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ott 022015
 

“Petrolieri alleati delle Regioni”? Beh, a me non sembra una grande novità. In Basilicata è una alleanza che si perpetua da lustri e che non ha portato nessun vantaggio, anzi.
Piuttosto verrebbe da commentare, con un pizzico di ironia, che grazie ai referendum contro lo “Sblocca Italia” e il “Decreto Sviluppo” si è ricomposto il fronte di coloro che fino a qualche settimana fa erano tutt’altro che sfavorevoli sia allo “Sblocca Italia”, sia a tutti i provvedimenti che ci hanno condotto allo “Sblocca Italia”.
Paradossi! E ancor più paradossale è il tutto se guardiamo alla nostra Basilicata, terra in cui i petrolieri sono stati accolti con il tappeto rosso e la fanfara.
No, direi che non è una novità.
Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani

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mag 152015
 

Apprendiamo dalla stampa che è stata costituita l’ “Unione Lucana del Lagonegrese – Mercure, Noce, Sinni” e il tuo comune ne fa parte.
Libera è impegnata soprattutto per costruire sui vari territori nazionali momenti di “antimafia sociale”, perché è consapevole che il linguaggio dei rapporti umani è alla base delle relazioni in una comunità di donne e uomini e la partecipazione attiva di tutti i cittadini è condizione essenziale per affermare i principi di legalità.

Spesso si è cittadini senza averlo scelto; i cittadini italiani, così come quelli di quasi ogni altra nazione, lo sono per meccanismi che non hanno niente a che fare con la scelta: solitamente per linee ereditarie (si è o si può decidere di essere italiani se si è figli di italiani) o di nascita (si è per esempio senegalesi se si nasce in Senegal). La cittadinanza può così essere vissuta come un diritto acquisito, e di funzione passiva. Una piena cittadinanza passa però per la partecipazione a una comunità, l’accettazione e il confronto sulle sue regole, e per un atteggiamento responsabile e attivo. Sappiamo tutti che le mafie e la criminalità attecchiscono sull’ignoranza, e propongono un modello basato sul “meglio non sapere”; ma per una cittadinanza attiva e responsabile, per una piena legalità, invece, è sempre meglio sapere. La conoscenza del proprio territorio e dei collegamenti con il mondo più vasto serve, così, non tanto per una cultura generale quanto per tenere gli occhi aperti e capire quando si è testimoni di qualcosa che richiede una denuncia, un cambiamento, un intervento.

L’Unione dei Comuni che avete realizzato è sconosciuta alla stragrande maggioranza dei cittadini eppure stravolge l’impianto istituzionale che fino a oggi ha regolato le nostre comunità.

Il nostro Territorio, la nostra Regione, il nostro Paese ha bisogno di un cittadino responsabile! Voi lo avete escluso ritenendo di essere in grado di decidere per tutti su una materia in cui ognuno dovrebbe essere chiamato a scegliere. Sapete bene che su questi temi non basta la semplice approvazione di un deliberato in Consiglio Comunale, occorre “recarsi” dai cittadini. Sapete bene che un grave problema della Politica oggi sono proprio le sale consiliari deserte dove solo gli “addetti ai lavori” si confrontano spesso in modo inefficace.

La legalità incomincia quando ci sentiamo parti attive del contesto sociale: quando, da anonimi spazi di transito e di consumo, i paesi, i comuni, le città diventano “immagini riflesse” di una mappa interiore di idee, di relazioni, di stupori. Per questo è importante fare posto ai giovani, e non limitarsi a dare loro un posto.

Abbiamo bisogno di mettere i cittadini in condizione di “vedere”, non solo di guardare, di “ascoltare”, non solo di sentire, di “capire”, non solo di sapere, affinché si sentano riconosciuti a pieno titolo come persone e cittadini responsabili. Si chiede, pertanto, che si rimedi al metodo, finora seguito “non corretto sul piano democratico” e che si organizzino momenti di confronto nei vari comuni durante i quali ognuno liberamente potrà entrare nel “merito” di questa nuova forma di aggregazione istituzionale. Riconoscere di non aver adottato il metodo giusto è un atto di grande coraggio e saggezza.

Questa Associazione è pronta ad organizzare momenti assembleari con i cittadini e non esclude la possibilità di compartecipazione a referendum consultivi per ridare alla gente la possibilità di scegliere. Il nostro vuole essere un impegno per la libertà e la dignità di ogni persona.

