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Apr 232018
 

Anticipazioni rapporto Ires-CGIL su situazione economica e occupazionale in Basilicata nel 2017
Commento di Giovanni Casaletto* e Angelo Summa**
Un estratto del rapporto con grafici e tabelle è su www.iresbasilicata.it. Il rapporto definitivo sarà pubblicato a maggio ed oggetto di discussione in una sessione pubblica

Giovani, donne, precari, inattivi, spopolamento. Queste le aree di crisi della Basilicata, che nel 2017 fanno registrare dati sconfortanti e, soprattutto, in controtendenza rispetto alle medie nazionali e ai dati in live ripresa delle altre regioni del Mezzogiorno. La Basilicata non è una regione per giovani e non è una regione per donne.
L’occupazione in Basilicata nel 2017 è crollata a livelli preoccupanti, la crescita cominciata nel 2014 ha subito una significativa flessione già nel biennio 2015-2016 ed allo stesso tempo è sensibilmente accresciuto il ricorso alla Cassa integrazione. Nella media 2017 gli occupati sono diminuiti del 2,2% rispetto al 2016. La dinamica dell’occupazione in corso d’anno nella regione è peggiore rispetto al Mezzogiorno in tutti i trimestri e tende decisamente a peggiorare negli ultimi tre mesi, interrompendo bruscamente il trend di avvicinamento ai livelli di occupazione pre-crisi. Nella media del 2017 gli occupati in regione erano circa 188 mila, 4 mila in meno rispetto al 2016 e ben al di sotto dei livelli occupazionali raggiunti prima della crisi (circa 194.000 occupati nella media del 2008). Il calo dell’occupazione è in larga parte ascrivibile alla componente femminile (-4,6%) dopo il forte incremento dell’anno precedente (+6,5%) a fronte di una flessione più moderata degli uomini (-0,7%). Nel Mezzogiorno, viceversa, la dinamica di genere è più favorevole per le donne (+1,6% a fronte del +0,9% dei maschi).
Ma se in generale il dato occupazionale si manifesta negativo, drammatica è la situazione per quanto riguarda il segmento giovanile. Come detto in premessa, il segmento del mercato del lavoro più duramente colpito dalla “lunga crisi” è quello giovanile (15-34 anni). In questa fascia torna a calare l’occupazione (-7,2%) dopo due anni di decisa ripresa (+4,1% e +7,6% rispettivamente nel 2016 e nel 2015). Nel Mezzogiorno (+0,1%) resta sostanzialmente ferma sui livelli dell’anno precedente. Sono circa 40 mila i giovani under 35 della Basilicata occupati nel 2017 a fronte dei circa 56 mila del 2008. Flettono gli occupati nelle classi d’età centrali (-1,0%) in linea con la flessione dell’anno precedente mentre resta sostanzialmente stabile il numero degli occupati con 50 anni e più che negli ultimi anni avevano sostenuto i livelli occupazionali. A ciò si affianca anche un dato negativo relativo alla disoccupazione: nel 2017, il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) è salito decisamente passando dal 34,2% al 38,1% vanificando parte del recupero effettuato nel triennio precedente (oltre 20 punti rispetto al 55,6% registrato nel 2013) collocandosi su livelli comunque lontani da quelli medi del Mezzogiorno (51,4%). Ma soprattutto quell’area di giovani che né studiano né sono coinvolti in percorsi lavorativi o di formazione in alcun modo: i NEET, un terzo dei giovani lucani.
Il Neet rate in diminuzione anche al Sud di meno di mezzo punto (37,5% nel 2016 e 37,2% nel 2017) riprende a crescere in Basilicata (31,5% nel 2017 vs. il 30,7% del 2016). Un ulteriore elemento di preoccupazione è costituito dal fatto che la condizione di Neet, generalmente prevalente tra i meno istruiti, si è diffusa con la crisi ai giovani con titoli di studio elevati: la quota di diplomati e laureati sul totale è passata, in regione, da circa il 50% del 2008 a circa il 70% nel 2017.
Un’altra notazione strutturale attiene all’evoluzione demografica ed alla trasformazione occorsa nelle regioni del Sud, da regioni a più forte crescita demografica a regioni in declino demografico attuale e prospettico. Dal dopoguerra ad oggi il Mezzogiorno e la Basilicata hanno sperimentato una forte contrazione del tasso di fecondità passando dagli oltre 3 figli per donna degli anni ‘50 a poco più di uno negli anni 2000. Ancora più accentuata è stata la flessione in Basilicata: partita da valori superiori a quelli medi meridionali negli anni ’50 nel 2017 il numero medio di figli per donna si attesta all’1,23
nella regione contro l’1,30 del complesso delle regioni meridionali. Secondo le previsioni, la Basilicata al 2045 perde 89 mila abitanti, di cui 62 mila e 61 mila nelle classi d’età 0-29 e 30-74 anni ed un aumento di circa 34 mila nella classe d’età 75 e oltre. Ancora più problematica sarebbe la situazione al 2065, con una flessione della popolazione residente regionale stimata in circa 179 mila unità e complessivamente sotto i 400 mila abitanti.
In flessione è l’export, dopo il positivo biennio precedente, dato ascrivibile al settore dei mezzi di trasporto, le cui vendite all’estero sono diminuite, a differenza degli aumenti registrati nelle regioni del Centro-Nord, dove nel 2017 la crescita è del 7,1%, e nel complesso del Mezzogiorno, dove le esportazioni sono aumentate del 9,8%.
I dati in ripresa della demografia d’impresa accendono qualche speranza cui si contrappongono le preoccupazioni per l’ulteriore razionamento del credito a disposizione degli operatori. Ancora, i flussi di pendolarismo verso le regioni del Centro-Nord che coinvolgono una quota non piccola di lavoratori regionali, istruiti e alla ricerca di posizioni stabili, è un indizio di come il sistema produttivo locale fatichi a produrre “buona occupazione”. Relativamente a ciò, per fare un esempio, la capacità di andare sui mercati esteri da parte del sistema produttivo locale è di fatto sostenuta dall’unico impianto dell’automotive presente; troppo poco in un’era caratterizzata da una marcata globalizzazione e da un’organizzazione produttiva sempre più incentrata sulle catene globali del lavoro transazionali.
*Presidente Ires Basilicata
**Segretario Generale CGIL Basilicata

