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ott 272015
 

Almeno una ventina di gruppi criminali tra gli anni Settanta e gli anni Novanta riconosciuti come associazioni mafiose, con tanto di sentenze; e poco conta se non erano composti solo da lucani ma anche da calabresi e pugliesi: si muovevano in Basilicata e hanno fatto razzia in Basilicata.
Un’associazione criminale di stampo mafioso completamente autoctona denominata Basilischi nata a metà degli anni Novanta e stroncata in tempo da magistratura e forze dell’ordine, ma non così in tempo da evitargli due gradi di condanna per 416bis.
Almeno una sessantina i morti ammazzati negli ultimi cinquant’anni in regolamenti di conti e guerre fra clan, di cui quasi una trentina negli ultimi venti anni; ai quali aggiungiamo sei persone scomparse nel nulla e mai più ritrovate e almeno altri dieci morti ammazzati ma dei quali mai nessuno ci ha detto perché, e chi è stato.
Sono i numeri dell’altra Basilicata e della parte più oscura di questa nostra meravigliosa regione.
Se li confrontiamo al sangue e alle storie raccontate nel film “Il padrino” forse ha ragione Francis Coppola ad affermare che dalle nostre parti non c’è mafia – e comunque non c’è quella mafia –, tuttavia ci permettiamo di dire che il sangue di 60 persone in cinquant’anni è rosso quanto quello di 60 persone in un giorno, e che nelle aule di Tribunale il 416bis sentenziato in Sicilia ha la stessa valenza di quello decretato in un tribunale lucano. Senza trascurare quelle dinamiche chiaramente mafiose che ritroviamo in non poche storie di persone scomparse o uccise senza un perché.
Ma non è sui numeri che ci soffermiamo, quanto su quello che qualche anno fa leggevamo in una Relazione del Ministero dell’Interno: “la criminalità lucana denominata basilischi ha mostrato il volto di una mafia violenta, radicata nel territorio, capace di fare proseliti e costruire consenso. È collusa con il potere politico e protesa verso i centri massonici occulti pronta a spartirsi i ricchi affari che nascono dai finanziamenti comunitari e pubblici”.
Siamo certi che il celebre e prestigioso regista sia d’accordo con noi nell’affermare che la mafia con la quale oggi in Italia abbiamo a che fare si è abbastanza evoluta rispetto a quella che raccontava magistralmente ne “Il padrino”, e che anche in Basilicata il metro di misura che ne certifica la presenza così come sancito dal 416 bis non è tanto l’esistenza della povertà – che però ci permettiamo di ricordare vale per molti in Basilicata ma non per chi gode di quei “finanziamenti comunitari e pubblici” – ma “la forza di intimidazione”, “la condizione di assoggettamento” e “l’omertà”: tre requisiti che purtroppo fanno sempre più parte della vita sociale, economica, culturale e politica della nostra terra.
Se poi a questo aggiungiamo l’inquietante silenzio calato su questi argomenti negli ultimi anni e l’annunciato devastante scippo della Corte d’Appello di Potenza con tutto quello che ne consegue sul versante delle investigazioni in tema di criminalità organizzata, allora ci permettiamo di chiedere al signor Coppola di essere preoccupato con noi non solo perché in Basilicata, così come ultimamente ci ha ricordato la Direzione investigativa antimafia, “le nuove leve, rappresentate dai figli dei boss e dei principali affiliati, ora detenuti occupano oggi la scena criminale”, ma soprattutto per una mafia che anche dalle nostri parti temiamo stia diventando sistema.

