Error. Page cannot be displayed. Please contact your service provider for more details. (12)

BASILICATA Flash Feed Scroll Reader
CALABRIA Flash Feed Scroll Reader
CAMPANIA Flash Feed Scroll Reader
Lug 062016
 

Di seguito pubblichiamo una dichiarazione di Vincenzo Zito sindaco di Montescaglioso: “Può la nostra amata Regione tanto bella, tanto legata al turismo, che tanto ha da offrire sia a livello naturalistico che paesaggistico, che si fregia dell’importante riconoscimento di Capitale Europea della Cultura concesso alla città di Matera, che esporta prodotti enogastronomici in tutto il mondo ecc ecc… convivere con le trivellazioni, le estrazioni petrolifere e quant’altro di gravemente pericoloso per la salute dei nostri concittadini?
E’ arrivato il momento di intraprendere importanti battaglie di civiltà per ridare voce ai cittadini, per difendere l’importante diritto alla salute ed alla vita e garantire ai nostri figli un futuro migliore.
Oltre venti anni fa, immaginavamo le estrazioni petrolifere come una sorta di riscatto sociale ed economico della nostra terra.
Immaginavamo di diventare la nuova Lombardia del sud, di dare un seguito all’imminente crisi industriale della Valbasento; a distanza di oltre vent’anni riconosciamo quanto tutto quello fosse solo un miraggio.
Ad oggi la Regione Basilicata registra uno dei più alti tassi di disoccupazione e di neoplasie, il tutto contrapposto ad uno dei più bassi indici di natalità.
Il mio primo atto da Sindaco di Montescaglioso è stato l’adozione, tramite deliberazione di giunta, del principio di precauzione: è giusto che a scrivere il futuro delle nostre comunità siano le comunità stesse.
Oggi accanto all’amico Rocco Leone ed a Domenico Tataranno, rispettivamente sindaci di Policoro e Bernalda, accetto la sfida per fare tutto il possibile per impedire la costruzione del pirogassaficatore in territorio di Metaponto.
Una vicenda, questa, particolarmente controversa. In data 12 marzo 2015, da capogruppo di minoranza, chiedevo al sindaco ed al Presidente del Consiglio della città di Montescaglioso la convocazione di un consiglio comunale straordinario inerente la realizzazione di un impianto di trattamento rifiuti con valorizzazione energetica in prossimità del nostro territorio e, precisamente, in località Pantanello del comune di Metaponto-Bernalda.
Il consiglio comunale straordinario convocato in data 26 marzo 2015 si concludeva con la votazione unanime di un atto di indirizzo nel quale si imponeva la costituzione in giudizio presso il TAR di Basilicata ed il ricorso al Presidente della Repubblica, contro l’approvazione del provvedimento di autorizzazione.
Come da un nostro comunicato stampa successivo si ribadiva che la capacità totale dell’impianto prevedeva l’ingresso ed il trattamento di 32.000 tonnellate di rifiuti l’anno. Dai dati ufficiali dell’ISPRA nel 2013 la provincia di Matera aveva prodotto un totale di rifiuti da raccolta differenziata pari a 16.465 tonnellate.
Il tutto ci poneva delle importanti domande:
– se per l’intero territorio provinciale di Matera si producono ton. 16.465 di raccolta differenziata, perché l’impianto avrebbe una capacità di ton. 32.000, cioè quasi il doppio?
– Se per l’intero territorio provinciale di Matera, la frazione organica prodotta è pari 4.725 tonnellate, perché l’impianto avrebbe una capacità di 10.000 tonnellate, oltre il doppio?
Ebbene, basta leggere quanto riportato a pag. 4 del Verbale del Comitato Tecnico Regionale per l’Ambiente, allegato alla delibera regionale di autorizzazione che, ad un certo punto, nel parlare dell’ubicazione dell’impianto riporta testualmente: “L’impianto sarà realizzato nelle vicinanze del centro di raccolta dei rifiuti differenziati urbani, in un’area baricentrica rispetto alla Puglia e alla Calabria e facilmente raggiungibile anche dalla Campania; tutte regioni che manifestano esigenze di conferimento dei propri rifiuti differenziati…”
Il tutto lasciava interdetti…
Ma veniamo ai giorni nostri per esprimere la più sincera solidarietà mia e della comunità che rappresento al Sindaco di Bernalda Domenico Tataranno, affinché continui la sua battaglia, forte del nostro appoggio e di tutti quei Sindaci liberi che lo sosterranno.
Quel sostegno che non mancherà dai suoi stessi concittadini e dai consiglieri comunali convocati giovedì 7 luglio alle ore 18,30 per bocciare questo progetto.
Noi ci saremo, consapevoli che tanti altri seguiranno il nostro esempio”.