Apr 222018
 

“Strategie non farmacologiche per la prevenzione e cura del diabete mellito”. È il titolo del convegno tenutosi venerdì 20 Aprile 2018 nella Sala A del Palazzo del Consiglio Regionale di Potenza, promosso dallì Alad/Fand Basilicata(Associazione Lucana Assistenza Diabetici), con il patrocinio dell’ASP ( Azienda Sanitaria Potenza ) e la CIA ( Confederazione Italiana AgricoltorI ) L’introduzione ’ai lavori è stata dell’Assessore Regionale alla Salute ed alle Politiche Sociali Prof.ssa Flavia Franconi che ha evidenziato l’impegno della Regione Basilicata verso la patologia diabetica con interventi mirati alla Prevenzione delle complicenze ed avendo particolare attenzione alla Medicina di Genere; ha , inoltre, sottolineato il positivo “ tallonamento “ dell’Associazione dei Pazienti, tanro da poter a giusta ragione ritenere la realtà lucana una sorta di “ lanoratorio “ per la qualità dell’assistenza e della cura, anche per il lavoro che sistematicamente viene svolto dalla speciale Commissione Regionale Diabete.:Sono seguiti i saluti del Commissario Asp Potenza Dott. Giovanni Chiarelli che ha evidenziato l’opportunità del convegno, snche in quanto va a collocarsi in una stagione di grande cambiamento per l’organizzazione del Sistema Sanitario, stante l’iter approvativo del nuovo Piano Sanitario Regionale; in rappresentanza del Sindaco della Città di Potenza, l’Assessore alle Attività Produttive Avv. Carmen Celi che ha sottolineato l’impegno della Civica Amministrazione nel renedere sempre più vivibile il contesto urbano per poter favorire l’attività fisica , consentendo così ai cittadini di viverlo in modo adeguato ; anche il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Prof. Vincenzo Giuliano ha voluto esprimere il suo plauso per l’iniziativa che nel tempo sta impegnando non semplicemente l’ALAD Fand , ma altre Associazioni , quali gli Amici del Cuore ed i Celiaci ( presenti in sala ) , oltre alle Istitizioni preposte , in un Progetto sugli “Stli di Vitan “, che si vorrebbe replicare nelle Scuole, per la qualcosa è stato allertato un apposito Tavolo di Lavoro:
I lavori sono proseguiti con la moderazione del Dott. Pasquale Bellitti dell’UOSD Diabetologia Territoriale ASM Matera che ha voluto sottolineare l’importanza di una Prevenzione capace di abbattere gli attuali indici di obesità e sovrappeso che vedono la Basilicata tra le Regioni più a risachio di Diabete, come si evidenzia dai dati 2017 dell’11° Rapporto elaborato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute IBDO Sono seguite le interessanti relazioni : la prima su “Urban Diabetes Charta : La carta Italiana del diabete nelle città” a cura di Armando Zampino UOSD Diabetologia Endocrinologia ASP Potenza;; la seconda su “Tsunami Diabete: 11° Italian Diabetes & Obesity Barometer Report – la Basilicata” a cura di Massimo De Fino Direttore Sanitario ASP Potenza;la terza su “Terapia educazionale strutturata: esperienza della diabetologia dell’ Asp di Potenza ed ulteriori implementazioni” a cura di Giuseppe Citro Direttore UOSD Diabetologia Endocrinologia Asp Potenza.
A seguire gli interventi della D.ssa Daniela Ferrante in rappresentanza dei Medici di Medicina Generale che ha sollecitato una migliore e maggiore integrazione con i Medici di Famiglia, di Donato Filippi della Lucana Nordic Fitness che ha parlato della tecnica con cui va fatta l’attività fisica , della Nutrizionista D.ssa Antonella Catenacci consulente CIA che ha evidenziato la necessità di una sana e corretta alimentazione
