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feb 102016
 

Il presidente della Conferenza Episcopale di Basilicata, monsignor Salvatore Ligorio, è stato accolto dal presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella.
Accompagnato dai vescovi della Diocesi di Tricarico, monsignor Vincenzo Orofino, e della Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, monsignor Gianfranco Todisco, l’arcivescovo Ligorio, ricambiando la visita di cortesia ricevuta dal Governatore lucano Pittella in occasione della recente cerimonia di insediamento nell’Arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, si è intrattenuto in un colloquio informale nel quale sono stati ripresi e sviluppati alcuni temi di carattere generale sulla vita sociale ed economica regionale, richiamati dalla Chiesa Lucana con grande attenzione nel corso dei suoi interventi pubblici recenti e dal presidente Pittella nel suo messaggio di benvenuto.

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ott 232015
 

L’amore vero, puro e duraturo, rispetto a chi si è scelto come compagno di una vita, donandosi a vicenda nell’affrontare le difficoltà quotidiane della vita familiare e condividendo le gioie anche piccole, è un “fenomeno” soprattutto ai giorni nostri, molto raro, tranne poche eccezioni. Una di queste eccezioni ben la rappresentano i coniugi Biagio Accardi e Vincenza Patti di Marina di Maratea che, il 9 ottobre hanno festeggiato il loro primi 60 anni di matrimonio. A rendergli omaggio i 4 figli, i 6 nipoti e i tanti parenti ed amici che hanno partecipato alla funzione religiosa officiata da Monsignor Don Vincenzo Iacovino e da Don Giuseppe Addolorata.
A Biagio e Vincenza i migliori auguri dalla redazione dell’Eco.

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giu 112015
 

I ragazzi della struttura di accoglienza gestita da Auxilium sono stati a Roma per un’udienza da Papa Francesco, grazie ad un’iniziativa promossa dall’Arcidiocesi di Potenza. Per la delegazione una benedizione dal Santo Padre, che ha accolto in privato due giovani africani della delegazione E’ stata una giornata veramente speciale, per 31 ospiti di nazionalità nigeriana del Centro di accoglienza temporaneo di Rifreddo-Pignola, in provincia di Potenza. Partita in tarda serata dal cuore della Basilicata, la comitiva di giovani africani – per la maggior parte ventenni – è arrivata in mattinata a Roma, dove ha partecipato – grazie all’iniziativa e al gesto di generosità dell’Arcidiocesi di Potenza – all’udienza generale di Papa Francesco. Ma la visita al Santo Padre è andata ben oltre le aspettative; ed è stato così soprattutto per due ragazzi del gruppo, entrambi rifugiati politici (E.J.A. e I.I.), che hanno avuto l’onore di essere accolti in udienza privata dal Pontefice. I due giovani hanno così raccontato al Santo Padre la loro esperienza di vita, ed i motivi per cui sono stati costretti a fuggire dal proprio Paese d’origine. Ma non è tutto. Papa Francesco, dopo aver voluto conoscere le storie dei ragazzi africani, quasi tutti cristiani, del Centro temporaneo di accoglienza di Rifreddo, ha mandato una benedizione speciale anche ai musulmani del gruppo. «La benedizione mandata dal Papa, in particolar modo ai fratelli musulmani, è stata un momento molto emozionante», è il commento unanime della delegazione di Rifreddo, appena rientrata in Basilicata. I giovani ospiti del Centro di accoglienza temporaneo sono stati accompagnati a Roma da 15 operatori e dal fondatore della cooperativa Auxilium, Angelo Chiorazzo. A condurre i ragazzi in Vaticano, anche Don Gerardo Lasalvia, dell’Arcidiocesi di Potenza. «Il vescovo – racconta il sacerdote – ha voluto regalare questo viaggio ai ragazzi, che da novembre stiamo seguendo andando a celebrare la messa ogni sabato e domenica. Abbiamo contattato monsignor Stefano Sanchirico, viceprefetto della casa pontificia, che è lucano di Corleto Perticara e siamo riusciti ad ottenere l’udienza. Con enorme sorpresa, all’ingresso di piazza San Pietro, abbiamo capito che saremmo stati ospitati nel reparto speciale. E’ stata per noi una grande gioia: ma lo è stata ancora di più quando il Pontefice ci ha fatto sapere di voler salutare personalmente due ragazzi della nostra delegazione. Alla fine sono andati dal Papa un ragazzo cattolico, che ha chiesto asilo politico per motivi molto gravi in Nigeria ed un catecumeno, un giovane che aveva chiesto un battesimo cattolico e che proprio per questo è stato costretto a scappare dalla sua terra. Tutto questo – dice ancora Don Lasalvia – ci ha commosso: è stato uno dei regali più belli della nostra vita. Il Papa ha benedetto tutti noi, ma ha inviato una benedizione speciale anche agli amici musulmani. Sono contento di aver conosciuto la realtà di Rifreddo e Auxilium, che mi hanno fatto vivere un’esperienza indimenticabile. Ridevamo, scherzavamo, piangevamo per l’emozione. Cristiani, cattolici e musulmani insieme, in una marea di sentimenti».
UFFICIO STAMPA Auxilium

