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gen 132016
 

L’Istituto “G. Gasparrini” di Melfi continua a scommettere sull’innovazione tecnologica e lo fa inaugurando un progetto didattico senza precedenti nell’Italia meridionale: l’impiego dei “Droni” a scuola nelle esercitazioni di rilevazione ambientale, al fine di far acquisire agli studenti le competenze scientifiche e tecnologiche da utilizzare nel loro futuro lavoro, a partire dalla creazione dei Modelli Digitali del Terreno (DTM).
È noto che il Drone è un aeromobile a pilotaggio remoto – gestito cioè da un navigatore a terra tramite computer – utilizzato di solito con scopi militari, ma sempre più impiegato anche in ambito civile nel monitoraggio avanzato del territorio.
È da circa due anni che lavoriamo a questo progetto. Ora siamo pronti a partire. Il Settore Tecnologico dell’Istituto “G. Gasparrini” di Melfi ha creduto nel valore formativo di questa sperimentazione e, grazie all’ausilio di ingegneri e docenti esperti, abbiamo pensato di ampliare la nostra offerta formativa mettendo mano a un progetto che stimolasse gli studenti nell’analisi funzionale di questa tecnologia avanzata per lo studio sistematico del territorio.
Annunciamo, dunque, con fierezza l’originalità del progetto, che arricchisce il profilo educativo e culturale dei nostri studenti.
È un’iniziativa senza precedenti. Non è da tutti, infatti, poter impiegare pratiche e strumenti di fotogrammetria aerea con la tecnologia avanzata delle macchine droni. Alcune zone del territorio locale saranno ‘mappate’ grazie a una tecnica sofisticata di rilevazione che negli USA ed in alcuni Paesi UE è già adottata con successo da qualche anno. Era ora che lo si facesse anche qui! E da oggi al Gasparrini i giovani potranno farlo.
I nostri studenti diverranno esperti di “Remote Sensing”, ossia del rilevamento diagnostico-investigativo delle caratteristiche superficiali del suolo; ciò consentirà loro di ricavare informazioni qualitative e quantitative sull’ambiente sia urbano che rurale, utili anche per il controllo dei beni archeologici ed architettonici come di quelli naturali. Possiamo dire con orgoglio di essere all’avanguardia nell’innovazione delle prassi didattiche e nella qualificazione in chiave tecnologica del curriculum delle scuole secondarie superiori.
L’Istituto “G. Gasparrini” ha sempre tentato vie diverse per interagire col territorio, con tutte le sue componenti strutturali e dinamiche. E l’apertura al territorio s’estrinseca, questa volta, nella ricerca di modalità sperimentali d’insegnamento, puntando ad attività da svolgersi sul campo, per consentire ai nostri studenti di acquisire competenze tecniche in materia di rilevazione topografica e monitoraggio ambientale col supporto dei droni. Ci affidiamo ad esperti del settore, i quali sapranno fornire tutti gli elementi di contenuto e di metodo utili a qualificare questo importante indirizzo di studi. Il cammino verso il futuro è tracciato. Non si torna indietro.
L’Istituto presenterà il Progetto nel corso del
Convegno in programma per il 22 gennaio 2016 ore 16:30 presso la Sala Consiliare del Comune di Melfi.

In vista del Convegno è indetta una Conferenza Stampa che si terrà venerdì 15 Gennaio 2016 alle ore 10:00
presso la sede dell’Istituto d’Istruzione Superiore “G. Gasparrini”
Via Leonardo Da vinci snc – 85025 Melfi (PZ)

Nella Conferenza Stampa, il Dirigente Scolastico e l’équipe tecnica del progetto incontreranno i giornalisti per dettagliare le modalità ed i termini di svolgimento del Convegno, anticipando in parte le linee di sviluppo funzionali all’ampliamento dell’offerta formativa e le prospettive di impiego delle tecnologie per l’inserimento dei prossimi studenti diplomati nel mondo del lavoro.

foto scuola

gen 032016
 

La compagnia teatrale “U Monachicchje” inserita nell’associazione Epicanto ha portato in scena un testo teatrale della professoressa Elisa Conte in collaborazione con l’Amministrazione Comunale. Nel centro creativo Siris di Episcopia il 2 gennaio 2016 notevole è stata l’affluenza di pubblico che ha goduto di un ottimo spettacolo, ben curato, che ha visto coinvolto 50 persone tra attori e tecnici.

