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ott 112014
 

Nel corso di servizi di controllo economico del territorio, intensificati in prossimità del fine settimana, le pattuglie del dispositivo approntato nell’area del Lagonegrese dal Nucleo Mobile della Compagnia della Guardia di Finanza di Lauria, hanno effettuato diverse ispezioni di automezzi in transito.
Un livornese di 37 anni, diretto in Calabria a bordo di una Renault Clio, è stato
fermato lungo la viabilità a ridosso dello svincolo di Lagonegro dell’A/3. Da un
minuzioso controllo dei bagagli trasportati, è emerso l’occultamento di 20 grammi di
hashish in un sacchetto contenente biscotti per cani. L’effettiva presenza a bordo
dell’autovettura di un meticcio fa pensare ad uno stratagemma non casuale,
predisposto anche per ostacolare l’operato di unità cinofile. Il turista è stato
segnalato a piede libero alla Procura della Repubblica di Lagonegro.
E’ stato invece sorpreso in pieno centro cittadino a Lagonegro un milanese di 42 anni,
alla guida di un furgone e trovato in possesso di 11 grammi di hashish. In questo caso,
è scattata la segnalazione al Prefetto.

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apr 022014
 

Domani si inaugura “La stanza di Elisa”: ci sarà anche “La vita in diretta”
Ci saranno anche le telecamere di “La vita in diretta” per raccontare la cerimonia di inaugurazione della “stanza d’Elisa”, cioè la decisione del San Carlo di dedicare a Elisa Claps una delle sale dello spazio protetto del codice rosa, inserito all’interno del Pronto soccorso e riservato alle vittime di violenza.
Una scelta dal forte valore simbolico che rientra nell’operatività del codice rosa: un progetto che il San Carlo ha attivato insieme a Procura, forze dell’ordine e con la rete del volontariato e dell’associazionismo, per garantire un percorso di massima tutela e sostegno alle vittime di violenza senza distinzione di genere o età. Soggetti che, a causa della loro condizione di fragilità, più facilmente possono diventare vittime di violenza. Il codice è assegnato insieme al codice di gravità, da personale addestrato a riconoscere segnali non sempre evidenti o dichiarati di una violenza subita.
Quando è assegnato un Codice Rosa, si attiva il la task force interistituzionale, composta da personale del San Carlo, da rappresentanti della Procura della Repubblica e dalle Forze dell’Ordine. Il gruppo operativo dà cura e sostegno alla vittima, avvia le procedure di indagine per individuare l’autore della violenza e se necessario attiva le strutture territoriali.
L’iniziativa nasce in occasione dell’anniversario del ritrovamento ufficiale, il 17 marzo del 2010, dei resti di Elisa Claps nel sottotetto della chiesa della SS Trinità, che ha spinto Assunta Basentini e Cristiana Coviello autrici del libro “Elisa tra cielo e terra – il romanzo di una storia vera” (L. Pellegrini Editore) a decidere di devolvere i proventi dei diritti di autore all’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo, onorando l’impegno preso in occasione della pubblicazione del volume

nell’autunno del 2012. I fondi saranno destinati a finanziare le attività della rete “Codice Rosa”, alla quale le due professioniste del Foro di Potenza già collaborano.
“Ringrazio due volte Cristiana Coviello e Assunta Basentini”, ha commentato il direttore generale Giampiero Maruggi: “per aver deciso di devolvere al codice rosa i proventi del loro bellissimo lavoro su Elisa e ancora per aver lanciato l’idea di lasciare una traccia indelebile di questo connubio tra San Carlo e ‘società civile’. Abbiamo raccolto con entusiasmo la proposta, consapevoli che non si tratta di un ‘gesto riparatore’, perché la ferita che la vicenda della nostra giovane concittadina ha aperto non si rimarginerà mai nel cuore delle tante persone oneste che la piangono, ma di un ‘segno’ e di una risposta concreta, perché ciò che è accaduto non debba mai più accadere e perché all’indifferenza di pochi si sostituisca il monito di tanti”.
L’appuntamento è per il 2 aprile, alle ore 18, nel salone al piano terra della Palazzina degli Uffici. E’ prevista la presenza della famiglia Claps.

