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Apr 122018
 

Un sondaggio rivela che attualmente in Italia sono oltre 46mila i casi di persone che i Testimoni di Geova hanno
aiutato a liberarsi da fumo, droga, alcolismo, gioco d’azzardo, violenza domestica e altre piaghe sociali
Con i suoi 255mila fedeli e gli altrettanti simpatizzanti, quella dei Testimoni di Geova rappresenta la seconda
confessione cristiana in Italia, se si contano i cittadini italiani. I Testimoni di Geova sono molto conosciuti per la loro
opera di evangelizzazione, ma spesso i benefìci sociali di tale opera passano inosservati. È possibile quantificare
l’influenza positiva che i Testimoni di Geova esercitano sul tessuto sociale?
I Testimoni di Geova hanno realizzato un sondaggio all’interno delle loro 3.592 comunità (2.592 sono italiane, 65
nella lingua dei segni italiana e altre 935 in 25 lingue straniere). Oggetto del sondaggio sono stati otto problemi che
incidono – a volte molto profondamente – sul tessuto sociale, non solo sulle persone ma anche sull’economia del
paese. I primi sei sono (1) droga, (2) alcolismo, (3) fumo, (4) gioco d’azzardo, (5) violenza domestica, (6) linguaggio
violento o volgare. Inoltre il sondaggio ha rilevato il numero di coloro che, grazie all’impegno dei Testimoni, (7)
hanno modificato comportamenti che in precedenza li avevano portati ad avere problemi con la legge e (8) hanno
superato crisi all’interno del matrimonio. In quanti casi i Testimoni di Geova sono riusciti ad aiutare le persone ad
abbandonare vizi e comportamenti nocivi come quelli summenzionati? Il numero è tanto sorprendente quanto
rilevante: oltre 46mila.
Analizziamo i dati nello specifico:
Droga: 2.592 – Rappresenta oltre l’un per cento della comunità dei Testimoni di Geova in Italia: si tratta – vale la
pena ribadirlo – di persone che, studiando la Bibbia con i Testimoni, hanno definitivamente chiuso con la dipendenza
dalla droga.
Alcolismo: 2.882 – Tanti sono coloro che in ossequio ai principi biblici si sono liberati dalla dipendenza dall’alcol (i
Testimoni di Geova non sono contrari, tuttavia, a un uso moderato di bevande alcoliche).
Fumo: 20.557 – È il numero di coloro che, grazie ai Testimoni di Geova, hanno smesso di fumare. Hanno preso
questa decisione per seguire il principio biblico che raccomanda di rispettare il proprio corpo e la santità della vita.
Gioco d’azzardo: 2.432 – Pensando agli effetti devastanti del comportamento del giocatore patologico sulla famiglia
e su ognuno dei suoi componenti, è incoraggiante pensare che, grazie agli insegnamenti della Bibbia e all’impegno
dei Testimoni di Geova, 2.432 persone, e forse altrettante famiglie, abbiano trovato rimedio a questo dramma.
Violenza domestica: 2.120 – Sono coloro che, conoscendo e mettendo in pratica i principi biblici, hanno
abbandonato comportamenti aggressivi e violenti: verbali, psicologici e fisici. Il benessere del partner (qualsiasi
religione professi), il rispetto reciproco e in generale la qualità di vita del nucleo familiare sono obiettivi inderogabili
per essere (o rimanere) Testimoni di Geova.
Linguaggio violento o volgare: 12.218 – Tanti sono coloro che, prima di diventare Testimoni, usavano un linguaggio
caratterizzato da aggressività e scurrilità, ma che sono riusciti nell’impresa di abbandonare tale modo di parlare.
Problemi con la legge: 1.545 – Sono coloro che, grazie all’operato dei Testimoni, si sono messi completamente alle
spalle precedenti problemi con la legge. Gli insegnamenti biblici ribadiscono più volte la necessità della coerenza. In
certi casi per conformarsi ai princìpi della Bibbia sono necessarie scelte drastiche, ma che possono essere alla portata
di tutti: lo dimostrano gli attuali 1.050 detenuti che all’interno delle carceri italiane stanno studiando con i ministri di
culto dei Testimoni di Geova. È già dal 1976 che i Testimoni di Geova operano gratuitamente nelle carceri, con egregi
risultati nel campo dell’integrazione e del recupero sociale, stando ai commenti dei responsabili degli istituti di pena.
Crisi matrimoniali: 2.368 – Sono le coppie all’interno della comunità italiana dei Testimoni di Geova che, grazie
all’aiuto dei princìpi biblici, si sono riunite dopo una precedente separazione o erano vicine alla separazione e hanno
deciso di rimanere unite. Per i Testimoni di Geova il matrimonio è sacro e va quindi difeso con ogni sforzo, anche se
uno dei coniugi non è Testimone.
La Torre di Guardia e Svegliatevi!, i periodici editi dai Testimoni di Geova, sono le riviste più tradotte e diffuse al mondo e trattano spesso argomenti socialmente educativi.

