntando su una politica di raccolta e smaltimento dei rifiuti più lungimirante e duratura nel tempo, capace di garantire sviluppo economico e di salvaguardare l’ambiente, guardando al futuro e non al passato.

legambiente

mag 312014
 

Legambiente e WWF Basilicata giudicano ignobile lo spettacolo di due esemplari di cane lupo cecoslovacco (la notizia ci è stata confermata dal Corpo Forestale dello Stato) che hanno “sfilato” in gabbia durante la storica parata dei Turchi.
Il lupo cecoslovacco è un cane appartenente al gruppo dei pastori e bovari che ha la tempra, la mentalità e l’addestrabilità di un pastore tedesco e la forza, le caratteristiche fisiche e la resistenza di un lupo. Proprio questa somiglianza ha portato migliaia di cittadini ad identificare i cani con il lupo.
Si tratta comunque di un atto di incomprensibile e inaudita superficialità. L’episodio, infatti, va solo ad alimentare i luoghi comuni e gli stereotipi che “accompagnano” il lupo nell’immaginario collettivo identificandolo come l’animale cattivo della favola di Cappuccetto Rosso, da fermare e ingabbiare.
Nonostante infatti lo stato di protezione di cui gode sia al livello nazionale che internazionale e la recente ricolonizzazione in parte del territorio montano, il lupo è ancora una specie a forte rischio di estinzione anche in Basilicata. Un specie la cui presenza causa ancora ostilità tra le comunità locali e, in particolare con il settore zootecnico: basti pensare ai recenti episodi di avvelenamento nelle campagne di Pomarico.
Non mancano esempi virtuosi come la partecipazione del Parco Nazionale del Pollino al progetto LIFE Wolfnet sostenuto dall’Unione Europea per lo sviluppo di misure coordinate di protezione per il Lupo in Appennino. A maggior ragione risulta inconcepibile la scelta degli organizzatori di una manifestazione così importante per l’intera regione, che attrae migliaia di visitatori ogni anno, di mandare un messaggio sbagliato e fuorviante.
A questo va aggiunto il tema degli allevamenti di lupo cecoslovacco, un cane che per la sua stretta somiglianza genetica al lupo può, se abbandonato in natura, dar luogo a fenomeni di ibridazione che mettono a rischio una specie di grande interesse conservazionistico ed ecologico come il lupo nel nostro Paese. Legambiente e WWF Basilicata invitano pertanto il CFS a continuare nell’attività di controllo e nella repressione di tentativi fraudolenti di inquinamento genetico della specie – come avvenuto qualche mese fa con il sequestro di 37 esemplari di lupo cecoslovacco – che si vanno ad aggiungere alla già presente diffusione accidentale in natura di esemplari ibridi.
Un episodio infine di inutile crudeltà, che speriamo non si ripeta nei prossimi anni.

