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set 182014
 

Ecco quanto ha dichiarato mario Cuccarese protavoce di Muoviamo Tursi. “Dai giornali si apprende che il 19 settembre 2014, alle ore 16.30, presso la sala consigliare del Municipio di Tursi, si terrà la riunione di tutti i sindaci dell’Area Programma Metapontino-Collina materana. L’annuncio è stato mandato ai mezzi di comunicazione con il seguente virgolettato: «al fine di assumere ogni utile iniziativa tendente a scongiurare la potenziale emergenza ambientale derivante
dall’esaurimento della volumetria disponibile della discarica di
Pomarico e verificare, stante l’indubbia connessione funzionale, lo
stato di attuazione della Dgr. 586 del 20 maggio 2014 per
l’adeguamento alle prescrizioni.» Difficilmente i cittadini saranno
capaci di comprendere l’oggetto della discussione, soprattutto se si
cita una delibera di Giunta regionale.

La delibera citata riguarda la messa in sicurezza della discarica di
Colobraro, chiusa per esaurimento, al fine portare l’impianto al
rispetto delle prescrizioni dell’AIA, mai rispettata, e di smaltire il
percolato accumulato. A nostro modo di vedere, anche se non è scritto
esplicitamente, l’oggetto della discussione sarà quello di sostenere
l’ampliamento della discarica di Colobraro. Tutti i sindaci dell’Area
Programma sono prontissimi a sostenere la messa in sicurezza
dell’attuale vasca, chiusa per esaurimento, spendendo il milione di
euro messo a disposizione dalla Regione. Però, molti non sanno che
questo sarà solo il primo passo verso l’ampliamento. Infatti, a
leggere tra le righe del virgolettato, i sindaci hanno una voglia
matta di discarica e di smaltire i rifiuti nella più vicina vasca
possibile.

Invitiamo a riflettere: tutti i Comuni costringono i cittadini a fare
la raccolta differenziata, tutti i Comuni spendono milioni di euro nel
portare avanti la raccolta porta a porta dei rifiuti, tutti i Comuni
si vantano di investire risorse nella promozione del territorio, e poi
vediamo gli stessi Comuni trovarsi concordi nell’ampliare gli
ecomostri che stanno distruggendo il nostro territorio, la nostra
agricoltura, il nostro turismo, la nostra salute, il nostro futuro?
Vorremmo rammentare che il Consiglio comunale di Tursi ha deliberato
all’unanimità, il 22 febbraio scorso, contro l’ampliamento della
discarica di Colobraro. Si spera che non cambi parere dalla sera alla
mattina.

MuoviAmo Tursi è contro l’ampliamento della discarica di Colobraro ed
è per una gestione pubblica comprensoriale dei rifiuti solidi urbani
al fine di massimizzare la raccolta differenziata e creare posti di
lavoro dal riutilizzo a freddo dei rifiuti differenziati e dalla
vendita della restante componente differenziata e certificata.

I sindaci dovranno spiegare ai cittadini come sarà possibile
conciliare turismo ed agricoltura di qualità con la creazione di un
ecomostro come l’ampliamento della discarica di Colobraro”.

tursi

lug 312014
 

Franco Chiappetta (Assessore Ambiente): “Convenzione gratuita con G. S. Ambiente. Tortora sempre più comune “riciclone”. I cittadini hanno già dato prova di senso civico. Evitare smaltimenti negli scarichi domestici rende migliore la depurazione comunale e, soprattutto, protegge l’ambiente”.

