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dic 312015
 

La Giunta regionale ha approvato un provvedimento che vincola risorse da destinare a programmi di educazione culturale e alla costruzione di una rete di protezione territoriale a favore delle donne
La Giunta regionale di Basilicata, su proposta dell’Assessore alle Politiche della Persona, Flavia Franconi e con pieno sostegno del Presidente, Marcello Pittella, ha adottato, nella seduta del 29.12.2015, un provvedimento che vincola risorse finanziarie alla realizzazione del “Piano Regionale di prevenzione e contrasto alla violenza di genere 2015-2017” approvato in precedenza con delibera del 17 novembre 2015.

Si tratta di un investimento importante, per oltre un milione di euro, che conferma tra le priorità delle politiche sociali regionali la tutela della donna vittima di violenza e dei suoi bambini.

Gli interventi saranno realizzati sull’intero territorio regionale con il pieno coinvolgimento delle comunità locali per implementare le iniziative esistenti e per favorirne lo sviluppo di nuove atte a prevenire violenze di genere ed a promuovere la riduzione del rischio.

Secondo l’ISTAT “il fenomeno della violenza e dei maltrattamenti contro le donne ha nel nostro Paese grande rilevanza: sono stimate in quasi 7 milioni le donne italiane tra i 16 e i 70 anni che hanno subito nel corso della vita, dentro o fuori della famiglia, una forma di violenza, fisica o sessuale; 1 milione 400 mila donne hanno subito forme di violenza sessuale prima dei 16 anni; oltre 7 milioni di donne hanno subito o subiscono violenza psicologica. Spesso, inoltre, coloro che subiscono forme di violenza psicologica sono anche vittime di violenze fisiche o sessuali”.

A tal proposito questo provvedimento riserva, nell’arco del triennio 2015-2017, risorse finanziarie con destinazione vincolata per conseguire gli obiettivi fissati in una prima fase di programmazione per realizzare percorsi culturali finalizzati a ridurre gli episodi di violenza sulle donne e sui minori, oltre che per costruire una rete territoriale, a garanzia di sicurezza e protezione intorno alle donne che ne rimangono vittime.

Si completa in tal senso, un quadro unitario di programmazione in cui confluiscono tutte le linee di azione a tutela della donna, se vittima di violenza, secondo gli obiettivi del Piano regionale, se immigrata e vittima di maltrattamenti, secondo le Linee di indirizzo per l’accoglienza integrata di genere in favore di donne sole migranti e per nuclei monoparentali madre-bambino, già approvate con DGR n.1073 del 10.08.2015, se minore, vittima di mutilazione genitale femminile, pratica diffusa tra le popolazioni immigrate e vietata ai sensi della Legge n.7/2006.

E’ evidente dunque l’attenzione riservata alle donne e per la prima volta in maniera così concreta tanto da vincolare risorse finanziarie, peraltro non trascurabili, ad interventi che ne tutelano i diritti e che possono prevenire e contrastare episodi di violenze nel rispetto della dignità della persona, della sua integrazione ed inclusione sociale.

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dic 232015
 

A Trecchina si è consolidata una straordinaria realtà di accoglienza. In occasione del Natale 2015 è stato benedetto un mezzo che sarà utile per le attività esterne degli ospiti e delle operatrici particolarmente competenti ed ispirate.
Il 22 dicembre 2015 vi è stato anche un momento ludico ben condotto dalla professoressa Agnese Belardi. Presenti tra gli altri il sindaco di Trecchina Ludovico Iannotti ed il parroco don Guido Barbella.

La benedizione del mezzo e il momento ludico

La struttura

nov 282015
 

Nella sala consiliare di Lauria, il 28 novembre 2015 le dottoresse Mariarosaria La Becca, Maristella Baldari e Teresa Brancato, hanno evidenziato i vari aspetti della violenza di genere e l’educazione alle differenze. Il convegno si inserisce nel ciclo di conferenze denominato “Terza settimana lucana del benessere psicologico”. All’evento ha partecipato l’assessore Lucia Carlomagno.

Le interviste: Mariarosaria La Becca, Maristella Baldari, Teresa Brancato

nov 022015
 

Non si placa la violenza dei detenuti ristretti nella Casa Circondariale “Antonio Santoro” di Potenza, dopo che ieri sera, intorno alle 21,00, il detenuto italiano D.G.S. , di anni 31, fine pena 2020 per , ha violentemente aggredito due Assistenti Capo della Polizia Penitenziaria.

