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dic 312015
 

La Giunta regionale ha approvato un provvedimento che vincola risorse da destinare a programmi di educazione culturale e alla costruzione di una rete di protezione territoriale a favore delle donne
La Giunta regionale di Basilicata, su proposta dell’Assessore alle Politiche della Persona, Flavia Franconi e con pieno sostegno del Presidente, Marcello Pittella, ha adottato, nella seduta del 29.12.2015, un provvedimento che vincola risorse finanziarie alla realizzazione del “Piano Regionale di prevenzione e contrasto alla violenza di genere 2015-2017” approvato in precedenza con delibera del 17 novembre 2015.

Si tratta di un investimento importante, per oltre un milione di euro, che conferma tra le priorità delle politiche sociali regionali la tutela della donna vittima di violenza e dei suoi bambini.

Gli interventi saranno realizzati sull’intero territorio regionale con il pieno coinvolgimento delle comunità locali per implementare le iniziative esistenti e per favorirne lo sviluppo di nuove atte a prevenire violenze di genere ed a promuovere la riduzione del rischio.

Secondo l’ISTAT “il fenomeno della violenza e dei maltrattamenti contro le donne ha nel nostro Paese grande rilevanza: sono stimate in quasi 7 milioni le donne italiane tra i 16 e i 70 anni che hanno subito nel corso della vita, dentro o fuori della famiglia, una forma di violenza, fisica o sessuale; 1 milione 400 mila donne hanno subito forme di violenza sessuale prima dei 16 anni; oltre 7 milioni di donne hanno subito o subiscono violenza psicologica. Spesso, inoltre, coloro che subiscono forme di violenza psicologica sono anche vittime di violenze fisiche o sessuali”.

A tal proposito questo provvedimento riserva, nell’arco del triennio 2015-2017, risorse finanziarie con destinazione vincolata per conseguire gli obiettivi fissati in una prima fase di programmazione per realizzare percorsi culturali finalizzati a ridurre gli episodi di violenza sulle donne e sui minori, oltre che per costruire una rete territoriale, a garanzia di sicurezza e protezione intorno alle donne che ne rimangono vittime.

Si completa in tal senso, un quadro unitario di programmazione in cui confluiscono tutte le linee di azione a tutela della donna, se vittima di violenza, secondo gli obiettivi del Piano regionale, se immigrata e vittima di maltrattamenti, secondo le Linee di indirizzo per l’accoglienza integrata di genere in favore di donne sole migranti e per nuclei monoparentali madre-bambino, già approvate con DGR n.1073 del 10.08.2015, se minore, vittima di mutilazione genitale femminile, pratica diffusa tra le popolazioni immigrate e vietata ai sensi della Legge n.7/2006.

E’ evidente dunque l’attenzione riservata alle donne e per la prima volta in maniera così concreta tanto da vincolare risorse finanziarie, peraltro non trascurabili, ad interventi che ne tutelano i diritti e che possono prevenire e contrastare episodi di violenze nel rispetto della dignità della persona, della sua integrazione ed inclusione sociale.

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nov 202015
 

Il Consiglio comunale di Lauria approva all’unanimità l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio in merito ai lavori di adeguamento dello svincolo sulla Strada Provinciale ex-SS19 in località Menavoli.

Il via libera dell’Assemblea cittadina era necessario per sbloccare l’iter procedurale relativo all’esecuzione dei lavori sullo svincolo. In sostanza, l’attivazione della procedura di esproprio verso i privati, propedeutica all’inizio dei lavori, necessitava dell’ok da parte del Consiglio comunale. Presto, dunque, partirà l’intervento di adeguamento dello snodo di Menavoli, che rappresenta da tempo una questione da risolvere a latere dei lavori di ammodernamento dell’autostrada Sa-Rc, in particolare riguardo all’utilizzo da parte del Contraente Generale delle strade secondarie locali.

Soddisfazione esprime l’Amministrazione Mitidieri, per “un passaggio amministrativo su una questione la cui risoluzione era attesa da anni. Il progetto redatto contiene tutte le misure di sicurezza e dovrà essere eseguito a totale carico della Grandi Lavori. In questo modo – spiega l’Amministrazione – diamo una risposta ai nostri concittadini che abitano in quella zona e soprattutto garantiamo le condizioni di sicurezza agli automobilisti che transitano in quell’area per motivi di residenza o di lavoro. Ovviamente, continua a rimanere aperta la vertenza generale attinente alle ricadute sul territorio degli interventi di manutenzione sulla A3, ma con oggi si fa certamente un passo in avanti verso la risoluzione di una problematica che frena il benessere e lo sviluppo di questa area”.

