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Apr 172018
 

Il 16 aprile 2018 si sono celebrati a Lauria i funerali del Senatore Domenico Pittella. Il sacro rito è stato officiato dal Vescovo di Tursi-Lagonegro mons. Vincenzo Orofino. Tantissimi cittadini ed autorità hanno accompagnato il feretro lungo le strade della città.


Immagini ed interviste del 16 aprile 2018


Immagini ed interviste del 15 aprile 2018


L’intervista dell’Eco al Senatore Pittella (2011)
Domenico Pittella ha raccontato la sua lunga carriera di medico e di politico ai nostri microfoni. Molti gli spunti di riflessione che emergono da un dialogo che travalica l’attualità. Dai primi calci ad un pallone, alla professione di medico, fino ad una carriera politica di altissimo rango. La Clinica Pittella, gli incontri sbagliati, la Lega delle leghe, Telelauria. Gli affetti. Un’intervista dunque da ascoltare con attenzione per coglierne tutte le sfumature.


Negli accoglienti locali dell’Happy Moments di Lauria, il 28 novembre 2015 è stato presentato il libro del senatore Domenico Pittella “Una vita per il Socialismo Umanitario”. Mille persone hanno preso parte al “lancio” di un volume dedicato alla vita politica dell’illustre medico. La serata è stata ricca di spunti e di momenti emotivi coinvolgenti.

Apr 122018
 

Nel novembre scorso è nato un comitato che ha preso a cuore le problematiche di uno dei lembi più belli del Mediterraneo: il porto di Maratea. Un gruppo affiatato di cittadini ha evidenziato una serie di questioni poste all’attenzione del governo cittadino. La mareggiata di aprile 2018 ha ulteriormente evidenziato i punti di fragilità della frazione marateota.

Mar 192018
 

Pubblicato il bando a sostegno del turismo scolastico e sociale. La regione Basilicata, come la Calabria cofinanzia il progetto del Parco del Pollino. Con non poca soddisfazione il vicepresidente del Parco Nazionale del Pollino, nonché sindaco di San Severino Lucano, Franco Fiore, annuncia la pubblicazione, questa mattina del bando per la concessione di contributi a
sostegno del turismo scolastico e sociale nel territorio del Parco Nazionale del Pollino. (Bandi ne sono stati
pubblicati due uno destinato al versante lucano l’altro calabrese).
Soddisfazione perché anche per questo anno la Regione Basilicata cofinanzierà l’iniziativa, così come la Regione
Calabria.
“Ho personalmente incontrato il presidente della Giunta Regionale, Marcello Pittella, a cui ho parlato del
programma e ho chiesto il rinnovo della concessione del contributo per la realizzazione del programma, così come
già fatto dalla Calabria, il presidente ha condiviso gli obiettivi che noi come ente Parco abbiamo inteso raggiungere
con il sostegno al turismo scolastico e ha garantito un contributo di centomila euro per il turismo scolastico e
sociale, risorsa che sarà impegnata nell’esercizio finanziario che la regione approverà a breve.
Il bando è finalizzato a promuovere il turismo scolastico e sociale nel Parco Nazionale del Pollino, attraverso il
sostegno economico di viaggi che prevedano: l’utilizzo di strutture ricettive operanti nei comuni del parco;
l’accompagnamento dei gruppi da parte di Guide Ufficiali ed Esclusive del Parco Nazionale del Pollino e da Guide
riconosciute e regolarmente autorizzate.
Possono fare richiesta di contributo: Istituti Scolastici pubblici ,istituti scolastici di paesi esteri; Enti, associazioni,
fondazioni e cooperative sociali, senza scopo di lucro, anche di paesi esteri; che intendano svolgere viaggi
d’istruzione e gite sociali nel Parco Nazionale del Pollino tra il 22 marzo e il 31 luglio 2018 e il 1° settembre e il 30
novembre 2018.
Le proposte di viaggi candidate a finanziamento devono prevedere visita di luoghi del Parco di particolare valenza
naturalistica, paesaggistica e geologica (Geositi); storica, artistica e architettonica; visita di strutture museali, ad
aziende agricole incluse nel circuito degli Itinerari della Biodiversità agricola ed alimentare del Pollino; attività di
informazione e conoscenza delle tematiche ambientali, ivi incluso attività di educazione ambientale presso
strutture quali CEA, agriturismi, fattorie didattiche, aziende agricole, orti botanici ed altre strutture similari; e di
informazione a carattere esperienziale di valorizzazione delle produzioni enogastronomiche.
Con tale iniziativa, conclude il vicepresidente, “ci poniamo, quali obiettivi di sviluppo, da un lato l’aumento degli
studenti e delle associazioni che possano conoscere le nostre bellezze e dall’altro la possibilità di accrescere la
micro economia di chi ha creduto e crede nello sviluppo dell’economia legata al Parco, come le guide o albergatori
del territorio “.
Le domande si possono presentare da mercoledì 21 marzo prossimo ,la modulistica e il disciplinare di gara sono
sul sito del Parco del Pollino.

