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Ago 292018
 

“In riferimento allo stato di agitazione e allo sciopero indetto dalla Uilm al centro olio di Tempa Rossa, è opportuno precisare che le problematiche con Total vanno affrontate unitariamente e il ricorso allo sciopero può avvenire solo dopo una democratica discussione con i lavoratori, a maggior ragione quando è stata già convocata una riunione in prefettura per il 3 settembre”. È quanto dichiara il segretario generale della Femca Cisl Basilicata, Francesco Carella. “Non si capisce perché improvvisamente sorgano problemi e perché si riscontrIno solo al fine dei lavori e non durante la fase di costruzione di Tempa Rossa con un’azione che appare quanto meno tardiva. Proclamare stati di agitazione e scioperi al di fuori di una logica unitaria è una soluzione sbagliata che, oltre a non risolvere i problemi, dà alla controparte datoriale la plastica dimostrazione di un sindacato diviso e quindi più debole, col risultato paradossale di rendere più deboli anche i lavoratori rappresentati. Il mio auspicio è che si riesca a fare sintesi per concretizzare l’obiettivo di dare sempre più occupazione ai disoccupati lucani, evitando dolorose e controproducenti divisioni e fughe demagogiche. Anche perché – conclude il segretario della Femca Cisl – abbiamo l’obbligo morale di sfruttare una risorsa come quella del petrolio tenendo insieme salute, ambiente e lavoro per tutto il popolo lucano”.

Mar 282018
 

“Le estrazioni petrolifere comportano rischi sanitari per la popolazione e gli studi epidemiologici esistenti indicano che l’incidenza di alcune malattie tumorali possono aumentare tra i cittadini che vivono nelle aree interessate dall’esplorazione e dallo sfruttamento di petrolio e gas”.

E’ questo, in sintesi, quanto affermano la Commissione europea e il suo comitato scientifico sui rischi sanitari e ambientali (Scheer) nel testo di presentazione che annuncia l’avvio di una consultazione pubblica per fare luce sull’impatto delle estrazioni petrolifere nelle aree della Ue in cui ci sono impianti di esplorazione e sfruttamento di idrocarburi.

Per completare il parere, che per ora è preliminare, è stata aperta un’inchiesta pubblica rivolta all’esterno che mira a coinvolgere scienziati, studiosi, esperti, associazioni, comitati di cittadini e chiunque fosse interessato.

Tutti questi soggetti sono invitati a presentare osservazioni scritte sul parere preliminare entro il 6 maggio 2018 al fine di raccogliere commenti specifici, suggerimenti, spiegazioni o contributi scientifici, nonché qualsiasi altra informazione che possono consentire ai comitati scientifici di concentrarsi su questioni che devono essere ulteriormente esaminate.

La Commissione nota che sebbene più di 1300 sostanze chimiche diverse – alcune delle quali sono cancerogene conosciute – possano essere rilasciate nell’ambiente a seguito di operazioni petrolifere e di gas, fino ad oggi vi è stata una valutazione scientifica molto limitata dei possibili effetti sulla salute dei cittadini della Ue. Per questo motivo, è stato chiesto al comitato scientifico Scheer di valutare i rischi attraverso l’individuazione di riscontri, feedback e collaborazioni con tutta la comunità scientifica.

In particolare, il comitato scientifico Scheer ha raccomandato che l’inchiesta si sviluppi su quattro linee guida: un inventario centralizzato e armonizzato di tutti i siti di esplorazione e sfruttamento del petrolio e del gas presenti nei paesi della Ue; studi analitici che identificano, quantificano e caratterizzano le miscele dell’esposizione e i loro livelli nelle vicinanze di questi siti; studi mirati di biomonitoraggio su popolazioni potenzialmente a rischio; studi epidemiologici su larga scala con valutazione dell’esposizione accurata.

