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Lug 142018
 

Si terrà a Brienza sabato 28 uglio alle ore 20.30 la presentazione della raccolta di poesie di Guido Lopardo dal titolo “La Corazza di Ettore”. L’evento fa parte della rassegna Serate d’Autore nell’ambito dell’iniziativa Brienza Città D’Arte, promossa dall’Assessorato alla Cultura del comune.

Pubblicata a dicembre 2017, la raccolta di Guido Lopardo è stata presentata a Milano presso la Casa delle Arti – Spazio Alda Merini e presso il Gogol’Ostello & Caftè Letterario.

L’incontro sarà moderato da Raffaele Mangieri, che converserà con l’autore. È prevista la lettura di alcune poesie a cura dell’attore Dino Lopardo, con accompagnamento musicale dal vivo.

La Corazza di Ettore

Poesie che parlano del tempo di un uomo. Concepite come finestre attraverso le quali guardare la vita oltre la patina di un percorso ormai concluso, hanno preso la foggia di vasi contenenti distillati delle vicende del proprio vissuto. La Corazza di Ettore è la metafora potente che coglie l’essere umano nell’attimo della consapevolezza, quello in cui con vigore si riappropria di se stesso: quell’io più autentico troppe volte dimenticato o rinnegato, corazza di cuoio che avvolge e non isola, protegge e trasuda. Le parole diventano viaggio e il viaggio si dipana in momenti focali: il confronto schietto con se stesso, il confronto senza filtri con l’amore e il confronto senza sconti con l’indifferenza corale.

Guido Lopardo

Lucano di sangue, pugliese di sole. Curioso del mondo, studioso dell’uomo e fisiologicamente legato all’arte. Si traccia così la forma mistilinea del viaggio e della formazione di Guido Lopardo. Approdato a Milano per motivi professionali, lavora nel mondo della comunicazione, dell’organizzazione di eventi e dell’insegnamento. Dalla passione per la parola scritta e recitata è nata anche la sua prima raccolta di poesie “La Corazza di Ettore”, impronte su carta per condividere le impressioni sulla vita e sulla sua vita. Con la poesia “Ostativo” ha vinto il terzo premio al concorso nazionale “Nuova Scrittura Ermetica 2018”. Insieme all’amico scultore Matteo Volpati, ha realizzato la mostra “Lo Sguardo Altrove – Sculture e Versi contro l’indifferenza corale”. Dopo la prima esposizione a Milano, la mostra è diventata un progetto e, il prossimo autunno, verrà riproposta arricchita di nuovi contenuti.

Nov 292017
 

Un presepe ed una mostra raccontano l’arte, la cultura, la fede e le tradizioni di un popolo e della sua terra.
Due importanti manifestazioni artistiche di impronta lucana, organizzate e fortemente volute dall’Azienda di Promozione Turistica della Basilicata, si svolgeranno nei prossimi giorni a Firenze, città Unesco in ideale gemellaggio con Matera Capitale della Cultura Europea 2019: il presepe lucano del maestro Franco Artese e la manifestazione artistica “Maternità divine. Sculture lignee della Basilicata dal Medioevo al Settecento”.
Franco, Francesco Artese, è nato in Basilicata, dove vive e lavora. Nella sua carriera ha avuto importanti riconoscimenti allestendo presepi monumentali, in collaborazione con APT Basilicata, nelle più importanti città europee, negli Stati Uniti, a Betlemme con l’UNESCO, in Piazza San Pietro a Roma in occasione del Natale 2012, omaggio a S.S. Benedetto XVI. Lo stesso Presepe è stato poi esposto nella diocesi di Goyana in Brasile mentre un’altra sua opera ha fatto da cornice ad importanti eventi tenutisi a Turku, in Finlandia, nel 2013, a New York nel 2015. Un artista di fama mondiale che anche quest’anno ha realizzato un piccolo grande capolavoro nella Basilica fiorentina di Santo Spirito dal tema “L’Infinito diventa uno di noi”.