MELCHIONDA

set 122014
 

Consiglio comunale dai toni aspri è stato quello celebratosi l’11 settembre 2014 e dedicato interamente alla opportunità o meno di allocare sul suolo senisese un opificio concepito per il trattamento dei rifiuti. La formula della “seduta aperta” ha coinvolto la cittadinanza ma ha provocato, inevitabilmente, non pochi momenti di tensioni e cortocircuiti istituzionali che hanno rasentato, per brevi istanti, l’anarchia. Il presidente del consiglio comunale Asprella ha faticato non poco a far rispettare il regolamento. Nonostante la tensione, il diritto alla parola è stato garantito ed è emerso un quadro bene definito della situazione ad oggi. Il consiglio è stato senza dubbio interlocutorio, nessuna scelta definitiva è stata compiuta anche se molti cittadini hanno con chiarezza evidenziato che nessun tipo di “relazione tranquillizzante” potrà convincerli: un’area verde con un bacino embrifero di primaria importanza, con una agricoltura apprezzata da ogni parte, non può “sopportare” la presenza di un capannone nel quale si trattano i rifiuti. Il “no” è insomma “a prescindere” come direbbe Totò. Ed intanto si pensa anche ad un referendum civico consultivo che però il regolamento comunale di Senise, ad oggi, non prevede come forma di consultazione popolare.

Le interviste: rappresentanti del comitato “Per Senise rifiuto”, Francesco Bulfaro, Luigi Le Rose, Giuseppe Tuzio, Margherita Ferrara, Antonio Uccelli, Rossella Spagnuolo, Giuseppe Castronuovo

Prima parte del consiglio

Seconda parte del consiglio visibile dalle ore 22

gen 122014
 

Molto folta è stata la partecipazione alla conferenza di presentazione del Movimento Civico “Pasaggio a Nord-Ovest” che ha proposto alle popolazioni d Tortora, Praia a Mare ed Ajeta l’adesione amministrativa alla Basilicata. La serata, svoltasi nella sala consiliare l’11 gennaio 2014, alla presenza dei sindaci Lamboglia (Tortora) e Praticò (Praia a Mare) è stata ricca di interventi e di approfondimenti.

La conferenza di presentazione

Le interviste realizzate da Valentina Bruno a: Anna Rita Praino, Rocco Trazza, Vito Di Lascio

lug 122013
 

Il patrimonio di impegno civile sviluppatosi nella valle del Noce può essere un valore aggiunto in occasione della prossima tornata elettorale regionale? Il prof. Gerardo Melchionda lancia un incontro per giovedi 18 luglio alle ore 18 nella sala Cardinale Brancati di Lauria. Ecco quanto nello specifico evidenzia: ” Alle riflessioni e dai colloqui intercorsi tra tante/i di quelle/i che in questi anni si sono spesi e continuano a impegnarsi sul nostro territorio (in modo generoso ma spesso disarticolato) sulle diverse questioni e vertenze sociali, ambientali, economiche e politiche sia nazionali che regionali, è scaturita, in queste settimane, la volontà di provare a ricomporle in una rete ed in un progetto unitari che diano valore a tutte le azioni, le lotte e le iniziative realizzate: la vittoria al referendum sull’acqua bene comune può certamente rappresentare un modello virtuoso da perseguire!
Si è quindi condivisa la necessità di organizzare una serie di incontri interlocutori per riflettere insieme e verificare se sussistano le condizioni per intraprendere un percorso comune anche in vista delle prossime elezioni regionali del 17 e 18 novembre.
L’impegno e la passione che, senza dubbio, distinguono il nostro agire da quello di questa classe politica e dirigente, improntato a logiche di potere, di controllo e di affari, continuano a scontrarsi con un sistema che, troppo spesso, riesce a ricomporre le proprie maglie e a rendere vani i nostri continui e lodevoli sforzi di cambiamento, generando un senso di sfiducia e di rassegnazione che non possiamo continuare ad accettare e subire.
Questa contingenza storica, che sta evidenziando tutti i limiti di questo modello di società e di “sviluppo”, con una crisi che è non solo economica ma soprattutto di civiltà, può rappresentare un momento propizio, e forse irripetibile, per intraprendere questo percorso, facendo breccia in un sistema che mostra evidenti segni di decomposizione.
Dunque proviamo a parlarci e a costruire insieme un progetto di speranza per questa nostra terra preziosa, con un primo incontro.
Questi punti all’ordine del giorno:

