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gen 292016
 

Nel corso della trasmissione “Il dono”, condotta da Marco Liorni e Paola Perego con la regia di Franco Bianca su Raiuno, si è parlato del maresciallo dell’Arma dei Carabinieri Agatino Di Matteo, lucano, vittima del dovere, insignito della Medaglia di Bronzo dell’Arma.
Il dono, in onda in prima serata. è dedicato alle emozioni e racconta le singolari storie di persone che, per vari motivi, non hanno potuto avere l’occasione di dire “grazie” a qualcuno o di chiedere “scusa” nel momento in cui era più importante farlo.

AGATINO DI MATTEO
è nato a Taranto, figlio di genitori nativi di Pisticci e Bernalda, si è arruolato nell’Arma dei Carabinieri a soli diciannove anni e, dopo il corso allievi a Roma, frequenta il primo corso da sottoufficiali a Velletri prima, e a Firenze in seguito. Dopo il matrimonio, avvenuto nel 1974 con la signora Franca Lorati, è trasferito a Grissì (Pa) con la qualifica di Comandante di Stazione. Dopo vari spostamenti verso altre destinazioni, arriva il trasferimento a Francavilla Fontana (BR) con il compito di Vice-Comandante del Nucleo Radiomobile. Nel frattempo ha potuto godere della gioia della nascita della sua unica figlia, Valeria.
La notte del 4.giugno 1981, durante il turno di servizio notturno, in servizio di perlustrazione sulla strada provinciale Cellino San Marco-San Donaci-Mesagne-Oria (BR) insieme al collega Rosafio Luigi, al quadrivio notavano una Fiat 128 bianca scortata da un camion. Poiché nella zona in precedenza era stata segnalata la presenza di individui malavitosi appartenenti alla “Sacra Corona Unita”, i militari si allertarono per effettuare un controllo. All’improvviso i malviventi aprirono il fuoco contro i carabinieri con pistole e fucili a canne mozze, ferendo il maresciallo al gomito sinistro e al collo, a pochi centimetri dalla vena giugulare.
Nonostante le gravi ferite riportate il Maresciallo Di Matteo , riusciva con l’ arma in dotazione, a rispondere al fuoco e a mettere in fuga i malviventi che si dileguarono nelle campagne circostanti abbandonando i mezzi, che poi risultarono rubati giorni prima a Copertino di Lecce. Per le ferite riportate e per la copiosa perdita di sangue, Di Matteo perdeva i sensi e veniva soccorso dal collega Rosafio Luigi – anch’esso colpito al gomito – che riusciva a caricare il compagno in macchina e lo trasportava in ospedale a Francavilla Fontana, con la vettura di servizio crivellata da colpi d’arma da fuoco e con una gomma forata.
Di Matteo dopo le prime cure venne trasferito presso il centro traumatologico–ortopedico Careggi di Firenze dove venne sottoposto a vari interventi di chirurgia maxillo facciale, oltre al gomito sinistro, rimanendo ricoverato per oltre sei mesi nella struttura sanitaria toscana.
Nel 1983, a soli 36 anni, veniva posto in congedo assoluto dalla Cmo di Bari per invalidità conseguente al conflitto a fuoco.
Nel 2006, dopo 25 anni dall’accaduto, il Maresciallo Agatino Di Matteo è stato dichiarato vittima del dovere, con decreto del Capo della Polizia e del Ministero dell’ Interno.
Nell’arco della sua carriera lavorativa, Agatino di Matteo ha partecipato di persona a tante attività di Polizia giudiziaria, investigativa e preventiva. Nel 1980 per aver partecipato attivamente ai soccorsi dei terremotati in Basilicata, gli venne conferita medaglia e diploma di benemerenza per il lavoro svolto.

Il 5 giugno 2015, a Potenza, con decreto del Presidente della Repubblica, è stato insignito di Medaglia di Bronzo al Valore dell’Arma dei Carabinieri dal Comandante della Legione Carabinieri Basilicata, Generale Vincenzo Procacci, e dal prefetto, dott. Antonio D’Acunto.

DI MATTEO E LA FIGLIA VALERIA
Di Matteo con la figlia Valeria

LIORNI E DI MATTEO (2)
Di Matteo con Liorni

apr 302015
 

E’ stato firmato oggi nella sede del Dipartimento Ambiente il protocollo d’intesa sulla Zona Speciale di Conservazione “Faggeta di Moliterno”. I soggetti firmatari: Regione Basilicata, Ente Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese, Comune di Moliterno e Centro di Educazione Ambientale “Oasi Bosco Faggeto”. Erano presenti l’Assessore Berlinguer, i dirigenti e i tecnici della Regione Basilicata che hanno lavorato al progetto, il Presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese, Domenico Totaro, il Sindaco di Moliterno, Giuseppe Tancredi, e il responsabile del CEAS “Oasi Bosco Faggeto”.

Il territorio della Faggeta di Moliterno si estende su una superficie di circa 350 ettari nella parte occidentale della Basilicata, sul versante destro dell’Alta Val d’Agri, lungo il confine con la regione Campania. L’area occupa le pendici nord orientali del monte Calvarosa (1261 m), mentre la quota più bassa (970 m s.l.m.) si riscontra nel settore Nord/Nord-Est del territorio, in località “Petenella”. Sono ancora presenti all’interno del bosco esemplari di faggio che sfiorano i trenta metri di altezza.

Il contesto ambientale è di notevole interesse naturalistico e già nel 1979 veniva segnalato nel “Censimento dei biotipi di rilevante interesse vegetazionale meritevoli di conservazione in Italia”. Il territorio è quasi interamente di proprietà del comune di Moliterno e ricade all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano-Val d’Agri-Lagonegrese. E’ stato classificato come SIC attraverso il Progetto Bioitaly che ha individuato i Siti della Rete Natura 2000 Basilicata.

Difatti, il sito “Faggeta di Moliterno” rientra nella Rete Natura 2000 e nei suoi obiettivi legati al mantenimento in uno «stato di conservazione soddisfacente» degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatica. Il SIC «Faggeta di Moliterno», insieme ad altri 19 della Rete Natura 2000 Basilicata, è divenuto Zona Speciale di Conservazione (ZSC), in attuazione del Decreto Ministeriale del 16 Settembre 2013 «Designazione di venti ZSC della regione biogeografica mediterranea insistenti nel territorio della Regione Basilicata, ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357». (13A07755) (GU n.226 del 26-9-2013).