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mag 152015
 

Papa Francesco ha nominato S. E. Mons. Francesco Nolè arcivescovo metropolita di Cosenza-Bisignano.
Eletto vescovo di Tursi-Lagonegro il 4 novembre 2000, Monsignor Francesco Nolè è stato consacrato vescovo nella Basilica Santuario di Pompei il 10 dicembre 2000 e ha fatto l’ingresso in Diocesi il 7 gennaio 2001.
In seno alla Conferenza Episcopale Italiana è Membro della Commissione Episcopale per il Clero e la Vita Consacrata.
“In simplicitate et laetitia”, il suo motto episcopale e il programma che, secondo il suo carisma di francescano conventuale, ha portato avanti nei quattordici anni e quattro mesi di ministero a Tursi-Lagonegro.
Nei giorni scorsi ha pubblicato la sua ultima lettera pastorale (Educare alla bellezza del Vangelo con la gioia di San Filippo Neri), in occasione del 5° centenario della nascita di San Filippo Neri, patrono di Tursi e della Diocesi, con la quale incoraggia l’entusiasmo educativo degli oratori che, in diverse parrocchie, stanno conoscendo una rinnovata primavera.
Il Vescovo, mentre rende lode a Dio Trinità per il dono della nuova Sede per volontà del Santo Padre Francesco, esprime anche il suo rammarico nel dover lasciare la Diocesi di Tursi-Lagonegro e la Comunità ecclesiale e civile di Basilicata, sentendosi profondamente legato ad esse per le sue radici semplici e francescane. Ringrazia tutti i presbiteri, i diaconi, i religiosi e i fedeli laici per i meravigliosi quindici anni trascorsi insieme come Chiesa che, nonostante tante difficiltoltà e debolezze umane, ha camminato nella volontà di Dio e nella comunione fraterna.
Saluta con affetto fraterno il suo Confratello e predecessore Mons. Salvatore Nunnari e i Cobfratelli vescovi della Metropolia, i presbiteri, i diaconi e i seminaristi, i religiosi e tutto il Popolo santo di Dio che è in Cosenza-Bisignano che sente già di amare profondamente. Assicura la preghiera paterna e chiede che ognuno faccia altrettanto per lui.
Affida il suo ministero all’intercessione di Maria Santissima del Pilerio e ai santi Francesco di Paola, Umile da Bisignano, Nicola da Longobardi e al beato Angelo da Acri, perché possa continuare a servire il Signore e la Santa Chiesa con la semplicità e la letizia di san Francesco di Assisi e la carità ardente di San Francesco di Paola.

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nov 052014
 

Sarà Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, ad ospitare l’undicesimo Coordinamento Nazionale di Opera Romana Pellegrinaggi dal tema “Pellegrinaggio: tempo e luogo di riconciliazione”, che dal 10 al 13 novembre radunerà circa 250 tra collaboratori, assistenti spirituali, animatori pastorali e organizzatori di pellegrinaggi.
In vista di questo straordinario evento, occasione di presentazione dei programmi ORP 2015, l’8 novembre la Camera di Commercio di Matera ospiterà due appuntamenti molto significativi e connessi tra loro, promossi da Apt-Regione Basilicata, in collaborazione con il Consorzio “La Città Essenziale”.
L’8 novembre, alle 15.30, si terrà la conferenza stampa per presentare il Coordinamento Nazionale dell’Opera Romana Pellegrinaggi e introdurre ai giornalisti il tema del seminario “Abramo, il cammino della fede, o Ulisse, il viaggio della conoscenza. Itinerari tra turismo e pellegrinaggi”, in programma lo stesso giorno, alle 17.00.
Alla conferenza stampa interverranno Monsignor Liberio Andretta, Vicepresidente e Amministratore delegato di ORP, il Presidente della Camera di Commercio, Angelo Tortorelli, il Sindaco di Matera, Salvatore Adduce e il Direttore Generale dell’APT, Gianpiero Perri.
A seguire, si terrà il seminario nato come appuntamento preliminare al Coordinamento Nazionale di ORP, al fine di creare una rete tra le organizzazioni ecclesiastiche e laiche operanti sul territorio lucano, rete fondata sul dialogo e sul confronto rispetto al tema del turismo religioso.
Dopo i saluti del sindaco di Matera, Salvatore Adduce, e del Presidente della Camera di Commercio, Angelo Tortorelli, i lavori del seminario saranno introdotti da Monsignor Salvatore Ligorio, Arcivescovo di Matera – Irsina, cui seguirà l’intervento di Monsignor Liberio Andreatta, incentrato sul tema che dà il titolo al convegno. La tavola rotonda sarà introdotta dal Direttore Generale dell’APT Basilicata, Gianpiero Perri, il quale illustrerà il progetto “Basilicata sacra” nato in concomitanza con l’Anno della Fede di concerto con la Regione Basilicata, come strategia regionale per l’implementazione del turismo religioso che ha in “Matera Cappadocia d’Italia” il suo primo risultato operativo. Interverrà, inoltre, Pino Bruno, Presidente del Consorzio “La Città Essenziale”.