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mar 212014
 

Le Fiamme Gialle della Tenenza di Viggiano hanno individuato e posto sotto sequestro un appezzamento di terreno, di 15.000 mq circa, localizzato nel comune di Viggiano (PZ), Contrada San Lorenzo, in prossimità di fondi coltivati, illecitamente adibito a discarica abusiva di rifiuti speciali.
L’operazione di servizio si inquadra nell’attività di controllo economico del
territorio da parte delle unità operative dei reparti della Guardia di Finanza. Tra
i fenomeni illeciti più volte riscontrati nell’ambito della provincia, tanto in aree
urbane che in aree rurali, l’inosservanza delle norme a tutela dell’ambiente
continua ad essere oggetto di ripetute rilevazioni.
L’intervento ha portato al rinvenimento di una quantità estremamente elevata
di rifiuti speciali e di materiali di svariate tipologie, per un peso complessivo di
circa 340 tonnellate.
Sul terreno erano depositate carcasse di automezzi anche di notevoli
dimensioni, autocarri e camion, tra cui una cisterna adibita al trasporto di
carburante, oltre a materiale di risulta proveniente da cantieri edili e materiale
ferroso per circa 190 tonnellate, carcasse di autovetture e un notevole
ammasso di pneumatici.
Tra i rottami arrugginiti e in stato di completo abbandono, erano presenti
anche pullman, betoniere e lo scheletro di un impianto di autolavaggio.
In considerazione del tipo di rifiuti, è da ritenere che si trattasse di un abituale
sito di destinazione di mezzi da rottamare e di materiali di scarto, al servizio di
proprietari di automezzi e imprenditori edili che si sono sottratti ai costi previsti
per il regolare smaltimento nelle discariche autorizzate.
La prolungata esposizione alle intemperie potrebbe aver determinato, nel
tempo, l’assorbimento di sostanze nocive nel terreno.
Adottate le cautele del caso atte a prevenire ulteriori situazioni di pericolo alle
persone, si è proceduto al sequestro del terreno e dei rifiuti. Nei prossimi giorni
saranno avviate le necessarie operazioni di bonifica per un completo ripristino
dell’area.
Il proprietario del terreno, C. P., sessantaquattrenne imprenditore di
Marsicovetere, è stato segnalato a piede libero alla Procura della Repubblica
di Potenza, per aver costituito una “discarica di rifiuti non autorizzata”, in
violazione dell’art. 256, del D.Lvo 152/2006.

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mar 132014
 

I finanzieri della Tenenza di Molfetta, coadiuvati dai colleghi del Gruppo di Barletta, del Nucleo PT di Potenza, del Gruppo Pronto Impiego di Bari, delle Compagnie di Trani e Lauria e della Tenenza di Andria, sono stati impegnati nell’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 12 soggetti, nell’ambito di un’operazione di polizia, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Bari, contro una cellula criminale italo-rumena dedita alla commissione di reati in materia di riduzione in schiavitù, sfruttamento della prostituzione e spaccio di sostanze stupefacenti nel territorio di Terlizzi (Ba) e Bisceglie (Bt).

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mar 052014
 

Ammonta a circa 2 milioni di euro, il valore degli immobili, autovetture e conti correnti sottoposti a sequestro da parte della Guardia di Finanza nei confronti di un imprenditore residente a Lauria, amministratore di una società operante nel commercio all’ingrosso di prodotti per l’elettronica.

Il provvedimento è scaturito da mirati accertamenti coordinati dalla Procura della Repubblica di Lagonegro, che hanno visto, nell’ottica di una perfetta sinergia tra i Reparti della Guardia di Finanza, la collaborazione tra la Compagnia di Lauria e la Tenenza di Molfetta.

Il sequestro, in effetti, è stato adottato in esito a una attività di polizia tributaria sviluppata dalle Fiamme Gialle pugliesi, rivelatasi subito complessa in quanto la società, per ostacolare i controlli, era solita spostare ripetutamente la propria sede legale dalla Campania alla Puglia. Nei confronti della ditta, negli ultimi mesi, la Guardia di Finanza aveva concluso due verifiche fiscali constatando un’ingente evasione, ribattezzata da alcuni organi di stampa come “evasione modello flipper”, proprio per i continui e artificiosi trasferimenti di sede.

