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apr 232015
 

Nasce il Gart (Gruppo Archeologi e Restauratori Tortoresi), un progetto formativo volto ad acquisire informazioni tecnico-pratiche durante gli scavi nel Parco Archeologico di Tortora.
Il progetto si rivolge a laureti in Beni Archeologici/Archeologia e Storico-Artistici; Conservazione e Tecniche per il Restauro dei Beni Culturali; Scienze del Turismo e indirizzi di laurea analoghi.
“Come Amministrazione Comunale – ha spiegato il consigliere di maggioranza con delega alla Cultura, Sergio Tranchino – abbiamo sempre creduto nelle potenzialità artistiche e storiche del nostro territorio. Il nuovo museo di Blanda, la riapertura degli scavi del Parco Archeologico, sono l’esempio di come abbiamo operato per caratterizzare la nostra cittadina, valorizzando quelle che sono le risorse culturali che essa possiede”.
“Abbiamo accolto immediatamente con grande interesse questo nuovo progetto – ha concluso Tranchino – e ne siamo stati lieti anche perché a proporlo è stata una giovane tortorese, la dott.ssa Daniela Sarubbo. Crediamo nelle potenzialità dei nostri giovani e cerchiamo di dare loro lo spazio che meritano. Il Parco Archeologico offrirà nuove opportunità di crescita a questo territorio, che permetterà anche di destagionalizzare l’offerta turistica”.
Obiettivo del “Gart” è quello di acquisire competenze teoriche per la gestione delle attività di cantiere, in tutte le fasi di svolgimento all’interno del Parco Archeologico.
La partecipazione al progetto è gratuita, la domanda va consegnata allo sportello protocollo del Comune di Tortora, con allegato il curriculum vitae.
Valentina Bruno

Comune di Tortora

apr 232015
 

Il 25 aprile 2015 a Lagonegro, a cura dell’associazione culturale “A Castagna Ra Critica”, partirà ufficialmente la raccolta fondi per restaurare il Catasto Onciario di Lagonegro, istituito nel lontano XVIII secolo da Carlo III.
Adottando lo slogan ‘NON È UN RIFIUTO, È ARTE’, l’associazione ha pensato bene di pianificare una raccolta di lattine di alluminio, coinvolgendo tutti i proprietari dei bar e ristoranti dei paesi limitrofi, e devolvere così il ricavato di questo materiale per il restauro del prezioso documento storico.

Ma scopriamo qualcosa in più su questo importante cimelio.

Il Catasto onciario, precursore degli odierni catasti, rappresenta l’attuazione pratica delle norme dettate da re Carlo di Borbone nella prima metà del XVIII secolo per un riordino fiscale del regno delle Due Sicilie.

Nonostante fosse un catasto descrittivo, poiché non prevedeva la mappatura dei luoghi, fu uno strumento utile ad eliminare i privilegi goduti dalle classi più abbienti che facevano gravare i tributi fiscali sempre sulle classi più umili e di fatto rappresenta uno dei più brillanti esempi del tempo di ingegneria finanziaria e di ripartizione proporzionale del peso fiscale.

Nella seconda metà del XVI secolo la Basilicata conobbe un periodo di relativa tranquillità e in quest’epoca si sviluppò un rigoglioso mercato dell’arte legato alla committenza delle grandi famiglie baronali e religiosa.

Nella vita sociale e politica della regione si ebbe l’emergere di una nuova classe intermedia, per lo più appartenente a importanti famiglie locali, ed impegnata a rappresentarei baroni, i vescovi e gli abati nell’attività di amministrazione e gestione dei feudi. Contemporaneamente al formarsi di questo nuovo corpo sociale si avviò un processo di autonomia delle comunità cittadine: attraverso una procedura complessa, i cittadini potevano riscattare la propria città pagando al potere regio la somma altrimenti versata dal barone: in questo modo le terre passavano al Regio Demanio e, senza l’intermediazione del barone, divenivano di possesso comune e quindi “universali” (motivo per cui queste comunità cittadine vennero all’epoca definite “Università”). Tali emancipazioni furono tuttavia poco frequenti in Basilicata: le città regie furono pochissime e non sempre il riscatto riusciva duraturo, poiché era molto costoso e comportava un notevole sacrificio economico da parte dei cittadini: fra queste, oltre a Saponara, che lo era già dal secolo precedente, ed a Matera che già si era riscattata più volte per liberarsi dal dominio feudale, ci furono Lagonegro, Maratea, San Mauro e Rivello.

