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feb 092016
 

Sarà il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, domani pomeriggio, nel corso del “question time” delle 15, a rispondere in aula all’interrogazione presentata dall’on. Cosimo Latronico (Cor) in merito alla localizzazione del deposito nazionale di scorie radioattive. Nel testo depositato nelle scorse settimane il parlamentare lucano evidenzia che “lo scorso 20 luglio l’Ispra ha inviato ai ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico la Carta Nazionale delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il sito unico nazionale di stoccaggio delle scorie nucleari, ancora secretata. Sarà un’infrastruttura di superficie dove mettere in sicurezza i rifiuti radioattivi, consentirà la sistemazione definitiva di circa 75 mila metri cubi di rifiuti di bassa e media attività e lo stoccaggio temporaneo di circa 15 mila metri cubi di rifiuti ad alta attività. Insieme al deposito è prevista la realizzazione del Parco Tecnologico: un centro di ricerca, aperto a collaborazioni internazionali, dove svolgere attività nel campo del decommissioning, della gestione dei rifiuti radioattivi e dello sviluppo sostenibile in accordo con il territorio interessato”. Il deputato sottolinea, inoltre, come “indiscrezioni giornalistiche affermassero che la Basilicata e in particolare Matera, Montescaglioso, Montalbano Jonico, Banzi, Palazzo San Gervasio, Genzano di Lucania e Altamura erano stati individuati nella Carta preliminare delle aree potenzialmente idonee per il deposito unico nazionale delle scorie e che la città di Matera, capitale della cultura nel 2019, e l’area murgiana non possono essere indicate come sito per l’ubicazione del deposito nazionale di scorie radioattive, in quanto creerebbe un pregiudizio all’immagine della città dei sassi, patrimonio dell’Unesco”. Alla luce di tutto ciò il parlamentare lucano chiede se “il Governo non ritenga quanto prima rendere pubblica la Carta Nazionale delle aree potenzialmente idonee e quali iniziative intenda assumere per evitare che si riproponga la Basilicata quale sito per il deposito unico nazionale delle scorie, regione in cui già è presente il deposito di stoccaggio scorie radioattive di terza categoria nell’impianto di Itrec di Rotondella”

cosimo latronico3

lug 132015
 

Basta con le sfilate di cravatte al sole il giorno 15 luglio a Policoro. Ci sono grosse responsabilità del presidente del Governo Renzi e della Regione Basilicata, di Pittella e dei suoi predecessori in tutta questa storia delle estrazioni petrolifere e di colonizzazione delle società petrolifere prima in terra lucana e ora in tutto il golfo di Taranto. Il compito degli uomini e delle donne che ricoprono ruoli istituzionali non è quello di fare sfilate, ma atti concreti se vogliono veramente salvare il mare e gli ultimi pezzi di territorio rimasti. Perchè sono anni che noi siamo stati costretti a combattere oltre che contro i petrolieri e il governo, anche contro quei politici che sfileranno mercoledì per spronarli a non emanare leggi che ci stavano condannando e a compiere azioni di contrasto contro le intenzioni trivellatrici in terra come in mare. Sono anni che le associazioni ambientaliste manifestano lungo la costa jonica a questo scopo, troppo spesso ignorati e osteggiati da quegli stessi personaggi. Non è sfuggito ai più attenti che la questione reclamizzata per la manifestazione del 15 luglio è solo quella delle trivelle in mare e che l’intenzione politica di taluni personaggi è solo propagandistica. Nel primo caso è una mistificazione dire che si tratta di due problemi distinti e separati, quasi a voler far credere che siano due emergenze diverse e non il risultato di un’unica Strategia Energetica Nazionale, di un’unica missione Sblocca Trivelle, di un’unica idea regionale di appoggio alle soluzioni dei petrolieri, di un’unica rete di potere politico che ha costretto e costringe ancora sindaci senza spina dorsale a non avere il coraggio di dire un NO reale e a non opporsi veramente alla crivellazione del nostro territorio. Nel secondo caso è obbrobriosa la loro spudoratezza e la loro predisposizione all’inganno della povera gente di Basilicata: siamo arrivati al punto che i rappresentanti delle istituzioni nelle stanze del potere legiferano in un modo e poi addirittura organizzano manifestazioni contro le loro stesse decisioni, solo per abbindolare gli elettori. Il problema delle trivellazioni in terra e in mare non è disgiunto e noi non possiamo più permetterci il lusso di dare fiducia a occhi chiusi questa gente: una recente istanza di ricerca di idrocarbui, la d 74 alla foce del Crati in Calabria, tenta infatti anche di superare questa contrapposizione trivellando i fondali, ma piazzando la piattaforma sulla terra ferma, esponendo così insieme il mare e la terra ad un impatto, un inquinamento e a dei rischi ancora maggiori. Peccato che queste cose, Leone, Pittella e gli altri non le stiano spiegando ai cittadini. E allora se la politica, quella che ha sempre governato in Basilicata, non le spiega, è bene dare diritto di intervento il 15 Luglio, ai cittadini. Perchè da che mondo è mondo e da che democrazia è democrazia sono i cittadini a dover manifestare e chiedere conto agli amministratori locali e regionali, non politicanti che vorrebbero cantarla e suonarsela da soli, legiferando e manifestano contro le leggi che loro stessi hanno votato e voluto, contro le emergenze che loro stessi hanno creato. Il loro dovere è un altro e allora inizino a fare il loro dovere che di spettacoli ne abbiamo già abbastanza in giro. Affinchè non risulti troppo evidente che taluni politici stanno facendo di tutto per chiudere la bocca alla protesta civile per poterla gestire in tranquillità e a favore di chissà quali scopi, i cittadini il 15 Luglio la parola deve essere data ai cittadini che devono avere la possibilità di guardare negli occhi i loro rappresentanti istituzionali. Questi devo rispondere e legiferare non comiziare!
RETE ASSOCIAZIONI SIBARITIDE E POLLINO PER L’AUTOTUTELA MEDITERRANEO NO TRIV NOTRIV MONTESCAGLIOSO LIBERIAMO LA BASILICATA NOTRIV MAGNA GRECIA NOTRIV POTENZA KARAKTERIA FORUM PER LA TUTELA DEL TERRITORIO E DELLA LEGALITA’ STEFANO GIOIA INDIGNATI LUCANI MO’ BASTA ARCA LUCANA PER LA LEGALITA’ NOTRIV CALABRIA NOTRIV JONIO NO TRIV SAN FELE/ISDE POTENZA NOTRIV NAZIONALE SEZIONE BASILICATA ARCHEOART COMITATO PER SENISE RIFIUTO