Montescaglioso

Gen 292016
 

Nel corso della trasmissione “Il dono”, condotta da Marco Liorni e Paola Perego con la regia di Franco Bianca su Raiuno, si è parlato del maresciallo dell’Arma dei Carabinieri Agatino Di Matteo, lucano, vittima del dovere, insignito della Medaglia di Bronzo dell’Arma.
Il dono, in onda in prima serata. è dedicato alle emozioni e racconta le singolari storie di persone che, per vari motivi, non hanno potuto avere l’occasione di dire “grazie” a qualcuno o di chiedere “scusa” nel momento in cui era più importante farlo.

AGATINO DI MATTEO
è nato a Taranto, figlio di genitori nativi di Pisticci e Bernalda, si è arruolato nell’Arma dei Carabinieri a soli diciannove anni e, dopo il corso allievi a Roma, frequenta il primo corso da sottoufficiali a Velletri prima, e a Firenze in seguito. Dopo il matrimonio, avvenuto nel 1974 con la signora Franca Lorati, è trasferito a Grissì (Pa) con la qualifica di Comandante di Stazione. Dopo vari spostamenti verso altre destinazioni, arriva il trasferimento a Francavilla Fontana (BR) con il compito di Vice-Comandante del Nucleo Radiomobile. Nel frattempo ha potuto godere della gioia della nascita della sua unica figlia, Valeria.
La notte del 4.giugno 1981, durante il turno di servizio notturno, in servizio di perlustrazione sulla strada provinciale Cellino San Marco-San Donaci-Mesagne-Oria (BR) insieme al collega Rosafio Luigi, al quadrivio notavano una Fiat 128 bianca scortata da un camion. Poiché nella zona in precedenza era stata segnalata la presenza di individui malavitosi appartenenti alla “Sacra Corona Unita”, i militari si allertarono per effettuare un controllo. All’improvviso i malviventi aprirono il fuoco contro i carabinieri con pistole e fucili a canne mozze, ferendo il maresciallo al gomito sinistro e al collo, a pochi centimetri dalla vena giugulare.
Nonostante le gravi ferite riportate il Maresciallo Di Matteo , riusciva con l’ arma in dotazione, a rispondere al fuoco e a mettere in fuga i malviventi che si dileguarono nelle campagne circostanti abbandonando i mezzi, che poi risultarono rubati giorni prima a Copertino di Lecce. Per le ferite riportate e per la copiosa perdita di sangue, Di Matteo perdeva i sensi e veniva soccorso dal collega Rosafio Luigi – anch’esso colpito al gomito – che riusciva a caricare il compagno in macchina e lo trasportava in ospedale a Francavilla Fontana, con la vettura di servizio crivellata da colpi d’arma da fuoco e con una gomma forata.
Di Matteo dopo le prime cure venne trasferito presso il centro traumatologico–ortopedico Careggi di Firenze dove venne sottoposto a vari interventi di chirurgia maxillo facciale, oltre al gomito sinistro, rimanendo ricoverato per oltre sei mesi nella struttura sanitaria toscana.
Nel 1983, a soli 36 anni, veniva posto in congedo assoluto dalla Cmo di Bari per invalidità conseguente al conflitto a fuoco.
Nel 2006, dopo 25 anni dall’accaduto, il Maresciallo Agatino Di Matteo è stato dichiarato vittima del dovere, con decreto del Capo della Polizia e del Ministero dell’ Interno.
Nell’arco della sua carriera lavorativa, Agatino di Matteo ha partecipato di persona a tante attività di Polizia giudiziaria, investigativa e preventiva. Nel 1980 per aver partecipato attivamente ai soccorsi dei terremotati in Basilicata, gli venne conferita medaglia e diploma di benemerenza per il lavoro svolto.

Il 5 giugno 2015, a Potenza, con decreto del Presidente della Repubblica, è stato insignito di Medaglia di Bronzo al Valore dell’Arma dei Carabinieri dal Comandante della Legione Carabinieri Basilicata, Generale Vincenzo Procacci, e dal prefetto, dott. Antonio D’Acunto.