Il presepe, che verrà presentato alla stampa insieme alla manifestazione artistica sulle sculture in legno “Maternità divine. Sculture lignee della Basilicata dal Medioevo al Settecento” giovedì 7 dicembre alle ore 10:30, sarà inaugurato ufficialmente al pubblico alla presenza del Cardinale Betori e delle autorità locali, lo stesso giorno al pomeriggio, alle ore 17.00, e sarà visitabile fino al 4 febbraio 2018.

I presepi monumentali della Basilicata sono una tradizione natalizia itinerante prossima a festeggiare i dieci anni di vita. Si tratta di opere capaci di raccontare, insieme al mistero della Nascita, la storia, la cultura e il paesaggio di una Terra ricca di naturale spiritualità, millenario crocevia di popoli e tradizioni, che oggi si offre ai visitatori per sorprenderli in un viaggio senza tempo fra chiese rupestri, abbazie, santuari, cattedrali, borghi, in cui rivive la storia dell’umanità intera. Un paesaggio caratterizzato da vicoli e scale, grotte e palazzotti signorili, archi e ballatoi, orti e terrazze, da cui sbucano, improvvisi, i caratteristici comignoli o i campanili delle chiese ipogee impreziosite da affreschi simboleggianti un’arte che lega l’uomo a Dio. Le case scavate nel tufo e incastrate tra loro, evocazione di un sapere artigiano tramandato di padre in figlio, appaiono come merletti che l’Uomo e Madre Natura si sono divertiti a tessere. Sulla scena del presepe si compone un insieme di quadri, con oltre 110 personaggi, che rappresentano diversi momenti della vita quotidiana, in un ambiente semplice e laborioso, che attinge a immagini tratte da riti e tradizioni della civiltà rurale lucana, ancora vive, tra cui: la rappresentazione del Maggio di Accettura, attraverso un gruppo di buoi che, aiutato dagli uomini, traina il tronco di un grande albero; una processione simbolo della forte devozione popolare per la Vergine Maria con fedeli che portano sulle loro teste i “cinti”, composizioni di ceri costruite come fossero architetture, ex voto in cui si compendiano speranze ed attese ma anche attestati di gratitudine per grazie ricevute; il culto della Madonna della Bruna, tra storia e leggenda. Spiega Padre Giuseppe Pagano O.S.A., priore del Convento agostiniano di Santo Spirito: “Questa è la nostra speranza: che nel periodo natalizio chi entra a Santo Spirito possa comprendere di più, attraverso questo presepe, la grandezza di Dio attraverso la sua piccolezza e anche la grandezza dell’uomo grazie proprio al dono dell’Incarnazione”.
Dal 16 dicembre al 24 marzo 2018 nel Complesso monumentale espositivo dell’Opera di Santa Croce si svolge la manifestazione artistica: “Maternità divine. Sculture lignee della Basilicata dal Medioevo al Settecento”. Il progetto è promosso e sostenuto dall’APT Regione Basilicata. Partner del progetto è la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Basilicata, il Comune di Firenze-Ufficio UNESCO e l’Opera di Santa Croce di Firenze.
