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Apr 272018
 

Il 26 aprile a Lauria è stato presentato il libro “Portella della Ginestra. 1° maggio 1947” dell’autore arbëresh Mario Calivà. L’iniziativa, curata in particolare da Annalisa Pierro e Antonia Esposto, rientra nel tour nazionale della memoria. Presso il bar Maruca in piazza del popolo lo scrittore e poeta siciliano ha avuto modo di confrontarsi con il pubblico intervenuto all’iniziativa.

L’organizzazione ringrazia i lettori delle testimonianze Antonio Di Pierro e Antonia Esposito; Maruca bar di Angelo Mazzilli; Giuseppe Carlomagno, per la collaborazione.

Mar 102018
 

La scelta dello starting six del tecnico lucano cade su Leone in regia, opposto Roberti, le due bande sono Holt e Maiorana, Sardanelli e Fortunato a scambiarsi il ruolo di libero e Giosa e Copelli al centro. Decisione questa presa negli ultimi minuti del riscaldamento poiché Falabella deve fare ancora a meno di Milushev che durante il pre gara ha avuto un risentimento muscolare e dunque il tecnico precauzionalmente decide di lasciarlo ai box.
Di contro Mister Catellano sceglie Turlone al palleggio, che sostituisce Finoli anche lui infortunatosi nella rifinitura mattutina, De Satis opposto, gli schiacciatori Chillemi e Sideri, al centro Pizzichini e Razzetto.
Inizia subito a spingere il Catania che si porta a 5 lunghezze di distacco nelle primissime battute. Poi ci pensa Holt a scuotere i suoi e il vantaggio si assottiglia (6-9). La fase centrale segna però nuovamente un break da parte dei siciliani che si portano sul 9-13: De Santis con una diagonale spinge i suoi sul 10-15. Falabella sceglie di far entrare Amouah al posto di Roberti. Tra le fila della GEosat Geovertical è sempre l’americano Holt che sia a muro che con un pallonetto porta nuovamente i biancorossi ad avvicinarsi 14-16. Il muro di Copelli poi blocca ancora gli attacchi ospiti (16-17). Si va punto a punto fino al 21-19 quando De Santis affonda il primo allungo e nel finale i siciliani chiudono a loro favore il primo set.
Secondo set è ancora in vantaggio la formazione di Castellano 3-6 . le tre lunghezze di vantaggio ospite continuano anche nella fase centrale del set . dopo il 11-14 i lagonegresi subiscono un break importante da parte della Messaggerie che si porta sul 11-16. Il black out nella meta campo biancorosso sembra rientrare quando Amouah e Maiorana mettono giu il 16-19. Poi sul 20 punto arriva la parità con un servizio di Amouah che mette in difficoltà gli ospiti. Falabella sceglie di far entrare Kindgard e nel finale è un continuo punto a punto. Un tocco a richiesto al video check da parte dei lagonegresi annulla la prima palla set dei siciliani è il 24-24. A chiudere il set ci pensa Maiorana che mette giù il trentesimo punto. (Paola Vaiano)

Ott 122017
 

Da Palermo al Lago Maggiore a piedi in sette mesi: così Darinka Montico ha deciso di sfidare se stessa e inseguire il suo sogno, quello di camminare. È partita dalla Sicilia per arrivare dopo 2.900 km a Baveno, il suo paese, senza soldi, solo con lo zaino e due paia di scarpe. E passo dopo passo, ha iniziato a raccogliere i sogni delle persone che incontrava lungo il cammino. Perché, in fondo, le persone desiderano solo essere ascoltate con il cuore.
Il 15 Ottobre arriva a Francavilla sul Sinni presso il Circolo ARCI FrancaViva dalle ore 18:30. UNICA DATA IN BASILICATA.