La Guardia di Finanza di Lauria ha poi provveduto ad individuare il patrimonio riconducibile al rappresentante legale della società in questione. In particolare, in esecuzione del decreto emesso dal G.I.P. del Tribunale di Lagonegro, sono stati sottoposti a sequestro preventivo n. 4 fabbricati, di cui un opificio, ubicati a Sala Consilina (SA), n. 3 autovetture, una delle quali di grossa cilindrata, e disponibilità bancarie, per un ammontare pari al totale delle imposte dovute all’Erario, circa due milioni di Euro, da considerare quale “profitto del reato” di evasione fiscale.

Si tratta del secondo sequestro “per equivalente” effettuato nell’ultimo mese dalla Compagnia di Lauria: l’efficacia di questo strumento risiede nella possibilità di cautelare anche beni immobili, se vengono occultate le disponibilità liquide.

Si fa sempre più incalzante il controllo economico del territorio da parte della Guardia di Finanza lauriota: ne è testimonianza anche la lotta all’abusivismo ed al sommerso accentuata nell’ultimo periodo e che, assicura il Comandante della Compagnia, Tenente Marco Cappetta, riguarderà diversi settori, a tutela dei contribuenti e degli esercenti onesti.

feb 272014
 

“Il sindaco di Latronico continua a menarcela con la storia dello streaming. Ormai è diventata la foglia di fico per coprire qualsiasi cosa.
Provate a dire al primo cittadino di Latronico che c’è una buca o che gli extra terrestri sono atterrati ad Agromonte, ineffabile e serafico, vi risponderà: “noi facciamo lo streaming”.
Il sindaco di Latronico, nell’intervista alla NuovaTv, ha ritenuto di non dover sottolineare che l’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Lagonegro, per verificare la regolarità dei bilanci comunali, è nata da reiterate e pubbliche affermazioni di esponenti della sua stessa maggioranza e da un manifesto fatto affiggere in pubblica piazza dalla sua stessa amministrazione.
Una vicenda che ha del paradossale, considerando che Fausto De Maria è stato per sette anni esponente dell’amministrazione Ponzo e per alcuni mesi assessore al bilancio.
Allora, il Sindaco, ben lungi dall’essere un rottamatore, si limitava a supportare l’amministrazione che poi ha improvvisamente e repentinamente ripudiato.
Per come la vedo io, nell’agosto del 2013, l’amministrazione in carica ha sfiduciato se stessa e in particolare l’attuale primo cittadino, che non può certo cavarsela con un “eravamo in carica da tre mesi”.
Non lui, lui no. De Maria era in carica da 7 anni.
Delle due l’una: o le cose scritte nell’agosto 2013 sono vere e quindi anche Fausto De Maria deve assumersene la quota parte di responsabilità, o sono false e quindi l’amministrazione dovrebbe spiegarci i contenuti di quel manifesto apertamente contraddetti anche dalle dichiarazioni che il sindaco ha fatto alla NuovaTv.
Al sindaco De Maria dico che non basta uno streaming per essere davvero nuovi. La trita retorica del primo cittadino di Latronico inizia a farsi stucchevole. Può succedere, nel paese del Gattopardo, in cui troppo spesso operazioni di mero trasformismo vengono spacciate per rinnovamento. Ho la sgradevole sensazione che tra l’apparire e l’essere il sindaco De Maria abbia optato per ciò che è effimero. Parafrasando Renzi potrei dire a De Maria: esci da questo tweet”.
Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani e Direzione Nazionale Radicali Italiani

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feb 112014
 

Ecco il testo del documento nel quale i sindaci di Rotonda e di Viggianello manifestano sconcerto per la manifestazione in corso organizzata dai camionisti e dai produttori di legname. I primi cittadini evidenziano i gravissimi disagi delle valli del Lagonegrese.