Apr 112018
 

Ci sono persone che hanno anticipato i tempi, che hanno guardato oltre e indicato strade ancora da nessuno praticate. Voci che si sono innalzate per difendere la dignità degli uomini e che guardando il Cielo non hanno mai tolto i piedi dalla Terra. L’inquietudine del loro pensiero e la forza delle loro parole hanno offerto la visione di un mondo diverso e ci hanno detto che solo una coscienza che non dà mai nulla per scontato e che si pone dubbi può restituirci libertà e speranza.

Ancora una volta, anche quest’anno, il Ce.St.Ri.M. e Libera realizzano “Coscienze Inquiete”, un percorso di incontri e dibattiti durante i quali personaggi autorevoli racconteranno le storie e il pensiero di uomini che hanno segnato le recenti vicende del nostro paese: Lorenzo Milani, Primo Mazzolari, Tonino Bello e David Turoldo.

Il percorso si svilupperà tra marzo e maggio in alcuni comuni della Provincia di Potenza, in collaborazione con scuole, associazioni e parrocchie.

Il secondo incontro, dal titolo “Don Tonino Bello, il servizio” si terrà il giorno 12 aprile 2018 alle ore 18:00 a Latronico presso il Museo Mula.

Sarà presente Tonio Dell’Olio, Presidente Pro-Civitate Christiana di Assisi.

Apr 112018
 

Appennino Bike Tour, la pedalata ecologica più famosa d’Italia, ha toccato lunedì 9 aprile il borgo di Abriola, il paese del Parco dell’Appennino Lucano che per il secondo anno ospita questo importante evento sportivo come comune-tappa.
La tappa numero 23, muovendo da Muro Lucano e attraversando il territorio di Pignola, altro comune del Parco, è giunta ad Abriola intorno nel tardo pomeriggio come previsto, dove ha trovato ad accogliere la carovana colorata di atleti e appassionati di ciclismo, il sindaco Romano Triunfo insieme alle autorità del luogo, i ragazzi del servizio civile, la Protezione Civile, gli atleti dello Sporting Club Abriola e molti cittadini.
A guidare la squadra è stato il campione italiano Ultracyclist Omar Di Felice, protagonista dell’Appennino Bike Tour di quest’anno, vincitore delle più importanti competizioni internazionali del settore e autore di viaggi estremi nel Mondo.
All’arrivo grande entusiasmo e foto-ricordo collettiva, con il maxi-cartello che sta unendo i 43 comuni di tutta Italia sotto il segno della ciclo-via appenninica.
Il Sindaco di Abriola Romano Triunfo ha omaggiato Omar Di Felice di una stampa litografia del patrono San Valentino autografata, ed il direttore dell’associazione Vivi Appennino, Enrico Della Torre, di un gagliardetto del Comune.
“Noi siamo soliti accogliere i nostri ospiti omaggiando la stampa del nostro Santo Patrono, come per ogni attività che decliniamo sulla valorizzazione delle nostre radici culturali e religiose –ha detto il primo cittadino di Abriola Romano Triunfo. Il turismo religioso e ambientale, unito a quello culturale ed enogastronomico, sono i punti di forza della nostra offerta, a cui si aggiunge la ciclo-via dell’Appennino, che va a migliorare il brand.”
L’evento sportivo Appennino Bike Tour, arricchisce, dunque, l’offerta di turismo outdoor di tutto il Parco dell’Appennino Lucano, che lo ha sostenuto e patrocinato, e che può contare già su una ricca rete di percorsi e sentieri fruibili sia per il trekking che per mountain bike, oltre alla rete degli attrattori, come ‘Il ponte alla luna’ di Sasso di Castalda, o il complesso sciistico di Pierfaone che, insieme alla rete dei CAES e degli operatori della ricettività, compongono un comprensorio turistico di tuto riguardo.
In particolare per Abriola, spiega il sindaco Triunfo, “contiamo già su percorsi che si snodano lungo la vecchia strada ferrata, il centro abitato, il bosco e le stradine adiacenti. Abbiamo inoltre realizzato una pista di skateboard e una pista ciclabile”.
Nel corso della tappa ad Abriola è stato siglato un protocollo tra il sindaco Triunfo, per il Comune, ed Enrico Della Torre, presidente dell’associazione Vivi Appennino, promotrice di Appennino Bike Tour, da estendere a tutti i paesi del Parco, e da indirizzare al ministero dell’ambiente per sostenere il progetto del giro. Il campione Omar Di Felice si è intrattenuto con i presenti dialogando e firmando autografi.
A breve si terrà una manifestazione nazionale che toccherà tutti i comuni-tappa di Appennino Bike Tour per valorizzare le ciclo-vie.