“Le azioni previste nel protocollo d’intesa – ha dichiarato l’Assessore Berlinguer – saranno utili ad implementare un piano più ampio di valorizzazione di un’area con grandi peculiarità ambientali e naturalistiche. Lo scopo – ha concluso l’Assessore – è quello di attivare azioni di comunicazione, informazione, educazione ambientale e fruizione sostenibile perché possa nascere una filiera imprenditoriale di settore che punti sull’economia verde e sull’uso sostenibile delle risorse”.

moli

apr 092015
 

Una delegazione di Maestri del Lavoro di Basilicata, guidata dal Console Regionale MdL Antonio Papaleo, composta dal Console Provinciale di Potenza MdL Lorenzo Berardino, dal Segretario Regionale MdL Raffaele Gifuni e dal Tesoriere Regionale MdL Rocco Laguardia, è stata audita dalla 1° Commissione del Consiglio Regionale, presieduta da Vito Santarsiero, in merito al nuovo Statuto Regionale , in data 08 aprile 2015.
I Maestri del Lavoro, nel ringraziare la Commissione per la disponibilità all’ascolto, hanno positivamente evidenziato il grande coinvolgimento in atto per ricevere indicazioni e proposte al fine di rendere il nuovo Statuto Regionale il più rappresentativo e democratico possibile.
In particolare, hanno fatto voti affinché si pervenga finalmente a dotare la Massima Assise Regionale di uno strumento snello e attuale, capace di innescare meccanismi di crescita e di dignità di ogni singolo cittadino lucano e, principalmente, contribuire a quei principi di libertà che sono alla base della convivenza civile.
Ovviamente , non sono mancati spunti mirati ad arricchire i singoli ambiti della complessa e articolata proposta di Legge, quali:
una partecipazione dei cittadini portatori di interesse non solo diretti ma mediati;
una sussidiarietà capace di favorire le iniziative dell’associazionismo responsabile, quale
quello rappresentato da una associazione benemerita del tipo Federmaestri;
la promozione del diritto allo studio, attraverso una scuola interattiva, laddove possano
trovare accoglienza progetti di Scuola-Lavoro, quale quello della Federmaestri,
attualmente in atto, a livello nazionale, di intesa con il MIUR:
promozione, come sopra, per attività che sappiano sempre meglio interessare gli ambiti
della cultura, della salvaguardia ambientale, del patrimonio e della sicurezza, attraverso il
coinvolgimento dei Segmenti della società civile organizzata e, per essa, della stessa
Federmaestri;
prevedere, attraverso una migliore esplicitazione, una composizione più mirata della
Conferenza Regionale per la Programmazione, al fine di arricchirla con presenze dignitose
ed esemplari quali appunto i Maestri del Lavoro, insigniti dell’alta onorificenza , da parte del
Presidente della Repubblica, per meriti conseguiti sul lavoro, nella famiglia e più in generale
nella società.

papaleo

mar 212014
 

La rimozione del vincolo urbanistico che interessa lo storico rione pisticcese, è stato una delle prime questioni poste dall’Amministrazione. Com’è noto, il vincolo permane dagli anni 60 quando, all’indomani degli eventi franosi che interessarono Pisticci, Il Presidente della Repubblica decretò il trasferimento di parte del rione “Tredici” e dell’intero rione “Dirupo”.
Appena dopo il suo insediamento, l’Amministrazione Comunale, chiese al Presidente della Giunta Regionale di Basilicata la convocazione di apposita conferenza di servizi affinché si discutesse sul merito della questione al fine di poter procedere alla risoluzione della problematica.
Scopo dell’azione è quella di restituire alla comunità di Pisticci una rione di elevata potenzialità turistica che potrebbe portare al territorio comunale e all’intera Regione notevoli vantaggi. Parliamo infatti di un sito che per caratteristiche architettoniche ed urbanistiche potrebbe tranquillamente candidarsi a patrimonio dell’UNESCO. Non è da trascurare, inoltre, la possibilità di destinare l’intero rione, per naturale vocazione, ad albergo diffuso o a piccole attività commerciale capaci di recuperare ed esaltare le professionalità dei tanti artigiani pisticcesi.
Questa mattina, il Sindaco Dr. Vito Di Trani, visiterà con l’Assessore regionale all’ambiente ed alle infrastrutture Aldo Berlinguer il rione Dirupo.
Finalmente, il traguardo è a portata di mano; si procede speditamente, infatti, verso la rimozione del Decreto di trasferimento dell’abitato che grava sul suggestivo rione.

pisticci3

feb 112014
 

Ecco il testo del documento nel quale i sindaci di Rotonda e di Viggianello manifestano sconcerto per la manifestazione in corso organizzata dai camionisti e dai produttori di legname. I primi cittadini evidenziano i gravissimi disagi delle valli del Lagonegrese.

COMUNE DI VIGGIANELLO
COMUNE DI ROTONDA

11.02.14
AL PREFETTO DELLA PROVINCIA DI POTENZA
AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI LAGONEGRO
AL COMANDANTE SEZIONE POLIZIA STRADALE DI LAGONEGRO
AL COMANDANTE STAZIONE CARABINIERI DI LAURIA
AL PRESIDENTE DELLA PROVUINCIA DI POTENZA
p. c. AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI ROMA
“ “ AL PROCURATORE DISTRETTUALE ANTIMAFIA DI CATANZARO
AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE DELLA BASILICATA
AL PRESIDENTE DELL’ENTE PARCO NAZIONALE DEL POLLINO
AL MINISTRO DELL’ AMBIENTE
p. c. AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
“ “ AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
“ “ AL MINISTRO DELLA SALUTE
“ “ AL MINISTRO DELL’ AGRICOLTURA
“ “ AGLI ORGANI DI STAMPA.