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ott 272014
 

E’ deceduto nella serata di venerdì 24 ottobre 2014, nella sua abitazione a Lagonegro, Monsignor Carlo Cascone, protonotario apostolico. Il 12 luglio 2013 realizzamo questo servizio in occasione del suo 70esimo di sacerdozio festeggiato nella chiesa concattedrale di Lagonegro.

La santa messa ed i discorsi ufficiali

Le interviste agli intervenuti alla cerimonia e a mons. Cascone

mag 072014
 

Sarà ordinato diacono permanente giovedì 8 maggio alle ore 18.00 da S. E. Mons. Francesco Nolè il dottor Massimo Pace nella Cattedrale “Maria SS. Annunziata” di Tursi. Trasfusionista presso l’ospedale civile di Policoro (MT), classe 1967, Massimo Pace è sposato dal 2001 con Lidia Lanzione ed è padre di quattro ragazzi.
Partecipe dell’esperienza ecclesiale della Fraternità di Emmaus, Pace, nativo di Napoli, ha vissuto la formazione teologica presso l’Istituto di Scienze Religiose di Matera ed è stato accompagnato da don Saverio Zorzi, rettore del Santuario di Anglona (Tursi) e responsabile della formazione permanente dei diaconi.
Un’occasione straordinaria perché la Diocesi di Tursi-Lagonegro mediti sulla dimensione del “servizio” che è propria di tutti i battezzati ma che rimane ontologica per tutti i ministri ordinati.
In questo momento in particolare, in cui risuona sovente l’invito di Papa Francesco a curare le periferie esistenziali la Comunità ecclesiale è chiamata a riscoprire la categoria teologica del “povero” quale ripresentazione del Cristo che attende solidarietà e domanda tenerezza.
Monsignor Nolè, mentre loda il Signore per la circostanza, raccoglie ed esprime la gioia della Diocesi che continua ad essere benedetta dal Signore con tanti suoi doni: “L’Ordinazione diaconale di Pace permette alla Comunità Cristiana tutta di riscoprirsi chiamata a servire ogni uomo, a porgere la gioia del Vangelo e della fede cristiana, ad essere attenta e solidale verso ogni persona. Massimo offrirà il suo ministero in particolare nella realtà ospedaliera in cui offre il suo lavoro”.

A proposito del Diaconato il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma: “Per l’ordinazione al diaconato soltanto il Vescovo impone le mani, significando così che il diacono è legato in modo speciale al Vescovo nei compiti della sua «diaconia». I diaconi partecipano in una maniera particolare alla missione e alla grazia di Cristo. Il sacramento dell’Ordine imprime in loro un sigillo (carattere) che nulla può cancellare e che li configura a Cristo, il quale si è fatto «diacono», cioè servo di tutti. Compete ai diaconi, tra l’altro, assistere il Vescovo e i presbiteri nella celebrazione dei divini misteri, soprattutto dell’Eucaristia, distribuirla, assistere e benedire il Matrimonio, proclamare il Vangelo e predicare, presiedere ai funerali e dedicarsi ai vari servizi della carità. Il diaconato permanente costituisce un importante arricchimento per la missione della Chiesa. In realtà, è conveniente e utile che gli uomini che nella Chiesa adempiono un ministero veramente diaconale, sia nella vita liturgica e pastorale, sia nelle opere sociali e caritative siano fortificati per mezzo dell’imposizione delle mani, trasmessa dal tempo degli Apostoli, e siano più strettamente uniti all’altare, per poter esplicare più fruttuosamente il loro ministero con l’aiuto della grazia sacramentale del diaconato” (1569-1571).

