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Nov 152018
 

Grande successo agli ultimi campionati mondiali di karate per categoria (kata, kumite, individuali e a squadre), che si sono disputati a Massa Carrara, in Toscana, per l’APSSD Equilibrium: la società sportiva con sede a Laino Borgo, in provincia di Cosenza, nella quale militano diversi, promettenti, giovanissimi atleti lucani e calabresi, quasi tutti con meno di venti anni. Tra questi, quattro karateka di particolare valore hanno partecipato alla competizione denominata “Unified World Championships”: un tre giorni andata in scena ad inizio novembre, che si tiene in Italia ogni anno presso il nuovissimo complesso “Carrara Fiere”, e che, per l’edizione 2018, ha richiamato in Toscana circa cinquemila gareggianti, iscritti a 40 diverse federazioni e provenienti da ben 107 nazioni differenti. Si tratta di Veronica Laino, 14 anni, ct. arancio (1° class. kumite, 2° class. kata team e 3° class. kata singolo), che, unica del gruppo calabro-lucano, ha preso parte, stravincendola e sbaragliando le avversarie, anche alla gara internazionale riservata esclusivamente a competitor compresi in una fascia d’età dagli 8 ai 14 anni, durata una sola giornata, in cui si è aggiudicata il primo posto sia nel kumite che nel kata. E di Andrea Laino, cintura marrone (3° classificato kata singolo), Sabrina Gazineo, ct. blu (2° class. kata team), e Jessica Bloise, ct. marrone (2° class. kata team e 3° class. kata singolo), tutti di 17 anni. Un’infornata di trofei che ha premiato i migliori allievi allenati dall’esperto maestro Alvaro Romano, il presidente dell’associazione dilettantistica e responsabile della omonima palestra, cintura nera di terzo dan di karate, stile shotokan tradizionale, e arbitro mondiale iscritto alla federazione Wtka (World traditional karate association), che si è cimentato in qualità di giudice federale pure nella competizione appena conclusa con l’ottima affermazione dei suoi. Praticante della disciplina dal 1994, istruttore professionale dal 2008 e titolare della APSSD Equilibrium dal 2016, Romano ritiene che i risultati raggiunti ai campionati mondiali, <>, sia sue che dei suoi ragazzi, entusiasti, che erano alla prima esperienza assoluta in un palcoscenico internazionale, tra i più prestigiosi al mondo per questo sport. <<È stata una full immersion nel karate professionista - ha aggiunto Romano visibilmente soddisfatto - ringraziando il presidente della Wtka Daniele Angileri.

Mag 102018
 

Ecco quanto ha dichiarato il PD di Francavilla: “Caro Sindaco, mi compiaccio che dopo due anni di assenza di discussione politica all’interno della nostra comunità tu abbia trovato il tempo per degnare me e le operose mani che mi sostengono di una risposta.
Amaramente però noto che quello che abbiamo appreso in anni di militanza all’interno della Democrazia
Cristiana, esperienza per tutti e due formativa, in me abbia lasciato la voglia di confronto umile e sommessa
con chi ha anche idee diverse dalle mie in te, forse per gli anni successivi passati in un partito/azienda (nota
la tua appartenenza a Forza Italia), l’imperio insolente del padrone.
Cosa significa per me essere commissario del Circolo del Partito Democratico cercherò di chiarirlo una volta
e per sempre, le illazioni tue e della tua amministrazione nulla hanno a che spartire con l’arte nobile del far
politica alla quale spesso fai riferimento ma della quale, evidentemente, poco ispiri la tua azione
amministrativa; controprova ne è la sonora sconfitta che ti ha visto protagonista alle ultime elezioni
politiche che ha consegnato la maggioranza politica del paese al partito che rappresento ed al M5S,
l’attenzione che riversi quotidianamente verso i cittadini non ha in questo caso prodotto gli effetti da te
desiderati anzi, questo eccesso di “riguardo” la comunità di Francavilla l’ha vissuto come atto pervasivo
della propria libertà ed il segnale è stato una fragorosa stroncatura preferendo non piegarsi alle solite
indicazioni di voto.
Prendi atto una volta e per tutte che ai tuoi 700 voti si contrappone una forza politica, maggioritaria, che in
te non si rappresenta.
Questa nuova stagione non accetterà attacchi di tipo personale, ai quali sarebbe poi molto facile
rispondere; è lo stile ed il garbo del vero modo di fare politica che ci spinge a non considerare materia dello
scontro le vicende personali, sulla morale e la moralità non si accettano lezioni anzi, la storia passata ci
consegna la possibilità di poterle impartire.
Sul tema principale, che era l’oggettiva difficoltà che le attività commerciali ed artigianali riscontrano,
voglio fare chiarezza ed evitare le tue speculazioni. Non si sostiene certo che ci siano colpe di un Sindaco,
infatti chiaro ed esplicito nelle premesse, le responsabilità “gravi” nascono invece e quando non si è capaci
di “vederlo” un problema e quando si è così distratti da altro che non si fa nulla per cercare di risolverlo.
Non è attaccando con offese chi sottopone educatamente alla discussione pubblica il “malore” di una
categoria che ha fatto e che fa la storia ed il benessere della nostra comunità che gli effetti si cancellano; la
discussione, il confronto, la condivisione sono l’unica strada percorribile in una piccola comunità come la
nostra dove nessuno nasce con la “ricetta in tasca”.
Caro Sindaco, ringraziaci! Siamo i soli oggi che, pur non rivestendo cariche, tengono viva la fiamma della
discussione per contribuire con idee e proposte al benessere del nostro paese; non vivere con fastidio chi
liberamente esprime la propria militanza politica.
PS
Abbiamo chiesto ai vertici regionali del nostro partito, non essendo il “miracolo” candidatura ancora stato
ricevuto, la processione continua.

Apr 262018
 

Dal 7 al 12 maggio controllo gratuito della pressione arteriosa nella rete delle FARMACIE SPECIALIZZATE di Farmacisti Preparatori.
In occasione delle Giornate Europee dello scompenso cardiaco, la rete delle FARMACIE SPECIALIZZATE di Farmacisti Preparatori ha attivato la campagna di sensibilizzazione “Il tuo cuore è un bene prezioso. Ascoltalo!”, in collaborazione con l’AUSL di Piacenza.
Dal 7 al 12 maggio sarà possibile rivolgersi a una delle 580 FARMACIE SPECIALIZZATE di tutta Italia per effettuare la misurazione gratuita della pressione arteriosa e ricevere una consulenza personalizzata sul rischio cardiovascolare.
Cos’è lo scompenso cardiaco?
È una condizione nella quale il cuore ha perso la capacità di pompare sangue in tutto il corpo in modo adeguato alle richieste dell’organismo.
Lo scompenso cardiaco è una malattia seria e molto diffusa.

