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Apr 232018
 

Pag Taviano Geosat Geovertical Lagonegro 2-3 (21 aprile 2018)

Pag Taviano : Barajas 1, Percoco, Avelli, Astarita 15, Torsello 5, Bigarelli 30 , Ruiz 21 , Mariella , Smiriglia8 , Klek , Piedapalumbo 2. All. Lichelli.

Geosat Geovertical Lagonegro: Kindgard 7 , Milushev , Boscaini15 , Giosa 11, Fortunato, Amouah 28, Maiorana 7 , Copelli 9, Leone , Sardanelli, Roberti, Copelli . All. Falabella

NOTE: Lagonegro 12 Muri , 4 ace , 12 errori in battuta , 41% in attacco ,in ricezione (29%) 54%;
Taviano 11Muri ,4 ace , 14 errori in battuta , 45% in attacco, in ricezione (24%) 47%.
25-21, 20-25, 25-16, 29-31, 13-15
Durata set : 31’, 30’, 27’,44’, 21’ 2h 55’
300 spettatori circa
Era la gara della stagione, era la gara da non sbagliare. Una gara da cardiopalma dove le emozioni si sono susseguite e quanto tutto sembrava rimandare a gara 4 la tecnologia ha fatto la sua parte ma il gruppo di Falabella ha fatto ancor di più. 26 pari e punto a Lagonegro , partita riaperta sul 2-2 . Si gioca ancora un 5 set, bisogna ritrovare la forza nelle gambe e la lucidità. Ognuno come sempre fa la sua parte e si scrive un epilogo che importante: un altro tie break e ancora tante emozioni al cardiopalma, come l’intera stagione che ha visto la squadra di Falabella, e l’intero ambiente biancorosso, combattere anima e cuore a questa meritatissima salvezza. L’ ultima palle cade a terra e passano nella mente tutte le vicissitudini di una stagione che viene incorniciata da una finale esagerato e perfetto sul ogni piano: tecnico, tattico, fisico ed emozionale. La pallavolo insegna anche questo: mai darsi per vinti, mai arrendersi perché solo il duro lavoro paga e per riprendere le parole del regista Sorrentino “nella vita il pareggio non esiste” e contro un indomabile avversario serviva vincere : la Geosat Geovertical la ha fatto e scrive ancora la storia.
Cronaca
Inizio equilibrato fino a quando la prima possibilità di portarsi in vantaggio è del Taviano sul 10-6. Un ace di Kindgard e un muro di Maiorana permettono ai lagonegresi di accorciare sul 12-10 ma la fase successiva è un crescendo dei leccesi che si portano sul 17-11. Capitan Giosa e compagni provano a d accorciare e le distanze si riducono al minimo sul 18-16 ma Torsello e il solito Astarita si fanno sentire e il primo set è nelle mai dei padroni di casa.
Secondo set inizia con il vantaggio lagonegrese siglato a turno da Amouah, Copelli e Boscaini che costringe mister Licchelli a chiedere il tempo. Bigarelli prova a dare uno scossa ai suoi ma in questo set si fanno sentire Amouah e Boscaini e il vantaggio lagonergese aumenta 10-16. Mantiene il vantaggio la formazione di falabella che con il suo capitano da centro buca la difesa leccese (13-19). Ruiz con una pipe prova ad accorciare i conti sul 16-21 ma ancora Amouah si fa sentire : è sempre +4 Lagonegro. Nel finale Falabella chiama il tempo ma a chiudere il set ci pensa Kindgard con un pallonetto che sigla anche il suo 5 punto della gara.
Terzo set inizia come una situazione diametralmente opposta a quella precedente con il Taviano che si porta sul 7-3 con Ruiz sugli scudi e Falabella costretto a chiedere il tempo. Nulla cambia al rientro e la fuga del Taviano continua così Falabella chiede il tempo nuovamente sul 10-4. Set completamente da dimenticare per i lagonegresi che soccombono allo strapotere di Ruiz . Falabella cambia Roberti al posto di Amouah e Leone al posto di Kindgard ma la situazione non cambia e il Taviano si aggiudica facilmente il set.
Quarto set ritorna l’equilibrio con i soliti Ruiz e Bigarelli da una parte e Amouah e Boscaini dall’altra fino a quando arriva il primo vantaggio locale 13-11 a firma di Astarita che viene poi ribaltato da Boscaini e capitano Giosa che sigla il 15-19. Non riescono ad amministrare però il vantaggio i lagonegresi che si lasciano recuperare dal Taviano sul 22 punto con Ruiz . Ma quando la gara sembra prendere una piega diversa ed ecco che servono i vantaggi per chiudere il set: poi un primo video check annulla la prima palla match del Taviano sul 26-25, altre tre occasioni per i salentini vengono annullate dai lagonegresi che quando hanno l’occasione di chiudere il set lo fanno ed è ancora un altro tie break a decidere la gara.
Quinti ed ultimo set della serie sempre altalenante : un punto per parte nessuna fuga come si era vista negli altre due. Quando si va al cambio campo è 8-9 i tecnici usano i time disponibili ma nel finale la lucidità e la freddezza lagonegrese prevale e alla prima occasione i lagonegresi chiudono il set, la gara ma soprattutto la serie dei play out che permettono alla formazione di mister Falabella di restare ancora nell’olimpo del volley.
Paola Vaiano

