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nov 022015
 

Si è inaugurata il 28 ottobre scorso, presso la Casa Italiana Zerilli Marimò della New York University, una grande mostra dedicata alle opere di Roberto Almagno, uno degli artisti italiani più originali del panorama nazionale. L’evento di eccezionale importanza, introdotto da Giuseppe Appella, ha portato, nel cuore della grande mela, un pezzo della nostra terra, la Lucania, luogo di ispirazione e di ricerca, ormai da diversi anni, per numerosi artisti.
La residenza che il Maestro Almagno, lo scorso luglio, per una settimana, con le sue tre assistenti e tanti volontari, ha tenuto nei boschi di Castronuovo Sant’Andrea, un piccolo paese della Lucania antica arroccato sulle montagne del Parco Nazionale del Pollino, dopo aver prodotto la mostra londinese nella Rosenberg Gallery, ha chiarito definitivamente la genesi di un lavoro che dalla natura parte e alla natura ritorna, nonostante i molteplici passaggi ai quali viene sottoposto il legno, matrice unica e irrinunciabile delle sue opere. Il bosco di Magrizzi, località amena di Sella del Titolo, situata nel territorio castronovese, ha sin da subito acceso la fantasia dell’artista. Le forme naturali dagli alberi, la loro disposizione sul suolo, le striature delle pietre, il gioco di luci creato dal movimento delle foglie e le linee tracciate dalle liane nello spazio, hanno suggerito ad Almagno, di volta in volta, sculture di Melotti, Calder, Chillida e molti altri, non escluse le sue, trasformando la ricerca del materiale utile al suo lavoro in un frenetico ripasso della storia dell’arte contemporanea.
Nate a livello del suolo, le liane si inerpicano sui tronchi degli alberi, spesso per oltre dieci metri, e con grovigli inestricabili, nella corsa verso la luce, si ingrossano entrando in competizione con gli stessi alberi. Mimano, in sostanza, la tensione dell’artista intento a vedere e a sentire le cose della terra premendovi il proprio corpo e conservandone le tracce. La forma naturale, in studio, viene del tutto cancellata, non a caso attraverso lo stesso processo di scorticamento e di abrasione che la liana esercita sulle altre piante. Il ciclo di rigenerazione dell’artefatto prelevato dal bosco, portato a farsi sistema plastico autonomo, ricomincia nell’istante in cui i vari elementi delle diverse composizioni assumono, per terra o sulle pareti, con libera inventiva, una nuova e insperata qualità estetica, e fissano nettamente i rapporti tra volumi e spazio. Come le liane, diventano corpo inglobando gli spazi vuoti dai quali sono circondati.
Sulla scia di Roberto Almagno, quest’anno, per tutto il mese di ottobre, anche il giovane scultore Giuseppe Capitano si è rifugiato nei boschi del Parco Nazionale del Pollino per cercare ispirazione. La sua ricerca, condotta nel territorio di Terranova del Pollino, ha ispirato numerosi disegni dei panorami del luogo, realizzati con i carboni prodotti dalla combustione di diverse tipologie di legnetti offerti dal bosco come il salice, la quercia e il pino. Le pietre, raccolte durante le interminabili giornate trascorse nel silenzio della natura interrotto soltanto dal fruscio del vento tra gli alberi, ripulite del loro strato superficiale, diventeranno piccole sculture che anche Capitano, come Almagno, collocherà al centro della prossima mostra presso La Nuova Pesa di Roma.
L’artista della canapa ha scoperto, durante questa sua esperienza lucana, nuovi materiali ugualmente congeniali al suo mondo espressivo e ritornerà, nei prossimi mesi, a Castrounuovo Sant’Andrea per nuove ricerche artistiche.
Come si vede, non è soltanto il mondo del cinema ad essere attratto dai paesi lucani ma anche quello dell’arte, da sempre attento ai luoghi incontaminati.

