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nov 282015
 

Organizzata dalla Regione Basilicata (Dipartimento Programmazione e Finanze – Autorità di Gestione Fse), in collaborazione con il Polo Museale della Basilicata e l’Amministrazione Provinciale di Potenza, l’esposizione rientra nell’ambito delle iniziative informative previste a conclusione della programmazione 2007/2013 del Fondo Sociale Europeo.

Più di 100 fotografie descrivono, percorrendo l’intero arco del 900, lo sviluppo della Basilicata, dagli antichi mestieri alla modernizzazione del territorio, passando per l’evoluzione del sistema formativo fino all’apporto del Fondo sociale europeo e all’attuale condizione delle politiche occupazionali. Il percorso offre una storia lucana “positiva”, piuttosto inedita e soprattutto lontana dallo stereotipo della Basilicata arretrata.

Si tratta della mostra itinerante “Costruire la Basilicata. Il lavoro e la formazione in un secolo di fotografie d’autore”, conclusasi ieri pomeriggio nella Pinacoteca provinciale di Potenza con all’attivo più di 2000 visitatori. Organizzata dalla Regione Basilicata (Dipartimento Programmazione e Finanze – Autorità di Gestione Fse), in collaborazione con il Polo Museale della Basilicata e l’Amministrazione Provinciale di Potenza, l’esposizione rientra nell’ambito delle iniziative informative previste a conclusione della programmazione 2007/2013 del Fondo Sociale Europeo.

“Attraverso fotografie di artisti come Gerhard Rohlfs, Rinaldo Della Vite, Aldo La Capra, Mario Cresci, e grazie a preziose immagini di archivi privati, molte delle quali finora inedite, il percorso della mostra – ha spiegato Fiorella Fiore, curatrice del progetto assieme a Sergio Buoncristiano – si snoda in 4 sezioni: “Lavori d’altri tempi?”, “Basilicata in costruzione” , “Dalle scuole di mestiere al Fondo Sociale Europeo” e “Sguardi d’oggi”, che interpreta il tema del lavoro e della formazione attraverso lo sguardo di un gruppo di fotografi lucani contemporanei”.

“Mission del progetto – ha sottolineato Francesco Pesce Autorità di gestione P.O. FSE Basilicata 2007-2013 Regione Basilicata – è stato proprio il diffondere la conoscenza delle politiche regionali ed europee, dando evidenza all’attività realizzata con il PO FSE Basilicata 2007-2013 e illustrando il fondamentale ruolo economico, sociale e culturale di istruzione e formazione professionale. Di primaria importanza rispetto alle azioni di sviluppo socioeconomico che hanno accompagnato la Basilicata è stato il ruolo giocato dal Fondo Sociale Europeo (FSE), un programma di servizio i cui finanziamenti hanno accompagnato e sostenuto lo stato sociale”.

Alla cerimonia conclusiva sono intervenuti anche il presidente della Provincia di Potenza Nicola Valluzzi e la dirigente provinciale dell’Ufficio Cultura e Biblioteca Angela Costabile. “Il percorso dell’esposizione – ha sottolineato Valluzzi – è di grande interesse perchè ci fa toccare con mano, attraverso documenti preziosi come le fotografie, il rapido processo evolutivo del nostro territorio nel corso del 900, stimolando una costruttiva riflessione anche sulle trasformazioni del sistema formativo”.

La mostra, inaugurata il 14 ottobre presso il Museo Nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” ed esposta prima a Policoro, presso il Museo Nazionale Archeologico, poi a Matera, presso Palazzo Lanfranchi, ha riscontrato un’ottima affluenza e il plauso del pubblico, lucano ma non solo, sorpreso da una storia poco conosciuta della Basilicata.

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set 022015
 

Maratea si degustano i sapori del mare. Venerdì 4 e sabato 5 settembre presso la spiaggia di Fiumicello di Maratea la sagra del pesce, un appuntamento estivo ormai classico per la perla del Tirreno. Enormi padelloni in cui si friggono delizie marinare, colori scintillanti dei tipici abiti marinari con cui sono vestiti i collaboratori di questa iniziativa, sapori antichi e deliziosi, musica e tanto divertimento: questa è la sagra del pesce. Un evento che risale agli anni ’60, per volontà del Conte Stefano Rivetti di Valcervo, che oggi arriva alla sua ventesima edizione grazie al grande entusiasmo dell’associazione “C’era una volta a Maratea”. Un gruppo di marateoti spinti dalla passione per le tradizioni della loro città che in questi ultimi anni hanno voluto riproporre un’iniziativa cara a Maratea. «Siamo molto felici di poter ogni anno rendere preziose le estati di Maratea con questa iniziativa – afferma Giovanni Brando, Presidente dell’associazione –. La sagra del pesce vuole valorizzare i sapori della nostra città, quelli legati al nostro mare. Un appuntamento in cui oltre al gusto è presente il divertimento e la convivialità.» Le due serate, sponsorizzate dalla pescheria “La boutique del pesce” di Maratea, vedranno servire frittura di paranza, frittelle di alghe e la tipica zuppa di pesce. Ad allietare l’evento sarà la musica popolare dei Tarantanova, con la chiusura in bellezza dei fuochi pirotecnici. Disponibile anche il servizio navetta ed ampi parcheggi per i visitatori. Un appuntamento da non perdere per chi ama il mare e le sue delizie.
Teresa Possidente

