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Feb 052019
 

Anche il borgo di Guardia Perticara, partecipa alla ‘Marcia per la Cultura’ che si svolgerà venerdì 8 febbraio nei 131
affascinanti comuni della Basilicata. L’Amministrazione comunale della Valle del Sauro ha accolto con favore l’iniziativa proposta dalla Regione Basilicata,
l’UNICEF, l’Ufficio Scolastico Regionale MIUR Basilicata e altri 40 Partners, a
sostegno di Matera Capitale della Cultura Europea 2019 e finalizzata alla
conoscenza e valorizzazione del Patrimonio Culturale. E considera di estremo
interesse l’ispirazione al Programma Umanitario ‘VVV: Vivi una Vita che Vale’ e
al Programma di Turismo Emozionale ‘VCV: Viaggio al Cuore della Vita’
sottoscritti da Regione Basilicata, MIBACT, Istituto Nazionale d’Architettura,
Conferenza Episcopale di Basilicata e Sacro Convento d’Assisi.
Si tratta di un programma ambizioso rivolto essenzialmente alle scuole e ai
giovani della regione – veri protagonisti della rinascita culturale – che avranno il
compito di trascinare anche le comunità locali di appartenenza, nella
condivisione indispensabile dei valori e degli ‘stili di vita etico-sostenibili, sani,
corretti, armoniosi ed equilibrati.’ Il progetto, coordinato da Tomangelo Cappelli
– già coordinatore del progetto umanitario ‘Vivi una Vita che Vale’- si inserisce a
pieno nel programma di valorizzazione e promozione culturale del borgo di
Guardia Perticara, sempre più consapevole di attrarre i suoi visitatori nella
veste di ‘Borgo della Cultura’.
La parola magica ‘Cultura’ diventa portatrice di valori universali quali amore,
rispetto per sé e per gli altri, educazione, meraviglia quotidiana per la vita quale
straordinaria opera d’arte – fondamento della Civiltà Europea – che oggi più che
mai hanno bisogno di essere ravvivati. Lo stesso programma della giornata
guardiese dal titolo ‘La Cultura prende il Volo’ – realizzato e coordinato
dall’Associazione culturale ‘Voglia di Basilicata’ – trova la sua migliore
ispirazione nei programmi ‘Vivi una Vita che Vale’ e ‘Viaggio al Cuore della Vita’.
Le iniziative immergeranno i ragazzi dell’Istituto Comprensivo ‘Adriano Olivetti’ e
la comunità locale, in un ritorno alle origini della storia del borgo guardiese
attraverso un percorso emozionale che li riporterà al tempo degli Enotri – antichi
abitanti del territorio della Valle del Sauro – e nel vivo della loro affascinante
cultura, patrimonio indispensabile da recuperare per crescere nella società
contemporanea. Dopo un breve dibattito sulla Cultura quale cibo per la mente,
che avrà inizio alle 10.00 nella Sala Municipale, e un contemporaneo spazio
dedicato alla donazione di libri usati alla Biblioteca comunale – divenendo così
patrimonio della collettività – alle ore 11.00, si partirà in Marcia per la Cultura
verso Piazza Europa. Qui i campanili della Chiesa di San Nicolò Magno
suoneranno e la Cultura prenderà il volo!
Il programma dell’iniziativa è consultabile sulla pagina facebook: ‘Guardia
Perticara Turistica’

Feb 012019
 

Il concetto di Beni comuni in economia indica quei beni esauribili, quali “le risorse naturali”, a cui tutti devono poter accedere. Sono anche definiti come “beni di proprietà comune”, cioè quei beni che non possono essere suddivisi o privatizzati e perciò vengono adoperati in comune fra tutti. Per beni comuni, in senso più ampio,si intendono sia quelli naturali, sia quelli culturali come il linguaggio, l’arte e i saperi, sia quelli sociali, come la democrazia, la pace, l’uguaglianza. I beni comuni sono strumenti essenziali alla sussistenza e alla convivenza, ma non sono “merci”. I “beni comuni locali” sono anche spazi di partecipazione, di sussidiarietà, di auto-organizzazione delle comunità locali.

