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ott 202015
 

Ricco di spunti è stato l’ultimo Consiglio Comunale di Lauria celebrato il 19 ottobre 2015. Ecco l’ordine del giorno:
1) Svolgimento interrogazione (proponente capogruppo consiliare Labanca Mariano “Per Lauria”): “Eventuali istanze di esplorazione o ricerca idrocarburi in agro Comune di Lauria”;

2) Approvazione autonomo Piano Finanziario relativo ai lavori di straordinaria manutenzione della scuola Media Giovanni XXIII. Variazioni al Piano triennale 2015-2017 ed elenco annuale 2015;

3) Approvazione autonomo Piano Finanziario relativo ai lavori di straordinaria manutenzione per il rifacimento di pavimentazioni di strade comunali. Variazioni al Piano Triennale 2015-2017 ed elenco annuale 2015;

4) Servizio pubblico di distribuzione del gas naturale nell’ambito “Potenza 2-Sud” Approvazione dello schema di convenzione ai sensi dell’articolo 30 del D. Lgs. n. 267/2000:

5) Riconoscimento debito fuori bilancio ditta Si.tel di Fancesco Saverio Miraglia;

6) Iniziative per la istituzione della zona franca nell’intero territorio della Basilicata;

7) Ratifica deliberazioni di Giunta Comunale n.83 del 28/08/2015 e n.96 del 28/09/2015 aventi ad oggetto: “Variazione al Bilancio di previsione esercizio finanziario 2015/2017″;

8) Permesso di costruire in deroga ai sensi dell’articolo 35 delle N.T. di A. del Prg – Ditta D’Angelo Raffaele.

Prima parte

Seconda parte

lug 172015
 

Alla manifestazione farsa organizzata mercoledì 15 da Pittella a Policoro, con la partecipazione degli altri due governatori PD Emiliano e Oliverio, ci sono state associazioni e sindacati che hanno sfilato con le proprie bandiere nel corteo, evidentemente avallando così il tentativo di ripulire l’immagine di Pittella sbiancandola dal nero petrolio che finora ha caratterizzato l’agire del gladiatore lucano. C’erano, poi, cittadini e associazioni che hanno duramente contestato, per tutto il tempo della manifestazione e del corteo, l’ipocrisia di un governatore che avrebbe voluto far credere di essere contrario alle trivellazioni ed alle compagnie petrolifere. Ancora una volta clamorosamente smentito a distanza di pochissime ore dalle dichiarazioni del Ministro Guidi che ha confermato, se ancora ce ne fosse stato bisogno, la decisione di autorizzare le esplorazioni per la ricerca di idrocarburi nel mar Ionio e nell’Adriatico.

Dalla risposta del ministro è emerso chiaramente che la battaglia sulle trivellazioni non può essere delegata alla burocrazia partitica ed essere ridotta esclusivamente alle guerre di corrente insite nel PD; che chi ha parlato strumentalmente in questi giorni di unità e di confronto istituzionale o non ha ben presente l’entità del problema trivellazioni oppure è interessato più a battaglie politiche che alla difesa del territorio. Se qualcuno pensa ancora che quello stesso Governo Renzi che ha messo a repentaglio la sua maggioranza per riforme strutturali ancora più importanti (riforma costituzionale, Jobs Act, legge elettorale, riforma sulla scuola) si fermi di fronte ad un confronto con Pittella, Oliverio ed Emiliano sulle trivellazioni in mare, deve cominciare ad aprire gli occhi sulla realtà.

Questo è stato l’intento della nostra contestazione di mercoledì.

Qualcuno ha parlato di manifestazione fallimentare con scarsa partecipazione popolare. Ma forse è proprio ciò che Pittella voleva ottenere ieri. Una sfilata in solitaria, senza contraddittorio, per riuscire a far passare il messaggio che lui è contro le trivelle e dalla parte del popolo. Altrimenti perché organizzare una manifestazione nella mattinata di una giornata lavorativa? Il giochetto, però, è stato smascherato da un manipolo di cittadini attivi ed associazioni che non si sono lasciati abbindolare. Come in altre occasioni, a fronte di contestazioni rumorose ma assolutamente pacifiche, è emersa tutta la violenza e l’arroganza del governatore, che, senza alcuna idea né concreta proposta da contrapporre alle contestazioni, non ha trovato di meglio che minacciare furiosamente di “mettere in ginocchio” le associazioni e i movimenti dissenzienti.