Partirà a breve nel Comune di Tortora la raccolta dell’olio vegetale esausto grazie alla convenzione gratuita siglata con la ditta G. S. Ambiente Srl con sede a Santa Maria del Cedro.
Nei prossimi giorni saranno installate nei punti nevralgici del comune altotirrenico 15 isole ecologiche pedonali per il conferimento da parte dei cittadini di questo particolare rifiuto. A settembre, inoltre, partirà il sistema di raccolta “porta a porta” con la distribuzione nelle utenze domestiche di appositi contenitori.
Nei prossimi mesi saranno inoltre organizzati degli incontri (in particolare nelle scuole medie) per sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza della raccolta e del recupero di questo particolare rifiuto.
Si tratta di un servizio a costo zero per il Comune di Tortora dal momento che le spese per la realizzazione del progetto (manodopera, contenitori, ritiro, sensibilizzazione) saranno tutte a carico della ditta.
L’importanza di svolgere al meglio questa differenziazione da parte dei cittadini è sottolineata dalle parole dell’assessore all’Ambiente del Comune di Tortora, Franco Chiappetta.
“La raccolta differenziata dell’olio esausto e il suo avvio al riutilizzo – ha detto – protegge l’ambiente. Dobbiamo evitare che questo rifiuto finisca negli scarichi domestici o nei terreni perché fortemente inquinante per ecosistemi particolarmente sensibili come falde acquifere, mari e fiumi. L’olio di frittura usato non è, al contrario di quanto si potrebbe pensare, biodegradabile e organico. Se disperso tramite gli scarichi e le fognature di casa, va ad inquinare l’acqua impedendo ai raggi solari di penetrare causando ingenti danni all’ambiente. Basta anche un solo chilogrammo di olio di frittura esausto per rendere non potabile l’acqua delle falde, arrecando gravi danni anche al funzionamento dei depuratori. L’olio di frittura non può essere poi utilizzato come concime per le piante. Anche in questo caso, oltre a penetrare nel terreno e inquinare le falde, priva il terreno dei microorganismi necessari per la vita delle piante stesse”.

In periodi come quelli attuali, uno dei principali vantaggi della raccolta dell’olio usato – fanno sapere i responsabili della ditta – consiste in una migliore depurazione comunale poiché l’olio esausto è indicato tra le principali cause dell’intasamento delle condutture fognarie e del danneggiamento degli impianti centrali di depurazione e di quelli periferici per il pompaggio.

La ditta incaricata, provvederà ad avviare il rifiuto raccolto ad impianti specializzati nella rigenerazione dell’olio esausto come materia prima per produrre nuovo olio base – con le stesse caratteristiche di quello originario – gasolio, combustibile e bitume.

“Questa iniziativa – ha poi aggiunto Chiappetta – è la naturale prosecuzione del percorso virtuoso intrapreso dalla nostra amministrazione nel campo ambientale, in genere, e in quello della raccolta differenziata dei rifiuti in particolare. Siamo tra i comuni più “ricicloni” dell’Alto Tirreno cosentino e siamo sicuri che con questo nuovo servizio potremo migliorare ancora. Ovviamente – ha concluso – è decisiva la sensibilità e l’impegno dei tortoresi che, in tal senso, hanno già dato prova del loro alto senso civico”.