Policoro

feb 162015
 

E’ stato presentato oggi a Roma, alla stampa nazionale , il film “Noi e la Giulia”: terzo lungometraggio del regista Edoardo Leo, in uscita il 19 febbraio prossimo, che vede come protagonisti, oltre a lui stesso, anche Luca Argentero, Stefano Fresi, Claudio Amendola, Anna Foglietta e Carlo Buccirosso.

Il film, prodotto da Warner Bros. Entertainment Italia e Italian International Film, distribuito da Warner Bros. Pictures, è stato girato anche in Basilicata, terra che la produttrice cinematografica Lucisano ha definito “tra i protagonisti del film”

Questo il commento del direttore della Lucana Film Commission, Paride Leporace:

Siamo lieti di aver collaborato con la prestigiosa casa di produzione Italian International Film di Fulvio e Federica Lucisano per la realizzazione del film “Noi e la Giulia” di Edoardo Leo.
E’ stato un buon momento di formazione per la Lucana Film Commission, nata solo da due anni, che va ad arricchire la lunga storia del cinema lucano che ha visto nella propria regione girare oltre 50 film, alcuni dei quali grandi capolavori che hanno fatto della Basilicata una terra di cinema.

Il rispetto dei luoghi, la valorizzazione di aziende e maestranze locali, l’ottima collaborazione per la promozione della nostra regione dal punto di vista turistico e la ricaduta economica delle cinque settimane di lavorazione ci fanno affermare che è su queste sinergie e intese che deve svilupparsi tra centro e periferia un rapporto virtuoso tra film commission e case di produzione; ed è proprio grazie a questo meccanismo che è stato possibile dare vita ad un vero e proprio distretto del cinema e dell’audiovisivo, ad oggi in fase di crescita.

La gran parte del film è ambientata in una splendida masseria del Seicento situata a Pomarico nella collina materana. Altre riprese sono state effettuate nel centro storico di Montescaglioso che ospita monumenti bellissimi e sulla suggestiva strada panoramica che collega Matera (città candidata a capitale europea della cultura nel 2019) con Metaponto.
E’ decisamente una bella realtà quella dell’accoglienza turistica negli agriturismi della Basilicata. Secondo i dati dell’Apt Basilicata Gli agriturismi in Basilicata sono 146 e dispongono di 2673 posti letto. Nel 2014 si registravano 19mila arrivi (+ 13,4% rispetto al 2013) e circa 56.465 pernottamenti (+ 16.9) con una permanenza media di 2,95 notti.

La caratteristica lucana è rappresentata da prodotti straordinari da chilometro zero per gustare cucina indimenticabile e da un rapporto con l’ambiente che favorisce un turismo sensoriale che permette di recuperare un diverso rapporto con il proprio spazio e tempo che è sempre più’ apprezzato dagli ospiti stranieri e italiani. Non mancano strutture di eccellenze che hanno trasformato le antiche aziende di famiglia in veri capolavori di accoglienza e ospitalità.
Pertanto, anche nell’interesse della Basilicata, auguriamo i migliori successi a “Noi e la Giulia” e siamo molto soddisfatti di aver contribuito alla circolazione di commedia che fa ridere senza nascondere i disagi individuali e collettivi di una generazione intera.

Mi auguro che questo sia stato solo il primo momento di una lunga e futura collaborazione proficua con una delle migliori società di produzioni cinematografiche del nostro paese.

pellicola-cinema

nov 282014
 

Ecco quanto dichiarano gli attivisti del Meetup “Amici di Beppe Grillo-Matera5Stelle.it”
“Il 27 novembre 2014 passerà alla storia di Matera come una delle più tristi pagine della pessima amministrazione Adduce: il Consiglio Comunale consegna Matera alle compagnie petrolifere, che potranno liberamente trivellare anche il territorio comunale, dopo essere già arrivate a meno di una decina di chilometri dalla città dei Sassi, nel territorio di Montescaglioso.