“Dopo anni di battaglie, sollecitazioni, interrogazioni, interventi in aula e in commissione ambiente e salute – ha commentato Pedicini – finalmente anche la Commissione Ue ha compreso che occorre indagare e fare piena luce sui rischi sanitari che corrono i cittadini lucani residenti nelle aree interessate dalle estrazioni petrolifere.

La fase che si è aperta è importantissima e consente a tutti coloro che si occupano di queste questioni di far sentire la propria voce e il proprio parere. Ora si potrà fare ulteriore chiarezza sulla situazione in Val d’Agri dove, com’è noto, già sono stati realizzati importanti studi epidemiologici che hanno dimostrato come i problemi per la salute pubblica sono gravissimi.

Con questa scelta della Commissione Ue – ha concluso Pedicini – viene evidenziato che era ed è giusto e necessario il lavoro di denuncia svolto da anni dal M5S, dai comitati di cittadini e dalle associazioni ambientaliste della Basilicata”.

Gen 082018
 

Il governatore della Basilicata ha tenuto oggi la conferenza stampa per fare un bilancio sui traguardi raggiunti lo scorso anno dall’amministrazione regionale, suddividendo le azioni in tre ambiti di intervento: Investimenti, Sanità, Ambiente.

“Rispetto al passato non vogliamo declinare numeri ed elenchi di attività svolte, ma intendiamo rappresentare una produzione programmatoria seguita da azioni amministrative, ponendo all’attenzione tre ambiti di intervento interdipartimentali: gli investimenti, la sanità e l’Ambiente”.

Lo ho detto oggi, a Potenza, il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, nel corso della conferenza stampa di bilancio delle attività svolte “in un 2017 – ha messo in chiaro – che si è concluso con la splendida manifestazione del Capodanno Rai a Maratea, vincente per la Basilicata in termini di ascolti e di visibilità”.

All’incontro con i giornalisti erano era presente l’intera giunta, con gli assessori Flavia Franconi, Francesco Pietrantuono, Roberto Cifarelli, Luca Braia e Carmine Miranda Castelgrande.

“Abbiamo raggiunto, per quanto riguarda gli investimenti – ha continuato il governatore – risultati positivi su mobilità e viabilità, sulla progettazione di opere strategiche, sull’utilizzo di fondi per misure infrastrutturali, coesione territoriale e sociale, sul reddito minimo di inserimento. Penso inoltre ai 117 milioni di euro per le aree interne, alle risorse messe in campo su legalità e sicurezza, all’Industria 4.0, alla Scuola 2.0, e ancora su banda larga e su ricerca e innovazione in agricoltura”. In merito al secondo ambito, quello relativo alla sanità, il governatore ha aggiunto: “Siamo stati coraggiosi a realizzare una riorganizzazione sanitaria, che altri gruppi dirigenti avrebbero evitato di affrontare. Non potevamo non fare i conti con la legge 261 o con i limiti imposti dalle leggi nazionali nella Sanità. Altre regioni -ha spiegato – hanno chiuso i presidi ospedalieri: noi, invece, abbiamo provato a mantenerli tutti aperti, ma riorganizzandoli, in modo da erogare in sicurezza l’offerta sanitaria con la distinzione fra acuzie, territorio ed emergenza-urgenza”. Numerosi gli obiettivi raggiunti nelle politiche sanitarie, come quelli relativi ad “elisoccorso notturno, radioterapia e risonanza magnetica al San Carlo di Potenza, maternità a Melfi, manuale socioassistenziale”. Soffermandosi sulle attività relativa all’ambiente, il presidente ha ricordato “il rafforzamento del sistema di protezione e di tutela nell’ambiente, in primis con l’accordo Ispra, ma anche il potenziamento dell’Arpab ed il rigore messo in campo sul versante del petrolio. I due provvedimenti di sospensione di attività estrattiva – ha continuato – sono stati simbolicamente emblematici di un approccio e di una forte determinazione. Ma bisogna evidenziare anche i quattro “no” rispetto a idrocarburi, permessi di ricerca o concessione, nei casi di Candela e Serra Pizzuta, La Cerasa, delle autocisterne Total per Tempa Rossa e di Masseria La Rocca”. “Abbiamo avviato – ha proseguito il governatore – il piano per il dissesto idrogeologico e proveremo ad elaborare un’ulteriore finestra di intervento per dare ristoro ad eventuali nuove criticità”. Il presidente ha parlato inoltre “dei risultati ottenuti sul versante dell’energia, del servizio idrico e integrato”, senza tralasciare “l’istituzione del parco regionale del Vulture ed il commissariamento dell’Eipli”. Pittella, rispondendo alla domande dei giornalisti ha ricordato quindi i risultati su occupazione e crescita dei consumi ed ha “ringraziato gli assessori, i dirigenti ed il personale tutto, per il grande lavoro compiuto in questi anni”.