franco-chiappetta assessore all'ambiente

lug 042014
 

Turismo sostenibile e aree protette. Sono gli argomenti al centro del focus promosso da Legambiente in occasione dell’arrivo a Maratea della Goletta Verde, la storica campagna itinerante che da venticinque anni che per il ventinovesimo anno consecutivo è tornata a navigare sia per schierarsi contro i “pirati del mare”, ma anche per promuovere e sostenere le buone pratiche portate avanti nei territori e valorizzare così le eccellenze costiere italiane. A partire proprio dalla “perla del Mediterraneo” che quest’anno è stata nuovamente insignita delle “5 vele”, il massimo riconoscimento della “Guida Blu – Il mare più bello”, realizzata come ogni anno da Legambiente e Touring club. Maratea si piazza all’undicesimo posto in Italia della classifica delle località costiere premiate, grazie all’impegno dimostrato per istituire l’area marina protetta Costa di Maratea e alle politiche di sostenibilità ambientale e per la tutela del paesaggio costiero.
Il passaggio dell’imbarcazione ambientalista in Basilicata – quinta regione toccata dal tour 2014 della storica campagna itinerante di Legambiente, realizzata anche con il contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio Oli Usati e dei partner tecnici Novamont e Nau!, – sarà dunque, anche l’occasione per valorizzare le esperienze di buone pratiche e turismo sostenibile che ci sono nella regione, a partire proprio da Maratea. Con l’arrivo di Goletta Verde, infatti, questa sera saranno consegnate le 5 al sindaco del Comune di Maratea Domenico Cipolla. L’appuntamento è alle ore 19.30, al porto di Maratea. La consegna dell’ambito vessillo avverrà nel corso dell’incontro “Turismo sostenibile e aree protette” al quale prenderanno parte Marco De Biasi, presidente Legambiente Basilicata; Domenico Totaro, presidente Federparchi Basilicata; Gianpiero Perri, presidente Apt Basilicata e Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette Legambiente.
“Maratea si riconferma tra le mie migliori realtà costiere italiane – afferma Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette Legambiente – L’istituzione dell’area marina protetta è l’obiettivo non ancora raggiunto dalla “Perla del Mediterraneo” e che va ormai completato al più presto. Maratea è già fortemente impegnata in un disegno di tutela della biodiversità e di sviluppo sostenibile per i suoi 32 km di costa posti al centro del Golfo di Policastro nel Tirreno meridionale, che ha visto l’adesione formale della Regione Basilicata a sostenerne economicamente la nascita. Qui in Basilicata, l’istituzione dell’area marina potrebbe rappresentare un contributo fondamentale alla tutela del prezioso ecosistema marino-costiero di Maratea e darebbe un ulteriore importante impulso allo sviluppo di un turismo di qualità in questo straordinario angolo di Tirreno. L’aumento della superficie delle aree protette, è bene ricordarlo, è tra gli obiettivi primari dell’ONU entro il 2020. Un’area protetta che possa diventare non solo una modalità efficace per la conservazione della natura ma anche uno strumento moderno di gestione integrata e sostenibile del territorio. Solo così si potrà salvaguardare la ricca biodiversità di questa terra, implementando al contempo la green economy e valorizzando il turismo”.
L’amministrazione di Maratea, inoltre, è stata premiata da Legambiente e Touring club anche per l’impegno ad aumentare la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani con il “porta a porta” e nella mobilità sostenibile con un ampio utilizzo di mezzi di trasporto pubblico a metano, a gpl ed elettrici. Oltre a puntare sul turismo di qualità e di fascia alta, l’amministrazione sta promuovendo pratiche di turismo sostenibile attraverso il recupero e la valorizzazione della sentieristica locale ed il sostegno all’attività outdoor, alimenta campagne di prevenzione antincendio e di tutela del paesaggio.
Quest’anno la guida di Legambiente e Touring club dal titolo “Il mare più bello” presenta una nuova veste grafica, che dà più spazio alle foto, e che la rende ancora più funzionale e pratica da consultare. Sono state aggiunte informazioni sulla qualità dei territori e tanti consigli pratici, ma la grande novità di questa XIV edizione è l’accorpamento delle località e dei comuni costieri in 35 comprensori turistici, ovvero in aree geografiche che tengono conto di un’offerta turistica omogenea e meno dei confini amministrativi. Ogni comprensorio si apre con un’intervista ad un personaggio del mondo associativo, della cultura o dello spettacolo che vive o conosce quel territorio e che prende per mano il lettore per condividere i propri segreti. Legambiente, inoltre, ha lanciato anche quest’anno l’invito a scegliere e segnalare entro il 23 luglio, attraverso il sito internet (www.legambiente.it/lapiubella) e sui social network con #laspiaggiapiùbella), la spiaggia più bella d’Italia per individuare i dieci lidi più affascinanti, caratteristici e speciali del Belpaese, quelli che hanno fatto della bellezza la propria principale risorsa. Insieme al nome della spiaggia l’associazione ambientalista invita anche a motivarne la scelta, perché la bellezza non è solo un dato estetico.

Gli altri appuntamenti della Goletta Verde in Basilicata
Sabato 5 luglio – ore 11.00 – I risultati del monitoraggio in Basilicata
A bordo di Goletta Verde ormeggiata presso il porto di Maratea presenta i risultati del monitoraggio scientifico sulla qualità delle acque effettuato lungo le coste della Basilicata e un inedito dossier sul consumo di suolo costiero: numeri e analisi dell’urbanizzazione della costa.
Intervengono: Serena Carpentieri, portavoce di Goletta Verde; Domenico Cipolla, Sindaco di Maratea e Marco De Biasi, presidente Legambiente Basilicata.