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Lug 102016
 

Reati ambientali in leggera flessione ma crescono gli arresti: primi segnali di una inversione
di tendenza dopo l’introduzione dei delitti contro l’ambiente nel Codice penale.
In Basilicata si conferma la tendenza nazionale con 477 reati accertati e 11 arresti
Ciclo dei rifiuti e cemento selvaggio i settori principi dell’illegalità
Aumentano gli incendi

Reati ambientali in leggera flessione con 477 infrazioni accertate (1,7 % sul totale nazionale) e arresti in crescita (11) principalmente nell’ambito del ciclo dei rifiuti (con 135 denunce 7 arresti e 14 sequestri e la Basilicata sedicesima tra le regioni italiane) e dell’abusivismo edilizio (151 sono gli illeciti legati al ciclo del cemento, con Potenza che si colloca al dodicesimo posto tra le province italiane). In aumento gli incendi dolosi-colposi (153 con ben 22 denunce) e i reati a danno del patrimonio boschivo. É questo il quadro che emerge per la Basilicata dal Rapporto Ecomafia 2016, le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia, edito da Edizioni Ambiente con il sostegno di Cobat e che vede la regione posizionarsi al sedicesimo posto nella classifica generale dell’illegalità ambientale.

“Pur non rientrando tra le realtà più problematiche, la Basilicata è al quarto posto in Italia per numero di arresti e il dato ci preoccupa non poco perché se da un lato dimostra l’efficacia dell’azione di intervento delle forze dell’ordine, dall’altro evidenzia una lacuna nelle attività di prevenzione degli organi di controllo e tutela – afferma Alessandro Ferri, presidente di Legambiente Basilicata Onlus. La vicenda Val d’Agri, non citata in questo dossier perché si riferisce ai dati del 2015, è l’esempio concreto di come solo attraverso l’intervento del NOE si è scoperchiato un sistema poco trasparente di trattamento e gestione dei rifiuti speciali provenienti dall’attività del Centro Oli di Viggiano. La prevenzione deve essere la moneta buona che scaccia quella cattiva: è necessario creare lavoro attraverso nuovi filoni di sviluppo economico e produttivo nei territori più a rischio, puntando su qualità ambientale e legalità”

La nostra regione conferma quanto sta avvenendo a livello nazionale dove, nella lotta all’ecomafia e agli ecoreati, arrivano i primi segnali di un’inversione di tendenza dopo l’introduzione della legge sui delitti ambientali nel codice penale e un’azione più repressiva ed efficace. Nel 2015 diminuiscono gli illeciti ambientali accertati, sono 27.745. Per dirla in altro modo, più di 76 reati al giorno, più di 3 ogni ora. Salgono a 188 gli arresti, mentre diminuiscono le persone denunciate 24.623 e i sequestri 7.055. Sono 18mila gli immobili costruiti illegalmente. In calo le infrazioni nel ciclo del cemento e dei rifiuti.

Crescono, invece, a livello nazionale gli illeciti nella filiera agro-alimentare, i reati contro gli animali e soprattutto gli incendi, con un’impennata che sfiora il 49%. Roghi che hanno mandato in fumo più di 37.000 ettari, più del 56% si è concentrato nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso. In calo il business delle ecomafie che nel 2015 è stato di 19,1 miliardi, quasi tre miliardi in meno rispetto all’anno precedente (22 miliardi). Un calo dovuto principalmente alla netta contrazione degli investimenti a rischio nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, che hanno visto nell’ultimo anno prosciugare la spesa per opere pubbliche e per la gestione dei rifiuti urbani sotto la soglia dei 7 miliardi (a fronte dei 13 dell’anno precedente).

Numeri e risultati che raccontano il lento ma grande cambiamento che ha preso il via nel 2015, con l’approvazione della legge sugli ecoreati, e continua nel 2016, anno in cui si cominciano a raccogliere i primi frutti di un’azione repressiva più efficace e finalmente degna di un paese civile che punisce davvero chi inquina. Nei primi otto mesi dall’entrata in vigore della legge sono stati contestati 947 ecoreati, con 1.185 denunce dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto e il sequestro di 229 beni per un valore di 24 milioni di euro. Sono 118 i casi di inquinamento e 30 le contestazioni del nuovo delitto di disastro ambientale. Ma per contrastare le ecomafie c’è ancora da fare, dato che la criminalità organizzata la fa ancora da padrone (sono 326 i clan censiti) e la corruzione rimane un fenomeno dilagante, è il volto moderno delle ecomafie che colpisce ormai anche il nord Italia. Senza dimenticare che la criminalità organizzata continua la sua pressione nelle aree boschive e agricole, e nel mercato illegale del legno, del pellet e della biodiversità. Per questo Legambiente, torna oggi a ribadire l’importanza di continuare a rafforzare il quadro normativo con leggi ad hoc che tutelino anche la filiera agroalimentare, i beni culturali e l’istituzione di una grande forza di polizia ambientale diffusa sul territorio.