don Giovanni Lo Pinto

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apr 102014
 

Con l’occasione della riunione dei consigli pastorali e dei catechisti  della zona Mercure tirrenica, che si è tenuta a Lauria domenica scorsa 6 aprile presso la Chiesa dell’Immacolata Concezione,  il vescovo di Tursi Lagonegro monsignor Francesco  Nolè ha riconsegnato al parroco Don Franco Alagia l’antico Antifonario, un enorme libro contenente le antifone che venivano cantate dai monaci prima della recita dei salmi  e che veniva utilizzato all’interno dell’artistico coro ligneo che si trova nella Chiesa di San Giacomo. Il  libro,  che era conservato nell’archivio parrocchiale di San Giacomo,  risalente ai primi anni del 1500, è stato  recentemente restaurato . L’Antifonario sarà certamente tra i reperti più preziosi che dovrebbero essere esposti nella sala museale in preparazione presso il Palazzo Marangoni. L’incontro dei  consigli pastorali si è  svolto a Lauria anche perché al vescovo Nolè piace molto la bellissima chiesa dell’Immacolata,  forse anche perché è la chiesa in cui si formò il piccolo Lorenzo Brancati appartenuto all’ordine francescano conventuale. ” Il desiderio del nostro vescovo monsignor Francesco Nolè – ci ha spiegato  don Franco Alagia -  è che ogni parrocchia abbia un consiglio pastorale funzionale ed efficiente, che non rimanga soltanto sulla carta ma che collabori non soltanto con il parroco ma che si senta anche responsabile di portare avanti il discorso della comunione nella chiesa, della corresponsabilità nella gestione dei problemi che riguardano l’intera comunità”. In occasione dell’incontro formativo monsignor Nolè ha consegnato ai convenuti il nuovo statuto dei consigli pastorali che prevede la partecipazione attiva dei fedeli alla vita della parrocchie.
Pasquale Crecca

Dalla fonte www.laboratoriocodex.it le fasi del restauro dell’antifonario di Lauria  o graduale

RESTAURO DI UN GRADUALE DI S. GIACOMO IN LAURIA
RELAZIONE TECNICA GRADUALE DI LAURIA

Introduzione storica:
Le operazioni di restauro hanno interessato un volume pergamenaceo di graduale decorato ascrivibile al pieno XVI secolo, attualmente di proprietà della parrocchia di San Giacomo Maggiore di Lauria.
Presentazione e descrizione del manufatto
Il volume è costituito da 204 carte mm 530 x 380 x 130 cc. (I cart.) + 204 + (I cart.) notazione quadrata nera su tetragramma rosso. Il sobrio apparato decorativo del codice è affidato a numerosissime iniziali calligrafiche e a sei iniziali di modulo maggiore ascrivibili alla tipologia delle fesse campite con bottoni a risparmio. La decorazione è stata eseguita usando il solo pigmento rosso.
Stato di conservazione
Il manufatto si presentava in pessimo stato di conservazione e per tale motivo è stato praticato un intervento di tipo totale
Le tipologie di danno riscontrate riguardavano la compagine, danneggiata da strappi e lacune, la legatura, compromessa su tutti e cinque i nervi di cucitura poichè le cuciture erano allentate e su alcuni fascicoli non erano presenti. Inoltre, la coperta, composta da due assi lignee rivestiste da un supporto in cuoio, era gravemente danneggiata. Di fatti, l’asse posteriore era completamente spezzata in senso longitudinale; mentre nell’anteriore vi erano lacune del supporto ligneo lungo il taglio di dorso in prossimità delle scanalature alloggianti dei nervi. La coperta in cuoio era completamente compromessa, inoltre presentava un intervento di restauro lungo il dorso, dove era stata eseguita un’integrazione, fissata con chiodi esterni sulle assi.
Lungo il taglio di testa e di piede della compagine erano presenti lacune causate da usura da contatto.

Progettazione
Compilazione accurata della scheda progetto e tempi di calcolo del capitolato tipo, dell’ICPAL. Tutti gli interventi sono stati attuati seguendo le linee guida del Capitolato Speciale Tecnico Tipo.