Apr 232018
 

Anticipazioni rapporto Ires-CGIL su situazione economica e occupazionale in Basilicata nel 2017
Commento di Giovanni Casaletto* e Angelo Summa**
Un estratto del rapporto con grafici e tabelle è su www.iresbasilicata.it. Il rapporto definitivo sarà pubblicato a maggio ed oggetto di discussione in una sessione pubblica

Giovani, donne, precari, inattivi, spopolamento. Queste le aree di crisi della Basilicata, che nel 2017 fanno registrare dati sconfortanti e, soprattutto, in controtendenza rispetto alle medie nazionali e ai dati in live ripresa delle altre regioni del Mezzogiorno. La Basilicata non è una regione per giovani e non è una regione per donne.
L’occupazione in Basilicata nel 2017 è crollata a livelli preoccupanti, la crescita cominciata nel 2014 ha subito una significativa flessione già nel biennio 2015-2016 ed allo stesso tempo è sensibilmente accresciuto il ricorso alla Cassa integrazione. Nella media 2017 gli occupati sono diminuiti del 2,2% rispetto al 2016. La dinamica dell’occupazione in corso d’anno nella regione è peggiore rispetto al Mezzogiorno in tutti i trimestri e tende decisamente a peggiorare negli ultimi tre mesi, interrompendo bruscamente il trend di avvicinamento ai livelli di occupazione pre-crisi. Nella media del 2017 gli occupati in regione erano circa 188 mila, 4 mila in meno rispetto al 2016 e ben al di sotto dei livelli occupazionali raggiunti prima della crisi (circa 194.000 occupati nella media del 2008). Il calo dell’occupazione è in larga parte ascrivibile alla componente femminile (-4,6%) dopo il forte incremento dell’anno precedente (+6,5%) a fronte di una flessione più moderata degli uomini (-0,7%). Nel Mezzogiorno, viceversa, la dinamica di genere è più favorevole per le donne (+1,6% a fronte del +0,9% dei maschi).
Ma se in generale il dato occupazionale si manifesta negativo, drammatica è la situazione per quanto riguarda il segmento giovanile. Come detto in premessa, il segmento del mercato del lavoro più duramente colpito dalla “lunga crisi” è quello giovanile (15-34 anni). In questa fascia torna a calare l’occupazione (-7,2%) dopo due anni di decisa ripresa (+4,1% e +7,6% rispettivamente nel 2016 e nel 2015). Nel Mezzogiorno (+0,1%) resta sostanzialmente ferma sui livelli dell’anno precedente. Sono circa 40 mila i giovani under 35 della Basilicata occupati nel 2017 a fronte dei circa 56 mila del 2008. Flettono gli occupati nelle classi d’età centrali (-1,0%) in linea con la flessione dell’anno precedente mentre resta sostanzialmente stabile il numero degli occupati con 50 anni e più che negli ultimi anni avevano sostenuto i livelli occupazionali. A ciò si affianca anche un dato negativo relativo alla disoccupazione: nel 2017, il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) è salito decisamente passando dal 34,2% al 38,1% vanificando parte del recupero effettuato nel triennio precedente (oltre 20 punti rispetto al 55,6% registrato nel 2013) collocandosi su livelli comunque lontani da quelli medi del Mezzogiorno (51,4%). Ma soprattutto quell’area di giovani che né studiano né sono coinvolti in percorsi lavorativi o di formazione in alcun modo: i NEET, un terzo dei giovani lucani.
Il Neet rate in diminuzione anche al Sud di meno di mezzo punto (37,5% nel 2016 e 37,2% nel 2017) riprende a crescere in Basilicata (31,5% nel 2017 vs. il 30,7% del 2016). Un ulteriore elemento di preoccupazione è costituito dal fatto che la condizione di Neet, generalmente prevalente tra i meno istruiti, si è diffusa con la crisi ai giovani con titoli di studio elevati: la quota di diplomati e laureati sul totale è passata, in regione, da circa il 50% del 2008 a circa il 70% nel 2017.
Un’altra notazione strutturale attiene all’evoluzione demografica ed alla trasformazione occorsa nelle regioni del Sud, da regioni a più forte crescita demografica a regioni in declino demografico attuale e prospettico. Dal dopoguerra ad oggi il Mezzogiorno e la Basilicata hanno sperimentato una forte contrazione del tasso di fecondità passando dagli oltre 3 figli per donna degli anni ‘50 a poco più di uno negli anni 2000. Ancora più accentuata è stata la flessione in Basilicata: partita da valori superiori a quelli medi meridionali negli anni ’50 nel 2017 il numero medio di figli per donna si attesta all’1,23
nella regione contro l’1,30 del complesso delle regioni meridionali. Secondo le previsioni, la Basilicata al 2045 perde 89 mila abitanti, di cui 62 mila e 61 mila nelle classi d’età 0-29 e 30-74 anni ed un aumento di circa 34 mila nella classe d’età 75 e oltre. Ancora più problematica sarebbe la situazione al 2065, con una flessione della popolazione residente regionale stimata in circa 179 mila unità e complessivamente sotto i 400 mila abitanti.
In flessione è l’export, dopo il positivo biennio precedente, dato ascrivibile al settore dei mezzi di trasporto, le cui vendite all’estero sono diminuite, a differenza degli aumenti registrati nelle regioni del Centro-Nord, dove nel 2017 la crescita è del 7,1%, e nel complesso del Mezzogiorno, dove le esportazioni sono aumentate del 9,8%.
I dati in ripresa della demografia d’impresa accendono qualche speranza cui si contrappongono le preoccupazioni per l’ulteriore razionamento del credito a disposizione degli operatori. Ancora, i flussi di pendolarismo verso le regioni del Centro-Nord che coinvolgono una quota non piccola di lavoratori regionali, istruiti e alla ricerca di posizioni stabili, è un indizio di come il sistema produttivo locale fatichi a produrre “buona occupazione”. Relativamente a ciò, per fare un esempio, la capacità di andare sui mercati esteri da parte del sistema produttivo locale è di fatto sostenuta dall’unico impianto dell’automotive presente; troppo poco in un’era caratterizzata da una marcata globalizzazione e da un’organizzazione produttiva sempre più incentrata sulle catene globali del lavoro transazionali.
*Presidente Ires Basilicata
**Segretario Generale CGIL Basilicata

