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Apr 232018
 

Anticipazioni rapporto Ires-CGIL su situazione economica e occupazionale in Basilicata nel 2017
Commento di Giovanni Casaletto* e Angelo Summa**
Un estratto del rapporto con grafici e tabelle è su www.iresbasilicata.it. Il rapporto definitivo sarà pubblicato a maggio ed oggetto di discussione in una sessione pubblica

Giovani, donne, precari, inattivi, spopolamento. Queste le aree di crisi della Basilicata, che nel 2017 fanno registrare dati sconfortanti e, soprattutto, in controtendenza rispetto alle medie nazionali e ai dati in live ripresa delle altre regioni del Mezzogiorno. La Basilicata non è una regione per giovani e non è una regione per donne.
L’occupazione in Basilicata nel 2017 è crollata a livelli preoccupanti, la crescita cominciata nel 2014 ha subito una significativa flessione già nel biennio 2015-2016 ed allo stesso tempo è sensibilmente accresciuto il ricorso alla Cassa integrazione. Nella media 2017 gli occupati sono diminuiti del 2,2% rispetto al 2016. La dinamica dell’occupazione in corso d’anno nella regione è peggiore rispetto al Mezzogiorno in tutti i trimestri e tende decisamente a peggiorare negli ultimi tre mesi, interrompendo bruscamente il trend di avvicinamento ai livelli di occupazione pre-crisi. Nella media del 2017 gli occupati in regione erano circa 188 mila, 4 mila in meno rispetto al 2016 e ben al di sotto dei livelli occupazionali raggiunti prima della crisi (circa 194.000 occupati nella media del 2008). Il calo dell’occupazione è in larga parte ascrivibile alla componente femminile (-4,6%) dopo il forte incremento dell’anno precedente (+6,5%) a fronte di una flessione più moderata degli uomini (-0,7%). Nel Mezzogiorno, viceversa, la dinamica di genere è più favorevole per le donne (+1,6% a fronte del +0,9% dei maschi).
Ma se in generale il dato occupazionale si manifesta negativo, drammatica è la situazione per quanto riguarda il segmento giovanile. Come detto in premessa, il segmento del mercato del lavoro più duramente colpito dalla “lunga crisi” è quello giovanile (15-34 anni). In questa fascia torna a calare l’occupazione (-7,2%) dopo due anni di decisa ripresa (+4,1% e +7,6% rispettivamente nel 2016 e nel 2015). Nel Mezzogiorno (+0,1%) resta sostanzialmente ferma sui livelli dell’anno precedente. Sono circa 40 mila i giovani under 35 della Basilicata occupati nel 2017 a fronte dei circa 56 mila del 2008. Flettono gli occupati nelle classi d’età centrali (-1,0%) in linea con la flessione dell’anno precedente mentre resta sostanzialmente stabile il numero degli occupati con 50 anni e più che negli ultimi anni avevano sostenuto i livelli occupazionali. A ciò si affianca anche un dato negativo relativo alla disoccupazione: nel 2017, il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) è salito decisamente passando dal 34,2% al 38,1% vanificando parte del recupero effettuato nel triennio precedente (oltre 20 punti rispetto al 55,6% registrato nel 2013) collocandosi su livelli comunque lontani da quelli medi del Mezzogiorno (51,4%). Ma soprattutto quell’area di giovani che né studiano né sono coinvolti in percorsi lavorativi o di formazione in alcun modo: i NEET, un terzo dei giovani lucani.