Rilevamenti fotografici
Sono state effettuate sequenze fotografiche di digitalizzazione integrale su tutto il volume a piena pagina; in maniera sistematica si è proceduto per documentare tutti i danni presenti per ogni singola carta recto e verso, acquisendo dati relativi alle anomalie e alle menomazioni della compagine, alle cuciture, alla coperta. Inoltre tutti gli interventi sono stati ripresi con video camera HD. Di seguito, si elencano le attrezzature impiegate:
-         Fotocamere digitali: Canon  EOS 1100 D, Canon EOS 300, Nikon D60;
-         Video camera: Panasonic Full HD.
-         File immagini JPG RGB Colore 24 bit.
Operazioni preliminari
-         Collazione
Controllo sistematico delle sequenza delle carte e della completezza del volume effettuata attraverso l’esame della numerazione.
L’operazione viene effettuata tenendo in considerazione la numerazione originale. La cartulazione (numerazione posta a matita su tutte le carte) è stata effettuata in fase di restauro.
Da questa operazione è emerso che in totale erano andate disperse 8 carte: la prima lacuna è compresa tra c. CXLVIII e c. CLIV; l’altra lacuna è determinata dall’assenza di c. CCXI.

Smontaggio

Operazione per separare i fascicoli dalla coperta e poi fra loro, attraverso il taglio del filo che unisce un fascicolo all’altro e di quello con cui sono stati tessuti i capitelli.

Lo smontaggio prevede la rimozione dell’indorsatura e il distacco delle contro guardie per liberare la coperta. In questo caso la coperta era ancorata alla compagine tramite 6 nervi di cucitura rotti al centro.

Così si è provveduto al distaccato delle controguardie con soluzione idroalcolica, per tamponamento tramite soluzione composta per 80% da alcool e 20% da acqua deionizzata con l’ausilio di Tylose MH300P e generatore di vapore freddo ad ultrasuoni. Distaccate le controguardie, si è separata la coperta dalla compagine tagliando i pochi lembi residui dei nervi ancorati tra coperta e compagine, poi è stata effettuata la rimozione dei resti dell’indorsatura e pulito il dorso dai collanti e residui di pelle. L’indorsatura era costituita da bande in cuoio posizionate nelle caselle tra i nervi di cuciture. Successivamente, sono stati recisi i fili passanti al centro di ogni fascicolo e ogni bifolio è stato separato dall’altro iniziando dal centro del fascicolo, da cui passa il filo di cucitura; si è proceduto così per ogni fascicolo della compagine fino all’ultimo della serie, adiacente con il dorso della coperta. In tal modo, è stato possibile asportare interamente i nervi con i rispettivi resti di cucitura.

Indagini Diagnostiche Spettroscopiche

Sul manufatto sono state eseguite indagini spettroscopiche condotte in seno al Laboratorio di Chimica-Fisica dell’Università del Salento diretto dal prof. Ludovico Valli con l’ausilio del dott. Gabriele Giancane.

La tecniche analitiche definite spettroscopiche, totalmente non invasive, sono basate sull’interazione tra la materia e radiazioni elettromagnetiche. Lo studio dell’intensità e della tipologia di tali interazioni, può essere molto utile a scopo qualitativo per identificare gli elementi caratteristici o composti chimici del campione analizzato e a scopo quantitativo per determinarne la concentrazione negli stessi.
Nello specifico ci si è avvalsi di spettroscopia infrarossa (IR), anch’essa basata sui principi già illustrati, e che si caratterizza nello specifico per l’intervallo spettrale utilizzato, l’infrarosso appunto, la cui energia è sufficiente per far vibrare in maniera specifica i gruppi funzionali delle molecole presenti nel campione che possono essere così rivelati.

Lo spettro di assorbimento infrarosso permette quindi di determinare, attraverso i gruppi funzionali, la struttura di alcune molecole contenute nel campione, costituendone un’impronta digitale. La tecnica è molto usata soprattutto nel campo dell’analisi dei pigmenti e del materiale di natura organica (residui di alimenti, tessuti, ecc.).

Nello specifico, la caratterizzazione chimica, è stata effettuata mediante Spettofotometro Infrarosso a Trasformata di Fourier (FT-IR), su tutti i materiali componenti i codici: pergamena, spago di cucitura, assi lignee, pelle della coperta, cuoio di nervi e capitelli, resti di collanti.