NOTIZIE BIOGRAFICHE
Roberto Almagno è nato ad Aquino nel 1954. A Roma, è allievo prima di Giuseppe Mazzullo, poi, all’Accademia di Belle Arti, di Pericle Fazzini, che avrà un peso determinante nel percorso della sua ricerca artistica e nello sviluppo del suo lavoro. Nel 1975 partecipa alla “X Quadriennale di Roma” e nel 1976, a Livorno, tiene la sua prima mostra personale. Nel 1994 partecipa al “46° Premio Michetti” vincendo il premio con la scultura Malena. Da questo momento, tiene numerose e significative mostre personali e collettive in Italia e all’estero (Bruxelles, 2003; Colonia, 2006; Shangai e Pechino, 2007; Sarajevo, Sofia, Budapest, Sibiu, Bucarest, Varsavia, Santiago del Cile, 2007-2008). Nell’aprile 2009 espone l’opera Memoria al 798 di Pechino. Nel 2010 partecipa all’EXPO di Shangai nell’ambito dell’Esposizione Universale 2010. Nel 2011 prende parte, tra l’altro, alla Fiera Internazionale di Arte Contemporanea di Bologna ed espone l’opera Memoria presso la Galleria Rosenfeld di Londra nell’ambito della mostra “Memory. Contemporary International sculpture”. Nel 2012 tiene le mostre “Roberto Almagno. The perfection of form” presso la Galleria Rosenfeld di Londra e la doppia mostra personale “La luce oscura della materia. Roberto Almagno / Sandro Sanna” al Museo Carlo Bilotti di Roma. Nel 2014, con le liane di Castronuovo Sant’Andrea, è al centro della mostra “Wood”, nella Galleria Rosenfeld di Londra.

Nato a Campobasso nel 1974, Giuseppe Capitano vive e lavora a Roma. Si laurea in Ingegneria elettronica ma una serie di eventi lo portano a vivere la passione per l’arte, inventando, in un percorso solitario, un proprio linguaggio che lo ha reso uno dei più significativi artisti contemporanei italiani. Espone per la prima volta con una sua personale nel 2004, a cura di Fabio Sargentini, nella Galleria l’Attico, fulcro dell’arte contemporanea a Roma. In seguito è al Mart, il Museo d’Arte Contemporanea di Trento e Rovereto nel 2008, con la personale dal titolo ”Giuseppe Capitano. Qualcosa di giallo”. Alle numerose mostre personali e collettive, si aggiunge, nel 2012, la sua partecipazione al “Periplo della scultura italiana contemporanea 3″ nelle Chiese rupestri di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci a Matera.

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mar 192015
 

Dino Vincenzo Patroni sculture e medaglista, originario di Salerno ma lucano d’adozione, è impegnato in questo periodo nella medaglia celebrativa per i 50 anni della posa della statua del Cristo Redentore a Maratea.
Dino Vincenzo Patroni è nato a Salerno nel 1947. Figlio d’arte, proviene da una famiglia di scultori campani, specialisti in statue ed in monumenti in marmo e in bronzo presenti in Italia e all’estero (un suo bisononno ha insegnato Arte a Chicago, negli Usa, agli inizi del ’900). Fin da giovanissimo si è trasferito a Maratea dove vive con la sua famiglia. Ha insegnato nelle Accademie d’Arte di cinque regioni d’Italia. E’ uno sculture medaglista tra i più apprezzati in circolazione.
Nei giorni scorsi ha partecipato ad un incontro con i responsabili di Palazzo Marangoni per mettere a punto una serie di iniziative per il prossimo futuro, a partire dalla presentazione della Medaglia del Cristo di Maratea anche a Lauria. Nell’occasione ha donato alla istituenda biblioteca Brancati una preziosa monografia.

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mar 192015
 

Dino Vincenzo Patroni è nato a Salerno nel 1947. Figlio d’arte, proviene da una famiglia di scultori campani, specialisti in statue ed in monumenti in marmo e in bronzo presenti in Italia e all’estero (un suo bisononno ha insegnato Arte a Chicago, negli Usa, agli inizi del ’900). Fin da giovanissimo si è trasferito a Maratea dove vive con la sua famiglia. Ha insegnato nelle Accademie d’Arte di cinque regioni d’Italia. E’ uno sculture medaglista tra i più apprezzati in circolazione.

dic 182014
 

Si è aperto martedì 16 dicembre, presso i locali della ex scuola elementare di Pisticci, in via Cantisano, il cantiere della III edizione di Meraviglie di Sabbia in versione natalizia, che vede all’opera l’artista Leonardo Ugolini, autore, nel 2001, del primo presepe di sabbia al mondo, realizzato in Emilia Romagna.

