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nov 022015
 

Non si placa la violenza dei detenuti ristretti nella Casa Circondariale “Antonio Santoro” di Potenza, dopo che ieri sera, intorno alle 21,00, il detenuto italiano D.G.S. , di anni 31, fine pena 2020 per , ha violentemente aggredito due Assistenti Capo della Polizia Penitenziaria.

E’ la terza aggressione a distanza di pochissimo tempo quella che è accaduta ieri sera, spiega il Segretario Regionale del S.A.P.Pe. – Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria – SAVERIO BRIENZA, l’Organizzazione sindacale più rappresentativa del Corpo di Polizia Penitenziaria, dopo che il carcerato aveva prima incendiato un lenzuolo del proprio letto e, puntando due bombolette di gas verso la fiamma, tentava di innescare uno scoppio pericolosissimo per destabilizzare la sicurezza di tutta la sezione detentiva.

Quanto fatto non è bastato ed il detenuto, continua il Segretario del sindacato, mentre i poliziotti erano intenti a spegnere l’incendio del lenzuolo per evitare conseguenze, lo stesso carcerato tentava di inalare del gas “butano” attraverso le due bombolette in suo possesso, calzando in testa una busta di plastica per la raccolta dei rifiuti, al fine di procurarsi una sensazione di “sballo”.

A questo punto i due Baschi Azzurri intervenivano per sottrarre le bombolette del gas ed evitare che lo stesso potesse assumere la sostanza tossica, ed è proprio a quel punto il detenuto sferrava pugni e calci con una violenza tale da procurare ad entrambi i poliziotti trauma cranio-facciale, tanto che si è poi reso necessario l’urgente invio al Pronto Soccorso dell’Ospedale San Carlo di Potenza di entrambi i Poliziotti, i quali uno ha riportato 20 giorni di prognosi s.c. per fratture al setto nasale e l’altro è rimasto ricoverato per danni all’occhio destro.

E’ bene sapere che la Polizia Penitenziaria opera disarmata all’interno delle sezioni detentive, mentre la normativa prevede che i detenuti possano avere numerosi oggetti atti ad offendere, come bombolette di gas – lamette da barba – bastoni e tanto altro ancora, che se utilizzati in maniera impropria diventano vere e proprie armi, così come l’aggressore di ieri sera, che per evitare di essere bloccato, il detenuto aveva con se anche un bastone di legno, procuratoselo attraverso il piede di un tavolo e brandendolo contro il personale cercava di colpirli ancora.

Per bloccare il detenuto non è stato facile, poiché soprattutto nelle ore serali e notturne il personale di Polizia Penitenziaria è ridotto ai minimi termini e, pertanto, si è reso necessario chiamare rinforzi da parte di personale libero dal servizio per intervenire e riportare la sicurezza alla normalità; Il S.A.P.Pe. plaude i poliziotti penitenziari intervenuti e augura una pronta guarigione ai colleghi feriti.

La Polizia Penitenziaria di Potenza non può più tollerare simili violenze, poiché solo nell’ultimo anno si sono registrati episodi in aumento esponenziale e che hanno messo a serio pericolo l’incolumità dei “Baschi Azzurri” di Potenza, poliziotti che in prima linea lavorano nelle sezioni detentive a stretto contatto con una popolazione detenuta sempre più aggressiva e senza scrupoli , nel tentativo quotidiano di compromettere la sicurezza del Penitenziario potentino in ogni modo.

Il sistema è al collasso, conclude BRIENZA, mentre le Autorità dell’Amministrazione Penitenziaria continuano a sottrarre le necessarie risorse umane ed economiche, i detenuti ne approfittano dell’attuale “debolezza” di uno Stato che non pensa a garantire maggiore sicurezza al proprio popolo; la Polizia Penitenziaria è rimasta sola a gestire un sistema carcerario eccessivamente garantista, subendo ogni tipo di violenza fisica e psicologica.

potenza6

ott 022015
 

In Basilicata oltre 6 cittadini su 100 hanno il diabete, secondo ISTAT 2014 – Il 4 ottobre si celebra la 31^ edizione della giornata nazionale FAND (Associazione italiana diabetici) per il diabete – A ROTONDA ( Potenza ) l’Associazione Tre Valli del Lagonegrese di concerto con il Coordinamento Regionale Fand Basilicata organizza la campagna di sensibilizzazione su una malattia che in Italia coinvolge mediamente 1 famiglia su 6