Le conclusioni sono state svolte dal Presidente ALAD-FAND Antonio Papaleo che , nel tirare le somme del confronto ha sollecitato un urgente ed indifferibile intervento capace di porre un freno al dilagante fenomeno della obesità e del sovrappeso che vede la Basilicata ai primi posti secondo il Rapporto dell’IBDO sulla Diabesità;da qui , l’urgenza di doversi cimentare con la sfida che ci si para di fronte, tutti insieme, specie in una regione come la Basilicata la cui popolazione e’ fatta essenzialmente di persone anziane e, per questo, piu’ propense a prendere peso in uno ad essere colpiti dal diabete e, spesso, incappare nelle complicanze , assolutamente pericolose ed invalidanti.
Ma il fenomeno della obesita’ e del sovrappeso non riguarda, purtroppo, solo le persone di eta’ avanzata, bensi tanti ragazzi anche in tenera eta’, tanto da dover prendere atto di avere un triste primato, in quanto un ragazzo su tre , fra gli 8 e i 9 anni, risulta essere obeso o in sovrappeso. Occorre, percio’ , che rispetto a questo dilagante fenomeno ci si ponga con la massima disponibilita’, come pure va accadendo , specie in alcuni grossi centri urbani, grazie al Manifssto della Citta’ in Salute fatto proprio dall’Anci Nazionale, e che già tempo addietro è stato presentato al Sindaco di Potenza, dopo aver sottoscritto un apposito Protocollo d’Intesa con il Presidente Regionale dell’Anci .Ovviamente non basta, bisogna agire in tutti i modi possibili, senza interventi cosi’ detti spot, ma affrontando culturalmente la difficile problematica e, quindi, nelle scuole( come è stato gia’ avviato d’intesa con il Garante e che s’intende continuare), ma so auspica che la presente iniziativa porti a politiche sociali mirate , oltre che ad una una piu’ rispondente urbanizzazione che induca l’attivita fisica , creando possibilmente piu’ aree attrezzate e verdi, anche in quanto lo stesso ambiente andrebbe diversamente salvaguardato.
In estrema sintesi, infine, il peggioramento degli stili di vita, l’invecchiamento, la cattiva alimentazione ( compreso il cibo spazzatura), l’isolamento sociale,il basso livello di istruzione, la poverta’ e la miseria sono tutti fattori che inducono il diabete; a tutto quanto s’aggiunge che, sebbene in Italia e quindi in Basilicata, il Dipartimento Salute ha da sempre posto particolare attenzione verso questa patologia, come e’ evidente per la qualita’ dell’assistenza e l’immediatezza nella prescrizione di farmaci innovativi e di nuove tecnologie, il fenomeno continua ad essere in crescita, con l’aggravante di non poter stabilire l’entita giusta, in quanto sono tuttora molti i cosi detti silenti, quelli che non sanno di esserlo e lo scoprono solo quando insorgono le complicanze, e cio’ perché non si e’ riusciti mai a fare uno scriniing generalizzato: così come è altrettanto indifferibile che si proceda nella implementazione della Legge 9/2010 per ci si è in attesa di essere auditi dalla IV Commissione del Consiglio Regionale, oltre che si rimane in fiduciosa attesa della implementazione dello stesso Piano Nazionale Diabete, pur essendo stata la Basilicata la prima Regione ad averlo recepito:; si è colta, inoltre, l’occasione per proporre alla Dirigenza dell’ASP di adottare la “ Carta Urbana del Diabete “-
Alla fine dei lavori si è tenuta, come da programma, una passeggiata lungo il “percorso Europa Unita” disponibile su App Città per Camminare e della Salute come esempio di attività fisica.
Alla fine della passeggiata, grazie alla Croce Rossa Comitato Provinciale di Potenza e alla dietista Vita Salvatore, si sono effettuati i controlli glicemici, e pressori , dando ai partecipanti informazioni sul corretto stile di vita.
La CIA Basilicata alla fine della passeggiata ha distribuito ai partecipanti della frutta fresca di stagione., nella logica del cosiddetto chilometro zero..

Apr 162018
 

Il 15 aprile 2018 negli accoglienti locali dell’Happy Moments a Galdo di Lauria si è rinnovata la tradizione con l’evento “Cuori di latte” che permette di raccogliere fondi per una struttura di accogleinza per bambini a Betlemme. L’obiettivo dell’Unitalsi di Tursi-Lagonegro è la costruzione di uan seconda struttura.