Mar 112018
 

Mons. Vincenzo Cozzi di Lauria, parroco a Policastro e a Lagonegro, successivamente vescovo a Melfi-Rapolla-Venosa, si racconta in una intervista, realizzata a Trecchina, nella quale ripercorre la sua vita ed il suo ministero sacerdotale ed episcopale.
Da “viceparroco di Trecchina” offre spunti e, quasi in filigrana, esorta tutti: adesso tocca a voi!

Era nato a Lauria il 26 novembre 1926, è stato ordinato sacerdote a Lauria il 18 giugno 1950.
Rettore del Seminario e parroco di Policastro Bussentino, è diventato parroco di Lagonero (1969-1981) e vicario generale della Diocesi di Tursi-Lagonegro nel momento in cui è avvenuta la ridefinizione dei confini.
E’ stato eletto Vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa il 12 settembre 1981, consacrato il 25 ottobre 1981, ha preso possesso della suddetta Diocesi il 15 novembre 1981.
E’ divenuto vescovo emerito il 13 dicembre 2002.
Da tale data ha scelto di vivere a Trecchina, in comunità sacerdotale con don Guido Barbella, collaborando in Parrocchia nella pastorale e dedicandosi alla predicazione di ritiri e corsi di esercizi spirituali.
La morte (alle 5.15 del 3 luglio 2013) giunge dopo il calvario della sofferenza, vissuta con serenità e straordinario spiito di accettazione cristiana, dopo diversi interventi, nel tentativo di alleviare le atroci sofferenze provocate da un tumore.

Gen 172018
 

Si è svolta oggi, nella Sala Vulture del Dipartimento Presidenza della Giunta, la riunione di insediamento del Cug (Comitato Unico di Garanzia per le Pari Opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni) della Regione Basilicata, costituito mediante determinazione dirigenziale n. 1093 del 25 ottobre 2017.

Si è in primo luogo proceduto all’elezione, all’unanimità, del vicepresidente e del segretario del Cug nelle persone, rispettivamente, di Giuseppe Mafaro (rappresentante delle parti sindacali) e Annamaria Summa (rappresentante dell’Amministrazione regionale).

Il presidente Liliana Santoro ha evidenziato nel suo intervento la necessità, per rendere operativa ed efficiente l’azione del Cug, di verificare, integrare e modificare, celermente, il Regolamento per il funzionamento del Comitato, anche in seguito alla unificazione dei due precedenti organismi di Giunta e Consiglio regionale.

Santoro ha sottolineato inoltre che, dopo l’approvazione delle modifiche al Regolamento, il Cug dovrà stabilire le linee di azione per il quadriennio di attività soffermandosi subito, in particolare, sull’analisi di contenuti e risultati dei Piani di azioni positive vigenti, per valutare ed approvare le eventuali modifiche ed integrazioni.

Costituito ai sensi della legge n.183 del 4 novembre 2010, il Comitato unico di garanzia sostituisce “unificando le competenze in un solo organismo, i comitati per le pari opportunità e i comitati paritetici sul fenomeno del mobbing, costituiti in applicazione della contrattazione collettiva, dei quali assume tutte le funzioni previste dalla legge, dai contratti collettivi relativi al personale delle amministrazioni pubbliche o da altre disposizioni”. Fanno parte del Cug regionale, oltre al presidente Liliana Santoro, 6 componenti effettivi rappresentanti dell’Amministrazione: (Maria Carmela Toce, Annamaria Summa, Marisa Lo Sasso, Nadia Guglielmo, Salvatore Cipollaro, Canio D’Andrea); 6 componenti effettivi rappresentanti di parte sindacale (Gerardina Laurino (Cgil), Rosa Anna Maria Di Tolla (Cisl), Venera Locicero (Uil), Gerardo Vignola (Csa), Maria Carmela Panetta (Direr), Paolo Baffari (Rsu Usb), Giuseppe Mafaro (Associazione della Stampa di Basilicata); 6 componenti supplenti rappresentanti dell’Amministrazione: Giovanni Lamorte, Giuseppe Grisolia, Rosa Aurelia De Canio, Maria Rosa D’Andrea, Gerardina Lione, Anna Ciampi; 6 componenti supplenti rappresentanti di parte sindacale: Maria Rosaria Pace (Cgil), Giovanni De Stefano (Cisl), Pietro Zienna (Uil), Gaetano Guerrieri (Csa), Nicola Coluzzi (Direr), Pietro Mazzarella (Rsu Usb), Giuseppe Fiorellini (Associazione della Stampa di Basilicata).

