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Gen 292018
 

Saranno ciclicamente presentate sul portale della Regione Basilicata rubriche e servizi realizzati attraverso una convenzione con Rai Com.
Nel 2016 la Regione Basilicata e Rai Com hanno sottoscritto una convenzione per lo svolgimento di attività di comunicazione e marketing con l’obiettivo di promuovere a livello nazionale ed internazionale il territorio lucano, in concomitanza di “Matera-Basilicata 2019”. Con la convenzione, la Basilicata si sta presentando al grande pubblico attraverso le trasmissioni “Caterpillar”, “Community”, “Italiana”, “L’anno che verrà”, “La prova del cuoco”, “La vita in diretta”, “Leonardo”, “Linea verde”, “Made in Basilicata”, “Rai Movie”, “Uno mattina”.
Con lo slogan: “Amazing discovery! La Basilicata sorprende e meraviglia. Un’incredibile scoperta!” la Regione ha voluto mettere in campo un articolato strumento di conoscenza e diffusione delle risorse dell’intero territorio. Le rubriche raccontano la realtà lucana da diversi punti di vista: l’ambiente, lo sviluppo sostenibile, il turismo, la tradizione, l’innovazione, l’inclusione sociale e la ricerca scientifica.
Sul portale della Regione Basilicata è in primo piano a partire da oggi il servizio del 15 dicembre 2017 dal titolo “Basilicata, destinazione umana”, realizzato nella rubrica di Uno Mattina “Made in Basilicata”.
La Rubrica va alla scoperta di storie capaci di raccontare un altro sud. Storie di resilienza, di visioni e competenze che mostrano una realtà fatta di successi. Di giovani e meno giovani che scommettono sulla Basilicata. Uomini e donne innamorati della propria terra che investono la propria vita, per inventarsi un futuro migliore. Passione, audacia, creatività, responsabilità le parole d’ordine.
Il servizio “Basilicata, destinazione umana” ha raccontato una storia incentrata sulla bellezza e sull’accoglienza ambientate a Matera. Eliana ha parlato del suo rientro in città e di come ha trasformato la sua abitazione in un luogo eco-sostenibile, nel cuore dei Sassi. Atmosfere uniche come quelle presentata da Michele, direttore di uno straordinario albergo diffuso che ha previsto il progetto di recupero e risanamento conservativo degli immobili.

E’ possibile vedere l’intero servizio a questo link:

http://video.regione.basilicata.it/basilicata-destinazione-umana/

Tutte le trasmissioni sinora prodotte attraverso la convenzione con Rai Com sono invece disponibili sul nuovo portale http://video.regione.basilicata.it