Le interviste: Pippo Schettino, Domenico Cipolla, suor Maddalena, Isabella Grisolia, Lucia Carlomagno

Apr 112018
 

1,29 milioni di euro per consolidare e qualificare il sistema regionale dei servizi educativi per l’infanzia.
La Giunta regionale di Basilicata ha ripartito tra i Comuni, sedi di asili nido e scuole dell’infanzia, le risorse, assegnate per il 2017, del Fondo nazionale per il sistema integrato dei servizi di educazione e istruzione, dalla nascita sino a sei anni.
In particolare possono essere finanziati: interventi di nuove costruzioni, ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo, riqualificazione funzionale ed estetica, messa in sicurezza meccanica e in caso di incendio, risparmio energetico e fruibilità di stabili di proprietà delle Amministrazioni pubbliche, spese di gestione, in quota parte, dei servizi educativi per l’infanzia e delle scuole dell’infanzia, ampliamento della rete dei servizi educativi per l’infanzia, potenziamento delle sezioni primavera, interventi di formazione continua in servizio del personale educativo e docente.
Il riparto tra i Comuni è stato effettuato tenendo conto della popolazione di età compresa tra zero e sei anni, sulla base dei dati dell’ISTAT.

Mar 132018
 

Il 12 marzo 2018, alla fine di uno spigoloso Consiglio Comunale su materie economiche incandescenti, la sala consiliare di Lagonegro è stata la sede di un approfondito e vibrante confronto tra cittadini alla presenza degli amministratori della città.
Ha preso la parola il leader del Comitato pro-nuovo Ospedale di Lagonegro l’ing. Pietro Mango che senza giri di parole è andato subito al cuore del problema: la difesa della sanità a Lagonegro è una battaglia di civiltà. Da alcuni carteggi emerge che c’era chi già sapeva che l’Ospedale nuovo in località Cappella non si sarebbe mai costruito. Questa notizia occultata, ma presente nelle documentazioni ufficiali, è molto grave. Per Mango il sindaco Pasquale Mitidieri era a conoscenza della vicenda. L’esperto coordinatore del comitato ha utilizzato la metafora del ‘cavallo di Troia’ per spiegare al folto pubblico quello che è avvenuto a Lagonegro. “Vi è stato un vero e proprio tradimento. Ci hanno divisi, E’ stato un raggiro”. Mango ha rincarato la dose: “C’è chi ha avuto l’abilità di confondere le lingue, come in una gigantesca torre di babele”. Per l’ingegnere la cosa ancora più grave è che in un Piano Sanitario regionale confuso, ognuno sta cercando di portarsi via “una mollica”. Mango ha messo in evidenza la spoliazione della città. Anche gli uffici regionali presto verranno smantellati… e i giovani continueranno ad emigrare.
Pierino Mango ha poi salutato con soddisfazione l’inizio dei lavori legati alla ristrutturazione dell’Ospedale ma ha già ravvisato una incredibile contraddizione: si sta costruendo una paratia su una paratia preesistente, a dimostrazione di reiterate sottovalutazioni tecniche. Mango ha concluso il suo primo intervento auspicando l’unità della popolazione come unica arma per ridare a Lagonegro quello che ‘è’ di Lagonegro.
E’ intervenuto l’avvocato Raffaele Siervo che ha spiegato l’allarme degli ultimi giorni legato alla trasformazione di un servizio h24 alla “sola” reperibilità notturna. In pratica alcuni servizi tecnologici (caldaie ed impianti) avevano del personale sempre presente nell’Ospedale di Lagonegro. Ora, dalle 22 fino alla mattina successiva, le maestranze dovranno essere chiamate a casa se accadrà un’emergenza. Per Siervo, ma non solo per lui, questo è un altro segnale dell’allentamento dell’attenzione verso l’Ospedale di Lagonegro. Per l’avvocato bisogna smetterla di dividersi sulle etichette (“Io sono amico di Domenico Mitidieri e ne sono onorato, ma questo non significa nulla”) …bisogna essere uniti e compatti. Su questa impostazione Siervo ha chiesto, ed ha trovato, il massimo ascolto da parte del governo cittadino, soprattutto negli ultimi giorni. L’esperto professionista ha poi ‘toccato’ la questione del sindaco Pasquale Mitidieri che certamente con la presenza potrebbe dare maggiore autorevolezza alla battaglia (su questo aspetto, già nel corso della seduta del Consiglio Comunale, Domenico Mitidieri aveva criticato duramente e con ironia l’atteggiamento politico del dottor Mitidieri… “Si va al lavoro, si partecipa alle messe, al carnevale, alle riunioni politiche… ma poi si è impediti a partecipare ai Consigli Comunali!”) .
Siervo ha anche affrontato la questione delle Risonanza magnetica. E’ stato acquistato uno strumento per la struttura di Lauria del costo di 250 mila euro, ma oltre l’apparecchio quello che è pericoloso per Lagonegro è che si parla sempre meno della sua centralità rispetto proprio a Lauria.
La sensazione per Siervo è che alcune vicende si stanno consumando per “vendetta”. Perciò va presa una posizione forte: “Prima Lagonegro. Basta al torpore culturale nel quale siamo stati immersi! Non dobbiamo avere paura (citazione di Papa Giovanni Paolo II) , ce la possiamo fare!” ha affermato l’avvocato, riscaldando la platea.