regione

Nov 262017
 

Il 25 novembre 2017 è stato presentato il libro “Jennu venennu …buttuni cugliennu” nella sala consiliare del Comune di Lauria. Il volume sul dialetto lauriota è stato scritto da Pina Calcagno, Rita Galietta e Ginetta Scaldaferri. Ha partecipato la docente di glottologia della UniBas Patrizia Del Puente e Giovanna Memoli ricercatrice del progetto A.L.B.A.. Ha concluso i lavori il presidente della Giunta Regionale Marcello Pittella.


La conferenza


Le interviste: Pina Calcagno, Ginetta Scaldaferri, Rita Dodero, Giacomina Sarubbi

libro

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Nov 252017
 

Il 24-25-26 novembre 2017 si è svolto a Lagonegro, città legata alla poetessa Donata Doni, il ‘Festival delle donne’ organizzato dalla professoressa Agnese Belardi, dalla Proloco con il patrocinio dell’amministrazione Comunale.. Nella tre-giorni culturale vi sono state mostre, incontri con le scuole, un focus con donne impegnate nella società. L’articolata manifestazione si è conclusa con una serie di prestigiosi riconoscimenti.


Prima giornata


Seconda giornata con le scuole


L’intervista alla professoressa Agnese Belardi


Terza giornata – Premio Donata Doni – quinta edizione


Terza giornata – L’Agorà

Nov 242017
 

“Non amiamo a parole ma coi fatti”: uno slogan o forse un monito? Un sogno o una preghiera?
Ci sono luoghi dove non amare a parole ma coi fatti è solo la semplice realtà, quella ordinaria.
È così nella Caritas parrocchiale di Chiaromonte dove le mele, donate alla parrocchia, diventano torte da vendere per l’autofinanziamento, dove gli immigrati che arrivano “nudi” e “forestieri” vengono vestiti e ospitati, dove gli anziani creano gli addobbi per l’albero della solidarietà. È così a Lagonegro dove l’Episcopio è diventato “mensa dei poveri” e magazzino di viveri, la dispensa di chi ha fame e ancora a Colobraro, dove educare alla carità è uno stile di vita quotidiano, dove si cucina anche nei pentoloni da campo perché ci sia abbastanza cibo per tutti, dove le scuse di chi inventerebbe di tutto pur di non stare solo non sono “capricci” o a Sant’Arcangelo dove il povero che grida viene ascoltato e saziato, dove l’oratorio è anche scuola di danza gratuita, laboratorio dove usare le mani per costruire una relazione senza chiedere nulla in cambio, senza se, senza però e senza forse. Questi sono solo alcuni dei fatti raccontati al Convegno delle Caritas Parrocchiali che si è tenuto a Tursi domenica 12 novembre e che ha aperto la settimana di riflessione in preparazione alla Giornata Mondiale dei Poveri voluta da Papa Francesco per domenica 19 novembre.
Nel Messaggio per la Giornata il Papa aveva espresso un desiderio: le comunità cristiane si impegnino a creare momenti di incontro e di amicizia, di solidarietà e di aiuto concreto.
La Caritas Diocesana di Tursi-Lagonegro ha accolto l’invito, si è lasciata invitare alla mensa dei poveri, alla festa di Dio dal 12 al 19 novembre, in un percorso di condivisione e riflessione.
Il Vescovo monsignor Vincenzo Orofino, don Giuseppe Gazzaneo, direttore della Caritas e vicario episcopale per la carità, l’equipe Caritas diocesana, il Laboratorio Caritas diocesano, le Caritas parrocchiali: uomini e donne di buona volontà, animati da un senso di responsabilità comune, dalla consapevolezza che i poveri “non sono un problema ma una risorsa a cui attingere per accogliere e vivere l’essenza del Vangelo”, hanno accolto l’invito del Papa e si sono messi in cammino. Hanno intrapreso un viaggio attraversando la Diocesi, macinando chilometri e, partiti da Tursi domenica 12, martedì 14 novembre si sono incontrati a Policoro per ascoltare la voce incrinata dall’emozione di Ivan Sagnet. Ivan che, arrivato in Italia dal Camerun con un sogno e catapultato nell’incubo del caporalato a Nardò, nella Puglia della raccolta dei pomodori, non ha dimenticato che la dignità della persona è sacra e si è ribellato, inneggiando allo sciopero, facendo arrivare il suo grido alla Magistratura che ha arrestato 16 caporali e li ha condannati per riduzione in schiavitù. L’incubo, che Ivan ha vissuto, è tornato ad essere un sogno, è diventato legge contro il caporalato, un’associazione dall’emblematico nome “NO CAP” che diventerà presto una rete di supermercati dove si venderanno prodotti raccolti da mani che nessuno ha sfruttato. Alla voce tremante di Ivan ha fatto eco quella indignata di Gianni Fabbris di Altragricoltura a difesa della nostra terra, dei contadini, dei lavoratori in lotta contro la speculazione che crea crisi economica e inequità sociale.