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Nov 242017
 

“Non amiamo a parole ma coi fatti”: uno slogan o forse un monito? Un sogno o una preghiera?
Ci sono luoghi dove non amare a parole ma coi fatti è solo la semplice realtà, quella ordinaria.
È così nella Caritas parrocchiale di Chiaromonte dove le mele, donate alla parrocchia, diventano torte da vendere per l’autofinanziamento, dove gli immigrati che arrivano “nudi” e “forestieri” vengono vestiti e ospitati, dove gli anziani creano gli addobbi per l’albero della solidarietà. È così a Lagonegro dove l’Episcopio è diventato “mensa dei poveri” e magazzino di viveri, la dispensa di chi ha fame e ancora a Colobraro, dove educare alla carità è uno stile di vita quotidiano, dove si cucina anche nei pentoloni da campo perché ci sia abbastanza cibo per tutti, dove le scuse di chi inventerebbe di tutto pur di non stare solo non sono “capricci” o a Sant’Arcangelo dove il povero che grida viene ascoltato e saziato, dove l’oratorio è anche scuola di danza gratuita, laboratorio dove usare le mani per costruire una relazione senza chiedere nulla in cambio, senza se, senza però e senza forse. Questi sono solo alcuni dei fatti raccontati al Convegno delle Caritas Parrocchiali che si è tenuto a Tursi domenica 12 novembre e che ha aperto la settimana di riflessione in preparazione alla Giornata Mondiale dei Poveri voluta da Papa Francesco per domenica 19 novembre.
Nel Messaggio per la Giornata il Papa aveva espresso un desiderio: le comunità cristiane si impegnino a creare momenti di incontro e di amicizia, di solidarietà e di aiuto concreto.
La Caritas Diocesana di Tursi-Lagonegro ha accolto l’invito, si è lasciata invitare alla mensa dei poveri, alla festa di Dio dal 12 al 19 novembre, in un percorso di condivisione e riflessione.
Il Vescovo monsignor Vincenzo Orofino, don Giuseppe Gazzaneo, direttore della Caritas e vicario episcopale per la carità, l’equipe Caritas diocesana, il Laboratorio Caritas diocesano, le Caritas parrocchiali: uomini e donne di buona volontà, animati da un senso di responsabilità comune, dalla consapevolezza che i poveri “non sono un problema ma una risorsa a cui attingere per accogliere e vivere l’essenza del Vangelo”, hanno accolto l’invito del Papa e si sono messi in cammino. Hanno intrapreso un viaggio attraversando la Diocesi, macinando chilometri e, partiti da Tursi domenica 12, martedì 14 novembre si sono incontrati a Policoro per ascoltare la voce incrinata dall’emozione di Ivan Sagnet. Ivan che, arrivato in Italia dal Camerun con un sogno e catapultato nell’incubo del caporalato a Nardò, nella Puglia della raccolta dei pomodori, non ha dimenticato che la dignità della persona è sacra e si è ribellato, inneggiando allo sciopero, facendo arrivare il suo grido alla Magistratura che ha arrestato 16 caporali e li ha condannati per riduzione in schiavitù. L’incubo, che Ivan ha vissuto, è tornato ad essere un sogno, è diventato legge contro il caporalato, un’associazione dall’emblematico nome “NO CAP” che diventerà presto una rete di supermercati dove si venderanno prodotti raccolti da mani che nessuno ha sfruttato. Alla voce tremante di Ivan ha fatto eco quella indignata di Gianni Fabbris di Altragricoltura a difesa della nostra terra, dei contadini, dei lavoratori in lotta contro la speculazione che crea crisi economica e inequità sociale.
Mercoledì 15 novembre il viaggio è proseguito verso Lagonegro per ascoltare i fatti della vita di Andrea Costantino che, dopo aver giocato d’azzardo ha capito che il gioco più bello è puntare sulla vita, per imparare da Angela Canzoniere, psicologa e psicoterapeuta della Cooperativa “Il pozzo di Sicar” di Tricarico, che il gioco può diventare un carcere e tramutarsi in malattia, ma anche che chi vive un dramma del genere può essere curato, facendosi carico della sua persona al di là dei dati e delle false probabilità. Piera Vitelli, della Comunità Exodus di Tursi, ha raccontato dei suoi ragazzi, quelli che hanno cercato i paradisi artificiali, che si sono persi per le strade senza meta della droga e dell’alcool, e ha rivolto il suo accorato appello ai 60 ragazzi dell’Istituto “Pitagora” di Policoro, che hanno partecipato al Concorso indetto dalla Caritas e dal Miur sulla Ludopatia con i loro disegni e le loro speranze, invitandoli a farsi testimoni e protagonisti nella lotta alle forme di dipendenza. Mons. Orofino ha consegnato una targa a una delle allieve del Pitagora, segno di ringraziamento per l’impegno e per cristallizzare il senso profondo di una battaglia che si può vincere.
La riflessione è passata per Francavilla in Sinni: giovedì 16 novembre si è tenuto un incontro in cui poter conoscere modi diversi di “essere abili”. Nicoletta Messuti ha presentato i ragazzi con disabilità di Casa Angelica con sede a Lauria, quelli del “Dopo di Noi”, le persone a cui la legge 112 del 22.06.2016 vorrebbe garantire il benessere, l’autonomia e la piena inclusione sociale, persone che hanno bisogno di Nicoletta e degli altri operatori come quelli di Casa Angelica per sentirsi a casa e in famiglia anche quando non ne hanno più una.
“La diversa abilità presuppone un diverso modo di essere, essere autistico presuppone un altro modo di sentire per cui un abbraccio può essere solo un sovraccarico sensoriale di impulsi contraddittori”: le parole di Franco Addolorato, dette con la forza dell’esperienza, con l’autorità della conoscenza e dell’impegno, col sentimento di un padre che ha spesso bisogno delle sagge parole del figlio, Vincenzo, che con voce impostata ha ricordato al suo papà e a tutti i presenti che “solo chi sogna può volare”.