Il Neet rate in diminuzione anche al Sud di meno di mezzo punto (37,5% nel 2016 e 37,2% nel 2017) riprende a crescere in Basilicata (31,5% nel 2017 vs. il 30,7% del 2016). Un ulteriore elemento di preoccupazione è costituito dal fatto che la condizione di Neet, generalmente prevalente tra i meno istruiti, si è diffusa con la crisi ai giovani con titoli di studio elevati: la quota di diplomati e laureati sul totale è passata, in regione, da circa il 50% del 2008 a circa il 70% nel 2017.
Un’altra notazione strutturale attiene all’evoluzione demografica ed alla trasformazione occorsa nelle regioni del Sud, da regioni a più forte crescita demografica a regioni in declino demografico attuale e prospettico. Dal dopoguerra ad oggi il Mezzogiorno e la Basilicata hanno sperimentato una forte contrazione del tasso di fecondità passando dagli oltre 3 figli per donna degli anni ‘50 a poco più di uno negli anni 2000. Ancora più accentuata è stata la flessione in Basilicata: partita da valori superiori a quelli medi meridionali negli anni ’50 nel 2017 il numero medio di figli per donna si attesta all’1,23
nella regione contro l’1,30 del complesso delle regioni meridionali. Secondo le previsioni, la Basilicata al 2045 perde 89 mila abitanti, di cui 62 mila e 61 mila nelle classi d’età 0-29 e 30-74 anni ed un aumento di circa 34 mila nella classe d’età 75 e oltre. Ancora più problematica sarebbe la situazione al 2065, con una flessione della popolazione residente regionale stimata in circa 179 mila unità e complessivamente sotto i 400 mila abitanti.
In flessione è l’export, dopo il positivo biennio precedente, dato ascrivibile al settore dei mezzi di trasporto, le cui vendite all’estero sono diminuite, a differenza degli aumenti registrati nelle regioni del Centro-Nord, dove nel 2017 la crescita è del 7,1%, e nel complesso del Mezzogiorno, dove le esportazioni sono aumentate del 9,8%.
I dati in ripresa della demografia d’impresa accendono qualche speranza cui si contrappongono le preoccupazioni per l’ulteriore razionamento del credito a disposizione degli operatori. Ancora, i flussi di pendolarismo verso le regioni del Centro-Nord che coinvolgono una quota non piccola di lavoratori regionali, istruiti e alla ricerca di posizioni stabili, è un indizio di come il sistema produttivo locale fatichi a produrre “buona occupazione”. Relativamente a ciò, per fare un esempio, la capacità di andare sui mercati esteri da parte del sistema produttivo locale è di fatto sostenuta dall’unico impianto dell’automotive presente; troppo poco in un’era caratterizzata da una marcata globalizzazione e da un’organizzazione produttiva sempre più incentrata sulle catene globali del lavoro transazionali.
*Presidente Ires Basilicata
**Segretario Generale CGIL Basilicata