da ieri assistiamo impotenti ad una occupazione della Valle del Mercure di stampo militare, sapientemente organizzata ed annunciata da tempo,finanche dagli organi di stampa.
Un gruppo di autotrasportatori,assolutamente estranei al territorio,provenienti da località calabresi distanti centinaia di km. ( come reso manifesto già dalle pubblicità aziendali riportate sui mezzi) protesta perché pretende di continuare a conferire biomasse alla Centrale del Mercure, un mega impianto insostenibile sotto qualsiasi profilo,ambientale e socio economico,radicalmente incompatibile con la vocazione del territorio ( è bene ricordare a qualcuno che siamo nel cuore del Parco Nazionale del Pollino!) il cui progetto è stato portato avanti nonostante le gravi violazioni di legge dai nostri Comuni denunciate da anni e che,dopo che già con sentenza 4.400/12 il Consiglio di Stato aveva annullato l’autorizzazione all’esercizio dell’impianto rilasciata dalla Regione Calabria ,hanno condotto nuovamente (insuperate le criticità che minano l’iniziativa di grossolana speculazione) ad un pronunciamento dapprima del TAR Catanzaro, che con sentenza n. 1.180/13 ha annullato anche la nuova autorizzazione,e poi ancora del Consiglio di Stato che con ordinanza resa all’udienza del 21.01.14 ha revocato la sospensiva concessa inaudita altera parte in tal modo ripristinando la piena efficacia esecutiva della sentenza di primo grado.
Quel che sconcerta,tuttavia,sono le modalità e le finalità della protesta,atteso che,da un lato,essa non si svolge pacificamente (come tutte quelle organizzate negli anni dalla gente del Mercure) bensì con la consumazione di ipotesi di reato (è tale bloccare l’accesso autostradale di Galdo,sia in entrata che in uscita,nonché la stessa s.p. n. 4 nel tratto da Galdo a Lauria, come accade per l’appunto da ieri e senza che si intraveda alcuna desistenza) ,con toni minacciosi e voluta esibizione di forza (è stato dichiarato dagli organizzatori della protesta,che sono poi i datori di lavoro dei manifestanti, che non intendono lasciare il territorio fin tanto che non sarà stato risolto il loro problema).

Tutto questo è inaccettabile e nel denunciare formalmente i reati ancora in corso chiediamo ai responsabili delle forze dell’ordine di identificare gli autori e segnalarli alla Procura della Repubblica e,soprattutto,di intervenire immediatamente, rimuovendo il blocco stradale,ad evitare che vengano aggravate le conseguenze di un reato che,oltretutto,determina gravi disagi per gli utenti stradali dell’area,in specie i molti pendolari.
Del pari è inaccettabile che,con tali metodi,che a nostro avviso costituiscono precisa opzione di un’abile regia occulta, si vogliano esercitare indebite pressioni sulla Magistratura, a pochi giorni dall’udienza fissata per la discussione del merito ( 08.04.14) ottenendo facile sponda istituzionale dal Presidente della Regione Basilicata e dal Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Pollino che, nel mentre per mesi non hanno inteso ricevere noi Sindaci, rappresentanti istituzionali,hanno immediatamente accolto già ieri gli imprenditori calabresi.
Peraltro,la stampa ha recentemente dato notizia di una indagine della Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro che delinea scenari inquietanti sui soggetti che in Calabria stanno dietro al grande affare delle energie rinnovabili ed,in specie,delle biomasse,paventandosi il concreto rischio di consegnare un territorio integro ed indenne da certi fenomeni alla criminalità organizzata.
La realtà è che l’impianto dell’Enel è obsoleto,non impiega la migliore tecnologia, non tiene conto della mancanza di idonee infrastrutture ( su tutte quella viaria),non crea occupazione ed,anzi,arreca gravi danni al settore dell’agricoltura e del turismo, non genera alcun indotto (la migliore riprova è la provenienza dei manifestanti),e,soprattutto,è fortemente inquinante esponendo a gravi rischi la salute dei residenti.
Al riguardo,anzi,si chiede di conoscere in forza di quali elementi il GSE abbia potuto riconoscere all’ENEL i cd. certificati verdi il cui obbligato presupposto è la riduzione del livello di inquinamento laddove,nel caso che occupa, a fronte di una centrale dismessa ed inattiva da anni,dunque,con livello di inquinamento zero,si è determinata,nel periodo di effettivo esercizio, una condizione di gravissimo accumulo di sostanze tossiche.
Inoltre,poiché per lunghi periodi,vuoi per ragioni tecniche che per provvedimenti dell’ Autorità Giudiziaria,la centrale è rimasta inattiva,si chiede di conoscere se,nell’erogazione delle suddette agevolazioni,di tali forzati fermi si sia tenuto conto.
Del pari,se sia conforme a legge che,nel vano tentativo di sterilizzare la protesta delle collettività locali, si indicano tavoli di concertazione che prevedano misure di compensazione costituite da elargizione di somme di danaro,peraltro neppure vincolate,nella loro destinazione,a ridurre gli effetti negativi dell’impianto, a favore di enti lontani dal Mercure ma vicini ad Enel.
Aspetti tutti già segnalati anche alla Procura della Repubblica di Roma per ogni più opportuna valutazione.
Certo è che subiamo una vera e propria violenza che avvertiamo nelle carni e nell’anima ed alla quale continueremo a ribellarci con tutte le nostre forze,facendo appello all’onestà intellettuale ed all’integrità morale di tutte le persone per bene contro la protervia di una aggressione al nostro territorio che si vuole utilizzare per interessi di parte.
Per tale ragione,da oggi i nostri Comuni, in segno di protesta contro l’ennesimo,gravissimo strappo alla legalità,al diritto alla salute,all’integrità ambientale ,al rispetto della volontà popolare, chiuderanno sospendendo ogni attività, ad esclusione dei servizi essenziali,per volontà degli organi rappresentativi cui il personale tutto,spontaneamente,intende aderire.
Si chiede audizione urgente al signor Prefetto per la consegna simbolica delle chiavi dei Municipi e si anticipa che le collettività sono in stato di agitazione preparandosi ad organizzare manifestazioni di protesta eclatanti ( a quanto pare l’unico sistema per farsi ascoltare) ed,innanzitutto,un corteo sino a Galdo per celebrare la morte del nostro territorio.
Attendiamo ,con inguaribile fiducia,che qualcuno voglia darci ascolto e tutela.

IL SINDACO DI VIGGIANELLO IL SINDACO DI ROTONDA
PROF. VINCENZO CORRARO DR. GIOVANNI PANDOLFI

manifestanti

feb 082014
 

Le ulteriori ultime vicissitudini amministrative e burocratiche che hanno portato alla fermata forzata della produzione di energia elettrica della centrale Enel del Mercure hanno assestato un durissimo colpo al lavoro e allo sviluppo di tutta la Valle. Dopo 13 anni di procedimenti amministrativi, anziché verificare la bontà del progetto, si continua a cavillare su chi e come doveva approvarlo.

Il decreto annullato distrugge migliaia di posti di lavoro in un’area nella quale la disoccupazione regna sovrana con tassi più alti del resto d’Italia.

