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nov 122015
 

Nei giorni scorsi, sui giornali è apparso il comunicato stampa del segretario provinciale dell’Ugl, Pino Giordano, nel quale si chiedeva l’immediata riapertura della discarica di Colobraro, per difendere i posti di lavoro di 9 operai oggi disoccupati. MuoviAmo Tursi, replica ai sindacalisti con la seguente nota:
Si vogliono smentire i numerosi luoghi comuni che i sindacalisti
seminano ad arte, diffondendo disinformazione tra i cittadini.
MuoviAmo Tursi ha già dimostrato con negli anni passati, con più
articoli di stampa e convegni sul territorio, che la discarica di
Colobraro ha distrutto ricchezza e posti di lavoro a causa
dell’inquinamento gravissimo di terreni e falde acquifere. Sono stati
stimati 20 posti di lavoro in meno nel settore dell’agricoltura, a cui
bisogna aggiungere altre unità nel settore del turismo. 20 operai
hanno perso per sempre il lavoro per garantire 9 posti di lavoro in
discarica per qualche anno, a dimostrazione che questi impianti sono
una scelta antieconomica e fallimentare.

Ci meravigliamo e rammarichiamo del fatto che l’Ugl si sforzi così
ardentemente di tutelare un ecomostro, tanto da chiederne
l’ampliamento. Dov’era l’Ugl quando nei mesi precedenti le tornate
elettorali l’impianto in contrada Monticelli accoglieva fino a 35
lavoratori, contro i 9 operai necessari? Dov’era l’Ugl quando si
verificavano le perdite e gli sversamenti di percolato? Dov’era l’Ugl
quando gli operai lavoravano al freddo nel capannone (dato che manca
una parete perimetrale) o quando gli stessi lavoratori respiravano le
polveri dei rifiuti, dato che mancava (e manca tutt’ora) un impianto
di areazione nel centro di Colobraro?

Vogliamo ricordare all’Ugl, ma soprattutto ai lettori-contribuenti,
che le discariche non sono il miglior modo di smaltimento dei rifiuti.
Ad oggi i soli Comuni del Basso Sinni spendono milioni di euro ogni
anno per seppellire i rifiuti in discarica quando invece una gestione
oculata, pubblica, comprensoriale, porterebbe ad una spesa di appena
160 mila euro all’anno. I Comuni possono ridurre la spesa per lo
smaltimento e il trasporto semplicemente riducendo il volume dei
rifiuti da destinare in discarica, realizzando una seria raccolta
differenziata. Così facendo, non ci sarà nessun aggravio per le casse
comunali e tanto meno per i cittadini, che invece godranno di
riduzioni nelle tariffe e di un territorio più pulito. I Comuni devono
investire risorse nella raccolta differenziata, nella creazione di
centri di differenziazione, di compostaggio e di riutilizzo a freddo
della plastica e non nelle discariche, come chiede l’Ugl. Così facendo
non solo si garantiranno posti di lavoro per i 9 operai che lavoravano
in discarica, ma si creeranno decine e decine di posti di lavoro in un
ciclo dei rifiuti virtuoso ed ecosostenibile. Lo stesso Presidente di
Regione Pittella ha definito come prioritario il raggiungimento del
65% di raccolta differenziata entro il 2016. Con questa percentuale la
discarica di Colobraro è inutile ed antieconomica per le casse
pubbliche.

Ancora rammentiamo all’Ugl che i rifiuti creano posti di lavoro e
ricchezza, ma il riciclo e il riutilizzo del prodotto differenziato
garantisce molti più posti di lavoro di una discarica. Se l’Ugl non
capisce un così semplice ragionamento, ce ne dispiace e ci lascia
perplessi sui veri interessi che il sindacato vuole tutelare.

Se davvero l’Ugl tiene alla salute del territorio e dei lavoratori,
perché non accompagna i 9 operai in mobilità presso le aziende
agricole in contrada Finata, vicino la discarica? Sono sicuro che gli
agricoltori saranno ben lieti di aiutarli offrendo loro una valida
alternativa occupazionale, purché si metta la parola fine allo
smaltimento dei rifiuti in quell’ecomostro.

MuoviAmo Tursi, sensibilizza da anni i cittadini di Tursi che chiedono
a gran voce la messa in sicurezza della discarica e la sua definitiva
chiusura, senza più ampliamenti. I cittadini hanno capito che non c’è
bisogno di discariche se non si producono rifiuti indifferenziati.
Inoltre, gli stessi cittadini sono a favore della proposta di MuoviAmo
Tursi, per una gestione pubblica dei ciclo dei rifiuti nell’area del
Basso Sinni, con la costruzione di un centro di compostaggio, di un
centro di smistamento dei rifiuti differenziati e di un impianto di
riciclo a freddo della plastica riciclata.