FOTO BIVIO MENAVOLI ATTUALE

nov 122015
 

La Rete Degli Studenti Medi Sant’Arcangelo, lo scorso 9 novembre, ha inviato un esposto circa le condizioni dell’istituto “C.Levi” di Sant’Arcangelo, all’Ufficio Edilizia Scolastica della provincia di Potenza.
Nell’esposto, sono state documentate fotograficamente le condizioni della palestra dell’Istituto scolastico santarcangiolese. La palestra presenta danni alla copertura con conseguenti infiltrazioni di acqua e umidità, che aumentano esponenzialmente in condizioni meteorologiche avverse.
Viste le condizioni precarie che compromettono la salubrità e la sicurezza, oltre che il normale svolgimento delle lezioni, il Sindacato Studentesco richiede una perizia tecnica ed il repentino ripristino dell’ambiente scolastico.
Ancora una volta, la realizzazione di un piano che preveda la ristrutturazione e la messa in sicurezza degli istituti scolastici è sempre più incombente e necessaria.

foto s.arcangelo 1

nov 122015
 

Nei giorni scorsi, sui giornali è apparso il comunicato stampa del segretario provinciale dell’Ugl, Pino Giordano, nel quale si chiedeva l’immediata riapertura della discarica di Colobraro, per difendere i posti di lavoro di 9 operai oggi disoccupati. MuoviAmo Tursi, replica ai sindacalisti con la seguente nota:
Si vogliono smentire i numerosi luoghi comuni che i sindacalisti
seminano ad arte, diffondendo disinformazione tra i cittadini.
MuoviAmo Tursi ha già dimostrato con negli anni passati, con più
articoli di stampa e convegni sul territorio, che la discarica di
Colobraro ha distrutto ricchezza e posti di lavoro a causa
dell’inquinamento gravissimo di terreni e falde acquifere. Sono stati
stimati 20 posti di lavoro in meno nel settore dell’agricoltura, a cui
bisogna aggiungere altre unità nel settore del turismo. 20 operai
hanno perso per sempre il lavoro per garantire 9 posti di lavoro in
discarica per qualche anno, a dimostrazione che questi impianti sono
una scelta antieconomica e fallimentare.

Ci meravigliamo e rammarichiamo del fatto che l’Ugl si sforzi così
ardentemente di tutelare un ecomostro, tanto da chiederne
l’ampliamento. Dov’era l’Ugl quando nei mesi precedenti le tornate
elettorali l’impianto in contrada Monticelli accoglieva fino a 35
lavoratori, contro i 9 operai necessari? Dov’era l’Ugl quando si
verificavano le perdite e gli sversamenti di percolato? Dov’era l’Ugl
quando gli operai lavoravano al freddo nel capannone (dato che manca
una parete perimetrale) o quando gli stessi lavoratori respiravano le
polveri dei rifiuti, dato che mancava (e manca tutt’ora) un impianto
di areazione nel centro di Colobraro?

Vogliamo ricordare all’Ugl, ma soprattutto ai lettori-contribuenti,
che le discariche non sono il miglior modo di smaltimento dei rifiuti.
Ad oggi i soli Comuni del Basso Sinni spendono milioni di euro ogni
anno per seppellire i rifiuti in discarica quando invece una gestione
oculata, pubblica, comprensoriale, porterebbe ad una spesa di appena
160 mila euro all’anno. I Comuni possono ridurre la spesa per lo
smaltimento e il trasporto semplicemente riducendo il volume dei
rifiuti da destinare in discarica, realizzando una seria raccolta
differenziata. Così facendo, non ci sarà nessun aggravio per le casse
comunali e tanto meno per i cittadini, che invece godranno di
riduzioni nelle tariffe e di un territorio più pulito. I Comuni devono
investire risorse nella raccolta differenziata, nella creazione di
centri di differenziazione, di compostaggio e di riutilizzo a freddo
della plastica e non nelle discariche, come chiede l’Ugl. Così facendo
non solo si garantiranno posti di lavoro per i 9 operai che lavoravano
in discarica, ma si creeranno decine e decine di posti di lavoro in un
ciclo dei rifiuti virtuoso ed ecosostenibile. Lo stesso Presidente di
Regione Pittella ha definito come prioritario il raggiungimento del
65% di raccolta differenziata entro il 2016. Con questa percentuale la
discarica di Colobraro è inutile ed antieconomica per le casse
pubbliche.