La centrale ha funzionato producendo energia verde per 6 mesi prima di essere fermata. In questi mesi gli Enti preposti hanno effettuato controlli sul rispetto dei limiti di rumorosità e sui limiti di emissione per l’ambiente. I dati ambientali sono più che rassicuranti ma vengono taciuti. L’ultimo vile imbroglio si è consumato in questi giorni. Il Comune di Rotonda e di Viggianello hanno ricevuto, senza renderli pubblici, i dati sull’inquinamento acustico e sul monitoraggio ambientale della zona. In queste relazioni pubbliche, tenute volutamente nascoste dalle due amministrazioni comunali, si evince chiaramente che i livelli di rumorosità non superano mai i limiti imposti dalla legge. Stesso discorso per il monitoraggio ambientale. Dalla relazione dell’Arpa Basilicata si legge infatti che “le concentrazioni dei parametri monitorati risultano di molto inferiori rispetto ai valori limite”. Ne viene fuori che ai cittadini degli unici due Comuni contrari alla centrale sono state raccontate in tutti questi anni solo fandonie. I dati ambientali dimostrano chiaramente che la centrale non è, non è mai stata e mai sarà un pericolo per l’ambiente e la salute del nostro territorio ma si decide, a colpi di carta bollata e ricorsi, di tenerla ferma arrecando un danno incommensurabile a molti cittadini e imprese locali che stanno per fallire a causa della ricerca di una sterile visibilità politica.

Per tutte queste ragioni la filiera della biomassa riunita nei diversi consorzi legno che raggruppano aziende della Calabria e della Basilicata dichiarano, a partire da lunedì 10 febbraio, lo stato di agitazione e porranno in essere azioni volte a sensibilizzare il governo nazionale, il presidente del Consiglio Enrico Letta, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nonché tutti gli attori istituzionali coinvolti e l’opinione pubblica su questa inaccettabile vicenda.

dic 052013
 

Tania è una signora energica, risoluta e positiva che vive a Francavilla con il figlio Alessio. Dal 12 febbraio 1992 è vedova del carabiniere 29enne Claudio Pezzuto trucidato barbaramente assieme a Fortunato Arena a Faiano di Pontecagnano da due malviventi fermati ad un posto di blocco. La sua vita, da quella tragica sera, ruota intorno al ricordo di Claudio. Un ricordo che non è statico o melanconico. E’ un pensiero intriso di energia che nel corso del tempo è diventato una forza, una volontà di testimoniare i valori della legalità, della onestà, della civile convivenza. Molti sono stati infatti, nel corso di questi anni, gli incontri con gli studenti e le associazioni impegnate sui temi sociali. Innamorata dell’Arma dei carabinieri, conserva gelosamente la memoria di Claudio, rendendola viva, giorno per giorno. Non si stancherebbe mai di parlare di lui, della loro storia d’amore, del coraggio di quel giovane carabiniere della provincia di Lecce orgoglioso di essere un servitore dello Stato, dei tanti progetti rimasti chiusi nei cassetti.
Il 5 Giugno 1993 in occasione della Festa dell’Arma il Presidente della Repubblica On.Oscar Luigi Scalfaro ha consegnato alla Signora Tania Pisani e al figlio Alessio Pezzuto la Medaglia d’Oro al Valore Militare.

apr 302013
 

Il FAI – Fondo Ambiente Italiano annuncia il lancio di un nuovo importante progetto della Fondazione: l’avvio di gruppi giovani a livello regionale. Il gruppo FAI Giovani Basilicata nasce nell’ambito del FAI che da oltre trent’anni si occupa di promuovere una cultura di rispetto della natura, dell’arte, della storia e delle tradizioni d’Italia e tutelare un patrimonio che è parte fondamentale dell’identità del nostro Paese. Chi aderisce al FAI Giovani condivide la passione culturale che da sempre anima la Fondazione e lo fa con grande consapevolezza mettendo a disposizione il suo tempo e la sua formazione e professionalità in modo volontario.

Organizzare eventi rivolti a giovani fino ai 40 anni e facilitare gli scambi di energie tra le organizzazioni di categoria e culturali della Basilicata. Questi gli obiettivi del FAI Giovani che dedica ai propri iscritti un programma esclusivo con iniziative, eventi, viaggi ideati appositamente per i giovani che spaziano dall’arte alla musica, dal mondo delle imprese alla natura.
Il FAI Giovani si rivolge a giovani appassionati alle tematiche artistiche e ambientali, a giovani impegnati nello studio, nel lavoro e nella società che si facciano portavoce dei valori della Fondazione.
“Il mio impegno personale – dice Maria Xenia D’Oria, Presidente Regionale FAI Basilicata – è quello di stimolare le potenzialità dei giovani, vero motore di sviluppo cui affidare le straordinarie eccellenze del nostro patrimonio. Una fonte di estrema autorevolezza come il nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha dichiarato “Dobbiamo essere tutti convinti che se vogliamo più sviluppo bisogna saper valorizzare la risorsa della cultura” ed il FAI in tutti questi anni ha intrapreso una battaglia strenua per indicare le risorse del nostro patrimonio culturale quale fonte di progresso per l’economia del nostro paese.”

Il primo appuntamento sarà a San Teodoro Nuovo (Pisticci) presso la splendida cornice della Tenuta Visconti: un’occasione conviviale per presentare il FAI e il Gruppo Giovani e le prossime iniziative in calendario.

Gli eventi saranno prevalentemente concentrati, proprio per venire incontro alle necessità lavorative dei giovani, la sera e nei finesettimana.
“Il FAI Giovani – racconta Donatella Acito, coordinatore del Gruppo FAI Giovani Basilicata – nasce con una grande storia alle proprie spalle, quella del Fondo Ambiente Italiano, ma con un ambizioso obiettivo: diventare un punto di riferimento per chi, oggi e nel futuro, è chiamato a impegnarsi in prima persona per proteggere e salvaguardare il nostro patrimonio culturale.”

Tra le prossime proposte FAI Giovani in calendario:

- Visita al Castello di Lagopesole per lo spettacolo multimediale “Il Mondo di
Federico II” ed incontro con il regista Aldo Di Russo.

- Visita esclusiva alla collezione privata di Arte Contemporanea nel Castello
Berlingeri di Policoro.

Invito FAI-01

gen 072013
 

Come è noto proveremo nelle prossime ore a garantire la presenza di LISTE AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTÀ. Saranno, come ha spiegato Marco Pannella, “liste di scopo, di unità democratica riformatrice, fra quanti in Italia, e non solo, lottano dando priorità assoluta all’obiettivo dell’uscita immediata, dopo decenni, del nostro paese dalla sua flagranza criminale contro i Diritti Umani e contro lo Stato di Diritto”.