Mercoledì 15 novembre il viaggio è proseguito verso Lagonegro per ascoltare i fatti della vita di Andrea Costantino che, dopo aver giocato d’azzardo ha capito che il gioco più bello è puntare sulla vita, per imparare da Angela Canzoniere, psicologa e psicoterapeuta della Cooperativa “Il pozzo di Sicar” di Tricarico, che il gioco può diventare un carcere e tramutarsi in malattia, ma anche che chi vive un dramma del genere può essere curato, facendosi carico della sua persona al di là dei dati e delle false probabilità. Piera Vitelli, della Comunità Exodus di Tursi, ha raccontato dei suoi ragazzi, quelli che hanno cercato i paradisi artificiali, che si sono persi per le strade senza meta della droga e dell’alcool, e ha rivolto il suo accorato appello ai 60 ragazzi dell’Istituto “Pitagora” di Policoro, che hanno partecipato al Concorso indetto dalla Caritas e dal Miur sulla Ludopatia con i loro disegni e le loro speranze, invitandoli a farsi testimoni e protagonisti nella lotta alle forme di dipendenza. Mons. Orofino ha consegnato una targa a una delle allieve del Pitagora, segno di ringraziamento per l’impegno e per cristallizzare il senso profondo di una battaglia che si può vincere.
La riflessione è passata per Francavilla in Sinni: giovedì 16 novembre si è tenuto un incontro in cui poter conoscere modi diversi di “essere abili”. Nicoletta Messuti ha presentato i ragazzi con disabilità di Casa Angelica con sede a Lauria, quelli del “Dopo di Noi”, le persone a cui la legge 112 del 22.06.2016 vorrebbe garantire il benessere, l’autonomia e la piena inclusione sociale, persone che hanno bisogno di Nicoletta e degli altri operatori come quelli di Casa Angelica per sentirsi a casa e in famiglia anche quando non ne hanno più una.
“La diversa abilità presuppone un diverso modo di essere, essere autistico presuppone un altro modo di sentire per cui un abbraccio può essere solo un sovraccarico sensoriale di impulsi contraddittori”: le parole di Franco Addolorato, dette con la forza dell’esperienza, con l’autorità della conoscenza e dell’impegno, col sentimento di un padre che ha spesso bisogno delle sagge parole del figlio, Vincenzo, che con voce impostata ha ricordato al suo papà e a tutti i presenti che “solo chi sogna può volare”.
Riflettendo sui fatti e sui gesti siamo arrivati a San Brancato di Sant’Arcangelo per parlare di “immigrazione”. E da qui il cuore e la mente hanno spaziato a tutto tondo. Caterina Boca, avvocato e consulente del Coordinamento Nazionale Immigrazione di Caritas Italiana, coi dati nazionali ed europei sull’immigrazione, lei che da anni vive a Roma ma viene da Vena, paesino calabrese a cultura arbereshe che negli anni ‘90, quando gli albanesi sbarcarono in massa sulle coste pugliesi ha visto suo padre partire alla volta di Bari per andare ad accogliere i “compaesani” e portarli a Vena e dar loro un tetto e un sostegno… che sente ancora suo padre lamentarsi perché gli hanno messo fuori uso una lavatrice. A Caterina ha fatto eco don Giuseppe Gazzaneo che ha ricordato che “siamo uomini e non lavatrici… non abbiamo bisogno di separarci per colore!”. I presenti all’incontro di venerdì 17 novembre hanno ancora negli occhi il piccolo Hiab, figlio di una coppia di immigrati, ospite del Cas di Rotondella, che di fronte alla croce pettorale di Mons. Orofino ha mostrato, sollevando il suo maglioncino blu, la piccola croce di legno che aveva al collo e, in un gesto innocente, ha scritto un trattato sull’uguaglianza e la fratellanza in Cristo! Nessuno dimenticherà le parole dei due ragazzi immigrati che hanno voluto raccontarci i “fatti loro”, che a Senise e a San Brancato si sentono a casa, come se fossero nati qui, che pensano che l’immigrazione sia un movimento di persone alla ricerca di se stesse e non solo la ricerca affannosa e disperata di un posto dove stare. E nessuno scorderà le parole del sociologo Rocco Di Santo, che dopo aver dato i suoi numeri, ha guardato il piccolo Hiab ricordandoci che lui è il futuro.
