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Ago 292018
 

“In riferimento allo stato di agitazione e allo sciopero indetto dalla Uilm al centro olio di Tempa Rossa, è opportuno precisare che le problematiche con Total vanno affrontate unitariamente e il ricorso allo sciopero può avvenire solo dopo una democratica discussione con i lavoratori, a maggior ragione quando è stata già convocata una riunione in prefettura per il 3 settembre”. È quanto dichiara il segretario generale della Femca Cisl Basilicata, Francesco Carella. “Non si capisce perché improvvisamente sorgano problemi e perché si riscontrIno solo al fine dei lavori e non durante la fase di costruzione di Tempa Rossa con un’azione che appare quanto meno tardiva. Proclamare stati di agitazione e scioperi al di fuori di una logica unitaria è una soluzione sbagliata che, oltre a non risolvere i problemi, dà alla controparte datoriale la plastica dimostrazione di un sindacato diviso e quindi più debole, col risultato paradossale di rendere più deboli anche i lavoratori rappresentati. Il mio auspicio è che si riesca a fare sintesi per concretizzare l’obiettivo di dare sempre più occupazione ai disoccupati lucani, evitando dolorose e controproducenti divisioni e fughe demagogiche. Anche perché – conclude il segretario della Femca Cisl – abbiamo l’obbligo morale di sfruttare una risorsa come quella del petrolio tenendo insieme salute, ambiente e lavoro per tutto il popolo lucano”.

Ago 212018
 

“Percorrere la Basilicata è diventato sempre più difficile. Le vie di comunicazione sono oramai un sogno con strade e ponti abbandonati dall’incuria, dell’incapacità gestionale e dalla corruzione del sistema politico regionale. Non passa giorno senza registrare incidenti. L’elenco degli episodi è infinito”.
E’ quanto denuncia il segretario dell’Ugl Matera, Pino Giordano per il quale, “non esiste un paese lucano che non abbia un disagio stradale. Non è più possibile e tollerabile che si debbano sostenere queste incresciose situazioni, ci batteremo a viso aperto, come da sempre facciamo, perché il perdurare stato di irregolarità stradale penalizza i lavoratori e tutti i cittadini che giornalmente percorrono le nostre strade. Se vogliamo favorire la produttività, la competitività dei territori e dei distretti economici lucani è essenziale intervenire sulle infrastrutture, anche in un momento di grave difficoltà finanziaria come l’attuale. Basta percorrere interamente la ‘Basentana’ per averne un’idea. I lavori per la superstrada S.S. 407 Basentana, che parte dallo svincolo autostradale di Sicignano degli Alburni e si congiunge a Metaponto, allo svincolo della SS 106 Jonica, iniziarono negli anni ’60 con i fondi della Cassa del Mezzogiorno ed ha contato su un programma decennale d’investimenti per oltre 1200 miliardi di lire. Andare verso nord via Basentana, a un certo punto dopo Potenza bisogna munirsi di metri tascabili: strettoie millimetriche che a malapena transita una semplice autovettura altrimenti, mezzi più ingombranti devono affrontare una deviazione da Basilicata ‘coast to coast’. Dagli archivi delle Camere del Parlamento Italiano risultano diversi interventi sulla questione, a partire dagli anni ’60 con buona pace di tanti fondi pubblici senza criterio. Ma riflette in pieno i limiti nella gestione pubblica della viabilità dove nei casi specifici i soldi c’erano che, oltre ad essere stati spesi male, gravano sulla tasca di tutti. L’Ugl ricorda che dal 1958 in ogni occasione elettorale si parla sempre di strade che dovrebbero trasformare la nostra regione in una California, grazie alla rapidità e alla modernità dei traffici. Ma le parole restano solo parole, e fatti non se ne vedono. Noi non possiamo accettare il criterio che proprio a questa regione abbandonata, viene sempre messa in seconda linea quando si tratta di fare programmi stradali e interventi industriali. Siamo stufi di proclami propagandistici. La strade sono divenute ormai un ‘colabrodo’: insicurezza e pericolosità sul viadotto ‘Molino’ al km 4, cantieri sul viadotto ‘Calciano 2’ crollato a seguito dell’alluvione 2011, con il cedimento improvviso di uno dei piloni, dopo la tragedia di Genova, è indispensabile fare il punto dei programmi di lavori di manutenzione straordinaria decisi dall’Anas sulla SS407 e le altre strade statali che attraversano la nostra regione con la presenza di numerosi viadotti: lì è tutto come prima, con mezzi pesanti che attraversano una striscia d’asfalto larga 4 metri, anomalie di percorrenza su tutta la ‘407’ e la ‘E847’. Nei tratti che percorrono la regione Basilicata nonostante, le decine di milioni di euro dei fondi Fesr investiti negli ultimi anni, le strade s’immelmano e cedono dopo pochi anni dalla realizzazione ed oramai da anni l’Ugl denuncia la situazione di degrado e di pericolo. Perché non si vuole indagare sulle responsabilità dei tecnici e degli amministratori che dovevano e devono controllare, manutenere, aggiustare? Perché non si applica nessun peso di responsabilità nel vedere se esisterebbero risparmi dal sapore ‘tangentizio’ sulla qualità dei materiali utilizzati nei lavori pubblici? L’Ugl e i cittadini lucani attendono delle risposte” – continua Giordano. “Per non parlarne delle strade provinciali che ad ogni evento atmosferico diventano mulattiere: e nessuno fa niente, è incredibile! Sono sufficienti poche ore di intervento ‘manuale’, anche di poche persone, per rimuovere il terriccio e rendendo più sicura l’arteria. Cosa sta succedendo, cosa stanno facendo i politici lucani per salvarci dall’isolamento? Basta percorrere la ‘Cavonica’ per averne un’altra idea. Il suo costo si aggira intono ai 19 milioni di euro, trent’anni per costruirla, tra progettazione e realizzazione. Risultato? Tratti stradali con le canalette della già completamente intasate di fango e ad ogni pioggia la melma sulla strada aumenta fino a creare una condizione pericolosissima di percorribilità. E i parlamentari lucani che fanno? Dobbiamo aspettare che ci scappi il morto per avere risposte? Sullo sfondo, in sintesi, emerge scarsa attenzione e negligenza da parte degli enti pubblici preposti. Le coscienze si svegliano solo quando qualche malcapitato ci lascia la vita o crollano ponti come è avvenuto a Genova. Con buona pace di tanti fondi pubblici spesi senza criterio. Ma riflette in pieno i limiti nella gestione pubblica della viabilità dove nei casi specifici i soldi c’erano. Ed erano pure tanti. Come sono stati impiegati? Se una strada mostra vistosi difetti, a maggior ragione se dopo appena pochi mesi dall’apertura, qualcuno se ne dovrebbe assumere la responsabilità? Oltre al chiaro rischio per gli automobilisti – conclude Giordano -, per l’Ugl è utile rimarcarlo, c’è una questione erariale. Da affidare al controllo della Corte dei Conti. Si tratta di soldi che, oltre ad essere stati spesi male, gravano sulla tasca di tutti: nel frattempo l’Italia piange”.