Riflettendo sui fatti e sui gesti siamo arrivati a San Brancato di Sant’Arcangelo per parlare di “immigrazione”. E da qui il cuore e la mente hanno spaziato a tutto tondo. Caterina Boca, avvocato e consulente del Coordinamento Nazionale Immigrazione di Caritas Italiana, coi dati nazionali ed europei sull’immigrazione, lei che da anni vive a Roma ma viene da Vena, paesino calabrese a cultura arbereshe che negli anni ‘90, quando gli albanesi sbarcarono in massa sulle coste pugliesi ha visto suo padre partire alla volta di Bari per andare ad accogliere i “compaesani” e portarli a Vena e dar loro un tetto e un sostegno… che sente ancora suo padre lamentarsi perché gli hanno messo fuori uso una lavatrice. A Caterina ha fatto eco don Giuseppe Gazzaneo che ha ricordato che “siamo uomini e non lavatrici… non abbiamo bisogno di separarci per colore!”. I presenti all’incontro di venerdì 17 novembre hanno ancora negli occhi il piccolo Hiab, figlio di una coppia di immigrati, ospite del Cas di Rotondella, che di fronte alla croce pettorale di Mons. Orofino ha mostrato, sollevando il suo maglioncino blu, la piccola croce di legno che aveva al collo e, in un gesto innocente, ha scritto un trattato sull’uguaglianza e la fratellanza in Cristo! Nessuno dimenticherà le parole dei due ragazzi immigrati che hanno voluto raccontarci i “fatti loro”, che a Senise e a San Brancato si sentono a casa, come se fossero nati qui, che pensano che l’immigrazione sia un movimento di persone alla ricerca di se stesse e non solo la ricerca affannosa e disperata di un posto dove stare. E nessuno scorderà le parole del sociologo Rocco Di Santo, che dopo aver dato i suoi numeri, ha guardato il piccolo Hiab ricordandoci che lui è il futuro.
Ma perché vi sia un futuro sereno è necessario che vi sia lavoro per tutti. Avevamo, dunque, l’obbligo di riflettere sulla crisi economica e sulla mancanza di occupazione. E lo abbiamo fatto a Senise, al Centro Parrocchiale, con gli imprenditori Franco Cupparo e Rocco Messuti e le loro storie: Cupparo che da ragazzo faceva l’acquaiolo in un cantiere a Ginosa e oggi da lavoro a cento persone, Messuti che, insieme a suo fratello Egidio, per amore del suo paese, è rimasto a Senise lanciandosi in un’avventura che oggi gli consente di dare lavoro a 60 occupati. Lo abbiamo fatto con Maria Grazia Tammone, psicologa e psicoterapeuta della Caritas di Tricarico, della Cooperativa “Il pozzo di Sicar”, nata dall’esperienza dei progetti in Caritas e in seno alla Chiesa che si occupa di nuove e vecchie dipendenze, di sostegno alle famiglie con grave disagio economico, e che offre lavoro a 16 persone. E ancora con Franco Marcone e la sua esperienza nel mondo sindacale, dalla parte dei lavoratori con uno sguardo attento e le mani protese ad offrire supporto e spesso conforto.
Su tutte la voce del Vescovo che ha ricordano come “ognuno di noi, quando viene al mondo, è accolto in una relazione, in una relazione d’amore. Le relazioni sono fatti, non sono solo parole o sentimenti! La carità è un fare, è un’azione! Le relazioni non sono funzionali a un qualche cosa ma sono qualificanti. La vita delle persone si determina dalle relazioni, le relazioni danno qualità alle persone. Le persone, davvero degne di questo nome, amano relazionarsi con gli altri. Ma qualcosa si è guastato nel cuore dell’uomo e invece di globalizzare la solidarietà stiamo globalizzando l’indifferenza e il rifiuto. Se rimaniamo fedeli alla nostra natura saremo naturalmente portati ad aprirci agli altri e più ci apriremo agli altri più saremo realizzati. Non c’è bisogno di essere eroi per stare accanto a chi porta con sé una povertà… basta essere normali”.
Domenica 19 novembre, Giornata Mondiale dei Poveri, la Caritas Diocesana con il Vescovo e il Direttore è arrivata a Lauria dove, realizzando il desiderio del Papa, ha diviso il pane coi poveri e coi poveri ha celebrato l’Eucarestia, ai piedi del Beato Lentini a cui quest’anno guardiamo in maniera particolare nel ricordo del 20mo anniversario della beatificazione.
E a tavola c’erano Enzo che tifa Juve, Domenica col suo sguardo timido e la sua collana di perle, Maria e il suo voler essere abbracciata, Gigino coi suoi occhi sorridenti… e tra loro la Caritas Parrocchiale, la Croce Rossa, i volontari, gli operatori delle caritas parrocchiali della diocesi, uomini e donne di buona volontà che tengono fisso lo sguardo su quanti gridano aiuto e chiedono solidarietà.
Una settimana ricca di fatti, di gesti di premura e cordialità, che lascia il segno nella vita di tanti: ci sta a cuore il benessere della nostra gente, la promozione della persona, la bontà dell’operato ordinario della Chiesa e delle istituzioni presenti nel territorio. Perché parlare di povertà non è questione di astrazione ma di attenzione concreta a uomini e donne che vivono problematiche di cui Caritas vuole farsi carico in vista di percorsi educativi strutturati e abituali.
In un mondo che ci suggerisce di imitare ciò che il marketing decide per noi, vogliamo farci imitatori della vita di Cristo, portarlo nelle nostre esistenze e far sì che pervada le nostre responsabilità sociali a garanzia della giustizia delle nostre decisioni e dei nostri gesti.