Francesco Canestrini, direttore Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio della Basilicata ha poi affidato la cura scientifica della mostra ad Elisa Acanfora, professoressa associata di Storia dell’Arte Moderna dell’Università della Basilicata, che spiega: “Si tratta di una mostra che intende portare e far conoscere fuori regione alcuni capolavori di scultura lignea della Basilicata, mai usciti sinora fuori dai confini regionali. Le sculture, di grandi dimensioni e di grande pregio, spaziano dal Medioevo al Settecento e vertono sul tema della Natività, rappresentato da varie Madonne con il Bambino e da un gruppo con la Sacra Famiglia, cui viene affiancato un busto di San Giuseppe con il Bambino, un soggetto che spesso si accompagna a quello della ‘maternità divina’. È, dunque, la prima rassegna a presentare con ampiezza cronologica, se pur con una scelta mirata, il vasto e prezioso patrimonio lucano nel campo della statuaria lignea”. Saranno esposte una selezione di opere, un quindicina circa, che sono state restaurate da poco dalla Soprintendenza della Basilicata, come maggiormente rappresentative del grande patrimonio di scultura lignea policroma che si conserva nella regione lucana. “Si tratta di opere uscite da ateliers locali ma anche frutto dei più importanti scultori meridionali che furono attivi in varie zone del Regno di Napoli” sottolinea la professoressa Acanfora “Queste opere di provenienti dal territorio offrono così la duplice possibilità di apprezzare alcuni importanti artisti lucani e insieme i maggiori scultori dell’Italia meridionale, come Giovanni da Nola, che furono operosi anche per la Basilicata”. Due eventi importanti che mettono in luce le eccellenze della Basilicata come sottolineano in una nota congiunta Marcello Pittella, Presidente della Regione Basilicata e Mariano Schiavone, Direttore APT Basilicata: “La Basilicata intera rivive nel Presepe di Francesco Artese, nei volti e nei gesti delle donne, degli uomini e dei bambini che animano la scena che precede la grotta della Natività. Un momento di vita senza tempo, che sospende lo sguardo e il cuore tra realtà e immaginazione. Non v’è dubbio che la storia divulgata con tale forza narrativa ed evocativa rappresenti il cardine del turismo culturale, viatico formidabile di conoscenza al quale la Basilicata si affida con convinzione da tempo, stringendo accordi di collaborazione con città e regioni, iniziative rafforzate in vista del 2019, anno in cui sarà Matera la Capitale europea della Cultura chiamata a rappresentare l’Italia intera. In questo contesto si inscrive la presenza della Basilicata a Firenze con il presepe monumentale dei Sassi di Matera e la mostra di sculture lignee “Maternità Divine”, iniziative ospitate nella meravigliosa cornice che solo questa Città sa offrire agli occhi del mondo, nel solco del comune interesse per la valorizzazione della storia e della cultura del nostro Paese”.

