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dic 042015
 

“Occorre un taglio delle taglie molto più robusto rispetto a quello pensato da Renzi per superare la crescita dello zero virgola che ci ha procurato il governo e smuovere un Paese lento e bloccato come certifica oggi il Censis”. Lo ha dichiarato l’on. Cosimo Latronico (Cor), componente della Commissione Bilancio della Camera. “Il governo sta facendo troppo poco su tasse e spesa, sprecando l’occasione per una svolta che possa portare ad una ripresa forte dell’economia. Attraverso i nostri emendamenti abbiamo proposto di eliminare tutte le tasse sugli immobili delle imprese perche’ considerate una tassazione insostenibile; abbassare l’Ires subito; rovesciamento delle clausole di salvaguardia: se scatta una clausola, deve determinare non aumenti di tasse automatici, ma tagli di spesa automatici ed infine una compensazione pro-imprese tra crediti vantati verso la pubblica amministrazione e le tasse da pagare. Quello che il governo Renzi, invece, sta facendo, limitandosi a tagli molto stretti, rischia di far perdere all’Italia una occasione di crescita irripetibile”.

cosimo latronico3

ott 202015
 

I direttivi di Liberiamo La Basilicata, Mò Basta ed Ehpa (Ass. per la tutela della Salute e dell’Ambiente di Basilicata), esprimono solidarietà ad Albina Colella, per l’ingiusta condanna subita di recente nella quale ha contato sicuramente anche il fatto di aver difeso la Val d’Agri, schierandosi in modo inequivocabile con le battaglie ambientaliste ed a tutela del bene pubblico per eccellenza che è l’Acqua.

E’ con queste parole che i direttivi delle suddette Associazioni prendono posizione ed esprimono la piena solidarietà ad Albina Colella condannata in primo grado a 9 anni di reclusione (ed interdizione dai pubblici uffici), dove ciò che appare evidente più di qualsiasi altra cosa è che probabilmente la Prof. avrebbe prodotto atti senza i quali si sarebbero perse ingenti risorse pubbliche, come il cofinanziamento europeo del suo progetto con i relativi danni alla Pubblica Amministrazione, e che come direttore e consegnatario dei beni, si sarebbe presa cura di un vecchio gommone da ricerca del laboratorio di Geologia, che necessitava di adeguata manutenzionne, e che altrimenti correva il rischio di essere danneggiato, come avvenuto per altre attrezzature, come le serre di Agraria dell’Unibas.

albina

gen 262015
 

E’ stato pubblicato il bando per la concessione di contributi per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione per l’anno 2014. A darne notizia il vicesindaco Domenico Albano che evidenzia tra l’altro: “Entro 30 giorni, a partire da oggi, i cittadini italiani e quelli comunitari, nonché gli extracomunitari se in possesso di un regolare permesso di soggiorno, possono presentare domanda utilizzando solo il modulo allegato al bando. Per partecipare al concorso è necessario non essere proprietario di alcun alloggio adeguato alle esigenze familiari ed aver stipulato un contratto di fitto per una abitazione, già registrato alla data di pubblicazione del bando.
Destinatari del contributo sono quelle famiglie in difficoltà con il pagamento dell’affitto sul mercato privato.
Per questo intervento a sostegno delle famiglie, l’Amministrazione Comunale è notevolmente impegnata affinché destinatari dei contributi siano quelle veramente meno abbienti. Le procedure del bando dovranno essere celeri, perché chi è nel bisogno non può sempre aspettare i tempi della burocrazia, dovranno essere trasparenti, perché devono dare risposte a bisogni effettivi.
Dobbiamo snellire ed accelerare le procedure, compresa quella dell’avviso pubblico per l’affidamento di lavoro occasionale tramite voucher. Per quest’ultimo avviso pubblico sono pervenute davvero moltissime richieste, per cui si sta facendo il possibile per velocizzare le procedure burocratiche ed approvare in tempi brevi la graduatoria.
Le domande sono tante perché i bisogni dei cittadini sono tanti e la complessità delle procedure burocratiche non può essere una scusa per rimandare sine die le risposte e l’azione della Pubblica Amministrazione.
Questa Amministrazione è davvero impegnata su tutti i fronti per la tutela dei cittadini di Pisticci, da quello ambientale a quello sociale, da quello economico a quello della sicurezza. Il contributo sul canone di fitto può anche sembrare poca cosa rispetto alla crisi globale dell’economia, intanto, però, lenisce qualche difficoltà quotidiana”.

pisticci

nov 282014
 

Il 24 novembre verrà ricordato come il “digital day” lucano, giorno in cui si sono gettate le basi per digitalizzazione della nostra regione. Si è svolta, infatti, Go On Basilicata, la grande manifestazione promossa da Wikitalia con l’obiettivo di aumentare le competenze digitali dei cittadini, di imprese e della Pubblica Amministrazione. Nei 131 comuni della Basilicata si sono tenuti 148 eventi, che hanno coinvolto il mondo della scuola, dell’impresa e gruppi di cittadini, per un totale di 15.000 partecipanti.

Anche Policoro ha preso parte alla carovana digitale con l’organizzazione di un Coderdojo, presso la scuola media “Aldo Moro”, rivolto a circa 80 bambini tra i 6 e i 13 anni, provenienti anche da paesi limitrofi come Valsinni e Colobraro. Che cos’è il Coderdojo? È un movimento senza scopo di lucro che si occupa di istituire dei club e organizzare incontri gratuiti per insegnare ai giovani a programmare. Delle palestre per futuri sviluppatori. Nato in Irlanda nel 2011, si rivolge principalmente agli adolescenti e si sta espandendo a livello globale. Attraverso un programma chiamato Scracth i giovani imparano la programmazione informatica divertendosi. Creatività, gioco, condivisione, socializzazione e apprendimento: questi gli ingredienti e gli obiettivi dell’iniziativa.