Apr 222018
 

“Strategie non farmacologiche per la prevenzione e cura del diabete mellito”. È il titolo del convegno tenutosi venerdì 20 Aprile 2018 nella Sala A del Palazzo del Consiglio Regionale di Potenza, promosso dallì Alad/Fand Basilicata(Associazione Lucana Assistenza Diabetici), con il patrocinio dell’ASP ( Azienda Sanitaria Potenza ) e la CIA ( Confederazione Italiana AgricoltorI ) L’introduzione ’ai lavori è stata dell’Assessore Regionale alla Salute ed alle Politiche Sociali Prof.ssa Flavia Franconi che ha evidenziato l’impegno della Regione Basilicata verso la patologia diabetica con interventi mirati alla Prevenzione delle complicenze ed avendo particolare attenzione alla Medicina di Genere; ha , inoltre, sottolineato il positivo “ tallonamento “ dell’Associazione dei Pazienti, tanro da poter a giusta ragione ritenere la realtà lucana una sorta di “ lanoratorio “ per la qualità dell’assistenza e della cura, anche per il lavoro che sistematicamente viene svolto dalla speciale Commissione Regionale Diabete.:Sono seguiti i saluti del Commissario Asp Potenza Dott. Giovanni Chiarelli che ha evidenziato l’opportunità del convegno, snche in quanto va a collocarsi in una stagione di grande cambiamento per l’organizzazione del Sistema Sanitario, stante l’iter approvativo del nuovo Piano Sanitario Regionale; in rappresentanza del Sindaco della Città di Potenza, l’Assessore alle Attività Produttive Avv. Carmen Celi che ha sottolineato l’impegno della Civica Amministrazione nel renedere sempre più vivibile il contesto urbano per poter favorire l’attività fisica , consentendo così ai cittadini di viverlo in modo adeguato ; anche il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Prof. Vincenzo Giuliano ha voluto esprimere il suo plauso per l’iniziativa che nel tempo sta impegnando non semplicemente l’ALAD Fand , ma altre Associazioni , quali gli Amici del Cuore ed i Celiaci ( presenti in sala ) , oltre alle Istitizioni preposte , in un Progetto sugli “Stli di Vitan “, che si vorrebbe replicare nelle Scuole, per la qualcosa è stato allertato un apposito Tavolo di Lavoro:
I lavori sono proseguiti con la moderazione del Dott. Pasquale Bellitti dell’UOSD Diabetologia Territoriale ASM Matera che ha voluto sottolineare l’importanza di una Prevenzione capace di abbattere gli attuali indici di obesità e sovrappeso che vedono la Basilicata tra le Regioni più a risachio di Diabete, come si evidenzia dai dati 2017 dell’11° Rapporto elaborato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute IBDO Sono seguite le interessanti relazioni : la prima su “Urban Diabetes Charta : La carta Italiana del diabete nelle città” a cura di Armando Zampino UOSD Diabetologia Endocrinologia ASP Potenza;; la seconda su “Tsunami Diabete: 11° Italian Diabetes & Obesity Barometer Report – la Basilicata” a cura di Massimo De Fino Direttore Sanitario ASP Potenza;la terza su “Terapia educazionale strutturata: esperienza della diabetologia dell’ Asp di Potenza ed ulteriori implementazioni” a cura di Giuseppe Citro Direttore UOSD Diabetologia Endocrinologia Asp Potenza.
A seguire gli interventi della D.ssa Daniela Ferrante in rappresentanza dei Medici di Medicina Generale che ha sollecitato una migliore e maggiore integrazione con i Medici di Famiglia, di Donato Filippi della Lucana Nordic Fitness che ha parlato della tecnica con cui va fatta l’attività fisica , della Nutrizionista D.ssa Antonella Catenacci consulente CIA che ha evidenziato la necessità di una sana e corretta alimentazione