Maria Lucia Cristiano
Equipe Caritas Diocesana di Tursi-Lagonegro

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Ott 122017
 

La testimonianza dei santi è sempre attuale e parla al cuore e all’intelligenza delle persone come nessuna parola umana riesce a fare. Consapevole di questo, mons. Vincenzo Orofino, in occasione del ventennale della beatificazione del sacerdote lauriota Domenico Lentini, con specifico decreto, ha indetto uno speciale “Anno Lentiniano” che si apre il 12 ottobre nella chiesa di Lauria Superiore che custodisce le spoglie mortali del Beato, con una solenne concelebrazione eucaristica, presieduta da Mons. Rocco Talucci, già vescovo di Tursi-Lagonegro al momento della beatificazione (12 ottobre 1997) e concelebrata dallo stesso vescovo diocesano e numerosi sacerdoti.
“Dando voce al vostro comune sentire – scrive il Presule alla Comunità diocesana – indìco per tutta la diocesi di Tursi-Lagonegro un particolare anno dedicato all’approfondimento della vita, dell’insegnamento e della testimonianza evangelica del Beato Domenico Lentini. Esso avrà inizio il 12 ottobre 2017 e si concluderà il 12 ottobre 2018. Sarà un anno durante il quale ci metteremo alla scuola di un uomo autentico e di un sacerdote zelante che ha preso sul serio Gesù Cristo e il Suo messaggio, trovando in Lui le ragioni della sua vita e della sua missione. Un anno di intensa preghiera e di profonda riflessione per imparare dal “Beato” a dare forma eucaristica alla nostra vita e a stare nel territorio con lo sguardo della fede per saperne riconoscere le esigenze e valorizzare le potenzialità. Un anno scandito da importanti appuntamenti spirituali e pastorali, con il coinvolgimento attivo di tutta la Comunità diocesana. Tutti noi siamo chiamati a metterci alla sua scuola per amare e seguire Gesù Cristo, riconoscendolo nei poveri, servendolo nei giovani e adorandolo nell’Eucaristia, per stare nella Chiesa con cuore docile e servirla con abnegazione fedele, corrispondendo con verità alla nostra vocazione umana e cristiana”.
Un anno speciale per celebrare e riproporre le virtù eroiche di un sacerdote esemplare attraverso una vasta gamma di iniziative ecclesiali e culturali, così come Mons. Orofino ha indicato nell’Agenda diocesana e proposto ai consigli pastorali delle parrocchie di Lauria, Castelluccio Superiore e Nemoli riuniti insieme martedì 10 u.s. per una proficua programmazione pastorale unitaria. “Meno culto e più cultura” è lo slogan che il presule ha efficacemente usato per indicare l’obiettivo prioritario di passare da una pastorale di conservazione a una più chiaramente missionaria e di frontiera.
Orofino, riproponendo l’insegnamento di Papa Francesco e la testimonianza del Lentini, chiede a tutti di “uscire” dalle sagrestie per “andare” ad annunciare Gesù Cristo e il suo messaggio liberante lì dove le persone vivono.
don Giovanni Lo Pinto

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Mar 252016
 

Ecco quanto ha dichiarato Gianni Rosa, Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale: “L’abitudine di operare senza avere un progetto ben preciso è oramai filo conduttore della politica pittelliana. In ogni settore la programmazione fa acqua o peggio non esiste.
Il Presidente Pittella, insediatosi oramai da più di due anni, è impegnato ogni giorno a promuovere incessantemente la sua immagine di ‘politico impegnato per la Basilicata’ ma concretamente ha mancato il suo obiettivo perché dietro i tanti slogan coniati sino ad oggi non esiste una ‘visione di Regione’ e, quindi, non esiste alcuna programmazione.
E tale si sta dimostrando anche il progetto di Basilicata turistica, sbandierato da Pittella che abilmente nasconde però la totale assenza di programmazione.
Quando il Governatore si bea di aver speso un po’ di soldi per qualche sagra, nessuno, tranne noi, gli risponde che la Basilicata ha un Piano Turistico risalente al 2008 e valevole fino al 2012. E quindi, ad oggi, non ha programmazione.
Situazione che abbiamo denunciato già da diversi mesi, anche in occasione dell’audizione della dirigente dell’Ufficio Sistemi culturali e turistici, Patrizia Minardi in seconda Commissione Bilancio Programmazione e Controllo sullo stato di attuazione del Piano Turistico relativamente alla programmazione 2009/2012. Abbiamo presentato anche un’interrogazione in cui chiediamo al Presidente della Giunta la tempistica con cui si prevede la predisposizione del nuovo Piano e le linee che si vogliono seguire, con la speranza, visti i tempi di risposta alle interrogazioni, che il Piano arrivi prima.
Il Piano é previsto dall’art. 4 della L.R. n.7 del 4 giugno 2008 ha validità triennale, ma sino ad oggi al Consiglio regionale non é arrivata alcuna proposta della Giunta. 4 anni di buco. Però i soldi per il turismo Pittella li ha spesi comunque. Per arrivare dove?
Se Matera 2019 deve essere una opportunità per la Basilicata intera, è troppo evidente che il Governo regionale non è in grado di gestirla, abituato com’è ad operare solo ed esclusivamente per interessi personali.
La persistenza di questa stagnazione sarà pagata con un prezzo altissimo dal comparto turistico lucano, che, invece, ha urgenza di una visione programmatica e di un approccio manageriale per non rischiare di perdere il treno più importante per la nostra Regione. La nostra Regione si deve preparare all’evento, storicamente unico, di Matera – Capitale della Cultura 2019 e non solo.
Se è vero che siamo una Regione turistica, non possiamo permetterci di lasciare un comparto così importante privo di una visione programmatica che riguardi l’intero comparto del turismo e l’intera regione. Da mesi si fa un gran parlare di questa preziosa occasione ma il Governo regionale é impegnato solo nella lottizzazione politica dei posti nella Fondazione Matera 2019.
Ribadiamo che il Piano Turistico é l’unico strumento tecnico-operativo in grado di garantire una programmazione strategica e una coordinazione sinergica.
E’ incomprensibile il ritardo e la noncuranza di questo Governo regionale. Siamo quasi a metà mandato e, a parte le ‘chiacchiere da comari’ delle anime del Pd, Pittella non ha concluso ancora nulla. Speriamo di non sprecare l’ennesima occasione come è accaduto con la partecipazione all’Expò2015.
I fallimenti di Pittella iniziano ad accumularsi e i danni sono solo dei Lucani”.