La rappresentazione

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nov 022015
 

La Regione Basilicata conferma il suo impegno a favore delle PMI lucane, ponendo in essere interventi volti a favorire l’accesso al credito da parte delle stesse.

Infatti con la D.G.R. n. 1326 del 14.10.2015, pubblicata sul B.U.R. n. 44 del 23.10.2015, è stata prorogata al 31.12.2016 l’operatività del fondo di Garanzia rivolto alle PMI lucane per investimenti in capitale fisso e capitale circolante a valere sulle risorse finanziarie PO FESR Basilicata 2007-2013, ed inoltre è stato approvato l’Avviso Pubblico per il lancio di un nuovo prodotto di ingegneria finanziaria, denominato Tranched Cover, finalizzato a facilitare l’accesso al credito delle PMI lucane.

La prospettiva di proroga al 31.12.2016 del Fondo di Garanzia è stata accompagnata da una serie di iniziative promosse dalla Regione Basilicata insieme al suo braccio finanziario operativo, Sviluppo Basilicata, soggetto gestore del Fondo, con l’obiettivo di dare nuovo impulso al Fondo. Si segnala al riguardo il recente convenzionamento da parte della BCC di Laurenzana e Nova Siri e quelli in corso di definizione con la BCC di MontePruno di Roscigno e di Laurino e BCC di Santeramo in Colle, oltre ad un’azione di stimolo e sollecitazione per un maggior utilizzo del Fondo nei confronti delle banche convenzionate che ad oggi ammontano a 15.

Riguardo la Tranched Cover si sottolinea che si tratta di uno strumento di ingegneria finanziaria che alle PMI garantisce un migliore accesso al credito e condizioni migliorative rispetto al mercato mentre alle banche garantisce contemporaneamente un vantaggio in termini di abbattimento dell’assorbimento patrimoniale.

In questa maniera, con il nuovo strumento di Tranched Cover, le Banche saranno portate a concedere più credito alle PMI grazie alla riduzione del rischio.

La dotazione finanziaria messa a disposizione dalla Regione per lo strumento è pari a 5 Milioni di euro che consentirà di creare portafogli di finanziamenti fino ad un massimo di 30 Milioni di euro. Le banche che parteciperanno al bando si impegneranno a realizzare portafogli di finanziamenti da erogare a PMI che operano in Basilicata entro il 31.12.2016.

L’Avviso Pubblico per la selezione degli operatori economici abilitati allo svolgimento dell’attività creditizia per la realizzazione di portafogli di finanziamenti da erogare a piccole e medie imprese operanti in Basilicata, approvato con la sopracitata D.G.R. 1326/2015, è rivolto agli operatori economici abilitati (banche italiane e banche comunitarie) che potranno candidarsi per la realizzazione di portafogli di finanziamenti entro le ore 13.00 del 23.11.2015.

L’Assessore alle Politiche di Sviluppo, Lavoro, Formazione e Ricerca della Regione Basilicata, Raffaele Liberali ha così commentato: “Si tratta di un altro strumento messo in campo dalla Regione per facilitare l’accesso al credito delle PMI. Sono diverse le misure messe in campo per consentire al tessuto produttivo regionale di sentire meno gli effetti del credit crunch che ha colpito soprattutto le piccole e medie imprese in questi ultimi anni. Oltre al Tranched Cover da 5 Milioni di euro, ci sono i 27 Milioni di euro di finanziamento ai due Fondi di garanzia attivi e altri 6,85 Milioni di euro di finanziamenti per integrazione Fondi Rischi dei Confidi. Infine, per aiutare le piccolissime imprese, la Regione ha finanziato con 12 Milioni di euro il Fondo per il Microcredito e infine 7 Milioni euro sono stati impegnati per il Fondo Rotativo Regionale” per un totale di quasi 58 Milioni di euro.