Potenza 1 ottobre 2015 – Sono oltre 3.200.000 le persone con diabete nel nostro Paese, il 5,4% della popolazione. Il diabete è una malattia in forte crescita che riguarda circa 1 famiglia italiana su 6. In Basilicata, secondo i dati ISTAT 2014, sono più di 35.000 le persone con diabete . Solo in provincia di Potenza si stimano in non meno di 25,000, senza contare tutti coloro che hanno la malattia ma ancora non lo sanno. Per far conoscere il diabete e sensibilizzare la popolazione e le istituzioni su quella che è ormai considerata una vera e propria “epidemia”, le Associazioni Lucane, aderenti a FAND (Associazione italiana diabetici), organizzano il 4 ottobre p.v., in occasione della 31^ giornata nazionale FAND per il diabete, iniziative informative ed educative sulla malattia.

Dalle 9,00 alle 13,00 presso la Sala Cinema Selene in Rotonda ( Pz ) si terrà una iniziativa di formazione ed informazione alla popolazione di quel centro della zona del Mercure finalizzato alla prevenzione e cura del diabete ; sarà , inoltre , possibile ricevere informazioni sul diabete e verificare il proprio livello di rischio della malattia.
Una iniziativa , fortemente voluta dai cittadini di quell’area, come evidenzia il Presidente dell’Associazione Tre Valli del Lagonegrese Silvano Papaleo, proprio in quanto estremamente periferica rispetto alle strutture sanitarie regionali e , perciò stesso , tale da indurre le Istituzioni preposte a riflettere meglio circa l’assistenza in modo da realizzarla sempre più sul territorio, laddove il cittadino risiede, senza assoggettarlo a spostamenti onerosi e faticosi.
Dal canto suo il Coordinatore Regionale Fand di Basilicata Antonio Papaleo, chiamato a concludere i lavori della iniziativa, sicuramente insisterà perchè si implemeti senza ulteriori ritardi il Piano Nazionale Diabete, specie in quanto la Regione Basilicata è stata la prima regione in Italia ad averlo prontamente recepito,in uno con l’avvio concreto della Legge Regionale 9/2010 inerente la realizzazione della Rete Territoriale Diabetologica.

“L’idea della Giornata del diabete fu del nostro fondatore Roberto Lombardi, che nel 1985 si proponeva di far parlare di diabete nelle piazze, per far conoscere una malattia poco nota e sensibilizzare le istituzioni. Dopo più 30 anni lo scopo dell’iniziativa non è cambiato. In questo trentennio, FAND è stata protagonista: ha promosso la promulgazione della legge 115 del 1987 che tutela le persone con diabete, al fianco delle società scientifiche e delle altre componenti del mondo del diabete ha contribuito al riconoscimento

dell’esenzione dal ticket per gli esami e i presidi per il diabete, ha partecipato attivamente al percorso che ha dato vita, nel 2013, al Piano nazionale per la malattia diabetica, che delinea strumenti e iniziative volti a favorire prevenzione, assistenza e cura della malattia – dice ancora Archero. Ciononostante dobbiamo notare purtroppo, da un paio d’anni a questa parte, una pericolosa inversione di tendenza da parte di alcuni amministratori che, in ossequio alla cosiddetta spending rewiew, pensano di ‘far cassa’ sulla testa di milioni di cittadini con diabete, adottando misure, come sollecitare a utilizzare un tipo di farmaco rispetto a un altro o imporre a tutte le persone con diabete un singolo dispositivo per l’automisurazione della glicemia. In altri casi, cercano di ridimensionare o ridurre la strutture diabetologiche regionali e di bloccare il turn over del personale sanitario. Non si rendono conto che forse riusciranno a risolvere un problema di cassa nell’immediato, ma lasceranno ai cittadini una pesante eredità, in termini di peggioramento della salute per i cittadini con diabete e aumento esponenziale dei costi per la comunità nell’immediato futuro per far fronte alle complicanze della malattia, causa di aumento di ricoveri e accessi al pronto soccorso”, conclude Archero.
La Segreteria ALAD-Fand Basilicata
( Antonio Papaleo )

Per informazioni:
www.gdm1.org
e mail : alad@ospedalesancarlo.it

papaleo

set 052015
 

Mentre l’azienda invia le lettere di licenziamento a ben 5 dipendenti, arrivano notizie che contraddicono la crisi economica evidenziata dall’azienda per giustificare i licenziamenti. E’ stata infatti pubblicata pochi giorni fa la delibera di Giunta con la quale si è disposto il trasferimento di una parte dei rifiuti provenienti da Matera direttamente all’inceneritore di San Nicola di Melfi. Inoltre, notizia di oggi, sembra che ormai che a breve sempre la stessa azienda potrà funzionare come un vero e proprio opificio e bruciare CSS. Richiesta in tal senso è stata infatti presentata dalla società nel mese di marzo del 2015.