Ancora rammentiamo all’Ugl che i rifiuti creano posti di lavoro e
ricchezza, ma il riciclo e il riutilizzo del prodotto differenziato
garantisce molti più posti di lavoro di una discarica. Se l’Ugl non
capisce un così semplice ragionamento, ce ne dispiace e ci lascia
perplessi sui veri interessi che il sindacato vuole tutelare.

Se davvero l’Ugl tiene alla salute del territorio e dei lavoratori,
perché non accompagna i 9 operai in mobilità presso le aziende
agricole in contrada Finata, vicino la discarica? Sono sicuro che gli
agricoltori saranno ben lieti di aiutarli offrendo loro una valida
alternativa occupazionale, purché si metta la parola fine allo
smaltimento dei rifiuti in quell’ecomostro.

MuoviAmo Tursi, sensibilizza da anni i cittadini di Tursi che chiedono
a gran voce la messa in sicurezza della discarica e la sua definitiva
chiusura, senza più ampliamenti. I cittadini hanno capito che non c’è
bisogno di discariche se non si producono rifiuti indifferenziati.
Inoltre, gli stessi cittadini sono a favore della proposta di MuoviAmo
Tursi, per una gestione pubblica dei ciclo dei rifiuti nell’area del
Basso Sinni, con la costruzione di un centro di compostaggio, di un
centro di smistamento dei rifiuti differenziati e di un impianto di
riciclo a freddo della plastica riciclata.

Mario Cuccarese, Portavoce di MuoviAmo Tursi

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nov 022015
 

Non si placa la violenza dei detenuti ristretti nella Casa Circondariale “Antonio Santoro” di Potenza, dopo che ieri sera, intorno alle 21,00, il detenuto italiano D.G.S. , di anni 31, fine pena 2020 per , ha violentemente aggredito due Assistenti Capo della Polizia Penitenziaria.

E’ la terza aggressione a distanza di pochissimo tempo quella che è accaduta ieri sera, spiega il Segretario Regionale del S.A.P.Pe. – Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria – SAVERIO BRIENZA, l’Organizzazione sindacale più rappresentativa del Corpo di Polizia Penitenziaria, dopo che il carcerato aveva prima incendiato un lenzuolo del proprio letto e, puntando due bombolette di gas verso la fiamma, tentava di innescare uno scoppio pericolosissimo per destabilizzare la sicurezza di tutta la sezione detentiva.

Quanto fatto non è bastato ed il detenuto, continua il Segretario del sindacato, mentre i poliziotti erano intenti a spegnere l’incendio del lenzuolo per evitare conseguenze, lo stesso carcerato tentava di inalare del gas “butano” attraverso le due bombolette in suo possesso, calzando in testa una busta di plastica per la raccolta dei rifiuti, al fine di procurarsi una sensazione di “sballo”.

A questo punto i due Baschi Azzurri intervenivano per sottrarre le bombolette del gas ed evitare che lo stesso potesse assumere la sostanza tossica, ed è proprio a quel punto il detenuto sferrava pugni e calci con una violenza tale da procurare ad entrambi i poliziotti trauma cranio-facciale, tanto che si è poi reso necessario l’urgente invio al Pronto Soccorso dell’Ospedale San Carlo di Potenza di entrambi i Poliziotti, i quali uno ha riportato 20 giorni di prognosi s.c. per fratture al setto nasale e l’altro è rimasto ricoverato per danni all’occhio destro.

E’ bene sapere che la Polizia Penitenziaria opera disarmata all’interno delle sezioni detentive, mentre la normativa prevede che i detenuti possano avere numerosi oggetti atti ad offendere, come bombolette di gas – lamette da barba – bastoni e tanto altro ancora, che se utilizzati in maniera impropria diventano vere e proprie armi, così come l’aggressore di ieri sera, che per evitare di essere bloccato, il detenuto aveva con se anche un bastone di legno, procuratoselo attraverso il piede di un tavolo e brandendolo contro il personale cercava di colpirli ancora.