Ha commentato Giampiero Maruggi, Amministratore Unico di Sviluppo Basilicata: “L’impegno della Regione Basilicata per cercare di migliorare le condizioni di accesso al credito da parte delle PMI lucane è forte e concreto. Il lancio della TRANCHED COVER, strumento finanziario innovativo ed efficace, ne è l’ulteriore riprova. Sviluppo Basilicata, che intende rafforzare ulteriormente il proprio ruolo al fianco delle imprese, assicurerà il proprio impegno per il più ampio utilizzo di questo nuovo prodotto di ingegneria finanziaria, confidando in una ampia e convinta adesione da parte delle banche”.
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nov 022015
 

Si è inaugurata il 28 ottobre scorso, presso la Casa Italiana Zerilli Marimò della New York University, una grande mostra dedicata alle opere di Roberto Almagno, uno degli artisti italiani più originali del panorama nazionale. L’evento di eccezionale importanza, introdotto da Giuseppe Appella, ha portato, nel cuore della grande mela, un pezzo della nostra terra, la Lucania, luogo di ispirazione e di ricerca, ormai da diversi anni, per numerosi artisti.
La residenza che il Maestro Almagno, lo scorso luglio, per una settimana, con le sue tre assistenti e tanti volontari, ha tenuto nei boschi di Castronuovo Sant’Andrea, un piccolo paese della Lucania antica arroccato sulle montagne del Parco Nazionale del Pollino, dopo aver prodotto la mostra londinese nella Rosenberg Gallery, ha chiarito definitivamente la genesi di un lavoro che dalla natura parte e alla natura ritorna, nonostante i molteplici passaggi ai quali viene sottoposto il legno, matrice unica e irrinunciabile delle sue opere. Il bosco di Magrizzi, località amena di Sella del Titolo, situata nel territorio castronovese, ha sin da subito acceso la fantasia dell’artista. Le forme naturali dagli alberi, la loro disposizione sul suolo, le striature delle pietre, il gioco di luci creato dal movimento delle foglie e le linee tracciate dalle liane nello spazio, hanno suggerito ad Almagno, di volta in volta, sculture di Melotti, Calder, Chillida e molti altri, non escluse le sue, trasformando la ricerca del materiale utile al suo lavoro in un frenetico ripasso della storia dell’arte contemporanea.
Nate a livello del suolo, le liane si inerpicano sui tronchi degli alberi, spesso per oltre dieci metri, e con grovigli inestricabili, nella corsa verso la luce, si ingrossano entrando in competizione con gli stessi alberi. Mimano, in sostanza, la tensione dell’artista intento a vedere e a sentire le cose della terra premendovi il proprio corpo e conservandone le tracce. La forma naturale, in studio, viene del tutto cancellata, non a caso attraverso lo stesso processo di scorticamento e di abrasione che la liana esercita sulle altre piante. Il ciclo di rigenerazione dell’artefatto prelevato dal bosco, portato a farsi sistema plastico autonomo, ricomincia nell’istante in cui i vari elementi delle diverse composizioni assumono, per terra o sulle pareti, con libera inventiva, una nuova e insperata qualità estetica, e fissano nettamente i rapporti tra volumi e spazio. Come le liane, diventano corpo inglobando gli spazi vuoti dai quali sono circondati.
Sulla scia di Roberto Almagno, quest’anno, per tutto il mese di ottobre, anche il giovane scultore Giuseppe Capitano si è rifugiato nei boschi del Parco Nazionale del Pollino per cercare ispirazione. La sua ricerca, condotta nel territorio di Terranova del Pollino, ha ispirato numerosi disegni dei panorami del luogo, realizzati con i carboni prodotti dalla combustione di diverse tipologie di legnetti offerti dal bosco come il salice, la quercia e il pino. Le pietre, raccolte durante le interminabili giornate trascorse nel silenzio della natura interrotto soltanto dal fruscio del vento tra gli alberi, ripulite del loro strato superficiale, diventeranno piccole sculture che anche Capitano, come Almagno, collocherà al centro della prossima mostra presso La Nuova Pesa di Roma.
L’artista della canapa ha scoperto, durante questa sua esperienza lucana, nuovi materiali ugualmente congeniali al suo mondo espressivo e ritornerà, nei prossimi mesi, a Castrounuovo Sant’Andrea per nuove ricerche artistiche.
Come si vede, non è soltanto il mondo del cinema ad essere attratto dai paesi lucani ma anche quello dell’arte, da sempre attento ai luoghi incontaminati.