gianni rosa

Feb 152016
 

Il nostro commento ha una doppia valenza: una politica ed una tecnica procedurale.
Da un punto di vista politico siamo tutti a conoscenza che l’Art. 2 della Costituzione Italiana riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, definiti tali perché nessuna legge può vietarli. Ciascuno uomo in quanto individuo ha diritto alla protezione da parte dello Stato.

Tra i diritti fondamentali inviolabili è da tempo annoverato anche il diritto all’ambiente. L’ambiente secondo la Costituzione Italiana è un bene comune ed in quanto tale deve essere tutelato e valorizzato.

Compito di tutelare e valorizzare l’ambiente spetta anche agli Enti Locali.

Pertanto gli esponenti del gruppo Progetto di Sviluppo combatteranno a fianco dell’Amministrazione Comunale nell’azione intrapresa riguardo San Sago.

Questo però vogliamo farlo seguendo la via giusta, nel rispetto della legalità e non lo diciamo noi ma lo afferma la sentenza del TAR: l’ordinanza sindacale è illegittima perché erano già in vigore il sequestro penale dell’impianto ordinato dal GIP del Tribunale di Paola e la sospensione dell’AIA.

I nostri amministratori hanno intrapreso un’azione priva di efficacia giuridica ma buona per avere un riscontro politico!

Gli amministratori per tutelare e gestire il territorio devono muoversi rispettando le leggi senza prevaricazioni o con un’interpretazione personale della normativa, diversamente si andrà incontro a nuove sconfitte!

L’ennesima sconfitta o brutta figura, non abbiamo dimenticato la Corte di Conti con la bacchettatura sulla gestione del bilancio comunale.

Pertanto proponiamo all’Amministrazione di rivolgersi innanzitutto al Dipartimento Politiche dell’Ambiente della Regione Calabria.

Invitiamo altresì l’Amministrazione Comunale a produrre fatti concreti a tutela del fiume e dell’intera Valle del Noce coinvolgendo gli altri Comuni e la Cittadinanza tutta!

Camminiamo insieme mettendo da parte gli interessi politici, le elezioni sono finite e gli slogan non sono più necessari!

Ricordate: raro cade chi ben cammina e visto che siamo in Quaresima, un mea culpa ci sta bene!

I CONSIGLIERI DI MINORANZA

Raffaele Papa

Antonio Iorio

Dorisia Grimaldi

Anna Pia Cerbino

papa

Ott 112015
 

Nel mese di ottobre, come ogni anno, è prevista la celebrazione della
Giornata Internazionale per La Riduzione dei Disastri 2015 (IDDR 2015)
con temi diversi accompagnati dal lancio di suggestivi slogan.
Quest’anno il tema di riferimento è la “CONOSCENZA PER LA VITA”, quale
bagaglio delle Comunità unite innanzi alla minaccia comune delle
catastrofi, messa a frutto grazie ai saperi locali, alle culture
tradizionali ed alle diverse esperienze maturate anche nella
conduzione della vita quotidiana.
Nell’ambito di questa Giornata, la Provincia di Potenza riceverà a
Bruxelles un riconoscimento formale da parte dell’UNISDR, come
‘Comunità Campione nella Riduzione del Rischio di Disastri per l’IDDR
2015’, proprio per il contributo e l’impegno dimostrato soprattutto
dalle Comunità nel lavorare congiuntamente alla Provincia ed alla rete
Provincia-Comuni, in maniera “inclusiva” per l’implementazione della
Resilienza territoriale con un approccio di rete (secondo il
principio: nessuno escluso).
“Sarà una giornata molto importante – ha spiegato il Presidente Nicola
Valluzzi – resa speciale per la Provincia di Potenza e per il suo
network di Comuni e Comunità, dal riconoscimento internazionale di
COMMUNITY CHAMPION 2015 – CONOSCENZA PER LA VITA. Grazie a UNISDR per
aver voluto premiare il nostro impegno nell’ambito della campagna
“Rendere le Città Resilienti” e per aver voluto riconoscere il valore
di una iniziativa avviata oramai da qualche tempo che vede
protagonisti i 100 Comuni della nostra Provincia e le oltre 400
Associazioni e gruppi di interesse del nostro territorio”.
Il riconoscimento dell’UNISDR di “Community Champion” verrà conferito
al Presidente della Provincia di Potenza, Nicola Valluzzi ed al
Dirigente dell’Ufficio Pianificazione Territoriale e Protezione Civile
della Provincia di Potenza ed Advocate dell’UNISDR, Alessandro
Attolico, nell’ambito della celebrazione della Giornata Mondiale per
la Riduzione dei Disastri (IDDR 2015) all’interno degli Open Days
delle Regioni, delle Autorità Locali e delle Città che si terranno a
Bruxelles dal 12 al 15 ottobre 2015 prossimo. Contestualmente i
risultati ed il senso delle azioni messe in campo, saranno illustrate
a EXPO 2015 il 24 Ottobre 2015.
“Una corretta pianificazione del territorio – ha concluso Valluzzi –
passa dal coinvolgimento reale di cittadini e Associazioni nei
processi decisionali e programmatori delle autorità locali.
È fondamentale un approccio inclusivo nei programmi di riduzione del
rischio e più in generale nelle politiche di Governo ed Uso del
Territorio. Nessuno escluso e tutti protagonisti nella costruzione
della Resilienza Territoriale”.