Operazioni di pulizia a secco e sgommatura.
Operazione dedita ad eliminare incrostazioni solide di vario tipo e polveri resistenti e superficiali sparse su tutta la superficie della compagine.
Intervento eseguito con pennelli morbidi, lancette, bisturi e gomma Wishab; tutte le carte sono lavorate attraverso tali operazioni. La maggiorparte dei supporti presentava deiezioni di insetti, aloni determinati dallo scioglimento di gocce di cera e polveri di vario tipo, polveri sottili, micro particelle di inchiostro di colore nero. Inoltre, nell’angolo tra taglio di piede e taglio anteriore erano presenti vistose zone di unto di grasso, causate dalla manipolazione per la consultazione.
Operazioni per via umida.
Serie di operazioni che richiede il contatto del materiale da restaurare con soluzioni acquose e non. Test di solubilità e variazioni cromatiche delle mediazioni grafiche.
Sul materiale membranaceo sottoposto a trattamento per via umida sono stati effettuati Test Tampone (figg. con soluzioni alcolica, acquosa e idroalcolica per valutare la solubilità dell’inchiostro e del pigmento rosso. Da ciò è scaturito che:

-        Nero: tendenzialmente non solubile, eccetto in alcuni casi;
-        Rosso: non solubile;

Solubilità
Inchiostri/pigmenti    Sol. Alcolica 100%    Sol. Acquosa 100%    Sol. Idroalcolica 20-80%
Nero    no    si    No, eccetto in alcuni casi
Rosso    no    no    no

Accertata la stabilità degli inchiostri, è stato possibile accedere alla successiva fase di pulitura. Si è utilizzata una soluzione idroalcolica composta per l’80% da alcool etilico e per il 20% da acqua deionizzata, procedendo per tamponamento e vapore freddo ad ultrasuoni, mediante cella di umidificazione. Tale operazione ha svolto anche un’importante funzione di ammorbidimento temporaneo del supporto membranaceo.
Distacco Vecchi Restauri
Contestualmente alle operazioni di pulitura, sono state effettuate le rimozioni dei vecchi interventi di restauro, eseguiti presumibilmente nel corso del tempo per tamponare momentaneamente danni quali strappi, tagli e lacune, causati dall’utilizzo maldestro o improprio del manoscritto.
Nello specifico, le lacune del primo e dell’ultimo fascicolo del volume sono state causate dalla perforazione dei chiodi delle borchie; altre lacune sono state determinate da un utilizzo e da consultazione impropria. Inoltre, si segnala la presenza di tagli causati per asportare alcuni pezzi di supporto decorato e non.
Le integrazioni asportate erano costituite prevalentemente da supporto cartaceo e membranaceo, quest’ultimo proveniente da altri testi, adesi con colle di materiale organico di origine animale e vegetale. Per la rimozione, sono state effettuate preventivamente operazioni di ammorbidimento mediante soluzione idroalcolica. Dopo la rimozione del materiale adeso, si è proceduto all’asportazione del collante residuo mediante uso di metilcellulosa TYLOSE MH-300P al 2% e/o saliva sintetica.

Ammorbidimento permanente delle pergamene
Operazione che permette di restituire flessibilità alle pergamene gravemente disidratate e indurite.
L’intervento è stato eseguito per idratare e ammorbidire i supporti membranacei, in quanto notevolmente induriti e disidratati. Le operazioni sono state realizzate tramite tamponamento con soluzione di alcool etilico e polietilenglicole 200 in proporzioni 50% e 50%. L’operazione è stata ripetuta per due volte su tutte le carte recto e verso, e successivamente tamponate con alcool etilico puro al fine di rimuovere i residui ed eccessi di soluzione precedentemente impiegata.
Spianamento, tensionamento e distensione
Operazione volta a restituire planarità al supporto attraverso l’eliminazione o l’attenuazione di ondulazioni, deformazioni, grinze e contrazioni.
Preventivamente a questa fase di trazione al telaio e spianamento, è stato necessario eseguire un ammorbidimento temporaneo con umidificazione della pergamena mediante nebulizzazione con soluzione idroalcolica. Successivamente, la pergamena è stata sottoposta a lieve trazione su telaio per restituirle planarità.
Le pergamene sono state interfogliate tra carte reemay, carte assorbenti e cartone di pasta di legno e sottoposti sotto pressa con lieve pressione per consentire una stabilità e uno spianamento dei supporti.