L’altro tema evidenziato è stato l’’accorpamento’ dell’Ospedale di Lagonegro al San Carlo. Per tutti gli intervenuti è questo l’errore abissale commesso dalla classe politica e sanitaria. E’ stato davvero un frutto avvelenato. Mentre Lauria, Maratea e Chiaromonte non hanno più problemi e crescono, l’Ospedale di Lagonegro, insieme a quello di Villa d’Agri e Melfi, hanno difficoltà e ne avranno sempre di più perche verranno fagocitati, un pò per volta, dal San Carlo.
Il confronto si è arricchito anche della riflessione della dottoressa Leone che lavora proprio nell’Ospedale di Lagonegro. Per la professionista è difficile che si possa tornare indietro dal San Carlo, bisogna perciò difendere con i denti quello che si ha. Il reparto trasfusionale è stato al centro di alcuni passaggi preoccupati (sarà ridotto o chiuso?) nel corso del dibattito. Leone ha anche evidenziato che nella struttura lagonegrese mancano medici.
La professoressa Giuseppina Flora ha preso la parola evidenziando che la Regione deve tornare indietro; Lagonegro deve svincolarsi dall’abbraccio mortale del San Carlo. Bisogna rivedere il Piano che nel 2017 ha generato 5 milioni di euro di emigrazione sanitaria in più, dunque questa programmazione non sta dando grandi risultati.
Enrico Spera ha ribadito la debolezza nel non avere un sindaco eletto dal popolo accanto ai cittadini in un momento difficile come questo. Ha auspicato che ai documenti, che potrebbero anche non servire molto, debbano seguire azioni di lotta concrete.
Rodolfo Oranges, in modo accorato, ha spinto tutti all’impegno: Lagonegro è in crisi, vede la sanità arretrare cosi come la presenza scolastica. Per Oranges si sta cadendo in un precipizio. Bisogna dar vita ad una battaglia vera. Non va sprecato quello che è stato conquistato dalle generazioni precedenti con grandi sacrifici.
Per l’assessore Antonio Fiore non era una cattiva idea ipotizzare l’Ospedale di Lagonegro come un piccolo San Carlo, soprattutto se si pensa alla qualità. Purtroppo non è stato così. Lagonegro rischia la spoliazione. Occorre anche chiarirsi con Lauria dando vita ad un vero e proprio negoziato. Va ribadita la centralità di Lagonegro. Non si deve rimanere inermi. Per Fiore si sta facendo la politica del carciofo per Lagonegro: si toglie una foglia alla volta. Non è più possibile che ciò accada.
Domenico Mitidieri, già sindaco della città, è intervenuto evidenziando che il riordino sanitario ha creato tutta una serie di disparità. Il Distretto della Salute di Lauria doveva partire solo dopo la posa della ‘prima pietra’ del nuovo ospedale di Lagonegro. Così non è stato. Vi è stata una grande scorrettezza. La città di Lagonegro è baricentrica per natura, ora si vuole sovvertire questo principio. E’ Lagonegro che può frenare l’emigrazione sanitaria e può calamitare pazienti dalla Calabria e dalla Campania. L’avvocato Mitidieri ha ripercorso le grandi battaglie per il tribunale ed ha concluso: …“un tempo il collegio elettorale faceva riferimento a Lagonegro…ora è Lauria-Potenza. Non si può sopportare più quello che sta accadendo”.
Antonio Laino in modo chiaro ed esplicito ha evidenziato che la responsabilità di tutto è dei Pittella e della loro politica che sta mettendo in difficoltà Lagonegro. E’ ora di dire basta.
L’assessore Maria Di Lascio ha chiesto unità e l’impegno comune per la crescita ed il lavoro a Lagonegro.
L’intervento del vicesindaco Giuseppe Sabella è stato vibrante: basta alla spoliazione della città che sta andando avanti da 20 anni. Enel, Telecom, Carcere, Ufficio postale ridimensionato, Tribunale a rischio continuo che può creare problemi anche al mantenimento della Tenenza dei Carabinieri e della Polizia Stradale… non è più possibile assistere a tutto ciò. Bisogna ritrovare l’orgoglio di essere lagonegresi. Bisogna evitare i rancori e le spaccature. Nessun baratto si può fare sulla centralità della città. In tutte le altre strutture sanitarie si stanno spendendo milioni di euro. Occorre subito un Consiglio Comunale aperto. Bisogna vigilare su quello che si ha, mantenerlo e potenziarlo; al tempo stesso va continuata la battaglia per la costruzione del nuovo ospedale sul nuovo sito individuato.
L’ingegnere Mango ritorna sull’ospedale nuovo: il Comune deve velocizzare gli atti per la variante urbanistica, bisogna capire che ospedale si farà, reparto per reparto, specializzaizone per specializzazione. Cosa significa Ospedale di base? Ecco perché è importante che si ridiscuta il Piano sanitario. Sono stati ‘mossi’ sul territorio dei servizi sanitari… questi spostamenti possono creare dei nuovi equilibri tendenti ad escludere e a ridimensionare l’Ospedale di Lagonegro. Questo non dovrà avvenire, si è pronti, nell’unità, ad ogni battaglia.