A conferma dell’intento esclusivamente propagandistico dell’iniziativa, non è stato concesso nessuno spazio di contraddittorio ai cittadini ed alle associazioni, nonostante fosse stato richiesto ufficialmente. Il re, ormai, è nudo…e non è un bello spettacolo!

Ed in un crescendo “felliniano” e surreale, forse a causa del solleone e confondendo palesemente, e forse volontariamente, chi fossero gli invasori e chi i “partigiani”, un Emiliano stonatissimo e sudaticcio ha deciso di intonare “Bella Ciao”, screditando tra l’altro la presenza del sindaco Leone e dei suoi sostenitori di destra che hanno sfilato ordinati e allineati con le loro bandiere nel corteo pittelliano. E’ ovvio che la scelta di contestare da semplici cittadini, senza mostrare alcun simbolo e bandiera, per esprimere la distanza dalla manifestazione-farsa, non deve assolutamente diventare l’occasione, per questi politici senza contenuti, di associarci alle bandiere fasciste e a quei gruppi di estrema destra che con noi non hanno nulla a che vedere. A differenza di ciò che Pittella, Emiliano & C. hanno voluto far credere dal palco apostrofando indistintamente la platea dei presenti al grido di “fascisti”!

E’ bene che Pittella e i suoi seguaci si rassegnino al fatto che questi teatrini non bastano più per confondere il popolo lucano. Martedì 21, nelle sedi istituzionali opportune, e non sul bagnasciuga ionico, Pittella dica chiaramente al Consiglio ed ai lucani quali sono le sue strategie sul destino di trivelle che sta facendo sulla Basilicata e sui lucani, almeno in sede istituzionale non si nasconda dietro vuoti proclami, sia chiaro e parli di atti istituzionali consequenziali e coerenti con l’obiettivo dell’uscita dall’era dalle fonti fossili di energia. Inizino a fare i seri questi politicanti che hanno a che fare con gente dignitosa e menti pensanti, non con le loro truppe cammellate. Inizino a dare segnali forti, sia nazionali che internazionali, richiamando, redarguendo o punendo quanti, chiamati a rappresentare il “popolo”, legiferano a favore delle multinazionali contro gli interessi delle popolazioni locali (vedi TTIPP e “questione airgun” nei reati ambientali).

Trasformiamo il sud in riferimento internazionale per le fonti energetiche virtuose e diffuse a disposizione dei singoli cittadini, come annunciato e mai realizzato, tradendo il popolo, già nel 2003!

Questo devono perseguire anche tutte le altre figure istituzionali presenti a Policoro!

Solo così potrebbe riaprirsi un dialogo ed arrivare a manifestazioni realmente congiunte ed unitarie, come ai tempi di “Scanzano Jonico”!

 

“I contestatori fischianti del 15 luglio”

triv

lug 132015
 

La Ola comunica che non sarà presente a Policoro il 15 Luglio prossimo. E’ nostra convinzione che, chi oggi organizza manifestazioni contro le trivelle in mare, debba fare prima “mea culpa” sulle responsabilità della petrolizzazione passata, presente e futura del territorio della regione, sia in terra e sia in mare.

Infatti, il mancato ricorso presso la Corte Costituzionale contro la legge sblocca Italia, chiesto con forza dalle comunità lucane, dagli oltre 10mila lucani scesi in piazza il 4 dicembre 2014 e da 65 amministrazioni comunali, pesa come un macigno sulle scelte regionali attuali, unitamente alle autorizzazioni che gli uffici regionali hanno continuato a dare alle compagnie ed alle responsabilità che da esse scaturiscono che hanno avuto effetti nefasti anche attraverso le decisioni dei TAR e della Corte Costituziale in materia di petrolio.