foto da FB

apr 152014
 

Si è concluso il ciclo di incontri programmati con gli studenti della scuola
primaria e secondaria di primo e secondo grado, nell’ambito del progetto
denominato “Educazione alla legalità economica”, giunto alla seconda
edizione.
L’iniziativa trae origine da un Protocollo d’intesa tra il Comando Generale della
Guardia di Finanza ed il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della
Ricerca finalizzato all’inserimento, tra le attività didattiche, di momenti dedicati
ai vari temi legati al concetto di legalità economica, da intendersi quale
espressione di una cittadinanza attiva e responsabile, utile al singolo ed
indispensabile per la crescita collettiva.
I relatori intervenuti presso gli istituti scolastici, Ufficiali al comando di reparti
territoriali del capoluogo e della provincia, hanno esposto contenuti orientati:
alla diffusione dei principi di sicurezza economico-finanziaria;
all’affermazione del messaggio della “convenienza” del rispetto delle
norme di tutela della interessi economico-finanziari dello Stato e
dell’Unione Europea;
ad una maggiore conoscenza, da parte delle fasce giovanili, del ruolo
rivestito dal Corpo, quale organo di polizia vicino a tutti i cittadini, nella
tutela del bene fondamentale della libertà economica.
Nel corso degli incontri, tenuti nel periodo compreso tra gennaio e marzo del
corrente anno, sono stati, nel contempo, illustrati, con l’ausilio di supporti
multimediali, i lineamenti dell’attività della Guardia di Finanza nel contrasto
degli illeciti fiscali, delle falsificazioni, delle contraffazioni, delle violazioni dei
diritti d’autore nonché dell’uso e dello spaccio di sostanze stupefacenti.
Gli istituti interessati dal progetto sono stati l’I.T.I.S. “Francesco Saverio Nitti”
di Potenza, l’I.T.I.S. “Enrico Fermi” di Muro Lucano, la Sezione del I.T.I.S.
“Leonardo da Vinci” di Avigliano, l’I.C. “Michele Granata” di Rionero in Vulture,
l’I.S.T.C. “Guglielmo Gasparrini” di Melfi, l’I.S.I.S. “Nicola Miraglia” di Lauria,
l’I.T.C.G. “V. D’Alessandro” di Lagonegro.
All’iniziativa è abbinato un concorso denominato “Insieme per la legalità” che
ha lo scopo di sensibilizzare i giovani, tramite il coinvolgimento delle scuole,
sul valore civile ed educativo della legalità economica, nonché in merito alle
attività svolte dal Corpo in tali settori, favorendo la loro espressione libera,
creativa e spontanea sulla tematica.
Per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, gli incontri hanno
anche offerto l’opportunità di conoscere le procedure per l’arruolamento nella
Guardia di Finanza, essendo stati recentemente emanati i relativi bandi di
concorso per l’Accademia e per la Scuola Ispettori e Sovrintendenti.

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apr 042014
 

Guide turistiche lucane sul piede di guerra. “Delusione e preoccupazione. È questo lo stato d’animo di centinaia di professionisti lucani del turismo che, dopo anni di impegno per accogliere con competenza i visitatori e promuovere con passione il territorio, rischiano seriamente di perdere il proprio lavoro.
Il 4 settembre 2013, infatti, è entrata in vigore la legge 97/2013 che all’art. 3 detta la nuova disciplina della professione di guida turistica accogliendo un’apposita direttiva dell’Unione Europea: “L’abilitazione alla professione di guida turistica – dice il primo comma – è valida su tutto il territorio nazionale”, quindi una guida di Venezia può effettuare visite guidate a Matera, una di Palermo può esercitare a Roma e così via…; il secondo comma poi stabilisce che le guide turistiche abilitate di tutti gli Stati membri dell’Unione Europea “operano in regime di libera prestazione dei servizi senza necessità di alcuna autorizzazione nè abilitazione, sia essa generale o specifica” su tutto il territorio comunitario: e allora, solo a titolo di esempio, una guida svedese può offrire visite guidate in Grecia, così come una guida croata può esercitare in Irlanda…
Al di là del merito della norma di legge, che non tiene in alcun conto la specificità della professione, che necessita una conoscenza approfondita del territorio di competenza, è ormai accertato che in effetti non è ancora vigente. Non risulta essere stato emanato, infatti, il decreto attuativo e quindi abrogata la legge regionale che sinora ha disciplinato le professioni turistiche. Ma intanto già se ne stanno pagando pesantemente gli effetti deleteri: già dallo scorso settembre, infatti, giungono quotidianamente a Matera gruppi di turisti accompagnati da guide della vicina Puglia se non addirittura straniere, soprattutto tedesche e francesi. E questo ha fatto calare notevolmente il lavoro per le guide lucane.
E ancora, il terzo comma dell’art 3 della legge 97/2013 prevede che il Ministro del Turismo, sentite le Regioni, avrebbe dovuto adottare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della stessa legge, un elenco di siti di particolare interesse storico, artistico archeologico per i quali occorre una specifica abilitazione. Di giorni ne sono passati ben 210, ma ancora nulla! E Matera, in quanto sito Unesco, deve rientrare a pieno diritto in quell’elenco di siti riservati alle guide locali. Ma sembra che la questione non interessi a nessuno. Da tempo, infatti, le guide turistiche lucane hanno sollecitato, anche in maniera formale con apposite lettere, la Regione e la Provincia di Matera, che però son rimaste al momento non hanno dato alcun riscontro.
Chiediamo quindi che senza alcuna ulteriore esitazione affrontino e risolvano la questione e che intanto diano precise indicazioni alle Forze dell’Ordine (in particolare Polizie Municipali e Provinciali, ma anche Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza) perché facciano quotidianamente e col massimo rigore controlli sul rispetto della legge tuttora vigente (quindi quella regionale) ed eventualmente sanzionino ogni violazione, che sia l’esercizio totalmente abusivo della professione oppure da parte di guide che non abbiano l’abilitazione per la Basilicata”.