Con il primo atto, di fatto, si aumenta la quantità di rifiuti destinati all’incenerimento e, quindi, anche gli introiti da parte della Rendine Ambiente srl, con il secondo si amplieranno le possibilità per la struttura in questione con indubbi vantaggi economici.

Alla luce di questa situazione che si sta delineando, i licenziamenti da parte della Rendine Ambiente srl appaiono strani e non giustificati.

“Continuiamo ad avere il sospetto che sulla pelle dei lavoratori si stia giocando una partita a scacchi molto pericolosa – sostiene il consigliere Leggieri. Continuiamo a pensare che qualcuno voglia utilizzare la minaccia di ulteriori licenziamenti per ottenere nel nuovo piano rifiuti che la Regione dovrebbe approvare vantaggi e aiuti ulteriori che non merita. Se così fosse, sarebbe gravissimo”.

Si tratta solamente di un sospetto, certo non ci sono prove certe da questo punto di vista, per questo le vicende di “Fenice” meritano un approfondimento e una attenzione particolare.

Occorre a questo punto che la Regione sia chiara e chiarisca quali sono gli obiettivi e i risultati che si vogliono perseguire con il piano rifiuti, ma soprattutto gli strumenti che si intendono utilizzare. Non è più tempo delle ambiguità, mai come oggi l’azione politica ed amministrativa deve essere netta e chiara per evitare il protrarsi di una crisi che coinvolge da anni i lavoratori, le loro famiglie e un intero territorio colpito duramente dall’inquinamento prodotto dall’inceneritore Fenice.

Il consigliere regionale M5S
Gianni Leggieri

movimento5stelle

ago 292015
 

“L’ennesimo infortunio mortale sul cantiere della Salerno-Reggio è più di un campanello d’allarme sulla gestione della sicurezza nella più grande opera pubblica del Mezzogiorno”. Lo ha detto il segretario generale della Filca Cisl Basilicata, Michele La Torre, che ha espresso solidarietà alla famiglia di Faid Haireche, l’operaio residente a Sant’Angelo Le Fratte, morto in un cantiere della A3 nei pressi di Mormanno durante il montaggio di una trave metallica. “La lista degli infortuni sul lavoro, molti dei quali mortali, sui cantieri della A3 – evidenzia il sindacalista – si sta pericolosamente allungando, segno che qualcosa non va come dovrebbe nelle procedure di sicurezza e che occorre fare il punto per capire quali correttivi apportare in funzione dei contesti e delle tecnologie adottate. Fermo restando che spetta alla magistratura l’accertamento puntuale delle circostanze di questo incidente – continua La Torre – come sindacato sentiamo il dovere di richiamare istituzioni, Anas e aziende impegnate nei lavori di ammodernamento di questa importante infrastruttura ad un maggiore impegno sul fronte della sicurezza dei lavoratori affinché venga messa la parola fine a questa lunga e tragica contabilità”.