In tutto il mondo si fa strada, soprattutto tra i giovani, le donne e le comunità locali, una nuova visione della vita sociale; più ricca di relazioni umane e in equilibrio con l’ambiente naturale, opposta alla logica della “guerra di tutti contro tutti”, della competizione esasperata che produce individualismo aggressivo, anaffettività e malevolenza. Questo nuovo modo di pensare e di vedere il mondo lo chiamiamo società dei beni comuni. Una società, cioè, che sa riconoscere e valorizzare le cose importanti che sostentano la vita delle persone e le uniscono in comunità scelte, aperte e libere. Beni e servizi che creano quella fitta trama di relazioni cooperanti, produttive e di scambio che soddisfano i bisogni fondamentali di ciascuna e ciascuno e i loro autentici desideri di buona vita. Concretamente, si tratta di mettere al centro dell’attenzione di ogni attività umana la cura e la condivisione del patrimonio naturale, culturale, infrastrutturale ed economico di cui disponiamo. I beni comuni sono uno spazio di azione sociale e politico, un principio di organizzazione generale della società che chiamiamo “comune”.
I beni comuni hanno un valore in sé e per sé, meritando quindi la massima tutela. I beni comuni sono di tutti e di nessuno in particolare. I loro benefici, quindi, devono essere condivisi e gestiti con saggezza secondo criteri di preservazione, di equità e di giustizia.
L’ evento organizzato dal Comitato Custodi dei Beni comuni e patrocinato dal Comune di Torraca e dall’Associazione Culturale Torrachese STAFF, si pone l’obiettivo di comunicare una serie di buone pratiche già realizzate in alcuni comuni italiani, che si fondano sulla tutela, valorizzazione e gestione partecipata di beni comuni di varia natura: una categoria giuridica apparentemente nuova, ma che trova riscontro in culture antiche e in numerose iniziative dal basso in atto sui territori locali.

Iniziative che hanno riscontro anche nel Cilento e dintorni, a opera di tanti operatori e produttori, che investono in una visione altra di sviluppo locale, fondata sui saperi, sulle colture e sulle produzioni tradizionali; sull’agricoltura e sui cibi biologici e a km zero; sul turismo lento ed ecologico; sul rispetto dei cicli naturali, degli ecosistemi e della biodiversità; sull’economia circolare, verso rifiuti zero.

PROGRAMMA

Sabato 2 febbraio – Castello Baronale Palamolla di Torraca

Mattina – ore 9.30 – 13.00

Incontro-dibattito “Il territorio come bene comune ed occasione di sviluppo locale armonico” con interventi sulle esperienze di gestione e di valorizzazione dei beni comuni locali.
Definizione e inquadramento giuridico dei beni comuni e illustrazione di buone pratiche di governo locale a cura di Paolo Cacciari.

Breve presentazione delle 4 principali tematiche del pomeriggio

Pausa Buffet a base di prodotti tipici locali a cura della Trattoria Con Orti “La Baita” (7 euro)

Pomeriggio – ore 14.30 alle 17.30

Tavoli di lavoro per confrontarsi e sviluppare iniziative sul territorio in modo ecosostenibile.
L’incontro è dedicato soprattutto agli operatori turistici, culturali e produttivi con Illustrazione di buone pratiche da implementare.

Tematiche dei gruppi di lavoro: agricoltura e zootecnia, artigianato, turismo e inquinamento ambientale.