Il pomeriggio policorese è cominciato con l’arrivo dei bambini, accompagnati dai genitori e muniti di pc portatili. Ad attenderli c’erano i mentori, giovani volontari che si occupano del coordinamento e del supporto didattico ai ragazzi, spiegando loro le basi per iniziare a programmare. Dopo aver preso posto la preside dell’isitituto Maria Carmela Stigliano e l’assessore Massimiliano Padula hanno rivolto loro un saluto di benvenuto sottolineando l’importanza della giornata dell’innovazione per il futuro della Basilicata e delle nuove generazioni. Il relatore dell’incontro, che ha il compito di spiegare cosa fare e come farlo, di solito un ingegnere o un esperto di nuove tecnologie, a Policoro, invece, è stato un bambino di nome Manuel, 10 anni, appassionato di informatica. Un coetaneo, quindi, che con il fare di un insegante navigato è riuscito nell’impresa di spiegare e far appassionare gli altri bambini al Coderdojo. “Mi è piaciuto molto, non sono molto legata alle cose informatiche, però è stata una bella cosa. Mi sono divertita a giocare sul computer. Insomma, è stato un modo per imparare giocando! Bye! Alla fine: formativo, divertente, piacevole”. Questo è solo uno dei tantissimi feedback positivi scritti dai bambini dopo aver imparato a costruire il loro videogioco o il personaggio animato. Entusiasti anche i genitori e i maestri, che hanno intuito l’aspetto formativo oltre che ludico dell’iniziativa.

Nell’occassione, infine, è stato presentato anche il Club Coderdojo Policoro, uno dei 400 in tutto il mondo, nato dalla passione di alcuni volontari cittadini appassionati di informatica e grazie all’impegno dell’assessore Padula e di Antony Rimoli. Obiettivo del club è è quello di iniziare un percorso che veda alte giornate come questa volte a promuovere la cultura scientifica e a insegnare ai ragazzi i linguaggi della programmazione. Al momento il Coderdojo Policoro è composto da circa 10 volontari ma l’iscrizione è aperta a chiunque e non è necessario essere programmatori.

policoro

set 152014
 

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianni Rosa interviene sui temi sanitari. “Dalla stampa si apprende dell’ennesimo disservizio della sanità lucana. Domande per ottenere l’erogazione di presidi sanitari, presentate anche da genitori di bimbi malati, sono state evase dopo settimane. Questa volta la scusa è il “malfunzionamento dello specifico software” della Asp di Potenza.

Abbiamo presentato un’interrogazione per chiedere spiegazioni in merito e conoscere quali provvedimenti si intendono intraprendere per evitare in futuro che semplici malfunzionamenti nelle procedure blocchino l’erogazione di servizi.

La nota dell’Asp, fredda e distaccata, pubblicata dai giornali, aggrava le posizioni indifendibili dei dirigenti trincerandosi dietro al fatto che i presidi richiesti non sono ‘salva vita’.

Un disservizio è un disservizio. E i diritti dei malati sono tutti uguali. Sicuramente ci sono priorità ed urgenze, ma far attendere settimane per vedere riconosciuti i propri diritti è indice di cattiva organizzazione, scarsa efficienza della Pubblica Amministrazione e attenzione minima nei confronti di soggetti deboli.

Gli imprevisti e le disfunzioni possono sempre nascere. Tuttavia questo non esime chi si occupa di problematiche relative alla salute dall’attivarsi per minimizzare il disagio ed accelerare i tempi di attesa.

La verità è che per assolvere determinate funzioni e attività, oltre la competenza, sarebbe necessaria quella particolare sensibilità e quella speciale empatia nei confronti di persone più sfortunate che i dirigenti dell’Asp di Potenza hanno mostrato di non possedere”.

gianni rosa

mag 292014
 

Con un’attività finalizzata alla tutela della spesa pubblica, condotta dalla Compagnia di Lauria e dalla Brigata di Maratea, è stato aperto un nuovo fronte nel contrasto agli sprechi nell’impiego di risorse pubbliche, perpetrati nell’ambito della pubblica amministrazione nel territorio della provincia di Potenza.
Gli accertamenti in argomento hanno riguardato atti e documentazione relativi a spese sostenute da dieci comuni dell’area lagonegrese e del Pollino, connesse agli eventi sismici verificatisi nel 1998. Le Fiamme Gialle hanno inoltrato alla Procura regionale della Corte dei conti una “notitia damni” all’Erario per un milione di euro circa, individuando, altresì, responsabilità patrimoniali in capo a 68 soggetti tra amministratori, dirigenti e funzionari di 10 Comuni insistenti nella predetta area.
In particolare, le indagini hanno preso spunto da un precedente riguardante il solo Comune di Lauria, per gli anni antecedenti il 2009, costituito da una pronuncia della Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti della Basilicata che aveva ritenuto ingiustificato il compenso corrisposto ad alcuni tecnici esterni per trattazioni riguardanti la ricostruzione, il cui apporto si era limitato a poche pratiche annue.
Dal monitoraggio e dall’acquisizione documentale, effettuati per il periodo compreso tra gennaio 2009 e gennaio 2014, e il è emerso che anche altri Comuni colpiti dal predetto sisma selezionarono decine di professionisti (ingegneri, architetti e geometri), ad integrazione del personale già disponibile
presso i propri Uffici o Settori Tecnici.
In dettaglio, è stato necessario acquisire:
- delibere o determinazioni di affidamento;
- elenco dei consulenti, comprensivo delle retribuzioni complessive, distinte
per anno, con l’indicazione della data di pagamento (elenco riepilogativo dei mandati di pagamento);
- numero di pratiche ultimate da ciascun consulente, distinte per anno;
- le piante organiche degli Uffici Tecnici (dirigenti, responsabili, funzionari,
dipendenti).
In merito, la normativa regionale che disciplina il finanziamento delle somme da destinare a qualificati professionisti, quali consulenti esterni a supporto delle attività amministrative, è la Legge Regionale 23 marzo 2006 nr. 4. (B.U. Regione Basilicata nr. 18 del 27 marzo 2006). In forza di tale legge, i Comuni interessati hanno emanato, nel corso del tempo, una serie di delibere di giunta e del consiglio comunale, Determinazioni e Convenzioni.
L’accertamento da parte dei finanzieri di Lauria e Maratea è consistito proprio
nel determinare l’effettivo apporto fornito dai professionisti incaricati di collaborare con i Comuni, a fronte del consistente esborso economico sostenuto dalla Regione. Sono stati analizzati i documenti ed i mandati di pagamento degli Enti locali beneficiari delle provvidenze regionali assegnate a
seguito del sisma del 1998, individuando situazioni altamente anomale in 10 Comuni.
Sulla scorta delle delibere, determinazioni e convenzioni acquisite, è stato possibile ricostruire la spesa sostenuta per le prestazioni fornite dai professionisti esterni, raffrontata alla consistenza delle piante organiche dei vari Uffici Tecnici ed alla scarsa produttività posta in essere: è emerso, in sostanza, che ciascun tecnico “esterno”, in media, negli anni compresi tra il 2009 ed il 2013, ha definito poco più di una pratica all’anno.
Allo stesso tempo, è stato appurato come alcuni Comuni, maggiormente virtuosi, abbiano evitato di far ricorso ai finanziamenti regionali per il sisma, curando le relative pratiche (sopralluoghi, stati di avanzamento lavori, emissione Buoni Contributi, liquidazioni contabilità finali) utilizzando le risorse disponibili, senza gravare ulteriormente sulla spesa pubblica.
Isolato il caso di un piccolo Comune dell’area sinnica che si è avvalso di un tecnico esterno, impiegato e retribuito per soli 5 mesi, in grado di smaltire il medesimo numero di pratiche che suoi colleghi, incaricati in altri comuni, hanno evaso in svariati anni.
Di contro, un altro piccolo Comune della zona non ha esitato ad utilizzare circa euro 25.000, a beneficio di un tecnico convenzionato che non ha evaso alcuna pratica.
A conclusione delle indagini, sono stati segnalati alla Magistratura Contabile, in qualità di firmatari delle determinazioni di affidamento, poste in essere senza alcuna fissazione degli obiettivi e valutazione del loro raggiungimento, 68 soggetti, di cui: 9 sindaci pro-tempore, 34 assessori 14 consiglieri comunali ed 11 Capi Area, per aver più volte fatto ricorso a tecnici esterni convenzionati, senza curare i criteri di efficacia ed economicità della gestione amministrativa dei rispettivi Enti, già dotati di personale preposto.
gdf