“I suoi sintomi possono essere inizialmente confusi con periodi di stanchezza o affaticamento fisico – spiega il dottor Santo Barreca, rappresentante delle FARMACIE SPECIALIZZATE -. Ecco perché vogliamo fornire ai cittadini gli strumenti per capire come si manifesta questo problema cardiovascolare e quali sono le sue cause”.

Oltre al controllo della pressione, nella settimana dal 7 al 12 maggio i cittadini potranno compilare insieme al farmacista un questionario per valutare il loro personale rischio cardiovascolare.
Riceveranno inoltre il diario metabolico: vera e propria agenda dello stato di salute, che consente di monitorare nel tempo alcuni parametri base come i valori di colesterolo, trigliceridi, glicemia, pressione, frequenza cardiaca, fibrillazione atriale, ecc.

“Uno stile di vita attivo, un’alimentazione controllata e abitudini salutari possono ridurre il rischio di sviluppare problemi cardiovascolari. – aggiunge il dottor Barreca – Nella settimana dedicata allo scompenso cardiaco vogliamo aiutare tutti i cittadini a fare una scelta di vita sana e consapevole”.

Le Farmacie aderenti all’iniziativa in Basilicata sono:
Farmacia Vezzoso – Via Lucana, 289 – 75100 Matera MT
Farmacia Grignetti – Corso Gianturco, 3/5 – 85021 Avigliano PZ
Farmacia Cornacchione – Corso Garibaldi, 92 – 85100 Potenza PZ

Scarica l’elenco completo delle FARMACIE SPECIALIZZATE

Scarica la locandina dell’evento
FARMACIE SPECIALIZZATE DI FARMACISTI PREPARATORI

Le FARMACIE SPECIALIZZATE hanno scelto di evolvere il loro ruolo di Farmacisti Preparatori, proponendo un progetto ampio e innovativo, per un livello più alto di servizio, di preparazione e di competenza. Nascono così le FARMACIE SPECIALIZZATE.
Specializzate per migliorare sempre la capacità di comprensione delle diverse esigenze.
Specializzate nel fornire servizi utili, frutto di una formazione approfondita.
Specializzate nel dare i migliori consigli attraverso le nostre reali esperienze.

Apr 222018
 

“Strategie non farmacologiche per la prevenzione e cura del diabete mellito”. È il titolo del convegno tenutosi venerdì 20 Aprile 2018 nella Sala A del Palazzo del Consiglio Regionale di Potenza, promosso dallì Alad/Fand Basilicata(Associazione Lucana Assistenza Diabetici), con il patrocinio dell’ASP ( Azienda Sanitaria Potenza ) e la CIA ( Confederazione Italiana AgricoltorI ) L’introduzione ’ai lavori è stata dell’Assessore Regionale alla Salute ed alle Politiche Sociali Prof.ssa Flavia Franconi che ha evidenziato l’impegno della Regione Basilicata verso la patologia diabetica con interventi mirati alla Prevenzione delle complicenze ed avendo particolare attenzione alla Medicina di Genere; ha , inoltre, sottolineato il positivo “ tallonamento “ dell’Associazione dei Pazienti, tanro da poter a giusta ragione ritenere la realtà lucana una sorta di “ lanoratorio “ per la qualità dell’assistenza e della cura, anche per il lavoro che sistematicamente viene svolto dalla speciale Commissione Regionale Diabete.:Sono seguiti i saluti del Commissario Asp Potenza Dott. Giovanni Chiarelli che ha evidenziato l’opportunità del convegno, snche in quanto va a collocarsi in una stagione di grande cambiamento per l’organizzazione del Sistema Sanitario, stante l’iter approvativo del nuovo Piano Sanitario Regionale; in rappresentanza del Sindaco della Città di Potenza, l’Assessore alle Attività Produttive Avv. Carmen Celi che ha sottolineato l’impegno della Civica Amministrazione nel renedere sempre più vivibile il contesto urbano per poter favorire l’attività fisica , consentendo così ai cittadini di viverlo in modo adeguato ; anche il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Prof. Vincenzo Giuliano ha voluto esprimere il suo plauso per l’iniziativa che nel tempo sta impegnando non semplicemente l’ALAD Fand , ma altre Associazioni , quali gli Amici del Cuore ed i Celiaci ( presenti in sala ) , oltre alle Istitizioni preposte , in un Progetto sugli “Stli di Vitan “, che si vorrebbe replicare nelle Scuole, per la qualcosa è stato allertato un apposito Tavolo di Lavoro:
I lavori sono proseguiti con la moderazione del Dott. Pasquale Bellitti dell’UOSD Diabetologia Territoriale ASM Matera che ha voluto sottolineare l’importanza di una Prevenzione capace di abbattere gli attuali indici di obesità e sovrappeso che vedono la Basilicata tra le Regioni più a risachio di Diabete, come si evidenzia dai dati 2017 dell’11° Rapporto elaborato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute IBDO Sono seguite le interessanti relazioni : la prima su “Urban Diabetes Charta : La carta Italiana del diabete nelle città” a cura di Armando Zampino UOSD Diabetologia Endocrinologia ASP Potenza;; la seconda su “Tsunami Diabete: 11° Italian Diabetes & Obesity Barometer Report – la Basilicata” a cura di Massimo De Fino Direttore Sanitario ASP Potenza;la terza su “Terapia educazionale strutturata: esperienza della diabetologia dell’ Asp di Potenza ed ulteriori implementazioni” a cura di Giuseppe Citro Direttore UOSD Diabetologia Endocrinologia Asp Potenza.
A seguire gli interventi della D.ssa Daniela Ferrante in rappresentanza dei Medici di Medicina Generale che ha sollecitato una migliore e maggiore integrazione con i Medici di Famiglia, di Donato Filippi della Lucana Nordic Fitness che ha parlato della tecnica con cui va fatta l’attività fisica , della Nutrizionista D.ssa Antonella Catenacci consulente CIA che ha evidenziato la necessità di una sana e corretta alimentazione
Le conclusioni sono state svolte dal Presidente ALAD-FAND Antonio Papaleo che , nel tirare le somme del confronto ha sollecitato un urgente ed indifferibile intervento capace di porre un freno al dilagante fenomeno della obesità e del sovrappeso che vede la Basilicata ai primi posti secondo il Rapporto dell’IBDO sulla Diabesità;da qui , l’urgenza di doversi cimentare con la sfida che ci si para di fronte, tutti insieme, specie in una regione come la Basilicata la cui popolazione e’ fatta essenzialmente di persone anziane e, per questo, piu’ propense a prendere peso in uno ad essere colpiti dal diabete e, spesso, incappare nelle complicanze , assolutamente pericolose ed invalidanti.
Ma il fenomeno della obesita’ e del sovrappeso non riguarda, purtroppo, solo le persone di eta’ avanzata, bensi tanti ragazzi anche in tenera eta’, tanto da dover prendere atto di avere un triste primato, in quanto un ragazzo su tre , fra gli 8 e i 9 anni, risulta essere obeso o in sovrappeso. Occorre, percio’ , che rispetto a questo dilagante fenomeno ci si ponga con la massima disponibilita’, come pure va accadendo , specie in alcuni grossi centri urbani, grazie al Manifssto della Citta’ in Salute fatto proprio dall’Anci Nazionale, e che già tempo addietro è stato presentato al Sindaco di Potenza, dopo aver sottoscritto un apposito Protocollo d’Intesa con il Presidente Regionale dell’Anci .Ovviamente non basta, bisogna agire in tutti i modi possibili, senza interventi cosi’ detti spot, ma affrontando culturalmente la difficile problematica e, quindi, nelle scuole( come è stato gia’ avviato d’intesa con il Garante e che s’intende continuare), ma so auspica che la presente iniziativa porti a politiche sociali mirate , oltre che ad una una piu’ rispondente urbanizzazione che induca l’attivita fisica , creando possibilmente piu’ aree attrezzate e verdi, anche in quanto lo stesso ambiente andrebbe diversamente salvaguardato.
In estrema sintesi, infine, il peggioramento degli stili di vita, l’invecchiamento, la cattiva alimentazione ( compreso il cibo spazzatura), l’isolamento sociale,il basso livello di istruzione, la poverta’ e la miseria sono tutti fattori che inducono il diabete; a tutto quanto s’aggiunge che, sebbene in Italia e quindi in Basilicata, il Dipartimento Salute ha da sempre posto particolare attenzione verso questa patologia, come e’ evidente per la qualita’ dell’assistenza e l’immediatezza nella prescrizione di farmaci innovativi e di nuove tecnologie, il fenomeno continua ad essere in crescita, con l’aggravante di non poter stabilire l’entita giusta, in quanto sono tuttora molti i cosi detti silenti, quelli che non sanno di esserlo e lo scoprono solo quando insorgono le complicanze, e cio’ perché non si e’ riusciti mai a fare uno scriniing generalizzato: così come è altrettanto indifferibile che si proceda nella implementazione della Legge 9/2010 per ci si è in attesa di essere auditi dalla IV Commissione del Consiglio Regionale, oltre che si rimane in fiduciosa attesa della implementazione dello stesso Piano Nazionale Diabete, pur essendo stata la Basilicata la prima Regione ad averlo recepito:; si è colta, inoltre, l’occasione per proporre alla Dirigenza dell’ASP di adottare la “ Carta Urbana del Diabete “-
Alla fine dei lavori si è tenuta, come da programma, una passeggiata lungo il “percorso Europa Unita” disponibile su App Città per Camminare e della Salute come esempio di attività fisica.
Alla fine della passeggiata, grazie alla Croce Rossa Comitato Provinciale di Potenza e alla dietista Vita Salvatore, si sono effettuati i controlli glicemici, e pressori , dando ai partecipanti informazioni sul corretto stile di vita.
La CIA Basilicata alla fine della passeggiata ha distribuito ai partecipanti della frutta fresca di stagione., nella logica del cosiddetto chilometro zero..