don Marcello Cozzi

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ott 022015
 

“Allattamento e lavoro: mettiamoci al lavoro!” è il tema scelto dalla WABA (WorldAlliance for Breastfeeding Action) per la Settimana per l’Allattamento Materno di quest’anno: sensibilizzare sull’importanza di continuare ad allattare il proprio bambino anche quando la neomamma rientra al lavoro.
Il latte materno è un bene comune di inestimabile valore,unico e non riproducibile.
Una buona anzi ottima pratica che però va promossa anche sul fronte dei diritti delle donne lavoratrici, il periodo dell’allattamento, infatti, rischia di essere uno dei momenti piu difficili per ottenere il riconoscimento e anche nella conciliazione tra i tempi di vita familiare e i tempi di lavoro.
L’obiettivo è di ottenere un intervento globale in tema di legislazione avanzata che tuteli il diritto all’allattamento, delle donne che lavorano e stabilisca i mezzi per sostenerlo.
In Italia la settimana viene celebrata dall’1 al 7 Ottobre con numerosi eventi sparsi su tutto il territorio.
Le Ostetriche, professioniste che da sempre sostengono, informano ed assistono la donna anche nell’ allattamento al seno, non potevano mancare ad un appuntamento cosi importante.
In ragione dell’importanza della sensibilizzazione diretta delle donne, delle famiglie e delle I istituzioni, il Collegio Provinciale delle Ostetriche di Potenza, aderisce alla SAM 2015 con il FLASHMOB, domenica 4 Ottobre a Potenza in Piazza Sedile, nel centro storico, nella Casa Municipale è allestita anche una mostra fotografica a tema “lattEXPerienza” , in piazza vi saranno vari stend di consulenza gratuita, materiale informativo, attività ludiche per bambini, shopper e bavaglini personalizzati con il claim della campagna.
MAGLIETTA BIANCA E BAMBINI AL SEGUITO dalle 10.00 alle 13.00, tutti sono i benvenuti!

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set 142015
 

Il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, in occasione dell’apertura dell’anno scolastico 2015-2016, rivolge il seguente messaggio agli alunni, ai genitori, ai dirigenti scolastici e ai docenti.

“La sfida lanciata con la riforma della Buona Scuola approvata dal Parlamento deve essere vinta anche in Basilicata. Ce la possiamo fare perché sappiamo di poter contare sulla professionalità e sulla passione di tutto il corpo docente e non docente, nonché sulla voglia di crescere dei nostri studenti lucani.

Ogni nuova stagione che si apre deve essere vissuta con ottimismo e speranza. Siamo di fronte ad una riforma importante, maturata anche attraverso critiche ed obiezioni sollevate anche a giusta ragione, ma noi tutti sappiamo che nessuno può sottrarsi al dovere dell’istruzione. Per fronteggiare le crisi servono azioni forti da portare avanti con entusiasmo e convinzione.

L’obiettivo di una corretta e qualificata istruzione deve essere conseguito e la scuola è proprio il luogo primario dove far nascere e maturare coscienze sane da innestare nella nostra società. 

Un universo globalizzato e in continuo cambiamento può essere pienamente vissuto solo attraverso un radicato sapere che deve spaziare dalla conoscenza delle scienze alla cultura della tolleranza e della solidarietà.

Con questi auspici e col rinnovato impegno della Regione Basilicata a mettere a disposizione risorse ed azioni per una buona scuola auguro a tutti, ed in primis ai nostri studenti lucani, buon lavoro.

Saluto la scuola che verrà ricordando una frase di Malcom X: “La scuola è il nostro passaporto per il futuro, poiché il domani appartiene a coloro che oggi si preparano ad affrontarlo”.

 

marcello

 

set 022015
 

“La Basilicata, l’Italia tutta, è ormai noto che convive con le difficoltà del momento e una comunità giovane e dinamica come quella di Policoro, necessità di politiche di sviluppo ed espansive in grado di dare segnali forti e incoraggianti.”

E’ quanto dichiarano il primo cittadino di Policoro, Rocco Leone e l’Assessore al Bilancio, Massimiliano Scarcia, commentando il Bilancio Previsionale 2015 approvato dal Consiglio comunale.

“Segnali importanti – continua Leone – si scorgono nell’ultimo bilancio approvato lo scorso 14 agosto, come si evince dalla precisa e attenta relazione dell’Assessore al Bilancio, Massimiliano Scarcia, nel documento vi è un tentativo forte della politica locale di dare dei segnali a coloro che vogliono crescere, emergere ed investire nella nostra Città, che oggi possiede innumerevoli potenzialità, vedi il turismo, vedi l’agricoltura e vedi quella manodopera intellettuale che ha deciso di rimanere qui.”

“Il Bilancio di un Comune rappresenta il veicolo per pianificare lo sviluppo della Città e lo stesso, spesso, è in grado di attrarre investitori e investimenti, per queste ragioni oltre ad interventi in opere pubbliche del valore di 14 milioni di euro, tra le diverse misure adottate è prevista l’IMU al minimo per cinque anni per chi acquista immobili di nuova costruzione; per la tutela dei settori produttivi è prevista l’aliquota base per chi è proprietario di immobile e nello stesso svolge la propria attività; per gli imprenditori agricoli è prevista l’IMU sui terreni tra le più basse della Basilicata.