Lug 012018
 

A Terranova di Pollino si sono presentati in tanti per la 18°edizione della Pollino Marathon. Anche quest’anno i numeri hanno dato ragione ad una manifestazione ben organizzata nei dettagli dal GS Pollino Bike.

Il Pollino ha messo a dura prova i 400 bikers che, nonostante il fango e le tante salite, hanno onorato al meglio la competizione regina del circuito Trofeo dei Parchi Naturali e del fuoristrada lucano alla presenza di Carmine Acquasanta (delegato regionale FCI Basilicata) e di Rossella Di Girolamo (vice sindaco di Terranova di Pollino).

Primato assoluto nella marathon di 65 chilometri per Marco D’Agostino (Carbonhubo Cmq – 1°under 23) davanti a Vittorio Oliva (Carbonhubo Cmq – 1°élite), Andrea Privitera (Team Jonica Megamo – 2°under 23), Alessio Mirabile (Special Bikers Team – 3°under 23), Marco Ioppolo (Team Jonica Megamo – 2°élite), Felice Marotta (Team Giuseppe Bike – 1°master 1), Antonio Matrisciano (Team Giuseppe Bike – 1°master 4), Francesco Mignolli (Bike&Sport Team – 1°élite sport), Domenico Vicari (Team Lombardo Bike – 4°under 23), Gabriele Nigro (Bike&Sport Team – 5°under 23), Marco Valicenti (Carbonhubo Cmq – 3°élite), Andrea Bleve (Team Aurispa – 1°master 2), Sebastiano Leotta (Mtb Components Frm Team – 1°master 3), Nicola Cifarelli (Sirino Bike Team – 1°master 5), Emilio Radesca (Bike in Tour Vallo di Diano – 1°master 6), Gino Marcantonio (Cicloamatori Fondi – 1°master 7) e Antonella Capone (Cyclon-Store.it – 1°master donna 2).