1.E’ opportuno presentare una lista civica alle elezioni?
2.Quali idee E QUALI TEMI per un progetto di governo della Regione? Partendo da quattro grandi temi, che racchiudono le vertenze e le problematiche più attuali, emerse sia a livello nazionale che regionale:
3.Ambiente ed ecologia
4.Energia e rifiuti
5.Economia, lavoro e politiche di sviluppo
6.Sanità e servizi pubblici (intesi come beni comuni?)
Vi aspettiamo e confidiamo nella speranza e nel desiderio comune di impegnarci insieme, perché un altro mondo e un’altra regione sono possibili, se noi ci crediamo”.

MELCHIONDA

gen 312013
 

Le ultime vicende politiche (dimissioni e nomina nuovo assessore comunale – dimissioni e nomina nuovo segretario comunale del PD), amministrative(bocciatura da parte del Dipartimento nazionale della Funzione Pubblica del concorso per addetta ai tributi comunali, insostenibilità del debito comunale e inasprimento delle tasse comunali – IMU) e giudiziarie (sentenza sfavorevole alla boriosa maggioranza circa la dichiarazione di decadenza della Consigliera comunale Maria Di Lascio) dimostrano che mentre l’Amministrazione comunale è smarrita la minoranza ha a cuore il bene del paese e non pone questioni sterili e strumentali.

Abbiamo vigorosamente difeso le ragioni della nostra capolista, Maria Di Lascio, in occasione del vile atto di decadenza perpetrato, con voto segreto, ai suoi danni perché ritenevamo che la maggioranza stesse compiendo un atto di rappresaglia politica contro ogni logica legislativa e di buon senso. E abbiamo avuto ragione in seguito alla sentenza del Tribunale di Lagonegro che ha dichiarato ed accertato il diritto di Maria Di Lascio alla permanenza nella carica di Consigliera comunale.

Avevamo chiesto, già in occasione del Consiglio comunale di insediamento (1° giugno 2011) che la Commissione elettorale comunale, per quanto attiene al compito di nomina degli scrutatori alle elezioni, scegliesse il meccanismo del sorteggio degli scrutatori, sottraendo la materia allo sterile ed ingiusto metodo dello scambio-elettorale (ossia, io ti voto se tu mi nomini come scrutatore). La maggioranza non ci degnò di alcuna risposta, così come si evince dalla Deliberazione consiliare n°16 del 01/06/2011, probabilmente perché il PD doveva pagare le cambiali elettorali sottoscritte durante la campagna elettorale per le comunali. Tant’è che in occasione dei referendum del 12 e 13 giugno del 2011 furono nominati gli scrutatori con la “vecchia logica dello scambio”.

In occasione delle imminenti elezioni Politiche del 24-25 febbraio 2013, l’Opposizione ripropone il meccanismo trasparente del sorteggio, affinché tutti i gli aventi diritto vengano trattati equamente e non venga privilegiato alcun “amico” o “amico degli amici” .

 

urne

nov 282012
 

“Se possiamo avere una vita migliore che ci costa fare dei piccoli sacrifici che possono favorire il nostro futuro…salviamoci!” È il messaggio che Katia, una studentessa di Picerno, ha voluto lanciare, attraverso il twitter del presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza, questa mattina nell’ambito della manifestazione “Il villaggio eco-sostenibile”, uno degli ultimi appuntamenti del progetto “Futurenergy: risparmia, cammina, pedala, rispetta”.