Domenica 3 febbraio – Bosco di S. Giovanni a Piro
Mattina ore 10.00 – 13.00
Visita alla casa e al museo di José Ortega

Biografia di Paolo Cacciari

Paolo Cacciari è un giornalista attivista dei movimenti sociali e ambientalisti. Collabora con il sito www.comune-info.net . Si occupa di decrescita e beni comuni ed ha pubblicato vari saggi tra cui: Decrescita o barbarie, Intra Moenia e Carta, 2008; Vie di Fuga, Marotta & Cafiero, 2014; 101 piccole rivoluzioni, Altreconomia, 2016. Ha curato: La società dei beni comuni, Ediesse, 2010; Viaggio nell’Italia dei beni comuni, Marotta & Cafiero, 2012; La decrescita tra passato e futuro, Marotta & Cafiero, 2018. Da ultimo ha pubblicato Economie solidali creatrici di comunità ecologiche, in “Scienze del territorio” n. 6, Le economie del territorio bene comune, pp. 60-69, 2018 Firenze University Press.

Vincenza Alessio

Nov 252018
 

Conclusasi a Lagonegro, con grande successo di pubblico, la Seconda edizione del
Premio Nazionale “Giuseppe De Lorenzo” 2018, promossa dalle Associazioni “A
castagna ra critica” ed i “Pionieri ed ex alunni del Liceo ‘De Lorenzo’ di Lagonegro”,
con il patrocinio del Comune di Lagonegro, la partecipazione del Dipartimento di
Scienze della Terra (DISTAR) dell’Università “Federico II” di Napoli e del Centro
Linguistico di Ateneo (CLA) dell’Università della Basilicata, del Parco Nazionale
dell’Appennino Lucano, del CNR-Ibam di Basilicata ed il sostegno degli Ordini
professionali dei Geologi, degli Avvocati, degli Ingegneri e dei Geometri.
Sabato 10 novembre è stata una giornata interamente dedicata all’originale figura del
geologo-orientalista di origine lucana (Lagonegro 1871 – Napoli, 1957), che fu non
solo indiscusso maestro di Scienze della terra presso l’Università di Napoli, ma anche
eclettico studioso di letteratura, filosofia, arte e spiritualità indiana nonché traduttore
in Italia delle opere di Buddha e Schopenhauer.
La giornata di studi e approfondimenti si è aperta, presso il MIDI Hotel, con il
Convegno “Geologia forense: applicazioni e casi di studio”, dedicato alla nascente
sinergia tra competenze geologiche e giuridiche: i relatori hanno evidenziato quanto
siano fondamentali in Italia le competenze professionali dei geologi nelle controversie
giuridiche sia civili che penali, hanno mostrato il potenziale degli strumenti e delle
tecniche geofisiche nelle indagini per l’individuazione di abusi edilizi, di discariche non
autorizzate, persino di cunicoli sotterranei per la spoliazione di siti archeologici. Non è
mancato un commovente ricordo della drammatica frana di Senise del 1986, per
evidenziare come la mancata tutela del territorio, nel nostro Paese, assume spesso
risvolti tragici. Sono stai ricordati, infine, gli scritti del De Lorenzo, dopo i catastrofici
eventi dell’eruzione vesuviana del 1906, il terremoto di Messina del 1908 e quello del
Vulture del 1930: già all’epoca lo studioso evidenziava come la prevenzione fosse il
solo strumento di difesa dalla potenza della “Terra Madre”. In chiusura del convegno è
stata firmata dal Sindaco della cittadina ospite, dott. P. Mitidieri, e dal Direttore del
Distar, prof. D. Calcaterra, una convenzione di collaborazione tra Università di Napoli
e Comune di Lagonegro, in vista della istituzione del Centro Studi “De Lorenzo”.
Dopo il Convegno si è tenuto presso lo stesso MIDI Hotel, il Pranzo Storico “L’arte di
dar da pranzo”, rievocazione del pasto tenuto in occasione del Simposio degli
scienziati di Napoli nel 1845, che vide tra gli altri la partecipazione di Goethe.
In serata, infine, nella Sala del Consiglio Comunale del Palazzo di Città di Lagonegro,
si è svolta la cerimonia per la consegna dei Premi. Gli ambiti tematici individuati