Dati Ecomafia – Nonostante il calo complessivo dei reati nel 2015, cresce l’incidenza degli illeciti nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), dove se ne sono contati ben 13.388, il 48,3% sul totale nazionale (nel 2014 l’incidenza era del 44,6%). La Campania con 4.277 reati, più del 15% sul dato complessivo nazionale, è la regione con il maggior numero di illeciti ambientali seguita da Sicilia (4.001), Calabria (2.673), Puglia (2.437) e Lazio (2.431). Anche su base provinciale la Campania gode di un primato tutt’altro che lusinghiero: le province di Napoli e Salerno sono tra le due più colpite, rispettivamente con 1.579 e 1.303 reati, seguite da Roma (1.161), Catania (1.027) e Sassari (861).

La corruzione è un fenomeno sempre più dilagante nel Paese, è l’altra faccia delle ecomafie, e facilita ed esaspera il malaffare in campo ambientale in maniera formidabile. Dal 1 gennaio 2010 al 31 maggio 2016 Legambiente ha contato 302 inchieste sulla corruzione in materia ambientale, con 2.666 persone arrestate e 2.776 denunciate. La Lombardia è la regione con il numero più alto di indagini (40), seguita da Campania (39), Lazio (38), Sicilia (32) e Calabria (27). La pressione dell’abusivismo continua senza tregua e non si ferma nemmeno dinanzi alla crisi generale del settore edilizio. Secondo le stime del Cresme, se nel 2007 l’abusivismo edilizio pesava per circa l’8% sul totale costruito, nel 2015 la percentuale è pressoché raddoppiata e destinata in prospettiva a crescere anche negli anni a seguire. Detta in altro modo, nel 2015 sarebbero stati costruiti altri 18.000 immobili completamente fuori legge. Impressionanti anche i dati complessivi sul ciclo del cemento: nel 2015 sono stati accertati quasi 5mila reati, 13 al giorno, e sono stati effettuati 1.275 sequestri. La Campania si conferma regione leader, con il 18% delle infrazioni su scala nazionale, davanti a Calabria, Lazio e Sicilia. Anche su scala provinciale, quelle campane battono tutte le altre, con in testa Napoli (301 reati), poi Avellino (260), Salerno (229) e Cosenza (199).

Per quanto riguarda le attività organizzate di traffico illecito dei rifiuti, secondo quanto disciplinato dall’articolo 260 del d.lgs. 152/2006, al 31 maggio 2016 le inchieste sono diventate 314, con 1.602 arresti, 7.437 denunce e 871 aziende coinvolte in tutte le regioni d’Italia, a cui sia aggiungono 35 Stati esteri (14 europei, 7 asiatici, 12 africani e uno dell’America Latina), per un totale di oltre 47,5 milioni di tonnellate di rifiuti finiti sotto i sigilli. Solo nelle ultime 12 inchieste di quest’ultimo anno e mezzo (gennaio 2015-maggio 2016) le tonnellate sequestrate sono state 3,5 milioni, più o meno l’equivalente di 141 mila tir.
Preoccupano gli illeciti legati alla filiera dell’agroalimentare: nel corso del 2015 sono stati accertati 20.706 reati e 4.214 sequestri. Il valore complessivo dei sequestri effettuati ammonta a più di 586 milioni di euro. Il numero più alto di infrazioni penali è stato riscontrato tra i prodotti ittici con ben 6.299 illegalità accertate, mentre tra le tipologie specifiche di crimini agroalimentari la contraffazione è tra le più diffuse e colpisce principalmente i prodotti a marchio protetto, come l’olio extravergine di oliva, il vino, il parmigiano reggiano e così via. In espansione il fenomeno del caporalato: sono circa 80 i distretti agricoli, indistintamente da nord a sud, nel quale sono stati registrati fenomeni di caporalato. Nel 2015 le ispezioni sono cresciute del 59% ma con esiti davvero negativi, in pratica più del 56% dei lavoratori trovati nelle aziende ispezionate sono parzialmente o totalmente irregolari, con 713 fenomeni di caporalato registrati dalle autorità ispettive.