maratea

lug 032014
 

Riuso, raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti, insieme alla riduzione in fase di produzione, sono gli unici pilastri di una gestione integrata dei rifiuti (la strategia delle “4R”) capace di dare una soluzione di lungo termine al problema, consentendo di risparmiare materie prime e ridurre l’uso delle discarica, e quindi anche lo sfruttamento e l’inquinamento del suolo. E’ per questo motivo che la Legambiente Basilicata e il Circolo Legambiente di Senise chiedono urgentemente alla Regione Basilicata di fare marcia indietro rispetto all’accordo di reindustrializzazione del sito produttivo inattivo della società “Me.Com Srl” di Senise (Pz). Il progetto prevede la realizzazione di un impianto multifunzionale per il trattamento di rifiuti solidi urbani con produzione di CSS (combustibile solido secondario) a partire da Rsu (rifiuti solidi urbani).
Per l’associazione si tratta di un metodo di smaltimento dei rifiuti del tutto inappropriato e fallimentare. Il trattamento meccanico del tal quale è una scelta primitiva e che non dà nessun contributo al raggiungimento dell’obiettivo del 65% di raccolta differenziata stabilita dalla legge, obiettivo tra l’altro raggiunto dal Comune di Senise che nel 2012 è arrivata al 43,72% di raccolta differenziata proprio grazie al metodo del porta a porta.
Le più recenti Direttive europee al riguardo indicano che le discariche vanno via via chiuse, e gli inceneritori devono essere utilizzati in maniera sempre più residuale. Ma, soprattutto l’Unione europea (con la direttiva 2008/98/CE) si è data l’obiettivo di una “società del riciclaggio con un alto livello di efficienza”, cercando di limitare la produzione di rifiuti e di utilizzarli come risorse.
Agli Stati membri viene chiesto di impegnarsi affinché i materiali riciclabili non finiscano in discarica, ed entro il 2020 il riciclaggio dei rifiuti urbani (limitatamente a metalli, carta, vetro, plastica) dovrà essere cresciuto almeno del 50% in peso. Obiettivi, questi, impossibili da raggiungere se in Basilicata continuiamo a progettare impianti come quello di Senise, anche qualora utilizzasse le più moderne tecnologie.
Il progetto tecnico, da quello che si è potuto vedere, è ampiamente insufficiente, non contiene nessun riferimento ai codici CER, condizione minima per poter comprendere realmente le tipologie dei rifiuti che si vogliono trattare, condizione necessaria per valutare la sua pericolosità, anche in funzione della particolare collocazione dell’impianto, in zona agricola e nelle immediate vicinanze del lago di Monte Cotugno.
Alla luce di ciò, la Legambiente Basilicata e il Circolo Legambiente di Senise si augurano che il Comune e la Regione Basilicata facciano un repentino dietro front, puntando su una politica di raccolta e smaltimento dei rifiuti più lungimirante e duratura nel tempo, capace di garantire sviluppo economico e di salvaguardare l’ambiente, guardando al futuro e non al passato.

legambiente

feb 082014
 

Nuova emergenza rifiuti in Calabria. Nei giorni scorsi il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, dopo la chiusura della discarica di Pianopoli, ha inviato una lettera ai sindaci dei vari comuni. Nella lettera sono state evidenziate le problematiche e la difficoltà della Regione, nell’individuare nuovi siti dove conferire i rifiuti, in attesa della riapertura della discarica, che non avverrà prima di dieci giorni.
Nella lettera viene fatto presente, che a causa dei tempi tecnici di progettazione dei nuovi impianti e considerate le ridotte volumetrie attualmente disponibili in ambito regionale, sono stati individuati, tramite gara pubblica, discariche fuori regione o addirittura fuori nazione, dove conferire i rifiuti di tutta la Calabria.
“In attesa che ciò che ci è stato comunicato si concretizzi – ha spiegato l’assessore all’Ambiente del Comune di Tortora Franco Chiappetta – abbiamo attualmente serie difficoltà nel capire dove poter portare i rifiuti. Inoltre esprimo tutta la mia preoccupazione, come amministratore, circa i costi che dovremmo farci carico per trasportare i rifiuti all’estero. Mi stupisco dell’atteggiamento della Regione, che richiama i comuni affinché si attivino per avviare la raccolta differenziata, con il sistema porta a porta, ma allo stesso tempo non tiene in considerazione e non premia quei comuni virtuosi, come il nostro, dove sistematicamente riusciamo a recuperare il 70% dei rifiuti prodotti”.
“Credo che questi dati – ha continuato Chiappetta- debbano essere presi in seria considerazione. Una raccolta differenziata puntuale e consapevole, è l’unico strumento utile per riuscire ad uscire da questa crisi. Tutto questo andrebbe considerato ed incentivato sia a livello economico che in termini di corsia preferenziale per quanto riguarda lo scarico dei rifiuti. Invece il Comune di Tortora viene penalizzato a causa di chi non effettua correttamente la raccolta differenziata, come comunicato nella lettera inviataci dalla Regione. Una normativa del 2012, prevede che per legge i comuni debbano raggiungere una percentuale di differenziazione pari al 65%, mentre si attesta che a livello regionale si è arrivati al 12%. Il Comune di Tortora non potrà pertanto essere soggetto a possibili sanzioni erariali, avendo superato il minimo stabilito a livello europeo”.

franco-chiappetta assessore all'ambiente
Franco Chiappetta assessore all’Ambiente

apr 192013
 

A Muro Lucano la raccolta differenziata sfiora l’88 per cento.    Con un risparmio di  più di 200 mila euro in meno all’anno,  ben  20 giovani occupati  ed il costo della  tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (Tarsu) bloccata per 9 anni.  A renderlo noto è il sindaco di Muro Lucano, Gerardo Mariani.

