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Ott 092018
 

Mi hanno insegnato che “le parole si parlano, i silenzi si toccano” e ne ho fatto tesoro. Ho scelto quest’ultimo come doveroso segno di rispetto per la vicenda giudiziaria e la magistratura, per me stesso e i miei cari, per l’istituzione che rappresento e per la regione. Perché la rincorsa all’ultima parola mi é parsa una ingiustizia a cui nessuno dovrebbe prestarsi.
Ho vissuto una vicenda difficile e sofferta, umanamente provante, istituzionalmente un impedimento grave non solo per me, ma per i lucani, soggetti ad un’emergenza che mai avrei voluto né tanto meno immaginato.
Tanto più che i ritmi forsennati dell’amministrazione e il lavoro instancabile mi assorbivano nell’immaginare percorsi per questa regione, idee ed obiettivi da raggiungere, con coraggio e tenacia, passione e realismo.
Nei tre mesi di detenzione domiciliare ho ripassato la sequenza di una vita intera, spesa fra professione e impegno politico e sociale. Ho riflettuto su come ho impiegato il tempo, che quasi mai è stato mio, più spesso degli altri o per gli altri. Ho ripensato alle scelte politiche più o meno recenti, compiute con assoluto spirito di unità per la comunità dem, ma senza rimpianti. Ho rivisitato errori e successi e pensato a questi cinque anni di governo per la Basilicata, alla sfida lanciata nel 2013, alle cose fatte, alle riforme avviate e ai freni incontrati, alla strada percorsa piena di ostacoli ed impedimenti, alla debolezza della politica, alla metamorfosi di alcuni corpi intermedi, all’abbandono dell’onestà intellettuale e parallelamente all’entusiasmo per i passi avanti, seppur piccoli.
Ma scelgo di non sciorinare i risultati raggiunti né di raccontare quanto sia cambiata questa regione. I lucani sapranno giudicare e rileggere il tempo, lontani da ogni promessa populistica o narrazione strumentale.
Negli ottanta giorni trascorsi ho assistito in silenzio, sostenuto dagli affetti e dalla fede, alle preventive condanne morali, ai frettolosi processi di piazza, fatti senza una conoscenza diretta, cancellando un uomo e la sua vita. Questo è il maledetto tempo che viviamo, dimentico di tutto, bulimico di giustizialismo pur che sia.

Avrei dovuto dimettermi? Ci ho pensato qualche volta. Ma per chi vive la politica come una vocazione, la difesa di un principio diventa priorità anche rispetto a se stessi e alle difficoltà personali che si vivono. Oppure tutto finisce, non è più politica. Ogni cittadino é innocente fino a prova contraria. È prevalso poi in me un sentimento di responsabilità, anzitutto perché consapevole degli atti importanti per i lucani che il Consiglio non avrebbe più potuto licenziare con le mie dimissioni, ed in secondo luogo, responsabilità nei confronti di una comunità politica cui dovevo la mia investitura e a quella più larga cui dovevo il mio successo elettorale. Pertanto, lo dico a chiare lettere: nessuno ha tenuto o tiene in ostaggio la Regione, come qualcuno ha detto. Né ho intenzione di farlo. Dinanzi a noi si apre un tempo nuovo, che va vissuto a mio giudizio con lucidità e determinazione, nel segno di un disegno possibile per la Basilicata a cui vanno consegnati sogni realizzabili. Io sono fiero di questa regione, amo la mia terra, credo nella mia gente e nel suo futuro. Non mi appassionano in questo momento strategie politiche e nomi, né voglio che il mio sia un’ancora che impedisce alla nave di salpare o peggio ancora che venga utilizzato come tale.
Il Pd, il centrosinistra ricerchino dunque le soluzioni che ritengono più utili.
La politica deve fare la politica, nel senso più nobile del termine. Indicare un orizzonte programmatico e costruire la squadra migliore, aperta, inclusiva, sensibile e che abbia conoscenza del territorio.