Le Ecomafie continuano i loro affari anche nel racket degli animali con 8.358 reati commessi nel 2015. A rischio anche i beni culturali: lo scorso anno ne sono stati recuperati o sequestrati dalle forze dell’ordine per un valore che supera abbondantemente i 3,3 miliardi. Un valore 6 volte superiore a quello registrato nell’anno precedente, quando si era “fermato” intorno ai 530 milioni. Invece per quanto riguarda i roghi, alla Campania va la maglia nera per il numero più alto di infrazioni, 894 (quasi il 20% sul totale nazionale), seguita da Calabria (692), Puglia (502), Sicilia (462) e Lazio (440).

Le proposte
Se il 2015 è stato un anno spartiacque grazie all’introduzione della legge 68/2015, come dimostra questo Rapporto, rimangono ancora molti fronti aperti sul piano normativo. Per questo l’associazione ambientalista torna a ribadire che per una corretta applicazione della legge sugli ecoreati è fondamentale che le procure sviluppino una prassi operativa comune e condivisa, magari seguendo l’esempio di quegli Uffici giudiziari che già si sono mossi in questa direzione. Tra le altre proposte che lancia oggi Legambiente:

– mettere in campo un’azione di formazione sulla nuova legge per tutti gli attori del sistema di repressione dei reati ambientali e definire linee guida nazionali per garantire una uniforme applicazione in tutto il paese della parte sesta-bis del Codice ambientale, quella che riguarda i reati minori che non rientrano tra i nuovi delitti previsti dalla legge 68, fino a oggi non completamente garantita (a tal proposito vale la pena segnalare l’accordo siglato in Emilia Romagna tra Procura generale, Procure della Repubblica, Noe dei Carabinieri e Corpo forestale dello stato che individua nell’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia Romagna l’organo tecnico per l’asseverazione delle prescrizioni);

– una presa di posizione seria e unanime da parte delle classi dirigenti nazionali e locali contro l’abusivismo edilizio per dare nuovo vigore agli abbattimenti dei manufatti che ancora oggi sfregiano il territorio, con l’approvazione di una legge per snellire l’iter di abbattimento degli ecomostri;

– la rapida approvazione del ddl che tutela il Made in Italy enogastronomico, ora al vaglio delle competenti commissioni parlamentari. Un ddl che se approvato introdurrebbe nuovi delitti come il disastro sanitario e di agropirateria a tutela dei prodotti di qualità. In particolare si migliorerebbe il Codice penale per contrastare al meglio la contraffazione (con aggravante per i prodotti Igp e Doc), le frodi in commercio, la vendita di alimenti con segni mendaci anche con la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Inoltre sarebbe importante un nuovo intervento in tema di caporalato, odioso fenomeno che sta diventando sempre più esplosivo;

– una maggiore attenzione legislativa al patrimonio di biodiversità sotto attacco delle ecomafie, anche attraverso l’inserimento di un nuovo articolo nel Codice penale con adeguate sanzioni relative alle attività illecite inerenti fauna e flora protette;
– l’aggiornamento della legge per contrastare le archeomafie al fine di rendere sempre più adeguata la forza deterrente rispetto alla gravità dell’azione criminale su beni culturali e reperti archeologici. Se si esclude il delitto di ricettazione, che prevede pene fino a otto anni di reclusione, in generale le sanzioni previste a tutela dei nostri tesori sono davvero irrisorie;

– L’istituzione di una grande forza di polizia ambientale sempre più diffusa sul territorio nazionale, mettendo a sistema le migliori esperienze messe in campo dall’Arma dei carabinieri e dal Corpo forestale dello Stato;

– un vero e proprio cambio di paradigma economico: l’economia ecocriminale si combatte promuovendo un’economia civile, fondata sul pieno rispetto della legalità, sui principi della sostenibilità ambientale e della solidarietà, capace di creare lavoro, soprattutto per le giovani generazioni, e crescita pulita; contribuire alla custodia dei patrimoni del nostro Paese, a cominciare dalle sue ricchezze naturali e paesaggistiche, e alla valorizzazione dei suoi straordinari talenti.