“I nuovi strumenti e i nuovi linguaggi – ha affermato Lacorazza – possono aiutare le istituzioni ad entrare in contatto con gli adulti di domani, traghettando verso di loro le grandi visioni strategiche che orientano la difficile fase di transizione in atto. Dai social network alla musica, abbiamo voluto dare forma e voce nuova alla nostra idea di sviluppo, un’idea che poggia sui pilastri della cultura, della sostenibilità e dell’inclusione e che vogliamo trasmettere alle nuove generazioni. Generazioni pronte al cambiamento e attente, come hanno dimostrato il referendum su acqua e nucleare e i viaggi della memoria, ai temi che riguardano il futuro. È necessario dunque un nuovo rapporto tra comunicazione e visione di futuro. Da questa consapevolezza nasce “Green Culture Awards”, premio dedicato alle energie rinnovabili svoltosi lo scorso sabato con la presenza del cantautore Niccolò Fabi che ha raccontato in musica la possibilità di una svolta green. Non è la prima volta, del resto, che la Provincia di Potenza fa leva su linguaggi moderni per “fertilizzare” nei giovani l’idea di un futuro con più sostenibilità, cultura e integrazione: dal concerto degli  Almamegretta, a conclusione della Giornata del rifugiato a Potenza, all’incontro “Naufraghi, musich(e)migranti” con Vinicio Capossela la scorsa settimana a Rionero”.

Durante la manifestazione sono stati inoltre sottoscritti gli atti d’intesa e impegno tra Provincia, Società energetica lucana e i comuni di Picerno e Pignola per la redazione dei Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile (Paes) previsti dal Patto dei Sindaci.

“La Provincia di Potenza – ha sottolineato l’assessore alle Politiche comunitarie Francesco Pietrantuono – è struttura di supporto al Patto dei sindaci e sta costruendo assieme ai comuni del territorio un percorso che comporta precisi impegni per la riduzione delle emissioni di CO2, obiettivo prioritario della strategia Europa 2020. Ad oggi i comuni coordinati dalla Provincia di Potenza che hanno aderito al Patto sono 25, mentre 9 sono i Paes approvati. Si tratta di un percorso virtuoso e da continuare anche perché i Paes, oltre ad essere frutto di una programmazione dal basso, costituiscono, per la prima volta, “parchi progetti green” strategici pronti per essere finanziati e realizzati”.

La giornata ha visto gli studenti coinvolti in diverse iniziative tra cui il pedibus, la  stracittadina- marcia non competitiva tra le vie cittadine, la staffetta su cyclette tra gli studenti della rete delle scuole ecologiche con misurazione dell’energia, oltre a work shop e laboratori.

L’assessore allo Sport Nicola Figliuolo, nel complimentarsi con il corpo docente delle scuole interessate per aver messo in campo un’attività didattica centrata sui temi dell’ambiente e della sostenibilità, si è soffermato sulla mission del progetto Futurenergy “che, in coerenza con “Scuole ecologiche in scuole sicure”, riconosciuto da Legambiente nazionale come miglior buona prassi 2011, si propone – ha spiegato – di divulgare il binomio pratica sportiva e sostenibilità, il miglioramento delle abitudini e dei comportamenti responsabili volti al risparmio energico e al rispetto dell’ambiente e non ultimo l’incremento dell’efficientamento energetico, dell’utilizzo di fonti rinnovabili con la riduzione delle emissioni di CO2”.

Presenti anche il sindaco di Picerno Valeria Russillo, il vicesindaco di Pignola Gerardo Ferretti e i dirigenti scolastici.

“Futurenergy” si concluderà, il prossimo 11 dicembre 2012, a Marsico Nuovo con una tavola rotonda durante la quale verranno illustrati i risultati conseguiti. (r.s.)

 

 

ott 202012
 

Da sabato 20 ottobre comincia anche a Lauria la raccolta firme per i quattro referendum abrogativi, la nuova sfida politica intrapresa da Italia dei Valori per allargare gli orizzonti della democrazia partecipata. Ci battiamo per il ripristino dell’articolo 18 e dei diritti del contratto nazionale di lavoro, per l’abrogazione del finanziamento ai partiti e abrogazione della diaria ai parlamentari. Si tratta di quattro battaglie di civiltà che richiedono la partecipazione della gente, di ogni cittadino, nell’interesse degli italiani.
Ma accanto alla battaglia nazionale contro la Casta e per il Lavoro, l’Italia dei Valori insieme al Movimento di Lauria Libera promuoverà in questo weekend anche la petizione contro gli aumenti della Tarsu. Semplici e chiare le parole d’ordine della mobilitazione: «No a nuovi aumenti della bolletta, individuare e sanzionare i responsabili politici del disastro Carpineto, garantire alla cittadinanza un servizio di raccolta rifiuti efficiente e soprattutto dare avvio a una netta discontinuità politica in seno all’Amministrazione». Il 21 ottobre, alle ore 18.30, in Piazza del Popolo, Italia dei Valori-Lauria Libera incontrerà poi i cittadini per un confronto sui temi di attualità politico-amministrativa. «Andiamo tra la gente – spiegano i dirigenti del gruppo politico – affinché l’idea di partecipazione attiva, pilastro fondante del programma di Lauria Libera-Idv, continui a diffondersi tra i cittadini con la consapevolezza che una tale occasione rappresenta un momento di confronto e di crescita sia per la politica, che deve recuperare la capacità di ascoltare e l’etica dell’agire, sia per i cittadini che, essendo informati, possono mettersi in discussione e confrontarsi con le diverse campane che sicuramente non faranno attendersi».