Sulla scorta dei successi registrati nel 2011 e nel 2012, con migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia, l’associazione culturale Lykeios torna a riproporre la declinazione invernale del Festival internazionale di sculture di sabbia. Anche quest’anno, gli organizzatori hanno confermato il sodalizio con il maestro Ugolini, direttore artistico della manifestazione estiva, oltre che autore dei primi due Presepi di sabbia realizzati a Pisticci. Dopo aver diretto la famosa Natività di sabbia sulla riviera romagnola, lo scultore pluripremiato a livello mondiale è tornato in Basilicata per trasformare circa 20 metri cubi di arena in una suggestiva opera alta quasi 2 metri.

I personaggi che popolano da centinaia di anni i presepi di tutto il mondo emergeranno dalle piramidi di sabbia compattata, modellati nelle loro fattezze solo attraverso l’uso di spatole e cazzuole. Il metodo con il quale l’artista sta dando forma alla scultura è infatti quello delle casseforme, tecnica desunta dall’edilizia. Nei giorni precedenti l’arrivo di Ugolini, sono state create delle strutture piramidali a gradoni, costruite con pannelli in legno di varie lunghezze. Le forme così ricavate su più livelli sono state riempite con un composto di sabbia e acqua, compattato con i pestelli.

“Il risultato finale del Presepe che sto realizzando dipende da molti elementi, tra cui la tipologia della sabbia”, spiega l’artista che sottolinea: “Come sempre, ho dovuto innanzitutto imparare a conoscere la materia prima a disposizione; trattandosi di un’arena piuttosto difficile da cesellare, ho dovuto apportare le necessarie modifiche al progetto che avevo abbozzato per l’occasione, che in ogni caso non mancherà di stupire chi verrà ad ammirarlo”.

“Dopo un anno di pausa – spiegano gli organizzatori – si sono ricreate le condizioni per portare avanti il nostro percorso partito nel 2008 sulla spiaggia di Marina di Pisticci, con la prima edizione del festival internazionale Meraviglie di Sabbia. In 5 anni, siamo riusciti a portare qui scultori provenienti da Giappone, Texas, Russia, Florida, Belgio, Olanda, Irlanda e Portogallo. Ora, abbiamo fatto un grande sforzo per ricominciare e speriamo che il nostro progetto di valorizzazione e animazione del territorio possa non interrompersi nuovamente”.

Il Presepe di sabbia sarà inaugurato lunedì 22 dicembre e potrà essere visitato gratuitamente per tutto il periodo delle festività natalizie, fino al 6 gennaio 2015. Meraviglie di Sabbia – Christmas Edition è organizzato dall’associazione culturale Lykeios, con il patrocinio del Comune di Pisticci e il contributo del Piot Metapontino Basso Sinni.

FotoPresepe2012

apr 262014
 

In occasione dei dieci anni dalla scomparsa di Giacinto Cerone (1957–2004), il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma celebra, dal 7 maggio all’14 settembre 2014, uno dei maggiori protagonisti del secondo Novecento italiano, con la mostra Il massimo dell’orizzontale, dedicata alla sua produzione di opere su carta, a cura di Benedetta Carpi De Resmini.
L’esposizione, che rientra nella sezione “Omaggi” – programma del Museo dedicato ai protagonisti che hanno formato le radici storiche dell’arte contemporanea – si snoda attraverso una selezione di oltre trenta disegni, molti dei quali inediti, provenienti da collezioni pubbliche e private.
La tensione emotiva e la fisicità espressiva tipiche delle sculture di Cerone, emergono con la stessa dirompenza nelle sue opere su carta, che rientrano a pieno titolo nel processo creativo dell’artista. I tagli, le torsioni, la lacerazione della materia plastica si trasformano sulla carta in segni nervosi, profili vibranti, grumi di colore, eseguiti impiegando tutto il corpo, steso a terra.
Liberandosi del peso della materia, Cerone spande sul piano orizzontale del foglio la potenza del segno. Opere di grandi dimensioni, come la serie delle Ofelie o degli Argonauti, manifestano una continua e incessante sperimentazione capace di trasformare un elemento naturale – la fioritura di un arbusto, i viluppi di un panno, le figure senza volto – in una visione alchemica. Per Cerone nel disegno le cose cessano di essere ciò che sono per divenire ciò che noi desideriamo che siano. Come un’alchimista lavora con entrambe le mani, disegna con potenza da destra verso sinistra, o viceversa, contemporaneamente.
Completa il percorso espositivo una nutrita documentazione costituita da fotografie, lettere, scritti, estratti di cataloghi e periodici, tutti provenienti dall’Archivio Giacinto Cerone che ha reso possibile, grazie alla sua collaborazione, la realizzazione della mostra.
Il MACRO inoltre pubblicherà un quaderno, edito da MACRO-Quodlibet, che comprende una serie di testi critici inediti accompagnati da una ricca documentazione iconografica.