La situazione non migliorava invece per le campagne e le zone interne i cui prodotti, quando riuscivano a superare la soglia del consumo personale, erano nei mercati sottoposti ad una forte stagnazione dei prezzi. A questo si aggiungeva un sistema fiscale basato essenzialmente sulle imposte indirette sui generi di consumo, quindi la farina, il vino, il formaggio, la carne continuavano ad essere fortemente tassati; per evitare conflittualità con i gruppi dirigenti mancava l’imposta diretta sui beni e i patrimoni, che venne introdotta solo nel 1742 con il catasto onciario istituito da Carlo di Borbone..

Nel 1749 Carlo III fece coniare una nuova moneta denominata oncia napoletana, del valore di sei ducati, che, tuttavia, ebbe scarsa diffusione, in quanto si continuarono ad usare il ducato ed i suoi sottomultipli: il carlino, che era la decima parte di un ducato, la grana, che era la centesima parte, ed il cavallo, che era la millesima parte.

1 ONCIA Napoletana = 6 Ducati

1 DUCATO = 10 CARLINI

1DUCATO = 100 GRANE

1 DUCATO = 1000 CAVALLI

c’è da distinguere che :

Oncia per reddito imponibile equivaleva a 3 Carlini

Oncia per redditi animali equivaleva a 6 Carlini.

in questo libro del 1753 si rileva che :

i capo fuochi venivano tassati per ( il loro lavoro ) Industria pari a 12 once

così tutti i componenti del nucleo famigliare se maschi da 18 anni in su = 12 once

e da 14 a 18 anni per metà tassa d’industria pari a 6 once.

non pagavano tasse sull’industria ( di fatto sul lavoro ) i maschi ” DECREPITI ” oltre i 75 anni

Le imposte previste dall’onciario erano di tre tipi:

il testatico, che gravava sui capifamiglia, ad eccezione di coloro che avevano compiuto i sessant’anni, ed era uguale per tutti (in genere ammontava ad un ducato per fuoco);( quì 12 once )

l’imposta sui redditi da lavoro – sull’industria – che gravava sui soli maschi a partire dall’età di quattordici anni (dai quattordici ai diciott’anni si pagava la metà), che era calcolata in base al reddito presuntivo previsto per i vari mestieri e non in base al reddito reale;

l’imposta sui beni, che gravava sugli immobili (case, terreni, mulini, frantoi, ecc.) sul bestiame e sui capitali dati in prestito ad interesse.

I proprietari sono divisi per categorie: i cittadini, le vedove e le vergini in capillis (vale a dire le nubili che non avevano preso i voti religiosi), i forastieri abitanti, i forastieri non abitanti bonatenenti (coloro che possedevano beni nel comune senza risiedervi), gli ecclesiastici secolari tanto cittadini che forestieri, le chiese e i luoghi pii, sia locali che forestieri.

Nell’ambito di ogni categoria i contribuenti sono elencati in ordine alfabetico per nome e non per cognome.
Il catasto fornisce dettagliate informazioni sui beni dei contribuenti: delle abitazioni è descritta la tipologia, l’ubicazione, spesso anche la grandezza (“casa palaziata”, “comprensorio di case di vani … soprani e sottani”); dei terreni sono indicati i confini, l’estensione e la natura delle colture; vi è quindi la descrizione degli eventuali capi di bestiame.

All’elenco dei beni segue quello dei pesi, costituiti, in genere, dal pagamento di censi e canoni agli enti ecclesiastici e al feudatario e da interessi su capitali presi in prestito. Il catasto fornisce altresì dettagliate informazioni sui nuclei familiari, indicando, per ciascuno di essi, il numero dei componenti, la loro età, l’attività svolta ed il rapporto di parentela con il capofamiglia.

Dal testatico e dall’imposta sul lavoro erano, esonerati coloro che vivevano more nobilium, cioè di rendita, o che esercitavano professioni liberali.