Mar 282018
 

“La concreta realizzazione del Parco della Magna Grecia costituisce un obiettivo prioritario per il nostro territorio e per l’intero Paese. Basti pensare che, con l’ ultima Legge di Bilancio è stato integrato il fondo per il sostegno delle azioni di valorizzazione dei beni culturali, archeologici ed ambientali del comprensorio ricadente nella Magna Grecia, risorse che si aggiungono a quelle già stanziate con il decreto Mezzogiorno. Tutto ciò al fine di proseguire il consolidamento di un programma di sostegno della progettazione del sistema territoriale della Magna Grecia, connesso al prestigioso progetto di Matera capitale europea della cultura 2019”. E’ quanto scrive l’ex parlamentare lucano, Cosimo Latronico, promotore del Parco della Magna Grecia, in una lettera al Capo della direzione VI del Dipartimento del tesoro del MEF, Giuseppe Maresca. “ Al solo fine di valorizzare ulteriormente quanto su esposto, sarebbe, a mio avviso, importante poter ottenere il conio di una moneta evocativa del Parco della Magna Grecia, moneta volta ad attestare storicamente questo evento”.

Mar 232018
 

Sabato 24 marzo ore 12.15 e domenica 25 ore 6.20 – Il Comune protagonista del programma Borghi d’Italia su Tv2000 è Tursi (Matera). Inserito in un territorio agricolo tra i fiumi Sinni e Agri. Tursi si caratterizza per i suoi imponenti calanchi e per i rigogliosi e colorati aranceti; il paese ospita anche l’antica diocesi di Tursi -Lagonegro. Il conduttore Mario Placidini presenta il centro storico, sormontato dalla ”Rabatana” l’antico borgo arabo, ma sono in evidenza la cattedrale, la chiesa di Santa Maria Maggiore, con i suoi affreschi, la chiesa di San Filippo Neri e il santuario della Madonna di Anglona. Uno spazio è dedicato anche al Parco Letterario intitolato al grande poeta di casa Albino Pierro. Non mancheranno i piatti tradizionali e le altre tipicità.

Mar 192018
 

La Cgil Basilicata aderisce alla XXIII edizione della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie” promossa da Libera e che si terrà il 21 marzo a Foggia e contemporaneamente a Sarconi (Potenza) in Basilicata per la manifestazione di Libera Basilicata. Legalità, sviluppo, lavoro, diritti e dignità sono temi cari alla Cgil che riguardano trasversalmente tutto il Paese ma toccano principalmente il sud. Le economie illegali condizionano lo sviluppo di un territorio. La legalità è quindi condizione indispensabile per uno sviluppo sano a duraturo, tale da consentire alle imprese di investire nel mezzogiorno, agli amministratori di non subire condizionamenti di alcuna natura e ai lavoratori di vedersi rispettati tutti i diritti. Invece siamo costretti ad assistere ad una preoccupante escalation di fenomeni di diffusa illegalità, Basilicata compresa. Per sconfiggere le mafie serve una forte azione culturale che dia anche risposte al diffuso disagio sociale e occupazionale che la nostra regione vive. Per questo motivo la Cgil Basilicata aderisce alla manifestazione di Libera del 21 marzo, insieme per ricordare le oltre 900 vittime innocenti delle mafie e per farsi portavoce di una richiesta di verità e giustizia.