Tutte azioni volte ad attrarre giovani coppie e imprenditori e spingerli ad investire nell’imminente futuro, qui a Policoro.”

“Ma il fiore all’occhiello di questo bilancio – spiega Leone – è la riduzione della tassa sui Rifiuti solidi urbani, questo da ragione al forte sforzo che l’Amministrazione ha intrapreso creando un progetto sui rifiuti su misura per Policoro che si sta dimostrando virtuoso e in controtendenza con quello che accade nel resto della Regione.

Infatti nonostante i costi di discarica siano schizzati alle stelle, grazie al nostro nuovo progetto, Policoro è l’unico Comune della Basilicata e dei pochi del Sud Italia, a ridurre l’imposta sui rifiuti.
Vantaggio che in termini di percentuale si aggira a circa il 15% in città per le utenze domestiche e il 37% nella campagne che non conferiscono l’umido, mentre per le attività commerciali sono previste diverse riduzioni generali con punte anche del 47%.
Questo a dimostrazione del fatto che chi differenza bene può trarre solo dei vantaggi che vanno da quelli ambientali a quelli economici.”

“Altro pilastro salvaguardato è quello sociale dove non è stato effettuato nessun taglio rispetto al precedente anno e dove tra le altre cose sono stati destinate circa 200 mila euro per l’assistenza specialistica nelle scuole, questo facendo un grande sforzo perché non bisogna dimenticare che un Comune come quello di Policoro, nel 2011 percepiva trasferimenti da parte dello Stato di circa tre milioni di euro mentre oggi è il Comune a trasferire allo Stato un milione di euro.”
“Per questo, ben amministrare con questi numeri diventa un impresa eroica, ma nonostante tutto il Comune riesce a tutelare le fasce più deboli come anziani, disabili e giovani coppie, infatti per essi vi è la possibilità di avere delle agevolazioni sulla Tasi per la prima casa ed è stato previsto un fondo di 30 mila euro da destinare alla Tari per i soggetti meno abbienti.
Non dimentichiamo che il Comune nell’ambito sociale è riuscito a finanziare progetti come “Disabilmentemare” che ha riscontrato successi a livello nazionale per quanto riguarda la valenza sociale dell’iniziativa e allo stesso tempo ha creato opportunità lavorative e per gli operatori del settore e per gli operatori turistici.”

“I bilanci dei Comuni – conclude Leone – sono ridotti all’osso ecco perché pretendiamo che nella programmazione regionale, che rimane uno dei pochi Enti a disporre di ingenti risorse, ci sia chiarezza sull’idea di sviluppo e programmazione e che la stessa venga condivisa sui territori e venga realizzata con criterio facendo attenzione a come vengono destinati i fondi affinché essi possano creare sviluppo e coesione sociale e non clientelismo politico.”

Rocco Leone

giu 082015
 

Tra gli obiettivi principali e predominanti che caratterizzano profondamente la ragione della istituzione dell’Associazione, è proprio l’istituzione della “Festa del Redentore a Maratea”, per la valorizzazione in Italia e nel mondo dell’immagine del Redentore: non soltanto dal punto di vista turistico, ma anche e soprattutto da quello religioso. A tal proposito.
E’ stata fissata per il giorno 14 di Giugno 2015. Per gli anni successivi, tale festività, su indicazione del nostro Vescovo, sarà celebrata la domenica successiva alla festività del Corpus Domini.
PROGRAMMA

Nella mattinata del 14 di giugno durante la celebrazione della S.Messa, in tutte le Frazioni della Città di Maratea, i Sacerdoti ricorderanno ai fedeli la cerimonia delle ore18.

-Cerimonia della festa Religiosa: -Nel pomeriggio del 14 giugno, secondo le indicazioni del nostro Vescovo, Mons. Francesco Nolè, dopo la Santa Messa celebrativa delle ore 18,00, che si terrà nella Basilica di S. Biagio, la processione dei fedeli al seguito delle autorità politiche e religiose presenti, s’incamminerà verso la statua benedetta per lodare il Cristo Redentore e per deporre ai piedi del monumento, una grande corona di fiori.