Risarcimento manuale delle pergamene
Operazione di restauro di una pergamena lacera o lacunosa mediante apposizione con adesivo di carta giapponese
Tutte le carte della compagine interessate da tagli, lacune e strappi, sono state sottoposte ad interventi di restauro mediante tecniche e metodologie idonee a seconda della tipologia del danno.
Per danni di tipo lacunoso, è stata impiegata carta giapponese di spessore e colore idoneo al supporto implicato. La metodologia impiegata è la “toppa a sandwich”, realizzata con due supporti cartacei che insieme costituiscono lo spessore del supporto in oggetto. Gli interventi sono stati effettuati con l’uso di collante metilidrossietilcellulosa MH-300P utilizzata in diverse concentrazioni (2 – 4%).
Per strappi e tagli è stato impiegato velo pretrattato con resine acriliche Plextol B500 e Acrilico E411 in soluzione acquosa e/o estratto di fiore di pergamena, fatti aderire mediante colla d’amido unita a Tylose MH 300 p al 4%. Su alcune carte sono state realizzate braghette di prolungamento, mentre alcuni bifoli sono stati reintegrati della rispettiva carta dispersa.
Ricomposizione dei Fascicoli
Operazione volta a ricostituire, sulla base della collazione, la corretta sequenza delle carte e dei fascicoli.
Una volta estratti i supporti dalla pressa, dove erano posti sotto lieve pressione tra remay, carta assorbente e cartone di pasta di legno si è iniziata la fascicolazione facendo attenzione a ricollocare esattamente le carte nella posizione iniziale prima dello smontaggio e ricomporre tutti i fascicoli per la preparazione della fase di cucitura.

Preparazione fogli di Guardia
Fascicoli, talvolta carte singole, in carta o pergamena, posizionate fra i contro piatti e la compagine del volume a protezione delle carte. La carta incollata al contro piatto prende il nome di controguardia.
Sono stati allestiti i fogli di guardia 1 – 2 e 3 – 4. I bifolii, uniti lungo i margini interni con adesivo Tylose MH300P, sono stati avvolti da una striscia di lino di pari altezza. Tale striscia di lino è stata incollata lungo la linea di piegatura dei foglio di guardia 4, con superficie di adesione di pochi millimetri, mentre è stata lasciata libera sul recto del foglio 1. Questa aletta mobile di lino è stata incollata sul contropiatto dopo che sono state terminate le operazioni di fissaggio dei nervi. Il filo di cucitura è stato fatto passare al centro tra i fogli 3-4, dello schema descritto, ed è stato invertito per i fogli di guardia posteriori
Allestimento telaio e cuciture
I supporti di cucitura vengono fissati al telaio paralleli tra loro, spaziati e posizionati su tracce originali. La cucitura è un’operazione essenzialmente meccanica che serve a tenere unita la compagine del libro.
Si è deciso di realizzare una cucitura su sei doppi nervi fesi in cuoio con passaggio a spina di pesce a pieno punto. I nervi sono stati rinforzati con una struttura in pergamena.
Indorsatura
Questa operazione ha un triplice scopo: compensare, fino ad uniformarla, la superficie del dorso dei fascicoli sia cuciti su nastri che su nervi; consolidarla ed irrigidirla per quel tanto che serve ad una corretta apertura del volume e sostenere in modo più compatto ed uniforme il libro.
Dopo aver posizionato il graduale nel torchietto batti dorso, se ne è modellato il dorso secondo un lieve tondo, a cui è seguita l’operazione di applicazione della carta giapponese tra le caselle, fatta aderire con Tylose MH-300P al 4%. Nel secondo passaggio sono stati inseriti doppi tasselli di carta giapponese e successivamente un altro supporto di lino preparato con struttura a pettine .
Restauro assi lignee e sistemi di ancoraggio
Operazione volta ad unire il corpo del libro ai quadranti o direttamente alla coperta. L’ancoraggio o assemblaggio vengono effettuati tramite i supporti di cucitura e/o i supporti dei capitelli e/o le alette dell’indorsatura.

Dalle assi sono stati asportati tutti i chiodi che erano stati impiegati per fissare i nervi di cucitura e che avevano causato diverse lesioni sia nella compagine che nella coperta.
Per restaurare le assi lignee, sono state eseguite delle infiltrazioni di collante Vinavil 59 in tutte le lesioni. Successivamente, le assi sono state stuccate con pasta di legno e poi spianate per rimuovere lo stucco in eccesso. Dopo, sono state  realizzate le nuove scanalature sulla base di quelle già esistenti, per alloggiare i nuovi nervi di cucitura e i capitelli. Il fissaggio delle assi alla compagine è avvenuta tramite impiego di Tylose MH300p al 5% e Vinavil 59. In percentuale 50/50% e chiodi in legno.