COMUNE DI VIGGIANELLO
COMUNE DI ROTONDA

11.02.14
AL PREFETTO DELLA PROVINCIA DI POTENZA
AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI LAGONEGRO
AL COMANDANTE SEZIONE POLIZIA STRADALE DI LAGONEGRO
AL COMANDANTE STAZIONE CARABINIERI DI LAURIA
AL PRESIDENTE DELLA PROVUINCIA DI POTENZA
p. c. AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI ROMA
“ “ AL PROCURATORE DISTRETTUALE ANTIMAFIA DI CATANZARO
AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE DELLA BASILICATA
AL PRESIDENTE DELL’ENTE PARCO NAZIONALE DEL POLLINO
AL MINISTRO DELL’ AMBIENTE
p. c. AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
“ “ AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
“ “ AL MINISTRO DELLA SALUTE
“ “ AL MINISTRO DELL’ AGRICOLTURA
“ “ AGLI ORGANI DI STAMPA.

da ieri assistiamo impotenti ad una occupazione della Valle del Mercure di stampo militare, sapientemente organizzata ed annunciata da tempo,finanche dagli organi di stampa.
Un gruppo di autotrasportatori,assolutamente estranei al territorio,provenienti da località calabresi distanti centinaia di km. ( come reso manifesto già dalle pubblicità aziendali riportate sui mezzi) protesta perché pretende di continuare a conferire biomasse alla Centrale del Mercure, un mega impianto insostenibile sotto qualsiasi profilo,ambientale e socio economico,radicalmente incompatibile con la vocazione del territorio ( è bene ricordare a qualcuno che siamo nel cuore del Parco Nazionale del Pollino!) il cui progetto è stato portato avanti nonostante le gravi violazioni di legge dai nostri Comuni denunciate da anni e che,dopo che già con sentenza 4.400/12 il Consiglio di Stato aveva annullato l’autorizzazione all’esercizio dell’impianto rilasciata dalla Regione Calabria ,hanno condotto nuovamente (insuperate le criticità che minano l’iniziativa di grossolana speculazione) ad un pronunciamento dapprima del TAR Catanzaro, che con sentenza n. 1.180/13 ha annullato anche la nuova autorizzazione,e poi ancora del Consiglio di Stato che con ordinanza resa all’udienza del 21.01.14 ha revocato la sospensiva concessa inaudita altera parte in tal modo ripristinando la piena efficacia esecutiva della sentenza di primo grado.
Quel che sconcerta,tuttavia,sono le modalità e le finalità della protesta,atteso che,da un lato,essa non si svolge pacificamente (come tutte quelle organizzate negli anni dalla gente del Mercure) bensì con la consumazione di ipotesi di reato (è tale bloccare l’accesso autostradale di Galdo,sia in entrata che in uscita,nonché la stessa s.p. n. 4 nel tratto da Galdo a Lauria, come accade per l’appunto da ieri e senza che si intraveda alcuna desistenza) ,con toni minacciosi e voluta esibizione di forza (è stato dichiarato dagli organizzatori della protesta,che sono poi i datori di lavoro dei manifestanti, che non intendono lasciare il territorio fin tanto che non sarà stato risolto il loro problema).