mar 192013
 

Il comune di Sala Consilina ha avviato alla fine dell’anno 2011 il progetto “Scia in ComUnica”, che vede coinvolti alcuni Comuni della provincia con la Camera di Commercio di Salerno e che persegue lo scopo di dare piena attuazione ai principi ispiratori della normativa relativa alla “ComUnica” e allo Sportello Unico per le Attività Produttive.

Il progetto si proponeva di favorire il sistema delle imprese e, più in generale, di tutti gli utenti, attraverso la realizzazione della semplificazione amministrativa e della standardizzazione delle procedure, con la creazione di un’unica rete telematica.

Tale progetto, che anticipava gli effetti del D.P.R. n. 160/2010, emanato per il riordino delle competenze dello Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP), consentiva la sperimentazione della procedura ComUnica applicata alla SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) per le attività commerciali: esso permetteva di avviare, modificare e cessare on-line le attività commerciali in una sola giornata e con un’unica procedura telematica, ossia la procedura della Comunicazione Unica, che era stata integrata tra le competenze dei Comuni.

Il Comune di Sala Consilina è divenuto in tal modo l’ulteriore destinatario delle pratiche di Comunicazione Unica, accanto al Registro Imprese, all’INPS, all’INAIL ed all’Agenzia delle Entrate, al Ministero del lavoro ed alla CPA.

Con il nuovo protocollo si estende l’attività ComUnica anche alle attività urbanistiche/edilizie, realizzando nella sua interezza lo slogan “impresa in un giorno” e consentendo alle imprese ed agli operatori un notevole risparmio di tempo e di risorse economiche ed umane, anche attraverso la riduzione della durata dei procedimenti amministrativi.

Un ulteriore beneficio è rappresentato dalla possibilità di interloquire con una pubblica amministrazione compatta, in grado di dare risposte univoche e di adottare comportamenti condivisi e, perciò, uniformi.

 

In concreto, la procedura prevede che l’impresa che deve inviare una SCIA al Comune non debba più recarsi fisicamente allo sportello, ma possa farlo telematicamente, per il tramite del Registro delle Imprese, utilizzando i modelli appositamente predisposti dal Comune, in formato PDF editabile, pubblicati sul sito istituzionale dell’ ente, e con sottoscrizione digitale.

La pratica, una volta trasferita in Camera di Commercio, viene smistata automaticamente ed in tempo reale alla casella di posta elettronica certificata del Comune, che da tale momento ha 60 giorni di tempo per effettuare i controlli.

Intanto, l’imprenditore riceve con immediatezza, all’indirizzo P.E.C. indicato nella pratica stessa, la ricevuta che costituisce titolo autorizzatorio all’esercizio dell’attività, così da poter avviare la stessa dal medesimo giorno di invio della Comunicazione Unica.

Nel caso in cui il Comune, nell’esercizio del suo controllo, riscontrasse un impedimento, lo comunica mediante PEC all’impresa e/o all’intermediario che ha inviato la pratica, nonché al Registro delle Imprese, per gli ulteriori provvedimenti.

Dunque tutte le comunicazioni di inizio, modifica e cessazione di attività commerciale di competenza del Comune, che comportano anche la relativa denuncia al Registro delle Imprese, sono trasmesse telematicamente, unitamente alla pratica di Comunicazione Unica.

Non è più consentita la presentazione in modalità cartacea presso il Comune.

salaconsilina

feb 062013
 

Ecco quanto ha dichiarato  in una nota alla stampa Raffaele Papa dell’Mpa. “Non sono solo mesi, possiamo ormai parlare di anni e la situazione non cambia ma si aggrava. Di fronte all’indifferenza della politica che siede al potere, all’insensibilità dei tanti, e soprattutto alla constatata irresponsabilità di rappresentanti istituzionali, dirigenti ed operatori addetti, accasati in una pubblica amministrazione diventata zona franca ed esentata da qualsiasi addebito e colpa, l’unica possibilità che rimane al cittadino inerme è l’ intervento della magistratura.