Mar 192018
 

Ritorna anche quest’anno a Pescopagano (Potenza) il 25 marzo, l’appuntamento con l’antico rito della “Passata”. L’evento organizzato dal gruppo “Pescopagano eventi”, si svolgerà nel Parco della Rimembranza, a partire dalle ore 12 e 30. Al rintocco delle campane, i bambini della comunità di sesso maschile, di età compresa tra i due mesi ed i tre anni, verranno “passati” attraverso un arco ottenuto da un ramo di rovo privato di foglie e spine. L’antico rito di origine agraria, che si credeva potesse preservare i più piccoli dall’ernia infantile e del quale si trova testimonianza anche negli scritti di Catone, prevede che, mentre due persone mantengono divaricata l’apertura dell’arco, quelli che vengono indicati come i
“compari” ricevano dalle mani della madre il bimbo per fargli compiere tre cerchi al di sopra e dentro l’arco del rovo, secondo la valenza magica del numero dispari. Terminato il rito i bambini vengono avvolti in una coperta e
portati nella chiesa dell’Annunziata per essere rivestiti ai piedi dell’altare. Il
rovo viene poi rinchiuso e rivestito con del muschio per evitarne il
disseccamento, così da tornare a germogliare in nome di una “magica”
connessione tra la salute del bambino e la vitalità dell’arbusto. Il rito di
Pescopagano, che rievoca il momento del parto, è soltanto un aspetto di un
culto ampiamente diffuso fino alla fine del secolo scorso dall’ Inghilterra alla
Spagna e dal Portogallo all’Armenia. L’evento, tornato ad animare il paese
nel 2014, dopo 25 anni di assenza, per iniziativa appunto del gruppo
“Pescopagano eventi”, richiama nel centro lucano numerosi curiosi e turisti.
“Lo scopo del rito era quello di proteggere il bambino dall’ernia infantile e
preservane la fecondità – spiega Antonio Zazzerini del gruppo ‘Pescopagano
eventi’ – e noi da tempo cerchiamo di riproporre rituali andati perduti che
speriamo possano concorrere alla promozione del nostro territorio”.

Mar 162018
 

Ci sono persone che hanno anticipato i tempi, che hanno guardato oltre e indicato strade ancora da nessuno praticate. Voci che si sono innalzate per difendere la dignità degli uomini e che guardando il Cielo non hanno mai tolto i piedi dalla Terra. L’inquietudine del loro pensiero e la forza delle loro parole hanno offerto la visione di un mondo diverso e ci hanno detto che solo una coscienza che non dà mai nulla per scontato e che si pone dubbi può restituirci libertà e speranza.

Ancora una volta, anche quest’anno, il Ce.St.Ri.M. e Libera realizzano “Coscienze Inquiete”, un percorso di incontri e dibattiti durante i quali personaggi autorevoli racconteranno le storie e il pensiero di uomini che hanno segnato le recenti vicende del nostro paese: Lorenzo Milani, Primo Mazzolari, Tonino Bello e David Turoldo.

Il percorso si svilupperà tra marzo e maggio in alcuni comuni della Provincia di Potenza, in collaborazione con scuole, associazioni e parrocchie.

Il primo incontro, dal titolo “Don Lorenzo Milani, l’educazione” si è svolto il 15 marzo alle ore 17.30 a Lagonegro presso la Sala Consiliare in collaborazione con la locale amministrazione comunale e l’Istituto di Istruzione Superiore “F.De Sarlo- G.De Lorenzo”; è stato presente Paolo Landi, ex alunno della Scuola di Barbiana.