Biografia
Giacinto Cerone (Melfi 1957 – 2004 Roma), dopo aver frequentato il Liceo Artistico, si trasferisce a Roma dove, presso l’amico Giuseppe Appella, frequenta lo Studio Internazionale di Arte Grafica l’Arco. Nel 1990, per iniziativa di Mauro Zammataro e Corrado Bosi (Galleria Graffiti Now), con la collaborazione di Roberto Monti, si trasferisce per un breve periodo ad Albisola dove presso le Ceramiche S. Giorgio realizza le prime opere di ceramica. Nel 1993, in occasione di una mostra alla Galleria Maurizio Corraini di Mantova, sposta il lavoro sulla ceramica presso la Bottega Gatti di Faenza, che rimane suo punto di riferimento durante tutta la sua carriera. Sempre nel 1993 realizza i primi grandi gessi per la mostra alla Galleria Bonomo di Roma. Negli stessi anni, dalla Lucania, gli vengono spedite placche di moplen che lavora in contemporanea alla vetroresina. Nel 1997 inizia la collaborazione con la stamperia Bulla di Roma. Tra il 1999 e il 2000 frequenta l’Associazione Incontri Internazionali d’Arte entrando nella collezione di Graziella Lonardi Bontempo. Nel 1999 realizza una grande installazione scultorea nello Spazio per l’Arte Contemporanea Tor Bella Monaca. L’anno successivo e poi nel 2003 è alla Galleria David Gill di Londra con due mostre personali. Del 2001 è la mostra al Palazzo delle Esposizioni di Faenza: qui incontra Emilio Mazzoli che gli commissiona i primi e unici marmi eseguiti nello Studio Nicoli di Carrara, entrati nella collezione permanente Mazzoli. Nel 2006 gli viene dedicata una sala al Museo della Scultura di Matera, nel 2007 una retrospettiva al Museo Pericle Fazzini di Assisi. Del 2011 è la prima retrospettiva alla GNAM, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.
Roma, aprile 2014

INFO PUBBLICO
MACRO
via Nizza 138, Roma
Orario: da martedì a domenica, ore 11.00-19.00 / sabato: ore 11.00-22.00 (la biglietteria chiude un’ora prima). Da martedì a domenica dalle ore 11.00 alle ore 21.00 apertura dei cancelli (via Nizza 138 e via Reggio Emilia 54) per accedere agli spazi liberi: foyer, Hall, ristorante, caffetteria, terrazza e spazio Area.

MACRO Testaccio
piazza O. Giustiniani 4, Roma
Orario: da martedì a domenica, ore 16.00-22.00 (la biglietteria chiude 30 minuti prima)

INGRESSO
MACRO via Nizza
Tariffa intera: non residenti 12,50 €, residenti 11,50 €.
Tariffa ridotta: non residenti 10,50 €, residenti 9,50 €.

MACRO Testaccio
Tariffa intera: non residenti 7,50 €, residenti 6,50 €.
Tariffa ridotta: non residenti 6,50 €, residenti 5,50 €.

MACRO via Nizza + MACRO Testaccio
Tariffa intera: non residenti 14,50 €, residenti 13,50 €
Tariffa ridotta: non residenti 12,50 €, residenti11,50 €
Informazioni sugli aventi diritto alle riduzioni: www.museomacro.org

INFO: +39 06 67 10 70 400
www.museomacro.org
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INFO STAMPA
Ufficio Stampa MACRO
stampa.macro@comune.roma.it
Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura
Patrizia Morici / T. +39 06 82 07 73 71 / M. +39 348 54 86 548 / p.morici@zetema.it