Il catasto si conclude con la collettiva delle once, vale a dire con l’elenco dei contribuenti, divisi per categoria, e delle rispettive rendite.

Il peso insostenibile delle imposte creava nella base del popolo un malcontento diffuso e cominciavano a verificarsi le prime manifestazioni di quel movimento antifeudale che pochi decenni più avanti avrebbe animato, con la “rivolta di Masaniello”, tutto il Mezzogiorno.

Carla Bottiglieri

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ago 182014
 

Nuove cellette e nuovi loculi per i cimiteri di Lauria. A distanza di un anno e mezzo dall’approvazione da parte del Consiglio comunale della delibera che prevede una rivisitazione dell’allocazione delle aree suscettibili di utilizzazione edificatoria (tombe, loculi, cappelle, cellette) dei due impianti cimiteriali del Comune di Lauria, l’Amministrazione Mitidieri porta a casa un primo risultato atteso da gran parte della cittadinanza.
Si è infatti attivata la procedura per la realizzazione e la cessione di cellette (rione superiore e inferiore), loculi (rione inferiore) e la cessione di suoli cimiteriali per tombe.

Più nel dettaglio: in questi giorni sono partite le lettere per l’assegnazione di 127 cellette (rione superiore) e per l’assegnazione di 75 loculi (rione inferiore). Inoltre, nei prossimi giorni si concluderà la fase di assegnazione con i suoli per tombe (inferiore) e cellette (inferiore). Per procedere all’assegnazione l’ente ha attinto da un elenco cronologico delle domande.
L’Amministrazione fa rilevare poi che i lavori non interesseranno solo la realizzazione di loculi e cellette ma anche opere di manutenzione straordinaria dei due cimiteri (restauro cappelle e sale mortuarie, ripristino viali e quanto necessario a migliorare il decoro dei cimiteri).

«Questo importante risultato – commenta l’assessore all’Ambiente Donato Zaccagnino – dimostra la sensibilità di questa Giunta, che si è attivata fin da subito e in poche settimane ha messo in campo l’iter necessario a dare risposte a problemi che da molto tempo giacciono sono irrisolti. Vogliamo risolvere al più presto la questione cimiteri e infatti siamo intenzionati – annuncia Zaccagnino – a definire quanto previsto in merito alle opere di ampliamento del cimitero del rione superiore entro l’anno».

zaccagnino

ago 112014
 

La manifestazione, organizzata dall’Associazione A Castagna Ra Critica si svolgerà a Lagonegro il 13 e 14 agosto.
Per bissare il successo della prima edizione, “Il cavaliere errante” sarà portato in scena, ancora una volta, dalla compagnia Attiva-Mente, in un percorso itinerante per le vie di Lagonegro con atto finale davanti al castello.
La rappresentazione teatrale, testo di Milena Falabella, sceneggiatura e regia di Gianluigi Pagliaro, con Antonio Fraudatario, riprese cinematografiche di Cesare Ferzi, si basa su alcune leggende riportate in documenti storici di Lagonegro ed è nata dalla collaborazione dei sodalizi Attiva-mente e A Castagna ra Critica.

Il borgo antico tornerà a splendere con le antiche botteghe artigiane e gli stand enogastronomici, dove sarà possibile degustare prodotti tipici locali, preparati da diverse attività commerciali di Lagonegro – grazie anche alla collaborazione di alcune signore del luogo, suggeritrici di ricette – e con la cooperazione di A.L.S.I.A e Coldiretti.

L’associazione, presieduta da Lorenzo Vannata, in due anni di vita ha messo in campo diverse iniziative per raccogliere fondi necessari al restauro di opere d’arte del considerevole patrimonio storico artistico e religioso che Lagonegro vanta.
Dopo il restauro del sarcofago ligneo del ‘700 e di sei importanti calici per l’Eucaristia, quest’anno è la volta dell’affresco rupestre di San Michele Arcangelo, tornato alla luce dopo decenni – sempre grazie all’impegno del sodalizio – e del monumento ai caduti.
La cittadina di Lagonegro è candidata a essere inserita fra i borghi più belli d’Italia.