conferenza stampa pittella

Apr 182017
 

Chiusura COVA: atto dovuto e tardivo. E ora?

Dopo la chiusura delle attività del COVA disposta dalla Regione Basilicata a ridosso delle festività pasquali, non possiamo esimerci dall’esprimere tutta la nostra preoccupazione per un atto dovuto che è giunto in ritardo.

Non si tratta di un ravvedimento operoso della Giunta. La chiusura del Centro Olio di Viggiano rappresenta solo il primo atto di una ammissione di responsabilità della politica lucana che, per vent’anni, ha sottovalutato il problema. La delibera di Giunta regionale è solo una toppa, tardiva, che non centra il cuore del problema.

Non siamo disfattisti ma realisti. L’atteggiamento della politica lucana sulla questione petrolio è sempre stata quella di nascondere la testa sotto la sabbia. Se, dunque, si è giunti ad un tale atto, ci chiediamo cosa ci nascondono.

Sono passati due mesi dallo sversamento di petrolio dal pozzetto a valle dell’ENI. Ma da quanto tempo andava avanti? Nel comunicato della Giunta che annuncia il provvedimento di chiusura si parla di “migrazione della contaminazione”. Ci volevano due mesi per arrivare alla consapevolezza che un liquido sversato nel sottosuolo sarebbe ‘migrato’?

Anche uno sciocco sprovveduto se ne sarebbe reso conto e non possiamo pensare che l’ARPAB, che, sempre nel comunicato, ha effettuato una “costante vigilanza” (ci viene da ridere solo al pensiero), non lo sapesse.

Abbiamo seguito la conferenza stampa dello scorso 6 aprile di Pittella, dell’Assessore, dei Dirigenti regionali e dell’ARPAB. L’abbiamo seguita e già allora abbiamo espresso le nostre perplessità, che abbiamo messo nero su bianco con un’interrogazione.

Le risposte di Pittella, di Pietrantuono e dei tecnici erano vaghe ed inconcludenti. Fumo negli occhi per i non addetti ai lavori. E oggi? Chiudono il COVA. Chiudere il Centro è solo l’inizio. Il vero problema da affrontare è l’inquinamento, la bonifica in tempi certi. Saranno in grado? Non crediamo.

Non possiamo credere alla buona fede di chi, fino a qualche giorno fa, liquidava il problema ambientale con insofferenza. Insofferenza verso quei ‘quattro comitatini’ che sbraitavano per avere rispetto. Non possiamo credere alla buona fede di chi, fino a ieri, negava l’inquinamento in Val d’Agri.

Ci dispiace. Ma noi non crediamo alla buona fede di chi ha lasciato la nostra terra in balia dei petrolieri ed oggi si erge a paladino delle compagnie petrolifere. La chiusura del COVA è un atto che poteva essere evitato se la Regione avesse vigilato, se avesse fatto il suo dovere negli anni. La chiusura del COVA è un atto, tardivo, dovuto.