Le conclusioni sono state svolte dal Presidente ALAD-FAND Antonio Papaleo che , nel tirare le somme del confronto ha sollecitato un urgente ed indifferibile intervento capace di porre un freno al dilagante fenomeno della obesità e del sovrappeso che vede la Basilicata ai primi posti secondo il Rapporto dell’IBDO sulla Diabesità;da qui , l’urgenza di doversi cimentare con la sfida che ci si para di fronte, tutti insieme, specie in una regione come la Basilicata la cui popolazione e’ fatta essenzialmente di persone anziane e, per questo, piu’ propense a prendere peso in uno ad essere colpiti dal diabete e, spesso, incappare nelle complicanze , assolutamente pericolose ed invalidanti.
Ma il fenomeno della obesita’ e del sovrappeso non riguarda, purtroppo, solo le persone di eta’ avanzata, bensi tanti ragazzi anche in tenera eta’, tanto da dover prendere atto di avere un triste primato, in quanto un ragazzo su tre , fra gli 8 e i 9 anni, risulta essere obeso o in sovrappeso. Occorre, percio’ , che rispetto a questo dilagante fenomeno ci si ponga con la massima disponibilita’, come pure va accadendo , specie in alcuni grossi centri urbani, grazie al Manifssto della Citta’ in Salute fatto proprio dall’Anci Nazionale, e che già tempo addietro è stato presentato al Sindaco di Potenza, dopo aver sottoscritto un apposito Protocollo d’Intesa con il Presidente Regionale dell’Anci .Ovviamente non basta, bisogna agire in tutti i modi possibili, senza interventi cosi’ detti spot, ma affrontando culturalmente la difficile problematica e, quindi, nelle scuole( come è stato gia’ avviato d’intesa con il Garante e che s’intende continuare), ma so auspica che la presente iniziativa porti a politiche sociali mirate , oltre che ad una una piu’ rispondente urbanizzazione che induca l’attivita fisica , creando possibilmente piu’ aree attrezzate e verdi, anche in quanto lo stesso ambiente andrebbe diversamente salvaguardato.
In estrema sintesi, infine, il peggioramento degli stili di vita, l’invecchiamento, la cattiva alimentazione ( compreso il cibo spazzatura), l’isolamento sociale,il basso livello di istruzione, la poverta’ e la miseria sono tutti fattori che inducono il diabete; a tutto quanto s’aggiunge che, sebbene in Italia e quindi in Basilicata, il Dipartimento Salute ha da sempre posto particolare attenzione verso questa patologia, come e’ evidente per la qualita’ dell’assistenza e l’immediatezza nella prescrizione di farmaci innovativi e di nuove tecnologie, il fenomeno continua ad essere in crescita, con l’aggravante di non poter stabilire l’entita giusta, in quanto sono tuttora molti i cosi detti silenti, quelli che non sanno di esserlo e lo scoprono solo quando insorgono le complicanze, e cio’ perché non si e’ riusciti mai a fare uno scriniing generalizzato: così come è altrettanto indifferibile che si proceda nella implementazione della Legge 9/2010 per ci si è in attesa di essere auditi dalla IV Commissione del Consiglio Regionale, oltre che si rimane in fiduciosa attesa della implementazione dello stesso Piano Nazionale Diabete, pur essendo stata la Basilicata la prima Regione ad averlo recepito:; si è colta, inoltre, l’occasione per proporre alla Dirigenza dell’ASP di adottare la “ Carta Urbana del Diabete “-
Alla fine dei lavori si è tenuta, come da programma, una passeggiata lungo il “percorso Europa Unita” disponibile su App Città per Camminare e della Salute come esempio di attività fisica.
Alla fine della passeggiata, grazie alla Croce Rossa Comitato Provinciale di Potenza e alla dietista Vita Salvatore, si sono effettuati i controlli glicemici, e pressori , dando ai partecipanti informazioni sul corretto stile di vita.
La CIA Basilicata alla fine della passeggiata ha distribuito ai partecipanti della frutta fresca di stagione., nella logica del cosiddetto chilometro zero..