Per bloccare il detenuto non è stato facile, poiché soprattutto nelle ore serali e notturne il personale di Polizia Penitenziaria è ridotto ai minimi termini e, pertanto, si è reso necessario chiamare rinforzi da parte di personale libero dal servizio per intervenire e riportare la sicurezza alla normalità; Il S.A.P.Pe. plaude i poliziotti penitenziari intervenuti e augura una pronta guarigione ai colleghi feriti.

La Polizia Penitenziaria di Potenza non può più tollerare simili violenze, poiché solo nell’ultimo anno si sono registrati episodi in aumento esponenziale e che hanno messo a serio pericolo l’incolumità dei “Baschi Azzurri” di Potenza, poliziotti che in prima linea lavorano nelle sezioni detentive a stretto contatto con una popolazione detenuta sempre più aggressiva e senza scrupoli , nel tentativo quotidiano di compromettere la sicurezza del Penitenziario potentino in ogni modo.

Il sistema è al collasso, conclude BRIENZA, mentre le Autorità dell’Amministrazione Penitenziaria continuano a sottrarre le necessarie risorse umane ed economiche, i detenuti ne approfittano dell’attuale “debolezza” di uno Stato che non pensa a garantire maggiore sicurezza al proprio popolo; la Polizia Penitenziaria è rimasta sola a gestire un sistema carcerario eccessivamente garantista, subendo ogni tipo di violenza fisica e psicologica.

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set 182015
 

Domenica 20 Settembre, alle ore 18.30, si svolgerà a Vibonati, in Piazza Nicotera, la proiezione del film “I frutti del lavoro” del regista salernitano Andrea D’Ambrosio. Protagonista della storia è Carlo, interpretato dall’attore Enzo Decaro, che ritorna in paese per insegnare in una scuola elementare dove si affezionerà a Dario, bambino vivace e sensibile, il cui padre ha un grave incidente sul lavoro . L’opera, prodotta dalla società napoletana Iuppiter Group (Max De Francesco, Laura Cocozza, Maurizio Fiume) con il sostegno dell’INAIL e dell’Università di Salerno (attivazione progetto e responsabile UNISA il professore Marco Pistoia), i contributi del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, della Banca di Credito Cooperativo del Cilento si propone non solo di sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sul delicato tema delle morti bianche e della sicurezza sul lavoro ma anche di mostrare bellezze e tesori del Golfo di Policastro. Il corto, infatti, è stato girato interamente a Vibonati, caratteristico borgo dal talento paesaggistico indiscutibile. “I frutti del lavoro”, grazie all’interessamento di enti pubblici, alla qualità del cast – tra gli attori citiamo Alberto Franco, Umberto Iervolino, Eva Immediato e l’esordio del piccolo Gabriele D’Aquino che interpreta Dario – e alle già avviate sinergie con associazioni e centri di aggregazione, avrà un respiro locale e nazionale con la partecipazione ai festival dedicati a temi sociali e a quegli eventi che hanno come obiettivo quello di promuovere il “lavoro sicuro”.
La proiezione del corto sarà anticipata da un dibattito su “I piccoli borghi protagonisti del cambiamento”. Interverranno i consiglieri comunali di Vibonati, Giovanni Scognamiglio e Manuel Borrelli, il responsabile economia del Pd Salerno, Roberto De Luca, il sindaco di Agropoli Franco Alfieri, il presidente della commissione bilancio della Regione Campania Franco Picarone e il consigliere regionale Maria Ricchiuti. Modererà i lavori Gianfrancesco Caputo.

enzo decaro

ago 292015
 

“L’ennesimo infortunio mortale sul cantiere della Salerno-Reggio è più di un campanello d’allarme sulla gestione della sicurezza nella più grande opera pubblica del Mezzogiorno”. Lo ha detto il segretario generale della Filca Cisl Basilicata, Michele La Torre, che ha espresso solidarietà alla famiglia di Faid Haireche, l’operaio residente a Sant’Angelo Le Fratte, morto in un cantiere della A3 nei pressi di Mormanno durante il montaggio di una trave metallica. “La lista degli infortuni sul lavoro, molti dei quali mortali, sui cantieri della A3 – evidenzia il sindacalista – si sta pericolosamente allungando, segno che qualcosa non va come dovrebbe nelle procedure di sicurezza e che occorre fare il punto per capire quali correttivi apportare in funzione dei contesti e delle tecnologie adottate. Fermo restando che spetta alla magistratura l’accertamento puntuale delle circostanze di questo incidente – continua La Torre – come sindacato sentiamo il dovere di richiamare istituzioni, Anas e aziende impegnate nei lavori di ammodernamento di questa importante infrastruttura ad un maggiore impegno sul fronte della sicurezza dei lavoratori affinché venga messa la parola fine a questa lunga e tragica contabilità”.