La conferenza


Le interviste: Paolo Landi, don Marcello Cozzi, Gerardo Melchionda, scolaresca di Laino Castello con professoressa Chitarelli, Pino Sabella

Mar 122018
 

Ci sono persone che hanno anticipato i tempi, che hanno guardato oltre e indicato strade ancora da nessuno praticate. Voci che si sono innalzate per difendere la dignità degli uomini e che guardando il Cielo non hanno mai tolto i piedi dalla Terra. L’inquietudine del loro pensiero e la forza delle loro parole hanno offerto la visione di un mondo diverso e ci hanno detto che solo una coscienza che non dà mai nulla per scontato e che si pone dubbi può restituirci libertà e speranza.

Ancora una volta, anche quest’anno, il Ce.St.Ri.M. e Libera realizzano “Coscienze Inquiete”, un percorso di incontri e dibattiti durante i quali personaggi autorevoli racconteranno le storie e il pensiero di uomini che hanno segnato le recenti vicende del nostro paese: Lorenzo Milani, Primo Mazzolari, Tonino Bello e David Turoldo.

Il percorso si svilupperà tra marzo e maggio in alcuni comuni della Provincia di Potenza, in collaborazione con scuole, associazioni e parrocchie.

Il primo incontro, dal titolo “Don Lorenzo Milano, l’educazione” si terrà il giorno 15 marzo alle ore 17.30 a Lagonegro presso la Sala Consiliare in collaborazione con la locale amministrazione comunale e l’Istiturto di Istruzione Superiore “F.De Sarlo- G.De Lorenzo”; sarà presente Paolo Landi, ex alunno della Scuola di Barbiana.

Feb 232018
 

Il Comitato pro- nuovo ospedale chiede più impegno da parte del governo cittadino. Proposto un incontro con il Commissario del San Carlo Maglietta. Scintille a distanza tra Domenico e Pasquale Mitidieri. Gli operatori sanitari
chiamati a scendere in piazza: “Quando si difendeva il tribunale, gli avvocati erano in prima fila!”