Non c’è da congratularsi. C’è da prendere atto che la Regione non ha potuto fare altrimenti. E la cosa è molto più allarmante che rassicurante.

Pittella, noi non dimentichiamo i tuoi discorsi sullo Sblocca Italia, il 4 a zero, le menzogne sulla riforma ARPAB. Non dimentichiamo che le istanze di ricerca alle quali oggi ci opponiamo sono diventate di competenza dello Stato, grazie alla complicità tua, del tuo partito e delle stampelle della tua Giunta.

Noi non dimentichiamo che, mentre dilapidavi i soldi destinati all’Osservatorio ambientale, mentre nominavi Direttori dell’ARPAB incompetenti, la Basilicata veniva inquinata.

Chi pagherà per questa tua inadeguatezza, incompetenza, superficialità? Chi pagherà per le falde inquinate, l’acqua non potabile e l’aria irrespirabile? È facile scaricare tutte le responsabilità sull’ENI. Ma noi, non ci caschiamo. Le responsabilità sono anche e soprattutto politiche e noi non lo dimenticheremo.

gianni rosa

Mar 162017
 

Pensavamo di aver già visto tutto.
Pensavamo che una ventina di persone innocenti uccise o scomparse improvvisamente nel nulla in quarant’anni senza che mai nessuno restituisse verità a quelle storie, fosse il massimo della vergogna che si poteva raggiungere in una regione come questa che si è sempre fregiata dell’etichetta dell’isola felice e che ha sempre sparato a zero su quanti invece in questi anni hanno osato mettere in discussione questa verginità.
Pensavamo che peggio di così non poteva andare.
Ma ci sbagliavamo.
Non avevamo messo in conto che invece si può anche mettere a ferro e fuoco per anni un intero territorio come il metapontino, con un numero ormai incalcolabile di incendi a capannoni, aziende, furgoni, automobili, senza che nessuno ci indicasse responsabili e moventi.
Non avevamo messo in conto che dopo la stagione delle facili autocombustioni, dopo l’ammissione della dolosità di quegli atti, dopo i richiami alla tranquillità per situazioni sotto controllo, dopo i proclami per soluzioni ormai vicine, dopo le polemiche fratricide tra la Procura di Matera e la magistratura antimafia potentina e nazionale, ecco dopo tutto ciò non avevamo messo in conto che anziché avere finalmente nomi e cognomi dei responsabili e dei disegni criminali di cui si sono resi artefici, sarebbero seguiti solo altri incendi, altro fuoco, altra preoccupazione.
Non si intende giudicare nessuno.
Sappiamo del lavoro certosino e approfondito delle autorità giudiziarie, sappiamo anche che nessuno ha la sfera di cristallo e che le prime sentinelle di un territorio sono i cittadini responsabili, attivi e con gli occhi aperti.
Ci sia consentita però perplessità e preoccupazione per una situazione che ormai ha raggiunto il limite del paradosso per il punto zero nel quale abbiamo l’impressione di trovarci. Ci sia consentito ricordare a noi stessi e ai cittadini di questa regione che la Basilicata del malaffare non è solo le ombre del petrolio, ma tanto altro, a partire da storie ancora insolute per arrivare al mercato della droga sempre più fiorente e ad appetiti criminali mai del tutto sopiti.
Ecco, pensavamo di aver già visto tutto, ma forse non eravamo e non siamo ancora pronti ad accettare che quelle tante persone scomparse e uccise senza un perché in fondo sono parte di un tutto tipicamente lucano che in quanto a giustizia e verità forse difficilmente ci darà davvero mai delle risposte.

LIBERA

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Mar 152017
 

Si sta svolgendo fra Sarconi e Moliterno, la quarta tappa di #BasilicataInComune, il tour promosso dal governatore lucano Marcello Pittella “per illustrare a cittadini ed amministratori il lavoro compiuto in tre anni dal governo regionale, ma soprattutto per accogliere le istanze ed ascoltare le esigenze della diverse comunità”.