Questa regione merita ancora uomini che vivono l’impegno pubblico come
scelta consapevole e non come spettacolo estemporaneo, sul quale puntare per avere fortuna.
Questa regione merita ancora un instancabile impegno e lucidi sognatori.
Marcello Pittella

Ott 042018
 

“L’estate sta finendo” recita una famosa canzone, anche se purtroppo a Tortora è finita già da un pezzo. E ogni fine porta inevitabilmente a fare dei bilanci, a chiedersi cosa e come è stato fatto. Ma proprio questo è il punto, cosa è stato fatto? Si erge come stendardo di salvezza su questa amministrazione una bandiera blu che perde di giorno in giorno il suo colore e la sua importanza in quanto non viene sostenuta dai fatti.
Il paese in modo sistematico manifesta ogni estate le proprie carenze strutturali
mostrando ciclicamente la mancanza di programmazione necessaria a risolvere le
criticità che puntualmente si presentano: pulizia del territorio, carenza idrica,
mancanza di personale, assenza di servizi socio-culturali, viabilità montana. La
bandiera blu non si limita soltanto alla qualità delle acque del mare, ma comprende
una serie di servizi essenziali che dovrebbero essere garantiti per legge. Il nostro
gruppo si ritiene insoddisfatto della stagione estiva appena conclusa. Non è decoroso
che i cestini posti sul lungomare siano stati colmi di immondizia senza che sia stato
garantito un servizio di raccolta efficiente per carenza di personale, problematica già
affrontata precedentemente in consiglio comunale dallo stesso gruppo. Inoltre anche
le aiuole sono state abbandonate all’incuria, tanto che gli operatori turistici degli
stabilimenti balneari hanno dovuto provvedere personalmente alla pulizia delle
stesse. Per non parlare delle strade secondarie piene di erbacce e di sacchi della
spazzatura gettati in ordine sparso e non raccolti. La soluzione a questi problemi non
è sicuramente garantita dallo sbandierare continuamente una percentuale di raccolta
differenziata ferma da anni.
Inoltre, non si è ancora fatto fronte al problema idrico, le pompe non hanno
funzionato lasciando il territorio senz’acqua per ore, se non addirittura per giorni.
Anche le porte della cultura sono state spesso chiuse creando un enorme malcontento
in quei turisti che salendo al Centro Storico per visitare il Museo di Blanda lo hanno
trovato chiuso, proprio come la possibilità di poter visitare il Parco Archeologico. A
proposito, a quando il primo rifornimento dopo la scoperta del giacimento
petrolifero? La montagna, invece, non è sufficientemente valorizzata e pubblicizzata
per intercettare il suo turismo di riferimento attraverso le proprie peculiarità e
un’infrastruttura fondamentale come la viabilità è abbandonata a sé stessa da anni.
Un paese come il nostro, lo ribadiamo, ha enormi potenzialità in quanto si può
lavorare su ben tre canali per attirare un turismo duraturo e di qualità: montagna,
mare e cultura.
Nuova Prospettiva è un gruppo politico di minoranza del comune di Tortora
composta dai consiglieri Toni Iorio, Anna Pia Cerbino, Dorisia Grimaldi.

Set 262018
 

Riprende il programma Babbilonia sul canale internet dell’Eco, realizzato dalla redazione giornalistica.
La prima puntata, registrata nella Sala Cardinale Brancati il 25 settembre 2018, ha avuto come titolo “Il governo cittadino di Lauria al giro di boa”. Si sono confrontati: Fabrizio Boccia, Francesco Chiarelli, Raffaele Ielpo, Mariano Labanca, Francesco Osnato, Mimino Ricciardi, Nicola Schettini. La sigla finale è del cantautore Michele D’Amato che ha scritto il pezzo “Quando l’amore” con Biagio Cantisani.

Set 262018
 

Il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano ha consegnato nelle scorse settimana 5 cani di razza pastore maremmano abruzzese ad aziende zootecniche del territorio lucano, destinati a svolgere attività di difesa del bestiame da attacchi predatori da parte del lupo.
Sono così, ad oggi, 16 i cani specializzati nella protezione dei greggi e degli armenti acquistati dall’Ente Parco nell’ambito del progetto ministeriale “Convivere con il lupo, conoscere per preservare – il sistema dei Parchi Nazionali dell’Appennino meridionale”, ed assegnati ad allevatori colpiti dal fenomeno di predazione da lupo. Il Parco, impegnato nella realizzazione di questo progetto, ha posto in essere sia attività di monitoraggio del lupo, al fine di definire la presenza e la distribuzione della specie sul territorio, sia l’attuazione di un programma sperimentale per le misure di prevenzione atte ad eliminare o ridurre lo stato di rischio di danno causati dal lupo al patrimonio zootecnico. L’impiego di cani da guardiania presso le aziende zootecniche è infatti ritenuto uno strumento efficace per prevenire eventuali predazioni da parte dei lupi e consentire la regolare attività di pascolo. Di questo strumento l’Ente Parco ha voluto fortemente essere un promotore, considerandolo utile per gestire il più correttamente possibile la risorsa faunistica “lupo”, e quindi permettere che nelle montagne dell’Appennino Lucano possa sussistere una convivenza serena e sostenibile tra questa specie protetta ed un mestiere antico come quello della pastorizia che ha la stessa necessità di essere protetto e tutelato.