 

Siamo di fronte a veri e propri reati che essendo divenuti ripetuti e costanti sembrano essere la normalità in un territorio ormai assuefatto ai soprusi e rassegnato alla deriva e scetticismo.

 

A ben vedere invece vi sono responsabilità oggettive e soggettive che non possono più essere tollerate sia nel campo della sanità che della viabilità.

Settori importanti, delicati e spesso vitali che aldilà delle gestioni politiche del momento devono comunque essere organizzati, gestiti e per le cui strutture vengono pagati uomini e mezzi.

 

Nel caso in cui, come attualmente accade, il funzionamento non è garantito, oltre al danno erariale causato si sostanzia a tutti gli effetti un attentato alla vita dei cittadini a cui tali servizi a volte indispensabili sono destinati.

 

Per le condizioni in cui versa il territorio dell’alto tirreno è quanto mai urgente richiamare, oltre i livelli minimi di assistenza,  il concetto principio della sanità in emergenza, la cosiddetta Golden Hour, l’ora d’oro che salva la vita, ossia la necessità di ridurre al minimo il ritardo nelle cure atteso che studi, ricerche e dati scientifici affermano che il fattore tempo intercorrente tra inizio dei sintomi e inizio dei trattamenti è determinante per salvare la vita. La riduzione quindi del cosiddetto Ritardo Evitabile dovrebbe essere l’obiettivo primario di qualsiasi organizzazione sanitaria pubblica degna di un Paese civile.

 

Ma considerata la carenza di mezzi idonei e sufficienti quali ambulanze medicalizzate  attrezzate ed equipaggiate a norma, il mal funzionamento del Punto di Primo Intervento di Praia a Mare, la non poca distanza chilometrica con i centri di Cetraro e Paola nonchè il continuo dissesto e  perenne anormale scorrimento della SS 18; la possibilità di sopravvivenza rimane ad esclusiva volontà del soprannaturale e delle anime sante.

 

Livelli minimi (Lea) e Golden Hour pur essendo garanzie a tutela della vita umana previste in protocolli, piani e specifiche norme, diventato irrealizzabili a causa di disimpegno e menefreghismo ad ogni livello.

 

Se il PPI non funziona, se il Capt è inesistente, se la Casa della Salute è solo una promessa, se il Nucleo di cure primarie non si realizza;

Se macchinari e mezzi non vengono utilizzati ed altrove trasportati, se i servizi previsti non vengono erogati, se la disorganizzazione regna sovrana nella sanità del territorio;

E se le  buche delle strade diventano voragini, se l’asfalto si scioglie come neve al sole, se i lavori iniziano e mai finiscono, se la segnaletica è inesistente;

ci saranno in entrambi i settori responsabilità soggettive o tutto è dovuto al destino cinico e baro che aleggia da queste parti?

 

Inefficienza, malcostume, improduttività, interruzione di pubblico servizio o semplice ordinaria gestione ?   Ci auguriamo che le forze  dell’ordine su input della magistratura inizino a verificare chi fa e cosa e chi produce il nulla a danno di tutti.

Raffaele Papa

Comm. Prov. MpA Cs

papa

 

gen 072013
 

Come è noto proveremo nelle prossime ore a garantire la presenza di LISTE AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTÀ. Saranno, come ha spiegato Marco Pannella, “liste di scopo, di unità democratica riformatrice, fra quanti in Italia, e non solo, lottano dando priorità assoluta all’obiettivo dell’uscita immediata, dopo decenni, del nostro paese dalla sua flagranza criminale contro i Diritti Umani e contro lo Stato di Diritto”.

Pannella, che dalla Mezzanotte di giovedì ha ripreso il suo Satyagraha, ha indirizzato una lettera aperta al Presidente Mario Monti, ai membri del Governo e ai Presidenti Fini e Casini. Una lettera nella quale il leader radicale spiega che noi altri, i promotori delle liste di scopo, “chiediamo, esigiamo – qui ed ora – alle elezioni, così come in ogni momento della nostra vita politica e in quella personale, che l’Italia, questa Italia, esca dalla assoluta flagranza criminale nella quale da decenni e decenni insiste, persevera nei confronti delle giurisdizioni europee, internazionali e – in primissimo luogo – della Costituzione italiana”.

Una lunga missiva, quella redatta da Pannella, nella quale si sottolinea che il nostro Stato  è deplorato “non solo e non tanto” per le sue terrorizzanti carceri, “quanto per il massacro dell’Amministrazione della Giustizia (che è ormai denegata giustizia)”.

Noi – ricorda Pannella al Presidente del Consiglio – ci “presentiamo” alle elezioni partitocratiche, antidemocratiche, con una “lista di scopo” che ha quale priorità assoluta quella “di interrompere la flagranza tecnicamente criminale della Repubblica italiana contro la Giurisdizione (costituzionalizzata) europea (della CEDU e non solo), fondata e sviluppata su quella dell’ONU e del suo Sistema”.

Ed è questo l’obiettivo della lista di scopo “Amnistia Giustizia Liberta”: ottenere l’uscita dalla flagranza storica criminale e criminogena del nostro Paese”. Guadagnare “la sola riforma strutturale dello Stato, della giustizia, concepita tanto quanto censurata, vietata, ignorata dal popolo e dalla democrazia italiani”: l’Amnistia, Amnistia per una Repubblica criminale.

Pannella riferendosi alla imminente tornata elettorale, se possibile ancora più antidemocratica delle precedenti, spiega che come Radicali abbiamo rinunciato a “presentarci” in quanto tali. E preannuncia una richiesta di ospitalità innanzitutto rivolta alla lista Monti.

Una lettera che allego a questa mio testo e che spero possa essere oggetto di riflessione e discussione. Una lettera di politica alta e altra per un Paese davvero nuovo e possibile. Una lettera di straordinaria forza e contenuti.