lavori autostradali

ago 192015
 

Il Sindaco di Policoro, Rocco Leone, esprimendo la sua più completa solidarietà verso il commerciante policorese, vittima la notte scorsa di un increscioso e vile atto vandalico, ha chiesto al Prefetto di Matera la convocazione del Comitato di Pubblica Sicurezza.
“Episodi del genere – dichiara Leone – non sono tollerabili e non possiamo permettere che delinquenti di così squallida specie, rovinino tutto il lavoro svolto per la crescita e lo sviluppo di Policoro e del Metapontino.
Ormai, infatti, è chiaro a tutti la volontà degli imprneditori di investire nel nostro territorio e purtroppo molte volte questo comporta l’avvicinarsi di gente che specula e delinque sulla pella della sana imprenditoria”
“Non possiamo permettere che questo avvenga, non possiamo permettere che questi delinquenti, che fortunatamente rappresentano la minima parte della comunità l’abbiano vinta, ancora una volta – conclude Leone – diciamo No alla criminalità e metteremo in campo tutte le forze per contrastarla e bloccarla.”

Rocco Leone

lug 202015
 

Dalla riprogrammazione del Po Fesr 2007-2013 1,6 milioni di euro per il miglioramento dei servizi scolastici e socio assistenziali a favore di progetti nell’ambito dei Piani di Offerta integrata di servizi

Migliorare e ottimizzare i progetti conclusi o aventi uno stato di avanzamento del 60 per cento, già finanziati con risorse del Po Fesr Basilicata 2007-2013 nell’ambito dei Piani di Offerta integrata di servizi (POIS). E’ questa la finalità dell’Avviso Pubblico approvato dalla Giunta regionale per l’attivazione di una procedura negoziata per la presentazione e la selezione di progetti nell’ambito delle sette aree Pois (Alto Basento-Basso Bradano, Lagonegrese Pollino, Marmo Platano Melandro, Val d’Agri, Metapontino Collina Materana, Vulture Alto Bradano e Bradanica Medio Basento). Un milione e seicentomila euro i fondi messi a disposizione dal Po Fesr 2007-2013 a valere sull’Asse VI “Inclusione sociale” nell’ambito dell’obiettivo specifico VI.1 “Potenziamento e qualificazione della rete regionale dei servizi volti alla promozione dell’inclusione sociale”. Il consolidamento delle operazioni infrastrutturali dei Pois, che dovranno concludersi entro e non oltre il prossimo 31 dicembre, è stato possibile grazie alla riprogrammazione delle risorse finanziarie del Programma Operativo Fesr Basilicata 2007-2013. A beneficiare dell’Avviso saranno gli enti locali che avevano già sottoscritto una partnership istituzionale con la Regione Basilicata. I progetti candidabili dovranno nello specifico: ottimizzare le strutture finalizzate a prestazioni di servizi sanitari e socio sanitari in favore di specifiche fasce deboli di popolazione; estendere e rafforzare la rete dei servizi attraverso la realizzazione di infrastrutture per l’infanzia e/o sociali assicurando la funzionalità di strutture quali centri di accoglienza, asili nido, case famiglie, centri per anziani e strutture protette; potenziare e qualificare l’offerta di servizi per la comunità attraverso la realizzazione di ‘centri sociali ad uso plurimo’ per lo svolgimento di attività culturali (come spazi attrezzati per attività bibliotecarie, cinematografiche, teatrali ed espositive), sportive e per il tempo libero con priorità nelle aree montane e rurali; oltre a incentivare la riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico favorendo l’allungamento dei tempi di apertura delle scuole attraverso il miglioramento strutturale e funzionale dei plessi esistenti, il potenziamento dell’efficienza energetica e la sicurezza ambientale, sostenendo l’introduzione di nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione. Le istanze e i relativi allegati dovranno essere presentati entro le ore 14.00 di lunedì 3 agosto all’Ufficio Autorità di gestione dei Programmi Operativi Fesr Basilicata. L’Avviso pubblico, già notificato ai capofila dei Pois e ai potenziali beneficiari, è consultabile sui siti www.porbasilicata.it e su www.basilicatanet.it, oltre al link http://www.pofesr.basilicata.it//12819