DI MATTEO E LA FIGLIA VALERIA
Di Matteo con la figlia Valeria

LIORNI E DI MATTEO (2)
Di Matteo con Liorni

Apr 302015
 

E’ stato firmato oggi nella sede del Dipartimento Ambiente il protocollo d’intesa sulla Zona Speciale di Conservazione “Faggeta di Moliterno”. I soggetti firmatari: Regione Basilicata, Ente Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese, Comune di Moliterno e Centro di Educazione Ambientale “Oasi Bosco Faggeto”. Erano presenti l’Assessore Berlinguer, i dirigenti e i tecnici della Regione Basilicata che hanno lavorato al progetto, il Presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese, Domenico Totaro, il Sindaco di Moliterno, Giuseppe Tancredi, e il responsabile del CEAS “Oasi Bosco Faggeto”.

Il territorio della Faggeta di Moliterno si estende su una superficie di circa 350 ettari nella parte occidentale della Basilicata, sul versante destro dell’Alta Val d’Agri, lungo il confine con la regione Campania. L’area occupa le pendici nord orientali del monte Calvarosa (1261 m), mentre la quota più bassa (970 m s.l.m.) si riscontra nel settore Nord/Nord-Est del territorio, in località “Petenella”. Sono ancora presenti all’interno del bosco esemplari di faggio che sfiorano i trenta metri di altezza.

Il contesto ambientale è di notevole interesse naturalistico e già nel 1979 veniva segnalato nel “Censimento dei biotipi di rilevante interesse vegetazionale meritevoli di conservazione in Italia”. Il territorio è quasi interamente di proprietà del comune di Moliterno e ricade all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano-Val d’Agri-Lagonegrese. E’ stato classificato come SIC attraverso il Progetto Bioitaly che ha individuato i Siti della Rete Natura 2000 Basilicata.

Difatti, il sito “Faggeta di Moliterno” rientra nella Rete Natura 2000 e nei suoi obiettivi legati al mantenimento in uno «stato di conservazione soddisfacente» degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatica. Il SIC «Faggeta di Moliterno», insieme ad altri 19 della Rete Natura 2000 Basilicata, è divenuto Zona Speciale di Conservazione (ZSC), in attuazione del Decreto Ministeriale del 16 Settembre 2013 «Designazione di venti ZSC della regione biogeografica mediterranea insistenti nel territorio della Regione Basilicata, ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357». (13A07755) (GU n.226 del 26-9-2013).

“Le azioni previste nel protocollo d’intesa – ha dichiarato l’Assessore Berlinguer – saranno utili ad implementare un piano più ampio di valorizzazione di un’area con grandi peculiarità ambientali e naturalistiche. Lo scopo – ha concluso l’Assessore – è quello di attivare azioni di comunicazione, informazione, educazione ambientale e fruizione sostenibile perché possa nascere una filiera imprenditoriale di settore che punti sull’economia verde e sull’uso sostenibile delle risorse”.

moli

Apr 092015
 

Una delegazione di Maestri del Lavoro di Basilicata, guidata dal Console Regionale MdL Antonio Papaleo, composta dal Console Provinciale di Potenza MdL Lorenzo Berardino, dal Segretario Regionale MdL Raffaele Gifuni e dal Tesoriere Regionale MdL Rocco Laguardia, è stata audita dalla 1° Commissione del Consiglio Regionale, presieduta da Vito Santarsiero, in merito al nuovo Statuto Regionale , in data 08 aprile 2015.
I Maestri del Lavoro, nel ringraziare la Commissione per la disponibilità all’ascolto, hanno positivamente evidenziato il grande coinvolgimento in atto per ricevere indicazioni e proposte al fine di rendere il nuovo Statuto Regionale il più rappresentativo e democratico possibile.
In particolare, hanno fatto voti affinché si pervenga finalmente a dotare la Massima Assise Regionale di uno strumento snello e attuale, capace di innescare meccanismi di crescita e di dignità di ogni singolo cittadino lucano e, principalmente, contribuire a quei principi di libertà che sono alla base della convivenza civile.
Ovviamente , non sono mancati spunti mirati ad arricchire i singoli ambiti della complessa e articolata proposta di Legge, quali:
una partecipazione dei cittadini portatori di interesse non solo diretti ma mediati;
una sussidiarietà capace di favorire le iniziative dell’associazionismo responsabile, quale
quello rappresentato da una associazione benemerita del tipo Federmaestri;
la promozione del diritto allo studio, attraverso una scuola interattiva, laddove possano
trovare accoglienza progetti di Scuola-Lavoro, quale quello della Federmaestri,
attualmente in atto, a livello nazionale, di intesa con il MIUR:
promozione, come sopra, per attività che sappiano sempre meglio interessare gli ambiti
della cultura, della salvaguardia ambientale, del patrimonio e della sicurezza, attraverso il
coinvolgimento dei Segmenti della società civile organizzata e, per essa, della stessa
Federmaestri;
prevedere, attraverso una migliore esplicitazione, una composizione più mirata della
Conferenza Regionale per la Programmazione, al fine di arricchirla con presenze dignitose
ed esemplari quali appunto i Maestri del Lavoro, insigniti dell’alta onorificenza , da parte del
Presidente della Repubblica, per meriti conseguiti sul lavoro, nella famiglia e più in generale
nella società.