Pannella, che dalla Mezzanotte di giovedì ha ripreso il suo Satyagraha, ha indirizzato una lettera aperta al Presidente Mario Monti, ai membri del Governo e ai Presidenti Fini e Casini. Una lettera nella quale il leader radicale spiega che noi altri, i promotori delle liste di scopo, “chiediamo, esigiamo – qui ed ora – alle elezioni, così come in ogni momento della nostra vita politica e in quella personale, che l’Italia, questa Italia, esca dalla assoluta flagranza criminale nella quale da decenni e decenni insiste, persevera nei confronti delle giurisdizioni europee, internazionali e – in primissimo luogo – della Costituzione italiana”.

Una lunga missiva, quella redatta da Pannella, nella quale si sottolinea che il nostro Stato  è deplorato “non solo e non tanto” per le sue terrorizzanti carceri, “quanto per il massacro dell’Amministrazione della Giustizia (che è ormai denegata giustizia)”.

Noi – ricorda Pannella al Presidente del Consiglio – ci “presentiamo” alle elezioni partitocratiche, antidemocratiche, con una “lista di scopo” che ha quale priorità assoluta quella “di interrompere la flagranza tecnicamente criminale della Repubblica italiana contro la Giurisdizione (costituzionalizzata) europea (della CEDU e non solo), fondata e sviluppata su quella dell’ONU e del suo Sistema”.

Ed è questo l’obiettivo della lista di scopo “Amnistia Giustizia Liberta”: ottenere l’uscita dalla flagranza storica criminale e criminogena del nostro Paese”. Guadagnare “la sola riforma strutturale dello Stato, della giustizia, concepita tanto quanto censurata, vietata, ignorata dal popolo e dalla democrazia italiani”: l’Amnistia, Amnistia per una Repubblica criminale.

Pannella riferendosi alla imminente tornata elettorale, se possibile ancora più antidemocratica delle precedenti, spiega che come Radicali abbiamo rinunciato a “presentarci” in quanto tali. E preannuncia una richiesta di ospitalità innanzitutto rivolta alla lista Monti.

Una lettera che allego a questa mio testo e che spero possa essere oggetto di riflessione e discussione. Una lettera di politica alta e altra per un Paese davvero nuovo e possibile. Una lettera di straordinaria forza e contenuti.

 

Con Marco Pannella ripeto:

“Caro Presidente, come già in passato, nella imperante situazione antidemocratica italiana (lo siamo, già, in assoluta chiarezza per le prossime “elezioni”) noi Radicali abbiamo rinunciato a “presentarci” in quanto tali. Abbiamo invece promosso una “Lista di scopo”, per tutti quelli che lo condividono. Per questa Lista chiediamo “ospitalità” alle tre coalizioni principali – per non dire consociate per concorrere (e insieme spartirsi) al bottino istituzionale – che potrebbe anche – in teoria, almeno! – fare rientrare in legalità e democrazia il nostro Paese”.

 

E sempre con Pannella ricordo che “ufficialmente la Conferenza Episcopale Italiana si è pronunciata per lo scopo dell’amnistia. Le liste “Amnistia Giustizia Libertà” includono, come candidati o espliciti sostegni, molti esponenti cattolici e anche noti e significativi candidati ecclesiastici. Fra essi ci onoriamo di menzionarle il Segretario generale della CEI, vescovo Mariano Crociata, il suo portavoce ufficiale e l’arcivescovo Agostino Superbo, già vicepresidente della CEI per cinque anni, ora Presidente della Conferenza Episcopale della Basilicata”.

 

Amnistia Giustizia Libertà

Amnistia Giustizia e Libertà

 

Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani(in sciopero della fame con Rita Bernardini a sostegno del Satyagraha di Marco Pannella)

Ecco il testo della lettera di marco Pannella.

Al Presidente del Consiglio Mario Monti

           

e, ai membri del Governo:

Ministro degli Affari Esteri

Giuliomaria Terzi di Sant’Agata

Ministro dell’Interno

Anna Maria Cancellieri

Giustizia della Giustizia

Paola Severino Di Benedetto

Ministro della Difesa

Giampaolo Di Paola

Ministro dell’Economia e Finanze

Vittorio Grilli

Ministro dello Sviluppo Economico e Infrastrutture e Trasporti

Corrado Passera

Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

Mario Catania

Ministro dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare

Corrado Clini

Ministro del Lavoro e Politiche sociali con delega alle Pari opportunità 

Elsa Fornero

Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca

Francesco Profumo

Ministro per i Beni e Attività Culturali

Lorenzo Ornaghi

Ministro della Salute

Renato Balduzzi

Ministro per gli Affari europei

Enzo Moavero Milanesi

Ministro per gli Affari regionali, turismo e sport 

Piero Gnudi

Ministro per la coesione territoriale

Fabrizio Barca

Ministro per i Rapporti con il Parlamento

Piero Giarda

Ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione 

Andrea Riccardi

Ministro per la pubblica amministrazione e per la semplificazione

Filippo Patroni Griffi

 

e p. c.

al Presidente della Camera Gianfranco Fini

al Presidente PierFerdinando Casini

URGENTE

                                                              Via fax e e-mail

 

Caro Presidente,

ti avevo di già comunicato l’ipotesi – che come ti preciserò accoglievo con interesse positivo – di un mio, nostro scegliere la tua coalizione – e la scelta conseguente – per le imminenti elezioni.

Mi avevi risposto che avresti riflettuto e fatto sapere la tua risposta – l’ho avuta quando hai annunciato “urbi et orbi” quali fossero i tuoi alleati, i tuoi coalizzati.

Temo che tu non sia stato aiutato a valutare pienamente le nostre, mie storie – non solo italiane – e il conseguente valore di quella ipotesi.

 

Tu hai qualificato con un binomio – Europa e laicismo – la tua agenda. Dovresti almeno riflettere sugli “agenti” delle “agende”.

 

Sul nostro federalismo militante (al quale Altiero Spinelli – poco prima di lasciarci – pubblicamente e solennemente dichiarò che senza il nostro apporto, che tu ben conosci, in particolare quello di Emma Bonino, sogno e opera comuni rischiavano di esser tragicamente perdenti, persi) non puoi – credo – avere dubbi.

 

Noi li abbiamo avuti – invece – quando di recente tu pubblicamente dichiarasti che “Stati Uniti d’Europa non ci saranno mai e nessuno ne avrebbe sentito la necessità”. Siamo certi che in quella occasione la tua affermazione non esprimeva la sostanza delle tue convinzioni, ma – tranne noi – nessuno te ne chiese conto, per chiarire l’equivoco. Anzi, gli spinelliani (?!) del Parlamento europeo, Verhofstadt e Cohn-Bendit, ti applaudirono salutandoti come «un vero federalista al Consiglio europeo»!