Mar 282018
 

“Oltre 150 bambini a cui ho avuto l’onore, questa mattina, di consegnare personalmente l’attestato di mini assaggiatori di olio extravergine di oliva e conoscitori della dieta mediterranea. Sono i nostri piccoli ed entusiasti ambasciatori del mangiare sano e di uno stile di vita orientato al benessere e alla salute a partire dalla scuola e dalle loro stesse famiglie, da consumatori consapevoli”.

Lo rende noto l’Assessore alle Politiche Agricole e Forestali, Luca Braia.

“Il riconoscimento per i bambini e le bambine arriva al termine di un percorso di educazione alimentare organizzato dalla Scuola Primaria Pascoli di Matera in collaborazione con il Dipartimento Agricoltura, Alsia/Agrobios e il panel di assaggio regionale. Venerdì scorso a Montescaglioso hanno ricevuto lo stesso riconoscimento anche gli alunni della scuola primaria locale.

Si tratta di una delle attività correlate al rilancio del Premio Regionale Olivarum, che proprio l’altro giorno ha visto premiare i migliori oli lucani e alla azione di valorizzazione dell’olio extravergine di oliva di Basilicata messa in campo.

Le attività formative si sono svolte in diversi Istituti di Scuola Primaria della Regione Basilicata, partendo quindi proprio dalle famiglie lucane per diffondere la tecnica e l’esperienza dell’assaggio dell’olio di oliva, comunicando la qualità dell’Olio Extra Vergine di Oliva e insegnando i principi della Dieta Mediterranea.

In una prossima tappa, saranno consegnati gli attestati ai mini assaggiatori della scuola primaria di Lavello, dove si è tenuta la stessa formazione.

Un progetto realizzato dal Dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata e l’Agenzia Lucana di Sviluppo ed Innovazione in Agricoltura, già avviato nel 2017 coinvolgendo gli Istituti “Fabrizio De Andrè” di Scanzano, “Torraca” di Matera, che sta proseguendo presso l’Istituto “Granata” di Rionero in Vulture, la “Pascoli” di Matera e l’Istituto “Palazzo-Salinari” di Montescaglioso.

Come annunciato, infine, è già cominciato uno dei quattro corsi di primo livello di assaggio dell’olio destinato agli Istituti agrari della regione e successivamente agli Alberghieri, presso l’Istituto Professionale Agrario G. Fortunato di Sant’Arcangelo.”