Protagonista in positivo della granfondo di 45 chilometri Vincenzo Saitta (Special Bikers Team – 1°juniores) che ha avuto la meglio su Antonio Vigoroso (Asd Marco Montoli – 1°élite sport), Massimiliano D’Angelo (Special Bikers Team – 1°master 3), Cosimo Francesco Quarta (Asd Tre Cycling – 1°master 2), Erasmo Sforza (Orme Bikextreme – 2°juniores), Matteo Salatino (Asd Mtb Sila – 1°master junior), Francesco Alfano (Policoro Bike – 1°master 4), Girolamo Vitale (Sirino Bike Team – 1°master 5), Pasquale Marino (Heraclea Bike Marino Bici – 1°master 6), Armando Di Meo (Iap’ca Iap’ca Filignano – 1°master 7), Isabella Salomone (Asd Basileus – 1°master donna 1), Tiziana Liguori (Extreme Bike – 1°master donna 2), Salvatore Tarantino (Scuola di Ciclismo Vincenzo Nibali Tugliese Salentino – 3°juniores), Simone Tarantini (Salis Bike – 4°juniores), Simone Adinolfi (Loco Bikers – 5°juniores), Giuseppe D’Amico (Salis Bike – 6°juniores) e Graziano Forlenza (Bike&Sport Team – 7°juniores).

Classifiche complete su Mtbonline al link

https://www.mtbonline.it/Risultato/1377/0/

Mag 022018
 

In occasione della XIV edizione del Certamen “Giustino Fortunato”, che si terrà a Rionero
in Vulture, presso l’Istituto Superiore Giustino Fortunato, dal 3 al 5 maggio, il Consigliere
Regionale Aurelio Pace, ha espresso la sua più viva soddisfazione per il rinnovo di un
appuntamento tanto prestigioso.
“E’ prerogativa di un Istituto Superiore di grande valore impegnarsi per promuovere nuove
idee di valorizzazione dell’impegno, dell’ingegno e della creatività dei ragazzi. Ogni
competizione che promuove la premiazione d’idee innovative è da ritenersi una risorsa
irrinunciabile del territorio, una realtà preziosa dalla quale prendere esempio, ricordando di
tenere sempre al centro dell’attenzione il contributo ideale e fattivo delle nuove
generazioni”.
Il Consigliere Pace che ha proseguito aggiungendo che: “La qualità delle politiche
pubbliche deve mettere al centro della sua programmazione l’attenzione sempre crescente
al mondo della scuola, anche attraverso il coinvolgimento delle Istituzioni formative, delle
famiglie, degli studenti, delle imprese e di tutti gli Enti operanti sul territorio”.
Il Consigliere Pace ha concluso aggiungendo che: “La scuola ha la grande opportunità di
formare profili professionali orientati all’esercizio della responsabilità e della competenza.
Una generazione preparata e consapevole, frutto del lavoro prezioso del personale
scolastico, darà ai nostri territori una classe dirigente capace ed autorevole e riuscirà a
formare i giovani alle professioni del futuro, dando loro gli strumenti in grado di sviluppare
competenze utili sia a loro stessi che alla società.
Ogni risorsa capace di migliorare il futuro passa dalle mani delle nuove generazioni e di
chi le forma e per questa ragione ringrazio l’Istituto Giustino Fortunato per la sua dedizione
e per il suo costante impegno”.