-Cerimonia della festa Laica: nella serata dello stesso giorno a partire dalle ore 21,45 in P.zza Mercato nel Centro Storico di Maratea, grande concerto lirico sinfonico, con Katia Ricciarelli, Filomena Fittipaldi, Samantha Sapienza e Juan Possidente.

Francesco Rizzo

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mar 092015
 

“Ad un mese dall’inizio della raccolta differenziata, possiamo ben affermare che i dati hanno dato ragione al nuovo progetto che abbiamo introdotto con caparbietà e saggezza.” Lo dichiarano in una nota congiunta il Sindaco della Città di Policoro, spiegano il Sindaco, Rocco Leone e il Presidente del Consiglio, Giovanni Lippo, che da consigliere delegato all’Ambiente ha gestito tutta la vicenda, commentando gli ottimi risultati del primo mese del nuovo servizio della raccolta differenziata che si attestano al 61% con una netta e significativa diminuzione della raccolta indifferenziata scesa in un solo mese dall’ 81% al 39%.
“Un dato – spiega Lippo – davvero significativo ed importante.
Ridurre l’indifferenziato significa, non solo che si sta differenziando in maniera corretta, ma anche e soprattutto ridurre i costi di discarica.
Infatti se a Gennaio abbiamo conferito in discarica a Pisticci, 450 tonnellate di rifiuti a Febbraio ne abbiamo conferiti 150 tonnellate per un risparmio di circa 58 mila euro.
Dati significativi che potranno essere visibili a tutti poiché ogni mese pubblicheremo sul portale istituzionale della Città di Policoro www.policoro.gov.it/ i dati di raccolta e i relativi costi di discarica per permettere a chiunque di constatare l’effettivo risparmio che il Comune può avere continuando a conferire esattamente i rifiuti.”
“Un applauso va quindi a tutta la Comunità di Policoro che capendo sin da subito l’importanza del nuovo progetto, ha egregiamente risposto comportandosi in maniera corretta e adeguata, dando un grande esempio di civiltà.”
“Che la città abbia risposto in maniera egregia – continua Lippo – viene confermato anche dai dati ufficiali che arrivano dall’applicazione del “Dizionario dei Rifiuti” che solo nel mese di Febbraio ha totalizzato quasi 17 mila utilizzi. Il che significa che tutta la città ha almeno una volta consultato il Dizionario.”
“Ovviamente – conclude Lippo – c’è ancora tanto da migliorare e potremo farlo solo continuando a collaborare tutti insieme come finora è stato.”
“I dati della raccolta – dichiara il Sindaco Leone – premiano il nostro lavoro e i nostri sforzi per dare finalmente un servizio adeguato ad una città importante come Policoro. Il progetto che abbiamo portato avanti, nonostante le critiche e le perplessità, è stato fatto su misura per la nostra città che è stata analizzata e studiata affinché ogni esigenza fosse contemplata. I dati ufficiali che giungono al Comune sono dati che ci entusiasmano e ci devono dare la spinta e la forza di continuare questo importantissimo percorso intrapreso, perché solo così facendo, potremo raggiungere quell’obiettivo che tutti auspichiamo, avere una città pulita con una tassazione diminuita.
Per ora siamo sulla strada giusta ed i costi della discarica del mese di Febbraio lo dimostrano ampiamente.
Ringrazio – continua il sindaco – tutti i cittadini che sapientemente hanno differenziato e ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere questo importantissimo risultato che ci rende ancora una volta una grande comunità, una comunità che potrà, se solo continuerà su questa strada, essere da esempio per tutta la Regione. Utilizzare i rifiuti come una risorsa si può – conclude Leone – l’abbiamo appena constatato e sono sicuro che Policoro darà una grande lezione a tutta la Regione che invece punta ancora ad installare impianti come i termovalorizzatori“.