Mar 122018
 

“E’ trascorso ormai qualche giorno dal voto politico del 4 Marzo il cui risultato, oltre a decretare in Basilicata come in tutta l’Italia, la vittoria del M5S e del centrodestra a trazione leghista, ponendo l’Italia di fronte ad un nuovo bipolarismo, ha evidenziato indiscutibilmente il declino di un centrosinistra oramai fortemente in crisi e fuori gioco.

In tale panorama politico, anche a Senise Il Movimento5Stelle con 1458 voti, è sicuramente la lista che ha ottenuto il maggior risultato, distanziando di molto gli altri due principali schieramenti politici: Pd (744 voti) e Forza Italia (695 voti).

Pertanto, il gruppo Movimento 5 Stelle di Senise vuole ringraziare fortemente l’intera cittadinanza per questo ampio consenso, che rappresenta senza alcun dubbio un incoraggiamento a potenziare ulteriormente il lavoro politico di partecipazione democratica e di approfondimento delle tematiche territoriali, lavoro che aveva già portato in Giugno 2017, alla elezione di due portavoce del Movimento all’interno del consiglio comunale.

L’impegno del Movimento a Senise, forte anche di questi risultati e di una rinnovata fiducia da parte dei nostri concittadini, è quello di praticare una opposizione sempre più attenta all’amministrazione comunale, portando in seno al Consiglio le questioni del territorio, verificando la correttezza dell’attività amministrativa, e contribuendo con idee e proposte ad una possibile rinascita dell’area del Senisese. Non minore sarà poi l’impegno di contribuire a formare una rete territoriale degli attivisti e dei simpatizzanti dei 5Stelle, ciò anche al fine di rompere l’isolamento delle nostre comunità.

D’altra parte, non si può non rilevare che il risultato emerso dalle urne elettorali senisesi, segnala non di meno una notevole difficoltà elettorale e politica della compagine amministrativa “Senise Bene Comune”, la cui conformazione è molto simile al centro sinistra, uscito molto ridimensionato nei numeri anche qui a Senise, e soprattutto asfittico nelle prospettive politiche di quella coalizione, imperniate nel continuismo di un governo nazionale ormai destrutturato, e di un governo regionale dannoso, immobile, e politicamente morto.

Infine, con molto orgoglio, vogliamo fare i nostri complimenti per il risultato raggiunto a tutti gli eletti del MoVimento 5 Stelle di Basilicata: Mirella Liuzzi, Gianluca Rospi, Luciano Cillis, Saverio De Bonis, Vito Petrocelli, Agnese Gallicchio e Arnaldo Lomuti, augurandogli davvero un buon lavoro, ed un particolare ringraziamento a Piernicola Pedicini, il nostro portavoce al Parlamento europeo, il quale non ha mai fatto mancare il suo sostegno al nostro gruppo”.

Il MOVIMENTO 5 STELLE SENISE

Mar 122018
 

Nel corso di un incontro che si è tenuto a Potenza, gli enti coinvolti nel cammino verso la Capitale europea della Cultura hanno fatto il punto sullo stato degli investimenti, mettendo in luce i passi in avanti ma anche evidenziando alcune criticità da superare