Su (meritoria) proposta di 5 consiglieri (di maggioranza e opposizione) che raccoglieva il pressante invito contenuto in una mozione consegnata quasi due mesi fa dagli attivisti del M5S di Matera, il Consiglio Comunale era chiamato a votare un ordine del giorno che chiedeva al Presidente della Giunta Regionale Marcello Pittella di impugnare innanzi alla Corte Costituzionale l’articolo 38 “Sblocca Trivelle” del decreto legge n. 133/2014 convertito in legge n. 164/2014, meglio noto come “Sblocca Italia”. Un articolo che sottrae alle regioni ogni potere anche sulle compagnie petrolifere, che potranno tra qualche mese ridurre la Basilicata ad una vera e propria “gruviera”, trivellando fino ad oltre l’80% del territorio lucano. E tutto ciò, nonostante il petrolio abbia finora portato ai lucani solo ulteriore povertà, con l’aggiunta di inquinamento e correlate patologie ai danni della salute di tutti i lucani.

Dopo una votazione conclusasi con un pareggio (15 a 15, con Adduce e la presidente del Consiglio Massenzio tra i contrari), il sindaco proponeva un altro ordine del giorno col quale, come da tradizione consolidata della maggioranza PD, si “decideva di non decidere”, rimettendo la scelta se impugnare o meno lo “Sblocca Trivelle” proprio a Pittella. Una clamorosa presa in giro delle migliaia di cittadini, anche materani, che sono scesi in piazza domenica scorsa 23 novembre contro l’incubo trivellazioni. Adduce ci ha ormai abituato a queste “imprese”: anche il 16 aprile scorso, la maggioranza PD ignorò i 2.200 cittadini che avevano firmato la petizione contro l’inceneritore di Contrada Trasanello e votò un ordine del giorno “fasullo”, che non diceva un chiaro “no” all’incenerimento di 60 mila tonnellate di rifiuti a pochi chilometri da Matera2019. Purtroppo, l’ordine del giorno di Adduce stavolta passava con 16 voti favorevoli e 3 astenuti (l’opposizione era uscita dall’aula).

Alla fine giungeva anche la ciliegina avvelenata sulla torta di una giornata davvero “nera” per Matera: a norma di regolamento del Consiglio comunale (art. 50, comma 4), alcuni consiglieri chiedevano di “rivotare” l’ordine del giorno iniziale (quello di autentica opposizione alle trivelle). La norma prevede che le “proposte che ottengono parità di voti sono dichiarate infruttuose e non si intendono approvate. Nel corso della stessa seduta, la proposta che ha ottenuto parità di voti può essere sottoposta, per una sola volta, a nuova votazione alla quale possono prendere parte anche Consiglieri che non avevano partecipato alla prima votazione o che si erano astenuti”. Incredibilmente, dapprima la Massenzio e poi anche Angelo Cotugno (PD) – che fino ad allora aveva “giocato” ad interpretare la parte dell’antagonista, oppositore interno ad Adduce – accettavano l’illegittima interpretazione del regolamento del segretario comunale, dott. Fasanella, e non permettevano che la nuova votazione si svolgesse, sciogliendo la seduta. Il tutto, nonostante la maggioranza avesse abbandonato l’aula e, quindi, c’era la possibilità di approvare finalmente l’ordine del giorno contro le trivelle! Bravo Cotugno! Anche la tua maschera è caduta!

Si chiudeva così indecorosamente un consiglio comunale che, violando il proprio regolamento, ha deciso di abbandonare nelle mani di Marcello Pittella il futuro di Matera e dei Sassi: Pittella jr. ha già manifestato la sua contrarietà ad impugnare lo Sblocca Trivelle. Ringraziamo Adduce e a tutti i consiglieri comunali che hanno contribuito a rendere “nero”, in tutti i sensi, il futuro di Matera!”

movimento5stelle

set 062014
 

La Ola, Organizzazione lucana ambientalista, ringrazia il Difensore Civico regionale, Dott Catello Aprea, che ha garantito il rispetto dei diritti di trasparenza e di partecipazione violati dall’ufficio compatibilità ambientale del dipartimento ambiente della Regione Basilicata.

Nel recepire la richiesta della Ola, il Difensore Civico ha intimato all’ufficio compatibilità ambientale di recepire le nostre osservazioni/opposizione prodotte nei termini e modi di legge per il permesso di ricerca idrocarburi “La Capriola” (Delta Energy), in provincia di Matera, ricadente nei comuni di Bernalda, Montalbano Jonico, Montescaglioso, Pisticci e Pomarico.

Pur tuttavia, dalla lettura del nuovo provvedimento dell’ufficio regionale, la Determina Dirigenziale n. 19AB2014/D.00126 del 6/8/2014, ribadiamo come lo stesso ufficio regionale abbia voluto sottoporre a screening VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) il progetto della compagnia mineraria, dopo aver ottenuto le opposizioni dei comuni interessati e della Ola nell’ambito di un precedemente ed analogo provvedimento, sempre ai sensi della L.R.47/98.

Un “bizantinismo” burocratico evidentemente – a giudizio della Ola – non solo formale.

Tale fatto denota l’intento politico di consentire le ricerche di idrocarburi alla compagnia mineraria nell’area del materano, nonostante i pareri contrari vincolanti e le volontà espresse con deliberazioni dai comuni e quelle delle associazioni, già trasmessi alla Regione nelle forme e nei modi previsti dalla leggi.

L’ufficio compatibilità ambientale ha ritenuto inoltre che le osservazioni della Ola fossero già “recensite” nel provvedimento emanato in precedenza, limitandosi di conseguenza ad elencarne i punti senza però effettuare una disamina dettagliata degli stessi, per cui ha deciso di “confermare le valutazioni ambientali già espresse dall’Ufficio nell’istruttoria riportata nella D.D. n. 75AB.2014/D.00188 del 21 marzo 2014“, nonostante i pareri vincolanti e le volontà contrarie espresse dai comuni con proprie deliberazioni nelle forme e nei modi previsti dalla leggi.