Provincia-di-Potenza

Giu 132015
 

Sole, mare e ciclismo! Vivi una vacanza su misura per la tua passione! È lo slogan che accompagna “Il Villaggio del Ciclismo” un’iniziativa griffata Gazzetta dello Sport e dell’Agenzia Viaggi e Cultura per la prima vera vacanza pensata esclusivamente per gli appassionati della bicicletta senza dimenticare il resto della famiglia.

Per l’appuntamento a Marina di Pisticci (Matera), previsto tra il 14 e il 21 giugno, sarà presente Paolo Bettini, due volte campione del mondo nel 2006 e nel 2007, medaglia d’oro olimpica ad Atene nel 2004.

Un’iniziativa pensata per “il gusto di andare in bicicletta” a fianco di un vero campione come Bettini: sicuramente non mancheranno preziosi consigli e i suggerimenti tecnici di un vero atleta!

Gli appassionati di ciclismo potranno pedalare nelle giornate di lunedì 15, martedì 16, giovedì 18 e venerdì 19 luglio in una serie di percorsi ben studiati e tracciati tra il litorale e l’entroterra della provincia di Matera.

Il Ti Blu Village Club è un moderno complesso situato tra Metaponto e Marina di Pisticci (Basilicata), dotato di ogni comfort per soddisfare le esigenze di svago e relax dei propri ospiti. Il Villaggio si snoda tra l’ampia spiaggia ad uso esclusivo dei clienti e i suoi 35 ettari di verde pineta. Tutti gli ambienti sono realizzati per garantire la massima comodità e la migliore funzionalità; è particolarmente adeguato ad accogliere famiglie con bambini grandi e piccoli.

Il villaggio si trova sulla costa ionica della Basilicata ed è circondato da un paesaggio suggestivo e affascinante, una natura incontaminata, spiagge amplissime e di sabbia bianca, un mare limpido e cristallino: il Ti Blu Village Club luogo ideale per una vacanza esclusiva tra la Puglia e la Calabria.

Tracce di storia sono evidenti visitando le numerose chiese rupestri, di origine bizantina, disseminate nelle campagne, o l’antica città greca di Metaponto, con il superbo parco archeologico, i templi di Apollo e di Atena, le tavole Palatine, oppure Matera con i famosi Sassi, o Siris, la più antica fondazione ellenica.

www.federciclismobasilicata.it

pisticci

Apr 232015
 

Il 25 aprile 2015 a Lagonegro, a cura dell’associazione culturale “A Castagna Ra Critica”, partirà ufficialmente la raccolta fondi per restaurare il Catasto Onciario di Lagonegro, istituito nel lontano XVIII secolo da Carlo III.
Adottando lo slogan ‘NON È UN RIFIUTO, È ARTE’, l’associazione ha pensato bene di pianificare una raccolta di lattine di alluminio, coinvolgendo tutti i proprietari dei bar e ristoranti dei paesi limitrofi, e devolvere così il ricavato di questo materiale per il restauro del prezioso documento storico.

Ma scopriamo qualcosa in più su questo importante cimelio.

Il Catasto onciario, precursore degli odierni catasti, rappresenta l’attuazione pratica delle norme dettate da re Carlo di Borbone nella prima metà del XVIII secolo per un riordino fiscale del regno delle Due Sicilie.

Nonostante fosse un catasto descrittivo, poiché non prevedeva la mappatura dei luoghi, fu uno strumento utile ad eliminare i privilegi goduti dalle classi più abbienti che facevano gravare i tributi fiscali sempre sulle classi più umili e di fatto rappresenta uno dei più brillanti esempi del tempo di ingegneria finanziaria e di ripartizione proporzionale del peso fiscale.