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feb 142015
 

In ragione di una rimodulazione (così definisce il freddo gergo burocratico le chiusure o i tagli) degli uffici Postali e sulla base di un adeguamento dell’offerta che tiene conto della “centralità del cittadino e della massima attenzione alle sue esigenze”, Poste Italiane chiude l’Ufficio Postale di Pisticci Scalo e, a giorni alterni, anche quello di Nova Siri. Attendiamo adesso che Poste Italiane ci indichi una forma lessicale elegante che spieghi ai residenti di Pisticci Scalo e di Nova Siri che le loro esigenze sono al centro delle attenzioni dell’azienda partecipata dallo stato e concessionaria del servizio postale nazionale.
Si va consolidando sempre più, nel nostro paese e in tutti i settori, un malinteso senso dell’efficienza aziendale, del contenimento dei costi, della razionalizzazione dei servizi, tutto naturalmente a vantaggio dei cittadini utenti, poiché l’attenzione verso i cittadini e il miglioramento dei servizi loro offerti sono alla base della chiusura, per esempio, di Province, piccoli comuni, ospedali, scuole, sezioni di tribunali, sportelli di agenzie di interesse pubblico. Sempre in nome del bene comune si devono risparmiare risorse pubbliche e per indubitabili vantaggi per i cittadini si corse delle autolinee o delle ferrovie dello stato.
Va detto, però, che spesso i cittadini, veri ingrati, faticano a comprendere l’indubitabile bontà dei provvedimenti di cui godono e che spesso si concretizzano in interminabili file o liste di attese lunghissime o viaggi estenuanti per raggiungere una qualsiasi città fuori regione.
Noi ci auguriamo che i tecnici di Poste Italiane, considerino la particolare orografia della Regione Basilicata e che si rendano conto che il mero dato dei residenti non è sufficiente a giustificare la chiusura di un Ufficio Postale per il semplice fatto che non è la stessa cosa avere 700 abitanti a Pisticci o, per esempio, nell’hinterland milanese dove si registrano elevate densità di popolazione e condizioni geografiche non paragonabili. Si aggiunga poi che a Pisticci Scalo vi è un’importante zona industriale con diversi presidi produttivi, destinati ad aumentare , che sono tutti utenti dell’Ufficio Postale della frazione. Nello stesso ufficio, ancora, si riversano spesso numerosi utenti di Pisticci e Marconia atteso che spesso i relativi presidi postali sono congestionati.
Sarà anche vero che “La riorganizzazione garantisce l’accesso della clientela al servizio universale coprendo ben il 96% dei comuni italiani e, più in particolare, l’87% dei comuni con popolazione interiore a 1000 abitanti, con livelli di servizio superiori agli standard fissati dal Contratto di programma e dalle norme in materia..” ma di fatto , dopo tale mirabolante “riorganizzazione”, in provincia di Matera la presenza conterà un ufficio in meno e uno a metà tempo, quindi sarà meno capillare.
Questi argomenti illustreremo al Direttore Generale e Amministratore Delegato di Poste Italiane nell’incontro che abbiamo chiesto al fine di scongiurare la chiusura dell’Ufficio di Pisticci Scalo

A Potenza, il Direttivo dell’ANCI Basilicata si è riunito per discutere dell’IMU sui terreni agricoli. Il Comune di Pisticci, a causa di impegni precedenti del Sindaco Dr. Vito Di Trani che lo vedono a Roma, sarà rappresentato dal Vicesindaco Dr. Domenico Albano.
Nella riunione, comunque, è stata ribadita la netta contrarietà del Comune di Pisticci all’imposta sui terreni agricoli perché convinti che l’agricoltura non può sopportare nuovi balzelli. Questo vale per l’intero comparto agricolo nazionale ma in modo particolare per quello lucano fortemente penalizzato e per la natura dei territori, molto spesso argillosi e poco produttivi, e per la scarsa densità della popolazione.
L’ammontare dell’imposta sui terreni prevede entrate nelle casse dello Stato per 350 milioni di euro undici delle quali saranno a carico della Basilicata cosa che penalizza i 580.000 lucani poiché pagheranno 19 euro a testa di IMU sui terreni agricoli contro i 5,90 euro degli altri italiani. Eppure la nostra regione è quella che contribuisce maggiormente alla bolletta energetica nazionale.
L’iniquità dell’imposizione appare addirittura paradossale per coloro i cui terreni insistono a ridosso o addirittura all’interno del sito SIN (sito di interesse nazionale per interventi di bonifica) della Val Basento per i quali è stata emanata ordinanza sindacale, su richiesta dell’ASM, di divieto di attingere acque per uso umano e zootecnico.
Insopportabile l’ingiusta imposizione anche per i piccoli proprietari, titolari di pensioni minime che da tipologie di terreni marginali non ricavano reddito se non prodotti per l’autoconsumo, ma allo stesso tempo svolgono un ruolo importante nel presidiare dei terreni altrimenti destinati all’abbandono con conseguenze negative sul già fragile contesto idrogeologico dell’intera Nazione e dei comuni della nostra zona in particolare.
Per queste ragioni il comune di Pisticci, in seno al Direttivo dell’ANCI Basilicata, proporrà e sosterrà tutte le azioni utili a convincere il governo a ritirare l’improvvida misura fiscale, a cominciare dal ricorso al TAR del Lazio fino, eventualmente, allo sciopero fiscale.
Nel frattempo il Sindaco pisticcesse, nel caso in cui non intervenga il governo, ha interessato gli uffici al fine di studiare la possibilità di differire il pagamento dell’IMU sui terreni agricoli.