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Nov 022015
 

Si è inaugurata il 28 ottobre scorso, presso la Casa Italiana Zerilli Marimò della New York University, una grande mostra dedicata alle opere di Roberto Almagno, uno degli artisti italiani più originali del panorama nazionale. L’evento di eccezionale importanza, introdotto da Giuseppe Appella, ha portato, nel cuore della grande mela, un pezzo della nostra terra, la Lucania, luogo di ispirazione e di ricerca, ormai da diversi anni, per numerosi artisti.
La residenza che il Maestro Almagno, lo scorso luglio, per una settimana, con le sue tre assistenti e tanti volontari, ha tenuto nei boschi di Castronuovo Sant’Andrea, un piccolo paese della Lucania antica arroccato sulle montagne del Parco Nazionale del Pollino, dopo aver prodotto la mostra londinese nella Rosenberg Gallery, ha chiarito definitivamente la genesi di un lavoro che dalla natura parte e alla natura ritorna, nonostante i molteplici passaggi ai quali viene sottoposto il legno, matrice unica e irrinunciabile delle sue opere. Il bosco di Magrizzi, località amena di Sella del Titolo, situata nel territorio castronovese, ha sin da subito acceso la fantasia dell’artista. Le forme naturali dagli alberi, la loro disposizione sul suolo, le striature delle pietre, il gioco di luci creato dal movimento delle foglie e le linee tracciate dalle liane nello spazio, hanno suggerito ad Almagno, di volta in volta, sculture di Melotti, Calder, Chillida e molti altri, non escluse le sue, trasformando la ricerca del materiale utile al suo lavoro in un frenetico ripasso della storia dell’arte contemporanea.
Nate a livello del suolo, le liane si inerpicano sui tronchi degli alberi, spesso per oltre dieci metri, e con grovigli inestricabili, nella corsa verso la luce, si ingrossano entrando in competizione con gli stessi alberi. Mimano, in sostanza, la tensione dell’artista intento a vedere e a sentire le cose della terra premendovi il proprio corpo e conservandone le tracce. La forma naturale, in studio, viene del tutto cancellata, non a caso attraverso lo stesso processo di scorticamento e di abrasione che la liana esercita sulle altre piante. Il ciclo di rigenerazione dell’artefatto prelevato dal bosco, portato a farsi sistema plastico autonomo, ricomincia nell’istante in cui i vari elementi delle diverse composizioni assumono, per terra o sulle pareti, con libera inventiva, una nuova e insperata qualità estetica, e fissano nettamente i rapporti tra volumi e spazio. Come le liane, diventano corpo inglobando gli spazi vuoti dai quali sono circondati.
Sulla scia di Roberto Almagno, quest’anno, per tutto il mese di ottobre, anche il giovane scultore Giuseppe Capitano si è rifugiato nei boschi del Parco Nazionale del Pollino per cercare ispirazione. La sua ricerca, condotta nel territorio di Terranova del Pollino, ha ispirato numerosi disegni dei panorami del luogo, realizzati con i carboni prodotti dalla combustione di diverse tipologie di legnetti offerti dal bosco come il salice, la quercia e il pino. Le pietre, raccolte durante le interminabili giornate trascorse nel silenzio della natura interrotto soltanto dal fruscio del vento tra gli alberi, ripulite del loro strato superficiale, diventeranno piccole sculture che anche Capitano, come Almagno, collocherà al centro della prossima mostra presso La Nuova Pesa di Roma.
L’artista della canapa ha scoperto, durante questa sua esperienza lucana, nuovi materiali ugualmente congeniali al suo mondo espressivo e ritornerà, nei prossimi mesi, a Castrounuovo Sant’Andrea per nuove ricerche artistiche.
Come si vede, non è soltanto il mondo del cinema ad essere attratto dai paesi lucani ma anche quello dell’arte, da sempre attento ai luoghi incontaminati.

NOTIZIE BIOGRAFICHE
Roberto Almagno è nato ad Aquino nel 1954. A Roma, è allievo prima di Giuseppe Mazzullo, poi, all’Accademia di Belle Arti, di Pericle Fazzini, che avrà un peso determinante nel percorso della sua ricerca artistica e nello sviluppo del suo lavoro. Nel 1975 partecipa alla “X Quadriennale di Roma” e nel 1976, a Livorno, tiene la sua prima mostra personale. Nel 1994 partecipa al “46° Premio Michetti” vincendo il premio con la scultura Malena. Da questo momento, tiene numerose e significative mostre personali e collettive in Italia e all’estero (Bruxelles, 2003; Colonia, 2006; Shangai e Pechino, 2007; Sarajevo, Sofia, Budapest, Sibiu, Bucarest, Varsavia, Santiago del Cile, 2007-2008). Nell’aprile 2009 espone l’opera Memoria al 798 di Pechino. Nel 2010 partecipa all’EXPO di Shangai nell’ambito dell’Esposizione Universale 2010. Nel 2011 prende parte, tra l’altro, alla Fiera Internazionale di Arte Contemporanea di Bologna ed espone l’opera Memoria presso la Galleria Rosenfeld di Londra nell’ambito della mostra “Memory. Contemporary International sculpture”. Nel 2012 tiene le mostre “Roberto Almagno. The perfection of form” presso la Galleria Rosenfeld di Londra e la doppia mostra personale “La luce oscura della materia. Roberto Almagno / Sandro Sanna” al Museo Carlo Bilotti di Roma. Nel 2014, con le liane di Castronuovo Sant’Andrea, è al centro della mostra “Wood”, nella Galleria Rosenfeld di Londra.