E’ la terza aggressione a distanza di pochissimo tempo quella che è accaduta ieri sera, spiega il Segretario Regionale del S.A.P.Pe. – Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria – SAVERIO BRIENZA, l’Organizzazione sindacale più rappresentativa del Corpo di Polizia Penitenziaria, dopo che il carcerato aveva prima incendiato un lenzuolo del proprio letto e, puntando due bombolette di gas verso la fiamma, tentava di innescare uno scoppio pericolosissimo per destabilizzare la sicurezza di tutta la sezione detentiva.

Quanto fatto non è bastato ed il detenuto, continua il Segretario del sindacato, mentre i poliziotti erano intenti a spegnere l’incendio del lenzuolo per evitare conseguenze, lo stesso carcerato tentava di inalare del gas “butano” attraverso le due bombolette in suo possesso, calzando in testa una busta di plastica per la raccolta dei rifiuti, al fine di procurarsi una sensazione di “sballo”.

A questo punto i due Baschi Azzurri intervenivano per sottrarre le bombolette del gas ed evitare che lo stesso potesse assumere la sostanza tossica, ed è proprio a quel punto il detenuto sferrava pugni e calci con una violenza tale da procurare ad entrambi i poliziotti trauma cranio-facciale, tanto che si è poi reso necessario l’urgente invio al Pronto Soccorso dell’Ospedale San Carlo di Potenza di entrambi i Poliziotti, i quali uno ha riportato 20 giorni di prognosi s.c. per fratture al setto nasale e l’altro è rimasto ricoverato per danni all’occhio destro.

E’ bene sapere che la Polizia Penitenziaria opera disarmata all’interno delle sezioni detentive, mentre la normativa prevede che i detenuti possano avere numerosi oggetti atti ad offendere, come bombolette di gas – lamette da barba – bastoni e tanto altro ancora, che se utilizzati in maniera impropria diventano vere e proprie armi, così come l’aggressore di ieri sera, che per evitare di essere bloccato, il detenuto aveva con se anche un bastone di legno, procuratoselo attraverso il piede di un tavolo e brandendolo contro il personale cercava di colpirli ancora.

Per bloccare il detenuto non è stato facile, poiché soprattutto nelle ore serali e notturne il personale di Polizia Penitenziaria è ridotto ai minimi termini e, pertanto, si è reso necessario chiamare rinforzi da parte di personale libero dal servizio per intervenire e riportare la sicurezza alla normalità; Il S.A.P.Pe. plaude i poliziotti penitenziari intervenuti e augura una pronta guarigione ai colleghi feriti.

La Polizia Penitenziaria di Potenza non può più tollerare simili violenze, poiché solo nell’ultimo anno si sono registrati episodi in aumento esponenziale e che hanno messo a serio pericolo l’incolumità dei “Baschi Azzurri” di Potenza, poliziotti che in prima linea lavorano nelle sezioni detentive a stretto contatto con una popolazione detenuta sempre più aggressiva e senza scrupoli , nel tentativo quotidiano di compromettere la sicurezza del Penitenziario potentino in ogni modo.

Il sistema è al collasso, conclude BRIENZA, mentre le Autorità dell’Amministrazione Penitenziaria continuano a sottrarre le necessarie risorse umane ed economiche, i detenuti ne approfittano dell’attuale “debolezza” di uno Stato che non pensa a garantire maggiore sicurezza al proprio popolo; la Polizia Penitenziaria è rimasta sola a gestire un sistema carcerario eccessivamente garantista, subendo ogni tipo di violenza fisica e psicologica.

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ott 122015
 

Auguri a Eleonora Crecca di Lauria che lo scorso 23 settembre presso l’Università della Calabria a Cosenza ha conseguito la Laurea in Servizio Sociale. La sua tesi, dal titolo : EMPOWERMENT E PROMOZIONE DELLA QUALITA’ DI VITA DELLA PERSONA DISABILE: IL RUOLO DEL SERVIZIO SOCIALE è stata incentrata sul ricordo della studentessa Daniela De Pascalis,una studentessa trentunenne diversamente abile venuta a mancare nel novembre del 2014 prima che terminasse il suo percorso di studi. In onore di Daniela, nel corso della cerimonia di laurea, alla presenza delle massime autorità accademiche e dei suoi genitori è stato inaugurato in suo onore il ” Laboratorio di Laurea sulla resilienza e sulla disabilità come forza” per l’esemplare esempio con cui questa ragazza ha affrontato la sua malattia desiderando di terminare i suoi studi. In Psicologia viene definita resilienza la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici e di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà.