papaleo

Mar 212014
 

La rimozione del vincolo urbanistico che interessa lo storico rione pisticcese, è stato una delle prime questioni poste dall’Amministrazione. Com’è noto, il vincolo permane dagli anni 60 quando, all’indomani degli eventi franosi che interessarono Pisticci, Il Presidente della Repubblica decretò il trasferimento di parte del rione “Tredici” e dell’intero rione “Dirupo”.
Appena dopo il suo insediamento, l’Amministrazione Comunale, chiese al Presidente della Giunta Regionale di Basilicata la convocazione di apposita conferenza di servizi affinché si discutesse sul merito della questione al fine di poter procedere alla risoluzione della problematica.
Scopo dell’azione è quella di restituire alla comunità di Pisticci una rione di elevata potenzialità turistica che potrebbe portare al territorio comunale e all’intera Regione notevoli vantaggi. Parliamo infatti di un sito che per caratteristiche architettoniche ed urbanistiche potrebbe tranquillamente candidarsi a patrimonio dell’UNESCO. Non è da trascurare, inoltre, la possibilità di destinare l’intero rione, per naturale vocazione, ad albergo diffuso o a piccole attività commerciale capaci di recuperare ed esaltare le professionalità dei tanti artigiani pisticcesi.
Questa mattina, il Sindaco Dr. Vito Di Trani, visiterà con l’Assessore regionale all’ambiente ed alle infrastrutture Aldo Berlinguer il rione Dirupo.
Finalmente, il traguardo è a portata di mano; si procede speditamente, infatti, verso la rimozione del Decreto di trasferimento dell’abitato che grava sul suggestivo rione.

pisticci3

Feb 112014
 

Ecco il testo del documento nel quale i sindaci di Rotonda e di Viggianello manifestano sconcerto per la manifestazione in corso organizzata dai camionisti e dai produttori di legname. I primi cittadini evidenziano i gravissimi disagi delle valli del Lagonegrese.

COMUNE DI VIGGIANELLO
COMUNE DI ROTONDA

11.02.14
AL PREFETTO DELLA PROVINCIA DI POTENZA
AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI LAGONEGRO
AL COMANDANTE SEZIONE POLIZIA STRADALE DI LAGONEGRO
AL COMANDANTE STAZIONE CARABINIERI DI LAURIA
AL PRESIDENTE DELLA PROVUINCIA DI POTENZA
p. c. AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI ROMA
“ “ AL PROCURATORE DISTRETTUALE ANTIMAFIA DI CATANZARO
AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE DELLA BASILICATA
AL PRESIDENTE DELL’ENTE PARCO NAZIONALE DEL POLLINO
AL MINISTRO DELL’ AMBIENTE
p. c. AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
“ “ AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
“ “ AL MINISTRO DELLA SALUTE
“ “ AL MINISTRO DELL’ AGRICOLTURA
“ “ AGLI ORGANI DI STAMPA.

