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lug 252015
 

Il parroco della Chiesa di San Giacomo in Lauria, il reverendimmo don Franco Alagia, ha festeggiato il 25 luglio 2015, 45 anni di sacerdozio. Fu ordinato sacerdote da mons. Federico Pezzullo il 25 luglio 1970 nella chiesa di San Nicola in Lauria. Il destino ha voluto che la data del 25 luglio diventasse significativa per la sua missione sacerdotale in quanto è la stessa data nella quale ricorre la festa del patrono, San Giacomo, della parrocchia a lui assegnata (dopo Nemoli). Mons. Francesco Sirufo, a nome dei confratelli presenti in chiesa ha augurato ogni bene al parroco lauriota.

donfrancoalagia

giu 242015
 

Francescantonio Nolè nasce a Potenza il 9 giugno 1948; entra il 20 settembre 1959 tra i Frati Minori Conventuali di Ravello, dove inizia la sua formazione umana, spirituale, religiosa e culturale, che poi prosegue a Nocera Inferiore, Portici, Sant’Anastasia e Roma.
Presso la Facoltà Teologica Seraphicum di Roma compie gli studi filosofici e teologici, presso la Sezione S. Luigi della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli consegue la Licenza in Teologia Morale e presso l’Università Statale di Cassino la laurea in Pedagogia. Il 4 ottobre 1965 a Montella emette la professione temporanea e a Nocera Inferiore il 1º novembre 1971 la professione perpetua e viene ordinato sacerdote il 2 settembre 1973 a Potenza dal vescovo Vittorio Costantini, O.F.M.Conv. Viene subito destinato a Nocera Inferiore, nel Convento di Sant’Antonio, prima come vicedirettore e poi come rettore dei ragazzi delle scuole medie aspiranti alla vita
religiosa. Nel 1976 viene trasferito a Benevento, come direttore dei postulanti del Ginnasio-
Liceo, fino al 1982. Nello stesso anno durante il Capitolo Provinciale, è nominato vicario provinciale e guardiano-parroco di S. Antonio in Portici. Nel 1991 viene inviato nuovamente a Benevento come guardiano e direttore dei Postulanti. Nel giugno 1992 è chiamato a Roma a dirigere il Centro Missionario Nazionale fino al 28 aprile 1994.
Nello stesso anno, durante il Capitolo Provinciale tenuto a Nocera, è eletto ministro
provinciale della provincia di Napoli, che comprende Campania e Basilicata.
Il 30 aprile 1997 è confermato ministro provinciale per altri quattro anni.
Il 4 novembre 2000 viene eletto alla sede vescovile di Tursi-Lagonegro ed è consacrato
vescovo da S.E. Mons. Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i
Vescovi, a Pompei il 10 dicembre 2000. Attualmente oltre a guidare la diocesi di Tursi-Lagonegro è membro della Commissione episcopale per Clero e la Vita consacrata della Conferenza Episcopale
Italiana e delegato della Conferenza Episcopale di Basilicata per la Famiglia, la
Liturgia e per l’Economia della Provincia Ecclesiastica.
Il 15 maggio 2015 Papa Francesco lo ha destinato alla Diocesi di Cosenza-Bisignano. Il 4 luglio 2015 l’arcivescovo Nolè si è trasferito a Cosenza per il suo nuovo impegno pastorale.