Questo il programma:

- sabato 20 ottobre dalle ore 10:00 alle 13:00 banchetto presso Villa Comunale Lauria Superiore;

- domenica 21 ottobre dalle ore 10:00 alle 13:00 banchetto presso Villa Comunale Lauria Superiore e dalle ore 18:30 alle 20:00 presso Piazza del Popolo Lauria Inferiore;

- domenica 21 ottobre dalle ore 18.30 alle 20:00 presso Piazza del Popolo Lauria Inferiore, incontro con i cittadini per un confronto sui temi di attualità politico-amministrativa (in caso di pioggia si procederà alla raccolta delle firme presso il Circolo Idv in via Cairoli 95).

ago 312012
 

Domenico di Sanzo ha voluto definire i Radicali “rottamatori ante litteram”. Nel ringraziarlo per l’attenzione che ha voluto dedicare al mio intervento,  mi permetto qualche considerazione sulla visita di Matteo Renzi in Lucania.

Rottamatori “ante litteram”? Non saprei, quello che so è che da sempre i Radicali si battono per affermare il rispetto dello Stato di diritto e del dettato costituzionale, descrivendo un contesto, quello del sessantennio partitocratico di metamorfosi del male. Ho trovato il lessico politico del rottamatore Renzi piuttosto balbettante.

Rottamatori “ante litteram”? No, semplicemente uomini e donne che da 60 anni hanno provato ad elaborare un programma di governo e di riforma vera, reale, di questo paese sul fronte dell’economia, della giustizia, delle istituzioni. All’inizio degli anni ’80 denunciavamo che la tenia partitocratica stava creando i presupposti per la bancarotta delle pubbliche finanze e proponevamo una riforma delle legge elettorale uninominale maggioritaria anglosassone. All’inizio degli anni ’90 stravincemmo un referendum, che poi fu puntualmente tradito dai vari mattarellum, tatarellum e porcellum. Allora un presidente della Repubblica ebbe a dire che quando il popolo decide il parlamento scrive sotto dettatura. Le cose non sono andate esattamente così e lo sappiamo. Questo per non dire di una Corte costituzionale che Marco Pannella ha definito a più riprese la “suprema cupola della mafiosità partitocratica”, che più volte ha bocciato quesiti referendari tradendo le chiare e inequivocabili indicazioni del dettato costituzionale.

I referendum radicali, appunto: un programma di governo e di riforma in un paese in cui – tanto per parlare di illegalità e di “peste italiana” – la scheda referendaria prevista dal legislatore è stata negata per quasi 30 anni.

Rottamatori “ante litteram”? No, semplicemente riformatori, laici, antiproibizionisti, ambientalisti ed ecologisti, federalisti europei, di quelli che propongono un’unione politica e non solo monetaria; di quelli che da decenni dicono che occorre realizzare “gli Stati uniti d’Europa” e una “Comunità della e delle democrazie”.

Rottamatori “ante litteram”? Io mi permetto di suggerire a certi rottamatori locali di stare attenti a non realizzare operazioni meramente gattopardesche, tentando di surfare sull’onda della demagogia e del populismo.

A Matteo Renzi ho posto una domanda chiara sulla rottamazione dello Stato di diritto, della legalità costituzionale e delle Convenzioni internazionali a tutela dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. A Renzi ho chiesto di esprimersi su una proposta che non a caso abbiamo definito “Amnistia per la Repubblica” e sul comportamento omissivo del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Di fatto, il “Rottamatore” ha svicolato e non ha risposto.