Set 262018
 

“La nuova normativa della Protezione Civile Nazionale l’importanza delle telecomunicazioni radiolocali e il pericolo di isolamenti dei paesi proprio in virtù delle emergenze geologiche che ci sono nel Cilento e in loco” è il titolo del convegno che si terrà il 29 settembre alle ore 9:00 a Palinuro presso l’ex Casa Canadese. L’incontro è stato voluto da Francesco Saverio Greco, Presidente dell’Associazione di Volontariato di Protezione Civile Menaica che possiede un nucleo subacqueo, un’ambulanza per trasporto infermi e un Gruppo di Ricerca Ecologico.
Interverranno il Dott.Carmelo Stanziola, Sindaco di Centola; la Dott.ssa Claudia Campobasso Dirigente Regione Campania; il Dott.Tommaso Pellegrino, Presidente del Parco Nazionale Del Cilento Vallo di Diano e Alburni; il Dott.Vincenzo Stabile, giá Comandante della Forestale Campania; Patrizio Losi, Presidente Nazionale FIRCB-SER e componente Consulta Volontariato PC Nazionale; il Dott. Alessandro Coletta, Direttore del Programma Cosmo SkyMed Agenzia Spaziale Italiana; il Senatore Franco Ortolani, Componente Commissione Ambiente Ministeriale.
Modererà Eugenio Sorrentino, Giornalista Scientifico e Aerospaziale e Direttore di Orbiter.
Inoltre, su invito, saranno presenti il Dott.Angelo Borrelli, Direttore Nazionale Protezione Civile e Berardino Iuorio, Responsabile Volontariato Protezione Civile Campania.

Set 242018
 

Oltre 5 mila pellegrini nell’anno del 160° delle apparizioni e nel 115° di fondazione dell’Associazione.
Come sperimentato per la prima volta nel 2017, anche quest’anno il pellegrinaggio nazionale a Lourdes dell’Unitalsi si terrà in due periodi, il primo che ha preso il via ieri e terminerà il 24 settembre e il secondo dal 25 al 29 settembre. Nel 115° anniversario associativo, l’UNITALSI con 2 treni, 13 aerei e 14 pullman accompagnerà a Lourdes circa 5 mila soci e pellegrini, tra ammalati, disabili e volontari.

A guidare il pellegrinaggio al santuario francese saranno MONS. LUIGI BRESSAN, arcivescovo emerito di Trento e assistente ecclesiastico nazionale dell’UNITALSI, e il presidente nazionale ANTONIO DIELLA. Un ricordo speciale verrà riservato a FABRIZIO FRIZZI, scomparso di recente che fu amico e testimonial dell’Associazione.

Fino al 24 settembre saranno a Lourdes le sezioni Abruzzese, Romana Laziale, Calabrese, Campana, Ligure, Lucana e Umbra accompagnate da MONS. BENEDETTO TUZIA, Vescovo di Todi e Orvieto e da Mons. TOMMASO VALENTINETTI, Arcivescovo di Pescara-Penne, mentre dal 24 al 29 settembre sarà la volta delle sezioni Pugliese, Molisana, Marchigiana, Lombarda, Sarda, Piemontese, Siciliana, Triveneta ed Emiliano Romagnola guidate da MONS. CARLO BRESCIANI, Vescovo di San Benedetto del Tronto, Ripatransone e Montalto.

La messa internazionale, la processione eucaristica e la processione aux flambeaux saranno presiedute dal CARD. DOMENICO CALCAGNO, presidente merito dell’APSA. Tra le novità del pellegrinaggio, il percorso “Sulla strada del Calvario”, la presenza della Sinfonia mariana, l’atto di affidamento dell’associazione a Maria e l’Adorazione eucaristica notturna sui piani degli ospedali.

In programma anche lo spettacolo “Cercatori di felicità”, una serata di musica e di festa a cui parteciperanno la giornalista Francesca Fialdini e il tenore Pietro Mazzocchetti. Durante il pellegrinaggio, dunque, sarà ricordata la figura di un amico e testimonial dell’associazione, Fabrizio Frizzi, in un momento a cui parteciperà Flavio Insinna.