Abbiamo l’impressione he la Regione Basilicata, forse ritenendo anticipare in questo modo i contenuti dello “sblocca Italia” del governo Renzi, abbia intenzione di intraprendere nuove relazioni con le compagnie minerarie con una sorta di “sblocca Basilicata” sul suolo lucano, considerato che per i 2/3 la regione è interessata da attività minerarie, con 11 permessi di ricerca idrocarburi, 18 istanze di permessi di ricerca e 20 concessioni.

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ago 172014
 

La terza tappa della mostra itinerante Basilicata, viaggio nelle eccellenze culturali e enogastronomiche, evento di promo-commercializzazione del territorio lucano e delle sue peculiarità promosso dalla Publiteam in collaborazione con amministrazioni comunali e aziende,si svolgerà dal 19 al 24 Agosto, nel centro visite del Parco Nazionale del Pollino di San Severino Lucano(www.comune.sanseverinolucano.pz.it), accogliente località del versante lucano del Parco Nazionale del Pollino Nel centro visite di S. Severino Lucano saranno esposti venticinque pannelli fotografici realizzati da fotografi professionisti e amatoriali promuoveranno gli incantevoli paesaggi e gli affascinanti itinerari turistici, culturali, ambientali e enogastronomici della Basilicata. Nelle aree espositive della mostra, possono essere esposte e ammirate gratuitamente , opere d’arte dell’artigianato locale e regionale, libri, produzioni agroalimentari tipiche e biologiche lucane e proiettati video documentari turistici e culturali, programmati da Enti e Aziende di Basilicata, in collaborazione con la Pro Loco del Pollino(www.prolocopollico.org) e gli Assessorati al Turismo e Cultura del comune lucano. Attivo in ogni tappa della mostra, un infopoint per distribuzione di materiale pubblicitario turistico e culturale, per promuovere programmi e eventi del comune e delle aree territoriali interessate.
Il calendario ufficiale delle prossime tappe della mostra evento Basilicata, viaggio nelle eccellenze culturali e enogastronomiche è il seguente:
San Severino Lucano(Pz) 19 – 24 Agosto 2014 www.comune.sanseverinolucano.pz.it (Parco Nazionale del Pollino ) Centro visite del Parco Nazionale del Pollino – Piazza Marconi – h.9.30 – 12.30 H. 17.00 – H.20.00 www.prolocodelpollino.org tel. 0973 57 63 32 – S. Severino Lucano(Pz)
Montescaglioso(Mt) 26 – 31 agosto 2014 www.comune.montescaglioso.mt.it – Assessorato alla Cultura – Abbazia S. Michele Arcangelo – Piazza del Popolo – Montescaglioso(Mt)

Per informazioni: Publiteam telefax 0835 26 45 29 – 329 1750151 – MATERA

Parco Avventura S.Severino Lucano

feb 232014
 

Che cos’è l’uomo? Chi siamo noi oggi? Sono queste le domande fondamentali degli spettacoli teatrali di Lucilla Giagnoni e in particolare di ‘’Ecce homo’’ andato in scena Venerdì 21 Febbraio al Cineteatro Adrisani di Montescaglioso.

L’invito è arrivato anche a noi, studenti del Liceo Classico Giustino Fortunato di Pisticci che, anche se in pochi, abbiamo partecipato ascoltando con cuore la rappresentazione.