guida1

mar 202014
 

800 mila tonnellate di rifiuti prodotti nel 2012 solo in Italia, 299 discariche abusive sequestrate tra il 2009 e il 2013, Il 70% dei Raee sfugge al sistema legale.
Frigoriferi e scaldabagni guasti, televisori con tubo catodico, telefonini, pc e stampanti ma anche giocattoli e lampadine giunti a fine vita compongono una percentuale sempre crescente dei nostri rifiuti. Rifiuti che però richiedono particolari attenzioni per lo smaltimento al fine di recuperare i materiali pregiati attraverso l’industria del riciclo, evitare i danni ambientali con la contaminazione del terreno e delle falde e tutelare la salute umana minacciata anche dalle attività di smontaggio se condotta in modo illecito.
Nel 2012 i Raee prodotti in Italia ammontano a 800 mila tonnellate mentre sono circa 10 milioni di tonnellate quelli generati in Europa e 50 milioni di tonnellate quelli prodotti nel mondo. Di questi, solo 3,5 tonnellate, a livello europeo, vengono gestite dalle organizzazioni dei produttori mentre in Italia la percentuale di Raee che sfugge al sistema legale arriva al 70%.

I pirati dei Raee, dossier realizzato da Legambiente con il Centro Coordinamento Raee, è stato presentato oggi a Milano, contestualmente alla presentazione del Rapporto annuale 2013 sul sistema di ritiro e trattamento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche in Italia.

Attorno al mercato legale, infatti, prospera un fiorente mercato illecito fatto di discariche abusive, traffici illeciti anche internazionali, inquinamento, truffe e criminalità ambientale che sfruttando il lavoro nero e la manodopera a basso costo, sottrae profitti all’economia legale, inquina i terreni, minaccia la salute pubblica e alimenta il business delle ecomafie.

Tra il 2009 e il 2013 le forze dell’ordine in Italia hanno sequestrato ben 299 discariche abusive di Raee concentrate soprattutto in Puglia (13,4% del totale), in Campania (12,7%), Calabria e Toscana (11%). Tra le 220 inchieste che hanno riguardato il delitto di attività organizzata di traffico di rifiuti, condotte tra il 2002 e il 2013, 6 hanno riguardato specificatamente il traffico di Raee (il 2,7% del totale).

“Se i rifiuti nel complesso rappresentano un problema e contemporaneamente una opportunità per lo sviluppo di filiere importanti della green economy, per i Raee questo discorso assume un valore ancora più alto e pertinente – ha dichiarato il vice presidente di Legambiente Stefano Ciafani -. La gestione corretta dello smaltimento dei materiali elettrici ed elettronici, infatti, può alimentare sostanziosamente il settore del riciclaggio delle materie che li compongono, la riduzione degli impatti della produzione come dell’uso delle risorse naturali ed energetiche. Si tratta di una filiera nascente, perché la normativa sui RAEE è molto recente e i problemi non mancano, ma con grandi prospettive. Certo occorrerà lavorare ancora sull’informazione ai cittadini e sulle reti di raccolta e spingere per ottenere in tempi brevi una normativa adeguata a tagliare fuori dal mercato gli imprenditori non rispettosi della legge pianificando un sistema efficace di controlli e sanzioni per impedire i traffici illeciti”.
“Il racket dei RAEE si combatte favorendo il mercato legale – ha aggiunto Laura Biffi, che ha curato il dossier per l’Osservatorio nazionale ambiente e legalità di Legambiente -. Ciò significa che, accanto a un migliore sistema di controlli e sanzioni esteso a tutta la filiera, dal venditore di elettrodomestici al trasportatore al riciclatore, è necessario mettere a punto una campagna di informazione efficace rivolta ai cittadini, ma anche agli addetti alle vendite, nonché alle stesse forze dell’ordine e agli enti preposti alla vigilanza. Solo così il ciclo virtuoso dei RAEE sarà in grado di togliere profitti al mercato nero e di produrre nuova economia e nuova occupazione nel rispetto delle leggi e dell’ambiente”.