“È un momento importantissimo – afferma MONS. BRESSAN – poter entrare insieme nel santuario di Lourdes che è stato centro per milioni e milioni di pellegrini durante questi 160 anni dalla prima apparizione della Vergine a Bernadette”. “Ci ha lasciato un messaggio profondo – prosegue – che ha entusiasmato tanto popolo di Dio, tanti fedeli, anche non cristiani, ma tanti devoti di Cristo. Egli ci insegna come tutta la vita sia un cammino e lo è veramente come l’UNITALSI, testimone del cristianesimo attraverso i suoi pellegrinaggi”.

“Sarà un pellegrinaggio dedicato ai cercatori di felicità” – spiega DIELLA – e chi partirà per Lourdes alla ricerca di una speranza la troverà, sarà il pellegrinaggio della comunità, di chi ha il passo più lento perché l’importante sarà esserci insieme. Sarà l’occasione per aprire i nostri cuori vivendo a Lourdes un’esperienza di felicità”.

Set 242018
 

La Cisl sollecita la pubblicazione del nuovo bando del reddito minimo di inserimento e chiede lumi sui ritardi all’assessore regionale Roberto Cifarelli. “La Regione è in ritardo sulla tabella di marcia e si rischia seriamente di sforare in piena campagna elettorale”, avverte il segretario generale aggiunto Gennarino Macchia che considera una tale prospettiva “poco opportuna”. “Va messo in campo ogni sforzo possibile – aggiunge il sindacalista – per dare risposte tempestive alle fasce sociali più fragili dentro una più generale strategia di contrasto alla povertà che integri le politiche e le risorse regionali con gli indirizzi nazionali ed europei. Ci sono migliaia di famiglie che attendono una risposta dalle istituzioni e che fanno davvero fatica ad orientarsi nel ginepraio di misure in materia, quelle effettivamente in vigore, come il Rei, e quelle di cui si parla insistentemente sui media, come il cosiddetto reddito di cittadinanza. Il rischio è che si creino false aspettative e si finisca per alimentare ancora di più lo scontento sociale e la sfiducia nelle istituzioni”.
Intanto, nei giorni scorsi si è tenuto a Potenza un incontro tra una delegazione della Cisl e un gruppo di lavoratori (ex mobilità in deroga) impegnati nei cantieri forestali nell’ambito del programma del reddito minimo di inserimento. Nel corso dell’incontro sono emerse una serie di problematiche organizzative del progetto che, come è noto, è gestito dal consorzio unico di bonifica. “È fisiologico che nella fase di avvio del progetto – spiega Macchia – si possano registrare degli intoppi in una macchina complessa che si sta ancora assestando dopo aver preso in consegna tutta la partita della forestazione regionale e bisogna dare atto al consorzio per lo sforzo organizzativo messo in campo. È interesse di tutti – osserva Macchia – fare in modo che l’intera macchina organizzativa della nuova forestazione, nelle sue varie articolazioni interne, entri quanto prima a regime in modo da dare stabilità e certezze ai lavoratori”.

Set 192018
 

Nei giorni scorsi il vice premier e Ministro degli Interni Salvini a proposito della Calabria ci ha riservato altri annunci, ai quali però continuano a non seguire i relativi fatti.

Ha detto che questa Regione è stata fregata e tradita dalla politica e che lui e la Lega salveranno Calabria e Calabresi.

Certo, non ha tutti i torti, tanti nostri politici hanno sonnecchiato e pure parecchio, non sono stati capaci di imporsi, di portare a casa lavoro, infrastrutture, opere pubbliche e non solo, ma non hanno neppure controllato o sorvegliato per impedire che altri ci fregassero.

Si è vero, ci hanno fregato, anzi ci avete fregato signor Ministro, ma è la classica scoperta dell’acqua calda perché continuare a farlo.

Ed in tutto questo, la Lega Nord, il Movimento di Bossi e oggi di Salvini, forse qualche responsabilità ce l’ha, o no ?

O forse ancora dobbiamo dimenticare oltre gli improperi, tutto l’ostruzionismo leghista nei confronti di qualsiasi provvedimento che riguardasse il sud?

Dobbiamo anche far finta di non sapere che le multe per quote latte inflitte agli allevatori del nord, furono pagate con i Fondi Fas, soldi per le aree sottosviluppate destinati al sud?