da ieri assistiamo impotenti ad una occupazione della Valle del Mercure di stampo militare, sapientemente organizzata ed annunciata da tempo,finanche dagli organi di stampa.
Un gruppo di autotrasportatori,assolutamente estranei al territorio,provenienti da località calabresi distanti centinaia di km. ( come reso manifesto già dalle pubblicità aziendali riportate sui mezzi) protesta perché pretende di continuare a conferire biomasse alla Centrale del Mercure, un mega impianto insostenibile sotto qualsiasi profilo,ambientale e socio economico,radicalmente incompatibile con la vocazione del territorio ( è bene ricordare a qualcuno che siamo nel cuore del Parco Nazionale del Pollino!) il cui progetto è stato portato avanti nonostante le gravi violazioni di legge dai nostri Comuni denunciate da anni e che,dopo che già con sentenza 4.400/12 il Consiglio di Stato aveva annullato l’autorizzazione all’esercizio dell’impianto rilasciata dalla Regione Calabria ,hanno condotto nuovamente (insuperate le criticità che minano l’iniziativa di grossolana speculazione) ad un pronunciamento dapprima del TAR Catanzaro, che con sentenza n. 1.180/13 ha annullato anche la nuova autorizzazione,e poi ancora del Consiglio di Stato che con ordinanza resa all’udienza del 21.01.14 ha revocato la sospensiva concessa inaudita altera parte in tal modo ripristinando la piena efficacia esecutiva della sentenza di primo grado.
Quel che sconcerta,tuttavia,sono le modalità e le finalità della protesta,atteso che,da un lato,essa non si svolge pacificamente (come tutte quelle organizzate negli anni dalla gente del Mercure) bensì con la consumazione di ipotesi di reato (è tale bloccare l’accesso autostradale di Galdo,sia in entrata che in uscita,nonché la stessa s.p. n. 4 nel tratto da Galdo a Lauria, come accade per l’appunto da ieri e senza che si intraveda alcuna desistenza) ,con toni minacciosi e voluta esibizione di forza (è stato dichiarato dagli organizzatori della protesta,che sono poi i datori di lavoro dei manifestanti, che non intendono lasciare il territorio fin tanto che non sarà stato risolto il loro problema).

Tutto questo è inaccettabile e nel denunciare formalmente i reati ancora in corso chiediamo ai responsabili delle forze dell’ordine di identificare gli autori e segnalarli alla Procura della Repubblica e,soprattutto,di intervenire immediatamente, rimuovendo il blocco stradale,ad evitare che vengano aggravate le conseguenze di un reato che,oltretutto,determina gravi disagi per gli utenti stradali dell’area,in specie i molti pendolari.
Del pari è inaccettabile che,con tali metodi,che a nostro avviso costituiscono precisa opzione di un’abile regia occulta, si vogliano esercitare indebite pressioni sulla Magistratura, a pochi giorni dall’udienza fissata per la discussione del merito ( 08.04.14) ottenendo facile sponda istituzionale dal Presidente della Regione Basilicata e dal Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Pollino che, nel mentre per mesi non hanno inteso ricevere noi Sindaci, rappresentanti istituzionali,hanno immediatamente accolto già ieri gli imprenditori calabresi.
Peraltro,la stampa ha recentemente dato notizia di una indagine della Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro che delinea scenari inquietanti sui soggetti che in Calabria stanno dietro al grande affare delle energie rinnovabili ed,in specie,delle biomasse,paventandosi il concreto rischio di consegnare un territorio integro ed indenne da certi fenomeni alla criminalità organizzata.
La realtà è che l’impianto dell’Enel è obsoleto,non impiega la migliore tecnologia, non tiene conto della mancanza di idonee infrastrutture ( su tutte quella viaria),non crea occupazione ed,anzi,arreca gravi danni al settore dell’agricoltura e del turismo, non genera alcun indotto (la migliore riprova è la provenienza dei manifestanti),e,soprattutto,è fortemente inquinante esponendo a gravi rischi la salute dei residenti.
Al riguardo,anzi,si chiede di conoscere in forza di quali elementi il GSE abbia potuto riconoscere all’ENEL i cd. certificati verdi il cui obbligato presupposto è la riduzione del livello di inquinamento laddove,nel caso che occupa, a fronte di una centrale dismessa ed inattiva da anni,dunque,con livello di inquinamento zero,si è determinata,nel periodo di effettivo esercizio, una condizione di gravissimo accumulo di sostanze tossiche.
Inoltre,poiché per lunghi periodi,vuoi per ragioni tecniche che per provvedimenti dell’ Autorità Giudiziaria,la centrale è rimasta inattiva,si chiede di conoscere se,nell’erogazione delle suddette agevolazioni,di tali forzati fermi si sia tenuto conto.
Del pari,se sia conforme a legge che,nel vano tentativo di sterilizzare la protesta delle collettività locali, si indicano tavoli di concertazione che prevedano misure di compensazione costituite da elargizione di somme di danaro,peraltro neppure vincolate,nella loro destinazione,a ridurre gli effetti negativi dell’impianto, a favore di enti lontani dal Mercure ma vicini ad Enel.
Aspetti tutti già segnalati anche alla Procura della Repubblica di Roma per ogni più opportuna valutazione.
Certo è che subiamo una vera e propria violenza che avvertiamo nelle carni e nell’anima ed alla quale continueremo a ribellarci con tutte le nostre forze,facendo appello all’onestà intellettuale ed all’integrità morale di tutte le persone per bene contro la protervia di una aggressione al nostro territorio che si vuole utilizzare per interessi di parte.
Per tale ragione,da oggi i nostri Comuni, in segno di protesta contro l’ennesimo,gravissimo strappo alla legalità,al diritto alla salute,all’integrità ambientale ,al rispetto della volontà popolare, chiuderanno sospendendo ogni attività, ad esclusione dei servizi essenziali,per volontà degli organi rappresentativi cui il personale tutto,spontaneamente,intende aderire.
Si chiede audizione urgente al signor Prefetto per la consegna simbolica delle chiavi dei Municipi e si anticipa che le collettività sono in stato di agitazione preparandosi ad organizzare manifestazioni di protesta eclatanti ( a quanto pare l’unico sistema per farsi ascoltare) ed,innanzitutto,un corteo sino a Galdo per celebrare la morte del nostro territorio.
Attendiamo ,con inguaribile fiducia,che qualcuno voglia darci ascolto e tutela.