Abbiamo sempre sostenuto come la stragrante maggioranza della comunità lucana sia oggi non solo contro le trivelle, ma chiede uno sviluppo durevole basato su attività pulite e sulle vocazione dei territori capaci di creare occupazione, soprattutto giovanile.

Nonostante ciò, chi oggi rappresenta le istituzioni regionali della Basilicata, ma anche parte del mondo sindacale dichiara di manifestare a Policoro il 15 luglio contro le trivelle, resta testardemente e contraddittoriamente ancora convinto circa l’utilità di sfruttare il petrolio del sottosuolo lucano, nonostante gli evidenti danni arrecati, non solo materiali. Non aver rinnegato l’adesione allo sblocca Italia di fatto costituisce una grave responsabilità per i vertici regionali che continua a pesare sul nostro futuro.

policoro

giu 262015
 

#POZZOXPOZZO è una campagna a cura dei comitati No Triv di Brindisi di Montagna e Potenza, che si pone l’obbiettivo di chiarire la situazione inerente ogni singola zona della Basilicata che si trova a dover
affrontare in maniera più o meno diretta la questione petrolio e fa propria l’esigenza dei cittadini lucani di avere risposte circostanziate e specifiche. A scadenze regolari troveranno spazio i cittadini e i comitati locali che vorranno prendere parte all’iniziativa, i quali formuleranno
domande relative al proprio territorio.
Le domande raccolte, di volta in volta, andranno a riempire un foglio di riepilogo che fungerà da promemoria.
Basta informazioni vaghe e prive di contraddittorio, se davvero il presidente Pittella vuole fare chiarezza a domanda risponda.

Comitato No Triv Brindisi Montagna Comitato No Triv Potenza

petrolio-basilicata1

giu 062015
 

Giovedì 11 giugno 2015 alle ore 18,00 nella Sala Cardinale Brancati in piazza Sanseverino verrà presentato il libro dei Proff. M.V. Civita e Albina Colella dal titolo “L’impatto ambientale del petrolio in Mare e in Terra”.
Insieme all’autrice, saranno presenti il Dott. Ferdinando Laghi Vice Presidente Nazionale ISDE e il Giornalista scrittore Pietro Dommarco.

hhhhh

mag 122015
 

No alla manovra bancomat sulla sanità italiana e lucana voluta dal governo di Matteo Renzi, suggerita dalla Troika europea, con l’avallo del ministro Beatrice Lorenzis (Ncd) e del presidente della Conferenza Stato-Regioni, Sergio Chiamparino (Pd).

I portavoce lucani del Movimento 5 Stelle, la deputata Mirella Liuzzi e il senatore Vito Petrocelli, inviano un appello al presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, affinché non firmi l’intesa col governo sui tagli alla sanità.

«Le chiediamo – scrivono i due parlamentari – di non apporre la sua firma alla prossima intesa Stato-Regioni, che determinerà un nuovo, ulteriore, taglio al Fondo Sanitario Nazionale».

Nelle intenzioni di Liuzzi e Petrocelli e di tutti gli altri parlamentari del M5S, che replicheranno l’appello ai governatori delle rispettive regioni di provenienza, è di evitare che, per disciplina di partito e per connivenze clientelari, i governatori accettino il piano di tagli di 2,3 miliardi di euro previsti dal governo “abusivo” di Matteo Renzi.

Dopo esternalizzazioni varie, chiusure di reparti e di ospedali interi, aumenti di ticket e tempi di attesa lunghissimi, arriva ora, scrivono i due portavoce del M5S, questo non sostenibile «nuovo, feroce, attacco nei confronti della nostra sanità frutto di una gestione economicistica del Paese e del suo welfare, imposta all’Italia direttamente dalla Troika. Una gestione che nulla di buono ha portato ai Paesi che si sono piegati ai diktat dell’Europa. Per fare il bene dei nostri cittadini e dell’Italia l’unica strada percorribile è quella di opporsi a queste politiche».