nell’edizione 2018 sono stati due: “Luoghi e forme della spiritualità” e “Paesaggi
culturali dell’Italia appenninica e insulare”, intesi a valorizzare volumi, studi e saggi
che riprendano gli interessi delorenziani, collegandosi alla tematica del territorio, nei
suoi aspetti naturalistici, artistici, spirituali e culturali.
La Giuria è stata presieduta dallo stimato prof. Santino G. Bonsera, che ha
sottolineato la necessità di approfondire e far conoscere sempre meglio il De Lorenzo,
che resta una delle più originali figure della cultura lucana di livello nazionale ed
internazionale. Ai lavori della Giuria hanno contribuito personalità del mondo
accademico, scientifico, giornalistico e culturale: il prof. Luigi Beneduci, don Gianluca
Bellusci, il prof. Domenico Calcaterra, il prof. Nunziante Capaldo, il dott. Maurizio
Lazzari, il dott. Domenico Sammartino, il prof. Marcello Schiattarella.
La Giuria ha definito la seguente rosa dei vincitori, tutti presenti e tutti apprezzati dal
pubblico per i loro interventi alla consegna dei premi: al primo posto Giuseppe
Damone con L’eredità dei Paesaggi di pietra (Zaccara Editore, 2018); al secondo
Giuseppe Zafarone, per Basilicata Sacra tra geografia e storia (Congedo Editore,
2017); al terzo Pierluigi Argoneto per Sopra un cielo a comando (Calice Editore,
2018). Sono state inoltre attribuite due menzioni: Mario Cancro per Terre Lucane (Ed.
Booksprint, 2018) ed Egidio Pomponio per Assedio al Palazzo Federici
(Erreci@edizioni, 2018).
La serata ha visto la partecipazione dell’attore Ulderico Pesce, che ha poeticamente
condotto i presenti sui percorsi del De Lorenzo, evocandone suggestivamente la voce
e le riflessioni. Lo storico Gaetano Morese ha invece collocato il geologo lucano nel
corso degli eventi storici della Prima guerra Mondiale, di cui quest’anno cade il
centenario della conclusione. Il prof. Luigi Beneduci, coordinatore del Premio, ha
illustrato gli intenti della manifestazione e ha auspicato che l’iniziativa diventi sempre
più importante, per un territorio che vuole le sue radici ben piantate nella tradizione,
ma ha necessità di aprirsi alla contaminazione tra scienza, arte, letteratura, cultura
tecnica e umanistica “per raggiungere il riscatto sociale che merita”. Gli intermezzi
musicali, particolarmente graditi dal pubblico, sono stati interpretati dal duo Luigi Di
Miele – Bernardo Tramontano; la conduzione della manifestazione è stata curata dalla
brava e attenta Maria Teresa Merlino.
Momento culminate dell’evento serale è stata l’attribuzione del Premio Speciale,
realizzato dall’artista Franca Iannuzzi, ad un’opera che ha concorso alla
“Valorizzazione del patrimonio culturale, materiale o immateriale, dei luoghi
delorenziani nell’Italia meridionale”. Quest’anno la Giuria ha attribuito il
riconoscimento alla scrittrice Maria Pace Ottieri, per il suo importante saggio letterario
ed antropologico sulle condizioni delle popolazioni che conducono la vita alle falde di
un vulcano attivo, Il Vesuvio universale (Einaudi, 2018), testo in consonanza con le
ricerche, gli interessi e lo spirito del De Lorenzo. La Giuria, le Associazioni, i partner
istituzionali danno a tutti appuntamento alla prossima edizione.
Momenti del Convegno sulla “Geologia Forense”
Premio De Lorenzo 2018 Il tavolo di Presidenza
Premio De Lorenzo 2018: al primo posto Giuseppe Damone con L’eredità dei Paesaggi
di pietra
Il Presidente Santino Bonsera consegna il Premio Speciale De Lorenzo 2018 a Maria
Pace Ottieri per il saggio letterario Il Vesuvio universale (Einaudi, 2018)
L’attore Ulderico Pesce interpreta “Terra Madre” di De Lorenzo
Esibizione del duo Luigi Di Miele (piano e tastiere) – Bernardo Tramontano (flauto
traverso).