Feb 142018
 

Domenica 18 febbraio 2018 la comunità di Policoro e l’intera Diocesi vivranno un momento di particolare importanza nella propria vita pastorale: l’inaugurazione dell’intero complesso “oratoriale” adiacente la Chiesa del Buon Pastore. Alle ore 19.00 è prevista la Santa Messa presieduta da S. E. Mons. Vincenzo Orofino e a seguire la benedizione dei locali.
Il Complesso parrocchiale è dotato di aule, di un piccolo teatro che, all’occorrenza, potrà trasformarsi in sala convegni, di due campi di calcio e numerose attrezzature sportive, di una capiente Sala Ristoro e sarà luogo deputato non soltanto alla Catechesi, alla formazione e allo svago; essenzialmente, sarà il luogo della Carità: Mensa Caritas, Centro di ascolto e incontro solidale. Tutto nella ricerca di una dimensione sociale e di uno stile di vita aperto a Dio e in dialogo con i fratelli.
In che modo può incidere un avvenimento simile nel quotidiano della città di Policoro?
Don Giuseppe Gazzaneo, parroco del Buon Pastore di Policoro e Vicario episcopale per la Carità, paragona il complesso parrocchiale all’oratorio dove poter svolgere “l’azione educativa della Chiesa a favore di ragazzi e giovani”, e al contempo può essere definito “laboratorio della fede e della vita delle nuove generazioni”, o “luogo cristiano specifico dei ragazzi e giovani”, “luogo di formazione e di gioco”, “luogo di incontri e di sport”, “luogo di fede e di gioia”, “luogo quotidiano della vita delle nostre comunità che accompagnano e vivono con le generazioni più giovani”.
Tutto questo e ancora di più. È il luogo semplice e comune che può rendere unico un incontro, una relazione, un’esperienza. È la certezza che, dove la Parola di Dio incontra un cuore aperto e una fede che si impegna, lì è capace di generare una vita bella, piena, felice, ricolma di amore, come Dio la vuole. Diventa una scommessa sulle persone, perché chiunque può accogliere i doni di Gesù e della sua Parola se “si prepara il terreno” e si creano le condizioni per un incontro entusiasmante che segna la vita e invita alla conversione.
È l’impegno ad abitare la vita di tutti i giorni al massimo, scegliendo di essere testimoni del Vangelo, discepoli di Gesù in mezzo alla gente, anzi ancora di più “apostoli” del Signore in mezzo agli altri, al mondo e alle sue mode, con uno stile irripetibile e dirompente; è la volontà di stare nel mondo trasformandolo da dentro, sostenendolo con il nostro essere, con la nostra unicità e differenza, senza creare distanze o esclusioni, ma promuovendo sempre nuove occasioni di accoglienza, integrazione, fiducia.
In poche parole, sarà il luogo deputato alla realizzazione di un nuovo modo di essere in missione “da cristiani”, avendo il coraggio di uscire dal “proprio guscio”, aumentando il più possibile le opportunità di bene nella formazione, nel tempo libero, e nello sport.
Come suggerisce il nostro Vescovo, Mons. Orofino, nella lettera pastorale triennale dal titolo “Al fine di edificare il Corpo di Cristo”: “Le Parrocchie dei nostri paesi restano il naturale luogo dell’educazione alla fede, ma anche lo spazio più significativo dell’incontro e del confronto, dove è possibile dialogare e aggregare, progettare e impegnarsi, parlare alle persone nei momenti più rilevanti della loro esistenza ed accompagnarle nell’esperienza quotidiana” (n. 12). Proprio per questo, prosegue affermando che “il compito principale è quello dell’Evangelizzazione attraverso la testimonianza dell’amore in mezzo agli uomini, nella concretezza delle vicende della vita” (n. 32).
Si tratta di “essere Chiesa in maniera operosa e creativa” e per noi cristiani questo richiede impegno assoluto e disinteressato. Perché essere Chiesa nella contemplazione e nella preghiera non significa mancanza di azione o rinuncia alla vita attiva, ma capacità di narrazione dei giorni, della propria quotidianità, della distanza e gerarchia delle cose: il vissuto di chi prega diventa il luogo di incontro con Dio in Cristo in una prospettiva di presenza storica, di incarnazione.
La vita contemplativa non può essere interpretata come una “fuga dal mondo” che può diventare indifferenza, disimpegno e mancato esercizio della responsabilità. Verrebbe negata la decisione divina dell’incarnazione. Solo nell’amore incondizionato per il prossimo, solo nell’amore per gli altri, nelle diverse figure che esso può assumere, si può ricevere, trovare e testimoniare la grazia liberante di Dio. E dove esiste questo Amore è all’opera lo Spirito di Gesù: ero affamato, assetato, nudo, straniero, ammalato, prigioniero … e voi mi avete o non mi avete riconosciuto e accolto. Qui è la differenza radicale. Quella che decide il rapporto con Dio. «Il Signore libera i prigionieri, il Signore dona la vista ai ciechi, il Signore rialza chi è caduto, il Signore ama i giusti, il Signore protegge i forestieri, egli sostiene l’orfano e la vedova, ma sconvolge le vie dei malvagi».
Ancora di più: il complesso parrocchiale di prossima inaugurazione a Policoro, si indirizza nella logica di Papa Francesco, quando nella Evangelii Gaudium chiede una nuova e globale spinta missionaria alla Chiesa cattolica; “una Chiesa in uscita”, nella quale e attraverso la quale il corpus dottrinale deve riprendere vita nello stile pastorale. Rideterminare la dottrina all’interno del processo kerigmatico dell’evangelizzazione, rappresenta una riaffermazione radicale dell’identità cristiana. Non una sua negazione. È una “conditio sine qua non” che porta verso la restituzione della dignità umana nei contesti, nei luoghi, nelle situazioni in cui viene negata. Questa uscita da sé di Dio manifesta la sua natura amante e misericordiosa.
Analogamente, la Chiesa, coinvolgendo in questo processo di conversione tutto il Popolo di Dio come soggetto comunitario, può essere nuovamente «il luogo della misericordia gratuita, dove tutti possono sentirsi accolti, amati, perdonati, incoraggiati a vivere secondo la vita buona del Vangelo».
In un’epoca difficile come quella contemporanea, l’Amore per il prossimo non può limitarsi ai rapporti tra i singoli individui. È necessario che l’Amore torni a realizzarsi nella responsabilità pubblica di ciascuno, nei diversi settori sociali, politici e istituzionali. Il miracolo dell’amore disinteressato, che appare così assurdo alla mentalità di molti, possa riprodursi nella nostra Comunità, nella nostra storia di vita. Il compito sociale e politico va riconosciuto e riproposto anche sul piano educativo sia al singolo cristiano, sia a quanti guardano alla propria presenza in parrocchia quale lo specchio della ricerca di Dio, ciascuno secondo le diverse situazioni e competenze.
Alla Chiesa come tale va chiesto di rendere credibile il suo amore per gli uomini e le donne di oggi attraverso l’annuncio del Vangelo. La Chiesa non è una società umanitaria. Se così fosse tradirebbe la propria natura e missione. Essa nasce dal costato aperto di Cristo, ed è chiamata a testimoniare la dignità divina di questo Amore che Dio ha per l’uomo. Per questo, per amore, la Chiesa e i cristiani non possono non interagire criticamente nei confronti di ogni realtà. Oggi Papa Francesco dice di preferire una Chiesa ”ferita e sporca” per essere uscita per strada, piuttosto che una Chiesa chiusa in se stessa. È un appello a riprendere le strade del mondo.
In questo contesto, in un’ottica così definita, il complesso oratoriale di Policoro diventa, per la Comunità e per tutta la Diocesi di Tursi-Lagonegro, la grande sfida dell’immediato futuro. Sapere quali stili, azioni, testimonianze potranno essere lasciate alle nuove generazioni. Successivamente, dopo avere cercato di creare comunità più accoglienti, più fedeli e più autentiche, bisogna correre il rischio della libertà, consapevoli che Dio risuona sempre e continuamente nelle coscienze di ognuno.
Mons. Vincenzo Orofino ci esorta nella lettera pastorale: “Questa chiesa dobbiamo edificare e rendere presente nel territorio in cui abitiamo. Siamo chiamati a farlo dentro la ricchezza e la fecondità della storia, della vita e della comunione di tutta la Chiesa universale”. E ancora “i nostri sguardi, i nostri cuori e le nostre azioni devono essere più ecclesiali, più cattolici, cioè più diocesani. Solo allora riusciremo a stare bene nelle parrocchie e a servire la fede dei fratelli e delle sorelle che il Signore ci mette accanto” (n. 23).
Migliore definizione possibile di quanto sta per accadere in Policoro credo sia impossibile da trovare!