Prosegue il cammino della Regione Basilicata e di tutti gli enti ed organismi interessati verso Matera Capitale europea della Cultura 2019. Oggi a Potenza, nella sala Verrastro del palazzo della giunta regionale si è tenuta la terza riunione degli stati generali, che si incontrano periodicamente per fare il punto sullo stato di attuazione degli interventi di natura infrastrutturale e sulla programmazione culturale. All’incontro, presieduto da Antonio Di Sanza, del Dipartimento Presidenza della giunta regionale e dall’autorità di gestione del Po Fesr Basilicata, Antonio Bernardo erano presenti rappresentanti e dirigenti regionali, del Comune di Matera, della Fondazione Matera 2019, dell’Apt. Ad inizio riunione il sindaco della Città dei Sassi, Raffaello De Ruggieri ha comunicato al tavolo che “nel mese di marzo sono stati appaltati ad imprese lavori per 4 milioni e 777 mila euro, che saranno ultimati tutti entro il 2018”ed ha annunciato “18 interventi per decoro urbano e riqualificazione delle aree interne”. De Ruggieri ha inoltre affermato che “la giunta comunale ha approvato progetti preliminari propedeutici all’inserimento nel piano annuale degli interventi per 16 milioni e 677 mila euro”. In merito alla ripartizione dei 30 milioni di euro assegnati al Comune di Matera e alla Fondazione Matera 2019 da una legge dello Stato – e che serviranno in particolare per migliorare l’accoglienza turistica, per favorire una migliore mobilità con l’aeroporto di Bari e per il programma culturale della Fondazione – il sindaco De Ruggieri ha detto che dei 19 milioni di competenza comunale “2 milioni saranno utilizzati per interventi culturali, 2,5 milioni per i parcheggi, 3 per strade ed accessi, 4,6 milioni per decoro urbani e 6,9 milioni per servizi di mobilità ed accoglienza”. Alcune necessità ed esigenze (come le aree di parcheggio o le rotatorie in punti nevralgici della città di Matera) sono state quindi rappresentate ai rappresentanti della Regione Basilicata, che hanno garantito il loro impegno nella risoluzione delle problematiche con approfondimenti immediati, ma che allo stesso tempo hanno invitati gli enti coinvolti ad accelerare gli iter per la realizzazione dei progetti. La richiesta di risposte in tempi brevi è stata avanzata anche dal direttore della Fondazione Matera Basilicata 2019, Paolo Verri e dai dirigenti dell’organismo, soprattutto per quanto riguarda gli spazi, sia per le iniziative da mettere in campo che per il personale. “Le soluzioni – ha detto Verri – non sono semplici. Ad oggi non abbiamo disponibilità di spazi per operare nel programma, per l’implementazione digitale in ambito culturale, per fare accoglienza a Matera. Vorremmo maggiore chiarezza su quali saranno i cantieri aperti per le nostre esigenze ed i tempi di realizzazione”. Il direttore Verri, quindi, ha sollecitato un urgente incontro con le Fal per incrementare il numero delle corse tra Bari e Matera con una contestuale diminuzione del numero delle fermate intermedie. La Fondazione ha chiesto inoltre un intervento a livello ministeriale – con una interlocuzione unanime -per far sì che il finanziamento di 11 milioni di euro di propria competenza venga erogato direttamente e senza ulteriori passaggi. L’autorità di gestione del Fesr, Antonio Bernardo, in merito ha sottolineato che “per le modalità di trasferimento degli 11 milioni l’intervento toccherebbe al Comune”. Gli stati generali si riuniranno in un incontro convocato per il giorno 23 aprile. Da Antonio Di Sanza, in rappresentanza del presidente della Regione è arrivato l’auspicio di un “più serrato dialogo fra tutte le istituzioni presenti al tavolo, a prescindere dagli stati generali, che sono comunque un importante spazio di confronto sullo stato di avanzamento dei lavori”.

Mar 092018
 

E’ stato presentato dall’Isis Ruggero di Lauria, l’8 marzo 2018, la giornata finale di un accurato lavoro di ricerca sulle “Brigantesse”. Il progetto culturale denominato: “Donne dimenticate, brigantesse del Sud”, ha permesso agli studenti di approfondire, grazie all’impegno dei docenti e dell’intera struttura scolastica, una delle pagine più controversa che hanno caratterizzato il difficile cammino dell’integrazione dei vari territori italiani.


La conferenza


Le interviste: Nicola Pongitore, Ines Ferrante, le studentesse dell’Isis Ruggero, Antonella Cera

Mar 012018
 

Il 28 febbraio 2018, a partire dalle ore 19.00, presso il Centro di Aggregazione Sociale di Latronico si è svolta un’importante seduta di Consiglio Comunale. L’unico punto all’ordine del giorno ha riguardato un aspetto tecnico fondamentale per l’infrastrutturazione del complesso termale latronichese.

ordine del giorno

ordine del giorno in pdf

Feb 282018
 

Il “bisturi a raggi gamma”, l’unico disponibile in Puglia, porta Anthea Hospital a essere un riferimento per tutto il Sud Italia nella cura delle gravi patologie encefaliche.

Bari, Febbraio 2018 – Tecnologia a servizio della medicina, con obiettivi ambiziosi: trattare le principali patologie del cervello con minor impatto sulla salute del paziente. A credere in questo risultato e a sostenere da sempre l’innovazione tecnologica a supporto dell’attività sanitaria è Anthea Hospital di Bari, struttura che fa parte di GVM Care & Research, il Gruppo sanitario italiano presente in 9 regioni con 23 ospedali, molti dei quali di Alta Specialità, e 6 Poliambulatori. Il macchinario installato a Bari, accreditato al Servizio Sanitario Nazionale, è il secondo in tutto il Sud dopo quello di Catania, con l’obiettivo di rendere Anthea Hospital un punto di riferimento per la cura delle gravi patologie encefaliche e per la buona sanità del Mezzogiorno.
La Gamma Knife, letteralmente “bisturi a raggi gamma” è una strumentazione innovativa che individua un bersaglio intracranico – ovvero una parte dell’encefalo compromessa – con assoluta precisione attraverso sottili raggi gamma altamente precisi e mirati al trattamento di lesioni encefaliche di piccole e medie dimensioni. Tre sono gli sviluppi tecnologici che si combinano con la Gamma Knife: precisione tridimensionale, moderne tecniche di diagnostica per immagine (come TAC, RM, PET e DSA) e velocissimi processi computer grafici, che permettono di eseguire il trattamento in una sola seduta.
L’efficacia di questo trattamento si aggira intorno all’80-90% e oltre e dipende principalmente dalla patologia: l’effetto desiderato può essere raggiunto anche in 1-2 mesi per le metastasi; in caso di nevralgie anche durante la seduta stessa; mentre necessita di 2-3 anni per tumori benigni e per le lesioni vascolari.