NOTIZIE BIOGRAFICHE
Roberto Almagno è nato ad Aquino nel 1954. A Roma, è allievo prima di Giuseppe Mazzullo, poi, all’Accademia di Belle Arti, di Pericle Fazzini, che avrà un peso determinante nel percorso della sua ricerca artistica e nello sviluppo del suo lavoro. Nel 1975 partecipa alla “X Quadriennale di Roma” e nel 1976, a Livorno, tiene la sua prima mostra personale. Nel 1994 partecipa al “46° Premio Michetti” vincendo il premio con la scultura Malena. Da questo momento, tiene numerose e significative mostre personali e collettive in Italia e all’estero (Bruxelles, 2003; Colonia, 2006; Shangai e Pechino, 2007; Sarajevo, Sofia, Budapest, Sibiu, Bucarest, Varsavia, Santiago del Cile, 2007-2008). Nell’aprile 2009 espone l’opera Memoria al 798 di Pechino. Nel 2010 partecipa all’EXPO di Shangai nell’ambito dell’Esposizione Universale 2010. Nel 2011 prende parte, tra l’altro, alla Fiera Internazionale di Arte Contemporanea di Bologna ed espone l’opera Memoria presso la Galleria Rosenfeld di Londra nell’ambito della mostra “Memory. Contemporary International sculpture”. Nel 2012 tiene le mostre “Roberto Almagno. The perfection of form” presso la Galleria Rosenfeld di Londra e la doppia mostra personale “La luce oscura della materia. Roberto Almagno / Sandro Sanna” al Museo Carlo Bilotti di Roma. Nel 2014, con le liane di Castronuovo Sant’Andrea, è al centro della mostra “Wood”, nella Galleria Rosenfeld di Londra.

Nato a Campobasso nel 1974, Giuseppe Capitano vive e lavora a Roma. Si laurea in Ingegneria elettronica ma una serie di eventi lo portano a vivere la passione per l’arte, inventando, in un percorso solitario, un proprio linguaggio che lo ha reso uno dei più significativi artisti contemporanei italiani. Espone per la prima volta con una sua personale nel 2004, a cura di Fabio Sargentini, nella Galleria l’Attico, fulcro dell’arte contemporanea a Roma. In seguito è al Mart, il Museo d’Arte Contemporanea di Trento e Rovereto nel 2008, con la personale dal titolo ”Giuseppe Capitano. Qualcosa di giallo”. Alle numerose mostre personali e collettive, si aggiunge, nel 2012, la sua partecipazione al “Periplo della scultura italiana contemporanea 3″ nelle Chiese rupestri di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci a Matera.

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nov 022015
 

La Ola, Organizzazione lucana ambientalista,rende noto che l’Appenine Energy con sede legale a Matera, via XX Settembre 45, con istanza del 7 Ottobre scorso pubblicata sul BUIG dello stesso mese (Bollettino Ufficiale Idrocarburi e Geotermia) ha rinunciato all’istanza di permesso idrocarburi “Tardiano”.Essa riguardava 212,76 Kmq in gran parte situati nel parco nazionale dell’Appennino Lucano e quelli limitrofi ai parchi del Vallo di Diano e del Pollino, tra il Vallo di Diano (Campania) e la Val d’Agri (Basilicata). Un territorio che comprendeva ben 10 Comuni (2 nel Vallo di Diano: Montesano sulla Marcellana e Casalbuono; 8 in Basilicata: Grumento Nova, Lagonegro,Moliterno, Sarconi, Tramutola, Castelsaraceno, Spinoso e Lauria).