Nella seconda metà del XVI secolo la Basilicata conobbe un periodo di relativa tranquillità e in quest’epoca si sviluppò un rigoglioso mercato dell’arte legato alla committenza delle grandi famiglie baronali e religiosa.

Nella vita sociale e politica della regione si ebbe l’emergere di una nuova classe intermedia, per lo più appartenente a importanti famiglie locali, ed impegnata a rappresentarei baroni, i vescovi e gli abati nell’attività di amministrazione e gestione dei feudi. Contemporaneamente al formarsi di questo nuovo corpo sociale si avviò un processo di autonomia delle comunità cittadine: attraverso una procedura complessa, i cittadini potevano riscattare la propria città pagando al potere regio la somma altrimenti versata dal barone: in questo modo le terre passavano al Regio Demanio e, senza l’intermediazione del barone, divenivano di possesso comune e quindi “universali” (motivo per cui queste comunità cittadine vennero all’epoca definite “Università”). Tali emancipazioni furono tuttavia poco frequenti in Basilicata: le città regie furono pochissime e non sempre il riscatto riusciva duraturo, poiché era molto costoso e comportava un notevole sacrificio economico da parte dei cittadini: fra queste, oltre a Saponara, che lo era già dal secolo precedente, ed a Matera che già si era riscattata più volte per liberarsi dal dominio feudale, ci furono Lagonegro, Maratea, San Mauro e Rivello.

La situazione non migliorava invece per le campagne e le zone interne i cui prodotti, quando riuscivano a superare la soglia del consumo personale, erano nei mercati sottoposti ad una forte stagnazione dei prezzi. A questo si aggiungeva un sistema fiscale basato essenzialmente sulle imposte indirette sui generi di consumo, quindi la farina, il vino, il formaggio, la carne continuavano ad essere fortemente tassati; per evitare conflittualità con i gruppi dirigenti mancava l’imposta diretta sui beni e i patrimoni, che venne introdotta solo nel 1742 con il catasto onciario istituito da Carlo di Borbone..

Nel 1749 Carlo III fece coniare una nuova moneta denominata oncia napoletana, del valore di sei ducati, che, tuttavia, ebbe scarsa diffusione, in quanto si continuarono ad usare il ducato ed i suoi sottomultipli: il carlino, che era la decima parte di un ducato, la grana, che era la centesima parte, ed il cavallo, che era la millesima parte.

1 ONCIA Napoletana = 6 Ducati

1 DUCATO = 10 CARLINI

1DUCATO = 100 GRANE

1 DUCATO = 1000 CAVALLI

c’è da distinguere che :

Oncia per reddito imponibile equivaleva a 3 Carlini

Oncia per redditi animali equivaleva a 6 Carlini.

in questo libro del 1753 si rileva che :

i capo fuochi venivano tassati per ( il loro lavoro ) Industria pari a 12 once

così tutti i componenti del nucleo famigliare se maschi da 18 anni in su = 12 once

e da 14 a 18 anni per metà tassa d’industria pari a 6 once.

non pagavano tasse sull’industria ( di fatto sul lavoro ) i maschi ” DECREPITI ” oltre i 75 anni

Le imposte previste dall’onciario erano di tre tipi:

il testatico, che gravava sui capifamiglia, ad eccezione di coloro che avevano compiuto i sessant’anni, ed era uguale per tutti (in genere ammontava ad un ducato per fuoco);( quì 12 once )

l’imposta sui redditi da lavoro – sull’industria – che gravava sui soli maschi a partire dall’età di quattordici anni (dai quattordici ai diciott’anni si pagava la metà), che era calcolata in base al reddito presuntivo previsto per i vari mestieri e non in base al reddito reale;

l’imposta sui beni, che gravava sugli immobili (case, terreni, mulini, frantoi, ecc.) sul bestiame e sui capitali dati in prestito ad interesse.

I proprietari sono divisi per categorie: i cittadini, le vedove e le vergini in capillis (vale a dire le nubili che non avevano preso i voti religiosi), i forastieri abitanti, i forastieri non abitanti bonatenenti (coloro che possedevano beni nel comune senza risiedervi), gli ecclesiastici secolari tanto cittadini che forestieri, le chiese e i luoghi pii, sia locali che forestieri.

Nell’ambito di ogni categoria i contribuenti sono elencati in ordine alfabetico per nome e non per cognome.
Il catasto fornisce dettagliate informazioni sui beni dei contribuenti: delle abitazioni è descritta la tipologia, l’ubicazione, spesso anche la grandezza (“casa palaziata”, “comprensorio di case di vani … soprani e sottani”); dei terreni sono indicati i confini, l’estensione e la natura delle colture; vi è quindi la descrizione degli eventuali capi di bestiame.