Mario Cuccarese, Portavoce di MuoviAmo Tursi

210220151394

nov 022015
 

La Ola, Organizzazione lucana ambientalista,rende noto che l’Appenine Energy con sede legale a Matera, via XX Settembre 45, con istanza del 7 Ottobre scorso pubblicata sul BUIG dello stesso mese (Bollettino Ufficiale Idrocarburi e Geotermia) ha rinunciato all’istanza di permesso idrocarburi “Tardiano”.Essa riguardava 212,76 Kmq in gran parte situati nel parco nazionale dell’Appennino Lucano e quelli limitrofi ai parchi del Vallo di Diano e del Pollino, tra il Vallo di Diano (Campania) e la Val d’Agri (Basilicata). Un territorio che comprendeva ben 10 Comuni (2 nel Vallo di Diano: Montesano sulla Marcellana e Casalbuono; 8 in Basilicata: Grumento Nova, Lagonegro,Moliterno, Sarconi, Tramutola, Castelsaraceno, Spinoso e Lauria).

Nello stesso BUIG – informa la Ola – la società petrolifera materana ha invece acquistato le intere quote dei permessi idrocarburi “Monte Negro” provincia di Matera (Stigliano, Craco, Aliano, Tursi, San Mauro Forte, Ferrandina) e “Torrente Alvo” ( Tolve, Oppido L.,Vaglio di B. e San Chirico N.),in provincia di Potenza , in precedenza possedute dalla Società Apennine Oil & Gas S.r.l. a seguito della fusione mediante incorporazione di questa società all’Appenine Energy SpA. Nel permesso di ricerca “Torrente Alvo” Il progetto prevede l’approntamento della postazione sonda e la perforazione del pozzo esplorativo denominato “Strombone 3 Dir” situato nel comune di Tolve a poca distanza del centro abitato.

Sull’istanza”Tardiano” – fa rilevare la Ola – mentre si erano registrate le opposizioni dei comitati lucani e campani e quelle dei comuni del Vallo di Diano, non aveva ricevuto quella dei comuni lucani, rimasti in silenzio. Con la decisione assunta dalla società petrolifera materana per l’istanza idrocarburi “Tardiano”, l’interesse della stessa sembra dunque rivolgersi oggi verso altri permessi di ricerca idrocarburi di cui la società petrolifera risulta unica titolare in Basilicata.
petrolio-basilicata1

ott 212015
 

Dopo la benedizione presso il Sacro convento di Assisi e la successiva temporanea dimora nella chiesa di San Giacomo di Lauria, l’Ulivo della pace che ricorda anche il legame del cardinale Brancati con Assisi, è stato collocato nel palazzo culturale Marangoni. Nei prossimi giorni verrà definitivamente piantumato nel cortile dell’edificio sito in via Cairoli, 60. L’Ulivo secolare di Assisi, che ha circa 40 anni anni di vita, è visitabile dall’esterno fin da ora. Nei prossimi giorni una porta di vetro ne permetterà una visione continua per quanti percorrereranno a piedi il centro storico.
Una cerimonia beneaugrante e la inaugurazione della Biblioteca Cardinale Brancati si svolgerà verso la fine di novembre alla presenza dell’Arcivescovo di Cosenza-Bisignano mons. Francesco Nolè, assai legato alla figura del frate cardinale lauriota. Il già vescovo di Tursi-Lagonegro ha coordinato il gemellaggio con i frati di Assisi.

ott 112015
 

“Apprendiamo con gioia la notizia della nomina ad Amministratore unico diocesano di Lagonegro – Tursi di Mons. Francesco Sirufo, attualmente parroco di Viggianello.”
È quanto dichiarano, in un comunicato, i Consiglieri comunali di Lagonegro Maria Di Lascio, Pasquale Calabria e Nicola Tortorella.
“Formuliamo un augurio affettuoso per un proficuo svolgimento dell’importante incarico ricevuto fino all’elezione del nuovo Vescovo.
A Mons. Francesco Nolè, nominato da Papa Francesco Arcivescovo metropolita di Cosenza-Bisignano, esprimiamo la nostra gratitudine per aver svolto con straordinaria passione il ministero episcopale. Questo avvicendamento esprime una condivisibile scelta nel segno della continuità territoriale e della concreta declinazione sociale del magistero della Chiesa in un territorio che ha bisogno di un fervido e autentico impegno pastorale.”
don fra

sirufo

set 302015
 

Grazie all’impegno dei maestri Francesco Muscolino e Pasquale Molfese il Coro della Diocesi di Tursi-Lagonegro conquista sempre maggiori consensi, anche grazie al notevole impegno delle coriste e dei coristi che offrono anche plasticamente l’immagine di una diocesi che da Maratea a Policoro vive nell’unità l’impegno nella comunità di appartenenza.