Nella lettera si ricorda che «La sanità rappresenta quasi il 14% della spesa pubblica totale del nostro Paese (110 miliardi su 800), ma contribuisce ai tagli previsti nel Def in misura del 35% (2,6 miliardi su 7,5). Il Def prevede una riduzione della spesa pubblica dello 0,9% (7,5 miliardi su 800) ma, in proporzione, quella del SSN viene tagliata quasi del triplo: il 2,4% (2,6 miliardi su 110)». Sono cifre che dimostrano a quale rischio incostituzionale, oltre che di diritti negati ai ceti più deboli, ci porterebbe questo ulteriore taglio alla sanità.

Per evitare che Pittella aderisca per disciplina di partito alla manovra, condizionato com’è dal peso della sua sanità (1 miliardo e 100 milioni di euro l’anno), dalle sue difficoltà di bilancio e dal dimezzato gettito delle royalties del petrolio, Liuzzi e Petrocelli hanno ricordato al nostro governatore l’art 32 della Costituzione italiana che tutela il diritto alla salute e lo hanno invitato, insieme ai presidenti di tutte le regioni d’Italia, ad avere loro stessi iniziative di risanamento e di ripristino di diritti, spostando la scure dei tagli dalla sanità ai costi:

dei consigli regionali (più di 1 miliardo l’anno);

delle auto blu e grigie che dall’ultimo censimento della Formez risulta essere di 17.299 a carico delle sole asl, su un totale di 53.422 (circa 300 milioni);

delle 7.726 partecipate locali, 3 mila delle quali hanno solo 6 dipendenti, mentre il numero dei componenti i Consigli di amministrazione è sempre molto più numeroso (circa 3 miliardi l’anno il possibile risparmio).

Liuzzi e Petrocelli a seguito di questa iniziativa, hanno poi dichiarato che «è tempo di smantellare gli eccessivi costi della gestione clientelare dei partiti, che assorbe circa la metà dell’economia nazionale e regionale, togliendola al corretto funzionamento dello Stato/Paese, cui la politica vera e sana dovrebbe condurci».
movimento5stelle