Ma perché vi sia un futuro sereno è necessario che vi sia lavoro per tutti. Avevamo, dunque, l’obbligo di riflettere sulla crisi economica e sulla mancanza di occupazione. E lo abbiamo fatto a Senise, al Centro Parrocchiale, con gli imprenditori Franco Cupparo e Rocco Messuti e le loro storie: Cupparo che da ragazzo faceva l’acquaiolo in un cantiere a Ginosa e oggi da lavoro a cento persone, Messuti che, insieme a suo fratello Egidio, per amore del suo paese, è rimasto a Senise lanciandosi in un’avventura che oggi gli consente di dare lavoro a 60 occupati. Lo abbiamo fatto con Maria Grazia Tammone, psicologa e psicoterapeuta della Caritas di Tricarico, della Cooperativa “Il pozzo di Sicar”, nata dall’esperienza dei progetti in Caritas e in seno alla Chiesa che si occupa di nuove e vecchie dipendenze, di sostegno alle famiglie con grave disagio economico, e che offre lavoro a 16 persone. E ancora con Franco Marcone e la sua esperienza nel mondo sindacale, dalla parte dei lavoratori con uno sguardo attento e le mani protese ad offrire supporto e spesso conforto.
Su tutte la voce del Vescovo che ha ricordano come “ognuno di noi, quando viene al mondo, è accolto in una relazione, in una relazione d’amore. Le relazioni sono fatti, non sono solo parole o sentimenti! La carità è un fare, è un’azione! Le relazioni non sono funzionali a un qualche cosa ma sono qualificanti. La vita delle persone si determina dalle relazioni, le relazioni danno qualità alle persone. Le persone, davvero degne di questo nome, amano relazionarsi con gli altri. Ma qualcosa si è guastato nel cuore dell’uomo e invece di globalizzare la solidarietà stiamo globalizzando l’indifferenza e il rifiuto. Se rimaniamo fedeli alla nostra natura saremo naturalmente portati ad aprirci agli altri e più ci apriremo agli altri più saremo realizzati. Non c’è bisogno di essere eroi per stare accanto a chi porta con sé una povertà… basta essere normali”.
Domenica 19 novembre, Giornata Mondiale dei Poveri, la Caritas Diocesana con il Vescovo e il Direttore è arrivata a Lauria dove, realizzando il desiderio del Papa, ha diviso il pane coi poveri e coi poveri ha celebrato l’Eucarestia, ai piedi del Beato Lentini a cui quest’anno guardiamo in maniera particolare nel ricordo del 20mo anniversario della beatificazione.
E a tavola c’erano Enzo che tifa Juve, Domenica col suo sguardo timido e la sua collana di perle, Maria e il suo voler essere abbracciata, Gigino coi suoi occhi sorridenti… e tra loro la Caritas Parrocchiale, la Croce Rossa, i volontari, gli operatori delle caritas parrocchiali della diocesi, uomini e donne di buona volontà che tengono fisso lo sguardo su quanti gridano aiuto e chiedono solidarietà.
Una settimana ricca di fatti, di gesti di premura e cordialità, che lascia il segno nella vita di tanti: ci sta a cuore il benessere della nostra gente, la promozione della persona, la bontà dell’operato ordinario della Chiesa e delle istituzioni presenti nel territorio. Perché parlare di povertà non è questione di astrazione ma di attenzione concreta a uomini e donne che vivono problematiche di cui Caritas vuole farsi carico in vista di percorsi educativi strutturati e abituali.
In un mondo che ci suggerisce di imitare ciò che il marketing decide per noi, vogliamo farci imitatori della vita di Cristo, portarlo nelle nostre esistenze e far sì che pervada le nostre responsabilità sociali a garanzia della giustizia delle nostre decisioni e dei nostri gesti.

Maria Lucia Cristiano
Equipe Caritas Diocesana di Tursi-Lagonegro

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