lavori autostradali

giu 232015
 

Nella sala Inguscio della Regione Basilicata è stato presentato il Manuale pratico dedicato ai diabetici tipo 1 per praticare attività fisica in sicurezza. La presentazione del manuale è stata voluta dall’ASP in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche della Persona della Regione Basilicata, realizzato dall’Gruppo di lavoro dell’ASP per le Endocrinopatie dell’età evolutiva con la U.O. di Medicina dello Sport ASP, la Rete Interaziendale di Pediatria della Basilicata e l’Associazione Lucana Diabetici. Durante la presentazione ci sono stati due momenti pratici quella dell’esperienza del diabetico tutor nelle giornate di terapia educazionale e il momento interattivo con i ragazzi e i genitori tenuto dal gruppo di lavoro dell’ASP.
Il diabete giovanile, che colpisce i giovani e i bambini fin dai primissimi anni di vita, non deve impedire ai piccoli pazienti e ai ragazzi che ne sono affetti di praticare uno sport; l’attività fisica, al contrario, ha un valore terapeutico perché tra i tanti benefici che apporta, è stato dimostrato che aiuta a regolare i valori della glicemia e il compenso metabolico. Per fortuna i diabetici che praticano attività sportive sono sempre più numerosi e in qualche caso raggiungono elevati risultati con performance che nulla hanno da invidiare ai loro coetanei non diabetici. Accanto alle motivazioni di ordine fisico vi è anche una motivazione psicologica che induce i giovani insulino-dipendenti ad impegnarsi nello sport; esso, infatti, aumenta il senso di benessere e di sicurezza, riduce i livelli di ansia e di depressione, accresce la fiducia in sé stessi e la sensazione di poter gestire la malattia. Tuttavia non è assolutamente semplice gestire la terapia durante la pratica sportiva, poichè nel corso di essa possono verificarsi episodi di ipo o iperglicemia anche gravi,
tali da configurare delle vere emergenze cliniche; tali evenienze dipendono da una serie numerosa di fattori che il paziente (e i suoi genitori se si tratta di un bimbo) deve conoscere e saper gestire: il tipo di attività sportiva praticata (aerobica, anaerobica o mista), il livello di intensità dell’attività stessa (leggera, moderata o molto intensa), l’eventuale componente agonistica, il livello glicemico pre esercizio fisico, l’eventuale presenza di corpi chetonici nelle urine, la quantità di insulina iniettata, la supplementazione di carboidrati durante l’attività, la necessità di idratazione prima, durante e dopo l’attività sportiva. Pertanto un diabetico che voglia fare attività sportiva, agonistica o amatoriale, programmata o occasionale, deve conoscere molto bene che tipo di risposta glicemica ci si può aspettare dal tipo di attività sportiva scelta e dall’intensità con cui la si praticherà, quali controlli e quali misure terapeutiche o preventive mettere in atto prima, durante, al termine e anche a distanza di una o più ore dal termine dell’attività; deve conoscere gli sport sconsigliati e per quelli consigliati, deve saper riconoscere le situazioni in cui è prudente astenersi dall’attività fisica, disporre di tutto il materiale (e saperlo usare) che può essere utile per evitare l’insorgenza delle possibili complicanze metaboliche. E’ evidente che la corretta attuazione di queste misure richiede l’erogazione ai pazienti e ai loro familiari di percorsi formativi particolarmente avanzati nell’ottica di consentire anche ai pazienti più piccoli di integrarsi con i coetanei a scuola o nel tempo libero in occasione dei giochi o della pratica sportiva; l’alternativa consisterebbe nella esclusione sociale e nella perdita anche dei benefici clinici che derivano dalla pratica sportiva ovvero dall’esposizione al rischio di eventi ipo o iperglicemici che possono addirittura metterne in pericolo la vita qualora lo sport venisse praticato senza le conoscenze necessarie. Ogni ragazzo diabetico seguito dal nostro gruppo di lavoro è sottoposto ad un percorso educazionale finalizzato alla corretta gestione della terapia in rapporto all’attività fisica onde evitare che questo momento possa trasformarsi in una emergenza metabolica; tuttavia abbiamo ritenuto necessario elaborare anche una sorta di vademecum in grado di ricordare al paziente in ogni momento tutte le necessità per praticare in sicurezza la propria attività sportiva programmata o occasionale, agonistica o no. Il manuale è scaricabile dal sito dell’ASP www.aspbasilicata.it

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giu 232015
 

“Non possiamo rimanere indifferenti, anche davanti a notizie provenienti da fonti non ufficiali. La sola ipotesi di un’eventuale allocazione del sito unico di scorie nucleari sulla Murgia, ci inorridisce.
Il territorio non ha voce? Ha voce, invece, e ci chiede con forza di parlare, a sua e a nostra difesa, per salvaguardare gli ecosistemi e gli equilibri naturali e tutelare la salubrità dei luoghi e il benessere ambientale. Bisogna rispondere prontamente a questa richiesta d’aiuto.
Come Istituzione, e come comune cittadino, sento il dovere e la necessità di gridare il più deciso NO all’ennesimo attacco contro il nostro territorio, la sua bellezza, il suo valore culturale.
Ci attiveremo con tutte le nostre energie per difendere il patrimonio in pericolo, la salute dell’ambiente e il nostro benessere individuale e collettivo”.
Il Presidente dell’Ente Parco Murgia Materana
Pierfrancesco Pellecchia