PROGRAMMA
Ore 20,00: Anfiteatro piazza S. Anna rappresentazione teatrale “Il cavaliere errante”, segue percorso tra le vie del borgo fino al castello. Il pubblico assisterà all’inizio dello spettacolo in piazza Sant’Anna e il corteo, seguendo il cavaliere guidato dai fantasmi, si muoverà verso il Castello per la scena finale.
Ore 21,30: Itinerario artistico-enogastronomico nelle vie del borgo con degustazione di ricette antiche; animazione a cura di musici e artisti di strada.
Per la realizzazione dei piatti saranno usate materie prime di produttori e distributori locali che usano marchio ALSIA e Coldiretti, quali – Azienda agricola Pecorelli Francesco, Società Campo dei Monaci, Cibarie food Consulting.
I piatti tipici saranno serviti da- Ristorante La Marea, Locanda da Federico, Ristorante La Stradella, La Gioconda Resort.
Hanno collaborato le signore Filuccia Riccio, Rosaria Iacovino, Giuseppina Fortunato, Maria Fortunato, Maria Belardi, Giuseppina Sabella, per la realizzazione delle antiche ricette; Nino Tortorella per la realizzazione grafica, e ancora l’Enoteca Perbacco e il locale produttore Torrefazione Caffe, Avis di Lagonegro, alcune associazioni locali, Alsia e Coldiretti.
Partner dell’evento l’azienda vinicola Gioia Al Negro.
L’iniziativa è realizzata con il sostegno della Regione Basilicata Fondo Europeo di sviluppo regionale, Fesr Basilicata e con il patrocinio del Comune di Lagonegro.

Lorenzo Vannata
Presidente A Castagna Ra Critica
Info e Comunicazioni
Lucia Santoro 349 5124460
lucesant@tiscali.it
Milena Falabella 333 3638541
avv.falabella@live.it

LOCANDINA

lug 282014
 

Quest’anno sono stati trecentododici i partecipanti al Piccolo Cammino di Santiago che si è svolto a Lauria domenica scorsa venti luglio. A questi vanno aggiunti tre esponenti delle forze dell’ordine, due carabinieri e un vigile urbano oltre ad altri partecipanti più anziani, come la signora Stella Mercuro e la signora Teresa Mandarino che hanno utilizzato il pullman messo a disposizione dell’amministrazione comunale. Il dato è certificato dall’impegno di Antonio Petraglia che ormai è stato proclamato contatore ufficiale all’altezza della Chiesa della Sanità. Questi i numeri dell’edizione 2014 di una manifestazione che sempre di più si sta affermando come una delle più importanti che si svolgono a Lauria nel corso dell’anno. L’itinerario Storico religioso è stato organizzato dal Comitato di San Giacomo e dall’Associazione Più stiamo e meglio stiamo. Da segnalare l’impegno straordinario di Giuseppe Guerriero e Raffaele Papaleo. Per la prima volta i partecipanti oltre al caratteristico cappellino rosso hanno ricevuto in dono la Carta del Pellegrino, uno stampato da conservare su cui timbrare le partecipazioni annuali nello stile e nell’esempio di quanto avviene nel più prestigioso cammino di Santiago di Compostela. Alla partenza avvenuta di prima mattina da Piazza San Giacomo è stato presente anche il sindaco di Lauria Gaetano Mitidieri. Alcuni esponenti della giunta hanno invece partecipato all’intera camminata: Lucia Carlomagno, Donato Zaccagnino e Giuseppe Iannarella. I componenti del comitato San Giacomo quest’anno si sono presentati con una polo bianca stilizzata con l’immagine dei due campanili, Lauria e Santiago, realizzata dall’artista Paolo Amoroso anche lui presente alla manifestazione. Per la terza volta ha partecipato anche il settantacinquenne Dante Zullo, lagonegrese di origine, di nazionalità francese, che vive a Tolosa in Francia e che per ben due volte ha fatto in passato l’intero cammino di Santiago, milleseicento chilometri a piedi. Un percorso leggermente meno faticoso del solito , circa nove chilometri, che si è concluso prima delle tredici con la preghiera e il saluto del parroco Don Franco Alagia davanti alla statua di San Giacomo. Tappe obbligate: La chiesa di Santa Veneranda, La Chiesa di Sant’Elia, quella di San Giuseppe, dove gli abitanti del posto ci hanno fatto trovare il tradizionale buffet, l’area della sorgente Fiumicello, la Chiesa di Sant’Antonio di Padova. Ottimo e particolarmente apprezzato, data l’ora, il secondo buffet nella zona di Sant’Antonio. La vera perla della giornata la visita alla Chiesa di San Giovanni Battista dove è stato possibile ammirare per la prima volta l’affresco quattrocentesco scoperto da poco e che è in corso di restauro da parte della Soprintendenza ai Beni Artistici. “Alla luce del panorama che abbiamo vista a Sant’Elia – ha detto in una riflessione il seminarista Nicola Caino – ci siamo accorti di essere un puntino dinanzi a tanta grandezza. E ci accorgiamo che l’uomo ha un’esigenza: è proteso verso l’assoluto. Sia se uno crede in Dio sia se non crede comunque si mette in cammino . Oggi siamo stati un popolo che ha camminato insieme e siamo stati una bella comunità”.
Pasquale Crecca