 

Con Marco Pannella ripeto:

“Caro Presidente, come già in passato, nella imperante situazione antidemocratica italiana (lo siamo, già, in assoluta chiarezza per le prossime “elezioni”) noi Radicali abbiamo rinunciato a “presentarci” in quanto tali. Abbiamo invece promosso una “Lista di scopo”, per tutti quelli che lo condividono. Per questa Lista chiediamo “ospitalità” alle tre coalizioni principali – per non dire consociate per concorrere (e insieme spartirsi) al bottino istituzionale – che potrebbe anche – in teoria, almeno! – fare rientrare in legalità e democrazia il nostro Paese”.

 

E sempre con Pannella ricordo che “ufficialmente la Conferenza Episcopale Italiana si è pronunciata per lo scopo dell’amnistia. Le liste “Amnistia Giustizia Libertà” includono, come candidati o espliciti sostegni, molti esponenti cattolici e anche noti e significativi candidati ecclesiastici. Fra essi ci onoriamo di menzionarle il Segretario generale della CEI, vescovo Mariano Crociata, il suo portavoce ufficiale e l’arcivescovo Agostino Superbo, già vicepresidente della CEI per cinque anni, ora Presidente della Conferenza Episcopale della Basilicata”.

 

Amnistia Giustizia Libertà

Amnistia Giustizia e Libertà

 

Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani(in sciopero della fame con Rita Bernardini a sostegno del Satyagraha di Marco Pannella)

Ecco il testo della lettera di marco Pannella.

Al Presidente del Consiglio Mario Monti

           

e, ai membri del Governo:

Ministro degli Affari Esteri

Giuliomaria Terzi di Sant’Agata

Ministro dell’Interno

Anna Maria Cancellieri

Giustizia della Giustizia

Paola Severino Di Benedetto

Ministro della Difesa

Giampaolo Di Paola

Ministro dell’Economia e Finanze

Vittorio Grilli

Ministro dello Sviluppo Economico e Infrastrutture e Trasporti

Corrado Passera

Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

Mario Catania

Ministro dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare

Corrado Clini

Ministro del Lavoro e Politiche sociali con delega alle Pari opportunità 

Elsa Fornero

Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca

Francesco Profumo

Ministro per i Beni e Attività Culturali

Lorenzo Ornaghi

Ministro della Salute

Renato Balduzzi

Ministro per gli Affari europei

Enzo Moavero Milanesi

Ministro per gli Affari regionali, turismo e sport 

Piero Gnudi

Ministro per la coesione territoriale

Fabrizio Barca

Ministro per i Rapporti con il Parlamento

Piero Giarda

Ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione 

Andrea Riccardi

Ministro per la pubblica amministrazione e per la semplificazione

Filippo Patroni Griffi

 

e p. c.

al Presidente della Camera Gianfranco Fini

al Presidente PierFerdinando Casini

URGENTE

                                                              Via fax e e-mail

 

Caro Presidente,

ti avevo di già comunicato l’ipotesi – che come ti preciserò accoglievo con interesse positivo – di un mio, nostro scegliere la tua coalizione – e la scelta conseguente – per le imminenti elezioni.

Mi avevi risposto che avresti riflettuto e fatto sapere la tua risposta – l’ho avuta quando hai annunciato “urbi et orbi” quali fossero i tuoi alleati, i tuoi coalizzati.

Temo che tu non sia stato aiutato a valutare pienamente le nostre, mie storie – non solo italiane – e il conseguente valore di quella ipotesi.

 

Tu hai qualificato con un binomio – Europa e laicismo – la tua agenda. Dovresti almeno riflettere sugli “agenti” delle “agende”.

 

Sul nostro federalismo militante (al quale Altiero Spinelli – poco prima di lasciarci – pubblicamente e solennemente dichiarò che senza il nostro apporto, che tu ben conosci, in particolare quello di Emma Bonino, sogno e opera comuni rischiavano di esser tragicamente perdenti, persi) non puoi – credo – avere dubbi.

 

Noi li abbiamo avuti – invece – quando di recente tu pubblicamente dichiarasti che “Stati Uniti d’Europa non ci saranno mai e nessuno ne avrebbe sentito la necessità”. Siamo certi che in quella occasione la tua affermazione non esprimeva la sostanza delle tue convinzioni, ma – tranne noi – nessuno te ne chiese conto, per chiarire l’equivoco. Anzi, gli spinelliani (?!) del Parlamento europeo, Verhofstadt e Cohn-Bendit, ti applaudirono salutandoti come «un vero federalista al Consiglio europeo»!

 

Ancora: noi chiediamo, esigiamo – qui ed ora – alle elezioni, così come in ogni momento della nostra vita politica e in quella personale, che l’Italia, questa Italia, esca dalla assoluta flagranza criminale nella quale da decenni e decenni insiste, persevera nei confronti delle giurisdizioni europee, internazionali e – in primissimo luogo – della Costituzione italiana.

 

Non solamente, bada bene, caro Presidente, per i veri e propri aggregati consistenti, terrorizzanti, di shoah italiana, che ormai riguardano centinaia di migliaia di famiglie, di lavoratori, di volontari, di detenuti e detenute (di oltre 31 nazionalità).

 

No, caro Presidente, siamo deplorati – incessantemente e a ritmo sempre più incalzante – non solo e non tanto per queste terrorizzanti carceri, quanto per il massacro (senza precedenti, fascisti, nazisti, comunisti) dell’Amministrazione della Giustizia (che è ormaidenegata giustizia) contro lo Stato di Diritto e i Diritti Umani (ripeto: i Diritti Umani) dei residenti nel nostro territorio – infamandolo nella sua Storia! – con i suoi 10 milioni di procedimenti, penali e… “civili”.

 

A questo proposito spiega ai tuoi che a questa cifra vanno aggiunti ben più di 2 milioni di prescrizioni che negli ultimi 3 lustri sono state qui decretate.