Inaugurazione Complesso oratoriale BuonPastore

Campo

pallavolo

Nov 242017
 

“Non amiamo a parole ma coi fatti”: uno slogan o forse un monito? Un sogno o una preghiera?
Ci sono luoghi dove non amare a parole ma coi fatti è solo la semplice realtà, quella ordinaria.
È così nella Caritas parrocchiale di Chiaromonte dove le mele, donate alla parrocchia, diventano torte da vendere per l’autofinanziamento, dove gli immigrati che arrivano “nudi” e “forestieri” vengono vestiti e ospitati, dove gli anziani creano gli addobbi per l’albero della solidarietà. È così a Lagonegro dove l’Episcopio è diventato “mensa dei poveri” e magazzino di viveri, la dispensa di chi ha fame e ancora a Colobraro, dove educare alla carità è uno stile di vita quotidiano, dove si cucina anche nei pentoloni da campo perché ci sia abbastanza cibo per tutti, dove le scuse di chi inventerebbe di tutto pur di non stare solo non sono “capricci” o a Sant’Arcangelo dove il povero che grida viene ascoltato e saziato, dove l’oratorio è anche scuola di danza gratuita, laboratorio dove usare le mani per costruire una relazione senza chiedere nulla in cambio, senza se, senza però e senza forse. Questi sono solo alcuni dei fatti raccontati al Convegno delle Caritas Parrocchiali che si è tenuto a Tursi domenica 12 novembre e che ha aperto la settimana di riflessione in preparazione alla Giornata Mondiale dei Poveri voluta da Papa Francesco per domenica 19 novembre.
Nel Messaggio per la Giornata il Papa aveva espresso un desiderio: le comunità cristiane si impegnino a creare momenti di incontro e di amicizia, di solidarietà e di aiuto concreto.
La Caritas Diocesana di Tursi-Lagonegro ha accolto l’invito, si è lasciata invitare alla mensa dei poveri, alla festa di Dio dal 12 al 19 novembre, in un percorso di condivisione e riflessione.
Il Vescovo monsignor Vincenzo Orofino, don Giuseppe Gazzaneo, direttore della Caritas e vicario episcopale per la carità, l’equipe Caritas diocesana, il Laboratorio Caritas diocesano, le Caritas parrocchiali: uomini e donne di buona volontà, animati da un senso di responsabilità comune, dalla consapevolezza che i poveri “non sono un problema ma una risorsa a cui attingere per accogliere e vivere l’essenza del Vangelo”, hanno accolto l’invito del Papa e si sono messi in cammino. Hanno intrapreso un viaggio attraversando la Diocesi, macinando chilometri e, partiti da Tursi domenica 12, martedì 14 novembre si sono incontrati a Policoro per ascoltare la voce incrinata dall’emozione di Ivan Sagnet. Ivan che, arrivato in Italia dal Camerun con un sogno e catapultato nell’incubo del caporalato a Nardò, nella Puglia della raccolta dei pomodori, non ha dimenticato che la dignità della persona è sacra e si è ribellato, inneggiando allo sciopero, facendo arrivare il suo grido alla Magistratura che ha arrestato 16 caporali e li ha condannati per riduzione in schiavitù. L’incubo, che Ivan ha vissuto, è tornato ad essere un sogno, è diventato legge contro il caporalato, un’associazione dall’emblematico nome “NO CAP” che diventerà presto una rete di supermercati dove si venderanno prodotti raccolti da mani che nessuno ha sfruttato. Alla voce tremante di Ivan ha fatto eco quella indignata di Gianni Fabbris di Altragricoltura a difesa della nostra terra, dei contadini, dei lavoratori in lotta contro la speculazione che crea crisi economica e inequità sociale.
Mercoledì 15 novembre il viaggio è proseguito verso Lagonegro per ascoltare i fatti della vita di Andrea Costantino che, dopo aver giocato d’azzardo ha capito che il gioco più bello è puntare sulla vita, per imparare da Angela Canzoniere, psicologa e psicoterapeuta della Cooperativa “Il pozzo di Sicar” di Tricarico, che il gioco può diventare un carcere e tramutarsi in malattia, ma anche che chi vive un dramma del genere può essere curato, facendosi carico della sua persona al di là dei dati e delle false probabilità. Piera Vitelli, della Comunità Exodus di Tursi, ha raccontato dei suoi ragazzi, quelli che hanno cercato i paradisi artificiali, che si sono persi per le strade senza meta della droga e dell’alcool, e ha rivolto il suo accorato appello ai 60 ragazzi dell’Istituto “Pitagora” di Policoro, che hanno partecipato al Concorso indetto dalla Caritas e dal Miur sulla Ludopatia con i loro disegni e le loro speranze, invitandoli a farsi testimoni e protagonisti nella lotta alle forme di dipendenza. Mons. Orofino ha consegnato una targa a una delle allieve del Pitagora, segno di ringraziamento per l’impegno e per cristallizzare il senso profondo di una battaglia che si può vincere.
La riflessione è passata per Francavilla in Sinni: giovedì 16 novembre si è tenuto un incontro in cui poter conoscere modi diversi di “essere abili”. Nicoletta Messuti ha presentato i ragazzi con disabilità di Casa Angelica con sede a Lauria, quelli del “Dopo di Noi”, le persone a cui la legge 112 del 22.06.2016 vorrebbe garantire il benessere, l’autonomia e la piena inclusione sociale, persone che hanno bisogno di Nicoletta e degli altri operatori come quelli di Casa Angelica per sentirsi a casa e in famiglia anche quando non ne hanno più una.
“La diversa abilità presuppone un diverso modo di essere, essere autistico presuppone un altro modo di sentire per cui un abbraccio può essere solo un sovraccarico sensoriale di impulsi contraddittori”: le parole di Franco Addolorato, dette con la forza dell’esperienza, con l’autorità della conoscenza e dell’impegno, col sentimento di un padre che ha spesso bisogno delle sagge parole del figlio, Vincenzo, che con voce impostata ha ricordato al suo papà e a tutti i presenti che “solo chi sogna può volare”.