Apr 222018
 

“Strategie non farmacologiche per la prevenzione e cura del diabete mellito”. È il titolo del convegno tenutosi venerdì 20 Aprile 2018 nella Sala A del Palazzo del Consiglio Regionale di Potenza, promosso dallì Alad/Fand Basilicata(Associazione Lucana Assistenza Diabetici), con il patrocinio dell’ASP ( Azienda Sanitaria Potenza ) e la CIA ( Confederazione Italiana AgricoltorI ) L’introduzione ’ai lavori è stata dell’Assessore Regionale alla Salute ed alle Politiche Sociali Prof.ssa Flavia Franconi che ha evidenziato l’impegno della Regione Basilicata verso la patologia diabetica con interventi mirati alla Prevenzione delle complicenze ed avendo particolare attenzione alla Medicina di Genere; ha , inoltre, sottolineato il positivo “ tallonamento “ dell’Associazione dei Pazienti, tanro da poter a giusta ragione ritenere la realtà lucana una sorta di “ lanoratorio “ per la qualità dell’assistenza e della cura, anche per il lavoro che sistematicamente viene svolto dalla speciale Commissione Regionale Diabete.:Sono seguiti i saluti del Commissario Asp Potenza Dott. Giovanni Chiarelli che ha evidenziato l’opportunità del convegno, snche in quanto va a collocarsi in una stagione di grande cambiamento per l’organizzazione del Sistema Sanitario, stante l’iter approvativo del nuovo Piano Sanitario Regionale; in rappresentanza del Sindaco della Città di Potenza, l’Assessore alle Attività Produttive Avv. Carmen Celi che ha sottolineato l’impegno della Civica Amministrazione nel renedere sempre più vivibile il contesto urbano per poter favorire l’attività fisica , consentendo così ai cittadini di viverlo in modo adeguato ; anche il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Prof. Vincenzo Giuliano ha voluto esprimere il suo plauso per l’iniziativa che nel tempo sta impegnando non semplicemente l’ALAD Fand , ma altre Associazioni , quali gli Amici del Cuore ed i Celiaci ( presenti in sala ) , oltre alle Istitizioni preposte , in un Progetto sugli “Stli di Vitan “, che si vorrebbe replicare nelle Scuole, per la qualcosa è stato allertato un apposito Tavolo di Lavoro:
I lavori sono proseguiti con la moderazione del Dott. Pasquale Bellitti dell’UOSD Diabetologia Territoriale ASM Matera che ha voluto sottolineare l’importanza di una Prevenzione capace di abbattere gli attuali indici di obesità e sovrappeso che vedono la Basilicata tra le Regioni più a risachio di Diabete, come si evidenzia dai dati 2017 dell’11° Rapporto elaborato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute IBDO Sono seguite le interessanti relazioni : la prima su “Urban Diabetes Charta : La carta Italiana del diabete nelle città” a cura di Armando Zampino UOSD Diabetologia Endocrinologia ASP Potenza;; la seconda su “Tsunami Diabete: 11° Italian Diabetes & Obesity Barometer Report – la Basilicata” a cura di Massimo De Fino Direttore Sanitario ASP Potenza;la terza su “Terapia educazionale strutturata: esperienza della diabetologia dell’ Asp di Potenza ed ulteriori implementazioni” a cura di Giuseppe Citro Direttore UOSD Diabetologia Endocrinologia Asp Potenza.
A seguire gli interventi della D.ssa Daniela Ferrante in rappresentanza dei Medici di Medicina Generale che ha sollecitato una migliore e maggiore integrazione con i Medici di Famiglia, di Donato Filippi della Lucana Nordic Fitness che ha parlato della tecnica con cui va fatta l’attività fisica , della Nutrizionista D.ssa Antonella Catenacci consulente CIA che ha evidenziato la necessità di una sana e corretta alimentazione
Le conclusioni sono state svolte dal Presidente ALAD-FAND Antonio Papaleo che , nel tirare le somme del confronto ha sollecitato un urgente ed indifferibile intervento capace di porre un freno al dilagante fenomeno della obesità e del sovrappeso che vede la Basilicata ai primi posti secondo il Rapporto dell’IBDO sulla Diabesità;da qui , l’urgenza di doversi cimentare con la sfida che ci si para di fronte, tutti insieme, specie in una regione come la Basilicata la cui popolazione e’ fatta essenzialmente di persone anziane e, per questo, piu’ propense a prendere peso in uno ad essere colpiti dal diabete e, spesso, incappare nelle complicanze , assolutamente pericolose ed invalidanti.
Ma il fenomeno della obesita’ e del sovrappeso non riguarda, purtroppo, solo le persone di eta’ avanzata, bensi tanti ragazzi anche in tenera eta’, tanto da dover prendere atto di avere un triste primato, in quanto un ragazzo su tre , fra gli 8 e i 9 anni, risulta essere obeso o in sovrappeso. Occorre, percio’ , che rispetto a questo dilagante fenomeno ci si ponga con la massima disponibilita’, come pure va accadendo , specie in alcuni grossi centri urbani, grazie al Manifssto della Citta’ in Salute fatto proprio dall’Anci Nazionale, e che già tempo addietro è stato presentato al Sindaco di Potenza, dopo aver sottoscritto un apposito Protocollo d’Intesa con il Presidente Regionale dell’Anci .Ovviamente non basta, bisogna agire in tutti i modi possibili, senza interventi cosi’ detti spot, ma affrontando culturalmente la difficile problematica e, quindi, nelle scuole( come è stato gia’ avviato d’intesa con il Garante e che s’intende continuare), ma so auspica che la presente iniziativa porti a politiche sociali mirate , oltre che ad una una piu’ rispondente urbanizzazione che induca l’attivita fisica , creando possibilmente piu’ aree attrezzate e verdi, anche in quanto lo stesso ambiente andrebbe diversamente salvaguardato.
In estrema sintesi, infine, il peggioramento degli stili di vita, l’invecchiamento, la cattiva alimentazione ( compreso il cibo spazzatura), l’isolamento sociale,il basso livello di istruzione, la poverta’ e la miseria sono tutti fattori che inducono il diabete; a tutto quanto s’aggiunge che, sebbene in Italia e quindi in Basilicata, il Dipartimento Salute ha da sempre posto particolare attenzione verso questa patologia, come e’ evidente per la qualita’ dell’assistenza e l’immediatezza nella prescrizione di farmaci innovativi e di nuove tecnologie, il fenomeno continua ad essere in crescita, con l’aggravante di non poter stabilire l’entita giusta, in quanto sono tuttora molti i cosi detti silenti, quelli che non sanno di esserlo e lo scoprono solo quando insorgono le complicanze, e cio’ perché non si e’ riusciti mai a fare uno scriniing generalizzato: così come è altrettanto indifferibile che si proceda nella implementazione della Legge 9/2010 per ci si è in attesa di essere auditi dalla IV Commissione del Consiglio Regionale, oltre che si rimane in fiduciosa attesa della implementazione dello stesso Piano Nazionale Diabete, pur essendo stata la Basilicata la prima Regione ad averlo recepito:; si è colta, inoltre, l’occasione per proporre alla Dirigenza dell’ASP di adottare la “ Carta Urbana del Diabete “-
Alla fine dei lavori si è tenuta, come da programma, una passeggiata lungo il “percorso Europa Unita” disponibile su App Città per Camminare e della Salute come esempio di attività fisica.
Alla fine della passeggiata, grazie alla Croce Rossa Comitato Provinciale di Potenza e alla dietista Vita Salvatore, si sono effettuati i controlli glicemici, e pressori , dando ai partecipanti informazioni sul corretto stile di vita.
La CIA Basilicata alla fine della passeggiata ha distribuito ai partecipanti della frutta fresca di stagione., nella logica del cosiddetto chilometro zero..