regione

giu 232015
 

Nella sala Inguscio della Regione Basilicata è stato presentato il Manuale pratico dedicato ai diabetici tipo 1 per praticare attività fisica in sicurezza. La presentazione del manuale è stata voluta dall’ASP in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche della Persona della Regione Basilicata, realizzato dall’Gruppo di lavoro dell’ASP per le Endocrinopatie dell’età evolutiva con la U.O. di Medicina dello Sport ASP, la Rete Interaziendale di Pediatria della Basilicata e l’Associazione Lucana Diabetici. Durante la presentazione ci sono stati due momenti pratici quella dell’esperienza del diabetico tutor nelle giornate di terapia educazionale e il momento interattivo con i ragazzi e i genitori tenuto dal gruppo di lavoro dell’ASP.
Il diabete giovanile, che colpisce i giovani e i bambini fin dai primissimi anni di vita, non deve impedire ai piccoli pazienti e ai ragazzi che ne sono affetti di praticare uno sport; l’attività fisica, al contrario, ha un valore terapeutico perché tra i tanti benefici che apporta, è stato dimostrato che aiuta a regolare i valori della glicemia e il compenso metabolico. Per fortuna i diabetici che praticano attività sportive sono sempre più numerosi e in qualche caso raggiungono elevati risultati con performance che nulla hanno da invidiare ai loro coetanei non diabetici. Accanto alle motivazioni di ordine fisico vi è anche una motivazione psicologica che induce i giovani insulino-dipendenti ad impegnarsi nello sport; esso, infatti, aumenta il senso di benessere e di sicurezza, riduce i livelli di ansia e di depressione, accresce la fiducia in sé stessi e la sensazione di poter gestire la malattia. Tuttavia non è assolutamente semplice gestire la terapia durante la pratica sportiva, poichè nel corso di essa possono verificarsi episodi di ipo o iperglicemia anche gravi,
tali da configurare delle vere emergenze cliniche; tali evenienze dipendono da una serie numerosa di fattori che il paziente (e i suoi genitori se si tratta di un bimbo) deve conoscere e saper gestire: il tipo di attività sportiva praticata (aerobica, anaerobica o mista), il livello di intensità dell’attività stessa (leggera, moderata o molto intensa), l’eventuale componente agonistica, il livello glicemico pre esercizio fisico, l’eventuale presenza di corpi chetonici nelle urine, la quantità di insulina iniettata, la supplementazione di carboidrati durante l’attività, la necessità di idratazione prima, durante e dopo l’attività sportiva. Pertanto un diabetico che voglia fare attività sportiva, agonistica o amatoriale, programmata o occasionale, deve conoscere molto bene che tipo di risposta glicemica ci si può aspettare dal tipo di attività sportiva scelta e dall’intensità con cui la si praticherà, quali controlli e quali misure terapeutiche o preventive mettere in atto prima, durante, al termine e anche a distanza di una o più ore dal termine dell’attività; deve conoscere gli sport sconsigliati e per quelli consigliati, deve saper riconoscere le situazioni in cui è prudente astenersi dall’attività fisica, disporre di tutto il materiale (e saperlo usare) che può essere utile per evitare l’insorgenza delle possibili complicanze metaboliche. E’ evidente che la corretta attuazione di queste misure richiede l’erogazione ai pazienti e ai loro familiari di percorsi formativi particolarmente avanzati nell’ottica di consentire anche ai pazienti più piccoli di integrarsi con i coetanei a scuola o nel tempo libero in occasione dei giochi o della pratica sportiva; l’alternativa consisterebbe nella esclusione sociale e nella perdita anche dei benefici clinici che derivano dalla pratica sportiva ovvero dall’esposizione al rischio di eventi ipo o iperglicemici che possono addirittura metterne in pericolo la vita qualora lo sport venisse praticato senza le conoscenze necessarie. Ogni ragazzo diabetico seguito dal nostro gruppo di lavoro è sottoposto ad un percorso educazionale finalizzato alla corretta gestione della terapia in rapporto all’attività fisica onde evitare che questo momento possa trasformarsi in una emergenza metabolica; tuttavia abbiamo ritenuto necessario elaborare anche una sorta di vademecum in grado di ricordare al paziente in ogni momento tutte le necessità per praticare in sicurezza la propria attività sportiva programmata o occasionale, agonistica o no. Il manuale è scaricabile dal sito dell’ASP www.aspbasilicata.it

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