auguri a eleonora crecca

ago 212015
 

Il 20 agosto 2015 si è svolta a Francavilla nella piazza Mainieri, una nuova edizione de “Il passatore”. Sono stati premiati i giornalisti Fabio Amendolara e Nicoletta Fanuele, la famiglia dell’imprenditore Prospero Mango (il riconoscimento è stato alla memoria), il gruppo giovanile francavillese “I missionari” che hanno sviluppato a Torino una importante attività di volontariato.
Tra gli opsiti della serata il direttore editoriale di Radio Potenza Centrale Giuseppe Postiglione.
La parte musicale è stata curata da Pino “black” Saggiomo.

giu 232015
 

Nella sala Inguscio della Regione Basilicata è stato presentato il Manuale pratico dedicato ai diabetici tipo 1 per praticare attività fisica in sicurezza. La presentazione del manuale è stata voluta dall’ASP in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche della Persona della Regione Basilicata, realizzato dall’Gruppo di lavoro dell’ASP per le Endocrinopatie dell’età evolutiva con la U.O. di Medicina dello Sport ASP, la Rete Interaziendale di Pediatria della Basilicata e l’Associazione Lucana Diabetici. Durante la presentazione ci sono stati due momenti pratici quella dell’esperienza del diabetico tutor nelle giornate di terapia educazionale e il momento interattivo con i ragazzi e i genitori tenuto dal gruppo di lavoro dell’ASP.
Il diabete giovanile, che colpisce i giovani e i bambini fin dai primissimi anni di vita, non deve impedire ai piccoli pazienti e ai ragazzi che ne sono affetti di praticare uno sport; l’attività fisica, al contrario, ha un valore terapeutico perché tra i tanti benefici che apporta, è stato dimostrato che aiuta a regolare i valori della glicemia e il compenso metabolico. Per fortuna i diabetici che praticano attività sportive sono sempre più numerosi e in qualche caso raggiungono elevati risultati con performance che nulla hanno da invidiare ai loro coetanei non diabetici. Accanto alle motivazioni di ordine fisico vi è anche una motivazione psicologica che induce i giovani insulino-dipendenti ad impegnarsi nello sport; esso, infatti, aumenta il senso di benessere e di sicurezza, riduce i livelli di ansia e di depressione, accresce la fiducia in sé stessi e la sensazione di poter gestire la malattia. Tuttavia non è assolutamente semplice gestire la terapia durante la pratica sportiva, poichè nel corso di essa possono verificarsi episodi di ipo o iperglicemia anche gravi,
tali da configurare delle vere emergenze cliniche; tali evenienze dipendono da una serie numerosa di fattori che il paziente (e i suoi genitori se si tratta di un bimbo) deve conoscere e saper gestire: il tipo di attività sportiva praticata (aerobica, anaerobica o mista), il livello di intensità dell’attività stessa (leggera, moderata o molto intensa), l’eventuale componente agonistica, il livello glicemico pre esercizio fisico, l’eventuale presenza di corpi chetonici nelle urine, la quantità di insulina iniettata, la supplementazione di carboidrati durante l’attività, la necessità di idratazione prima, durante e dopo l’attività sportiva. Pertanto un diabetico che voglia fare attività sportiva, agonistica o amatoriale, programmata o occasionale, deve conoscere molto bene che tipo di risposta glicemica ci si può aspettare dal tipo di attività sportiva scelta e dall’intensità con cui la si praticherà, quali controlli e quali misure terapeutiche o preventive mettere in atto prima, durante, al termine e anche a distanza di una o più ore dal termine dell’attività; deve conoscere gli sport sconsigliati e per quelli consigliati, deve saper riconoscere le situazioni in cui è prudente astenersi dall’attività fisica, disporre di tutto il materiale (e saperlo usare) che può essere utile per evitare l’insorgenza delle possibili complicanze metaboliche. E’ evidente che la corretta attuazione di queste misure richiede l’erogazione ai pazienti e ai loro familiari di percorsi formativi particolarmente avanzati nell’ottica di consentire anche ai pazienti più piccoli di integrarsi con i coetanei a scuola o nel tempo libero in occasione dei giochi o della pratica sportiva; l’alternativa consisterebbe nella esclusione sociale e nella perdita anche dei benefici clinici che derivano dalla pratica sportiva ovvero dall’esposizione al rischio di eventi ipo o iperglicemici che possono addirittura metterne in pericolo la vita qualora lo sport venisse praticato senza le conoscenze necessarie. Ogni ragazzo diabetico seguito dal nostro gruppo di lavoro è sottoposto ad un percorso educazionale finalizzato alla corretta gestione della terapia in rapporto all’attività fisica onde evitare che questo momento possa trasformarsi in una emergenza metabolica; tuttavia abbiamo ritenuto necessario elaborare anche una sorta di vademecum in grado di ricordare al paziente in ogni momento tutte le necessità per praticare in sicurezza la propria attività sportiva programmata o occasionale, agonistica o no. Il manuale è scaricabile dal sito dell’ASP www.aspbasilicata.it