scorie-nucleari

feb 272015
 

“Dopo aver letto delle preoccupazioni espresse dal Presidente Pittella, per il danno d’immagine che – a suo dire – avrebbe subito la nostra regione, per quanto raccontato dalla puntata di “Presa diretta” dedicata allo “Sblocca Italia”, ho pensato immediatamente a un noto passo del Vangelo di Matteo: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti! Perché rassomigliate a sepolcri imbiancati, i quali di fuori appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putredine”.
Presidente Pittella, quale immagine sta difendendo? Se davvero fosse preoccupato per l’immagine offerta dalla nostra terra, anziché strapparsi farisaicamente le vesti per le verità emerse, dovrebbe onorare la sua carica e l’istituzione che rappresenta, facendo rispettare la legge.
E che dire, Presidente, della caduta di stile emersa da quella “irritazione” trasmessa dal suo portavoce? Un’irritazione che ci ha restituito l’immagine di un potere che vorrebbe tappare la bocca a chiunque osi muovere critiche ed opporsi.
Il tutto fa il paio con parole emblematiche, che Lei ha avuto modo di pronunciare in passato, come quando ha usato la parola disfattismo.
Trovo decisamente significativo questo suo indignarsi di fronte alla verità e il suo tacere sulle reiterate e datate violazioni di leggi dello Stato e Direttive comunitarie, che dovrebbero garantire il diritto di accesso di ogni cittadino all’informazione ambientale.
Presidente Pittella, sto provando con la mia iniziativa nonviolenta ad indicarle una rotta, a trasmetterle la forza per fare ciò che dovrebbe avvertire come un obbligo.
Se davvero vuole onorare il suo mandato, se davvero tiene all’immagine della sua/nostra terra, e magari anche un po’ alla sostanza, intervenga per garantire il ripristino dello Stato di diritto, il rispetto della legge, del diritto e dei diritti violati.
Intervenga subito, ora, per garantire il rispetto del diritto umano alla conoscenza; intervenga per garantire l’accesso ad informazioni ambientali di rilevante interesse pubblico, quali quelle contenute nel catasto rifiuti; intervenga per far sì che si rispetti la Convenzione di Aarhus; intervenga per ristabilire il rispetto dell’articolo 189 del Codice dell’Ambiente e garantire che, dopo quasi 10 anni, venga istituita l’anagrafe dei siti da bonificare.
Intervenga per garantire che ogni cittadino possa conoscere le informazioni detenute da Arpab sui rifiuti speciali e pericolosi prodotti dalle compagnie petrolifere”.
Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani

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feb 112015
 

“A partire dalle ore 23.55 del 11 febbraio inizierò uno sciopero della fame ad oltranza per chiedere ad Arpab di rispettare il diritto non mio, ma di tutti i cittadini lucani a poter conoscere i dati sui rifiuti speciali e pericolosi prodotti dalle compagnie petrolifere operanti in Basilicata.
Chiedo ad Arpab e ai vertici della Giunta regionale di onorare la legge e il diritto alla conoscenza.
Si ripristini il corretto funzionamento del “Catasto rifiuti” e si garantisca a chiunque ne faccia richiesta la possibilità di accedere ad informazioni che non possono essere trattate come documenti top secret.
Mi auguro di riuscire a trasferire, attraverso il mio Satyagraha, la necessaria consapevolezza che occorre ripristinare il rispetto di leggi e convenzioni calpestate e vilipese”.
Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani

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feb 112015
 

Gentile Consigliere Papa,
condivido pienamente la Sua affermazione che “il fiume Noce è l’oro della Valle”, la condivido tanto da aver fatto diventare la battaglia per la salvaguardia del Noce una priorità e non consentirò, pertanto, né a lei né ad altri di vanificare per biechi scopi elettoralistici i risultati ottenuti finora.
Lei fa leva sul bisogno delle persone di essere rassicurate, solletica quelle corde che fanno preferire una facile bugia ad una scomoda verità e se ciò non costituisse un gravissimo pericolo potremmo ascrivere il suo comportamento alle millanterie della campagna elettorale.
Rassicurare i cittadini in presenza di fatti gravi come quelli che riguardano il fiume Noce, però, è troppo pericoloso e non posso lasciare che ciò accada impunemente: il Fiume va difeso, il Fiume va monitorato, il Fiume va controllato proprio perché è una risorsa preziosa!
E non cerchi di confondere le acque vagheggiando di progetti da realizzare sul fiume come se avesse già le risorse disponibili perché le risorse sono limitate; non parli sconsideratamente di accessi da aprire e di controlli da effettuare perché una volta aperti gli accessi poi i controlli si devono fare e dove li trova i soldi per pagare il personale necessario? Non può barare con i cittadini approfittando della loro inconsapevolezza perché Lei è un Amministratore, seppur di opposizione, e conosce bene i limiti posti dai Bilanci che si riflettono sulla possibilità di effettuare nuove assunzioni.
Negare che esiste l’emergenza Noce e l’emergenza mare, questo sì è terrorismo e oscurantismo e forse è anche volontà di compiacere chi, allergico ai controlli e al rispetto delle regole, intende continuare a sversare nel Fiume veleni e porcherie. Negare l’emergenza significa acconsentire al malfunzionamento dei depuratori, significa non agire per impedire la caduta nelle acque dei rifiuti abbandonati nelle piazzole, significa consentire lo stupro del “fratello fiume” operato dalla proliferazione incontrollata delle centrali idroelettriche.
Lei potrà progettare di valorizzare “il fiume Noce, il mare, le spiagge, l’intero Tirreno” solo se avrà saputo difendere queste risorse dall’aggressione di chi le vuole sfruttare per avidità di denaro.
Noto, infine, quanto sia ingeneroso nei confronti del Comitato che in questi anni è riuscito a mobilitare persone e Istituzioni ed ha mantenuto alta la guardia nonostante gli attacchi personali, le querele, le intimidazioni: il risultato è la sala consiliare di Tortora gremita di cittadini, consapevoli e combattivi, domenica 8 gennaio 2015.