Dopo le precedenti iniziative tenute a Bella, Tursi e Viggianello, il presidente della Regione Basilicata incontrerà oggi i sindaci, i rappresentanti istituzionali ed i cittadini della Val d’Agri.

Il governatore Pittella, in mattinata ha fatto visita agli alunni dell’Istituto comprensivo “Abate Racioppi” di Sarconi. Nella palestra della scuola, dopo gli interventi del sindaco Cesare Marte e del dirigente Rocco Garramone, il presidente della Regione, alla presenza di docenti, personale scolastico e dei tanti alunni che hanno seguito con attenzione i vari interventi ha risposto ad alcune domande sul futuro della Val d’Agri e della Basilicata.

“Un presidente – ha detto il governatore – ha bisogno di vivere di persona il territorio. Ecco perché oggi sono a Sarconi. Per migliorare ed apprendere bisogna andare a scuola. La mia scuola sono i tanti comuni che voglio visitare per migliorare la conoscenza che ho della comunità lucana. Come creare occasioni di sviluppo? I prodotti tipici della nostra regione, fra cui il fagiolo di Sarconi, devono puntare soprattutto sulla qualità. Ma c’è bisogno di investire su ricerca e innovazione tecnologica, e noi come istituzione dobbiamo garantire i mezzi per poter far conoscere i nostri prodotti sui mercati nazionali e internazionali. Vogliamo dare il cento per cento per aiutare le famiglie che non ce la fanno, per migliorare la qualità della vita. Come farlo? Mettendo in moto le azioni che corrispondano maggiormente alla vocazione di ogni territorio. Non possiamo portare l’industria a Maratea o il mare nell’area della Fiat. Dobbiamo invece – ha evidenziato – valorizzare e mettere insieme le peculiarità dei nostri territori, dei nostri 121 comuni. E’ però indispensabile fare squadra, costruire una rete, mettere insieme ogni territorio della regione per creare un’unica famiglia, capace di sfruttare al massimo le proprie peculiarità. L’occupazione? Dall’Europa riceviamo ingenti finanziamenti destinati allo sviluppo dell’impresa. Ai giovani suggerisco di puntare a diventare liberi professionisti o imprenditori. Sono passati i tempi dell’impiego pubblico o del posto fisso. Dobbiamo sapere che i ragazzi devono investire sulla conoscenza e sulla cultura, puntando su quei settori che possono dare grandi opportunità: tecnologia avanzata, web, sicurezza dei dati, agricoltura, osservazione della terra e turismo”. Infine, un passaggio sulle tematiche ambientali. “E’ nostro preciso dovere – ha detto Pittella – tutelare la salute dei cittadini e la sicurezza ambientale e quando vengono riscontrate irregolarità, interveniamo con decisione, come accaduto in questi ultimi giorni. La Diga del Pertusillo? Mi si dice da anni che in quell’invaso c’è il petrolio. In realtà le cose non stanno così: dopo le ennesime analisi fatte non solo da Arpa ma anche da privati e dalla vicina regione Puglia è stata nuovamente esclusa la presenza di idrocarburi. Questo non significa che dobbiamo abbassare la guardia.

Siamo fortemente impegnati a scoprire le reali ragioni di alcuni fenomeni ambientali che hanno suscitato allarme tra i cittadini”.