 

Caro Presidente,

nelle tue Agende, su tutto questo non v’è traccia, Consapevolezza, solo buona coscienza a buon mercato, con una responsabilità profondamente, follemente, criminalmente… anti-europea, anti-italiana, anti-civiltà umana (consentimi – te ne prego – la letteralità meditata e pertinente di queste qualifiche).

Presidente, te ne scongiuro, personalmente e per i tuoi cari, per le tue convinzioni spirituali, religiose, civili… Civiche!!!

 

Avevamo immediatamente salutato il tuo avvento, la tua nomina, come un “felice incidente” occorso, imposto dalle “cose”, al Regime partitocratico, antidemocratico, tecnicamente criminale rispetto alla propria Costituzione e alle proprie Leggi italiane, distruttivo – dopo il fallimento ideologico “antifascismo”, egemonizzato dai comunisti e dintorni, perfino della realtà ambientale, idrogeologica del territorio italiano

Abbiamo compreso e sottolineato come, per giudicare, valutare la vostra opera, occorreva, anche semplicemente per onestà intellettuale, valutare la catastrofica continuità, eredità della partitocrazia “antifascista” con quella fascista, quella del ventennio, con la sua infame ideologia e le conseguenti infamie giuridiche e giurisdizionali, il rispetto della sua propria legalità fu assicurata, per eccesso, come naturale per uno Stato gentilianamente“etico” e non più crocianamente “liberale”, laico, civile.

 

Ma nel sessantennio di questa partitocrazia “antifascista”, una rapida metamorfosi del male gli ha permesso di distruggere lo stesso Diritto, sicché ben poche sono le leggi e norme (fra decine di migliaia) formalmente “vigenti” ma sostanzialmente violate, abolite, negate, bestemmiate. Così come lo sono i tanti magistrati onesti, capaci e lavoratori, anche se tutti – perché “statali” – super pagati e super costosi, più dei malfamati “politici” partitocratici, “antifascisti”!

 

Abbiamo anche tenuto conto, pubblicamente, sottolineandolo, non solamente del disastro – che bene o male – hai, avete scongiurato, e dell’immediato assedio del Parlamento dei “nominati”, spesso molto migliori della loro fama, anche se governati dai… loro nominatori di Regime.

 

Ancor più: abbiamo (da Radio Radicale, da dove sennò?) denunciato l’attentato gravissimo alla Costituzione di un dominus partitocratico, per l’opera del quale la vostra libertà e responsabilità costituzionale, così come il decoro del Parlamento che lo stesso, per 7 anni!!!, ha ferito, vilipeso, negandogli platealmente, in ogni modo, la funzione di suo massimo e unico interlocutore costituzionale, trattando in suo luogo con i “suoi” partiti, e rivolgendosi “direttamente” al “popolo”, come un paleo-dittatore qualsiasi di ieri, e – ora! – di oggi.

 

Quando non gli sei più servito, tu per primo hai potuto constatare il frettoloso “ben servito” che ti ha dedicato!!!

 

Dunque, dicevo, “Europa e laicismo”. Veniamo al “laicismo”. Dai tempi lontani dei movimenti universitari noi abbiamo – senza eccezioni, in un sessantennio! – perseguito “l’unione laica delle forze” contro la miseria della “unione delle forze laiche” da allora. Così, già da allora!, lottammo uniti con le forze genuinamente e ufficialmente “cattoliche”, europee in sintonia con quella “sinistra liberale” (quella del PLI) che si assunse la drammatica responsabilità di far cadere il – pur per tanti versi “nostro” – Presidente Ferruccio Parri, per sostituirlo con Alcide De Gasperi (per il quale, finché venne liquidato dai suoi, fu dogma politico l’alleanza con “i laici-liberali” PLI, PRI, PSDI, e l’AILC di Silone, Orwell, Hannah Arendt, Nicola Chiaromonte, libera di “Tempo presente”, il federalismo di Altiero Spinelli e Ernesto Rossi, la scelta NATO (la NATO di Ike Eisenhower e Ridgway) dei Salvemini e dei Don Sturzo.

 

Veniamo, caro Presidente, alla conclusione di questo sfogo Radicale, di questo tentativo di farti riconoscere o semplicemente conoscere, il contesto nel quale inserisci il tuo testo. Sei l’Agente della tua… “agenda”, probabilmente inconsapevole e/o malamente consigliato, per punti di vista “italiani” e non per visione… di religiosità laica, liberal-democratica, euro-mediterranea e di quella anglosassone, liberal-cristiano-fabiana o cattolico-liberale, latino-austriaca, renana e danubiana e degli Islam magrebini, o persiani e omaniani, indonesiani, liberal-democratici, del mondo.

 

Diciamo, anche, da Kant al grande, naturale federalismo cristiano-illuministico dei De Gasperi, degli Schuman, degli Adenauer, degli Otto d’Asburgo – non censuriamolo! – dei sovrani baltici, quelli del Benelux…

 

Conclusione italiana:

Noi ci “presentiamo” alle elezioni partitocratiche, antidemocratiche, con una “lista di scopo”. Priorità – per noi – assoluta, Presidente Monti: quella di interrompere la flagranza tecnicamente criminale della Repubblica italiana contro la Giurisdizione (costituzionalizzata) europea (della CEDU e non solo), fondata e sviluppata su quella dell’ONU e del suo Sistema.

 

Anche chi sarà nominato dalla partitocrazia a nuovo nostro supremo magistrato condividerà con te la tremenda responsabilità nostra, italiana ed europea.

 

Comunque noi chiediamo:

l’uscita dalla flagranza storica criminale e criminogena del nostro Paese. Tutto qua! La sola riforma strutturaledello Stato, della giustizia, concepita tanto quanto censurata, vietata, ignorata dal popolo e dalla democrazia italiani, è manifestamente, materialmente, quella dell’Amnistia. Riducendo in tal modo a 2 milioni i 5 milioni di procedimenti penali, la “non ragionevole durata” dei processi italiani.

(È questa l’imputazione principale, costante, della CEDU, del Consiglio d’Europa: “offesa contro lo Stato di Diritto e i Diritti Umani” del Popolo (sovrano! :-))) italiano, e di quegli altri che risiedono sul “suo” territorio).