IL SINDACO DI VIGGIANELLO IL SINDACO DI ROTONDA
PROF. VINCENZO CORRARO DR. GIOVANNI PANDOLFI

manifestanti

Feb 082014
 

Le ulteriori ultime vicissitudini amministrative e burocratiche che hanno portato alla fermata forzata della produzione di energia elettrica della centrale Enel del Mercure hanno assestato un durissimo colpo al lavoro e allo sviluppo di tutta la Valle. Dopo 13 anni di procedimenti amministrativi, anziché verificare la bontà del progetto, si continua a cavillare su chi e come doveva approvarlo.

Il decreto annullato distrugge migliaia di posti di lavoro in un’area nella quale la disoccupazione regna sovrana con tassi più alti del resto d’Italia.

La centrale ha funzionato producendo energia verde per 6 mesi prima di essere fermata. In questi mesi gli Enti preposti hanno effettuato controlli sul rispetto dei limiti di rumorosità e sui limiti di emissione per l’ambiente. I dati ambientali sono più che rassicuranti ma vengono taciuti. L’ultimo vile imbroglio si è consumato in questi giorni. Il Comune di Rotonda e di Viggianello hanno ricevuto, senza renderli pubblici, i dati sull’inquinamento acustico e sul monitoraggio ambientale della zona. In queste relazioni pubbliche, tenute volutamente nascoste dalle due amministrazioni comunali, si evince chiaramente che i livelli di rumorosità non superano mai i limiti imposti dalla legge. Stesso discorso per il monitoraggio ambientale. Dalla relazione dell’Arpa Basilicata si legge infatti che “le concentrazioni dei parametri monitorati risultano di molto inferiori rispetto ai valori limite”. Ne viene fuori che ai cittadini degli unici due Comuni contrari alla centrale sono state raccontate in tutti questi anni solo fandonie. I dati ambientali dimostrano chiaramente che la centrale non è, non è mai stata e mai sarà un pericolo per l’ambiente e la salute del nostro territorio ma si decide, a colpi di carta bollata e ricorsi, di tenerla ferma arrecando un danno incommensurabile a molti cittadini e imprese locali che stanno per fallire a causa della ricerca di una sterile visibilità politica.

Per tutte queste ragioni la filiera della biomassa riunita nei diversi consorzi legno che raggruppano aziende della Calabria e della Basilicata dichiarano, a partire da lunedì 10 febbraio, lo stato di agitazione e porranno in essere azioni volte a sensibilizzare il governo nazionale, il presidente del Consiglio Enrico Letta, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nonché tutti gli attori istituzionali coinvolti e l’opinione pubblica su questa inaccettabile vicenda.