pisticci

feb 022015
 

“Se i Sette Comuni procederanno spediti verso la costituzione effettiva del nuovo ente politico-istituzionale e se addirittura ad essi si aggiungeranno altri soggetti protagonisti di questo passaggio potenzialmente epocale, troveranno in me e nel gruppo di Lauria Libera un valido contributo a livello di idee e di lavoro politico per giungere alla fase conclusiva del percorso”.
Il capogruppo di Lauria Libera Angelo Lamboglia condivide l’iniziativa intrapresa da alcuni municipi dell’area sud lucana (Lauria, Nemoli, Trecchina, Maratea, Latronico e i due Castelluccio) per condividere le funzioni amministrative del territorio (“il programma politico di Lauria Libera e tanti passaggi nell’attività del gruppo consiliare sono orientati verso questo obiettivo”) ed invita i sindaci ad accelerare e a concretizzare su basi solide e in tempi ragionevoli il progetto. “I primi cittadini – è l’appello di Lamboglia – non si lascino influenzare dalle possibili diatribe campanilistiche in seno alle nostre comunità e siano caparbi nel superare eventuali nodi tecnici. Il mio auspicio è che si rispettino i tempi che la stessa conferenza dei sindaci si è data, ovvero il via libera entro marzo allo Statuto da parte dei Consigli comunali dei Sette Comuni”.

Il capogruppo Lamboglia non si limita a un’esortazione, ma lancia una proposta: “Affinché questo nuovo ente non sia percepito dalla gente come qualcosa di astratto e non tangibile, diamo un segnale concreto, avviando – spiega il capogruppo di Lauria Libera – già da ora un confronto su problemi reali e costruendo una piattaforma politica e istituzionale di risoluzione di essi, come nel caso ad esempio dei settori quali quello dei trasporti, dei rifiuti o sul sociale, in modo tale non solo da scongiurare riduzione dei servizi ma di renderne efficiente l’erogazione da parte dei soggetti competenti”.

In questo quadro, conclude Lamboglia, “sono convinto che spetti a Lauria avere la responsabilità di porre immediatamente all’attenzione della conferenza dei sindaci queste necessità”.