Le immagini si riferiscono all’ordinazione diaconale di don Nicola Caino avvenuta il 29 settembre 2015 a Tursi

ago 172015
 

Nell’ambito degli eventi e manifestazioni per la valorizzazione in Italia e nel Mondo dell’immagine del Cristo Redentore di Maratea, non soltanto dal punto di vista turistico ma, anche e soprattutto da quello religioso onde richiamare le coscienze alla riflessione sulla vera essenza dell’uomo, il Comitato del Redentore di Maratea, diretto dal Presidente Salvatore Cirigliano, di concerto con l’Amministrazione della città di Maratea, ha inteso istituire una sorta di premio “Nobel” alla Bontà, per premiare la persona “Più buona o generosa del Mondo”, che abbia compiuto nell’anno precedente la manifestazione, la più grande opera di bontà, di solidarietà o beneficenza.

A questa persona spetterà il titolo di “Personaggio del Redentore”.

-La manifestazione per la premiazione del Personaggio del Redentore infatti consisterà in una cerimonia religiosa con la S.Messa, che si svolgerà possibilmente ai piedi della statua del Cristo Redentore di Maratea, ovvero nella Basilica Pontificia, oppure nelle immediate vicinanze. Qui il Vescovo della diocesi di Tursi-Lagonegro, ovvero il Cardinale designato, dopo la solenne benedizione, consegnerà, il diploma con il titolo di “Personaggio del Redentore”, che ne rappresenta il dono maggiore, al soggetto prescelto, che avrà compiuto la più grande opera di bontà, di solidarietà o di beneficenza, nel rispetto dell’insegnamento religioso: “Ama il prossimo tuo come te stesso”.

Il Personaggio del Redentore dunque potrà essere normalmente una persona vivente di qualsiasi età, di qualsiasi sesso e di qualsiasi razza che, per amore verso il prossimo, avrà compiuto una grande opera di bontà, di solidarietà e o di beneficenza, tale da meritare il lodevole premio. Questo sarà costituito appunto da una Pergamena Diploma con il titolo di “PERSONAGGIO DEL REDENTORE” e da una Statuetta del Cristo Redentore di Maratea in metallo pregiato, placcata in oro 24 carati, in scala ridotta 1:100 delle dimensioni di circa 22 cm.. La pergamena diploma sarà consegnata nelle mani del “Personaggio del Redentore”, o di un suo rappresentante, direttamente dal ministro religioso, mentre la statuetta rivestita in oro del Cristo Risorto, sarà consegnata nelle stesse mani, dal Presidente del Comitato del Redentore o suo delegato.

MANIFESTAZIONE 2015

-Deroga al Progetto -eccezionalità dell’evento

A seguito del messaggio pervenuto al Presidente del Comitato del Redentore Salvatore Cirigliano, e fermo restando le modalità istituzionali del Progetto d’Idee, che costituiscono le linee guida della normalità realizzativa per tutti gli anni successivi, il Consiglio Direttivo del Comitato, su proposta dello stesso Presidente ha individuato in via eccezionale quale personaggio del Redentore per il corrente anno 2015 la fu cittadina Polacca Irena Sendler che con spirito di enorme sacrificio e grande bontà salvò dal ghetto 2500 bambini portandoli fuori dal Ghetto e che, scoperta, oltre ad essere torturata le furono brutalmente spezzate le gambe e le braccia.

Irena Sendler , proposta per il Premio Nobel per la pace, non fu mai selezionata.

Il Comitato del Redentore, tenuto conto che la stessa è ormai deceduta, considerata la grande ingiustizia sociale per il mancato riconoscimento del premio Nobel per la pace,

Decide all’unanimità

-di derogare al presupposto temporale dell’avvenimento e a quello di “persona vivente”;

-di riconoscere quale candidata eccezionale al premio di “Personaggio del Redentore”, per il

2015 ”, la cittadina Polacca Irena Sendler;

-che il premio alla memoria di Irena Sendler sia consegnato al parente più vicino e, in mancanza,

al Sindaco della sua città natale.

Irena Sendler nata a Varsavia il 15 febbraio del 1910 in una famiglia socialista, è stata insignita di molti onori e riconoscimenti nel suo paese, compresa l’Aquila Bianca, la maggiore onorificenza polacca. Riguardo al suo operato nella Zegota disse: “Avrei potuto fare di più. Questo rimpianto non mi lascia mai”. Il 19 ottobre 1965 è stata riconosciuta Giusta delle Nazioni a Yad Vashem.

È morta a 98 anni il 12 maggio 2008.

Ad Irena Sendler è stata dedicata una pianta nel Giardino dei Giusti di Padova.