Ascoltare: verbo sconosciuto a noi, specie umana completamente nuova ancora tutta da esplorare. Sì, perché oggi per noi ascoltare diventa difficile, pochi sono gli argomenti che destano la nostra attenzione. Oggi come oggi siamo immersi, o meglio naufragati in tutti quegli aggeggi tecnologici di cui non possiamo proprio farne a meno (si pensi al telefono cellulare che ormai ha preso il posto del nostro braccio destro). Abbiamo la capacità di trascorrere un’intera giornata incollati ad essi controllando ossessivamente social network e messaggi che sono diventati la nostra agorà virtuale. Come aveva già intuito il filosofo Theodor Adorno, l’uomo si è fatto manipolare dal gigantesco apparato dei mezzi tecnologici diventando passivo, annullandosi come persona, riducendosi ad una massa uniforme, ad un essere generico privo di coscienza individuale, di iniziativa morale autonoma e manipolato a piacere. Ecco cosa siamo diventati: schiavi di un mondo in cui la tecnologia regna sovrana, esseri, o meglio automi tutti uguali senza identità e personalità. Ma ritorniamo alla domanda iniziale: Che cos’è l’uomo? Noi, studenti del classico, dovremmo saperlo bene. La parola uomo deriva dal latino homo, legato a sua volta alla parola humus che vuol dire terra fertile. Noi ragazzi, proprio come la terra fertile dobbiamo essere innaffiati con cura e amore, educati con le giuste parole. Solo così possiamo fondare il nostro futuro, la nostra storia, quella unica, quella firmata con il nostro nome. E chi meglio di un insegnante può educare ad usare la parola non come arma contundente bensì come strumento che ci faccia crescere insieme e ci faccia trovare quella felicità e quella libertà che ormai sembrano solo un miraggio? Felicità infatti, non è solo stare bene, non è solo sazietà ma è crescita, è espansione, è qualità, è quell’intensità di vita, quella pienezza che si compie quando compiamo il nostro cammino di uomini. Essere felici e miti, questa è la strada per l’uomo. Strada di certo non facile in una società, come dice il filosofo Umberto Galimberti, in cui l’identità di ciascuno è data dal proprio ruolo, dal proprio biglietto da visita in cui è scritta la funzione di ognuno. Le fabbriche, gli uffici, gli ospedali e soprattutto le scuole, non hanno in vista le persone con le loro identità, inclinazioni, vocazioni e aspirazioni ma solo le funzioni previste dalla razionalità tecnica. E chi non svolge con efficienza le funzioni previste viene dimesso o ricollocato, subendo così un’esclusione sociale. Partendo dall’Esodo, passando per l’albero della vita della Genesi, attraversando il Paleolitico e l’uomo erectus, fino ad arrivare all’uomo oeconomicus, Lucilla Giagnoni è riuscita a raccontante con un filo educativo e laico tutta la storia, o meglio l’evoluzione della specie umana attirando finalmente la nostra attenzione facendosi ascoltare come pochi putroppo sanno fare. Quello che ho imparato dalle sue preziose parole è che a noi, giovani uomini, non resta far altro che chiedere a chi ha più esperienza di noi, di prenderci per mano e di indicarci la strada verso la saggezza e la libertà. Nel frattempo, in attesa di una giusta guida, di un giusto maestro, non fermiamoci, non perdiamo tempo. Corriamo, esploriamo nuovi mondi, nuove terre, nuove città, nuove idee senza dimenticarci la nostra casa, la nostra terra che pure è molto importante. Scaliamo, arrampichiamoci, e poi tuffiamoci anche se l’acqua è fredda. Tocchiamo, prendiamo, spacchiamo e curiamo, curiamo, si se possiamo curiamo, leniamo le ferite di questo mondo. Siamo profondi, siamo decisi, delicati, ruggiamo, fremiamo di piacere, incantiamo, mordiamo, baciamo, ridiamo, gridiamo, urliamo, parliamo, sì PARLIAMO, raccontiamo anche noi delle storie, la nostra storia! Non abbiamo paura e soprattutto siamo felici. La felicità è sì un istante, ma sarà nostra solo se saremo all’altezza di ogni istante.

Roberta Laviola

Montescaglioso

gen 162014
 

Ecco quanto ha dichiarato il sindaco di Pisticci sull’emergenza del Metapontino: “Apprendiamo con soddisfazione da un lancio ANSA la notizia secondo la quale il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo stato di emergenza per le alluvioni del 7 e 8 ottobre del 2013. Ricordiamo che gli eventi alluvionali provocarono danni ingenti soprattutto nei territori costieri ionici dei comuni di Bernalda, Montescaglioso, Pisticci e Scanzano Jonico.

Tanto è stato annunciato in un comunicato a seguito della seduta del Consiglio dei Ministri che ha stanziato una somma di 6,5 milioni di euro da destinare alle aree interessate. La somma si aggiunge ai fondi messi a disposizione della Regione Basilicata.

L’auspicio è che presto siano resi disponibili i fondi necessari interessati per il ripristino della viabilità, al sostegno alle imprese e di cittadini, gravemente danneggiati dalle precipitazione del 7 e 8 ottobre 2013.

Restiamo, comunque, in attesa del riconoscimento dello stato di calamità, così come la dichiarazione dello stato di emergenza per gli eventi calamitosi che si sono verificati a dicembre 2013, che purtroppo hanno maggiormente compresso ed aggravato la fragilità del territorio dei comuni del Metapontino”.

pisticci3

mar 192013
 

Ecco quanto ha dichiarato il gruppo consiliare di minoranza “Uniti per Montescaglioso” sull’attualità amministrativa.  “Il Gruppo Consiliare “Uniti per Montescaglioso”, rimarca, ancora una volta, che su tematiche vitali per la nostra comunità, l’approssimazione dell’Amministrazione Comunale è tale, che le ricadute negative sono sotto gli occhi di tutti.

Basti a dimostrare questo, l’aver notificato ai Consiglieri Comunali, la convocazione del Consiglio Comunale per il 18/03/2013, solo il 14/03/2013, dando l’esigua disponibilità di 4 giorni per acquisire e valutare gli atti, da cui vanno detratti il sabato e la domenica, vista la chiusura degli uffici comunali.

Eppure si tratta di discutere di un documento, che ha visto gli uffici comunali impegnati per circa due anni, prima di arrivare alla sua stesura definitiva.

E ai Consiglieri Comunali? Bastano ed avanzano due giorni utili per capire il tutto!

Ma andiamo avanti. Si propone al Consiglio Comunale, un’azione di riequilibrio finanziario pluriennale, in dieci annualità, basato su presupposti completamente errati e con soluzioni scontate, che potrebbero essere adottate direttamente dalla struttura comunale.

A questo punto ci chiediamo: che ragione ha di esistere l’Amministrazione Silvaggi, se non sussiste una progettualità per Montescaglioso, tale da tirarla fuori dall’impasse dove è stata portata?

Il piano prevede un importo totale del debito pari a € 6.338.799,14, così ripartito:

1 – Disavanzo 2011 per riaccertamento residui                                € 3.544.698,44

2 – Debiti fuori bilancio                                                                      € 2.794.100,70.