Nov 122018
 

“Una marcia per la cultura il 20 novembre, nella Giornata Internazionale per i diritti dell’infanzia e
dell’adolescenza, per attivare il dibattito sulla tutela dei diritti di bambine, bambini e adolescenti,
per verificare lo stato attuale di quella tutela e per indicare nuovi termini strategici per raggiungere
la piena attuazione di quei diritti di cui i minori ne sono possessori”. E’ quanto ha dichiarato il
Garante dell’infanzia e dell’adolescenza di Basilicata, Vincenzo Giuliano, a commento della sua
partecipazione alla giornata del 20 novembre p.v..
“È innegabile, continua Giuliano, che la tutela dei diritti dei minori rappresenti un’emergenza
persistente per tutta la comunità regionale nell’ambito delle regioni meridionali e che tale
emergenza impone che sia messa in atto ogni possibile iniziativa, che possa essere funzionale a far
crescere la consapevolezza di questo immane dovere da compiere nei confronti di fanciulli e di
adolescenti.
La piena attuazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza è ormai patrimonio acquisito nella
coscienza politica e sociale dell’intera umanità, se si considera che sono ben 193 gli Stati – ossia
tutti gli Stati della terra -, che hanno recepito e ratificato la Dichiarazione dei diritti del fanciullo,
sancita dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 1989”.
“Ma è motivo di sconforto e preoccupazione, conclude Giuliano, dover notare che, a distanza di
quasi trenta anni da quella Dichiarazione, il differenziale che separa l’enunciazione dei principi e
degli ideali, da una parte, e, dall’altra, l’osservazione del panorama che può osservarsi in Basilicata
in merito alla concreta attuazione di quei diritti e di quegli ideali, appaia ancora oggi per tanti versi
talmente incompiuto, carente e deficitario da rappresentare un’assurdità paradossale.
È quindi inderogabile dovere fare della tutela dei diritti dei minori l’impegno primario di tutta la
società regionale, nel contesto dell’Italia e dell’Europa; un dovere che deve rappresentare una vitale
preoccupazione per la società degli adulti, che voglia operare per costruire un presente e un futuro
sempre migliore nella continuità tra le generazioni; un dovere che deve impegnare le Istituzioni
pubbliche, di ogni ordine e grado, perché l’enunciazione di quei principi ormai universalmente
riconosciuti sia pienamente e coerentemente portata ad attuazione nella nostra regione come in tutta
l’Europa”.

Ott 092018
 

E’ stata presentata ufficialmente la Bandiera Arancione, a San Severino Lucano, presenti i quattro
sesti del gruppo consolare del TCI di Basilicata.
La “bandiera arancione” è il marchio di qualità turistico-ambientale per le località dell’entroterra,
volta a promuovere uno sviluppo turistico sostenibile, dove la tutela del territorio e del patrimonio è
connessa all’autenticità dell’esperienza di viaggio.
Il comune di San Severino Lucano ha aderito all’iniziativa aggiungi un borgo a tavola e per
l’occasione ha organizzato un weekend caratterizzato da cultura, visita alla scoperta degli angoli
più suggestivi del territorio con partenza da Bosco Magnano e fino al Santuario del Pollino e con la
degustazione finale di un piatto di “rashkatiedd’ ca muddica”.
Nel corso della tavola rotonda di presentazione del marchio di qualità il sindaco Franco Fiore ha
presentato il territorio e le sue peculiarità e ricchezze alcune per altro viste nel corso della visita
guidata, ha illustrato iniziative e festival.
Rocco Messina del Corpo consolare del TCI di Basilicata ha affermato di aver trovato una realtà
molto interessante, “il riconoscimento, ha detto, è stato ampiamente meritato, sia per
l’amministrazione che chi ci vive”. Del resto ha continuato su 8mila comuni italiani solo 230 hanno
avuto questo riconoscimento e in Basilicata solo 4.
A curare la visita per conto del corpo consolare lucano Elio Di Bari che come il collega ha espresso
belle parole sull’offerta turistica di San Severino Lucano e invitato i turisti a ritornare a vedere i
colori autunnali e concluso con l’augurio che i numeri del turismo possano crescere ancora di più.
Al termine della presentazione tutti in piazza Nicola Germano per la degustazione e la festa in
compagnia delle note della tradizione popolare egregiamente proposta dal gruppo suoni di
Terranova di Pollino.