Il mercato illegale riguarda tutti i Raee non intercettati dai sistemi collettivi ed è facilmente soggetto a infiltrazioni da parte di operatori irregolari. Se la Convenzione di Basilea stabilisce il divieto di export nei Paesi non OCSE, in realtà le attività di gestione più pericolose per la salute delle persone e dell’ambiente si svolgono in aree del mondo dove i controlli sono meno attenti che in Europa, come l’Africa Subsahariana e l’estremo oriente. Luoghi lontani raggiunti però da container partiti anche da Ancona, Bari, Civitavecchia, Venezia, Napoli e Taranto (primi per numeri di inchieste).

Per raggiungere gli standard di raccolta e riciclo dei Raee fissati dall’Unione europea e ridurre il fenomeno dei traffici illegali, per Legambiente e CdC Raee, è necessario promuovere l’informazione ai cittadini sulla pericolosità sanitaria e ambientale e la potenzialità economica dei Raee; migliorare i sistemi di raccolta con una rete omogenea di strutture comunali e anche private diffuse sul territorio; promuovere la pratica del ritiro “uno contro uno” nei punti vendita; incrementare i controlli e introdurre modifiche legislative mirate al contrasto del mercato illegale.

Ed è proprio in questa direzione che Legambiente Basilicata promuoverà – all’interno del progetto Centro per la sostenibilità, sostenuto da Fondazione con il Sud attraverso il Bando Verso Rifiuti Zero – giornate di raccolta straordinaria di piccoli RAEE e iniziative volte a prolungare il ciclo di vita di PC e elettrodomestici. Personal computer, ancora in buono stato, potranno essere ricondizionati e immessi in un circuito sociale. Un esempio concreto che, grazie alla collaborazione con l’azienda RI.PLASTIC S.P.A. e l’IPSIA “Giorgi” di Potenza, mira a far comprendere l’importanza del corretto smaltimento di questi rifiuti e incentivare pratiche virtuose di riuso.