Apr 152018
 

Nella seduta dell’11 aprile, il Consiglio Comunale di Senise, ha approvato il Bilancio di Previsione relativo all’annualità 2018. La formulazione delle previsioni è stata effettuata, per ciò che concerne la spesa, tenendo conto della programmazione politica, del trend storico delle spese sostenute in passato, delle spese obbligatorie, di quelle consolidate e di quelle già assunte in esercizi precedenti. Analogamente, per le entrate, l’osservazione delle risultanze degli esercizi precedenti è stata alla base delle previsioni tenendo conto delle possibili variazioni e di quelle causate con la manovra di bilancio. Forte attenzione è stata data ai servizi Scolastici, ridefinendo gli stessi sulla base di 4 fasce ISEE per il Servizio di mensa Scolastica, con un Costo annuo a carico del Comune di € 50.000,00 e di tre fasce Isee per il Trasporto, con sconti del 20% per
il secondo e terzo bambino sulla tariffa applicata, per entrambi i servizi.
Mensa Scolastica:
Da 0 a 2.000 ISEE, il costo a carico delle famiglie è di € 30,00 mensili;
Da 2001 a 5000 ISEE il costo a carico delle famiglie è di € 40,00 mensili;
Da 5001 a 8000 ISEE il costo a carico delle famiglie è di € 50,00, mensili;
Oltre 8000 ISEE il costo a carico delle famiglie è di € 60,00, mensili;
Trasporto Scolastico:
Da 0 a 5000 € 10,00 costo mensile;
Da 5001 a 8000 € 15,00 costo mensile;
Oltre 8000 € 20,00 costo mensile;
L’accesso ai servizi scolastici, dopo dieci anni, ritorna ad essere garantito tenendo presente le condizioni Reddituali dei nuclei familiari. Per l’anno scolastico 2018/2019, sarà inoltre programmata una “Borsa di studio” con fondi di coesione che agevolerà ulteriormente le famiglie più bisognose, Nell’ambito del nuovo documento di programmazione finanziaria non sono previsti interventi finanziati con ricorso all’indebitamento. L’adeguamento sismico dell’edificio Scolastico “Plesso Centrale” sarà effettuato con finanziamento del MIUR per un valore di € 1.500.00,00. La sicurezza degli edifici scolastici è prioritaria
rispetto ad altri interventi. Con investimento pari ad € 450.000,00, finanziata con fondi comunali (applicazione di avanzo di amministrazione) e con richiesta spazi finanziari al MEF al fine del pareggio di bilancio, sarà realizzata una Piscina Scoperta sul Lago Monte Cotugno (Centro Sportivo).
Prevista anche l’esternalizzazione del Servizio di gestione del Cimitero nell’ottica di miglioramento del servizio. Prevista anche la riqualificazione e messa in funzione del Museo dell’Acqua, realizzato nel 2008.
Nessuna variazione è stata effettuata per imposte e tributi.


Per la foto del Sindaco di Senise Rossella Spagnuolo grazie a Ignazio Vignola

Apr 122018
 

Nel novembre scorso è nato un comitato che ha preso a cuore le problematiche di uno dei lembi più belli del Mediterraneo: il porto di Maratea. Un gruppo affiatato di cittadini ha evidenziato una serie di questioni poste all’attenzione del governo cittadino. La mareggiata di aprile 2018 ha ulteriormente evidenziato i punti di fragilità della frazione marateota.

Apr 072018
 

“Il rispetto per le opposizioni, Pittella non l’ha mai avuto. Ce ne siamo accorti numerose volte in questi anni: dall’atteggiamento distratto nei Consiglii regionali ogni volta che parla un esponente dell’opposizione alle finte riunioni con le minoranze quando le decisioni erano già state tutte prese.
Ce ne siamo accorti quando ha ‘graziosamente concesso’ il ruolo di Presidente del Consiglio alle opposizioni.
Ruolo che, in una democrazia matura, spetterebbe proprio alla minoranza ma che il centrosinistra ha sempre reputato essere solo una poltrona in più da spartire tra le varie correnti.
Come prima a De Filippo, anche a Pittella, all’inizio della legislatura, fu chiesto che la posizione di garanzia che riveste il Presidente del Consiglio fosse riservata alla minoranza; e come De Filippo, anche il Governatore ha utilizzato quel ruolo per tacitare le correnti del suo partito o per rinsaldare l’alleanza con i transfughi del centro destra.
Ci aveva meravigliato il cambio di rotta: lasciare, anche se sul finire della legislatura, la carica di Presidente del Consiglio alle opposizioni sembrava quasi un gesto distensivo.
Sembrava, appunto. A noi non è sfuggita mai la reale intenzione di Pittella di utilizzare la minoranza per ‘togliere le castagne dal fuoco’ nel suo partito.
Il rinvio della seduta del Consiglio ne è la riprova: il Governatore è in difficoltà con il suo partito ed i suoi alleati. La sconfitta delle elezioni ha riportato Pittella con i piedi per terra: si è reso conto che non è più intoccabile. Fino a qualche mese fa, non ci avrebbe pensato due volte ad imporre un nome di suo gradimento.
L’uomo solo al comando è, appunto, rimasto solo. Adesso però è troppo tardi per recuperare quelle regole democratiche di condivisione delle scelte che non ha mai rispettato.
Ed è troppo tardi per recuperare un rapporto di rispetto istituzionale con le minoranze che, al di là dei toni, dovrebbe essere sempre presente.
Non ci possiamo fidare di chi tenta fino all’ultimo di ‘usare’ gli altri.
Il re è nudo. Se ne sono accorti tutti. Anche i suoi. Risolva da solo le beghe del suo partito”.