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ago 162015
 

Il parroco di San Nicola in Lauria don Vincenzo Iacovino ha sottolineato la grande partecipazione popolare in occasione della ricorrenza dell’Assunta il 15 agosto 2015. Quest’anno, grazie ad Ulderico Pesce e Lara Chellino, è stata ripercorsa la vita del Beato Domenico Lentini e della sua famiglia.

La rappresentazione

Alcuni momenti della festa

ott 132014
 

Mons. Vincenzo Iacovino parroco della chiesa di San Nicola in Lauria ha organizzato un evento in occasione del XVII anniversario della beatificazione del Lentini.
Infatti, il 12 ottobre alle ore 19.00, nella Chiesa di San Nicola a Lauria, in occasione dell’anniversario della proclamazione a Beato del sacerdote Domenico Lentini, avvenuta in Piazza San Pietro a Roma il 12 ottobre 1997, è andato in scena lo spettacolo “Ave Maria” scritto da Ulderico Pesce e interpretato dallo stesso Pesce e da Lara Chiellino Il lavoro racconta la vita del Beato Domenico Lentini attraverso la sorella Antonia, che l’accudì per tutta la vita, il fratello Nicola e Antonietta Acunzo, la giovane che ha ricevuto l’ultimo miracolo dal prete di Lauria certificato dalla Chiesa. Ulderico Pesce nel raccontare lo spettacolo dice:

“Occuparsi oggi di temi religiosi è molto importante. L’uomo ha bisogno di recuperare fragilità. Per molti anni ci siamo illusi mostrandoci forti. Oggi la fragilità può insegnarti a vivere. Don Domenico Lentini era un grande esempio di fragilità. Paveva trasformato la sua casa in una scuola per bambini poveri e guardando i suoi scolari piangeva. Un uomo che dava tutto ai poveri, amava i deboli, gli sfruttati. Il suo amore per gli ultimi dovrebbe contagiarci. I suoi miracoli sono stati certificati mentre era ancora in vita. Appena morto il suo corpo rimase caldo per una settimana. Una bambina di Papasidero paralitica che venne a toccarlo guarì. Molte persone ricevettero grazie. Compresa la signora Anna Voria che è guarita da un tumore che l’aveva fatta entrare in un coma profondo per finire con la storia dell’operaio miracolato qualche anno fa. Oggi parlare di miracoli, credendoci per giunta, significa abdicare all’intelligenza, al metodo scientifico, alle conquiste umane. Per me e i miei compagni parlare di Dio, del Lentini, dei miracoli, e del recupero della fede, significa aprire una porta interiore importante, una porta verso il mistero, verso la pietà, verso la bontà, verso la natura, il paesaggio, gli alberi e i fiumi. Una porta che l’uomo da secoli ha chiuso e che dobbiamo necessariamente riaprire. Questo spettacolo vuole essere un umile tentativo di spiare attraverso quella porta.”

UN FILO DI TRAMA

Don Domenico era penitente, predicatore, sacerdote esemplare. Nacque in una famiglia umile di Lauria nel 1770. Il padre Macario, contadino, conciava il pellame, faceva un po’ di tutto per mantenere i cinque figli, Domenica, Rosa, Nicola, Antonia e Domenico. La madre Rosalia Vitarella morì lasciando i figli piccoli e il marito, quest’ultimo non dormiva la notte col pensiero di pagare la piccola casa dove abitavano.

Molto presto Domenico cominciò a dare segni della sua Vocazione. Diventò sacerdote, svolse il suo ministero pregando, predicando, facendo penitenza, camminando a piedi per giornate intere, insegnando ai poveri, dando tutto agli altri. Erano tempi duri, i suoi fratelli si lagnavano della sua generosità, don Domenico dava tutto a tutti lasciando vuota la “dispensa” della propria famiglia.