Collage fotografico a cura di Pasquale Crecca

giu 012014
 

Il 31 maggio 2014 si è svolta una intensa giornata culturale sul colle dell’Assunta a cura di un gruppo di associazioni capitanate da Franco Fittipaldi. Nella mattinata una Messa officiata da mons. Vincenzo Iacovino ha ricordato il decennale della riapertura la culto del Santuario dell’Assunta dopo i lavori di restauro del post Sisma 1998, nel pomeriggio è stata organizzata una conferenza alla presenza di esperti, studiosi e del presidente della regione Basilicata Pittella. Nel corso della giornata è stato possibile visitare due mostre. La prima ha riguardato i lavori di restauro della chiesa, la seconda è stata legata ad alcuni ritrovamenti nel sottosuolo dell’area del Santuario, in particolare alcuni oggetti appartenuti a degli adulti e ad un bambino sepolti intorno al 1600.

La conferenza: Stoduto, Di Fazio, Canestrini, Boccia, Papaleo, Bottini, Lamboglia, Boccia, Schiavone, Fittipaldi, Pittella

La messa in occasione del decennale della riapertura al culto del Santuario dell’Assunta

Le interviste ai protagonisti

L’intervista all’organizzatore Franco Fittipaldi

“Il Castello racconta” di Giuseppe Ielpo e Roberto Mattia

mag 292014
 

Le associazioni di volontariato puntano i riflettori sul Santuario dell’Assunta e il Castello Ruggero con un’intera giornata dedicata alla promozione e valorizzazione delle due importanti opere storiche di Lauria. Sabato 31 maggio, in occasione del decennale della riapertura al culto del Santuario dell’Assunta alle 11 si terrà presso il Santuario la celebrazione della Santa Messa e l’inaugurazione della mostra “Il Santuario dell’Assunta. Le storie del recupero”. Saranno esposti per la prima volta importanti reperti rinvenuti nella campagna di scavi condotta dentro il Santuario durante i lavori di consolidamento e restauro per il sisma del 9 settembre 1998, quando furono rinvenute tre sepolture tardo medievali e sette murari antichi che hanno contribuito a “riscrivere” le origini del sito.

La manifestazione continua nel pomeriggio alle 17 presso l’anfiteatro dell’Assunta (in caso di pioggia all’interno del Santuario), con il convegno: “Il castello racconta: conversazioni storico-architettoniche sui luoghi della memoria” e l’inaugurazione della mostra “Le pietre della memoria”. L’obiettivo è di far riscoprire il castello Ruggero di Lauria appartenuto all’omonimo ammiraglio nato a Lauria e celebre in tutto il mondo per il suo genio militare e navale, attraverso una vera e propria riappropriazione del bene. Si tratta di una prima tappa per gettare le basi verso la valorizzazione e il consolidamento del castello per renderlo una risorsa fruibile a tutti.