Così come è stato dimostrato, senza smentita alcuna da parte dell’Amministrazione Comunale, con il documento presentato dal nostro gruppo, ed allegato al deliberato n° 2 del 17 gennaio 2013, di approvazione del Rendiconto di Gestione anno 2011, il riaccertamento dei residui che ha portato al disavanzo prima richiamato, presenta una serie di anomalie ed errori, che non consente di poterlo definire conforme alla norma contabile.

Passando all’altra voce dei debiti fuori bilancio, la situazione è ancora più paradossale. Vengono riportati debiti, suddivisi come di seguito:

-          Lavori pubblici                                                                               € 1.021.033,51

-          Prestazione professionali                                                              €    388.338,52

-          Fornitura di beni e servizi                                                              €    723.485,38

-          Sentenze                                                                                       €    661.243,29

———————–

Totale € 2.794.100,70

La definizione degli importi, scaturisce da un elenco, suddiviso per settori, che i responsabili degli uffici hanno trasmesso alla giunta, che a sua volta li ha inseriti nel piano, senza la necessaria legittimazione giuridica del riconoscimento nel Consiglio Comunale.

Infatti, l’art. 194 del T.U.E.L. n° 267/2000 e s.m.i., dal titolo “Riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio”, testualmente recita:

  “1. Con deliberazione consiliare di cui all’articolo 193, comma 2, o con diversa periodicità stabilita dai regolamenti di contabilità, gli enti locali riconoscono la legittimità dei debiti fuori bilancio derivanti da:

a) sentenze esecutive;

b) copertura di disavanzi di consorzi, di aziende speciali e di istituzioni, nei limiti degli obblighi derivanti da statuto, convenzione o atti costitutivi, purché sia stato rispettato l’obbligo di pareggio del bilancio di cui all’articolo 114 ed il disavanzo derivi da fatti di gestione;
c) ricapitalizzazione, nei limiti e nelle forme previste dal codice civile o da norme speciali, di società di capitali costituite per l’esercizio di servizi pubblici locali;
d) procedure espropriative o di occupazione d’urgenza per opere di pubblica utilità;
e) acquisizione di beni e servizi, in violazione degli obblighi di cui ai commi 1, 2 e 3 dell’articolo 191, nei limiti degli accertati e dimostrati utilità ed arricchimento per l’ente, nell’ambito dell’espletamento di pubbliche funzioni e servizi di competenza”.

Come è possibile leggere al punto 1, la legittimità dei debiti fuori bilancio, secondo la tipologia stabilità ai successivi punti dalla a) alla e), è deliberata dal Consiglio Comunale, e solo allora, possono ritenersi validi ai fini della procedura amministrativa.

Pertanto, gli importi dei debiti fuori bilancio riportati nel piano di riequilibrio, sono solo una mera elencazione, senza il titolo giuridico, e non possono essere inseriti come se fossero già definitivi, perché non sono stati mai approvati dal Consiglio Comunale.

La corretta procedura sarebbe stata che, il Consiglio Comunale, dopo aver verificato singolarmente la regolarità di ogni debito, ed acquisito l’accettazione del creditore circa il piano di rateizzazione, deliberasse la legittimazione del debito, con il riconoscimento, consentendo solo allora, di poterlo riportare negli atti amministrativi e contabili dell’ente.

Questa sottolineatura della procedura, non è solo formale, ma investe la sostanza della problematica, perché come accenneremo di seguito, in sede di discussione nella sede istituzionale della città, possono essere evidenziati dati, che modificano, riducono o addirittura annullano taluni debiti.

Nello specifico, analizzando sommariamente, vista l’assenza dei fascicoli di ogni debito, gli elenchi forniti dai Responsabili di Settore, che ribadiamo non hanno nessuna valenza giuridica, già si notano delle anomalie.

Settore Lavori Pubblici ed Urbanistica.

Nota del Capo Settore del 12 marzo 2013, prot. 3464/p, si evince:

1) Alcuni debiti sono riportati due volte, una nella sezione fornitura di beni e l’altra tra le sentenze e titoli esecutivi (ACMEI SUD, ALICE MULTIMEDIA ecc..);

2) Sono riportati ancora i debiti inerenti il soddisfo delle sentenze n.ri 394,404 e 405 del 2010, nonostante il riconoscimento già deliberato dal Consiglio Comunale con atti n.ri 44,45 e 46 del 28 dicembre 2010.

Non solo, ma le risorse occorrenti per il pagamento di questo debito, sono inserite tra le uscite del bilancio comunale, al titolo II, cap. 20167, art. 1 per l’intero importo occorrente pari ad € 146.508,22, e già impegnate con determina del Responsabile del Settore Servizi Finanziari n° 228 del 29 dicembre 2011.

Allora perché duplicarle, inserendole nel piano di riequilibrio finanziario?

3) L’elenco delle spese per prestazioni professionali (Avvocati), non specifica se, rispetto alle richieste dei professionisti, sia stata verificata la congruità delle parcelle, secondo i dettami della Sentenza n° 165/2012/E.L. depositata in segreteria il 15 ottobre 2012, della Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per la Regione Basilicata.

Settore Affari Generali e Demografici.

Nota del Capo Settore del 12 marzo 2013, prot. 3419/p, si evince:

1) Vengono riportati tra i debiti, tutte le attività poste in essere per i progetti “Tutti insieme in Acqua” e “Non solo parole”. Così come afferma lo stesso Capo Settore nella lettera di accompagnamento dell’elenco, i due progetti sono stati approvati e finanziati dalla Provincia di Matera e dalla Regione Basilicata, e le risorse sono state incassate dal Comune verso la fine del 2011.