Riflettendo sui fatti e sui gesti siamo arrivati a San Brancato di Sant’Arcangelo per parlare di “immigrazione”. E da qui il cuore e la mente hanno spaziato a tutto tondo. Caterina Boca, avvocato e consulente del Coordinamento Nazionale Immigrazione di Caritas Italiana, coi dati nazionali ed europei sull’immigrazione, lei che da anni vive a Roma ma viene da Vena, paesino calabrese a cultura arbereshe che negli anni ‘90, quando gli albanesi sbarcarono in massa sulle coste pugliesi ha visto suo padre partire alla volta di Bari per andare ad accogliere i “compaesani” e portarli a Vena e dar loro un tetto e un sostegno… che sente ancora suo padre lamentarsi perché gli hanno messo fuori uso una lavatrice. A Caterina ha fatto eco don Giuseppe Gazzaneo che ha ricordato che “siamo uomini e non lavatrici… non abbiamo bisogno di separarci per colore!”. I presenti all’incontro di venerdì 17 novembre hanno ancora negli occhi il piccolo Hiab, figlio di una coppia di immigrati, ospite del Cas di Rotondella, che di fronte alla croce pettorale di Mons. Orofino ha mostrato, sollevando il suo maglioncino blu, la piccola croce di legno che aveva al collo e, in un gesto innocente, ha scritto un trattato sull’uguaglianza e la fratellanza in Cristo! Nessuno dimenticherà le parole dei due ragazzi immigrati che hanno voluto raccontarci i “fatti loro”, che a Senise e a San Brancato si sentono a casa, come se fossero nati qui, che pensano che l’immigrazione sia un movimento di persone alla ricerca di se stesse e non solo la ricerca affannosa e disperata di un posto dove stare. E nessuno scorderà le parole del sociologo Rocco Di Santo, che dopo aver dato i suoi numeri, ha guardato il piccolo Hiab ricordandoci che lui è il futuro.
Ma perché vi sia un futuro sereno è necessario che vi sia lavoro per tutti. Avevamo, dunque, l’obbligo di riflettere sulla crisi economica e sulla mancanza di occupazione. E lo abbiamo fatto a Senise, al Centro Parrocchiale, con gli imprenditori Franco Cupparo e Rocco Messuti e le loro storie: Cupparo che da ragazzo faceva l’acquaiolo in un cantiere a Ginosa e oggi da lavoro a cento persone, Messuti che, insieme a suo fratello Egidio, per amore del suo paese, è rimasto a Senise lanciandosi in un’avventura che oggi gli consente di dare lavoro a 60 occupati. Lo abbiamo fatto con Maria Grazia Tammone, psicologa e psicoterapeuta della Caritas di Tricarico, della Cooperativa “Il pozzo di Sicar”, nata dall’esperienza dei progetti in Caritas e in seno alla Chiesa che si occupa di nuove e vecchie dipendenze, di sostegno alle famiglie con grave disagio economico, e che offre lavoro a 16 persone. E ancora con Franco Marcone e la sua esperienza nel mondo sindacale, dalla parte dei lavoratori con uno sguardo attento e le mani protese ad offrire supporto e spesso conforto.
Su tutte la voce del Vescovo che ha ricordano come “ognuno di noi, quando viene al mondo, è accolto in una relazione, in una relazione d’amore. Le relazioni sono fatti, non sono solo parole o sentimenti! La carità è un fare, è un’azione! Le relazioni non sono funzionali a un qualche cosa ma sono qualificanti. La vita delle persone si determina dalle relazioni, le relazioni danno qualità alle persone. Le persone, davvero degne di questo nome, amano relazionarsi con gli altri. Ma qualcosa si è guastato nel cuore dell’uomo e invece di globalizzare la solidarietà stiamo globalizzando l’indifferenza e il rifiuto. Se rimaniamo fedeli alla nostra natura saremo naturalmente portati ad aprirci agli altri e più ci apriremo agli altri più saremo realizzati. Non c’è bisogno di essere eroi per stare accanto a chi porta con sé una povertà… basta essere normali”.
Domenica 19 novembre, Giornata Mondiale dei Poveri, la Caritas Diocesana con il Vescovo e il Direttore è arrivata a Lauria dove, realizzando il desiderio del Papa, ha diviso il pane coi poveri e coi poveri ha celebrato l’Eucarestia, ai piedi del Beato Lentini a cui quest’anno guardiamo in maniera particolare nel ricordo del 20mo anniversario della beatificazione.
E a tavola c’erano Enzo che tifa Juve, Domenica col suo sguardo timido e la sua collana di perle, Maria e il suo voler essere abbracciata, Gigino coi suoi occhi sorridenti… e tra loro la Caritas Parrocchiale, la Croce Rossa, i volontari, gli operatori delle caritas parrocchiali della diocesi, uomini e donne di buona volontà che tengono fisso lo sguardo su quanti gridano aiuto e chiedono solidarietà.
Una settimana ricca di fatti, di gesti di premura e cordialità, che lascia il segno nella vita di tanti: ci sta a cuore il benessere della nostra gente, la promozione della persona, la bontà dell’operato ordinario della Chiesa e delle istituzioni presenti nel territorio. Perché parlare di povertà non è questione di astrazione ma di attenzione concreta a uomini e donne che vivono problematiche di cui Caritas vuole farsi carico in vista di percorsi educativi strutturati e abituali.
In un mondo che ci suggerisce di imitare ciò che il marketing decide per noi, vogliamo farci imitatori della vita di Cristo, portarlo nelle nostre esistenze e far sì che pervada le nostre responsabilità sociali a garanzia della giustizia delle nostre decisioni e dei nostri gesti.