giu 112015
 

I ragazzi della struttura di accoglienza gestita da Auxilium sono stati a Roma per un’udienza da Papa Francesco, grazie ad un’iniziativa promossa dall’Arcidiocesi di Potenza. Per la delegazione una benedizione dal Santo Padre, che ha accolto in privato due giovani africani della delegazione E’ stata una giornata veramente speciale, per 31 ospiti di nazionalità nigeriana del Centro di accoglienza temporaneo di Rifreddo-Pignola, in provincia di Potenza. Partita in tarda serata dal cuore della Basilicata, la comitiva di giovani africani – per la maggior parte ventenni – è arrivata in mattinata a Roma, dove ha partecipato – grazie all’iniziativa e al gesto di generosità dell’Arcidiocesi di Potenza – all’udienza generale di Papa Francesco. Ma la visita al Santo Padre è andata ben oltre le aspettative; ed è stato così soprattutto per due ragazzi del gruppo, entrambi rifugiati politici (E.J.A. e I.I.), che hanno avuto l’onore di essere accolti in udienza privata dal Pontefice. I due giovani hanno così raccontato al Santo Padre la loro esperienza di vita, ed i motivi per cui sono stati costretti a fuggire dal proprio Paese d’origine. Ma non è tutto. Papa Francesco, dopo aver voluto conoscere le storie dei ragazzi africani, quasi tutti cristiani, del Centro temporaneo di accoglienza di Rifreddo, ha mandato una benedizione speciale anche ai musulmani del gruppo. «La benedizione mandata dal Papa, in particolar modo ai fratelli musulmani, è stata un momento molto emozionante», è il commento unanime della delegazione di Rifreddo, appena rientrata in Basilicata. I giovani ospiti del Centro di accoglienza temporaneo sono stati accompagnati a Roma da 15 operatori e dal fondatore della cooperativa Auxilium, Angelo Chiorazzo. A condurre i ragazzi in Vaticano, anche Don Gerardo Lasalvia, dell’Arcidiocesi di Potenza. «Il vescovo – racconta il sacerdote – ha voluto regalare questo viaggio ai ragazzi, che da novembre stiamo seguendo andando a celebrare la messa ogni sabato e domenica. Abbiamo contattato monsignor Stefano Sanchirico, viceprefetto della casa pontificia, che è lucano di Corleto Perticara e siamo riusciti ad ottenere l’udienza. Con enorme sorpresa, all’ingresso di piazza San Pietro, abbiamo capito che saremmo stati ospitati nel reparto speciale. E’ stata per noi una grande gioia: ma lo è stata ancora di più quando il Pontefice ci ha fatto sapere di voler salutare personalmente due ragazzi della nostra delegazione. Alla fine sono andati dal Papa un ragazzo cattolico, che ha chiesto asilo politico per motivi molto gravi in Nigeria ed un catecumeno, un giovane che aveva chiesto un battesimo cattolico e che proprio per questo è stato costretto a scappare dalla sua terra. Tutto questo – dice ancora Don Lasalvia – ci ha commosso: è stato uno dei regali più belli della nostra vita. Il Papa ha benedetto tutti noi, ma ha inviato una benedizione speciale anche agli amici musulmani. Sono contento di aver conosciuto la realtà di Rifreddo e Auxilium, che mi hanno fatto vivere un’esperienza indimenticabile. Ridevamo, scherzavamo, piangevamo per l’emozione. Cristiani, cattolici e musulmani insieme, in una marea di sentimenti».
UFFICIO STAMPA Auxilium

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mag 092015
 

L’8 maggio 2015 a Viggianello si è svolto un incontro promosso dalle amministrazioni comunali di Rotonda e Viggianello con in testa i sindaci Corraro e Bruno e l’associazione Libera del lagonegrese guidata dal prof. Gerardo Melchionda. All’iniziativa erano presenti anche comitati territoriali in difesa dell’ambiente e della democrazia. Il vicepresidente nazionale di Libera don Marcello Cozzi ha evidenziato i pericoli derivanti dalle infiltrazioni malavitose nella Centrale del Mercure. Il sacerdote ha anche evidenziato una serie di segnali che dimostrano il livello di attacco della malavita organizzata alla società lucana. Don Marcello ha sottolineato una serie di fatti accaduti a Melfi e nel metapontino. La conferenza è stata moderata da Mariapaola Vergallito de lasiritide.it.

Sarà visibile dalle ore 0.30

apr 232015
 

Ecco la dichiarazioen del Vescovo Nolè in seguito al fermo giudiziario di un sacerdote della diocesi. “Profondamente sorpreso e addolorato dalla notizia del fermo giudiziario di don Antonio Calderaro, accusato dell’ignobile e umiliante reato di abuso su minore, il primo pensiero di richiesta di perdono e di sostegno morale e spirituale va alla’ vittima e alla sua famiglia, riservandomi di incontrala al più presto per una vicinanza più concreta e solidale.
Mentre auspico e prego il Signore perché don Antonio possa dimostrare presto e in modo completo la sua estraneità alle accuse rivoltegli, affermo la mia piena fiducia e collaborazione con la Magistratura perché possa fare chiarezza sulla vicenda in maniera completa e rapida.
Invito i Cristiani della Diocesi a pregare per la vittima e la sua famiglia, per don Antonio Calderaro e per tutti noi Sacerdoti, perché il Signore ci mantenga fedeli alla nostra vocazione di servire Lui e i fratelli in comunione tra di noi e con una vita coerente
al Vangelo. Dico anche la mia vicinanza orante e paterna alla Comunità di San
Costantino di Rivello, anch’essa duramente provata.
A partire da oggi (21 aprile 2015), don Antonio Calderaro viene sospeso a divinis, con Decreto
Vescovile ed esonerato dalle funzioni e da ogni attività sacerdotale e, al con tempo , viene conferito incarico al legale della Diocesi, Avv. Nicola Gulfo del Foro di Matera, per
l’esperimento di ogni azione a tutela dell’immagine della Diocesi medesima.
Nelle prossime ore informerò personalmente le competenti Autorità Ecclesiastiche
e la Congregazione della Dottrina della Fede”.