Maria Di Lascio (Consigliere di opposizione di Lagonegro)
(Per il Comitato per il Fiume Noce)

maria di lascio

feb 082015
 

Vi è stata una grande partecipazione popolare all’assemblea pubblica sulla salute del Fiume Noce e la vicenda di San Sago, che si è tenuta a Tortora l’8 febbraio 2015.
La sala consiliare gremita di gente, ha fatto ben sperare il Comitato Fiume Noce circa l’interesse della popolazione sulle problematiche riguardanti il fiume.
Il responsabile di “Libera” Lagonegrese Gerardo Melchionda, ha aperto l’incontro facendo un resoconto di ciò che è stato realizzato dal 2011 ad oggi e degli impegni presi dai comuni facenti parte del Comitato Fiume Noce.
“In questi anni – ha spiegato Melchionda – abbiamo cercato di mobilitare le istituzioni affinché si interessassero alla questione ambientale relativa al Fiume Noce. Oggi siamo lusingati nel vedere tantissimi cittadini interessati a queste importanti problematiche, perché abbiamo bisogno soprattutto del sostegno delle popolazioni residenti lungo il corso del fiume e alla sua foce, per dare forza alle nostre battaglie e per ottenere dei risultati concreti. Il fiume Noce è un bene comune che, in quanto tale, appartiene a tutti e proprio per questo deve essere costantemente monitorato e salvaguardato”.
Nel corso dell’incontro è emersa, inoltre, l’urgenza di ottenere risposte concrete dall’ARPAB (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente di Basilicata), circa l’installazione delle centraline di monitoraggio al fine di tutelare la salute del fiume.
“Il Comitato Fiume Noce – ha sottolineato il sindaco di Tortora Pasquale Lamboglia – si riunisce periodicamente in tutti i comuni della valle, ma oggi lo fa qui a Tortora non casualmente ma in vista dell’udienza del prossimo 12 febbraio. Tale udienza, relativa al rinvio a giudizio dei responsabili dell’impianto di smaltimento rifiuti liquidi pericolosi e non, ubicato in San Sago, tuttora inattivo in quanto sotto sequestro giudiziario per l’inchiesta promossa dalle procure di Lagonegro e di Paola. Noi vorremmo che, a seguito di quell’inchiesta e di quanto è emerso dalle perizie che le parti civili hanno depositato, si appalesasse la necessità della revoca di tutte le autorizzazioni ancora in essere per tale impianto. Che venisse, inoltre, imputato a quella gestione anche il disastro ambientale, per utilizzare il risarcimento nella bonifica del fiume. Dai dati in nostro possesso, pare che le quantità di metalli pesanti sversate nel corso d’acqua siano altissime. In questa battaglia i comuni non possono essere lasciati soli ma è indispensabile la partecipazione attiva dei cittadini, come oggi hanno dimostrato con la loro significativa presenza”.
Tra le varie problematiche riscontrate, è emersa anche quella delle eccessive autorizzazioni concesse per la realizzazione di nuove centrali idroelettriche lungo il corso del fiume. A tal proposito il Comitato Fiume Noce, ha già richiesto alla Regione Basilicata un monitoraggio attento e la redazione di un piano organico.
Valentina Bruno

Prima parte conferenza

Seconda parte conferenza