Il rapporto Ecomafia è stato realizzato, come ogni anno, grazie alla collaborazione delle forze dell’ordine (l’Arma dei carabinieri, il Corpo forestale dello Stato e delle regioni e delle province a statuto speciale, la Guardia di finanza, la Polizia di Stato, le Capitanerie di porto), e gli altri organi di polizia giudiziaria l’Ufficio antifrode dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, le Polizie provinciali, la Direzione Investigativa Antimafia, la Direzione nazionale antimafia.

ECOMAFIA 2016, Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia, è edito da Edizioni Ambiente con il sostegno di Cobat. Il testo è in vendita nelle librerie. Collana: Saggistica. Formato: 15×23. 192 pagine, 22,00 euro
ISBN 978-88-6627-192-5

Le storie e i numeri del crimine ambientale, regione per regione, le notizie di attualità e numerosi approfondimenti sono disponibili sul portale www.noecomafia.it.

legambiente

Feb 092016
 

Ultimo giorno di servizio il 2 febbraio 2016 per il Ten. Col. Giuseppe Lettini, Comandante del Reparto Operativo dei Carabinieri di Arezzo.
L’Ufficiale, al compimento del 60° anno, è stato posto in congedo per i limiti di età.
Il Ten. Col. Lettini, nato a Catania il 2 febbraio 1956, ha iniziato la carriera militare nel 1977.
Ha frequentato l’87° Corso A.U.C. presso la Scuola Allievi Ufficiali e Sottufficiali di Artiglieria in Foligno (PG), l’87° Corso Tecnico Professionale, il 14° Corso Applicativo e il 7° Corso di Istituto, presso la Scuola Ufficiali Carabinieri in Roma.
Prima di assumere nel 2009 il Comando del Reparto Operativo dei Carabinieri di Arezzo, è stato Comandante di Plotone Fucilieri del 12° Battaglione Carabinieri “Sicilia” in Palermo; Comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile di Caltanissetta; Comandante del Nucleo di Polizia Giudiziaria di Caltanissetta; Comandante della Compagnia di Viareggio (LU); Comandante della Compagnia di Vercelli; Comandante del Reparto Operativo di Savona; Comandante del Reparto Comando della Scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze e Dirigente dell’Agenzia di Sicurezza Interregionale di Messina.
L’Ufficiale è stato insignito della medaglia militare d’Oro al merito di lungo comando (nell’anno 2002); della croce d’Oro per anzianità di servizio militare (2003); della onorificenza di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana” (2004), della Medaglia Mauriziana al merito di dieci lustri di carriera militare (2005), della onorificenza di Ufficiale dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana” (2013), della onorificenza di Cavaliere di merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio (2015) e della onorificenza di Cavaliere dell’Ordine Equestre di Sant’Agata (2016).
Il padre dell’Ufficiale, Rocco, era originario di Laurenzana (PZ).

carabinieri081

Nov 122015
 

La Gec Software- Software per l’edilizia venerdì 20 novembre 2015 dalle ore 09:30 alle 13:00 , con il patrocinio del Collegio dei Geometri e Geometri laureati della Provincia di Potenza e la partnership dell’Istituto di Istruzione Superiore “Einstein – De Lorenzo” di Potenza, organizza il Seminario di Aggiornamento professionale DRONEVENT. “Il Drone per rilievi di piccola e media entità” presso l’Aula Magna dell’ I.S.S. “Einstein – De Lorenzo” in Via Sicilia, 4 a Potenza.

Durante il seminario i partecipanti potranno prendere parte alla sessione di volo con il Drone e al termine della sessione verranno scaricati i dati e rielaborate le relative immagini.