Per quali patologie è indicata
Le indicazioni cliniche, inoltre, comprendono patologie quali le MAV (malformazioni artero-venose cerebrali), i Neuromi dell’acustico, i Meningiomi, le Metastasi, gli adenomi ipofisari, i craniofaringiomi e la nevralgia del trigemino.
La Gamma Knife viene spesso impiegata nelle condizioni d’insuccesso delle terapie farmacologiche o in pazienti che hanno già subito ripetuti interventi chirurgici senza trarre alcun beneficio. Molti tipi di tumore cerebrale, oltre il 90% dei casi, “rispondono” bene alla terapia evidenziando un’assenza di crescita o una riduzione del loro volume.

Come funziona
Il trattamento Gamma Knife si esegue in una singola seduta e la degenza, salvo diverse indicazioni mediche, richiede solo due notti. La procedura, che dura dai 30 ai 90 minuti, non necessita né di anestesia generale né d’incisione, pertanto non comporta i consueti rischi del trauma provocato dall’attraversamento di tessuti sani (emorragia, infezione) tipici della chirurgia tradizionale. Al paziente viene applicato un casco – chiamato casco stereotassico – per mezzo del quale si esegue una diagnosi per immagini della situazione intracranica. Questi esami strumentali consentono di stabilire con certezza millimetrica il punto della lesione da trattare attraverso l’irradiazione di sottili raggi gamma. Grazie a questa precisione e all’efficacia a breve termine dei risultati ottenuti, la Gamma Knife è divenuta la terapia d’elezione per molte indicazioni tumorali e vascolari che erano in passato incurabili, o affrontate chirurgicamente con rischi ed esiti controversi.

I vantaggi
Tempi ridotti, nessun ricorso a chirurgia intracranica, salvaguardia dei tessuti sani attraverso una somministrazione di radiazioni localizzata al bersaglio.

L’importanza di un’équipe multidisciplinare

Ad Anthea Hospital l’esecuzione di un trattamento con Gamma Knife prevede la stretta collaborazione di specialisti di diversa formazione, per creare un percorso di cura che monitori il paziente a 360 gradi.
Medico Radioterapista Oncologo – Oltre ad avere conoscenze generali sulla storia naturale dei tumori, sulla loro sintomatologia, ha una conoscenza approfondita dell’uso terapeutico delle radiazioni ionizzanti. Ha la responsabilità finale della scelta del trattamento più idoneo per il singolo paziente.
Fisico Medico – Ha la responsabilità degli apparecchi dal punto di vista del loro funzionamento e sicurezza ed elabora varie soluzioni tecniche per il singolo trattamento, che condivide con il Medico Radioterapista Oncologo.
Medico Neurochirurgo – Ha il compito specifico di montare il casco stereotassico, seguire il paziente nell’intero percorso clinico assistenziale e di concerto con le figure di cui sopra decide il miglior trattamento radioterapico
Infermiere dedicato – Segue la corretta degenza del paziente.

La Gamma Knife rispetto alla Neurochirurgia tradizionale
La Gamma Knife non sostituisce la chirurgia convenzionale, ma l’affianca e la completa, agendo dove questa risulti controindicata. Il suo utilizzo è sostanzialmente rivolto ad “aggredire” tumori e malformazioni intracraniche inferiori ai 3 centimetri, quindi a trattare residui di lesioni non totalmente asportate dal neurochirurgo o recidive della malattia.

Con l’acquisizione della Leksell Gamma Knife Perfexion (questo il nome completo), Anthea Hospital si propone come centro neurochirurgico di riferimento per la Puglia e per il Sud d’Italia, offrendo ai pazienti la possibilità di accorciare i tempi dei trattamenti e dando una concreta opportunità di curarsi più vicino casa, senza ricorrere a lunghi viaggi.
Un ulteriore passo avanti per GVM Care & Research che negli ultimi tre anni ha investito in Puglia 15 milioni di euro fra innovazione tecnologica, comfort per i pazienti e formazione medica.

Oltre ad Anthea Hospital, il Gruppo è presente in Puglia con Ospedale Santa Maria (Bari), Villa Lucia Hospital (Conversano), D’amore Hospital (Taranto) e Città di Lecce Hospital (Lecce) e nel 2017 ha erogato in regione oltre 21 mila ricoveri e oltre 213 mila prestazioni ambulatoriali.

Tecniche e metodiche innovative, umanizzazione delle cure, comfort di alto livello: ancora una volta GVM Care & Research, attraverso il suo modello innovativo di assistenza sanitaria di Alta Complessità, mette il paziente al centro investendo in una tecnologia sanitaria di ultima generazione.

Ettore Sansavini, Presidente GVM, Michele Emiliano, presidente Regione Puglia, Giuseppe Speziale, vicepresidente GVM

Ettore Sansavini, Presidente GVM; Michele Emiliano, presidente Regione Puglia; Giuseppe Speziale, vicepresidente GVM

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