Set 262018
 

Il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano ha consegnato nelle scorse settimana 5 cani di razza pastore maremmano abruzzese ad aziende zootecniche del territorio lucano, destinati a svolgere attività di difesa del bestiame da attacchi predatori da parte del lupo.
Sono così, ad oggi, 16 i cani specializzati nella protezione dei greggi e degli armenti acquistati dall’Ente Parco nell’ambito del progetto ministeriale “Convivere con il lupo, conoscere per preservare – il sistema dei Parchi Nazionali dell’Appennino meridionale”, ed assegnati ad allevatori colpiti dal fenomeno di predazione da lupo. Il Parco, impegnato nella realizzazione di questo progetto, ha posto in essere sia attività di monitoraggio del lupo, al fine di definire la presenza e la distribuzione della specie sul territorio, sia l’attuazione di un programma sperimentale per le misure di prevenzione atte ad eliminare o ridurre lo stato di rischio di danno causati dal lupo al patrimonio zootecnico. L’impiego di cani da guardiania presso le aziende zootecniche è infatti ritenuto uno strumento efficace per prevenire eventuali predazioni da parte dei lupi e consentire la regolare attività di pascolo. Di questo strumento l’Ente Parco ha voluto fortemente essere un promotore, considerandolo utile per gestire il più correttamente possibile la risorsa faunistica “lupo”, e quindi permettere che nelle montagne dell’Appennino Lucano possa sussistere una convivenza serena e sostenibile tra questa specie protetta ed un mestiere antico come quello della pastorizia che ha la stessa necessità di essere protetto e tutelato.

Lug 242018
 

“Il decreto del ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, in attuazione del programma sperimentale ‘Magna Grecia’, prevede il sostegno alla nascita di un sistema culturale integrato mediante la predisposizione di progetti definitivo e/o esecutivi, ai sensi della normativa vigente in materia di contratti pubblici, di interventi mirati alla nascita di un sistema culturale integrato che stimoli lo sviluppo di una forte identità territoriale attraverso azioni sinergiche che valorizzino aree archeologiche, strutture storiche, componenti artistiche e contesti urbanistico-architettonici, naturalistici, paesaggistici e ambientali a favore delio sviluppo del territorio della costa ionica e dei comuni contermini”. E’ quanto scrive l’ex parlamentare Cosimo Latronico, dirigente nazionale di Noi con l’Italia, in una lettera inviata al ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Alberto Bonisoli. “ In attuazione del suddetto programma ‘Magna Grecia’ lo scorso novembre il Segretariato Generale del ministro ha pubblicato un avviso pubblico per la selezione di proposte anche a carattere integrato di scala territoriale/locale per l’attuazione del programma Magna Grecia, finalizzato a selezionare proposte di progetti, anche integrati di scala territoriale, comprendenti interventi di fruizione e valorizzazione, anche a fini turistici, di poli di rilevanza strategica del patrimonio culturale del territori della costa ionica e dei comuni contermini anche volti a valorizzare il ruolo di Matera quale porta dei Mediterraneo e capitale europea della cultura per il 2019. Lo scorso 2 maggio – scrive Latronico – sono stati pubblicati gli atti e gli esiti dell’istruttoria e valutazione delle proposte progettuali candidate. Risulta approvato con un punteggio di 83/100 il progetto ‘Magna Grecia – da Pitagora alla nuova cittadinanza temporanea euromediterranea, candidato dal Comune di Bernalda (Matera) che, entro i limiti temporali sanciti, ha provveduto a trasmettere gli atti relativi alla formalizzazione della forma associativa dei Comuni proponenti. Al momento, però, non risulta ancora sottoscritto l’atto di convenzione tra MiBACT e Comune di Bernalda quale soggetto capofila in qualità di beneficiario/soggetto attuatore, atto indispensabile per dare avvio al progetto stesso ”.