L’obiettivo dell’azienda Gec Software e del Collegio è quello di formare i tecnici per rilanciare la propria formazione e, grazie al Drone, aprire nuovi scenari e nuove opportunità, accedendo a luoghi e quote prima inaccessibili.

Si parte proprio dalla scuola per dare l’opportunità ai futuri professionisti di entrare a stretto contatto con le realtà lavorative di aziende e Collegi.

Per info:

Mail: naike@gecsoftware.it

Pagine da dronevent-potenza

Ott 272015
 

Almeno una ventina di gruppi criminali tra gli anni Settanta e gli anni Novanta riconosciuti come associazioni mafiose, con tanto di sentenze; e poco conta se non erano composti solo da lucani ma anche da calabresi e pugliesi: si muovevano in Basilicata e hanno fatto razzia in Basilicata.
Un’associazione criminale di stampo mafioso completamente autoctona denominata Basilischi nata a metà degli anni Novanta e stroncata in tempo da magistratura e forze dell’ordine, ma non così in tempo da evitargli due gradi di condanna per 416bis.
Almeno una sessantina i morti ammazzati negli ultimi cinquant’anni in regolamenti di conti e guerre fra clan, di cui quasi una trentina negli ultimi venti anni; ai quali aggiungiamo sei persone scomparse nel nulla e mai più ritrovate e almeno altri dieci morti ammazzati ma dei quali mai nessuno ci ha detto perché, e chi è stato.
Sono i numeri dell’altra Basilicata e della parte più oscura di questa nostra meravigliosa regione.
Se li confrontiamo al sangue e alle storie raccontate nel film “Il padrino” forse ha ragione Francis Coppola ad affermare che dalle nostre parti non c’è mafia – e comunque non c’è quella mafia –, tuttavia ci permettiamo di dire che il sangue di 60 persone in cinquant’anni è rosso quanto quello di 60 persone in un giorno, e che nelle aule di Tribunale il 416bis sentenziato in Sicilia ha la stessa valenza di quello decretato in un tribunale lucano. Senza trascurare quelle dinamiche chiaramente mafiose che ritroviamo in non poche storie di persone scomparse o uccise senza un perché.
Ma non è sui numeri che ci soffermiamo, quanto su quello che qualche anno fa leggevamo in una Relazione del Ministero dell’Interno: “la criminalità lucana denominata basilischi ha mostrato il volto di una mafia violenta, radicata nel territorio, capace di fare proseliti e costruire consenso. È collusa con il potere politico e protesa verso i centri massonici occulti pronta a spartirsi i ricchi affari che nascono dai finanziamenti comunitari e pubblici”.
Siamo certi che il celebre e prestigioso regista sia d’accordo con noi nell’affermare che la mafia con la quale oggi in Italia abbiamo a che fare si è abbastanza evoluta rispetto a quella che raccontava magistralmente ne “Il padrino”, e che anche in Basilicata il metro di misura che ne certifica la presenza così come sancito dal 416 bis non è tanto l’esistenza della povertà – che però ci permettiamo di ricordare vale per molti in Basilicata ma non per chi gode di quei “finanziamenti comunitari e pubblici” – ma “la forza di intimidazione”, “la condizione di assoggettamento” e “l’omertà”: tre requisiti che purtroppo fanno sempre più parte della vita sociale, economica, culturale e politica della nostra terra.
Se poi a questo aggiungiamo l’inquietante silenzio calato su questi argomenti negli ultimi anni e l’annunciato devastante scippo della Corte d’Appello di Potenza con tutto quello che ne consegue sul versante delle investigazioni in tema di criminalità organizzata, allora ci permettiamo di chiedere al signor Coppola di essere preoccupato con noi non solo perché in Basilicata, così come ultimamente ci ha ricordato la Direzione investigativa antimafia, “le nuove leve, rappresentate dai figli dei boss e dei principali affiliati, ora detenuti occupano oggi la scena criminale”, ma soprattutto per una mafia che anche dalle nostri parti temiamo stia diventando sistema.