legambiente

gen 312014
 

In difesa di biodiversità e acqua dolce, domenica 2 l’invito ad osservare gli uccelli a “doppiette spente”.
In Basilicata la festa si svolgerà presso l’Oasi WWF del Lago di Pignola
Zone umide in festa domenica 2 febbraio, Giornata Mondiale per le Zone Umide per ricordare l’urgenza di difendere laghi, lagune e corsi d’acqua e il loro ruolo importante che svolgono nel mondo per le specie migratorie e per le numerose attività economiche che sostengono quali la pesca, il turismo e l’agricoltura, focus delle celebrazioni di quest’anno. Circa 2/3 delle zone umide d’Europa sono scomparse negli ultimi 50 anni e quelle che restano sono sotto pressione per l’inquinamento e i cambiamenti climatici. Un’altra minaccia riguarda le specie migratorie che le popolano e che per fortuna da domani potranno essere ammirate senza rischi. Una fortunata coincidenza, infatti, quella che vede chiudere ufficialmente il 29 gennaio la stagione venatoria quest’anno con un timido segnale positivo con l’anniversario delle Zone Umide, domenica. Per il WWF sarà un’ottima occasione dopo mesi di attività venatoria per osservare in tutta tranquillità anatre, folaghe, aironi e i piccoli limicoli e molte altre specie che affollano durante l’inverno le zone umide del nostro paese e fulcro di importanti rotte migratorie tra Europa, Africa e Asia come molte Oasi WWF che saranno aperte per questa occasione.
CACCIA: PRESIDIO WWF PER DIFENDERE LA BIODIVERSITA’ E ALLINEARCI ALL’EUROPA
Dopo anni di lavoro portati avanti dagli avvocati del Panda, dall’Ufficio legale dell’Associazione e dai volontari che svolgono l’attività di vigilanza ambientale il numero dei ricorsi contro i calendari venatori e le deroghe sull’uccisione di uccelli di piccola taglia sono in diminuzione. «Raccogliamo i frutti delle battaglie che portiamo avanti da moltissimo tempo per il rispetto delle norme da parte delle Regioni italiane», commenta Patrizia Fantilli, responsabile dell’Ufficio legale del WWF Italia. «È stato grazie ai ricorsi e ai successivi pesanti interventi dell’Unione Europea», spiega, «che l’adozione di deroghe e il prolungamento ingiustificato dei calendari venatori hanno subito una frenata». Ma è ancora necessario vigilare sul rispetto della Direttive e su una corretta applicazione della legge N. 157 del 1992, la legge sulla caccia che è purtroppo l’unica legge nazionale per la tutela della fauna selvatica in Italia. Intanto il numero dei cacciatori diminuisce. In dieci anni, tra il 2002 e il 2012, le licenze di Porto di fucile a uso caccia sono scese del 21%, da 885 mila a poco meno di 700 mila, secondo la Polizia di Stato. Ma la caccia continua a fare vittime anche tra gli esseri umani: tra settembre e l’inizio di dicembre 2013 ci sono stati quattro morti. Anche sul fronte del bracconaggio c’è molto ancora da fare. E’ un fenomeno diffuso, non solo legato alle armi da fuoco, ed è ancora troppo sommerso. Il tasso di illegalità e criminalità ambientale, in Italia, è così elevato che ogni 43 minuti si verifica un illecito, secondo i calcoli del Ministero dell’Ambiente. Allo stesso tempo il nostro Paese è tra i più ricchi di biodiversità in Europa. Ecco perché il WWF, oltre ad attivare centinaia di azioni legali, opera con un network di oltre 300 volontari, le Guardie venatorie, che intervengono dove le forze dell’ordine non riescono ad arrivare. Dal Nord al Sud, le Guardie svolgono un lavoro prezioso e rischioso in particolare contro il bracconaggio.
ZONE UMIDE: IN ITALIA UN ‘PIT STOP’ PER MIGLIAIA DI MIGRATORI
La Giornata mondiale delle Zone umide, che ricorre il 2 febbraio in ricordo della firma della Convenzione di Ramsar a tutela di queste importantissime zone ricche di biodiversità, è dedicata quest’anno al rapporto con l’agricoltura, in quanto le zone umide sono partner per la crescita e sono state a lungo viste come un ostacolo all’utilizzo agricolo del territorio, ma il loro ruolo essenziale a supporto anche dell’attività agricola sta diventando sempre più chiaro e ci sono pratiche agricole di successo che traggono vantaggio da zone umide in buona salute. Si stima che a questi ambienti sia legato circa il 12% delle specie animali totali, che diventano il 40% aggiungendo quelle vegetali. Quasi il 50% delle specie di uccelli presenti in Italia sono legate alle zone umide. Le aree umide forniscono acqua potabile, aiutano a riciclare l’oro blu e producono il 24% del cibo del Pianeta. Circa due miliardi di uccelli migratori ogni primavera attraversano l’Italia, ponte nel Mediterraneo fra Africa ed Europa, dai piccoli luì alla grande cicogna bianca. Le nostre aree umide rappresentano per molti un ”pit stop”, una sorta di area di servizio lungo le autostrade delle migrazioni per la sosta, l’alimentazione, ma anche la nidificazione.
Conoscere la presenza degli uccelli è un elemento fondamentale per verificare gli effetti dei cambiamenti climatici, individuare le aree di maggiore biodiversità e istituire nuove aree protette: dal 1° dicembre al 31 gennaio viene svolto uno studio sulla distribuzione invernale degli uccelli d’Italia. La ricerca è iniziata nel 2009 e ha permesso di accertare la presenza di 327 specie più 38 di origine alloctona. Ogni dato viene raccolto sul portale Ornitho.it, che anche il WWF sostiene e a cui partecipano le Oasi del WWF, nonché molti singoli soci. Si tratta del primo esempio italiano di progetto di ricerca condotto con l’aiuto dei cittadini (Citizen Science).