Mi sarei aspettato da chi dice di rappresentare il “nuovo che avanza” parole chiare che non ci sono state. La risposta sapeva di vecchio e di dejà vu.

Convergenza? Prendo atto che tra le non molte cose concrete pronunciate da un bravo comunicatore c’erano vecchie proposte ed iniziative radicali come quella per l’abolizione del valore legale del titolo di studio. Prendo altresì atto, che Renzi fino a quando non ho inteso sottolineare questo aspetto, con una domanda che ho dovuto letteralmente estorcere agli organizzatori, si era guardato bene dal pronunciare la parola Radicali. Insomma, un Renzi all’altezza della migliore censura e rimozione di regime, quella che nega a questo paese un dibattito sulla questione giustizia e non solo. Piuttosto singolare per chi dice di essere un innovatore.

Renzi dice che non sempre “vincere” coincide con “CON-VINCERE”. Io dico che si vince davvero solo quando “CON-VINCI”, che sta per vincere con e non contro qualcuno.

Verrebbe da chiedere al sindaco rottamatore del silenzio tombale sulla questione petrolifera, che pure tanto sta facendo discutere in Basilicata. Ma tant’è, l’impressione di trovarsi di fronte ad una operazione di mero marketing elettorale si rafforza dopo averne ascoltato il verbo, i silenzi e le non risposte.

La questione che dovrebbe essere all’ordine del giorno in questo paese è quella dello stato della nostra democrazia, laddove ripeto quello che da tempo con Marco Pannella andiamo affermando: in Italia, e non solo, c’è “democrazia reale”, così come un tempo si parlava di “socialismo reale”.

Al centro del dibattito politico ci dovrebbe essere la questione del reiterato “attentato ai diritti civili e politici dei cittadini italiani” e la negazione dell’einaudiamo diritto a poter conoscere per deliberare, in un paese in cui da troppo tempo le elezioni hanno poco o nulla di democratico e dove per l’ennesima volta ci accingiamo a varare una controriforma elettorale.

Forse Renzi nei prossimi mesi avrà l’opportunità di leggere il nostro dossier “La Peste Italiana” e magari potrà implementare ulteriormente il suo bagaglio con qualche altra storica proposta radicale. C’è da sperare che la metabolizzi e che faccia un’analisi approfondita di quello che è accaduto e accade in Italia, in uno Stato incapace di rispettare la sua propria legalità e dove ci sono temi negati e persone vietate.

Nello stile che non è quello del “dolce stil novo”, ma di chi avverte l’urgenza di una rivoluzione nonviolenta che innovi davvero e profondamente questo paese, chiedo nuovamente a Matteo Renzi di dire parole chiare sulla rottamazione in atto dello stato di diritto e sulla flagranza di reato contro i diritti umani e la Costituzione repubblicana. La questione giustizia è la più grande questione sociale che abbiamo in questo paese e oltre un terzo dei cittadini italiani, nei panni di vittime e imputati, è coinvolto da una bancarotta che ci ha regalato 30 anni di condanne da parte della Corte di giustizia europea(CEDU). Tutto questo si materializza in un Stato dove da tempo registriamo un’amnistia di fatto, clandestina e quasi sempre di classe chiamata prescrizione. Chi davvero vuole cambiare il volto e i connotati dell’italico regime non può prescindere da questo. La nostra proposta, che Marco Pannella ha giustamente definito riforma strutturale e propedeutica ad altre riforme, si chiama AMNISTIA: un’amnistia per una Repubblica che si trova nelle condizioni del delinquente abituale e professionale. In Basilicata, alcuni di coloro che Renzi vorrebbe rottamare(ma lo vuole davvero?), questo lo hanno compreso.

Il ruolo di “Ponzio pilato” certo non si addice al supremo garante del dettato costituzionale, ma nemmeno a chi dice di voler cambiare questa Italia.

Caro Renzi, senza democrazia non ci sono elezioni, ma solo violente finzioni contro i diritti civili e umani. Spero che tu questo possa al più presto comprenderlo, per chiedere magari che venga finalmente consentito che la voce della “comunità penitenziaria” esca fuori dalle catacombe in cui è costretta e che possa esplodere finalmente il dibattito negato sul debito pubblico, sul debito ecologico e sul debito di giustizia.

 Maurizio Bolognetti, Direzione Radicali Italiani e segretario di Radicali Lucani