Maria Lucia Cristiano
Equipe Caritas Diocesana di Tursi-Lagonegro

tavoloTursi

Ott 122017
 

Sabato 21 ottobre alle ore 18,00, presso il Museo della Ceramica in Moliterno, (uno dei sei poli della realtà
museale Aiello -MAM-), si terrà il Convegno su Guido Gambone, personalità di primo livello della
ceramica italiana.
Nasce a Montella in provincia di Avellino nel 1909, giovanissimo si trasferì a Vietri dove iniziò il suo
approccio con la ceramica, lavorando presso la manifattura di Ciccio Avallone, prima come apprendista,
poi come pittore e quindi capo pittore e completando la sua formazione presso la M.A.C.S. (Manifattura
artistica ceramica salernitana) e poi nella I.C.S. (Industria ceramica salernitana), entrambe di proprietà di
Max Melamerson, imprenditore tedesco. Era il periodo in cui Vietri era diventata punto di riferimento
per i ceramisti tedeschi che portarono una ventata di rinnovamento nel linguaggio ceramico , pur nel
rispetto delle tecniche, dei colori e delle tradizioni locali.
Gambone ne rimase a_ascinato e fu particolarmente in_uenzato dalla cifra stilistica di R. Dolder e di
Irene Kowaliska che lasciarono un forte segno nella sua formazione. Per lui la ceramica divenne spazio,
luminosità mediterranea, super_ci bianche dove poter imprimere un segno, fatto di ricerca, di umori e di
amore.
Il suo riconosciuto talento lo porterà a Firenze presso la manifattura Cantagalli con la quale Malemerson
aveva stretto un rapporto di collaborazione.
Gambone qui realizza una produzione in stile vietrese, ma fortemente in_uenzato dal novecentismo di
Giò Ponti. Fa un ulteriore salto stilistico che lo porta a dare alla sua produzione una connotazione
_nalmente “moderna”. Prende le distanze dalla vuota e svilente ripetitività.
Nel 1939 ritornerà a Vietri dove nell’immediato dopoguerra fonderà insieme a suo fratello Remigio e
all’amico di sempre, Andrea D’Arienzo, la manifattura ceramica “Faenzarella” con il marchio dell’asinello e
iniziò una produzione di manufatti semplici privi di decori e destinati a usi comuni.
Nel 1950 Gambone si trasferirà de_nitivamente a Firenze dove fonderà la “Tirrena”.
Numerosi i suoi successi negli anni Cinquanta e Sessanta.
Il Convegno sarà moderato da Matilde Romito, già Dirigente del Settore Musei e Biblioteche della
provincia di Salerno. Interverranno Giorgio Napolitano, storico della ceramica meridionale e la storica
dell’arte Gilda Cefariello Grosso.
Il presidente
Gianfranco Aiello

Convegno Gambone - Invito

Set 142017
 

UNA SERATA DEDICATA AL VOLONTARIATO E A SAN ROCCO.
PREMI AL GRUPPO GENTE ALLEGRA E DIPARTIMENTO SICUREZZA E SOLIDARIETA’ DEI CUOCHI DI BASILICATA.
MENZIONI D’ONORE PER IL TOUR BASILICATA SENZA BARRIERE DELLA SEZ. AISM DI POTENZA E AL COMITATO MAI PIU’ A FUOCO DI AVIGLIANO

Venerdì 15 Settembre, in apertura dei solenni festeggiamenti di San Rocco, avrà luogo a Tolve la cerimonia di consegna del XIII Premio Solidarietà “Amici del Pellegrino”, una serata di gala per il volontariato e la solidarietà.
Il Premio viene assegnato ogni anno ad una persona, un gruppo o un’associazione, che si è particolarmente distinta nel campo del volontariato e della solidarietà attraverso il suo operato.
A ispirare l’iniziativa degli Amici del Pellegrino è la biografia del Santo protettore del paese San Rocco, giovane di nobile famiglia che donò tutte le sue ricchezze per mettersi a servizio degli ultimi, facendo rivivere così l’insegnamento del Vangelo in un periodo storico difficile, segnato dalla crisi economica e morale e da terribili pestilenze. Pur avendo un valore meramente simbolico, il Premio Solidarietà “Amici del Pellegrino” persegue infatti l’ambizioso l’obiettivo di promuovere la cultura della solidarietà e del servizio e di valorizzare l’esperienza del volontariato facendo conoscere esperienze di eccellenza per stimolare l’impegno di tutti a servizio gratuito del prossimo, per l’affermazione e il consolidamento di buone pratiche che portino un miglioramento della vita individuale e comunitaria. Negli anni passati sono state premiate associazioni come Dopo di Noi, Insieme Onlus, Amici dell’Hospice S. Carlo, Domus, Libera Basilicata, Agebeo, Il Coordinamento per l’Accoglienza dei Migranti di Palazzo San Gervasio, ABIO Basilicata, Associazione IO Potentino e i loro Magazzini sociali, ma anche persone semplici che con il proprio agire quotidiano hanno testimoniato l’impegno gratuito per il prossimo. Dallo scorso anno il Premio Solidarietà ha istituito una speciale Sezione Lavoro, dedicata all’impegno di professionisti ed imprenditori che hanno saputo condividere la propria fortuna e il proprio saper fare con il loro prossimo prossimo.
Per questa tredicesima edizione del Premio gli Amici del Pellegrino conferiranno il Premio Solidarietà al Gruppo Gente allegra di Potenza, un gruppo di volontari divertenti e contagiosi che armati di naso rosso e buffi vestiti fanno dell’arte dei clown e delle sue capacità terapeutiche uno strumento per animare e portare il sorriso in particolari contesti di disagio e sofferenza.
Il Premio Amici del Pellegrino “Speciale Lavoro” sarà conferito invece al Dipartimento Solidarietà Emergenze della Federazione Italiana Cuochi di Basilicata, un gruppo di stimati e affermati cuochi lucani al servizio delle emergenze e della solidarietà, che in quest’anno è stato particolarmente impegnato con il motto Ama Mangia e Ricostruisci nell’emergenza terremoti del Centro Italia, offrendo insieme a migliaia e migliaia di pasti caldi anche il calore e l’affetto dei lucani.
A partire da quest’anno il Premio si arricchisce inoltre delle Menzioni d’onore una speciale sezione del premio dedicata a valorizzare azioni di solidarietà, progetti e iniziative concrete particolarmente significative che hanno bisogno di essere conosciute, sostenute e replicate per diventare buone pratiche. Una menzione d’onore sarà riconosciuta all’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) Sezione provinciale di Potenza per il tour #Basilicatasenzabarriere, un progetto vincitore di bando nazionale, che ha offerto ad alcune persone con sclerosi multipla la possibilità di viaggiare e “volare” un po’ oltre la quotidianità, con i propri familiari, i caregiver e i volontari, attraverso il territorio della nostra regione, in quella che è la prima esperienza di tour accessibile in Basilicata. Un viaggio vacanza che è diventato occasione importante di sensibilizzazione del territorio e delle comunità alla cultura del turismo accessibile e ai diritti delle persone con disabilità. L’alta menzione d’onore sarà riconosciuta al Comitato spontaneo #Maipiuafuoco, nato nella comunità di Avigliano all’indomani di un incendio che ha completamente distrutto un’importante officina meccanica attiva in paese da oltre 50, al fine garantirne il prosieguo delle attività. Una testimonianza di solidarietà quale rapporto di fratellanza e assistenza reciproca che ha unito i membri della comunità di Avigliano e si è fatta monito e buona pratica.
Per tutte queste ragioni e per molte altre ancora difficilmente qui enumerabili crediamo che l’operato di questi gruppi risponda pienamente alla logica del Premio Premio Solidarietà “Amici del Pellegrino che si esprime sinteticamente nell’esortazione di San Francesco: “Cominciate con il fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile e all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile”. Un’esortazione che tutti coloro che si mettono al servizio del prossimo sperimentano e che sperimentò di certo anche San Rocco, uno dei santi più venerati al mondo e patrono della comunità di Tolve, dove sorge uno dei più importanti santuari a lui dedicati.
Conosceremo meglio questi gruppi e associazioni, le loro azioni e le loro motivazioni, venerdì 15 Settembre, a partire dalle 20.30, in Largo Mario Pagano a Tolve nel corso di una serata interamente dedicata al volontariato nella cornice dei festeggiamenti in onore di San Rocco. Interverranno i vertici e i rappresentanti delle associazioni e dei gruppi premiati, Il parroco e rettore del santuario di San Rocco, don Enzo Fiore, il sindaco di Tolve Pasquale Pepe e i soci dell’Associazione Amici del Pellegrino, in un incontro moderato dalla giornalista Enza Martoccia e allietato dalla musica delle Magiche Note.