Il WWF in Italia gestisce direttamente o in collaborazione, ben 12 Zone Ramsar, confermandosi come il soggetto con più aree umide in gestione nel nostro Paese tra cui, in Basilicata, le Oasi del Lago di Pignola e del lago di San Giuliano.
La festa in Basilicata si svolgerà presso l’Oasi di Pignola con il seguente programma: alle ore 11:00, accompagnati dalle guide dell’Oasi, si potrà gratuitamente visitare il percorso natura ed i suoi capanni di avvistamento per il birdwatching, muniti dell’attrezzatura fornita dalla Coop Novaterra. Al termine dell’escursione è previsto un’aperitivo presso il bar-tisaneria del centro visite della Riserva.

Per info e prenotazioni: 3477691322-3475168091
Roma, Potenza 30 gennaio 2014 Ufficio Stampa WWF Italia, 02 83133233 – 329 8315718 – 06 84497213 – 349 0514472 Uff. stampa WWF Basilicata 0971 411382

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lug 292013
 

Primo giorno della trentesima edizione del seminario V. Quarenghi che vede 200 giovani di tutta Italia protagonisti di una settimana di vacanza e di formazione sulle tematiche della difesa della vita umana, nella splendida cornice di Acquafredda di Maratea.
I ragazzi sono stati accolti dal sindaco di Maratea, Rag. Mario di Trani, che ha sottolineato come la città di Maratea sia quest’anno particolarmente gioiosa di accogliere questa grande manifestazione di giovani, dopo essere stata un importante punto d’incontro in occasione della Gionata Mondiale della Gioventù.
Ad accogliere i ragazzi anche il Presidente di FederVita Calabria, che ha organizzato, insieme al Movimento Per la Vita Italiano, il Life Happening e la direttrice del Centro Congressi Hotel Villa del Mare, Mariangela Di Biase, che si è detta contenta di essere parte di questo progetto formativo.
Ad aprire ufficialmente i lavori, l’On. Europeo Carlo Casini, presidente del Movimento Per la Vita Italiano, con una relazione dal titolo “Uno di noi: il concepito, l’Europa, la pace”. Casini ha ribadito il legame indissolubile che esiste tra pace e tutela della vita, come ricorda il titolo del Seminario, introducendo ai ragazzi l’iniziativa popolare europea “Uno di noi”, volta a far riconoscere la dignità umana del concepito.
“Se la pace si fonda sui diritti umani, come possiamo dire che l’Unione Europea è una nazione pacificata e pacificante, se permette questo terrore invisibile verso il più piccolo e indifeso che è l’aborto? Uno di noi mostra questa contraddizione, con una potenza rivoluzionaria che si trova in questa semplice affermazione: il concepito è uno di noi”. Con questa domanda e da questa contraddizione, i ragazzi si interrogheranno e confronteranno nella seconda parte della mattinata, iniziando questo percorso di crescita culturale e umana che è il Quarenghi. A seguire, l’intervento di Bruna Rigoni, membro del Consiglio Direttivo del MPV Italiano, che parlerà di “CAV: il trionfo del sorriso della Vita”. La Rigoni, con la sua lunga e impagabile dedizione e azione di volontariato nei Centri di Aiuto alla Vita, sarà testimone dell’affermazione cara al MPV “la vita val bene una vita”.
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