Giacinto-Cerone-invito-mostra

ago 142013
 

Prosegue l’impegno dell’associazione Terre Lucane teso a valorizzare la cultura in uno dei luoghi tra i più affascinanti dell’intera Basilicata. In occasione dell’evento svoltosi il 12 agosto 2013 sono stati tributati dei riconoscimenti a quanti si sono distinti nel campo professionale, sociale e culturale.
lIn particolare sono stati premiati: l’educatrice Alessandra Gambacorta del centro Exodus, la chirurga oncologa Graziella Marino, Franco Ottomano Presidente del Parco Letterario Albino Pierro, l’artista pittore e sculture Tonino Farina, Giuseppe Di Tommaso regista e giornalista Rai, Rocco Truncitello Presidente del Parco Letterario Isabella Morra, Domenico Bascetta, agricoltore innovativo (produce la zucca-spaghetti).
La serata condotta da Adele Nicoletti e dal pianista Paolo Di Cuio, ha visto anche la partecipazione del cantautore Antonio Labate, dello scrittore Salvatore Verde, dell’ imprenditore e cantore di Albino Pierro Paolo Popia.

La serata

La interviste: Domenico Bascetta, i ragazzi di Exodus, Alessandra Gambacorta, Graziella Marino

giu 252013
 

E’ stata una presentazione di un libro con tanti spunti di riflessione quella che si è svolta in occasione di “Vivilauria 2013″ il 23 giugno scorso. Il giornalista Fabio Amendolara ha parlato della sua inchiesta su Ottavia De Luise. Per l’occasione era presente il responsabile del Lagonegrese di Libera Gerardo Melchionda. E’ stato istituito un riconoscimento alla memoria di Pino Forestieri, l’imprenditore ucciso nel corso di una rapina due anni fa. Per questa prima edizione due sculture realizzate da Franca Iannuzzi sono andate a Fabio Amendolara e agli studenti dell’Isis De Sarlo di Lagonegro accompagnati dalla professoressa Anna Aversa.

giu 072013
 

La rivista specialistica a diffusione nazionale “In Arte”, con il patrocinio del Comune di Venosa, presenta la prima mostra collettiva di arte contemporanea dal titolo “Un balzo sull’arte”, che si svolgerà dal 5 al 25 luglio 2013 presso il Castello Ducale “Pirro del Balzo” di Venosa (PZ). Una location storica e suggestiva per un evento che si pone l’obiettivo di diffondere l’arte contemporanea attraverso la contaminazione tra differenti forme ed espressioni artistiche, dando vita ad un connubio tra artisti emergenti e artisti già affermati.
La manifestazione è rivolta a tutti gli artisti che operano nei campi della pittura, illustrazione, disegno, arte digitale, grafica, incisione, fotografia, scultura, installazione, artigianato. Il tema è libero, come anche le tecniche e i materiali che possono essere utilizzati. È possibile iscriversi alle selezioni fino a martedì 25 giugno. Una commissione esaminatrice costituita dai componenti della redazione di “In Arte” selezionerà soltanto le migliori opere tra quelle che verranno proposte all’organizzazione, per esporle all’interno della mostra collettiva in programma a Venosa. Criteri fondamentali di valutazione saranno la qualità, la ricerca e l’originalità.
“Un balzo sull’arte” è una delle tante iniziative messe in atto da “In Arte” attraverso il progetto espositivo “In Arte Exhibit”, per dare risalto non solo all’arte e ai suoi protagonisti, ma anche al territorio lucano e al suo patrimonio storico, artistico, culturale e ambientale, per incoraggiare un turismo di alto profilo qualitativo. Eventi artistici di questo tipo vogliono essere uno strumento per dare ampia visibilità alla Basilicata sul piano nazionale e far giungere nei Comuni lucani quanti più visitatori, curiosi di scoprire e conoscere i luoghi e le ricchezze che essi possono offrire.
È possibile avere maggiori informazioni sulle modalità di partecipazione e scaricare il modulo d’iscrizione visitando il sito della rivista “In Arte” all’indirizzo www.in-arte.org oppure contattando la redazione al numero 0971-25683.