 

Caro Presidente,

come già in passato, nella imperante situazione antidemocratica italiana (lo siamo, già, in assoluta chiarezza per le prossime “elezioni”) noi Radicali abbiamo rinunciato a “presentarci” in quanto tali. Abbiamo invece promosso una “Lista di scopo”, per tutti quelli che lo condividono. Per questa Lista chiediamo “ospitalità” alle tre coalizioni principali – per non dire consociate per concorrere (e insieme spartirsi) al bottino istituzionale – che potrebbe anche – in teoria, almeno! – fare rientrare in legalità e democrazia il nostro Paese.

 

Se nessuno di voi accettasse di ospitare questo nostro modo di essere “per l’Europa e il laicismo” noi continueremo ad adire a ciascuna e tutte le giurisdizioni sovranazionali, documentando la flagrante violazione dell’Italia dell’art. 7 del Trattato sull’Unione europea in combinato disposto con l’art. 2, con le conseguenze previste di sospensione dei diritti propri degli Stati membri. E continueremo a proporre e disporre di radicamenti popolari, rivoluzionariamente nonviolenti.

 

Ma chi rappresentiamo, chi siamo, in sintesi, signor Presidente?!

 

S’informi – ed è forse opportuno che lei lo faccia anche con altri dai suoi “abituali” consiglieri – sulla richiesta,sullo scopo dell’Amnistia. Siamo unità di Credenti in altro – insomma – che nel “potere”, quello delle ragion di Stato, di e dei “Cesare” d’oggi.

 

Si informi, malgrado antiche costanti, e in particolare di reiterate, recentissime disposizioni dell’Autorità Garante delle Comunicazioni: che ci è stato e resta impedito di informare in qualsiasi modo i cittadini italianofoni delle ragioni, dello scopo “Amnistia Giustizia Libertà”, scopo che dal Natale 2005 è stato quello proprio di massime autorità apicali, ancora a Pasqua 2006, a luglio 2011 al Senato e per ultimo il 25 aprile scorso.

 

Signor Presidente,

ritengo non superfluo, forse necessario, aggiungerle in proposito – se non ne fosse già stato informato – che ufficialmente la Conferenza Episcopale Italiana si è pronunciata per lo scopo dell’amnistia. Le liste “Amnistia Giustizia Libertà” includono, come candidati o espliciti sostegni, molti esponenti cattolici e anche noti e significativi candidati ecclesiastici. Fra essi ci onoriamo di menzionarle il Segretario generale della CEI, vescovo Mariano Crociata, il suo portavoce ufficiale e l’arcivescovo Agostino Superbo, già vicepresidente della CEI per cinque anni, ora Presidente della Conferenza Episcopale della Basilicata.

 

Inoltre il Senato della Repubblica si è autoconvocato nel settembre 2011 – per la seconda o terza volta dalla sua costituzione – su questo stesso scopo, mentre alla Camera dei Deputati fu superato il numero richiesto dalla Costituzione, con lo stesso scopo. Ma non fu presentato, poiché la Camera avrebbe dovuto riunirsi, per Costituzione, subito dopo il Senato, ma il Presidente Fini ritenne che la auto-convocazione del Senato presentasse anomalie, e la Camera – per questo motivo – pur autoconvocata – non fu riunita.

Inoltre massimi esponenti del volontariato penitenziario cattolico, numerosi cappellani penitenziari… per tacere del Direttore del settimanale “Tempi”, Luigi Amicone.

 

La informo inoltre che oltre 130 cattedratici costituzionalisti e proceduralisti penali avevano ormai da un semestre sottoscritto un pubblico appello al Presidente della Repubblica, stilato dal Professor Puggiotto, perché facesse messaggi alle Camere sugli scopi summenzionati. Ma il Parlamento – unico suo interlocutore costituzionale – è stato consapevolmente, ostinatamente ignorato. Ma lei, caro Presidente, ha inferto finalmente una pedagogica umiliazione a tutto il vertice del pre-potere “democratico”, al quale pure rivolgeremmo anche la nostra richiesta di democratica ospitalità (com’anche eventualmente al centro-destra), nel caso di un suo rifiuto.

 

Per ora, comunque, l’ipotesi di una unità, di un’associazione di Regime, per poter persistere nella flagranza criminale contro la CEDU e l’Unione europea, contro Stato di Diritto, contro Diritti Umani di tutti i cittadini italiani, e dei comunque residenti in Italia, non può essere purtroppo di certo esclusa.

Io spero che lei voglia – e, ora!, finalmente possa – offrire l’ospitalità riparatoria, democratica che le chiediamo, e così anche potendo noi sostenerla, e farla sostenere.

 

 

Signor Presidente,

le chiedo di perdonarmi l’invio di queste lunghe pagine, scritte nottetempo mentre sto per passare dalla fame alla sete. Non sono certo né il Zola del caso Dreyfus, né il Bernanos de “I Grandi Cimiteri sotto la luna”, né Léon Bloy di “Le Salut par les Juifs”, né Hannah Arendt, della banalità e della metamorfosi del male, non l’Ignazio Silone di “Fontamara”, e men che mai, purtroppo, un altro abruzzese, Benedetto Croce, che invitava nel 1947 l’Internazionale Liberale, riunita a Cambridge nell’immediato dopoguerra, ad aprire i suoi lavori intonando il “Veni Creator Spiritus”…

Tento doverosamente, da nonviolento, non di “mostrare i muscoli” ma di trasmettere l’energia (o “spirito”?) perché lei abbia meglio la forza necessaria – pur nel Regime che ci opprime e incinichisce tutti – di afferrare – come potere, come potente – la sua propria legalità, la sua propria storia, che ben conosciamo, noi Radicalmente Credenti in altro, che non sia la violenza attuale di Cesare, e delle sue nuove catacombe, ma scegliendo consapevolmente la forza dei “Pietro”, inermi e pur con-vincenti, da lui crocifisso – poco più in là della sua storica sede – testa all’ingiù.