“L’andamento positivo delle azioni messe in campo per la raccolta differenziata – ha detto il sindaco Mariani-  ha portato i frutti sperati.  Il salto di qualità è avvenuto, dopo decenni,  con uno spinto  porta a porta.  A nome dell’intera Amministrazione esprimo la mia più viva soddisfazione il successo delle azioni messe in campo sino ad ora grazie alla disponibilità  ed  all’impegno di tutte le  famiglie muresi poiché il passaggio al nuovo sistema di raccolta ha comportato di certo  un cambio sensibile nelle abitudini di tutti”.

“I dati  non lasciano adito a discussioni e sono  un riconoscimento importante per tutti i  muresi. Dati che dimostrano  quanto Muro Lucano – ha aggiunto Mariani-  rappresenti già un modello virtuoso per la raccolta differenziata. Si tratta di un segno di civiltà importante per l’intera area.  Noi ne  siamo contenti”.

Per Mariani “ si registrano  percentuali di soddisfazione del servizio porta  che hanno  toccato  il tetto dell’86.6 per cento per il mese di febbraio e 87.7  per cento per il solo  mese di marzo. Il totale dei rifiuti recuperati  per il mese di marzo è di 71250 kg,  il totale dei rifiuti smaltiti in discarica è pari a 9920kg mentre il totale dei rifiuti raccolti è pari a 81170 kg.
Eliminati anche  totalmente i cassonetti  dalle strade.    Consistente l’ incremento dei servizi di pulizia delle  strade e delle aree  verdi. Abbiamo  raggiunto  un risultato straordinario. Muro Lucano  si dimostra una Città  all’avanguardia per l’elevato senso civico. Ma non solo. Anche per l’ efficienza operativa con il supporto della ditta che gestisce il servizio”.
Per Mariani “il potenziamento della raccolta differenziata è il primo anello di un sistema che  ha responsabilizzato  aziende, famiglie e scuole.

Forte è stato l’ impegno quotidiano di tutti  per mantenere pulita la nostra città e nel contempo  salvaguardare l’ambiente  trasformando  i rifiuti in risorsa. Uno  sforzo straordinario per mantenere  la nostra città sempre più pulita.  Ora occorre  però spingere ancor di più la raccolta differenziata, affinché Muro Lucano    continui ad essere una città pulita con più risparmio per tutti e più occupazione”.
I risultati della raccolta differenziata saranno resi noto in un incontro con la stampa che si terrà i primi di Maggio in Regione.

muro lucano

dic 012012
 

La nuova campagna di comunicazione, I Love Pisticci Zero Rifiuti che, con una grafica accattivante caratterizza i 30 nuovi punti di affissione dedicata, di dimensioni mt 2×2, posizionati in punti strategici del territorio, annuncia l’ingresso del progetto “Pisticci Zero Rifiuti” sul web: da oggi infatti basterà cliccare sul sito www.pisticcizerorifiuti.com per accedere a tutte le informazioni riguardanti il progetto in corso.

Il sito web, progettato e curato dall’Associazione Studio Oikos, in collaborazione con l’Assessorato Agricoltura & Ambiente del Comune di Pisticci, vuole porsi come ulteriore strumento divulgativo del messaggio cardine della campagna di sensibilizzazione “Separa i rifiuti, fai la raccolta differenziata”. Grazie alla sua struttura di facile consultazione del sito, il cittadino potrà essere sempre informato sulle iniziative in corso nel Comune di Pisticci in merito alla raccolta differenziata, sulla raccolta porta a porta, sull’ubicazione delle isole ecologiche e la tipologia di rifiuti che vi si può conferire e, inoltre, potrà consultare delle utili schede informative in formato Pdf, comodamente scaricabili, sulle modalità di separazione e di conferimento dei rifiuti.

Nella sezione download sarà inoltre possibile scaricare gadget e ulteriore materiale informativo.

Continua dunque l’azione di sensibilizzazione della Campagna di Comunicazione volta ad accompagnare i cittadini verso un nuovo sistema di gestione dei rifiuti basata sulla raccolta porta a porta, campagna che segue l’evoluzione delle linee programmatiche del Comune di Pisticci, in tema di raccolta differenziata.