All’elenco dei beni segue quello dei pesi, costituiti, in genere, dal pagamento di censi e canoni agli enti ecclesiastici e al feudatario e da interessi su capitali presi in prestito. Il catasto fornisce altresì dettagliate informazioni sui nuclei familiari, indicando, per ciascuno di essi, il numero dei componenti, la loro età, l’attività svolta ed il rapporto di parentela con il capofamiglia.

Dal testatico e dall’imposta sul lavoro erano, esonerati coloro che vivevano more nobilium, cioè di rendita, o che esercitavano professioni liberali.

Il catasto si conclude con la collettiva delle once, vale a dire con l’elenco dei contribuenti, divisi per categoria, e delle rispettive rendite.

Il peso insostenibile delle imposte creava nella base del popolo un malcontento diffuso e cominciavano a verificarsi le prime manifestazioni di quel movimento antifeudale che pochi decenni più avanti avrebbe animato, con la “rivolta di Masaniello”, tutto il Mezzogiorno.

Carla Bottiglieri

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Gen 292015
 

“La Differenziata è nelle tue mani” è lo slogan del nuovo servizio della raccolta differenziata che prenderà il via a Policoro a partire dal prossimo 2 Febbraio. Il nuovo servizio, un progetto pilota per tutta la Regione Basilicata, ricco di una serie di sostanziali novità, prevede l’utilizzo, da parte dei cittadini, dei cassonetti antirandagismo già distribuiti dai volontari dell’Associazione Culturale “Puzzle”. “Si tratta – spiegano il Sindaco, Rocco Leone e il Presidente del Consiglio, Giovanni Lippo, che da consigliere delegato all’Ambiente ha gestito tutta la vicenda rifiuti – di un progetto importante, redatto e bandito un anno fa insieme alla Esper, una delle più importanti società italiane esperte in materia di rifiuti, che ha mirato gli interventi in base alla conformazione geografica di Policoro e alle esigenze della sua cittadinanza”. “Un progetto ambizioso, che tutta la Basilicata – siamo certi – prenderà come esempio, perché prevede che il rifiuto diventi proprietà del Comune e quindi dei cittadini; separando in maniera corretta l’organico, il vetro, la plastica e la carta, tutti rifiuti che vengono poi appunto riciclati; il rifiuto si trasforma in materia prima e riutilizzarlo contribuirà a restituirci e conservare un ambiente “naturalmente” più ricco e sano. Differenziando sempre più si abbatteranno i costi della discarica con conseguente riduzione delle tasse per i cittadini”. “Il rifiuto, quindi – sottolineano il Sindaco e Lippo – non più considerato come uno scarto, gettato nell’indifferenziato, ma come una risorsa, ambientale ed economica”. “Il nuovo servizio della raccolta differenziata – concludono – è per questa Amministrazione una vera e propria sfida che intendiamo vincere; abbiamo lottato tanto per redigere un bando che avesse tutte le caratteristiche favorevoli per la città; grazie ai nuovi cassonetti metteremo i cittadini nelle condizioni di fare la raccolta differenziata in maniera corretta; l’auspicio è che la città risponda bene e che Policoro diventi un esempio in positivo di come si differenzia”. Il calendario, già distribuito ai cittadini dai volontari dell’Associazione “Puzzle”, può essere anche scaricato sul portale della nostra città www.policoro.gov.it dove saranno disponibili tutte le informazioni necessarie. “Differenziamo e differenziamo bene, affinché tutta la città possa trarne solo effetti positivi”.

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Gen 062015
 

Si è chiusa al PalaTorre la prima edizione della Volley Melandro Cup. Una tre giorni di pallavolo divertimento e sensibilizzazione sociale, organizzata dall’Asd Real Satriano in collaborazione con l’Associazione Baldà, che ha visto ben sedici squadre darsi battaglia sotto lo slogan “Io non mi gioco il cuore”.

La partecipazione al torneo è stata altissima con oltre 120 giocatori partecipanti, provenienti da tutta la zona del Melandro. Ognuno di loro ha contribuito al raggiungimento del nobile scopo dell’iniziativa: acquistare un defibrillatore da offrire in dotazione alle strutture sportive satrianesi.

Alla giornata di chiusura hanno partecipato le sei squadre che dopo le qualificazioni hanno potuto accedere alle fasi finali. A spuntarla sono stati i ragazzi dell’ “Yes We Can Volley” che in finale hanno avuto la meglio sull’”FC Satriano”. Ad aggiudicarsi la finale per il terzo e quarto posto sono stati invece gli “Spara Palle” che hanno battuto i “Buon Natale”. A tutti loro sono andati i premi messi a disposizione dai ristoranti Caluae, La Botte, del locale Crazy Horse e dell’agriturismo FattoriaBio, sponsor dell’iniziativa. A premiarli oltre al presidente del Real Satriano Rocco Cerullo, sono stati il Sindaco Vincenzo Pascale, Francesco Mastroberti dell’Avis Satriano e Piero Ugolini del 118 Basilicata Soccorso.

Grande la soddisfazione espressa da Rocco Cerullo, presidente dell’Asd Real Satriano, per <>.

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