E che dire delle cronache odierne che ci raccontano di 49 milioni di euro truffati da Bossi & Company allo Stato, che viene diluito in comode rate mensili: 50 mila euro al mese, 600 mila l’anno per circa 80 anni e senza interessi?

E questo significa che esiste giustizia ? o piuttosto che la politica viene autorizzata a continuare a rubare?

È vero, i nostri hanno permesso di fregarci e sono colpevoli, ma chi ha fregato è sicuramente più colpevole, ed è surreale che oggi, chi ha sottratto risorse e lavoro, se la prende con chi gli ha consentito di farlo.

Nella nostra amata Calabria di questi furti ne abbiamo riscontri effettivi, basta guardarsi intorno, basta vedere i bus che partono pieni zeppi di giovani, basta vedere le fabbriche dismesse di chi ha preso i soldi ed è fuggito via lasciando ruderi e rottami, basta cercare le opere pubbliche che non si trovano e non si vedono perché non ci sono.

Ed ancora, vi sono dei dati inconfutabili che chiunque può verificare, relativi al finanziamento di infrastrutture strategiche per aree geografiche italiane concessi dal Cipe, Comitato Interministeriale per la Programmazione Economia del Ministero delle Finanze negli anni 2015, 2016 e 2017:

Questi dati ci dicono che su un totale finanziato di 21.487,00 milioni di euro sono stati concessi contributi:

all’Area Nord per 20.368,00 milioni di euro pari al 94,78 %;

all’Area Centro per 403,00 milioni di euro pari al 1,88 %;

all’Area Sud per 716,00 milioni di euro pari al 3,34 %.

Andate a controllare, basta consultare le Deliberazioni del Comitato (Cipe).

Dire che siamo allo scandalo è poco, che sia una vergogna Italiana ed in particolare di coloro che ci hanno rappresentato spesso asserviti non si sa a cosa, è fuor di dubbio.

Ma non è ancora finita, chi non conosce solidarietà, disconosce anche limiti e diritti altrui, ed infatti sta per arrivare la pretesa autonomia delle grandi regioni quali Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

Il particolare il Governatore del Veneto Zaia , che di questi tempi sta più a Roma con l’amico Matteo che a Verona, non nasconde affatto le sue mira secessioniste facendo leva su un fantomatico sfruttamento della sua Regione.

Se questa autonomia di nome, ma secessione di fatto, dovesse passare, anche grazie all’ignavia dei nostri rappresentanti istituzionali che sostengono l’attuale compagine governativa, allora fare le barricate sarà l’unica cosa che rimane.

L’Italia del Meridione con il proprio leader, il Consigliere Regionale Orlandino Greco, sono in prima linea senza alcuna forma di rivendicazione, affinché il meridione diventi occasioni di crescita, di sviluppo, di nuovo slancio per l’intera nazione e sono già tante le iniziative e proposte, presentate in Consiglio Regionale ed alcune già approvate ed in via di realizzazione.

Le gravi incongruenze e deviazioni dell’attuale sistema si correggono attraverso una, non più rinviabile, unione delle autonomie, che riconosca le specificità di ogni territorio, che sia fondata sulla solidarietà e giustizia sociale, possibile ed auspicabile per superare l’attuale sperequazione e diseguaglianza.

Ministro Salvini, proceda pure nel salvare la Calabria, ne siamo contenti, intanto può iniziare ad invertire le percentuali di finanziamento del Cipe per il 2019, faccia in modo da assegnare il 90% al Sud e il 10% al Nord.

Credo che ne sarà contento, finalmente potrà dimostrare di dire la verità e passare dalle parole ai fatti, ma a nostro favore questa volta.