L’evento promosso dall’associazione Amici del Castello Ruggero, vede la collaborazione della Regione e del Comune di Lauria; delle associazioni: Palazzo Marangoni, Associazione Mediterraneo, L’Eco di Basilicata, Pro Loco Lauria, Circolo Erasmo, MiBACT, Fondazione Lentini, Soccorso Alpino di Basilicata, Upel; e il sostegno di Fondazione con il sud (nell’ambito del programma Lungo la strada Maestra, per contribuire al rafforzamento delle reti e avvicinare i giovani alla conoscenza del territorio).

Parteciperanno al convegno, moderato dal prof. Francesco Stoduto il sindaco di Lauria Gaetano Mitidieri, il soprintendente della Basilicata, arch. Francesco Canestrini e il presidente della Regione, dott. Marcello Pittella. Relatori: arch. Giuseppe Di Fazio (la memoria è un bene comune); dott. Rosanna Lamboglia (fonti documentarie per una storia di ‘Castra’ nel lagonegrese); dott. Mariano Schiavone dell’Apt (il castello Ruggiero, ipotesi di valorizzazione); dott. Paola Bottini (due ammiragli e i loro castelli: Ruggero di Lauria e Andrea Doria); prof. Antonio Boccia (Studi recenti sulla rocca medievale di Lauria); prof. Raffaele Papaleo (impariamo dal territorio, valenza didattica dei siti storici); dott. Anna Nica Fittipaldi (il marketing esperienziale verso un nuovo approccio dei beni culturali).
Francesco Zaccara

castello e santuario

mag 292014
 

Sono in dirittura di arrivo i lavori relativi alla progettazione esecutiva del Parco Archeologico di Blanda.
Si è tenuto ieri, infatti, presso la sede del Comune di Tortora, un incontro tecnico al fine di focalizzare gli ultimi dettagli utili alla definizione conclusiva del progetto.
La seduta, svoltasi alla presenza del sindaco Pasquale Lamboglia e del responsabile LL.PP. ing. Domenico Fontana, ha visto la partecipazione, dei progettisti: arch. Ottavia Voza, arch. Paolo Vitti, arch. Francesco Gentile, dei responsabili della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria: dr. Gregorio Aversa e dr. Simone Marino, e degli archeologi dr. Francesco Gioacchino La Torre e dr. Fabrizio Mollo, docenti presso il Dipartimento di Civiltà antiche e moderne dell’Università di Messina.
Durante l’incontro, i progettisti hanno illustrato con dovizia di particolari tutti gli aspetti tecnico-scientifici presi in considerazione ai fini della stesura degli elaborati progettuali, che riguardano il primo nucleo fruitivo del Parco Archeologico consistenti, grosso modo, nel rilievo delle mura di fortificazione e del loro restauro, della valorizzazione dei resti degli edifici del Foro, nel portare alla luce tutte le strutture già indagate nel passato, nel recupero di un vecchio casale per i servizi di base, nella realizzazione di percorsi pedonali, aree di sosta, parcheggi, ecc.
Successivamente si passerà – hanno sottolineato i progettisti – al completamento e alla valorizzazione dell’apparato naturalistico e culturale dell’area che, a partire dalle pendici del pianoro del colle Palècastro permetterà la visione delle mura dal basso e l’accesso ai percorsi naturalistici della Fiumarella.
Questa proposta progettuale, si inserisce in un quadro generale di valorizzazione ambientale esteso dalla valle della Fiumarella fino al centro storico di Tortora.
Per la realizzazione di questo primo nucleo di Parco Archeologico, il Comune di Tortora è riuscito ad ottenere un finanziamento di un milione e duecentomila euro, dal ministero dello Sviluppo Economico.
Un risultato importante per la cittadina tortorese, che punta decisamente, come attrazione territoriale, sull’importante valenza archeologica che questo luogo rappresenta.

Comune di Tortora

apr 212014
 

Un contenitore di iniziative dedicate alla famiglia, questa sarà l’etichetta della prossima Fiera Campionaria “Città di Vallo” in programma alle Fiere di Vallo dal 30 aprile al 4 maggio. La prossima edizione, già profondamente modificata nel corso degli anni per stare al passo con l’evoluzione socio-economico e culturale del territorio, si è ulteriormente arricchita di nuove proposte e iniziative, sia dal punto di vista dell’offerta espositiva sia in termini di eventi collaterali. Oggi la manifestazione si presenta articolata in una serie di “Aree tematiche” dall’Area dedicata all’edilizia all’Area commerciale, dall’Area dedicata all’agricoltura all’Area spettacoli, fino all’Area degustazioni di prodotti Made in Italy. Per dare vita ad un “grande evento”, unico nel suo genere, lungo 5 giorni.