Apr 222018
 

Condivisione e confronto sono le parole chiave del progetto di
cooperazione per l’innovazione e lo scambio di buone pratiche Erasmus+ “Web
2.0 Tools in Education” che sta interessando circa quaranta docenti di discipline
differenti provenienti da tutta Europa, insieme ai direttori amministrativi e ai
dirigenti scolastici dei relativi istituti di provenienza.
Domenica 29 aprile, la terza tappa del progetto, con la partenza di alcuni
docenti dell’Istituto Tecnico “Albert Einstein” di Picerno per Tetovo, in
Macedonia, dove incontreranno i colleghi europei partner del percorso
formativo.
Nel dettaglio, le scuole coinvolte sono la Deðirmenkaþý Secondary
School e la Tugrulbey Secondary School (Turchia), 1 EPAL KAVALAS
(Grecia), Fundación Patronato Avemariano de Granada CE AVE MARIA
SAN CRISTOBAL (Spagna), SSOU MOSHA PIJADE (Macedonia), SCOALA
GIMNAZIALA “PETRE ISPIRESCU” (Romania), PROFESSIONAL HIGH
SCHOOL OF ECONOMICS “PROF. DR. DIMITAR TABAKOV” (Bulgaria) e
l’Istituto di Istruzione Superiore “Enrico Fermi” di Muro Lucano, Potenza.
Partito a gennaio del 2017, il progetto è incentrato sull’utilizzo nella
didattica dei “web tools”, strumenti digitali innovativi che dovrebbero incidere
positivamente nel processo di insegnamento-apprendimento, stimolando la
curiosità e l’operatività degli studenti. Il condizionale non è d’obbligo ma
esprime al meglio l’animo della sperimentazione. Quali sono gli effetti reali dei
web tools nella didattica? Quale il loro impatto su docenti e discenti e sulle
dinamiche di classe?
La risposta a questi quesiti rappresenta solo una parte della
sperimentazione. Obiettivo finale del progetto, infatti, è la condivisione degli
strumenti didattici più innovativi e utili e la loro successiva pubblicizzazione
attraverso il sito internet di riferimento del progetto. Per tale ragione, le varie
tappe del percorso hanno messo a confronto le esperienze dei diversi docenti
con gli strumenti individuati, attraverso lo studio dei software specifici, esempi
d’uso, materiale informativo, reali esperienze in classe.
Il confronto sugli strumenti, chiaramente, stimola un interessantissimo
dibattito sulle metodologie e, in generale, sui diversi sistemi educativi europei,
arricchendo la conoscenza reciproca dei partner aderenti e diffondendo best
pratices.
L’ultima tappa del meeting è stata ospitata dall’ Istituto “Enrico Fermi” di
Muro Lucano e, nello specifico, dalla sede dell’ITIS di Picerno. I docenti,
terminate le sessioni di lavoro in programma, hanno avuto modo di incontrare
le autorità locali e conoscere la storia della Basilicata, le sue tradizioni, la
cultura. Oltre a Potenza, Picerno e Muro Lucano, gli ospiti sono stati guidati alla
scoperta di Matera, capitale della cultura 2019, della sua storia millenaria e
della sua attuale vivacità artistica.
A Tetovo, i docenti saranno chiamati a confrontarsi sulla parte finale della
sperimentazione, la quale decreterà i tools più efficaci e utili al miglioramento
della pratica didattica, sfida autentica e quotidiana di tutti i docenti e primo e
fondamentale passaggio per la crescita del sistema educativo europeo.