Gianni Rosa, Fratelli d’Italia

Mar 312018
 

Il World Food Programme delle Nazioni Unite (WFP) è la più grande agenzia umanitaria che combatte la fame nel mondo, fornendo assistenza alimentare in situazioni di emergenza e lavorando con le comunità per migliorare la nutrizione e costruire la resilienza. Ogni anno, il WFP assiste una media di 80 milioni di persone in circa 80 paesi. Il WFP è finanziato al
100% su base volontaria: governi, aziende e singoli individui, tutti possono contribuire.
Il World Food Progamme Italia è l’organizzazione senza scopo di lucro che opera a supporto del WFP e rappresenta il punto di riferimento per quanti in Italia vogliano sostenere il WFP.
Un sostegno importante, che a te non costa nulla, è scegliere di destinare al WFP Italia il tuo 5×1000 al momento della dichiarazione dei redditi per aiutare bambini, donne e uomini dei paesi più poveri del mondo.
COME FARE? Apri il pdf di seguito…

5×1000

Mar 232018
 

In una nota, il consigliere regionale Gianni Rosa interviene sulla mareggiata che ha colpito Maratea: “A seguito della fortissima mareggiata che ha colpito Maratea nei giorni scorsi abbiamo presentato un’interrogazione a risposta immediata al Presidente della Giunta per sollecitarlo ad una risoluzione immediata non solo dei danni al Porto ma anche per quelli alla viabilità.

Non è una novità che le strade che portano al centro marittimo siano interessate frequentemente da frane e cadute massi. Le condizioni meteo di questi giorni hanno solo acuito i già noti problemi.

Come ha avuto modo di affermare anche l’Amministrazione comunale da soli non ce la possono fare. È bene dunque che la Regione si affianchi al Comune nell’interlocuzione con l’ANAS e la Provincia di Potenza per dare un’accelerata ai lavori per ripristinare la viabilità, sia sulla strada statale 18 Tirrena Inferiore per la Calabria, che sulla ss 585 Fondovalle del Noce e sulla sp 3 per Trecchina.

Inoltre, abbiamo chiesto che vengano predisposti fondi straordinari nel Bilancio regionale non solo per rimediare ai danni al Porto ma anche per le infrastrutture necessarie ad arginare l’erosione costiera.

La perla del Tirreno deve essere tutelata e salvaguardata. Non con le parole ma con i fatti”.