foto pittella sarconi

Set 272016
 

La curva demografica che riguarda la Basilicata la condanna nel futuro ad una inesorabile condizione di declino . Questo scenario non è un riflesso pessimistico, ma purtroppo la dura realtà statistica che condanna senza diritto di appello le politiche pubbliche di questi ultimi decenni che hanno il demerito di non aver generato azioni di sviluppo credibili. L’emigrazione e lo spopolamento sono gli indicatori di questo fallimento”. Lo ha dichiarato l’on. Cosimo Latronico (Cor), partecipando a Potenza all’assemblea dell’Anci Basilicata. “Chi ha avuto responsabilità di governo ne deve prendere atto senza reticenza , cambiando la natura delle politiche in corso . Cicli di programmazione comunitaria e risorse aggiuntive provenienti dalle royalties del petrolio e dell’acqua, sono state impiegate per azioni che non hanno bloccato la desertificazione del territorio. Speriamo di cambiare strategia perché non c’è più tempo, concentrando tutte le risorse sulla capacità delle forze produttive della Basilicata e dei soggetti che vogliano investire su progetti produttivi. Serve un piano industriale per la Basilicata che fissi obiettivi concreti e definisca soggetti disponibili per sottrarre la regione al suo definitivo declino”.

cosimo latronico3

Apr 182016
 

“Il risultato del referendum in Basilicata, unica regione a superare il quorum, è un segnale da valutare perché proviene da una comunità che vive da vicino da vent’anni il rapporto con l’industria delle estrazioni, con le connesse problematiche ambientali e con le prospettive di sviluppo largamente mancate”. Lo ha dichiarato l’on. Cosimo Latronico (Cor). “ Il governo Renzi era riuscito a sterilizzare la portata del referendum lasciando in vita uno solo dei quesiti, assai tecnico, che, complice un fisiologico astensionismo e l’assenza di una campagna di informazione, ha finito per pregiudicare il raggiungimento del quorum. Il governo Renzi non può nascondersi dietro questo risultato che comunque segnala l’attesa e l’attenzione di milioni di italiani , che va oltre ogni posizione ideologica e massimalista, segnalando un interesse autentico verso i temi della tutela ambientale e dello sviluppo sostenibile. Quanto alla Basilicata, che resta la regione dove si estrae il 70 per cento del petrolio in terra ferma, incalzeremo i poteri nazionali e regionali perché la tutela della salute delle persone e dell’ambiente siano al centro di ogni azione di sviluppo”.

cosimo latronico3

Apr 072016
 

Libera Basilicata segue con grande attenzione lo sviluppo delle inchieste della magistratura riguardanti le attività petrolifere in regione che coinvolgono dirigenti dell’Eni, imprenditori, un dirigente della Regione Basilicata ed ex amministratori locali.
E’ da diversi anni che la magistratura e le forze dell’ordine indagano su vari reati legati alle attività petrolifere, che vanno dalla corruzione e concussione al danno ambientale legato alle emissioni di agenti inquinanti, fino al traffico e smaltimento illecito di rifiuti.
I provvedimenti cautelari di questa mattina, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione nazionale antimafia e dalla Procura di Potenza, acquisiscono rilevanza nazionale anche alla luce del coinvolgimento di esponenti del Governo, destando ulteriore preoccupazione.
Nella conferenza stampa odierna il Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti, ha commentato gli arresti e le altre misure interdittive che hanno colpito funzionari e dipendenti Eni, parlando di “criminalità organizzata ambientale su base imprenditoriale”. Già l’ultima relazione della DNA aveva evidenziato particolare attenzione sui reati ambientali collegati allo smaltimento dei rifiuti derivanti da attività estrattive sottolineando “la scarsa attenzione da parte degli enti deputati al monitoraggio dell’ambiente e della salute pubblica”.
Ci auguriamo che i cittadini lucani, a maggior ragione dopo questi ultimi avvenimenti, reagiscano all’intollerabile ricatto con il quale si pretende di barattare il lavoro con la salute pubblica e la tutela ambientale, esprimendo con chiarezza la propria posizione anche in occasione del prossimo referendum del 17 aprile.
Libera Basilicata chiede che venga fatta piena luce sui diversi filoni d’indagine per cominciare a ricostruire un rapporto di fiducia tra le istituzioni e i cittadini, in particolare quelli della Val d’Agri che primi fra tutti subiscono da decenni le conseguenze dello sfruttamento e della devastazione del territorio in cui vivono.

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