Nello stesso BUIG – informa la Ola – la società petrolifera materana ha invece acquistato le intere quote dei permessi idrocarburi “Monte Negro” provincia di Matera (Stigliano, Craco, Aliano, Tursi, San Mauro Forte, Ferrandina) e “Torrente Alvo” ( Tolve, Oppido L.,Vaglio di B. e San Chirico N.),in provincia di Potenza , in precedenza possedute dalla Società Apennine Oil & Gas S.r.l. a seguito della fusione mediante incorporazione di questa società all’Appenine Energy SpA. Nel permesso di ricerca “Torrente Alvo” Il progetto prevede l’approntamento della postazione sonda e la perforazione del pozzo esplorativo denominato “Strombone 3 Dir” situato nel comune di Tolve a poca distanza del centro abitato.

Sull’istanza”Tardiano” – fa rilevare la Ola – mentre si erano registrate le opposizioni dei comitati lucani e campani e quelle dei comuni del Vallo di Diano, non aveva ricevuto quella dei comuni lucani, rimasti in silenzio. Con la decisione assunta dalla società petrolifera materana per l’istanza idrocarburi “Tardiano”, l’interesse della stessa sembra dunque rivolgersi oggi verso altri permessi di ricerca idrocarburi di cui la società petrolifera risulta unica titolare in Basilicata.
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ott 272015
 

Differito, mediante determina dirigenziale, il termine di chiusura per la compilazione e l’inoltro delle candidature telematiche relative all’Avviso Pubblico “Sostegno alla competitività delle PMI”, approvato con Dgr n. 935/2015.

Il provvedimento predisposto dall’Ufficio Politiche dello Sviluppo e Task Force Occupazione del Dipartimento Politiche di Sviluppo, Lavoro, Formazione e Ricerca della Regione Basilicata, stabilisce, pertanto, che la compilazione e l’inoltro delle candidature telematiche tramite accesso al portale della Regione Basilicata www.regione.basilicata.it sarà possibile fino alle 18,00 del giorno 16 novembre 2015.

Il differimento dei termini, dal 31 ottobre al 16 novembre, aderisce alle richieste avanzate dalle associazioni datoriali e dagli Ordini dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.