Rivestimento delle assi con coperta in cuoio e montaggio.
La coperta può essere realizzata in cuoio o in altro materiale; le assi lignee possono essere foderate con cartoni.
Il rivestimento è stato realizzato con pelle a concia vegetale, opportunamente tagliata, quadrata e scarnita a mano lungo il perimetro. Per farla aderire si è impiegato del collante misto, metilidrossietilcellulosa al 6% e vinavil 59, rispettivamente in percentuali 90% – 10%. In fase di ribattitura dei rimbocchi, è stato inserito uno spago all’interno della cuffia come ulteriore rinforzo.

Il Responsabile
Dir. Tec Giuseppe De Filippis

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set 202013
 

Lunedì 23 settembre alle ore 10.30 nella Sala Bertazzoni, presso la parrocchia San Giovanni Bosco di Potenza si terrà una conferenza stampa inerente i festeggiamenti per l’accoglienza dell’urna con le reliquie di San Giovanni Bosco, in pellegrinaggio in tutti i paesi del mondo che ospitano una presenza salesiana.
Verranno illustrate tutte le iniziative progettate per accogliere al meglio il Padre e Maestro dei Giovani, realizzate con la collaborazione dell’intera comunità regionale.
Sarà inoltre comunicato il percorso e gli orari definitivi della processione che si svolgerà in alcune vie della città per raggiungere prima piazza Mario Pagano, e in seguito la Cattedrale per la Concelebrazione Eucaristica con i vescovi delle diocesi della Basilicata, presieduta da Monsignor Agostino Superbo.
Un avvenimento straordinario da vivere intensamente, da ricordare, da trasmettere ai posteri, che riguarda l’intera umanità.

Don Pasquale Italo Sammaro
Direttore Parroco
Parrocchia San Giovanni Bosco di Potenza

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lug 052013
 

Settanta anni fa don Egidio Guerriero, di venerata memoria, diventava sacerdote. E i preti che lo hanno conosciuto con la celebrazione di giovedì 4 luglio, lo hanno ricordato, benedicendo il Signore per la sua vita santa.
Innamorato dei giovani e della loro felicità, fu uomo tutto di Dio. A Senise i più grandi lo ricordano con ammirazione e riconoscenza. I più giovani conoscono il racconto della santità della sua vita. A più di vent’anni dalla sua “nascita al cielo” il suo ricordo rimane vivo. Sono tante le vocazioni che proprio da Senise sono germogliate: Sacerdoti e religiose che riconoscono in don Egidio e nell’esperienza della vita comune dei sacerdoti, nella cittadina sinnica, due riferimenti fondamentali.

Una settimana di cammino spirituale anche a Senise ha preparato la Comunità a vivere degnamente un evento di grazia che si rinnova nella Diocesi di Tursi-Lagonegro. Le celebrazioni con i sacerdoti che hanno preceduto l’attuale parroco, don Pino Marino, nella guida della Comunità; l’adorazione eucaristica animata dai giovani giovedì sera; il musical “E fissatolo lo amò”, scritto da Luigi Tuzio, prossimo diacono, e diretto da don Tiziano e Rosetta Polito…

Michelangelo e Giovanni diventeranno preti domani 6 luglio, ordinati da monsignor Francesco Nolè, nei pressi della Chiesa di San Francesco d’Assisi a Senise, con la celebrazione che inizierà alle ore 18.30.

Don Michelangelo Crocco è nato il 19 febbraio 1979. Dopo il diploma di ragioneria a Senise, va a Viterbo per gli studi, dove si laurea in “Conservazione dei beni artistici e biblioteconomia”. Qualche esperienza lavorativa nel Centro Italia poi, dopo il periodo di discernimento, è al Seminario di Viterbo e dal 2009 ha continuato la formazione a Potenza. Ha svolto il ministero diaconale a Chiaromonte, collaborando nelle attività della Parrocchia, impegnato anche nella Mensa della carità.

Don Giovanni Messuti è nato il 12 febbraio 1987. Ha frequentato il Liceo scientifico-linguistico a Sant’Arcangelo. Dopo la Maturità ha vissuto l’iter formativo presso il Seminario di Basilicata. Ha vissuto l’anno diaconale a Roccanova, coadiuvando il nuovo parroco don Domenico Martino che è succeduto quest’anno a don Enio De Mare, con il quale aveva già collaborato altri due anni, oltre ad averlo avuto in Parrocchia negli anni dell’adolescenza.

Domenica 7 luglio alle ore 9.30, nella Chiesa Madre don Giovanni presiederà la Prima Messa; don Michelangelo alle ore 11.30 nella Chiesa di San Francesco.
don Giovanni Lo Pinto

Crocco e Messuti