Nello spettacolo “Ave Maria”, la storia di Domenico, i suoi studi, le sue prediche, le opere, i miracoli sono raccontati dai suoi fratelli che diventano gradualmente testimoni di una vita vissuta in modo straordinario, fino al 1828, quando don Domenico lasciò questa terra lasciando in eredità la fama della sua Santità.

La rappresentazione

le inerviste: Lara Chiellino, Ulderico Pesce

ago 212014
 

Il Comune di Nemoli e la Pro Loco hanno organizzato presso il parco Carlo Pesce adiacente al Lago Sirino, il 20 agosto 2014, “I suoni del Lago”, concerto della Grande Orchestra russa della Repubblica di Udmrtia. Il maltempo, soprattutto all’inizio ha messo a dura gli artisti e gli spettatori. Straordinaria la simpatia del maestro spagnolo Ignazio Insinnas…con dedica finale!

mag 162014
 

Nel secondo week-end di Maggio si è svolta a Nizza Monferrato la tradizionale manifestazione enogastronomica denominata “Nizza è Barbera”, organizzata dall’Enoteca Regionale di Nizza, in collaborazione con il Comune, la Pro Loco e l’Associazione Produttori del Nizza-Barbera d’Asti. Il presidente della Pro loco cancellarese, Donato Cammarota, su invito del sindaco, Flavio Pesce e del presidente della Pro Loco nicese, Bruno Verri, ha intrapreso un lungo viaggio verso questa generosa terra che da tempo offre pane e lavoro a numerosi concittadini. Ad accompagnarlo c’era il primo cittadino, Antonio Lo Re e numerosi cancellaresi. In segno di ospitalità, il comune di Nizza ha concesso alla Pro Loco di Cancellara un’area pubblica per l’allestimento di due stand, al fine di diffondere un assaggio della tradizione culinaria cancellarese. Alla protagonista indiscussa dell’evento, la Barbera, sono state, infatti, abbinate prelibatezze tipicamente lucane: “strascnat” con funghi cardoncelli e salsiccia, formaggio artigianale, olio d’oliva, biscotti, taralli, pane e origano. Inutile dire che la qualità e la genuinità dei prodotti lucani sono risultate vincenti, ma va aggiunto che l’evento ha significato anche un incontro emozionante tra cancellaresi e parenti emigrati da anni a Nizza e dintorni. Notevole, infatti, è stata l’affluenza dei cancellaresi emigrati a Nizza e numerosi quelli accorsi dai paesi limitrofi che hanno trasformato l’area antistante gli stand in un salotto a cielo aperto dove tra presentazioni, baci e abbracci, non sono mancate lacrime e rievocazioni dei tempi passati. Una vera e propria overdose di nostalgia in quella che sembrava una festa dell’emigrante alla rovescia, in quanto fatta in casa dell’emigrato. Nel corso della manifestazione, domenica 11 maggio, presso il prestigioso Foro Boario, ci sono stati i saluti dei rispettivi sindaci di Cancellara e Nizza, nonché dei presidenti delle due Pro Loco, con i quali si è consolidato un profondo legame. C’è stato, inoltre, uno scambio di doni e di promesse da parte di tutti di continuare e rafforzare questo sodalizio. Davvero interessante, poi l’incontro avvenuto con il proprietario di una nota distilleria che, all’inizio degli anni ’60, ha offerto lavoro a molti cancellaresi, di cui ricordava ancora alcuni nomi. Più che meritati, dunque, i complimenti al presidente della Pro loco, Donato Cammarota e a tutti i soci che hanno permesso, con il loro profuso impegno, la realizzazione di questa piacevole esperienza. Il presidente, dichiarandosi soddisfatto dell’evento, ha ringraziato tutti, auspicandosi una maggiore partecipazione dei giovani alle attività della Pro Loco.Fra abbracci, baci e ricordi, questo viaggio non solo ha fatto scoprire i sapori lucani a chi non li conosceva, ma li ha fatti anche riscoprire a chi ne conservava un piacevole ricordo. Un po’ come la “madeleine proustiana” dove sapori e ricordi si sono combinati alla perfezione in questo viaggio verso il passato, il presente e potremmo dire anche il futuro. Infatti, al momento della partenza, durante i saluti, non sono mancate da parte di tutti promesse di rivedersi e di ripetere l’esperienza.Dunque, non solo “Nizza è Barbera”, ma Nizza è anche Cancellara.
Giovanna Pietragalla

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Emigrati cancellaresi e dintorni di fonte allo stand pro-loco

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Degustazione prodotti cancellaresi

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Un momento dell’iniziativa

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I sindaci dei due centri con uno dei primi cancellaresi emigrato a Nizza

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Gli stand

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Il Sindaco di Cancellara con uno dei primi datori di lavoro

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I Sindaci di Cancellara e Nizza