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ott 272015
 

La conferenza si è svolta a Grottole, sabato 8 agosto 2015, alle 19:30 nel chiostro della suggestiva Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore che ha stentato a contenere la gente accorsa. Oltre 250 persone hanno gremito il cinquecentesco spazio all’aperto che un tempo era Convento Domenicano. Sold out! Posti a sedere esauriti e alcuni hanno comunque seguito l’incontro in piedi. Presenza di pubblico eterogenea, dai bambini di scuola primaria, adolescenti come Maria Vezzuso (le tarantelle del suo organetto sono destinate a diffondersi nell’intero Mezzogiorno) e Samuele De Giacomo (la sua fisarmonica da ben sette anni si esibisce in diversi paesi lucani), adulti di cui alcuni emigrati al nord ma di ritorno per le vacanze nella terra di origine, e anziani.
Ad aprire i lavori è stato l’editore Timoteo Papapietro che per la Edizioni Magister ha spiegato il progetto di ricerca storica che ha visto la luce dopo diversi anni di meticoloso e attento lavoro. Un libro scritto da Paolo Frescura e impreziosito ulteriormente con illustrazioni del compianto Luigi Guerricchio e degli artisti Nisio Lopergolo e Franco Artese.
Il sindaco di Grottole e presidente della Provincia, Francesco De Giacomo, ha spiegato le motivazioni che hanno indotto l’Amministrazione a inserire questo evento nel cartello dell’estate grottolese dicendosi onorato del contributo storico che l’autore ha lasciato alla comunità per conoscere le proprie origini e servire da stimolo nel recupero delle attività artigianali smarritosi nel tempo. Ha inoltre inscritto questa ricerca in una traccia che la Regione Basilicata ha recentemente tracciato con la ferma volontà di recuperare quanto di buono vi era nell’artigianato ormai estintosi.
Particolarmente incoraggiante è stato il saluto di Francesco Carbone, “sindaco dei ragazzi” che ha voluto dare il benvenuto all’autore e al saggio.
L’intervento centrale di presentazione del libro è stato realizzato dal già Dirigente Scolastico Giacomo Amati che con chiarezza ha analizzato il saggio, fresco di stampa, pubblicato dalla materana Edizioni Magister atto a testimoniare i mestieri esistenti nel tessuto sociale di Grottole ma paritetici a tutto la provincia. In primis si mette in risalto il ruolo svolto dall’artigianato che ha rappresentato il simbolo della rinascita, non solo economica, ma anche sociale e culturale. Infatti l’artigianato era l’alternativa al faticolso lavoro bracciantile che si svolgeva nei campi; alternativa anche al lavoro della pastorizia che portava alla rinuncia della vita sociale nella comunità in cui si viveva; alternativa, per molti, all’emigrazione all’estero delineandosi sempre di più il pilastro del lavoro. Il secondo pregio del libro è assegnare all’artigiano una triplice dimensione: uomo “faber”, persona “sapiens” e di soggetto “creativo”. Ovvero, di colui che vuole essere protagonista della sua vita e artefice del suo destino. Ne esce che l’artigiano ha manualità e pensiero, ha scienza e arte, è un lavoratore formidabile, completo. Il terzo elemento distintive dell’opera va ricercato nella concezione di vita, nella visione dell’esistenza che indica al lettore: una delle ragioni d’essere della vita risiede nel lavoro, nella capacità di migliorarsi, nell’abilità di scoprire cose nuove, nel non arrendersi di fronte alle difficoltà, nel credere in se stesso e nel sapersi relazionare all’altro. I 64 mestieri sono descritti con un piacevole ritmo incalzante che stimola nel lettore la capacità d’attenzione e gli suscita un forte coinvolgimento emotivo. Leggere questo libro è un po’ come vedere delle belle foto: ti emozioni perché, per certi aspetti, è come rivedere una parte della nostra vita. Trattasi di un inno al lavoro: celebra la meraviglia del lavoro creativo. Giacomo Amati ha concluso il proprio intervento rendendo omaggio a Paolo Frescura per aver reso immortali questi 64 mestieri con un libro bello, prezioso e coinvolgente: tra i libri più belli che siano stati scritti in cui il lettore trova anche qualcosa di sé.
Nisio Lopergolo, noto scultore formatosi nella culla italiana delle arti “Accademia delle belle arti di Firenze”, nonchè stimato docente di arte nelle scuole materane e titolare di un laboratorio di ceramiche sito nel Sasso Barisano visitato da migliaia di turisti culturali di tutto il mondo, si è detto onorato di aver illustrato graficamente con un acquerello e diverse matite, il libro oggetto di presentazione. Il tentativo è stato quello di utilizzare anche le immagini per far rivivere e far conoscere alle nuove generazioni mestieri che sono ormai lontani, in un mondo completamente tecnologico. L’autore è riuscito a raccontare con linguaggio poetico, con brillanti prose che fanno vivere al lettore emozioni attraverso un affascinante viaggio nel tempo. Nel mondo sono milioni i lavoratori cancellati dal processo produttivo a causa dell’innovazione tecnologica, questo libro ci permette di non dimenticare e di riappropriarci della nostra identità. Il lavoro tradizionale era come una preghiera, un atto religioso; il lavoro più duro, più ripugnante comportava sempre “entusiasmo”. Oggi siamo privati di quel ruolo sacro, il lavoratore è ridotto a svolgere un ruolo meccanico in un mondo laicizzato, che deve bastare a se stesso. Ha concluso ricordando una frase di Lev Tolstoj “Possiamo vivere nel mondo una vita meravigliosa se sappiamo lavorare e amare, lavorare per coloro che amiamo e amare ciò per cui lavoriamo”.
Il poeta Giacinto Ruzzi ha esortato i convenuti a leggere qualsiasi scritto dello scrittore Paolo Frescura perché sono linfa e refrigerio per una crescita culturale.
Le conclusioni affidate all’autore Paolo Frescura hanno voluto essere un ringraziamento per la testimonianza d’affetto alla numerosissima platea convenuta. Ringraziamenti all’indirizzo dei due artisti, Francesco Artese e Nisio Lopergolo, i cui lavori sono stati esposti sulla parete sinistra del chiostro per consentire al pubblico di apprezzarli direttamente. Riconoscimenti anche all’ins. Mario Ruzzi che ha affidato alla penna di Frescura i suoi personali ricordi legati all’esperienza d’insegnamento nella scuola di campagna, in contrada Matina soprana e al dott. Antonio Guerricchio per aver consentito di inserire in questa pubblicazione le opere di suo zio, il maestro Ginetto Guerricchio, e la foto dello speziale, suo bisavolo. Il libro è nato grazie al contributo di pensiero di Giacinto Ruzzi e di tanti concittadini avanti negli anni che sono stati la fonte su alcuni mestieri e hanno dissolto alcuni dubbi su quelli che l’autore aveva visto con i suoi, ma offuscati dal tempo.
Queste le parole Paolo Frescura:
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ott 222015
 