Il sito web seguirà gli sviluppi del progetto aggiornandosi e cercando di essere vicino al cittadino, fornendogli tutte le informazioni necessarie per aiutarlo a fare una corretta raccolta differenziata.

Tutti i cittadini sono pertanto invitati a visitare il sito e diventare parte attiva del progetto di comunicazione e del miglioramento dei servizi di gestione dei rifiuti nel vasto e complesso territorio di Pisticci; infatti, tramite la community ed i social network ciascuno potrà dire la sua e contribuire al raggiungimento degli obiettivi del progetto Pisticci Zero Rifiuti.

Assessore

Dr. Pasquale Domenico Grieco

 

set 192011
 

Rifiuti? Si cambia. Con la distribuzione dei contenitori alle famiglie e alle attività commerciali di Acerenza e di tutti i comuni della Comunità Montana Alto Bradano, prende il via la nuova e innovativa, per la regione Basilicata, gestione dei rifiuti solidi urbani. Quali sono le novità? Come funziona il nuovo servizio? Cosa cambia per i cittadini? A queste e ad altre domande rispenderà l’incontro pubblico organizzato il prossimo mercoledì 21 settembre alle ore 19.00 presso l’auditorium comunale in collaborazione con Serveco Srl-Pellicano Verde Spa, l’associazione temporanea di imprese che si occuperà del nuovo servizio.

Prenderanno parte all’incontro il sindaco, Rossella Quinto, Antonio Anatrone, Presidente della Comunità Montana Alto Bradano, Mario Sabia e Giuseppe Caramia in rappresentanza dell’Ati Serveco Srl-Pellicano Verde Spa.

L’iniziativa, inserita in un quadro più vasto e complesso di attività di comunicazione, nasce dalla volontà di offrire ai cittadini occasioni per approfondire nel dettaglio i nuovi servizi e la piccola grande rivoluzione in fatto di rifiuti che si apprestano a vivere i comuni della Comunità Montana.

Una delle tante novità è, ad esempio, l’eliminazione dei tradizionali cassonetti per i rifiuti solidi urbani. La raccolta dei rifiuti – carta, plastica, alluminio, vetro, rifiuti organici e rifiuti non riciclabili – avverrà, infatti, “porta a porta”, casa per casa, condominio per codominio, impresa per impresa. A supporto della nuova gestione saranno attivi altri tipi di servizi che verranno illustrati durante l’incontro: centri di raccolta comunali dei rifiuti, codici a barre, raccolta rifiuti pericolosi, raccolta rifiuti ingombranti e altri servizi specifici su richiesta.

 

Il Sindaco Rossella Quinto in occasione di un’iniziativa istituzionale

 

set 132011
 

Incontri di presentazione del servizio       

Quali sono le novità? Come funziona il nuovo servizio di raccolta differenziata dei rifiuti? Cosa cambia per i cittadini? A queste e ad altre domande risponderanno gli incontri pubblici organizzati a Palazzo San Gervasio il 13 settembre 2011 ore 17,30 presso la Sala Consiliare; a Montemilone in Via Giovanni Falcone il prossimo giovedì 15 settembre alle ore 18.30; a San Chirico Nuovo presso la Sala Consiliare il prossimo venerdì 16 settembre alle ore 19.00.

Prenderanno parte agli incontri i sindaci e gli assessori all’ambiente dei vari comuni, l’ing. Antonio Anatrone, Presidente della Comunità Montana Alto Bradano, i tecnici rappresentanti delle imprese Serveco Srl-Pellicano Verde Spa che gestiranno il nuovo servizio.

L’iniziativa, inserita in un quadro più vasto e complesso di attività di comunicazione, nasce dalla volontà di offrire ai cittadini occasioni per approfondire nel dettaglio i nuovi servizi e la piccola grande rivoluzione in fatto di rifiuti che si apprestano a vivere i comuni della Comunità Montana.

Una delle tante novità è, ad esempio, l’eliminazione dei tradizionali cassonetti per i rifiuti solidi urbani. La raccolta dei rifiuti – carta, plastica, alluminio, vetro, rifiuti organici e rifiuti non riciclabili – avverrà, infatti, “porta a porta”, casa per casa, condominio per condominio, impresa per impresa. A supporto della nuova gestione saranno attivi altri tipi di servizi che verranno illustrati durante l’incontro: centri di raccolta comunali dei rifiuti, codici a barre, raccolta rifiuti pericolosi, raccolta rifiuti ingombranti e altri servizi specifici su richiesta.