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gen 232015
 

Ecco quanto ha dichiarato il sindaco di Pisticci in merito alla trasmisssione “Alle falde del Kilimamgiaro”. “Il Presidente della Giunta regionale, in maniera inusuale, scrive alla trasmissione televisiva “Alle falde del Kilimangiaro” chiamandomi personalmente in causa in modo, a dir poco altrettanto inusuale, per esternare una serie di doglianze in quanto, a suo dire, la trasmissione avrebbe dato un’immagine distorta della realtà lucana anche “… sulla scorta di valutazioni espresse da un sindaco notoriamente attestato su posizioni politiche diverse da quelle del governo lucano … “ (Sic!).
Presidente, non sono ostile al governo della regione e tanto meno a Lei e sono la stessa persona che ha ripetutamente incontrata in occasione delle elezioni primarie del centro sinistra lucano che l’hanno designata candidato alla presidenza della regione. Sa bene che io insieme alla mia amministrazione, sono stato un suo sostenitore, sostegno confermato in occasione della competizione elettorale, come dimostrano articoli di stampa dell’epoca e che ha sicuramente contribuito alla Sua elezione a Presidente della Regione Basilicata che, se permette, è anche la mia regione.
Appare inusuale anche l’attacco alla giornalista della citata trasmissione che non ha fatto altro che ribadire concetti già noti: che si continua ad inquinare un’area classificata come SIN per la cui bonifica sono stati stanziati circa 20 milioni di euro; che mai sono stati effettuati dei controlli radiometrici, almeno fino a quando noi ne abbiamo fatto specifica richiesta, eppure all’ARPAB era stato comunicato dalla Prefettura di Potenza l’utilizzo di alcune sostanze radioattive nei processi estrattivi come dimostra la nota della Prefettura di Potenza del giorno 11 febbraio 2014; che la Basilicata, pur essendo un territorio ricchissimo di bellezze e risorse è al penultimo posto per reddito procapite (come certifica l’ISTAT).
Questo ho cercato di dire anche se molte delle dichiarazioni sono state tagliate.
Presidente noi siamo convinti che la Basilicata abbia grandi potenzialità e le nostre sono proposte e suggerimenti tesi a migliorare le condizioni del popolo lucano. Personalmente mi sento offeso, come lucano, non da chi solleva o sottolinea delle criticità note e pone dei quesiti, ma da chi in una trasmissione televisiva vuol far passare l’idea fittizia di una Basilicata paragonabile alla Svizzera riducendo i problemi delle aziende agricole che intersecano con la filiera delle estrazioni a “problemucci di un imprenditore” o l’incidenza delle malattie tumorali a dissertazioni su date e numeri scambiando lucciole per lanterne. Questo, ha fatto tale Velardi, mandato da chissà chi e in assenza di qualsiasi forma di contraddittorio. Ecco presidente, in quella occasione mi sono sentito offeso perché i lucani sono stati trattati come un popolo colonizzato che deve essere riconoscente ai benefattori che danno la possibilità di costruire un bel campo sportivo o una piscina, le compagnie petrolifere insomma quasi un esercito di filantropi: ma dove? Quanti sono i comuni che hanno diritto a un ristoro? E perché mai l’antimafia avanza ipotesi di traffico illecito dei reflui del COVA di Viggiano? Perché molti nostri giovani vanno altrove alla ricerca di lavoro? Sono ostile a questa concezione? Si! Con tutta la mia forza.
La giornalista Stefania Battistini, alla quale esprimo la mia solidarietà, nello stesso servizio ha messo in risalto le tante bellezze della Basilicata ed ha evidenziato cose che, per altro, da tempo dicono molti lucani e non solo: Matera diventa Capitale Europea della cultura grazie alla bellezza dei Sassi, un tempo vergogna nazionale e adesso patrimonio dell’UNESCO; ritengo che la giornalista abbia voluto sottolineare la capacità di noi lucani di trasformare in positività quello che un tempo erano solo negatività. Dire poi, nello stesso servizio, che Matera non è servita dalla ferrovia e che la condizione viaria non eccelle, non è eresia. Dove lo scandalo, quindi, nel denunciare la cosa? O, invece, nell’inerzia di chi pur investendo ingenti somme di denaro pubblico non porta a termine le opere avviate?
Presidente io come tutti i lucani sono orgoglioso delle meraviglie della nostra regione e della designazione di Matera capitale europea nel 2019, ma farei notevole fatica a dire che i tanti turisti che verranno troveranno l’Eldorado. Quei turisti che arriveranno, probabilmente all’aeroporto di Pontecagnano (Campania) e non a quello di Pisticci (Basilicata), giungeranno nella città dei Sassi attraversando la Basentana, arteria realizzata dal Governo Colombo circa 40 anni fa, la cui manutenzione è state sempre deficitaria tant’è che il viadotto presso Tricarico crollato, solo adesso viene ripristinato. Matera 2019 non può essere il tappeto sotto cui nascondere la polvere anche perché non vedere i problemi significa non volerli risolvere ed è per questa ragione che ringrazio tutti i giornalisti che evidenziano le criticità in quanto la consapevolezza della sua esistenza aiuta a trovare la giusta soluzione.
Se quanto detto è motivo di risentimento, se ne faccia una ragione, perché le questioni legate all’ambiente le ho poste prima della Sua Presidenza e sempre le porrò. Qualora ve ne fosse bisogno aggiungo non sarò mai accondiscendete nei confronti di chi, forte di un potere politico o economico, non sia rispettoso del territorio. Detto questo mi piace ricordare che la mia disponibilità e collaborazione per il raggiungimento di obiettivi utili allo sviluppo del mio territorio non verrà mai meno.
Per tornare alle risorse derivanti dalle estrazioni petrolifere, ho sempre sostenuto l’idea di limitare al massimo il loro impatto negativo attraverso le migliori tecnologie disponibili e di mettere a disposizione di tutti i comuni lucani le royalties e non solo. Soltanto così andremmo ad abbattere la bolletta energetica per le famiglie e le imprese e favorire gli insediamenti produttivi. Nel frattempo sarebbe utile anche un prezzo dei carburanti alla pompa se non inferiore al resto della nazione almeno pari creando delle zone franche; si potrebbe limitare la tassa sulla casa, investire sul turismo puntando sui nostri tesori che rimarranno anche dopo l’esaurimento dei giacimenti di carburanti fossili e valorizzare i nostri meravigliosi centri storici attraverso opere di consolidamento e recupero.
Anche questo merita il suo impegno e quando ci chiamerà saremo al suo fianco in maniera convinta. Ma mai saremo meno che rigorosi nel tutelate l’ambiente, la salute e il lavoro contro ogni forma di malcelata occupazione e sfruttamento del territorio”.