Allora, se questi progetti sono stati finanziati e le relative risorse incassate, secondo quale norma contabile sono debiti fuori bilancio?

2) Per le quote associative inerenti l’Associazione Italiana Città dell’Olio e la Commissione Circondariale Elettorale, sembra strano, che non siano mai state previste in bilancio, così come afferma il Responsabile del Settore, tenuto conto dell’esiguità delle somme occorrenti. Appare verosimile invece, che in fase di approvazione del Conto Consuntivo anno 2011, nel calderone delle eliminazioni, siano finite anche queste risorse.

Comunque, questa situazione dimostra la necessità di approfondimenti documentali, che stante la ristrettezza dei tempi, viene impedito ai Consiglieri Comunali.

Settore Servizi Finanziari.

In questo caso, andiamo ben oltre l’esagerazione.

E’ stata consegnata ai Consiglieri del gruppo, una scheda, senza nessuna lettera di trasmissione regolarmente protocollata, riportante nell’intestazione, che la proposta proviene dal responsabile di Settore Dott. Domenico Didio.

Ma il Dott. Didio, non è stato sollevato dall’incarico oltre un mese fa? E soprattutto, può essere definito un atto ufficiale, una documento privo di data e  firma del proponente.

Queste poche eccezioni, che è possibile sollevare come dire “a vista”, senza il necessario approfondimento puntuale in seno al Consiglio Comunale, come prevede la norma, dimostrano, come abbiamo anticipato nelle premesse, che il piano è basato su presupposti completamente errati, tenuto conto che la quantificazione dei debiti non è certa.

Se a questo aggiungiamo, che le proposte per coprire l’intero debito, da una parte sono scontate e dall’altra sono aleatorie, il dato è tratto!

Quali sono le soluzioni che l’Amministrazione Comunale intende adottare?

1- L’incremento delle entrate, con l’aumento indiscriminato delle tasse:

a) L’IMU per le seconde case, sarà portata al 10,60 per mille, che è la soglia massima prevista dalla legge;

b) La TARSU, che diventerà TARES, sarà aumentata del 22%;

c) La TOSAP vedrà un incremento del 40%, dall’anno prossimo;

d) L’addizionale IRPEF, già con l’aliquota massima prevista dalla legge pari allo 0,8%, con l’aumento prodotto nel 2012.

2 – Vendita del patrimonio agrario, comunemente chiamato “Demanio”.

Ricordiamo che durante l’anno 2012, quando era stata prospettata questa ipotesi, avevamo chiesto un approfondimento serio, insieme al mondo agricolo e alla comunità tutta, onde valutare l’opportunità e soprattutto la fattibilità.

I dubbi e le incertezze sono molte, tanto che nel Consiglio Comunale del 29 dicembre 2012, in occasione della discussione inerente la richiesta da sottoporre alla Regione Basilicata, per il trasferimento delle terre civiche al patrimonio disponibile del Comune, il nostro gruppo palesò tutte le perplessità, tanto da portare il Sindaco, per rasserenare l’intero Consiglio Comunale, a fare la seguente dichiarazione “Il Sindaco dichiara che questa operazione è tesa a regolarizzare situazioni amministrative pregresse anomale. Assicura che, una volta ottenuta l’autorizzazione della Regione, saranno sentiti i cittadini interessati, le associazioni di categoria e, quindi, dopo il Consiglio deciderà il da farsi sul patrimonio comunale.

Oggi cosa accade? A distanza di circa due mesi, dopo aver ottenuto l’autorizzazione della Regione con delibera n° 284 del 12 marzo 2013, e dopo aver contattato l’ISMEA, si mette in vendita il demanio comunale, con decisione univoca. E l’impegno assunto in Consiglio Comunale, circa la condivisione?

Le problematiche sulla fattibilità continuano ad essere tante, ad iniziare dai miglioramenti agrari apportati dagli affittuari, regolarmente autorizzati dal Comune.

Ma siamo veramente sicuri che riusciremo a vendere questo patrimonio, per circa € 20.000.000,00?

La risposta è scontata ed i dubbi non lasciano spiragli ad un risultato positivo.

La scelta è sbagliata, e porterà alla fine, alla impossibilità di poter dare corso al documento contabile di ripianamento finanziario, portando la comunità nel baratro.

L’innalzamento eccessivo delle tasse e l’impossibilità di poter onorare i debiti, soprattutto nei confronti degli artigiani, spegnerà definitivamente la speranza di una ripresa economica, quantomeno a livello locale.

Dal punto di vista politico, riportiamo alcuni dati, che smentiscono per sempre le ciò che è stato raccontato in questi due anni.

E’ il momento di trovare un percorso per risollevare la nostra comunità, piuttosto che affrontare tematiche di carattere politico, però la verità impone una breve esposizione.

I debiti, in questi 24 mesi, si sono dilatati e ristretti, secondo il termometro della politica, quella bugiarda, sino ad ottobre 2012, quando su un manifesto pubblico si riportava un dato come definitivo, pari a € 9.400.000,00, frutto delle Amministrazioni di Centro-Destra del passato.

Gli atti che hanno redatto, smentiscono le loro stesse affermazioni, visto che il disavanzo che hanno certificato è di € 6.338.799,14, con oltre tre milioni in meno rispetto alle dichiarazioni di qualche mese fa.