Mar 192018
 

Ritorna anche quest’anno a Pescopagano (Potenza) il 25 marzo, l’appuntamento con l’antico rito della “Passata”. L’evento organizzato dal gruppo “Pescopagano eventi”, si svolgerà nel Parco della Rimembranza, a partire dalle ore 12 e 30. Al rintocco delle campane, i bambini della comunità di sesso maschile, di età compresa tra i due mesi ed i tre anni, verranno “passati” attraverso un arco ottenuto da un ramo di rovo privato di foglie e spine. L’antico rito di origine agraria, che si credeva potesse preservare i più piccoli dall’ernia infantile e del quale si trova testimonianza anche negli scritti di Catone, prevede che, mentre due persone mantengono divaricata l’apertura dell’arco, quelli che vengono indicati come i
“compari” ricevano dalle mani della madre il bimbo per fargli compiere tre cerchi al di sopra e dentro l’arco del rovo, secondo la valenza magica del numero dispari. Terminato il rito i bambini vengono avvolti in una coperta e
portati nella chiesa dell’Annunziata per essere rivestiti ai piedi dell’altare. Il
rovo viene poi rinchiuso e rivestito con del muschio per evitarne il
disseccamento, così da tornare a germogliare in nome di una “magica”
connessione tra la salute del bambino e la vitalità dell’arbusto. Il rito di
Pescopagano, che rievoca il momento del parto, è soltanto un aspetto di un
culto ampiamente diffuso fino alla fine del secolo scorso dall’ Inghilterra alla
Spagna e dal Portogallo all’Armenia. L’evento, tornato ad animare il paese
nel 2014, dopo 25 anni di assenza, per iniziativa appunto del gruppo
“Pescopagano eventi”, richiama nel centro lucano numerosi curiosi e turisti.
“Lo scopo del rito era quello di proteggere il bambino dall’ernia infantile e
preservane la fecondità – spiega Antonio Zazzerini del gruppo ‘Pescopagano
eventi’ – e noi da tempo cerchiamo di riproporre rituali andati perduti che
speriamo possano concorrere alla promozione del nostro territorio”.

Mar 162018
 

E’ tornata a Sassari, dove potrà serenamente completare la gestazione, la 36enne incinta al sesto mese e guarita dalla cefalea ortostatica grazie alla rivoluzionaria tecnica elaborata dal primario di neurologia del San Carlo, Enrico Ferrante per curare questa patologia rara causata da un’ipotensione liquorale spontanea. Un dolore feroce e persistente che ti rende impossibile la vita quotidiana perché l’unico modo di lenire il dolore è sdraiarsi. La donna è giunta a Potenza “dopo due mesi trascorsi a guardare i soffitti negli ospedali sardi”. Alla malattia, insorta al quarto mese e rara in gravidanza, l’unica risposta che avevano trovato i medici sardi era stata l’allettamento fino al parto e la reidratazione per via orale. Una terapia conservativa che aggira il problema, le feroci emicranie impediscono al paziente di stare in piedi, mentre il trattamento ricevuto al San Carlo, una blood patch epidurale usando 30 millilitri di sangue della stessa paziente, ha risolto la patologia alla radice.
“La metodica del blood patch nelle donne gravide – spiega Enrico Ferrante – è diversa, poiché viene eseguito senza guida fluoroscopica, essendo controindicati l’ uso del mezzo di contrasto iodato e i raggi x. Per questo motivo è stato fatto in sala parto, con il supporto del responsabile della partoanestesia, Giuseppe Petrecca, e non nella sala angiografica della radiologia interventistica del dottor Molfese, dove sono stati effettuati i precedenti blood patch. La paziente presentava come fattore di rischio una lassità legamentosa che determinerebbe anche una fragilità della meninge dura madre, e come fattore causale la tosse, presentata per qualche giorno in seguito a raffreddore. La patologia raramente insorge in gravidanza: tra gli oltre 300 casi che ho curato a Milano, infatti solo 6 o 7 riguardavano donne incinte “. Ora non è più il Niguarda ma il San Carlo il punto di riferimento nazionale per la cura di questa particolare cefalea: la quasi totalità dei casi finora risolti provengono da fuori regione
” La causa della sindrome – precisa il dottor Ferrante – è una perdita di liquor da un foro, della dura madre, membrana che avvolge il midollo spinale, generalmente nel tratto cervico-dorsale del rachide, che causa una diminuzione della pressione liquorale che, per forza di gravità, fa “affondare” il cervello in posizione verticale. La lacerazione della dura madre avviene di solito, spontaneamente, senza alcuna causa apparente, di rado, invece, può essere causata anche da un colpo di tosse forte, starnuto, sforzo fisico eccessivo o brusca torsione del collo”

“I progressi della clinica e delle tecnologie digitali – ha commentato il direttore sanitario Antonio Picerno – permettono di diagnosticare tante nuove malattie. E’ quindi fondamentale che le risposte dedicate siano sempre più approfondite e specializzate: ed è quello, ad esempio, che possiamo fare per questa grave forma di cefalea, grazie alla procedura elaborata dallo stesso dottor Ferrante”.