Apr 202018
 

Lo dichiara il consigliere di minoranza del Comune di Scanzano Jonico, Pasquale Cariello.
“In questi ultimi giorni si è assistito ad un vero e prorio teatro del paradosso:
Si inizia con la città di Policoro, quando il sindaco emana, a puro scopo precauzionale, il divieto di utilizzare l’acqua per uso potabile.
Non c’è da preoccuparsi, dicono le istituzioni preposte ossia Comune e Acquedotto lucano, il caso è circoscritto solo a Policoro. Mense aperte dunque, si preparano i cibi a Nova Siri. Il giorno dopo, però è la volta di Nova Siri ad emanere l’ordinanza, il giorno dopo ancora a Scanzano Jonico ed ora a Bernalda. Quale sarà il prossimo comune colpito dal domino “Acqua non potabile”?”

Ed eccolo il paradosso: i sindaci continuano ad emanare le ordinanza di divieto, mentre Acquedotto lucano pubblica le sue analisi che risultano perfette senza alcun valore in eccesso.

L’Arpab effettua anch’essa le analisi ma il risultato degli ormai famossisimi trialometani risulta essere superiore della soglia. Esattamente 40 mentre la soglia è 30.”

Stessa acqua, enti diversi, risultati diversi.

“Chi ha ragione? Cosa succede? Possiamo stare tranquilli oppure dobbiamo preoccuparci? Perchè se Acquedotto lucano tranquilizza, la situazione si allarga a macchia d’olio?”

Credo – continua Cariello – che qualcosa non abbia funzionato e che si ora di fornire le esatte informazioni ai cittadini del metapontino che ormai non sanno più a cosa credere.

La situazione è stata gestita a mio modesto parere nel peggior modo possibile lasciando che il panico si iniettasse nelle famiglie e che la notizia si alargasse anche essa a macchia d’oilo provocando ovviamente danni anche di immagine al nostro terriotrio che prorio adesso vive uno dei momenti più difficili della sua storia.

Con la stagione estiva ormai alle porte, queste sitauzioni di criticità , vanno gestite in maniera impeccabile, sia per tranquilizzare i cittadini sia per non creare allarmismi, ma purtroppo devo constatare che siamo ormai in balia di una confusione che genera solo altra confusione.

Una volte per tutte – conclude Cariello – venga convocato un incontro con tutte le Istituzioni preposte affinchè la reale situazione venga descritta in modo chiaro ed inequivocabile fornendo ai cittadini tutte le risposte che essi hanno il diritto di avere.”

Mar 262018
 

La Basilicata nonostante i suoi ricchi giacimenti di acqua finora ha ricavato pochissimi vantaggi a livello finanziario dal settore delle acque minerali. Nel 2015 abbiamo presentato una Proposta di Legge ristabilire un po’ di ordine e per ridistribuire le risorse in favore della Regione Basilicata e dei cittadini.
Dopo tre anni la PDL sulle acque minerali presentata dal MoVimento 5 Stelle è approdata finalmente in commissione. Una proposta che evidentemente va a toccare interessi consolidati nella nostra Regione se ci sono voluti appena 3 anni per farla arrivare in Commissione e se già si sono alzati i cori di protesta da parte di chi paventa possibili perdite di posti di lavoro, senza però spiegare il perché.
Una sorta di ostruzionismo preventivo da parte di chi intende mantenere posizioni di comodo e vuole continuare a sfruttare la nostra principale ricchezza pagando royalties irrisorie alla Regione.
Intervenire in questi settori genera sempre vespai inutili e fuori luogo, spesso artatamente messi in piedi da chi ha direttamente interesse a che nulla cambi. Per questa ragione, quando si parla di acque minerali e di royalties delle acque occorrerebbe ricordare alcuni dati molto importanti: ogni anno in Basilicata, tra le sorgenti del Vulture e quelle del Pollino si arriva ad imbottigliare oltre 800 milioni litri. L’aria nord della Basilicata è un immenso giacimento di risorse idriche, con un miliardo di metri cubi d’acqua pronti a sgorgare dal sottosuolo. La concentrazione maggiore ricade sicuramente nella zona del Monte Vulture dove, a esclusione della Fonte Itala che è un’azienda prettamente lucana, tutti gli altri impianti ormai sono in mano a grandi gruppi economici, a vere e proprie multinazionali che fanno moltissimi ricavi imbottigliando in Basilicata e vendendo la nostra acqua anche all’estero a prezzi esorbitanti.
Come più volte sottolineato anche da inchieste giornalistiche nazionali, le royalties che queste multinazionali versano alla Regione Basilicata sono veramente briciole rispetto ai guadagni che vengono fatti ogni anno con la vendita della nostra acqua.
Pensiamo ad esempio alle ricadute che si potrebbero avere proprio nell’area del Vulture. Pensiamo ad esempio che si potrebbero utilizzare maggiore risorse derivanti dagli aumenti delle royalties per interventi urgenti proprio sul Vulture e nell’area di Monticchio, oppure, sull’altro versante, nella zona del Pollino.
È chiaro che ci sono forti resistenze rispetto alla PDL presentata dal Movimento 5 Stelle in materia di acque minerali. È chiaro che queste resistenze provengono soprattutto da chi non considera che un corretto utilizzo delle nostre risorse può solamente generale maggiori opportunità per la nostra terra e, quindi, anche nuovi posti di lavoro.
È chiaro che chi guarda alla proposta in maniera miope, lo fa avendo in considerazione solamente gli interessi di grandi multinazionali e gruppi industriali che hanno ormai colonizzato il mercato delle acque minerali e fanno grandi profitti senza pagare un equo contributo per la nostra principale e più importante risorsa.
Spero che il buon senso abbia la meglio e non si inneschino i soliti meccanismi che abbiamo visto in azione in questa Regione a favore dei più forti.
Gianni Leggieri
Portavoce M5S Basilicata