La XVII edizione della Fiera Campionaria “Città di Vallo” vuole mettere un punto e ripartire da una fiera che non sia solo un momento di business, ma anche di intrattenimento, cultura e valorizzazione del territorio e delle attività del’ intera provincia. Fiere di Vallo sta preparando un ricco carnet di offerte che possa soddisfare gli interessi e stimoli la curiosità di un pubblico variegato per ridare slancio all evento. Ogni anno la presenza di operatori qualificati, (150 espositori accreditati), e l’apprezzamento del pubblico, (oltre 20.000 visitatori nella passata edizione), la rendono una delle manifestazioni più importanti e apprezzate in Campania.

Un settore i crescente espansione…

SEM (Salone dell’Edilizia e della Meccanica), il salone dedicato all’edilizia e alla meccanica, rappresenta il principale punto di riferimento della Provincia per il settore, settore in crescente espansione, sia in termini economici che occupazionali in controtendenza con l’attuaele crisi economica. A questo evento parteciperanno: imprenditori, professionisti, costruttori, architetti, designers, rivenditori, distributori, societa’ manifatturiere, societa’ di costruzioni, ed altre industrie che presenteranno i loro prodotti e servizi. Tra gli obiettivi principali di SEM è il restauro e la modernizzazione, soprattutto in termini di ristrutturazione edilizia ad alta efficienza energetica.

Il Salone, giunto alla sua XIII edizione, è senza dubbio sempre più luogo di scambio, confronto e aggiornamento per operatori del settore che operano nell’ambito della riqualificazione e della conservazione del nostro patrimonio edilizio e architettonico. Il settore edile non è solo una colonna portante dell’economia territoriale, ma per quel che concerne la qualità, il know-how e gli aspetti legati al restauro, un comparto di tutto rispetto anche a livello nazionale. Presenti anche aziende produttrici di software per la progettazione e l’edilizia, il settore dell’arredo urbano, dell’antinfortunistica e della sicurezza nei cantieri.

Un edizione ricca di novità…

L’edizione 2014 della Fiera dell’Agricoltura, si presenta ancora più ricca e piena di novità, tra cui l’ampliamento degli spazi espositivi dedicati al comparto, una campagna promozionale più incisiva e strategica, finalizzata ad allargare il bacino di provenienza dei visitatori ed una partecipazione di aziende leader del settore.

Il Salone è l’osservatorio d’eccellenza della meccanizzazione agricola dell’intera provincia di Salerno, appuntamento fondamentale per tutti gli addetti del settore: agricoltori, operatori economici, contoterzisti, tecnici, ricercatori. Rappresenta, per gli agricoltori, un’occasione importante al fine di poter confrontare prodotti, servizi, macchine, innovazioni, offrendo un panorama completo anticipando le esigenze degli operatori e presentando prodotti innovativi, del settore agricolo.

La struttura delle Fiere di Vallo, rappresenta oggi per dimensioni il terzo Polo Fieristico del meridione, con i suoi 40.000 mq. urbanizzati di cui 6.000 mq. Coperti, è dotato di una Sala Convegni attrezzata, di un centro servizi a due livelli con Sale riunioni a servizio degli Espositori, di un ristorante, di un bar attrezzato, parcheggio interno, servizio bancomat, video sorveglianza e copertura Wi-Fi su tutta l’area espositiva.

La struttura è raggiungibile da Nord e da Sud tramite la Variante S.S.18 Cilentana, con uscita dedicata in corrispondenza dell’uscita Pattano, essendo il Centro Espositivo adiacente alla superstrada stessa.

Esiste un posto migliore per presentare le Vostre offerte della fiera Campionaria “Città di Vallo” la più importante e apprezzata dell’intera Regione? I vostri clienti Vi aspettano! Richiedete subito la Domanda di Adesione.

Michele Erra

tel. 0828.199.36.87 – mobile 338.474.28.69

michele@fieredivallo.it

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