Ecco quanto ha dichiarato il consigliere comunale Mariano Labanca sull’ultimo Consiglio Comunale svoltosi a Lauria.
“Sebbene in maniera veloce, è necessario chiarire alcuni aspetti in riferimento allo svolgimento dell’ultimo consiglio comunale, in primis vi è l’atto unilaterale del presidente del consiglio che nell’aver voluto a tutti i costi convocare un consiglio comunale da solo, anche se il regolamento lo consente, non solo lo ha convocato d’urgenza, conferenza e la consequenziale comunicazione non sono avvenuti entro i sette giorni prima della celebrazione, cosa più grave che non si è accorto che la stragrande maggioranza dei provvedimenti inseriti all’ordine del giorno, sette su otto, sempre in rispetto al citato regolamento, dovevano essere, per la loro complessità, trattati nelle ispettive commissioni consiliari, ne era stato trattato solo uno.
Per correre ai ripari, dopo che lo scrivente lo ha fatto notare, sono ricorsi ad una votazione supplementare per autorizzarne la trattazione dei temi, tanto da far insorgere l’opposizione, che giustamente ha parlato di limitazione del potere istituzionale delle commissioni, un depauperamento della democrazia in un paese dove già le unità organico dell’opposizione sono ridotte al lumicino.
Il secondo punto, emerso durante la trattazione dell’interrogazione presentata dallo scrivente, atta a conoscere se sul nostro territorio vertessero istanze di ricerca idrocarburi, per taluni aspetti, il più grave, è l’affermazione del sindaco, che nel riscontrare la mia richiesta di dettagli sulla vicenda e chiarimento di alcuni passaggi, durante il suo intervento ha sbottato dicendo “ non facciamo terrorismo mediatico ”, oltre a riferire che “ a Lauria mai permessi di estrazione”, e che le notizie apparse sui mezzi d’informazione, non erano e non sono da considerarsi ufficiali, nessun atto è stato presentato al comune.
Bene,facciamo un pò di chiarezza, innanzitutto l’istanza di permesso per la ricerca di idrocarburi che interessa il territorio di Lauria, è denominata “Tardiano”, se ne stà parlando a gran voce dalla metà di l’anno scorso, anche perché è stata presentata dall’Appennine Energy S.P.A. il 28 febbraio 2013. Sebbene nello stesso stato del nostro comune, altri comuni, come ad esempio, ne cito uno, Montesano sulla Marcellana, hanno fatto pervenire parere contrario al ministero competente.
Ora anche se volessi prendere per buono quanto detto dal sindaco, sul fatto che non si sono trasmessi pareri perché in assenza di richieste dirette ad ottenere permessi per esercitare azioni di ricerca, almeno però, perché non ha fatto controllare le coordinate del progetto per verificare se nelle aree oggetto di richieste, che riguardano il nostro territorio, vi sono situazioni quali ad esempio ( aree paesaggistiche di grande pregio, zone a protezione speciale, siti d’interesse comunitario, zone interessate da dissesto idrogeologico o denominato ad alto indice di rischio, porzioni interessate da tremolite, se vi sono sorgenti d’acqua o meglio importanti falde acquifere ), ecco quindi, voler parlare di questo tema, non significa alimentare allarmismo o peggio come detto dal sindaco, terrorismo mediatico, è sete di sapere, VOGLIAMO, anche se preventivamente, CAPIRE a cosa andremmo incontro se un domani,l’impresa “X” o “Y”, venisse autorizzata ad estrarre nelle porzioni di territorio che si evincono dalle coordinate indicate nell’istanza di ricerca ( località sirino, conserva, ed altre contrade del nord di lauria).
Poi visto che ci siamo, se può gentilmente, chiarire l’affermazione fatta, che “a Lauria mai permessi di estrazione”, ovviamente indicandomi le procedure che si ATTUEREBBERO , visto che l’attuale quadro normativo, in particolare l’art 38 della “CD” legge sblocca Italia, ha tolto ogni potere decisionale alle comunità locali e la nostra regione non ha inteso proporre ricorso costituzionale.
Per il momento io non demordo, con separato atto, chiederò al presidente del consiglio di adoperarsi per la convocazione di un consiglio comunale aperto per discutere tali argomenti con il Nostro Popolo”.