Nov 142016
 

Matera al 94esimo posto e Potenza all’87esimo
ScamBioLoGiCo di Potenza tra le 23 buone pratiche premiate a Ecomondo

Una diffusa staticità. È questa la diagnosi dello stato di salute delle città italiane fotografate da Ecosistema Urbano 2016, il rapporto realizzato da Legambiente in collaborazione con l’istituto di ricerca Ambiente Italia e la collaborazione editoriale del Sole 24 ore, giunto alla sua XXIII edizione. Un sostanziale immobilismo che non si registra solo considerando i dati attuali con quelli dell’anno precedente, ma che si conferma anche valutando un periodo più lungo, i cinque anni della durata del mandato di un sindaco.

Pe i due capoluoghi lucani la fotografia scattata dal rapporto è sconfortante. Potenza passa dall’80esimo posto nella classifica generale nel 2015 all’87esimo posto nel 2016. Matera, invece, passa dall’88esimo al 94esimo. Un peggioramento dovuto ad una mancata attuazione di politiche e di strategie per il miglioramento della qualità ambientale ma anche ad una scarsa propensione, già denunciata in passato, alla comunicazione di alcuni dati: Potenza (biossido di azoto NO2, trasporti viaggi abitante /anno), Matera (NO2, Pm10, trasporti viaggi abitante /anno, offerta trasporti, modal share, isole pedonali). Impossibile pertanto avere un quadro sia della qualità dell’aria che del sistema di trasporto pubblico locale per la Capitale europea della cultura 2019

Per ciò che attiene alla gestione dei rifiuti, Potenza resta ferma al 23,1% ma ricordiamo che il dato fa riferimento al 2015. Per vedere dei miglioramenti, ci auguriamo, dovremmo aspettare il rapporto del prossimo anno, quando il sistema di raccolta differenziata porta a porta, avviato da pochi mesi in città, sarà andato pienamente a regime. Matera, invece, conferma il suo esiguo 14% dopo la brusca retrocessione dal 20% del 2013 al 14,4% del 2014. Un dato inaccettabile per una capitale europea della cultura, che vede tendenzialmente salire di qualche dato percentuale, la produzione dei rifiuti (425,1) destinata probabilmente a salire con il sempre maggior numero di turisti che visitano la città. Auspichiamo pertanto che tra gli obiettivi che la città si propone di raggiungere in questi anni ci sia quello di accrescere non solo i livelli di raccolta differenziata ma anche quella cultura ambientale all’altezza del ruolo che adesso ricopre.

Continua ad essere veramente drammatica la situazione del trasporto pubblico nella città di Potenza. La città è tra le peggiori in Italia per numero di automobili, 73 ogni 100 abitanti. Con un’offerta di trasporto pubblico (i chilometri percorsi annualmente dalle vetture per ogni abitante residente) che scende da 39 a 23 Km/vettura/abitanti/anno. Anche l’indice del modal share è fortemente negativo: il 75% degli spostamenti privati vengono effettuati dai cittadini con mezzi a motore (auto o moto). La priorità assoluta è quindi trasferire quote significative di mobilità dal mezzo privato al mezzo pubblico, ridurre drasticamente il numero di auto in circolazione e incentivando anche l’uso di mezzi alternativi come la bicicletta a pedalata assistita. Per fare ciò non è sufficiente realizzare piste ciclabili (pari a zero nel rapporto) ma anche realizzare isole pedonali (anche queste attualmente vicine allo zero), incentivare l’intermodalità e prevedere zone con obbligo dei 30 km orari.