PREMIAZIONE

Alla manifestazione per la prima premiazione del “Personaggio del Redentore” oltre al Comitato del Redentore e la cittadinanza, sarà presente l’Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario di Polonia S.E. Sig. Tomasz Orłowski., parteciperanno: il Sindaco e l’Amministrazione della città di Maratea, nonchè i Sindaci delle seguenti città del golfo di Policastro: per la Campania: S.G. a Piro, S.Marina, Ispani, Vibonati, Sapri; -per la Calabria: Tortora, Praia a Mare, S.N. Arcella, Scalea, assicurando la partecipazione di ben tre Regioni:

Saranno invitati: i Presidenti della Regione Basilicata e delle Regioni succitate, il Direttore dell’APT di Basilicata. L’invito sarà fatto pervenire anche alle massime Autorità dello Stato Italiano ed al Ministro degli Esteri. La cerimonia di premiazione prevista per il giorno 23 del mese di Agosto, come preaccennato, avrà inizio con la Santa Messa delle ore 18,00 che sarà celebrata nella Basilica Pontificia di S. Biagio in località Castello di Maratea, dal Cardinale designato ovvero dal Vescovo della diocesi di Tursi-Lagonegro. In tale occasione si darà sintetica informazione ai presenti sul profilo biografico e sull’opera compiuta dal personaggio del Redentore.

Successivamente il cerimoniale si trasferirà ai bordi della piscina del G.H. Pianeta Maratea dove eccezionalmente, per l’anno in corso, si procederà alla cerimonia della Premiazione. Il premio sarà donato nelle mani della Sig.ra Janina Zgrzembska figlia di Irena Sendler.

L’Ufficio Stampa per la
Presidenza del Comitato del Redentore

maratea

lug 052015
 

In occasione dell’insediamento del nuovo arcivescovo di Cosenza-Bisignano Mons. Francesco Nolè, è partito un pulmann da Lagonegro, il 4 luglio 2015, per manifestare il proprio affetto verso il vescovo che è attuale amministratore apostolico di Tursi-Lagonegro. Nel pulmann, grazie anche alla presenza del parroco di Trecchina don Guido Barbella, si è improvvisato, con lo zampino dell’Eco, un confronto molto interessante nel quale si è parlato di religione, di tradizioni, della Madonna di Sirino…. ma non del prossimo sindaco di Lagonegro, argomento vietato categoricamente dall’assessore Mimmo Camardo tra gli organizzatori del viaggio!

giu 242015
 

Francescantonio Nolè nasce a Potenza il 9 giugno 1948; entra il 20 settembre 1959 tra i Frati Minori Conventuali di Ravello, dove inizia la sua formazione umana, spirituale, religiosa e culturale, che poi prosegue a Nocera Inferiore, Portici, Sant’Anastasia e Roma.
Presso la Facoltà Teologica Seraphicum di Roma compie gli studi filosofici e teologici, presso la Sezione S. Luigi della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli consegue la Licenza in Teologia Morale e presso l’Università Statale di Cassino la laurea in Pedagogia. Il 4 ottobre 1965 a Montella emette la professione temporanea e a Nocera Inferiore il 1º novembre 1971 la professione perpetua e viene ordinato sacerdote il 2 settembre 1973 a Potenza dal vescovo Vittorio Costantini, O.F.M.Conv. Viene subito destinato a Nocera Inferiore, nel Convento di Sant’Antonio, prima come vicedirettore e poi come rettore dei ragazzi delle scuole medie aspiranti alla vita
religiosa. Nel 1976 viene trasferito a Benevento, come direttore dei postulanti del Ginnasio-
Liceo, fino al 1982. Nello stesso anno durante il Capitolo Provinciale, è nominato vicario provinciale e guardiano-parroco di S. Antonio in Portici. Nel 1991 viene inviato nuovamente a Benevento come guardiano e direttore dei Postulanti. Nel giugno 1992 è chiamato a Roma a dirigere il Centro Missionario Nazionale fino al 28 aprile 1994.
Nello stesso anno, durante il Capitolo Provinciale tenuto a Nocera, è eletto ministro
provinciale della provincia di Napoli, che comprende Campania e Basilicata.
Il 30 aprile 1997 è confermato ministro provinciale per altri quattro anni.
Il 4 novembre 2000 viene eletto alla sede vescovile di Tursi-Lagonegro ed è consacrato
vescovo da S.E. Mons. Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i
Vescovi, a Pompei il 10 dicembre 2000. Attualmente oltre a guidare la diocesi di Tursi-Lagonegro è membro della Commissione episcopale per Clero e la Vita consacrata della Conferenza Episcopale
Italiana e delegato della Conferenza Episcopale di Basilicata per la Famiglia, la
Liturgia e per l’Economia della Provincia Ecclesiastica.
Il 15 maggio 2015 Papa Francesco lo ha destinato alla Diocesi di Cosenza-Bisignano. Il 4 luglio 2015 l’arcivescovo Nolè si è trasferito a Cosenza per il suo nuovo impegno pastorale.