Giu 122018
 

Si è chiusa domenica 10 giugno a Venosa, con il giornalista Roberto Napoletano sul
palco di Piazza Orazio e il suo appassionato monologo di presentazione del libro “Il Cigno nero e il
Cavaliere bianco”, la terza edizione del festival del libro Borgo d’Autore, la rassegna letteraria e
culturale ideata e organizzata dall’associazione culturale «Il Circo dell’Arte», che ancora una volta
ha trasformato il centro oraziano in una cittadella della cultura, attraverso incontri con gli autori,
dibattiti, laboratori, spettacoli, attività per bambini e aperture straordinarie di monumenti.
Significativi i numeri della manifestazione: oltre 50 gli eventi che hanno caratterizzato le tre
giornate del festival, 34 gli autori ospitati, 33 gli espositori in fiera (in gran parte piccoli editori di
tutta Italia), 9 le iniziative rivolte ai più piccoli realizzate in collaborazione con le scuole, 2
laboratori (uno di scrittura creativa e uno di calligrafia), 2 workshop dedicati a stampa e radio.
Tra gli autori intervenuti a Borgo d’Autore 2018, oltre a Napoletano, nomi di primo piano come gli
scrittori Corrado De Rosa, autore di “L’uomo che dorme”, e Marco Ciriello, che ha portato a
Venosa il suo ultimo libro “Un giorno di questi”, la giornalista Marta Ottaviani, profonda
conoscitrice delle vicende politiche della Turchia, che ha presentato il saggio “Il Reis”, in cui
ricostruisce l’ascesa politica e la svolta autoritaria del presidente turco Erdogan, l’archeologo Paolo
Brusasco, autore del libro “Dentro la devastazione”, che ha raccontato le sistematiche
devastazioni attuate dell’ISIS ai danni del patrimonio culturale di Siria e Iraq, la star del web Il
Signor Distruggere, al secolo Vincenzo Maisto, che ha parlato del suo libro “Le pancine d’amore”,
aprendo uno spaccato sul mondo, a molti sconosciuto, delle mamme che si scambiano pareri e
consigli su Facebook.
Soddisfazione da parte del responsabile organizzativo del festival, Pasquale Capiello, che ha
dichiarato: «Siamo stati premiati dal pubblico per la scelta di dare piena valorizzazione a Piazza
Orazio, tornata da poco a nuovo splendore, che è stata la scenografia di tutte le presentazioni e
degli incontri con gli autori, trasformandosi, così, in punto di aggregazione dove parlare di libri e di
cultura, non solo per i cittadini di Venosa, ma anche per i tanti turisti arrivati durante il fine
settimana. La ricchezza di Borgo d’Autore sta nella grande varietà di genere dei libri presentati
durante la rassegna, che spaziano tra gli argomenti più vari, per venire incontro alle diverse fasce
di pubblico. Ciò non ci ha impedito di individuare alcuni percorsi tematici, come ad esempio il
tema della legalità, con i libri dell’avvocato Massimiliano Arena e del magistrato Giuseppe
Pellegrino; oppure la riscoperta della nostra terra, con varie pubblicazioni dedicate alla Basilicata
vista da prospettive insolite; o ancora lo sguardo sul mondo, con Marta Ottaviani e Paolo
Brusasco, che hanno scritto di Turchia e Medio Oriente.»
«Il notevole aumento di case editrici partecipanti alla fiera dell’editoria – ha proseguito Cappiello –
è uno dei valori aggiunti di questa edizione, perché ci ha permesso di mettere in rete esperienze e
idee. Al tempo stesso ha fatto conoscere la nostra incantevole città a persone che hanno a che
fare ogni giorno con la cultura e sono capaci di apprezzare le bellezze di cui è ricca. Inoltre,
l’apertura in occasione del festival delle catacombe ebraiche e del museo episcopale ha richiamato
in città numerosi visitatori, consentendoci di proseguire la nostra azione di promozione del
territorio.»