Tutto questo è inaccettabile e nel denunciare formalmente i reati ancora in corso chiediamo ai responsabili delle forze dell’ordine di identificare gli autori e segnalarli alla Procura della Repubblica e,soprattutto,di intervenire immediatamente, rimuovendo il blocco stradale,ad evitare che vengano aggravate le conseguenze di un reato che,oltretutto,determina gravi disagi per gli utenti stradali dell’area,in specie i molti pendolari.
Del pari è inaccettabile che,con tali metodi,che a nostro avviso costituiscono precisa opzione di un’abile regia occulta, si vogliano esercitare indebite pressioni sulla Magistratura, a pochi giorni dall’udienza fissata per la discussione del merito ( 08.04.14) ottenendo facile sponda istituzionale dal Presidente della Regione Basilicata e dal Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Pollino che, nel mentre per mesi non hanno inteso ricevere noi Sindaci, rappresentanti istituzionali,hanno immediatamente accolto già ieri gli imprenditori calabresi.
Peraltro,la stampa ha recentemente dato notizia di una indagine della Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro che delinea scenari inquietanti sui soggetti che in Calabria stanno dietro al grande affare delle energie rinnovabili ed,in specie,delle biomasse,paventandosi il concreto rischio di consegnare un territorio integro ed indenne da certi fenomeni alla criminalità organizzata.
La realtà è che l’impianto dell’Enel è obsoleto,non impiega la migliore tecnologia, non tiene conto della mancanza di idonee infrastrutture ( su tutte quella viaria),non crea occupazione ed,anzi,arreca gravi danni al settore dell’agricoltura e del turismo, non genera alcun indotto (la migliore riprova è la provenienza dei manifestanti),e,soprattutto,è fortemente inquinante esponendo a gravi rischi la salute dei residenti.
Al riguardo,anzi,si chiede di conoscere in forza di quali elementi il GSE abbia potuto riconoscere all’ENEL i cd. certificati verdi il cui obbligato presupposto è la riduzione del livello di inquinamento laddove,nel caso che occupa, a fronte di una centrale dismessa ed inattiva da anni,dunque,con livello di inquinamento zero,si è determinata,nel periodo di effettivo esercizio, una condizione di gravissimo accumulo di sostanze tossiche.
Inoltre,poiché per lunghi periodi,vuoi per ragioni tecniche che per provvedimenti dell’ Autorità Giudiziaria,la centrale è rimasta inattiva,si chiede di conoscere se,nell’erogazione delle suddette agevolazioni,di tali forzati fermi si sia tenuto conto.
Del pari,se sia conforme a legge che,nel vano tentativo di sterilizzare la protesta delle collettività locali, si indicano tavoli di concertazione che prevedano misure di compensazione costituite da elargizione di somme di danaro,peraltro neppure vincolate,nella loro destinazione,a ridurre gli effetti negativi dell’impianto, a favore di enti lontani dal Mercure ma vicini ad Enel.
Aspetti tutti già segnalati anche alla Procura della Repubblica di Roma per ogni più opportuna valutazione.
Certo è che subiamo una vera e propria violenza che avvertiamo nelle carni e nell’anima ed alla quale continueremo a ribellarci con tutte le nostre forze,facendo appello all’onestà intellettuale ed all’integrità morale di tutte le persone per bene contro la protervia di una aggressione al nostro territorio che si vuole utilizzare per interessi di parte.
Per tale ragione,da oggi i nostri Comuni, in segno di protesta contro l’ennesimo,gravissimo strappo alla legalità,al diritto alla salute,all’integrità ambientale ,al rispetto della volontà popolare, chiuderanno sospendendo ogni attività, ad esclusione dei servizi essenziali,per volontà degli organi rappresentativi cui il personale tutto,spontaneamente,intende aderire.
Si chiede audizione urgente al signor Prefetto per la consegna simbolica delle chiavi dei Municipi e si anticipa che le collettività sono in stato di agitazione preparandosi ad organizzare manifestazioni di protesta eclatanti ( a quanto pare l’unico sistema per farsi ascoltare) ed,innanzitutto,un corteo sino a Galdo per celebrare la morte del nostro territorio.
Attendiamo ,con inguaribile fiducia,che qualcuno voglia darci ascolto e tutela.