 

Ancora: noi chiediamo, esigiamo – qui ed ora – alle elezioni, così come in ogni momento della nostra vita politica e in quella personale, che l’Italia, questa Italia, esca dalla assoluta flagranza criminale nella quale da decenni e decenni insiste, persevera nei confronti delle giurisdizioni europee, internazionali e – in primissimo luogo – della Costituzione italiana.

 

Non solamente, bada bene, caro Presidente, per i veri e propri aggregati consistenti, terrorizzanti, di shoah italiana, che ormai riguardano centinaia di migliaia di famiglie, di lavoratori, di volontari, di detenuti e detenute (di oltre 31 nazionalità).

 

No, caro Presidente, siamo deplorati – incessantemente e a ritmo sempre più incalzante – non solo e non tanto per queste terrorizzanti carceri, quanto per il massacro (senza precedenti, fascisti, nazisti, comunisti) dell’Amministrazione della Giustizia (che è ormaidenegata giustizia) contro lo Stato di Diritto e i Diritti Umani (ripeto: i Diritti Umani) dei residenti nel nostro territorio – infamandolo nella sua Storia! – con i suoi 10 milioni di procedimenti, penali e… “civili”.

 

A questo proposito spiega ai tuoi che a questa cifra vanno aggiunti ben più di 2 milioni di prescrizioni che negli ultimi 3 lustri sono state qui decretate.

 

Caro Presidente,

nelle tue Agende, su tutto questo non v’è traccia, Consapevolezza, solo buona coscienza a buon mercato, con una responsabilità profondamente, follemente, criminalmente… anti-europea, anti-italiana, anti-civiltà umana (consentimi – te ne prego – la letteralità meditata e pertinente di queste qualifiche).

Presidente, te ne scongiuro, personalmente e per i tuoi cari, per le tue convinzioni spirituali, religiose, civili… Civiche!!!

 

Avevamo immediatamente salutato il tuo avvento, la tua nomina, come un “felice incidente” occorso, imposto dalle “cose”, al Regime partitocratico, antidemocratico, tecnicamente criminale rispetto alla propria Costituzione e alle proprie Leggi italiane, distruttivo – dopo il fallimento ideologico “antifascismo”, egemonizzato dai comunisti e dintorni, perfino della realtà ambientale, idrogeologica del territorio italiano

Abbiamo compreso e sottolineato come, per giudicare, valutare la vostra opera, occorreva, anche semplicemente per onestà intellettuale, valutare la catastrofica continuità, eredità della partitocrazia “antifascista” con quella fascista, quella del ventennio, con la sua infame ideologia e le conseguenti infamie giuridiche e giurisdizionali, il rispetto della sua propria legalità fu assicurata, per eccesso, come naturale per uno Stato gentilianamente“etico” e non più crocianamente “liberale”, laico, civile.

 

Ma nel sessantennio di questa partitocrazia “antifascista”, una rapida metamorfosi del male gli ha permesso di distruggere lo stesso Diritto, sicché ben poche sono le leggi e norme (fra decine di migliaia) formalmente “vigenti” ma sostanzialmente violate, abolite, negate, bestemmiate. Così come lo sono i tanti magistrati onesti, capaci e lavoratori, anche se tutti – perché “statali” – super pagati e super costosi, più dei malfamati “politici” partitocratici, “antifascisti”!

 

Abbiamo anche tenuto conto, pubblicamente, sottolineandolo, non solamente del disastro – che bene o male – hai, avete scongiurato, e dell’immediato assedio del Parlamento dei “nominati”, spesso molto migliori della loro fama, anche se governati dai… loro nominatori di Regime.

 

Ancor più: abbiamo (da Radio Radicale, da dove sennò?) denunciato l’attentato gravissimo alla Costituzione di un dominus partitocratico, per l’opera del quale la vostra libertà e responsabilità costituzionale, così come il decoro del Parlamento che lo stesso, per 7 anni!!!, ha ferito, vilipeso, negandogli platealmente, in ogni modo, la funzione di suo massimo e unico interlocutore costituzionale, trattando in suo luogo con i “suoi” partiti, e rivolgendosi “direttamente” al “popolo”, come un paleo-dittatore qualsiasi di ieri, e – ora! – di oggi.

 

Quando non gli sei più servito, tu per primo hai potuto constatare il frettoloso “ben servito” che ti ha dedicato!!!

 

Dunque, dicevo, “Europa e laicismo”. Veniamo al “laicismo”. Dai tempi lontani dei movimenti universitari noi abbiamo – senza eccezioni, in un sessantennio! – perseguito “l’unione laica delle forze” contro la miseria della “unione delle forze laiche” da allora. Così, già da allora!, lottammo uniti con le forze genuinamente e ufficialmente “cattoliche”, europee in sintonia con quella “sinistra liberale” (quella del PLI) che si assunse la drammatica responsabilità di far cadere il – pur per tanti versi “nostro” – Presidente Ferruccio Parri, per sostituirlo con Alcide De Gasperi (per il quale, finché venne liquidato dai suoi, fu dogma politico l’alleanza con “i laici-liberali” PLI, PRI, PSDI, e l’AILC di Silone, Orwell, Hannah Arendt, Nicola Chiaromonte, libera di “Tempo presente”, il federalismo di Altiero Spinelli e Ernesto Rossi, la scelta NATO (la NATO di Ike Eisenhower e Ridgway) dei Salvemini e dei Don Sturzo.

 

Veniamo, caro Presidente, alla conclusione di questo sfogo Radicale, di questo tentativo di farti riconoscere o semplicemente conoscere, il contesto nel quale inserisci il tuo testo. Sei l’Agente della tua… “agenda”, probabilmente inconsapevole e/o malamente consigliato, per punti di vista “italiani” e non per visione… di religiosità laica, liberal-democratica, euro-mediterranea e di quella anglosassone, liberal-cristiano-fabiana o cattolico-liberale, latino-austriaca, renana e danubiana e degli Islam magrebini, o persiani e omaniani, indonesiani, liberal-democratici, del mondo.

 

Diciamo, anche, da Kant al grande, naturale federalismo cristiano-illuministico dei De Gasperi, degli Schuman, degli Adenauer, degli Otto d’Asburgo – non censuriamolo! – dei sovrani baltici, quelli del Benelux…

 

Conclusione italiana:

Noi ci “presentiamo” alle elezioni partitocratiche, antidemocratiche, con una “lista di scopo”. Priorità – per noi – assoluta, Presidente Monti: quella di interrompere la flagranza tecnicamente criminale della Repubblica italiana contro la Giurisdizione (costituzionalizzata) europea (della CEDU e non solo), fondata e sviluppata su quella dell’ONU e del suo Sistema.