Mag 282018
 

Ecco quanto ha anticipato alla stampa il consigliere regionale della Basilicata di Fratelli d’Italia Gianno Rosa: “Un contributo straordinario di 700.000 euro al Comune di Potenza per l’ampliamento dello Stadio Viviani e il finanziamento del fondo per le leggi di iniziativa consiliare; questi sono i due emendamenti che abbiamo presentato e che saranno discussi durante l’approvazione del bilancio previsionale 2018-2020 e della Stabilità 2018.

Ancora una volta la Giunta ‘dimentica’ il fondo per il finanziamento delle leggi di iniziativa consiliare. Se non se non fosse che è diventata una consuetudine potremmo pensare a una svista. Già l’anno scorso, solo a seguito del nostro emendamento, fu finanziato il fondo .

Pittella ha forse paura che i Consiglieri, magari di minoranza, facciano meglio dei ‘suoi’ uomini?

Che riescano ad interpretare meglio le esigenze dei cittadini e a tradurle in atti concreti?

Non ci spieghino altrimenti l’abitudine di lasciare a secco il fondo che serve per le leggi di iniziativa consiliare o quella pessima abitudine di finanziare le leggi della sua Giunta con quello stesso fondo.

Pessimo atteggiamento per la massima carica della Regione. Come si può pretendere che i cittadini rispettino le istituzioni se perfino il Governatore se ne fa beffe?

Per fortuna ci siamo accorti in tempo della ‘svista’. Altrimenti, tutti i provvedimenti che giacciono nelle Commissioni, già approvati dai Consiglieri, e che attendono solo la copertura finanziaria, rimarrebbero ancora in attesa di un ‘cortese’ cenno della Giunta.

Quello di non rimpinguare il fondo per le leggi dei Consiglieri è, infatti, una tecnica di controllo: cercare una copertura per una qualsiasi norma, senza quel fondo, diventa un estenuante tira e molla con gli Assessori, che alla fine hanno la possibilità di ostacolarla.

Male. Anzi malissimo.

E proprio per evitare che si perda tempo a cercare di ‘convincere’ la Giunta che abbiamo anche proposto il contributo per l’ampliamento del Viviani.

Sappiamo che c’è stata già un’interlocuzione tra Comune di Potenza e l’Assessore competente, che ha rinviato a data da destinarsi. Come sempre, si prende tempo.

Noi riteniamo che la data utile sia proprio l’approvazione del Bilancio. Del resto si parla di contributo straordinario.

E quale momento migliore per trovare i fondi se non quello in cui si discute dello strumento finanziario principe della Regione?

Il Viviani è un bene storico-architettonico coperto da vicolo. È un patrimonio della Regione tutta e come tale merita attenzione. Il contributo straordinario di 700.000 euro è a parziale copertura di un piano di adeguamento e ampliamento già approvato dal Comune. Dunque, si tratta di fondi destinati ad un preciso progetto che una volta portato a termine nel suo complesso garantirà la riqualificazione dell’intero immobile.

Nel frattempo, però, con questo contributo si garantiranno i fondi necessari per l’ampliamento.

L’emendamento sarà portato in Commissione dove tutti i Consiglieri potranno dire la loro, come è giusto che sia un una democrazia.

Parola difficile da comprendere per Pittella e la sua Giunta”.