Auguri, interessati, necessari. «Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,perché saranno saziati». Ci crediamo, ne siamo Credenti, con il sensus civium dei popoli italiani, sensus fidelium dei loro “fedeli”.

Auguri!

 

Marco Pannella

 

P. S.:

1) Abbiamo tutti molto apprezzato le tue “liturgiche” evocazioni di donne e bambini. Quanto alla prima, vorrei segnalarti che da molti sondaggi – clandestinizzati! – Emma risulta la prima persona, non solamente prima donna, nella stima e negli auspici degli italiani. Per quanto riguarda i bambini, a parte evocazioni degli slogan del ventennio italiano e… “sovietici” di creare in tal modo giovani fascisti e giovani rivoluzionasti comunisti, ti segnalo una “mozione”, un documento del Partito Radicale stilato da Aldo Loris Rossi, nel quale si sottolinea che nel mondo attuale vi sono stati tre recentissimi decenni nei quali la specie umana è aumentata di un miliardo di persone, tante quanto a detta specie erano occorsi più di mille anni per raggiungere il suo primo miliardo di componenti.

2)  Ancora una osservazione sulla tua annunciata proposta di ridurre il numero dei parlamentari. Forse non hai tanto abbastanza presente il fatto che, in tal modo, si colpisce la base storica stessa delle democrazie anglosassoni che esigono un rapporto territoriale e popolare limitato e preciso fra territori ed elettori ed eletti. Hai fatto il conto dei parlamentari del Regno Unito fra eletti a Westminster e membri eletti ed ereditari della Camera dei Lords (come le riforme proposte dal nostro carissimo e liberale Lord David Steel)?

3) Ti accludo le frasi conclusive del grande intervento di Benedetto Croce nel dibattito sulla nuova carta costituzionale della Repubblica italiana. Viva, se consenti, Don Benedetto della laica religione della libertà, liberale necessario al futuro umano e non solo italianofono.

 

“La partitomania, che ingenuamente si esprime nella formula che fu già del fascismo ed è ora la tromba (ahi quanto diversa!) che il tassesco Rinaldo «udia dall’Oriente», nella formula verbalmente assurda del «partito unico», vorrebbe invertire questa scala di valori e porre lo strumento di sopra allo spirito umano che deve adoprarlo e collocare ciò che è ultimo al posto di ciò che è primo. Contro cotesta distorsione della vera gerarchia bisogna stare in guardia e ad essa opporsi in modo assoluto e radicale. Ciascuno di noi si ritiri nella sua profonda coscienza e procuri di non prepararsi, col suo voto poco meditato, un pungente e vergognoso rimorso. Io vorrei chiudere questo mio discorso, con licenza degli amici democristiani dei quali non intendo usurpare le parti, raccogliendo tutti quanti qui siamo a intonare le parole dell’inno sublime:

 

«Veni, creator spiritus,

Mentes tuorum visita;

Accende lumen sensibus;

Infunde amorem cordibus!».

 

Soprattutto a questi: ai cuori. (Vivissimi applausi — Moltissime congratulazioni).

Assemblea Costituente, 11 marzo 1947

 

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ott 152012
 

Ecco di seguito riportata una mozione consiliare protocollata dal capogruppo dell’Idv-Lauria Libera  Angelo Lamboglia in seno al consiglio Comunale. Il tema riguarda la trasparenza degli atti amministrativi che contribuiscono  ad evitare il rischio di conflitto di interessi, posizioni dominanti e forme di clientelismo. Ecco il testo del documento.

 

PREMESSO CHE

-          l’art. 97 della Costituzione assicura che «i pubblici uffici sono organizzati in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione»;

 

-          secondo l’art. 1 della legge 241/90, «l’attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità, di efficacia, di imparzialità, di pubblicità e di trasparenza»;

 

-          con successive modificazioni e integrazioni alla legge 241/90, sono stati rafforzati dal legislatore i principi della pubblicità e della trasparenza;

 

-          il Consiglio di Stato, con sentenza n. 1370 del 15 marzo 2006, ha stabilito che «la pubblicazione all’albo pretorio del comune è prescritta dall’art. 124, T.U. n. 267/2000 per tutte le deliberazioni del comune e della provincia ed essa riguarda non solo le deliberazioni degli organi di governo (consiglio e giunta municipali) ma anche le determinazioni dirigenziali»;

 

-          con Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83 (cosiddetto “Decreto Sviluppo”) pubblicato in Gazzetta Ufficiale 26 giugno 2012, n. 147, convertito con modificazioni, dalla Legge 7 agosto 2012, n. 134 pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 187 del 11-08-2012, sono state apportate misure urgenti per la trasparenza nella pubblica amministrazione;

 

-          all’articolo 18 comma 1 del sopradetto provvedimento, sotto il titolo “Amministrazione aperta”,  si stabilisce che «la concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese e l’attribuzione dei corrispettivi e dei compensi a persone, professionisti, imprese ed enti privati e comunque di vantaggi economici di qualunque genere di cui all’articolo 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241 ad enti pubblici e privati, sono soggetti alla pubblicita’ sulla rete internet»;

-          al comma 2 del sopradetto articolo si specifica che «nel sito internet dell’ente obbligato sono indicati: a) il nome dell’impresa o altro soggetto beneficiario ed i suoi dati fiscali; b) l’importo; c) la norma o il titolo a base dell’attribuzione; d) l’ufficio e il funzionario o dirigente responsabile del relativo procedimento amministrativo; e) la modalita’ seguita per l’individuazione del beneficiario; f) il link al progetto selezionato, al curriculum del soggetto incaricato, nonche’ al contratto e capitolato della prestazione, fornitura o servizio.

CONSIDERATO CHE

-          si rende sempre più necessario garantire la massima trasparenza nei rapporti economici tra Pubblica amministrazione, imprese e cittadini in ottemperanza ai principi di legalità, trasparenza e pubblicità sanciti costituzionalmente;

 

-          attraverso il rispetto dei succitati principi, si contribuisce ad evitare il rischio di conflitto di interessi, posizioni dominanti e forme di clientelismo.