Nato a Campobasso nel 1974, Giuseppe Capitano vive e lavora a Roma. Si laurea in Ingegneria elettronica ma una serie di eventi lo portano a vivere la passione per l’arte, inventando, in un percorso solitario, un proprio linguaggio che lo ha reso uno dei più significativi artisti contemporanei italiani. Espone per la prima volta con una sua personale nel 2004, a cura di Fabio Sargentini, nella Galleria l’Attico, fulcro dell’arte contemporanea a Roma. In seguito è al Mart, il Museo d’Arte Contemporanea di Trento e Rovereto nel 2008, con la personale dal titolo ”Giuseppe Capitano. Qualcosa di giallo”. Alle numerose mostre personali e collettive, si aggiunge, nel 2012, la sua partecipazione al “Periplo della scultura italiana contemporanea 3” nelle Chiese rupestri di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci a Matera.

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Mar 192015
 

Dino Vincenzo Patroni sculture e medaglista, originario di Salerno ma lucano d’adozione, è impegnato in questo periodo nella medaglia celebrativa per i 50 anni della posa della statua del Cristo Redentore a Maratea.
Dino Vincenzo Patroni è nato a Salerno nel 1947. Figlio d’arte, proviene da una famiglia di scultori campani, specialisti in statue ed in monumenti in marmo e in bronzo presenti in Italia e all’estero (un suo bisononno ha insegnato Arte a Chicago, negli Usa, agli inizi del ’900). Fin da giovanissimo si è trasferito a Maratea dove vive con la sua famiglia. Ha insegnato nelle Accademie d’Arte di cinque regioni d’Italia. E’ uno sculture medaglista tra i più apprezzati in circolazione.
Nei giorni scorsi ha partecipato ad un incontro con i responsabili di Palazzo Marangoni per mettere a punto una serie di iniziative per il prossimo futuro, a partire dalla presentazione della Medaglia del Cristo di Maratea anche a Lauria. Nell’occasione ha donato alla istituenda biblioteca Brancati una preziosa monografia.

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Mar 192015
 

Dino Vincenzo Patroni è nato a Salerno nel 1947. Figlio d’arte, proviene da una famiglia di scultori campani, specialisti in statue ed in monumenti in marmo e in bronzo presenti in Italia e all’estero (un suo bisononno ha insegnato Arte a Chicago, negli Usa, agli inizi del ‘900). Fin da giovanissimo si è trasferito a Maratea dove vive con la sua famiglia. Ha insegnato nelle Accademie d’Arte di cinque regioni d’Italia. E’ uno sculture medaglista tra i più apprezzati in circolazione.

Dic 182014
 

Si è aperto martedì 16 dicembre, presso i locali della ex scuola elementare di Pisticci, in via Cantisano, il cantiere della III edizione di Meraviglie di Sabbia in versione natalizia, che vede all’opera l’artista Leonardo Ugolini, autore, nel 2001, del primo presepe di sabbia al mondo, realizzato in Emilia Romagna.

Sulla scorta dei successi registrati nel 2011 e nel 2012, con migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia, l’associazione culturale Lykeios torna a riproporre la declinazione invernale del Festival internazionale di sculture di sabbia. Anche quest’anno, gli organizzatori hanno confermato il sodalizio con il maestro Ugolini, direttore artistico della manifestazione estiva, oltre che autore dei primi due Presepi di sabbia realizzati a Pisticci. Dopo aver diretto la famosa Natività di sabbia sulla riviera romagnola, lo scultore pluripremiato a livello mondiale è tornato in Basilicata per trasformare circa 20 metri cubi di arena in una suggestiva opera alta quasi 2 metri.