Il Comitato civico pro-nuovo Ospedale di Lagonegro ha organizzato il 21 febbraio 2018 un importante incontro nella sala consiliare del Municipio. Sono stati invitati i vertici dei sindacati lucani (Lombardi, Gambardella e Summa) oltre al consigliere regionale Romaniello.
“Ospiti” ma anche “padroni di casa” gli amministratori comunali con in testa il vicesindaco Giuseppe Sabella.
Si può certamente dire che l’incontro è stato molto forte nei toni. Rigettate le accuse di aver organizzato un’iniziativa a ridosso delle votazioni, dopo l’introduzione di Giuseppe Di Novi, ha preso la parola il presidente del Comitato l’ingegnere Pierino Mango. L’esperto rappresentate ha fatto brevemente la storia della rivendicazione sanitaria che ha radici antiche; Mango ha poi criticato frontalmente la classe politica che non si è fatta carico dei tanti problemi delle comunità, in particolare quelli dell’area sud della Basilicata. Lo spopolamento continuo è frutto della mancanza di servizi e di opportunità…. “Non si può affidare il sistema sanitario agli elicotteri!”.
L’ingegnere Mango ha raccontato un episodio davvero grave riguardante un bambino con insufficienza respiratoria ricoverato a Lagonegro. In un primo momento, dopo una serie di cure, era stato dimesso dalla struttura. Il suo intervento ha fatto aprire gli occhi ai medici che, vedendosi arrivare anche i carabinieri, hanno deciso di mantenere in osservazione il ragazzo che, secondo Mango, poteva anche morire se non riceva cure continue nella struttura… “la sanità non può essere gestita in questo modo!”
Nel corso della conferenza, da più parti è stato lanciato un appello affinchè anche i medici e gli addetti ai lavori della struttura sanitaria di Lagonegro scendano in campo. Il vicesindaco Sabella si è spinto a dire che per quanto riguarda la vertenza del Tribunale, gli avvocati fecero il diavolo a quattro. Oggi si avverte un silenzio assordante dagli operatori. Gli organizzatori del confronto sul punto hanno sparato a pallettoni affermando che ormai la regola è che non bisogna disturbare il conducente (l’allusione non tanto velata è indirizzata al presidente Pittella). Per l’ingegnere Mango anche l’Amministrazione Comunale deve uscire dal guado e deve con forza chiamare a responsabilità tutti i protagonisti di una vicenda che è ormai trentennale.
Sulla tempistica è intervenuto Carmine Lombardi della Uil evidenziando che non è possibile che in Basilicata occorrano 30 anni per realizzare qualcosa.
Le lungaggini fanno parte di un sistema che induce alla rassegnazione. Il sindacalista ha fatto l’esempio della Tito-Brienza: in quel caso i cittadini sono sfiduciati e le comunità non partecipano più nemmeno alle manifestazioni. Il concetto “ma ancora credete alle favole?” è grave e va assolutamente combattuto.
Altra questione sollevata è stata la posizione dell’ospedale di Villa d’Agri che riceverebbe un finanziamanto di 200 milioni per il suo potenziamento. Questa scelta regionale, se diventerà realtà, per il Comitato è uno schiaffo alle ispirazioni di Lagonegro, il sistema è diventato ormai schizofrenico….ci sono o non ci sono i soldi?
Il sindacalista Enrico Gambardella in rappresentanza della Cisl ha affermato che è sbagliato fare una guerra tra le varie realtà. La concorrenza non serve; le strutture lucane devono essere in ‘competizione’ con gli altri ospedali delle altre regioni.
Un tema che ha arroventato la discussione ha riguardato l’ ‘annessione’ dell’Ospedale di Lagonegro a quello del San Carlo. Pur comprendendo le difficoltà di una norma superata con un riposizionamento delle strutture, l’Asp è una certezza perchè garantisce un controllo sulle prestazioni. Senza controllo finirà che gli ospedali fagociteranno tutte le risorse economiche a danno della Medicina sul territorio. Su questo passaggio chiave si è soffermato il consigliere regionale Romaniello che aupica una fase in cui si facciano scelte….”il governo regionale sembra solo impegnato a spostare in aventi le scadenze senza intervenire”.
Molto interessante è stato anche il dibattito. La professoressa Flora ha posto l’accento sulle liste d’attesa che sono ormai la piaga anche dell’Ospedale di Lagonegro: una visita urgente non può essere effettuata dopo 1 anno! Così come il rapporto con il San Carlo è rimasto solo sulla carta, non vi è stato arricchimento professionale, gli specialisti sono rimasti ben fermi a Potenza. Sul punto Angelo Summa della Cgil si è detto preoccupato di un San Carlo in caduta libera che non è più polo d’eccellenza.
Tornando all’Ospedale di Lagonegro, questi è stato paragonato ad una stalla, ai limiti della decenza.
Ha rincarato la dose Domenico Mitidieri, già sindaco della città che ha attaccato duramente il primo cittadino in carica Pasquale Mitidieri. Per Domenico, Pasquale non può continuare ad essere un non sindaco. Nel rispetto umano, la situazione va chiarita e risolta. Sabella non è legittimato dal popolo…. “Si è buoni per andare ai comizi e poi però non si partecipa ad incontri cosi importanti come quelli sulla sanità! Pasquale deve chiarire!”.
Il clima si è fatto incandescente perché Domenico ha spaziato sugli altri temi di Lagonegro evidenziando che in paese non vi è più un cantiere, l’Amministrazione Comunale è assente a partire dal Laudemio dove le certezze sono solo le promesse.
Il vicesindaco Sabella ha cercato di parare i colpi evidenziando che è l’unità l’arma vincente per avere la costruzione del nuovo ospedale. Sabella ha anche difeso l’operato della giunta e l’impegno quotidiano. Il Comitato ha evidenziato, alla fine dell’incontro, che chiederà un tavolo urgente con il Commissario del San Carlo Maglietta per capire il futuro dell’Ospedale di Lagonegro. Aver azzerato tutto, ritornare ad avviare le procedure per la costruzione del nuovo ospedale e per la ristrutturazioen del vecchio, genera due opposti sentimenti: da un lato uno scoramento, dal’altro una ferma volontà a lottare. Pierino Mango sul punto è stato chiaro: “Io sono certo che riusciremo a tagliare il nastro del nuovo ospedale, costi quel che costi, ma dovremmo essere tutti più attivi, a partire dal governo cittadino che deve uscire dal silenzio…il conducente si può e si deve disturbare!”.