Mar 162018
 

Dal 15 marzo 2018, nella mensa scolastica del comune di Vietri si inizierà ad utilizzare solo l’olio
extravergine di Vietri, estratto dalle olive conferite dai genitori degli alunni presso un locale frantoio, in
cambio di 4 biglietti mensa.
Un innovativo metodo, unico in Basilicata, che esprime al meglio il fondamento del KmZero: l’utilizzo di
genuini prodotti del territorio. Il valore aggiunto del progetto è rappresentato dal fatto che il prodotto è
conferito dagli stessi genitori; in cambio di un litro d’olio (o delle olive per la trasformazione dello stesso
quantitativo) i genitori hanno diritto a 4 buoni pasto da utilizzare nell’ambito del medesimo servizio mensa.
“Da oggi – spiega il Sindaco Christian Giordano – si aprono degli scenari virtuosi ed ambiziosi che non si
fermano all’olio extravergine d’oliva. Infatti grazie a questo meccanismo sarà possibile conferire anche
ulteriori prodotti primari (a kmZero) che garantiranno agli alunni una alimentazione sana. La correttezza del
nostro metodo è stato tra l’altro confermato dal Dipartimento Politiche della Persona (Igiene degli
Alimenti) della Regione Basilicata, che ringrazio per la preziosissima disponibilità, a cui a breve chiederò di
ufficializzare delle linee guida che permetteranno di replicare questo progetto in tutti i comuni della
Basilicata interessati. Sarà l’occasione anche per dare una denominazione specifica a tale metodo. Sono tra
l’altro soddisfatto perchè inizialmente erano emersi dei dubbi da parte di qualche tecnico soprattutto sulla
rintracciabilità dei prodotti e sulle certificazioni. Abbiamo dimostrato che il sistema è sicuro e la Regione
Basilicata ha concordato con noi sulla correttezza della prassi. Anzi, il Dipartimento Regionale conviene con
noi anche sull’ampliamento del progetto integrando ulteriori materie prime oltre all’olio extravergine
d’oliva. Ringrazio per il prezioso supporto il dott. Gerardo Salvatore del Dipartimento Regionale e la dott.ssa
Carla Brienza, Presidente Nazionale dei tecnologi alimntari.
Sulla rintracciabilità, senza entrare nel merito del metodo, è sufficiente dire che, mentre, per esempio, per
l’olio acquistato nei supermercati ci è dato sapere semplicemente se il prodotto è comunitario o
extracomunitario, nel nostro caso siamo nelle condizioni di riuscire ad individuare “la pianta” da cui è stato
raccolto il frutto.
Pare inutile ribadire che, a margine del processo, l’olio, dopo essere stato analizzato, viene confezionato ed
etichettato secondo le Legge.
Tantissimi colleghi sindaci mi stanno contattando per avere dei chiarimenti sul progetto per poter poi
procedere a replicarlo nel proprio comune.
Il progetto, partito solo a settembre, doveva essere solo sperimentale. Oggi a distanza di pochi mesi, dopo
essere già rientrato nella fase finale del Premio Nazionale Comuni Virtuosi, ha ricevuto la fondamentale
conferma sulla regolarità della prassi, da parte del Dipartimento Regionale competente e si prepara per
essere implementato nei prossimi mesi. Davvero una bella soddisfazione per l’intera comunità vietrese.
Iniziamo ad essere pionieri di buone pratiche.”
Ricordiamo che il progetto della mensa di Vietri a Km0 è completato dal progetto mensa a Rifiuti free
mediante il quale sono stati eliminati i piatti e i bicchieri in plastica e sostituiti con piatti in porcellana e
bicchieri in vetro infrangibile.