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ott 202015
 

I direttivi di Liberiamo La Basilicata, Mò Basta ed Ehpa (Ass. per la tutela della Salute e dell’Ambiente di Basilicata), esprimono solidarietà ad Albina Colella, per l’ingiusta condanna subita di recente nella quale ha contato sicuramente anche il fatto di aver difeso la Val d’Agri, schierandosi in modo inequivocabile con le battaglie ambientaliste ed a tutela del bene pubblico per eccellenza che è l’Acqua.

E’ con queste parole che i direttivi delle suddette Associazioni prendono posizione ed esprimono la piena solidarietà ad Albina Colella condannata in primo grado a 9 anni di reclusione (ed interdizione dai pubblici uffici), dove ciò che appare evidente più di qualsiasi altra cosa è che probabilmente la Prof. avrebbe prodotto atti senza i quali si sarebbero perse ingenti risorse pubbliche, come il cofinanziamento europeo del suo progetto con i relativi danni alla Pubblica Amministrazione, e che come direttore e consegnatario dei beni, si sarebbe presa cura di un vecchio gommone da ricerca del laboratorio di Geologia, che necessitava di adeguata manutenzionne, e che altrimenti correva il rischio di essere danneggiato, come avvenuto per altre attrezzature, come le serre di Agraria dell’Unibas.

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ott 202015
 

Ricco di spunti è stato l’ultimo Consiglio Comunale di Lauria celebrato il 19 ottobre 2015. Ecco l’ordine del giorno:
1) Svolgimento interrogazione (proponente capogruppo consiliare Labanca Mariano “Per Lauria”): “Eventuali istanze di esplorazione o ricerca idrocarburi in agro Comune di Lauria”;

2) Approvazione autonomo Piano Finanziario relativo ai lavori di straordinaria manutenzione della scuola Media Giovanni XXIII. Variazioni al Piano triennale 2015-2017 ed elenco annuale 2015;

3) Approvazione autonomo Piano Finanziario relativo ai lavori di straordinaria manutenzione per il rifacimento di pavimentazioni di strade comunali. Variazioni al Piano Triennale 2015-2017 ed elenco annuale 2015;

4) Servizio pubblico di distribuzione del gas naturale nell’ambito “Potenza 2-Sud” Approvazione dello schema di convenzione ai sensi dell’articolo 30 del D. Lgs. n. 267/2000:

5) Riconoscimento debito fuori bilancio ditta Si.tel di Fancesco Saverio Miraglia;

6) Iniziative per la istituzione della zona franca nell’intero territorio della Basilicata;

7) Ratifica deliberazioni di Giunta Comunale n.83 del 28/08/2015 e n.96 del 28/09/2015 aventi ad oggetto: “Variazione al Bilancio di previsione esercizio finanziario 2015/2017″;

8) Permesso di costruire in deroga ai sensi dell’articolo 35 delle N.T. di A. del Prg – Ditta D’Angelo Raffaele.

Prima parte

Seconda parte