I personaggi che popolano da centinaia di anni i presepi di tutto il mondo emergeranno dalle piramidi di sabbia compattata, modellati nelle loro fattezze solo attraverso l’uso di spatole e cazzuole. Il metodo con il quale l’artista sta dando forma alla scultura è infatti quello delle casseforme, tecnica desunta dall’edilizia. Nei giorni precedenti l’arrivo di Ugolini, sono state create delle strutture piramidali a gradoni, costruite con pannelli in legno di varie lunghezze. Le forme così ricavate su più livelli sono state riempite con un composto di sabbia e acqua, compattato con i pestelli.

“Il risultato finale del Presepe che sto realizzando dipende da molti elementi, tra cui la tipologia della sabbia”, spiega l’artista che sottolinea: “Come sempre, ho dovuto innanzitutto imparare a conoscere la materia prima a disposizione; trattandosi di un’arena piuttosto difficile da cesellare, ho dovuto apportare le necessarie modifiche al progetto che avevo abbozzato per l’occasione, che in ogni caso non mancherà di stupire chi verrà ad ammirarlo”.

“Dopo un anno di pausa – spiegano gli organizzatori – si sono ricreate le condizioni per portare avanti il nostro percorso partito nel 2008 sulla spiaggia di Marina di Pisticci, con la prima edizione del festival internazionale Meraviglie di Sabbia. In 5 anni, siamo riusciti a portare qui scultori provenienti da Giappone, Texas, Russia, Florida, Belgio, Olanda, Irlanda e Portogallo. Ora, abbiamo fatto un grande sforzo per ricominciare e speriamo che il nostro progetto di valorizzazione e animazione del territorio possa non interrompersi nuovamente”.

Il Presepe di sabbia sarà inaugurato lunedì 22 dicembre e potrà essere visitato gratuitamente per tutto il periodo delle festività natalizie, fino al 6 gennaio 2015. Meraviglie di Sabbia – Christmas Edition è organizzato dall’associazione culturale Lykeios, con il patrocinio del Comune di Pisticci e il contributo del Piot Metapontino Basso Sinni.

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Apr 262014
 

In occasione dei dieci anni dalla scomparsa di Giacinto Cerone (1957–2004), il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma celebra, dal 7 maggio all’14 settembre 2014, uno dei maggiori protagonisti del secondo Novecento italiano, con la mostra Il massimo dell’orizzontale, dedicata alla sua produzione di opere su carta, a cura di Benedetta Carpi De Resmini.
L’esposizione, che rientra nella sezione “Omaggi” – programma del Museo dedicato ai protagonisti che hanno formato le radici storiche dell’arte contemporanea – si snoda attraverso una selezione di oltre trenta disegni, molti dei quali inediti, provenienti da collezioni pubbliche e private.
La tensione emotiva e la fisicità espressiva tipiche delle sculture di Cerone, emergono con la stessa dirompenza nelle sue opere su carta, che rientrano a pieno titolo nel processo creativo dell’artista. I tagli, le torsioni, la lacerazione della materia plastica si trasformano sulla carta in segni nervosi, profili vibranti, grumi di colore, eseguiti impiegando tutto il corpo, steso a terra.
Liberandosi del peso della materia, Cerone spande sul piano orizzontale del foglio la potenza del segno. Opere di grandi dimensioni, come la serie delle Ofelie o degli Argonauti, manifestano una continua e incessante sperimentazione capace di trasformare un elemento naturale – la fioritura di un arbusto, i viluppi di un panno, le figure senza volto – in una visione alchemica. Per Cerone nel disegno le cose cessano di essere ciò che sono per divenire ciò che noi desideriamo che siano. Come un’alchimista lavora con entrambe le mani, disegna con potenza da destra verso sinistra, o viceversa, contemporaneamente.
Completa il percorso espositivo una nutrita documentazione costituita da fotografie, lettere, scritti, estratti di cataloghi e periodici, tutti provenienti dall’Archivio Giacinto Cerone che ha reso possibile, grazie alla sua collaborazione, la realizzazione della mostra.
Il MACRO inoltre pubblicherà un quaderno, edito da MACRO-Quodlibet, che comprende una serie di testi critici inediti accompagnati da una ricca documentazione iconografica.