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dic 122014
 

Nel 2013 in Basilicata sono stati estratti 1.270.943.007 Smc di Gas naturale e 3.940.455.398 Kg di Olio greggio. Una TEP (tonnellata equivalente di petrolio) corrisponde a 11,63 MWh di energia elettrica e, a conti fatti, 45.827.496,3 MWh è la quantità di energia primaria estratta dai pozzi, pari ad una copertura del 14,1% di tutto il consumo nazionale.
Volendo quantizzare questa energia, utilizzando il pur ribassato prezzo unico nazionale (pun) di luglio 2014 che ha toccato un minimo di 46,42 €/MWh (dati del G.M.E), ne consegue un ricavo minimo per le multinazionali pari a 978.563.694 €.
A fronte di ciò, il gettito delle royalties del 2013, secondo i dati del MISE (ministero dello sviluppo economico) che si riferisce al saldo della produzione 2011 e alla quasi totalità di quella del 2012, è stato di 199.359.925,66 €
Rapportando questo totale regionale con le entrate dei ricavi minimi delle multinazionali il risultato è di circa il 20% (1/4909), cioè ogni 5 € di ricavi minimi multinazionali 1 € resta alla Basilicata.

Come si vede, i numeri in gioco sono notevoli e la Basilicata sta dando tanto alla comunità e all’economia nazionale coprendo da sola il 14,1% di tutti i consumi nazionali.
Tutto questo contributo in un prossimo futuro è destinato ad aumentare fino al 30%, con un raddoppio delle estrazioni in base al decreto Sblocca Italia del governo Renzi.
A fronte di tutto ciò cosa resta alla Basilicata?

Pensare ad una compensazione energetica viste le quantità in gioco estratte è ragionevolmente impossibile, ma una ricompensa per quanto offerto e donato alla comunità nazionale è lecito e doveroso.
L’Associazione Amici dell’Energia propone un progetto per la “Ricompensazione
Energetica Lucana” R.E.L. in cui il corrispondente economico di un anno di royalities sia messo a disposizione delle famiglie, degli artigiani, delle industrie, dell’economia e della comunità in Basilicata.

Realizzare, in tutti i comuni della Basilicata, progetti per informare e sensibilizzare i cittadini sulle nuove opportunità di crescita e sviluppo sostenibile.
Favorire progetti di efficientamento energetico che permettano alle famiglie, alle imprese e alle Pubbliche Amministrazioni di abbattere i costi delle bollette energetiche. In definitiva, generare uno sviluppo sociale con un miglioramento della qualità di vita.

Basti pensare alle numerose imprese che si attiverebbero con le conseguenti ricadute occupazionali.

In breve, ci auguriamo che:
-le famiglie lucane siano sempre più autosufficienti, con un miglior grado di benessere e qualità di vita
-gli artigiani e le piccole imprese siano più vitali e competitive nel mondo del lavoro e dell’economia
-tutti i comuni lucani siano autosufficienti dal punto di vista energetico, magari anche produttori di energia da fonte rinnovabile.

Giulio Ruggieri
www.amicidellenergia.it

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