 

Anche chi sarà nominato dalla partitocrazia a nuovo nostro supremo magistrato condividerà con te la tremenda responsabilità nostra, italiana ed europea.

 

Comunque noi chiediamo:

l’uscita dalla flagranza storica criminale e criminogena del nostro Paese. Tutto qua! La sola riforma strutturaledello Stato, della giustizia, concepita tanto quanto censurata, vietata, ignorata dal popolo e dalla democrazia italiani, è manifestamente, materialmente, quella dell’Amnistia. Riducendo in tal modo a 2 milioni i 5 milioni di procedimenti penali, la “non ragionevole durata” dei processi italiani.

(È questa l’imputazione principale, costante, della CEDU, del Consiglio d’Europa: “offesa contro lo Stato di Diritto e i Diritti Umani” del Popolo (sovrano! :-))) italiano, e di quegli altri che risiedono sul “suo” territorio).

 

Caro Presidente,

come già in passato, nella imperante situazione antidemocratica italiana (lo siamo, già, in assoluta chiarezza per le prossime “elezioni”) noi Radicali abbiamo rinunciato a “presentarci” in quanto tali. Abbiamo invece promosso una “Lista di scopo”, per tutti quelli che lo condividono. Per questa Lista chiediamo “ospitalità” alle tre coalizioni principali – per non dire consociate per concorrere (e insieme spartirsi) al bottino istituzionale – che potrebbe anche – in teoria, almeno! – fare rientrare in legalità e democrazia il nostro Paese.

 

Se nessuno di voi accettasse di ospitare questo nostro modo di essere “per l’Europa e il laicismo” noi continueremo ad adire a ciascuna e tutte le giurisdizioni sovranazionali, documentando la flagrante violazione dell’Italia dell’art. 7 del Trattato sull’Unione europea in combinato disposto con l’art. 2, con le conseguenze previste di sospensione dei diritti propri degli Stati membri. E continueremo a proporre e disporre di radicamenti popolari, rivoluzionariamente nonviolenti.

 

Ma chi rappresentiamo, chi siamo, in sintesi, signor Presidente?!

 

S’informi – ed è forse opportuno che lei lo faccia anche con altri dai suoi “abituali” consiglieri – sulla richiesta,sullo scopo dell’Amnistia. Siamo unità di Credenti in altro – insomma – che nel “potere”, quello delle ragion di Stato, di e dei “Cesare” d’oggi.

 

Si informi, malgrado antiche costanti, e in particolare di reiterate, recentissime disposizioni dell’Autorità Garante delle Comunicazioni: che ci è stato e resta impedito di informare in qualsiasi modo i cittadini italianofoni delle ragioni, dello scopo “Amnistia Giustizia Libertà”, scopo che dal Natale 2005 è stato quello proprio di massime autorità apicali, ancora a Pasqua 2006, a luglio 2011 al Senato e per ultimo il 25 aprile scorso.

 

Signor Presidente,

ritengo non superfluo, forse necessario, aggiungerle in proposito – se non ne fosse già stato informato – che ufficialmente la Conferenza Episcopale Italiana si è pronunciata per lo scopo dell’amnistia. Le liste “Amnistia Giustizia Libertà” includono, come candidati o espliciti sostegni, molti esponenti cattolici e anche noti e significativi candidati ecclesiastici. Fra essi ci onoriamo di menzionarle il Segretario generale della CEI, vescovo Mariano Crociata, il suo portavoce ufficiale e l’arcivescovo Agostino Superbo, già vicepresidente della CEI per cinque anni, ora Presidente della Conferenza Episcopale della Basilicata.

 

Inoltre il Senato della Repubblica si è autoconvocato nel settembre 2011 – per la seconda o terza volta dalla sua costituzione – su questo stesso scopo, mentre alla Camera dei Deputati fu superato il numero richiesto dalla Costituzione, con lo stesso scopo. Ma non fu presentato, poiché la Camera avrebbe dovuto riunirsi, per Costituzione, subito dopo il Senato, ma il Presidente Fini ritenne che la auto-convocazione del Senato presentasse anomalie, e la Camera – per questo motivo – pur autoconvocata – non fu riunita.

Inoltre massimi esponenti del volontariato penitenziario cattolico, numerosi cappellani penitenziari… per tacere del Direttore del settimanale “Tempi”, Luigi Amicone.

 

La informo inoltre che oltre 130 cattedratici costituzionalisti e proceduralisti penali avevano ormai da un semestre sottoscritto un pubblico appello al Presidente della Repubblica, stilato dal Professor Puggiotto, perché facesse messaggi alle Camere sugli scopi summenzionati. Ma il Parlamento – unico suo interlocutore costituzionale – è stato consapevolmente, ostinatamente ignorato. Ma lei, caro Presidente, ha inferto finalmente una pedagogica umiliazione a tutto il vertice del pre-potere “democratico”, al quale pure rivolgeremmo anche la nostra richiesta di democratica ospitalità (com’anche eventualmente al centro-destra), nel caso di un suo rifiuto.

 

Per ora, comunque, l’ipotesi di una unità, di un’associazione di Regime, per poter persistere nella flagranza criminale contro la CEDU e l’Unione europea, contro Stato di Diritto, contro Diritti Umani di tutti i cittadini italiani, e dei comunque residenti in Italia, non può essere purtroppo di certo esclusa.

Io spero che lei voglia – e, ora!, finalmente possa – offrire l’ospitalità riparatoria, democratica che le chiediamo, e così anche potendo noi sostenerla, e farla sostenere.

 

 

Signor Presidente,

le chiedo di perdonarmi l’invio di queste lunghe pagine, scritte nottetempo mentre sto per passare dalla fame alla sete. Non sono certo né il Zola del caso Dreyfus, né il Bernanos de “I Grandi Cimiteri sotto la luna”, né Léon Bloy di “Le Salut par les Juifs”, né Hannah Arendt, della banalità e della metamorfosi del male, non l’Ignazio Silone di “Fontamara”, e men che mai, purtroppo, un altro abruzzese, Benedetto Croce, che invitava nel 1947 l’Internazionale Liberale, riunita a Cambridge nell’immediato dopoguerra, ad aprire i suoi lavori intonando il “Veni Creator Spiritus”…

Tento doverosamente, da nonviolento, non di “mostrare i muscoli” ma di trasmettere l’energia (o “spirito”?) perché lei abbia meglio la forza necessaria – pur nel Regime che ci opprime e incinichisce tutti – di afferrare – come potere, come potente – la sua propria legalità, la sua propria storia, che ben conosciamo, noi Radicalmente Credenti in altro, che non sia la violenza attuale di Cesare, e delle sue nuove catacombe, ma scegliendo consapevolmente la forza dei “Pietro”, inermi e pur con-vincenti, da lui crocifisso – poco più in là della sua storica sede – testa all’ingiù.