Biografia
Giacinto Cerone (Melfi 1957 – 2004 Roma), dopo aver frequentato il Liceo Artistico, si trasferisce a Roma dove, presso l’amico Giuseppe Appella, frequenta lo Studio Internazionale di Arte Grafica l’Arco. Nel 1990, per iniziativa di Mauro Zammataro e Corrado Bosi (Galleria Graffiti Now), con la collaborazione di Roberto Monti, si trasferisce per un breve periodo ad Albisola dove presso le Ceramiche S. Giorgio realizza le prime opere di ceramica. Nel 1993, in occasione di una mostra alla Galleria Maurizio Corraini di Mantova, sposta il lavoro sulla ceramica presso la Bottega Gatti di Faenza, che rimane suo punto di riferimento durante tutta la sua carriera. Sempre nel 1993 realizza i primi grandi gessi per la mostra alla Galleria Bonomo di Roma. Negli stessi anni, dalla Lucania, gli vengono spedite placche di moplen che lavora in contemporanea alla vetroresina. Nel 1997 inizia la collaborazione con la stamperia Bulla di Roma. Tra il 1999 e il 2000 frequenta l’Associazione Incontri Internazionali d’Arte entrando nella collezione di Graziella Lonardi Bontempo. Nel 1999 realizza una grande installazione scultorea nello Spazio per l’Arte Contemporanea Tor Bella Monaca. L’anno successivo e poi nel 2003 è alla Galleria David Gill di Londra con due mostre personali. Del 2001 è la mostra al Palazzo delle Esposizioni di Faenza: qui incontra Emilio Mazzoli che gli commissiona i primi e unici marmi eseguiti nello Studio Nicoli di Carrara, entrati nella collezione permanente Mazzoli. Nel 2006 gli viene dedicata una sala al Museo della Scultura di Matera, nel 2007 una retrospettiva al Museo Pericle Fazzini di Assisi. Del 2011 è la prima retrospettiva alla GNAM, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.
Roma, aprile 2014

INFO PUBBLICO
MACRO
via Nizza 138, Roma
Orario: da martedì a domenica, ore 11.00-19.00 / sabato: ore 11.00-22.00 (la biglietteria chiude un’ora prima). Da martedì a domenica dalle ore 11.00 alle ore 21.00 apertura dei cancelli (via Nizza 138 e via Reggio Emilia 54) per accedere agli spazi liberi: foyer, Hall, ristorante, caffetteria, terrazza e spazio Area.

MACRO Testaccio
piazza O. Giustiniani 4, Roma
Orario: da martedì a domenica, ore 16.00-22.00 (la biglietteria chiude 30 minuti prima)

INGRESSO
MACRO via Nizza
Tariffa intera: non residenti 12,50 €, residenti 11,50 €.
Tariffa ridotta: non residenti 10,50 €, residenti 9,50 €.

MACRO Testaccio
Tariffa intera: non residenti 7,50 €, residenti 6,50 €.
Tariffa ridotta: non residenti 6,50 €, residenti 5,50 €.

MACRO via Nizza + MACRO Testaccio
Tariffa intera: non residenti 14,50 €, residenti 13,50 €
Tariffa ridotta: non residenti 12,50 €, residenti11,50 €
Informazioni sugli aventi diritto alle riduzioni: www.museomacro.org

INFO: +39 06 67 10 70 400
www.museomacro.org
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INFO STAMPA
Ufficio Stampa MACRO
stampa.macro@comune.roma.it
Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura
Patrizia Morici / T. +39 06 82 07 73 71 / M. +39 348 54 86 548 / p.morici@zetema.it