Ma non finisce qua. Dalla disamina dei pochi atti a disposizione, già emergono date e numeri, che si riferiscono ai debiti fuori bilancio, che nulla hanno a che vedere con la passata amministrazione, come di seguito dettagliato:

1 – Debito maturato alla fine degli anni ’90, verso la Provincia di Matera, per le quote associative inerenti la Comunità non Montana                                €   68.993,66

2 – Debito maturato tra il 1998 e il 2002, per il rimborso spettante all’INAIL, per la carica assessorile di un suo dipendente nella Giunta Bubbico                €   14.800,00

3 –  Debiti vari fornitori                                                                           €     5.500,00

4 – Debiti per prestazioni professionali (Avvocati), inerenti incarichi non affidati dalla passata amministrazione, oltre                                                         € 200.000,00

5 –  Debiti per lavori eseguiti dall’attuale amministrazione, circa          € 200.000,00

Inoltre, per i lavori, nel bilancio di previsione anno 2011, approvato dalla Giunta della passata amministrazione in data 14 aprile 2011, con atto n° 54, e riconfermato dall’attuale, era stato previsto un mutuo con la cassa DD.PP. pari ad € 700.000,00, per dare ristoro agli artigiani, riportato in entrata al cap. 5332, mentre tra la spese al cap. 20811. E’ stata una scelta dell’attuale Amministrazione, non dare corso al mutuo, e  non si venga a dire che nel 2011, il Comune non aveva i parametri per poter accedere ai mutui.

Infatti, nel corso di quell’anno, l’Amministrazione Comunale ha avviato l’iter di tre mutui: tensostruttura, campo sportivo e debiti fuori bilancio.

A questo c’è da aggiungere, che il nostro gruppo, anche nel bilancio di previsione del 2012, ha fatto una proposta concreta, con la presentazione di un emendamento al bilancio, munito di parere positivo sia dell’Organo Revisore che del Responsabile del Settore Servizi Finanziari, per destinare la somma della vendita dell’autoparco comunale, pari ad € 527.000,00, sempre al pagamento dei lavori eseguiti dagli artigiani. Anche il quel caso, l’Amministrazione scelse di bocciare l’idea, nonostante la correttezza tecnica e contabile della proposta.

Oltre a queste situazioni, non è possibile capire tanti altri contesti, tra i quali, le sentenze e i decreti ingiuntivi, che non riportano gli estremi necessari, per identificare con precisione le date del debito, anche alla luce dell’assenza del parere dell’Organo di Revisione.                   

Il Gruppo consiliare “Uniti per Montescaglioso”, per quanto sopra esposto, è costretto ad esprime il voto contrario all’approvazione del Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale 2013 – 2022.

Il presente documento costituisce dichiarazione di voto, pertanto dovrà divenire parte integrante della delibera consiliare da pubblicare all’albo on – Line, e trasmessa, insieme agli altri atti, agli enti di controllo previsti per legge.

Nel caso in cui la Procura della Corte dei Conti, dovesse chiedere dei chiarimenti, chiediamo formalmente di essere informati, per essere uditi direttamente”.

Montescaglioso

feb 142013
 

Il capogruppo di minoranza nel Consiglio Comunale di Montescaglioso, Geom. Vincenzo Zito, ha reso noto che il Coordinatore Provinciale del PDL, nella persona del Sen. Cosimo Latronico, con una nota indirizzata al Coordinatore Cittadino del Partito e agli altri Consiglieri Comunali del PDL, ha comunicato le determinazioni assunte, circa la decisione del Consigliere Regionale, Dr. Mario Venezia e del componente del coordinamento provinciale, Franco Di Pierro, di aderire al partito Fratelli D’Italia.

Queste le sue parole “La decisione del Dr. Mario Venezia di lasciare il Pdl per aderire al partito Fratelli d’Italia ci obbliga a prendere atto di tale nuova situazione e, di conseguenza, a sostituirlo nella guida e direzione del Pdl nella città di Montescaglioso e nei ruoli provinciali da lui ricoperti. Sul piano provinciale si intende riconoscere il ruolo ed il peso di questa città nominando il Geom. Vincenzo Zito nel ruolo di vice segretario provinciale del Pdl. Quanto al componente del comitato provinciale, Franco Di Pierro, anche egli aderente al partito Fratelli d’Italia, con l’automatica decadenza dall’organo provinciale del Pdl, si chiede alle SV di voler designare un nuovo rappresentante per poterlo integrare nel Coordinamento Provinciale Pdl.”

Le decisioni del coordinatore provinciale sono il riconoscimento della coerenza mostrata dalla classe dirigente locale che, andando oltre le aspettative delle singole persone, ha lavorato attivamente nell’interesse della città, nel solco dei valori della tradizione storica del centro destra montese. Il Popolo della Libertà, che rappresenta la continuità del Movimento Sociale, Alleanza Nazionale e di Forza Italia, non si fonda sugli individui, ma su progetti a favore della collettività. Con questa decisione, si apre una nuova fase politica nella nostra città, dove il rinnovamento, diventa l’elemento fondante di tutte le azioni che il PDL porrà in essere, per creare una proposta politico-amministrativa, che possa ridare fiducia ai cittadini, esasperati da un’Amministrazione Comunale di centro sinistra, completamente assente. Montescaglioso può tornare a sorridere solo con l’azione di una classe dirigente, mix di esperienze e nuove capacità, libera di assumere determinazioni, solo nell’interesse del territorio.

zito