Auguri, interessati, necessari. «Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,perché saranno saziati». Ci crediamo, ne siamo Credenti, con il sensus civium dei popoli italiani, sensus fidelium dei loro “fedeli”.

Auguri!

 

Marco Pannella

 

P. S.:

1) Abbiamo tutti molto apprezzato le tue “liturgiche” evocazioni di donne e bambini. Quanto alla prima, vorrei segnalarti che da molti sondaggi – clandestinizzati! – Emma risulta la prima persona, non solamente prima donna, nella stima e negli auspici degli italiani. Per quanto riguarda i bambini, a parte evocazioni degli slogan del ventennio italiano e… “sovietici” di creare in tal modo giovani fascisti e giovani rivoluzionasti comunisti, ti segnalo una “mozione”, un documento del Partito Radicale stilato da Aldo Loris Rossi, nel quale si sottolinea che nel mondo attuale vi sono stati tre recentissimi decenni nei quali la specie umana è aumentata di un miliardo di persone, tante quanto a detta specie erano occorsi più di mille anni per raggiungere il suo primo miliardo di componenti.

2)  Ancora una osservazione sulla tua annunciata proposta di ridurre il numero dei parlamentari. Forse non hai tanto abbastanza presente il fatto che, in tal modo, si colpisce la base storica stessa delle democrazie anglosassoni che esigono un rapporto territoriale e popolare limitato e preciso fra territori ed elettori ed eletti. Hai fatto il conto dei parlamentari del Regno Unito fra eletti a Westminster e membri eletti ed ereditari della Camera dei Lords (come le riforme proposte dal nostro carissimo e liberale Lord David Steel)?

3) Ti accludo le frasi conclusive del grande intervento di Benedetto Croce nel dibattito sulla nuova carta costituzionale della Repubblica italiana. Viva, se consenti, Don Benedetto della laica religione della libertà, liberale necessario al futuro umano e non solo italianofono.

 

“La partitomania, che ingenuamente si esprime nella formula che fu già del fascismo ed è ora la tromba (ahi quanto diversa!) che il tassesco Rinaldo «udia dall’Oriente», nella formula verbalmente assurda del «partito unico», vorrebbe invertire questa scala di valori e porre lo strumento di sopra allo spirito umano che deve adoprarlo e collocare ciò che è ultimo al posto di ciò che è primo. Contro cotesta distorsione della vera gerarchia bisogna stare in guardia e ad essa opporsi in modo assoluto e radicale. Ciascuno di noi si ritiri nella sua profonda coscienza e procuri di non prepararsi, col suo voto poco meditato, un pungente e vergognoso rimorso. Io vorrei chiudere questo mio discorso, con licenza degli amici democristiani dei quali non intendo usurpare le parti, raccogliendo tutti quanti qui siamo a intonare le parole dell’inno sublime:

 

«Veni, creator spiritus,

Mentes tuorum visita;

Accende lumen sensibus;

Infunde amorem cordibus!».

 

Soprattutto a questi: ai cuori. (Vivissimi applausi — Moltissime congratulazioni).

Assemblea Costituente, 11 marzo 1947

 

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dic 072012
 

Si è tenuta presso la sede della Soprintendenza BAP di Salerno, a Palazzo “Ruggi”, la conferenza stampa di presentazione dell’evento ” Dov’è la Patria Nostra. Luoghi, memorie e storie della Legione Ceco-slovacca in Italia durante la Grande Guerra”. Una manifestazione che avrà luogo il 15 Dicembre 2012 a Padula (SA) con lo scopo di recuperare la memoria storica degli eventi della Prima Guerra Mondiale legati a Padula e alla Certosa di San Lorenzo. Di particolare interesse saranno il Convegno, con docenti e ospiti internazionali, e la mostra all’interno del monastero certosino. All’incontro hanno partecipato l’arch. Giovanni Villani, coordinatore del Progetto, il dott. Michele Faiella, responsabile dell’Ufficio Stampa della Soprintendenza, l’avv. Caterina Di Bianco, presidente della Nova Civitas Soc. Coop., i prof.ri Carmine Pinto e Vincenzo Maria Pinto.

La Certosa di Padula (SA) è stata campo di prigionia dei Militari Cecoslovacchi durante la Prima Guerra Mondiale negli anni1916-1918. Il monumento, infatti, ha avuto un ruolo determinante in quanto punto di raccolta di oltre 10.000 prigionieri ceco-slovacchi, arruolati poi nell’esercito italiano come Legione. Anche S.E. Benes visitò il campo di prigionia, pronunciando in Padula (SA) la frase: « Ho visto come nasce la libertà di un popolo e come si crea uno Stato » (Edvard Beneš, Presidente della Repubblica Ceco-slovacca dal 1935 al 1938 e dal 1946 al 1948, in visita al Campo di Padula nel Settembre 1917). Successivamente, i prigionieri così organizzati, dopo aver combattuto tra le fila dell’esercito italiano, tornarono nella loro terra per fondare la Repubblica della Ceco-Slovacchia.

L’iniziativa, curata dalla Soprintendenza BAP di Salerno e Avellino con la Nova Civitas Soc. Coop, si articolerà con un convegno: “1915 – 1919. Italia e Cecoslovacchia:la Legione ceco-slovacca e il riscatto dall’Austria-Ungheria ” , la proiezione di un video: “ Ricostruzione tridimensionale del Campo di prigionia ” e l’inaugurazione di una mostra dal titolo: ” Dov’è la Patria Nostra. Luoghi, memorie e storie della Legione Ceco-slovacca in Italia durante la Grande Guerra”, allestita per l’occasione nella Passeggiata coperta della Certosa di Padula.

Ulteriori informazioni sul sito web della Soprintendenza BAP di Salerno e Avellino www.ambientesa.beniculturali.it / info 089 2573241 / Fax 089 318120 Michele Faiella (Ufficio Stampa) e mail: sbap-sa.stampa@beniculturali.it – Per approfondimenti:I luoghi e gli eventi www.beniculturali.it – Numero verde 800 99 11 99 – Il MiBAC è anche su Youtube , Facebook e Twitter