Ufficio stampa:
Francesco Mastrorizzi



mar 272013
 

Una scultura del dio Nettuno è stata regalata dall’artista italo argentino Carlos José Langone al comune di San Severino Lucano. Il dio delle acque è in mezzo busto, tridimensionale, scolpito in polistirolo e poggiato su una base di una sessantina di cm e ben si addice alla cittadina del Pollino ricca di sorgenti e acque. Soddisfazione esprime l’amministrazione comunale guidata da Saverio De Stefano che ha ricevuto l’importante opera. C’è un lungo rapporto con l’artista, dice l’assessore alla cultura Franco Fiore, abbiamo ospitato nel 2007 una sua mostra e oggi siamo orgogliosi di avere una scultura che andrà ad arricchire il nostro patrimonio artistico. Non è da escludere una ulteriore collaborazione con Langone, l’amministrazione è, infatti, disponibile ad ospitare un laboratorio di pittura e scultura curato proprio dall’artista nato a Buenos Aires il 18 agosto del 1945 da genitori italiani. A partire dal 1972 ha preso parte a numerose mostre collettive e personali, esposizioni prima in Argentina a livello nazionale, provinciale e municipale, poi in vari paesi del Sud America, poi ancora in Europa, ottenendo numerosi riconoscimenti ed importanti premi. Le sue opere sono state apprezzate non solamente in America, ma anche, e soprattutto in tanta parte d’Europa.

Tra i tanti premi che Langone ha ottenuto durante la sua ormai lunga carriera artistica figurano il Primo Premio di Disegno, Esposizione di Rosario, Museo J. B. Castagnino, Santa Fé conseguito nal 1982; il Premio Bull di disegno, V Biennale di Maldonado (Uruguay) nel 1983; il Primo Premio Coca-Cola nelle Arti e nelle Scienze a Buenos Aires nel 1984; il Primo Premio Apartado Monocopia, Esposizione Manuel Belgrano a Buenos Aires nel 1986; il Primo Premio di Disegno, Esposizione di Santa Fé nel 1988.

Nell’anno 2000 ha realizzato un’importante mostra retrospettiva presso il Museo Provinciale di Belle Arti, Rosa Galisteo de Rodriguez, nella Provincia di Santa Fé; nel 2001 viene invtato a prendere parte al Premio “Alberto J. Trabuco” di disegno e scultura a Buenos Aires.

In Italia viene invitato dalla Commissione Regionale Lucani all’Estero nell’agosto del 2002 a presentare a Picerno, paese d’orige dei suoi avi, la Mostra “Mosaico della Memoria. Omaggio all’Eredità Italiana”; nel marzo del 2003 presso il Museo Provinciale di Potenza presenta una sua personale e nell’ottobre del 2006 a Matera, presso il Circolo Culturale “La Scaletta” presenta un’altra importante personale. Nel 2007 espone a San Severino Lucano l’anno successivo a Chiaromonte e San Martino d’agri, e nel 2009 a Senise e Villa d’agri.

Da qualche giorno è “ospite” permanente a San Severino Lucano la sua opera “Nettuno 2002”.

Antonietta Zaccara

 

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gen 312013
 

Il presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza ha partecipato questa mattina, assieme all’Arcidiocesi di Potenza – Muro Lucano – Marsico Nuovo, all’udienza generale di Papa Benedetto XVI, presso la Città del Vaticano. L’udienza ha visto la partecipazione di un massiccio numero di pellegrini provenienti dalla Basilicata, accompagnati dall’ Arcivescovo mons. Superbo e dai sacerdoti, a dimostrazione di quanto la fede e la devozione siano parte integrante della cultura del popolo lucano.

Il Papa ha dato alla nostra regione, a rappresentare la quale oltre all’Arcidiocesi e al presidente della Provincia, c’erano anche il presidente della Regione Vito De Filippo, il sindaco di Potenza Santarsiero ed altri amministratori,  un messaggio di fiducia e di speranza per il futuro, ricordando la  gradita donazione da parte dell’artista Franco Artese, di Grassano (Matera), su iniziativa della Regione e dell’Apt, del presepe lucano, esposto quest’anno in piazza San Pietro, e sottolineando il grande valore dell’arte lucana.

Ed è proprio opera di un artista cittadino onorario della nostra regione, ovvero del Maestro Giuseppe Antonello Leone, la scultura in bronzo che il presidente Lacorazza ha offerto oggi in dono al Papa, come simbolo della storia del nostro territorio e del cammino intrapreso verso la modernità.

L’opera originale è stata ideata ed eseguita dal maestro Giuseppe Antonello Leone ed è stata realizzata nel laboratorio del fonditore Gennaro Mercogliano con la tecnica della fusione a terra (antichissimo procedimento rimasto identico da millenni) in pezzi unici con ritocchi e patina eseguiti ad alto livello artigianale. (r.s.)

 

lacorazza