Raffaele Papa – Coord. Prov. Cs IdM

Set 192018
 

Torna a testare i suoi progressi la Rinascita volley che giovedì 20 settembre “scende” in casa del Vibo Valentia per il classico allenamento congiunto con la formazione calabrese che milita nel campionato di Superlega . Appuntamento al Pala Valentia a partire dalle ore 17 giovedì pomeriggio per il secondo allenamento congiunto dei biancorossi di mister Falabella che, dopo la gara con Sorrento, si confrontano con una formazione di qualità e spessore sicuramente superiore. “Gli allenamenti congiunti in questa fase servono a capire a che punto siamo e mettere a punto le varie strategie di gioco-spiega Falabella- contro Vibo è un classico pre-stagionale che ci aiuta a rodarci nel gioco. È importante capire come ci comportiamo nel confronto con gli altri , visto che nella prima fase di preparazione essenzialmente, abbiamo solo costruito la testa e le gambe, ora bisogna costruire gli schemi e creare quella fluidità che solo con il confronto con gli altri si può ottenere. Ancora siamo in una fase di “carico pesante” per le gambe ma pian piano che le settimane scorrono saremo in condizioni fisiche ottimali per affrontare l’inizio del campionato al meglio”, conclude Falabella che ha in programma altri 4 allenamenti congiunti dopo quello di Vibo. Due la prossima settimana , il 25 e il 29 rispettivamente con Ottaviano (che milita in B) al PalaSimone e poi fuori casa, a Lamezia , contro un’altra formazione neo promossa in A2 e inserita nello stesso girone dei lagonegresi. Le ultime due saranno il 3 e il 6 ottobre sempre tra le mura amiche contro il palmi e il Lamezia, in vista del fischio d’inizio ufficiale. Altre 3 settimane prima che inizi la terza stagione di A2 della Rinascita volley che esordirà contro i Lupi Santa Croce il 14 ottobre prossimo.
Paola Vaiano

Ago 292018
 

Saranno due giorni ricchi di iniziative quelli in programma a Rapone, il “paese delle fiabe”, sabato 1 e domenica 2 settembre. Sabato l’ultimo appuntamento dell’iniziativa “Oggi è sabato.. si va a Rapone!”, domenica invece la seconda edizione della “Ultramaratone delle Fiabe”, con il percorso più lungo di 43,5 km e circa 300 atleti iscritti. Questo il programma dei due giorni:

– SABATO 1 SETTEMBRE: Visita guidata al Museo Multimediale Cera (Orari: 10 e 13 e 15 e 17), percorso narrato “L’Intreccio delle Cinque Fiabe” (orari 18, 19 e 20). Alle ore 21 in Piazza XX Settembre, concerto di Raffaele Tedesco con Sergio Leopardi, “Basilicata terra di luce”. Nel corso della serata aspettando “L’ultramaratona delle fiabe”. Sarà offerto un intermezzo gastronomico delle prelibatezze Raponesi: cavatiedd con mollica di pane, acqua sale con uova e peperoni cruschi e scarpedd fritte dolci;

– DOMENICA 2 SETTEMBRE: Alle ore 10 partenza della 2^ edizione della “Ultramaratona delle Fiabe”. Dalle ore 12 “Pasta party” dell’Ultramaratona delle Fiabe. Un percorso circondato da boschi e immense distese di verde, un’aria salubre che avvolge colori e profumi unici caratterizzano Rapone, paese affascinante, anche grazie ai suoi sapori, luoghi e cuore della comunità;

La tradizione popolare è il filo conduttore tra passato e presente a Rapone, definito il “Paese delle Fiabe”, per via di vecchie credenze, misteriose dicerie e racconti popolari che molto hanno in comune con il mondo fiabesco, così da mantenere vive storie e leggende tramandate di generazione in generazione. Anche la Ultramaratona delle Fiabe si colloca in questo quadro, con il personaggio della gara che quest’anno sarà “La Masciara”, la donna che nonostante l’età continua ancora ad affascinare. Sulla medaglia che riceveranno tutti gli atleti finischer della Ultramaratona delle Fiabe è raffigurata una immagine della “Masciara”. E’ previsto anche un traguardo intermedio di 11,6km, con medaglia differente rispetto alle altre distanze di 23,2 km e 43, 5 km. Il regolamento della gara è pubblicato sui seguenti link: www.solocorsanews.blogspot.com e www.icron.it.

Il percorso da 43,5Km si sviluppa su un anello completamente asfaltato della lunghezza di km 2,9 da percorrere 15 volte (gara Fidal Nazionale e Grand Prix IUTA), il percorso traguardo intermedio da 23,2Km si sviluppa su un anello completamente asfaltato della lunghezza di km 2,9 da percorrere 8 volte (gara Fidal Regionale). Mentre quello intermedio da 11,6 km si sviluppa su un anello completamente asfaltato della lunghezza di km 2,9 da percorrere 4 volte (gara Fidal regionale). L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Folklorica “A Naninella” in collaborazione con Barletta Sportiva e con il Patrocinio del Comune di Rapone, del Coni di Basilicata e della Regione Basilicata. Supervisione organizzativa dell’ultramaratoneta lucano Antonio Leopardi Barra. Gli atleti che parteciperanno raggiungeranno Rapone da 22 province italiane, e non mancheranno nomi eccellenti dell’atletica italiana.