Anche la dispersione idrica presenta delle criticità. Anche qui Matera non brilla certo per adeguatezza, tra i Comuni con perdite superiori al 50%. Ragionevole ipotizzare, però, che una percentuale così elevata sia imputabile in maniera considerevole ai furti d’acqua e agli allacci abusivi.

Unica nota positiva per il Comune di Matera è il primato, insieme ad altri 23 Comuni, di Comune definito 100% elettrico: le fonti rinnovabili installate riescono a superare i fabbisogni elettrici delle famiglie residenti.

A Ecomondo, inoltre, Ecosistema Urbano ha premiato ScamBioLoGiCo, l’ex scalo merci della stazione Potenza Superiore oggi negozio del chilometro zero, dello sfuso e del commercio equo e solidale e prima “Green Station” d’Italia, come una delle 23 buone pratiche di sostenibilità ambientale in Italia. “Abbiamo selezionato tutte esperienze positive – spiega Alberto Fiorillo, responsabile Legambiente Onlus del rapporto – che dimostrano che il cambiamento è possibile, anzi è davvero a portata di mano, quando c’è davvero la voglia di creare discontinuità con il passato e di mettere in campo azioni per ridurre gli impatti ambientali e migliorare la qualità della città e la qualità della vita”.

“Questo riconoscimento dimostra come, attraverso la collaborazione tra associazioni, cittadini, enti profit e no profit, anche in Basilicata sia possibile rincorrere un’idea di città e di futuro ben più ampia, in grado di coniugare giustizia sociale e vivibilità, cultura e socialità, economia e ambiente – dichiara Alessandro Ferri, presidente Legambiente Basilicata Onlus – Ci auguriamo che queste iniziative siano da stimolo alle amministrazioni locali per migliorare le nostre città puntando a una nuova socialità e su un senso di comunità che nasce dalla condivisione e dalla cura di uno spazio sano e vivibile”.

I dati nazionali

La graduatoria delle città migliori: tra le prime dieci troviamo capoluoghi al di sotto degli 80mila abitanti (Macerata, Verbania, Mantova, Belluno, Oristano, Cuneo, Savona), tre centri di medie dimensioni (Trento, Bolzano e Parma) e nessuna grande città. In testa ancora prevalentemente il nord del Paese assieme con due città del centro Italia, la marchigiana Macerata quest’anno prima su tutte e la sarda Oristano (ottava). Le ultime cinque sono invece Frosinone e quattro città meridionali: Palermo, Siracusa, Caserta, Vibo Valentia, fanalino di coda della classifica.

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legambiente

Nov 142016
 

Il diritto alla salute si garantisce meglio rafforzando la medicina sul territorio. Sostegno al progetto di riforma sanitaria
La maggioranza fa quadrato a sostegno del governo regionale, in generale, e del presidente Marcello Pittella, in particolare.

La Basilicata è l’unica regione del Sud, come viene ormai riconosciuto da più parti, che può contare su un sistema sanitario equilibrato, con i conti in ordine e in grado di non gravare pesantemente sulle tasche dei cittadini. E tuttavia, a causa delle scelte di politica sanitaria nazionale ed a seguito della necessità di dare risposte efficaci ed efficienti a un bisogno di salute sempre più complesso, il riordino del sistema sanitario regionale non è più rinviabile.

E’ quanto è emerso nel corso di una riunione della maggioranza consiliare svoltasi questa mattina a Potenza e presieduta dal governatore , Marcello Pittella.

Nel corso del vertice sono stati ancora una volta ribaditi alcuni principi fondamentali che guidano il progetto di riforma del sistema sanitario regionale proposto dall’esecutivo. Innanzitutto è stato confermato che non verrà chiuso alcun ospedale lucano al fine di salvaguardare il diritto alla salute di tutti e non ci si muove da una equa copertura territoriale derivante dalla permanenza delle 4 aziende sanitarie.

Ma il diritto alla salute di tutti si difende anche e soprattutto attraverso il rafforzamento della medicina territoriale e dando un nuovo protagonismo ai distretti ospedalieri che dovranno avere nuove e specifiche funzioni in relazione ai reali bisogni delle comunità e rafforzando il sistema dell’emergenza urgenza

Per questa ragione e per individuare con maggiore precisione questi bisogni, a partire da dicembre la maggioranza parteciperà a consigli comunali aperti nei comuni interessati dai presidi ospedalieri. Si tratta di avviare quindi un’altra e definitiva fase di confronto con i cittadini per costruire una riforma capace di mantenere il sistema sanitario lucano efficiente, con i conti in ordine, e con una qualità dell’assistenza ancora migliore di quella attuale.

Nel frattempo si continueranno ad approfondire nel merito tutte le istanze territoriali di cui legittimamente le comunità si sono fatte portatrici per arrivare, nei limiti del possibile a trovare la massima convergenza in tempi rapidi.

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