don Marcello Cozzi

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Giu 262015
 

Si è tenuta a Potenza, presso la sala dell’arco del Comune, alla presenza dei Consiglieri Comunali Mario Guarente, Antonio Vigilante, dell’assessore comunale Annalisa Percoco, del Sindaco Dario De Luca e del Consiglire Regionale Aurelio Pace, la conferenza stampa di “Una Potenza di Festival – rassegna della canzone partenopea”, organizzata da “Radio Potenza Centrale…è una potenza di radio”, manifestazione inserita nel cartello degli eventi del “maggio potentino”, con il patrocinio del comune di Potenza e della Regione Basilicata, che si terrà il giorno 27 Giugno 2015 alle 20,30 presso il Centro Sociale di Malvaccaro a Potenza con ingresso gratuito. Grazie a “Lo Spuntino” sarà anche allestito un punto ristoro. La manifestazione avrà anche uno spazio dedicato alla beneficenza, con una raccolta fondi destinata alle iniziative dell’Associazione Sportiva Dilettantistica “Potenza Equitazione” per gli “amici cavalli”. Essa avrà una portata interregionale. Parteciperanno circa 25 artisti neomelodici partenopei, provenienti dalle regioni del sud di Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, oltre che dalla Basilicata stessa. Alla manifestazione prenderanno parte, come ospiti, anche alcuni “big” del genere musicale. Il tutto sarà organizzato da Radio Potenza Centrale, storica emittente potentina operante nel settore dal 1976 e che conta circa 325.000 ascoltatori settimanali in tutto il meridione d’ Italia, la quale seguirà l’ evento in diretta, come anche avverrà sul web. Il festival è organizzato con la formula della rassegna musicale. Presenti alla presentazione anche gli organizzatori Antonio Postiglione, direttore artistico di Radio Potenza Centrale, Giuseppe Postiglione, direttore editoriale e Gianni Penna, responsabile della Girolandia Spettacoli e presentatore della serata.
Antonio Postiglione a proposito ha dichiarato: “sono molto orgoglioso per essere riuscito a portare a Poteza il meglio degli artisti neomelodici napoletani, genere molto diffuso nel territorio di copertura della nostra emittente radiofonica, leader di ascolti e assoluta protagonista del settore”. Il Consigliere Pace dal canto suo ha affermato: “non poteva essere che la radio al centro del Sud, Radio Potenza Centrale, a portare ancora una volta il Sud al centro. Sostengo con forza l’evento anche per la portata identitaria che esso ha. Bisogna che il Mezzogiorno ritorni centrale nelle politiche nazionali. E rivalutarne le tradizioni identitarie, come i suoi costumi musicali, è una occasione formidabile e da non perdere per innalzare il livello di visibilità dei nostri territori”. A Pace fa sponda l’assessore Percoco “non appena ho appreso dell’idea ho deciso subito di sostenerla. Porteremo in città centinaia di persone da tutte le regioni limitrofe. Mi complimento per il lavoro dell’emittente, la quale, con vero spirito di partecipazione, ha voluto organizzare l’importante evento addirittura con la formula dell’ingresso gratuito. Essa bene si incastra con le iniziative del “maggio potentino”. Il consigliere Guarente ha puntualizzato: “un evento importante per la nostra comunità. Una rassegna del genere musicale mancava in città. Siamo contenti di poterla sostenere. Con questa e con le altre iniziative che abbiamo sostenuto il “maggio potentino” è stato di assoluto rilievo”. Chiude il Sindaco De Luca “ringrazio Radio Potenza Centrale, sempre di più riferimento per l’intrattenimento e l’informazione del nostro territorio. Eventi di questa portata sono utili a portare un messaggi positivo alla nostra città che vive un momento di forte difficoltà. Sono orgoglioso di accogliere tanti artisti che arriveranno dalle regioni limitrofe portando con se i tanti fan che li seguono: una occasione per far conoscere in positivo la nostra città. Poi con la musica partenopea avremo anche il modo di sdrammatizzare sulla nostra vicenda comunale con un bel: “scurdammoce o passatot”.
Ufficio Stampa
“Una Potenza di festival”

conferenza stampa