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apr 302015
 

La Sezione di Nemoli delle Croca Rossa ha organizzato un convegno dal titolo: mangia sano e vivi sano.
Lezione informativa sull’igiene alimentare e i disturbi dell’alimentazione. L’incontro si svolge giovedì 30 aprile 2015 dalle ore 16.30 Presso il Polifunzionale di Nemoli. Questo è il programma previsto:
Ore 16:30 Apertura dei lavori a cura della Prof. Anania Maria Grazia – Delegato Tecnico CRI; Ore 17:00 Relazione: “L’educazione alimentare nella famiglia e nella scuola: gli adulti, i giovani e bambini ed il loro rapporto con il cibo”, a cura della dott.ssa – Elvira Profita, psicologa e pedagogista; Ore 17:20 Relazione: “a scuola di educazione alimentare: emozioni In gioco”, a cura della dott.ssa Maria Rasaria Armento, biologa nutrizionista, diplomata in psiconeurominologia, Counselor; Ore 17:45 L’educazione socio-affettiva con i ragazzi e con gli adulti, a cura del Dr. Antonello Chiacchio, psicologo, specialista in psicoterapia individuale e di gruppo; Ore 18:15 Conclusioni.

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apr 302015
 

Il 29 aprile 2015 si è svolta a Lauria una seduta di Consiglio Comunale. Di particolare significato l’approvazione dello statuto dell’Unione dei comuni del lagonegrese e il Rendiconto di gestione 2014. Nel finale della seduta il consigliere comunale Giacomo Reale ha ufficializzato la sua uscita dalla maggioranza aprendo un dibattito a tratti molto aspro. Ma ecco l’ordine del giorno:

1) Proposta di mozione contro il rischio di soppressione del Corpo Forestale dello Stato come forza di polizia specializzata nella tutela dell’ambiente, del territorio, del patrimonio agro-alimentare e della biodiversita’ da parte del gruppo Psi del comune di Lauria.
2) Svolgimento interrogazione (proponente capogruppo consiliare Labanca Mariano – “Per Lauria”): “movimento franoso che ha interessato l’asse viario Seta-Laurla, in località Gaglione”.
3) Svolgimento interrogazione (proponente capogruppo consiliare Labanca Mariano – “Per Lauria”): “Trasmissione delle deliberazioni del consiglio comunale n. 23 del 28.4.2014 e n. 90 del 1.12.2014 alla sezione regionale della Corte dei Conti per la Basilicata”.
4) Esame ed approvazione Rendiconto della gestione dell ‘esercizio finanziario 2014″.
5) Approvazione schema atto costitutivo e statuto Unione lucana del lagonegrese (Noce – Mercure – Sinni).
6) esame ed approvazione piano di razionalizzazione delle societa’ e delle partecipazioni societarie direttamente o indirettamente possedute dal comune di Lauria.

Prima parte

Seconda parte

Terza parte

apr 162015
 

La Regione Basilicata è stata la prima Regione insieme all’Emilia Romagna ad aver attivato la REMS entro il termine previsto ed è la prima Regione ad aver proposto strutture innovative quali il Centro Diurno e l’abitare assistito che rappresentano il completamento del percorso riabilitativo e la piena inclusione sociale del paziente psichiatrico. Molte le autorità presenti che hanno evidenziato il grande lavoro della dottoressa Alfonsina Guarino responsabile del centro ed ispiratrice del progetto.

Le immagini sono di Pasquale Crecca