croce

gen 232015
 

Classe 1984 (27 giugno), don Serafino La Sala di San Severino Lucano è stato vice parroco a Nova Siri per un quinquennio ed oggi festeggia il primo anno di parroco di Episcopia. Cerimoniere vescovile, beniamino dei giovani, in questa intervista racconta il suo cammino come uomo e come sacerdote. Un percorso iniziato a Cropani, frazione di San Severino, che ricordiamo ha dato i natali ad una suora e a ben tre sacerdoti, uno di questi è diventato vescovo: mons. Vincenzo Orofino.

ott 132014
 

Mons. Vincenzo Iacovino parroco della chiesa di San Nicola in Lauria ha organizzato un evento in occasione del XVII anniversario della beatificazione del Lentini.
Infatti, il 12 ottobre alle ore 19.00, nella Chiesa di San Nicola a Lauria, in occasione dell’anniversario della proclamazione a Beato del sacerdote Domenico Lentini, avvenuta in Piazza San Pietro a Roma il 12 ottobre 1997, è andato in scena lo spettacolo “Ave Maria” scritto da Ulderico Pesce e interpretato dallo stesso Pesce e da Lara Chiellino Il lavoro racconta la vita del Beato Domenico Lentini attraverso la sorella Antonia, che l’accudì per tutta la vita, il fratello Nicola e Antonietta Acunzo, la giovane che ha ricevuto l’ultimo miracolo dal prete di Lauria certificato dalla Chiesa. Ulderico Pesce nel raccontare lo spettacolo dice:

“Occuparsi oggi di temi religiosi è molto importante. L’uomo ha bisogno di recuperare fragilità. Per molti anni ci siamo illusi mostrandoci forti. Oggi la fragilità può insegnarti a vivere. Don Domenico Lentini era un grande esempio di fragilità. Paveva trasformato la sua casa in una scuola per bambini poveri e guardando i suoi scolari piangeva. Un uomo che dava tutto ai poveri, amava i deboli, gli sfruttati. Il suo amore per gli ultimi dovrebbe contagiarci. I suoi miracoli sono stati certificati mentre era ancora in vita. Appena morto il suo corpo rimase caldo per una settimana. Una bambina di Papasidero paralitica che venne a toccarlo guarì. Molte persone ricevettero grazie. Compresa la signora Anna Voria che è guarita da un tumore che l’aveva fatta entrare in un coma profondo per finire con la storia dell’operaio miracolato qualche anno fa. Oggi parlare di miracoli, credendoci per giunta, significa abdicare all’intelligenza, al metodo scientifico, alle conquiste umane. Per me e i miei compagni parlare di Dio, del Lentini, dei miracoli, e del recupero della fede, significa aprire una porta interiore importante, una porta verso il mistero, verso la pietà, verso la bontà, verso la natura, il paesaggio, gli alberi e i fiumi. Una porta che l’uomo da secoli ha chiuso e che dobbiamo necessariamente riaprire. Questo spettacolo vuole essere un umile tentativo di spiare attraverso quella porta.”

UN FILO DI TRAMA

Don Domenico era penitente, predicatore, sacerdote esemplare. Nacque in una famiglia umile di Lauria nel 1770. Il padre Macario, contadino, conciava il pellame, faceva un po’ di tutto per mantenere i cinque figli, Domenica, Rosa, Nicola, Antonia e Domenico. La madre Rosalia Vitarella morì lasciando i figli piccoli e il marito, quest’ultimo non dormiva la notte col pensiero di pagare la piccola casa dove abitavano.

Molto presto Domenico cominciò a dare segni della sua Vocazione. Diventò sacerdote, svolse il suo ministero pregando, predicando, facendo penitenza, camminando a piedi per giornate intere, insegnando ai poveri, dando tutto agli altri. Erano tempi duri, i suoi fratelli si lagnavano della sua generosità, don Domenico dava tutto a tutti lasciando vuota la “dispensa” della propria famiglia.

Nello spettacolo “Ave Maria”, la storia di Domenico, i suoi studi, le sue prediche, le opere, i miracoli sono raccontati dai suoi fratelli che diventano gradualmente testimoni di una vita vissuta in modo straordinario, fino al 1828, quando don Domenico lasciò questa terra lasciando in eredità la fama della sua Santità.

La rappresentazione

le inerviste: Lara Chiellino, Ulderico Pesce

ago 032014
 

Nella piazza San Francesco a Senise, il 2 agosto 2014 è stato ordinato sacerdote don Luigi Tuzio da mons. Francesco Nolè vescovo della Diocesi di Tursi-Lagonegro. La piazza era stracolma così come l’altare che ha raccolto il numeroso clero della diocesi.

Le interviste
Giuseppe Tuzio il papà, la sorella Lucia, mons. Francesco Nolè

L’Ordinazione