IL SINDACO DI VIGGIANELLO IL SINDACO DI ROTONDA
PROF. VINCENZO CORRARO DR. GIOVANNI PANDOLFI

manifestanti

gen 082014
 

Il sequestro del depuratore San Sago a Tortora, avvenuto recentemente, è senz’altro una buona notizia per la Calabria e i calabresi.
Grazie al lungo e paziente lavoro inquirente delle procure di Paola e Lagonegro e a quello investigativo delle forze dell’ordine, sono stati portati alla luce una serie di gravi reati che hanno rischiato – e rischiano – di provocare danni ambientali all’ecosistema marino e alla macchia mediterranea dell’alto Tirreno cosentino.
L’azione preventiva delle procure fa ben sperare che la questione della depurazione delle acque sulle coste tirreniche proceda nella direzione del contrasto dei reati ambientali, al fine di tutelare la salute pubblica e preservare le bellezze naturalistiche del territorio.
Questa vicenda sia da esempio a quanti, cittadini e amministratori locali, quotidianamente verificano la presenza di inquinanti nel mare o hanno dubbi sul buon funzionamento degli impianti di depurazione. Grazie anche alle denunce degli amministratori di Tortora, in particolare del sindaco Lamboglia, e dei sindaci del “Comitato per la salvaguardia del Noce”, ai quali va il mio plauso, è stato possibile smascherare gli illeciti che – secondo la procura – sarebbero stati commessi nell’impianto di San Sago.
Mi unisco, pertanto, alla richiesta del consiglio comunale di Tortora di procedere celermente alla revoca delle autorizzazione riguardanti l’impianto, posto che la procura della Repubblica avrebbe verificato che i gravi reati contestati sarebbero stati reiterati nel tempo.
La salvaguardia dei beni comuni è questione che va affrontata con determinazione nella nostra regione. Negli ultimi anni sono emerse forti criticità nelle depurazione delle acque con conseguenze sull’inquinamento marino e su un intero sistema ambientale nonché forti ripercussioni economiche nel settore turistico.
Ora non si aggiunga danno a danno, ma si proceda con determinazione alla bonifica dei siti, alla verifica del funzionamento degli impianti e al controllo e alla prevenzione ambientale delle coste.
La Regione da parte sua si attivi coinvolgendo in questa operazione di tutela dei mari calabresi anche l’Ente regionale parchi marini, istituti che ancora oggi non sembrano assolvere ai compiti per i quali sono stati creati, in particolare la salvaguardia della biodiversità marina e la promozione di un turismo sostenibile.
Per queste ragioni nei prossimi giorni mi farò promotore in sede di consiglio regionale di iniziative tese a sapere a che punto sono gli interventi da tempo annunciati da parte della giunta regionale relativi alla tutela del mare, in particolare sulla depurazione delle acque, e lo stato di attuazione della legge regionale 24 del 2013.

fiume

mar 222013
 

Il Gruppo consiliare “Per Lagonegro”  esprime soddisfazione circa la decisione della Giunta regionale di finanziare i lavori urgenti e necessari all’ampliamento del Palazzo di Giustizia di Lagonegro, in vista dell’imminente accorpamento con il Tribunale di Sala Consilina.

Il Governo regionale, sollecitato e incalzato dal Consiglio dell’Ordine Forense in proficua sinergia con gli operatori ed il vertice dirigenziale del presidio giudiziario, dagli amministratori e dai partiti locali, è venuto in soccorso delle esauste finanze comunali garantendo all’Ente la possibilità di eseguire i lavori di adeguamento dell’immobile ex sede del Municipio, che sarà destinato ad ospitare gli Uffici della Procura della Repubblica così da poter riservare l’attuale sede del Tribunale alle altre attività giudiziarie.

Auspichiamo che il finanziamento sia bastevole (avremmo preferito almeno 1milione di euro) e, soprattutto, che sia speso facendo ricorso a procedure celeri, trasparenti e garantiste.

Ci auguriamo, infine, di poter, prestissimo, ospitare i rappresentanti del Governo e del Consiglio regionale per l’inaugurazione delle nuove Aule di Giustizia!!!

Tribunale-Lagonegro

dic 052012
 

Leggo che a Tito cercano il Plutonio. Io 3 anni fa presentavo due esposti alla Procura della Repubblica. Lo troveranno? Non lo so! Ma so che la vasca fosfogessi è una nave interrata alle porte di Potenza e so che in quella vasca ci sono finiti rifiuti industriali che non dovevano finirci. So che qualche criminale, con la complicità di chi ha chiuso convenientemente un occhio, ha provocato la contaminazione delle falde acquifere, del torrente Tora e del fiume Basento. So che quella ingombrante presenza ha contaminato tutte le matrici ambientali. E so di certo, lo avevo denunciato, lo avevo detto, quasi urlato che bisognava rimuovere i Fosfogessi che radioattivi lo sono di certo. Se troveremo anche il Plutonio faremo di certo l’en plein.