mar 142015
 

Caro Presidente, non abbiamo bisogno di un “sussulto di responsabilità”, ma di un sussulto di dignità e di una verità che non corrisponda a quella dettata da Assomineraria. Occorre al più presto guadagnare la consapevolezza che è necessario difendere e preservare le vere ricchezze della Basilicata.
Se dobbiamo seguire la strada della verità occorre al più presto applicare l’art. 251 del Codice dell’Ambiente e pubblicare l’elenco dei siti contaminati dalle attività di prospezione, ricerca, coltivazione e trasporto idrocarburi. Inutile ripetere che in Basilicata, da quasi dieci anni, una legge dello Stato viene calpestata e vilipesa; non l’unica, ahinoi. Ciò che invece gioverà ripetere a futura memoria è quanto affermava nel 2000 la Commissione Bicamerale sul Ciclo dei Rifiuti: “Nel complesso l’indagine ha censito 890 siti inquinati, la metà dei quali connessi alle attività di prospezione ed estrazione petrolifera”. L’ultima volta che in questa regione si è parlato di sviluppo auto propulsivo abbiamo registrato una crescita esponenziale della povertà relativa ed assoluta e dell’emigrazione. E non starò certo a ricordarLe, Presidente, quello che scrivevano nel rapporto “Petrolio e Ambiente” gli esperti ingaggiati nel 1996 dalla stessa Regione Basilicata: “Eventuali incidenti potrebbero recare danno alle risorse idriche compromettendo una delle principali risorse(rinnovabili) dell’area”.
Una preoccupazione più che legittima e che si è in parte già concretizzata.
Quanto al balletto sui pozzi, credo che onorare la verità significhi anche raccontare che complessivamente – come risulta sul sito dell’Unmig – in Basilicata sono stati fatti 482 “buchi per terra”. Un dato molto concreto e che poco c’entra con l’immaginario collettivo dei lucani. Certo un dato storico, ma pur sempre reale.
Questo per non dire che qualche pozzo, come risulta da un’inchiesta condotta negli anni ’90 dalla dott.ssa Macchia, è stato utilizzato anche per smaltimenti illeciti di rifiuti. Dott.ssa Macchia che, l’8 luglio 1998, così si esprimeva in sede di Commissione Bicamerale: “Le nostre indagini sulle attività dell’AGIP nel territorio della Basilicata hanno già portato ad un decreto di citazione in giudizio di cinque tra dirigenti e dipendenti; esse riguardano il ritrovamento, in un pozzo minerario esaurito, di rifiuti di origine chimica che i nostri consulenti hanno definito assolutamente incompatibili con le attività di estrazione mineraria. Si tratta quindi di rifiuti illegalmente smaltiti in questa cavità geologica profonda e lì confinati”.
Operazione verità, Presidente? Facciamola, ma fino in fondo e senza omissis.
Raccontiamola tutta la verità su questi lustri di attività minerarie senza controlli e senza monitoraggi. Spieghiamo ai lucani gli N.P. e gli N.D. che troppo spesso accompagnano i dati sulla qualità dell’aria in Val d’Agri. Raccontiamo delle preoccupazioni per l’impatto delle attività estrattive, che costantemente emergono da documenti ufficiali prodotti dalla Regione, ma – ahimè – ignoti ai più. Raccontiamo della costante sovrapposizione e commistione tra organi di controllo e controllati. Di quale verità parliamo e quale “Sblocca trivelle” ha letto, Presidente?
Quale sarebbe il successo ottenuto da noi terroni?
Per come la vedo io, abbiamo consegnato la Basilicata tutta nelle mani di interessi che non sono quelli del Paese e tanto meno della Lucania infelix.
Come hanno ottimamente spiegato i miei amici della Ola, sono stati gli stessi uffici del Dipartimento ambiente a raccontare come stanno davvero le cose. La Regione Basilicata è stata di fatto esautorata e una spada di Damocle pende sulla testa di ogni cittadino lucano, e questo anche grazie ai trucchi da treccartari che avete messo in campo. Certo, a giudicare da quello che è stato fatto, dalla svendita del territorio di già operata in questi anni, verrebbe quasi da dire che poco cambia se a decidere sarà il Governo centrale o la Regione. Ma un fatto è certo: la vittoria non c’è e ci sono, invece, tutti i presupposti per ipotizzare – come ho ripetutamente denunciato – che buona parte del territorio lucano diventi una sorta di petrol valley. Un sussulto di responsabilità? Sì, ne avremmo davvero bisogno. Così come, caro Presidente, faremmo volentieri a meno di certe immaginifiche conferenze stampa da imbonitori. Proprio vero: abbiamo bisogno di verità, ma temo che non sia quella che state provando a venderci.

Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani

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feb 272015
 

“Il popolo lucano ha grande dignità e fierezza, a differenza di chi lo sfrutta e pensa solo alle sue grandi risorse e ricchezze. Le parole apparse sul quotidiano ‘Il Foglio’ sono inaccettabili, soprattutto perché mostrano disprezzo verso chi invece dovrebbe ringraziare per tutto quello che subisce nell’estrazione del petrolio: inquinamento ambientale, paura per la salute e non certo ricchezza”.
È duro il commento dell’Ugl Basilicata, che condanna la definizione dei lucani visti come caproni e morti di fame. “Con quelle parole – viene sottolineato dal sindacato – sono stati offesi i lucani che subiscono da anni le estrazioni petrolifere, i pastori che grazie ai loro sacrifici portano sulle tavole di tutto il mondo il nome della Basilicata e dei suoi prodotti tipici, ma soprattutto quelle comunità che dal petrolio non hanno ricavato ricchezza, bensì solo paure e disagi, al contrario dei lauti stipendi che ricevono i grandi manager delle compagnie petrolifere. L’Ugl non solo si aspetta delle scuse immediate da chi ha pronunciato quelle parole e da Eni, ma pretende anche che il presidente della Giunta Regionale della Basilicata Marcello Pittella, faccia di tutto per ridare al popolo lucano la giusta dignità e lo ricompensi dalle offese subite. L’arroganza dei signori del petrolio non ha limiti – conclude la nota della segreteria Ugl Basilicata – e forse si dovrebbe iniziare a rivedere tutto il programma delle estrazioni, se questa è la nostra ricompensa”.

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