Dic 052013
 

Tania è una signora energica, risoluta e positiva che vive a Francavilla con il figlio Alessio. Dal 12 febbraio 1992 è vedova del carabiniere 29enne Claudio Pezzuto trucidato barbaramente assieme a Fortunato Arena a Faiano di Pontecagnano da due malviventi fermati ad un posto di blocco. La sua vita, da quella tragica sera, ruota intorno al ricordo di Claudio. Un ricordo che non è statico o melanconico. E’ un pensiero intriso di energia che nel corso del tempo è diventato una forza, una volontà di testimoniare i valori della legalità, della onestà, della civile convivenza. Molti sono stati infatti, nel corso di questi anni, gli incontri con gli studenti e le associazioni impegnate sui temi sociali. Innamorata dell’Arma dei carabinieri, conserva gelosamente la memoria di Claudio, rendendola viva, giorno per giorno. Non si stancherebbe mai di parlare di lui, della loro storia d’amore, del coraggio di quel giovane carabiniere della provincia di Lecce orgoglioso di essere un servitore dello Stato, dei tanti progetti rimasti chiusi nei cassetti.
Il 5 Giugno 1993 in occasione della Festa dell’Arma il Presidente della Repubblica On.Oscar Luigi Scalfaro ha consegnato alla Signora Tania Pisani e al figlio Alessio Pezzuto la Medaglia d’Oro al Valore Militare.

Apr 302013
 

Il FAI – Fondo Ambiente Italiano annuncia il lancio di un nuovo importante progetto della Fondazione: l’avvio di gruppi giovani a livello regionale. Il gruppo FAI Giovani Basilicata nasce nell’ambito del FAI che da oltre trent’anni si occupa di promuovere una cultura di rispetto della natura, dell’arte, della storia e delle tradizioni d’Italia e tutelare un patrimonio che è parte fondamentale dell’identità del nostro Paese. Chi aderisce al FAI Giovani condivide la passione culturale che da sempre anima la Fondazione e lo fa con grande consapevolezza mettendo a disposizione il suo tempo e la sua formazione e professionalità in modo volontario.

Organizzare eventi rivolti a giovani fino ai 40 anni e facilitare gli scambi di energie tra le organizzazioni di categoria e culturali della Basilicata. Questi gli obiettivi del FAI Giovani che dedica ai propri iscritti un programma esclusivo con iniziative, eventi, viaggi ideati appositamente per i giovani che spaziano dall’arte alla musica, dal mondo delle imprese alla natura.
Il FAI Giovani si rivolge a giovani appassionati alle tematiche artistiche e ambientali, a giovani impegnati nello studio, nel lavoro e nella società che si facciano portavoce dei valori della Fondazione.
“Il mio impegno personale – dice Maria Xenia D’Oria, Presidente Regionale FAI Basilicata – è quello di stimolare le potenzialità dei giovani, vero motore di sviluppo cui affidare le straordinarie eccellenze del nostro patrimonio. Una fonte di estrema autorevolezza come il nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha dichiarato “Dobbiamo essere tutti convinti che se vogliamo più sviluppo bisogna saper valorizzare la risorsa della cultura” ed il FAI in tutti questi anni ha intrapreso una battaglia strenua per indicare le risorse del nostro patrimonio culturale quale fonte di progresso per l’economia del nostro paese.”

Il primo appuntamento sarà a San Teodoro Nuovo (Pisticci) presso la splendida cornice della Tenuta Visconti: un’occasione conviviale per presentare il FAI e il Gruppo Giovani e le prossime iniziative in calendario.

Gli eventi saranno prevalentemente concentrati, proprio per venire incontro alle necessità lavorative dei giovani, la sera e nei finesettimana.
“Il FAI Giovani – racconta Donatella Acito, coordinatore del Gruppo FAI Giovani Basilicata – nasce con una grande storia alle proprie spalle, quella del Fondo Ambiente Italiano, ma con un ambizioso obiettivo: diventare un punto di riferimento per chi, oggi e nel futuro, è chiamato a impegnarsi in prima persona per proteggere e salvaguardare il nostro patrimonio culturale.”

Tra le prossime proposte FAI Giovani in calendario:

– Visita al Castello di Lagopesole per lo spettacolo multimediale “Il Mondo di
Federico II” ed incontro con il regista Aldo Di Russo.

– Visita esclusiva alla collezione privata di Arte Contemporanea nel Castello
Berlingeri di Policoro.

Invito FAI-01