Premio solidarietà 2017

Apr 302017
 

“Il 29 aprile 2017 son andato a Tortora a seguire un importante convegno sull’ambiente. Tanti i nomi importanti per una conferenza in cui si parlerà anche di San Sago. Tortora ha legato il suo nome ad una battaglia in favore dell’ambiente e contro l’inquinamento. Il focus offre un quadro demoralizzante…sembra davvero che tutto vada a rotoli.
Dopo la conferenza, faccio ritorno a Lauria con l’intento di fare qualche foto alle piazzole lungo la Fondovalle del Noce gonfie di immondizia . Mi fermo, inizio a fotografare; è tardi, vi è la marcia di preghiera alla Madonna Assunta in onore di Santa Caterina e vorrei partecipare. Di colpo arriva una macchina a gran velocità e si ferma. Sono di spalle…inizio a pensare male: “Qualcuno mi ha visto, magari è contrario alle telecamere e mi mena di brutto. Facendomi spesso molti film in testa stile Hollywood penso a Melchionda, alle ecomafie, a San Sago, a qualcuno che non vuole pagare la Tari o che magari vuole buttare di sotto un materasso insieme alla mia persona.
Nulla di tutto ciò…nulla di tutto ciò! Incontro una persona eccezionale di Praia a Mare Gaetano Surace. In macchina ha un falco ferito ritrovato sul Fiume Noce, mi chiede aiuto. …”Ho visto che sulla macchina c’era scritto Eco ed ho pensato che un giornalista potesse aiutarmi”. Poi aggiunge: “Mi piace il tuo giornale, ma non lo trovo sempre a Praia come devo fare, ma posso abbonarmi?”. Beh, questa ultima frase mi rassicura, ma sono sicuro che da lì a qualche secondo uscirà qualcuno che dirà: “Sei su scherzi a parte!” Ma il tanfo dell’immondizia e le migliaia di ‘mosquitos’ mi riportano alla realtà. Chiamiamo i carabinieri. Penso subito al comandante Caputo super operativo maresciallo comandante di Lauria, mi spiega la prassi. Telefono il “112” ma si aggancia Scalea. Da Scalea mi viene dato il “fisso” di Lagonegro. Con un ottimo appuntato dell’Arma procediamo. Intanto c’è da aspettare. A questo punto non resisto ed intervisto Gaetano e viene fuori una persona innamorata della natura, degli animali, pronto ad ogni battaglia contro chi non rispetta l’ambiente, è triste: ha perso il suo cane in questi giorni morso da una vipera. Sette giorni di agonia. Non si è riuscito a trovare l’antidoto…com’è possibile? Gaetano è davvero una bella persona, una persona vera e sincera. Passa del tempo intanto, vi è qualche difficoltà; forse dovrebbe intervenire la forestale che adesso è nei carabinieri, si cerca il veterinario reperibile…alla fine abbiamo i numeri di due centri: Pignola e un paese della provincia di Matera che non ricordo (Policoro?). E’ fatta! anche se i due centri sono chiusi per oggi. Il falchetto si salverà anche se perde sangue dalle zampe e da un’ala. Gaetano vuole comprare un po’ di carne trita. L’appuntato dei carabinieri ci consiglia carne normale tagliata a pezzi piccoli. Che bella sinergia! Quanta umanità! Domani si telefonerà Pignola, risentirò Gaetano.
Ci salutiamo con Gaetano, vuole vedere l’intervista, ci scambiamo i numeri. Ora devo pensare alla marcia corro a Lauria. Parcheggio. Dalla punta estrema del rione Inferiore vado a piedi alla rocca dell’Assunta (sennò che sacrificio è?) . Sono in ritardo, inizio ad allungare il passo. La lingua è di fuori. “Mamma mia che precisione che hanno avuto!”. Non vedo nessuno… “Possibile che la processione è già al Cafaro?…. Figuriamoci se facevano qualche minuto di ritardo! Allungo ulteriormente il passo. Arrivo mezzo morto ai piedi del castello Ruggiero. Una voce mi ferma, è Lucia Carlomagno…”Ma dove stai andando, la marcia è rimandata al 31 maggio, troppo vento!” Guardo Lucia con gli occhi sbarrati… penso al frammento del film di Verdone in cui impersona quell’ emigrato che torna in Alfasud dalla Svizzera per votare… ”