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Ago 142013
 

Prosegue l’impegno dell’associazione Terre Lucane teso a valorizzare la cultura in uno dei luoghi tra i più affascinanti dell’intera Basilicata. In occasione dell’evento svoltosi il 12 agosto 2013 sono stati tributati dei riconoscimenti a quanti si sono distinti nel campo professionale, sociale e culturale.
lIn particolare sono stati premiati: l’educatrice Alessandra Gambacorta del centro Exodus, la chirurga oncologa Graziella Marino, Franco Ottomano Presidente del Parco Letterario Albino Pierro, l’artista pittore e sculture Tonino Farina, Giuseppe Di Tommaso regista e giornalista Rai, Rocco Truncitello Presidente del Parco Letterario Isabella Morra, Domenico Bascetta, agricoltore innovativo (produce la zucca-spaghetti).
La serata condotta da Adele Nicoletti e dal pianista Paolo Di Cuio, ha visto anche la partecipazione del cantautore Antonio Labate, dello scrittore Salvatore Verde, dell’ imprenditore e cantore di Albino Pierro Paolo Popia.


La serata


La interviste: Domenico Bascetta, i ragazzi di Exodus, Alessandra Gambacorta, Graziella Marino

Giu 252013
 

E’ stata una presentazione di un libro con tanti spunti di riflessione quella che si è svolta in occasione di “Vivilauria 2013” il 23 giugno scorso. Il giornalista Fabio Amendolara ha parlato della sua inchiesta su Ottavia De Luise. Per l’occasione era presente il responsabile del Lagonegrese di Libera Gerardo Melchionda. E’ stato istituito un riconoscimento alla memoria di Pino Forestieri, l’imprenditore ucciso nel corso di una rapina due anni fa. Per questa prima edizione due sculture realizzate da Franca Iannuzzi sono andate a Fabio Amendolara e agli studenti dell’Isis De Sarlo di Lagonegro accompagnati dalla professoressa Anna Aversa.

Giu 072013
 

La rivista specialistica a diffusione nazionale “In Arte”, con il patrocinio del Comune di Venosa, presenta la prima mostra collettiva di arte contemporanea dal titolo “Un balzo sull’arte”, che si svolgerà dal 5 al 25 luglio 2013 presso il Castello Ducale “Pirro del Balzo” di Venosa (PZ). Una location storica e suggestiva per un evento che si pone l’obiettivo di diffondere l’arte contemporanea attraverso la contaminazione tra differenti forme ed espressioni artistiche, dando vita ad un connubio tra artisti emergenti e artisti già affermati.
La manifestazione è rivolta a tutti gli artisti che operano nei campi della pittura, illustrazione, disegno, arte digitale, grafica, incisione, fotografia, scultura, installazione, artigianato. Il tema è libero, come anche le tecniche e i materiali che possono essere utilizzati. È possibile iscriversi alle selezioni fino a martedì 25 giugno. Una commissione esaminatrice costituita dai componenti della redazione di “In Arte” selezionerà soltanto le migliori opere tra quelle che verranno proposte all’organizzazione, per esporle all’interno della mostra collettiva in programma a Venosa. Criteri fondamentali di valutazione saranno la qualità, la ricerca e l’originalità.
“Un balzo sull’arte” è una delle tante iniziative messe in atto da “In Arte” attraverso il progetto espositivo “In Arte Exhibit”, per dare risalto non solo all’arte e ai suoi protagonisti, ma anche al territorio lucano e al suo patrimonio storico, artistico, culturale e ambientale, per incoraggiare un turismo di alto profilo qualitativo. Eventi artistici di questo tipo vogliono essere uno strumento per dare ampia visibilità alla Basilicata sul piano nazionale e far giungere nei Comuni lucani quanti più visitatori, curiosi di scoprire e conoscere i luoghi e le ricchezze che essi possono offrire.
È possibile avere maggiori informazioni sulle modalità di partecipazione e scaricare il modulo d’iscrizione visitando il sito della rivista “In Arte” all’indirizzo www.in-arte.org oppure contattando la redazione al numero 0971-25683.

Ufficio stampa:
Francesco Mastrorizzi