Ott 212017
 

Il 21 ottobtre 2017, in occasione della partita di calcio femminile a 5 di Coppa Italia tra la Venus Lauria e la Futsal Episcopia, sono stati raccolti dei fondi per aiutare nelle cure la piccola Zoraya che sta attraversando un periodo di particolare difficoltà. Il presidente dell’Avis di Lauria Antonio Battafarano e l’assessore comunale Antonino Amato hanno salutato il pubblico accorso al Pala Alberti.

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Ott 122017
 

Da Palermo al Lago Maggiore a piedi in sette mesi: così Darinka Montico ha deciso di sfidare se stessa e inseguire il suo sogno, quello di camminare. È partita dalla Sicilia per arrivare dopo 2.900 km a Baveno, il suo paese, senza soldi, solo con lo zaino e due paia di scarpe. E passo dopo passo, ha iniziato a raccogliere i sogni delle persone che incontrava lungo il cammino. Perché, in fondo, le persone desiderano solo essere ascoltate con il cuore.
Il 15 Ottobre arriva a Francavilla sul Sinni presso il Circolo ARCI FrancaViva dalle ore 18:30. UNICA DATA IN BASILICATA.

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Lug 042017
 

Il 3 luglio 2017 è stata celebrata un messa in suffraggio di mons. Vincenzo Cozzi nel quarto anniversario della sua dipartita (3 luglio 2013). A presiedere il rito mons. Vincenzo Orofino vescovo di Tursi-Lagonegro. Al momento religioso hanno partecipato tra gli altri don Guido Barbella e don Marcello Cozzi.


I momenti salienti della Messa e l’omelia


Le interviste: Rino Sempiterno, don Marcello Cozzi, mons. Vincenzo Orofino, don Guido Barbella