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giu 082015
 

Dopo l’incontro dedicato alla cartella “Documentari dal mondo” con un filmato dal titolo: La festa di Chang May, si è svolto, nella sede di Presenza Lucana di Via Veneto 106/A, un appuntamento della cartella “ARTIGIANATO DEL SUD” con documentario proposto da Lucio Miniussi, dal titolo: Intarsio sorrentino, del maestro Alberto Giglio.
L’intarsio è una vera arte, consistente nel tagliare e riunire dei piccoli pezzi di legno, dalla grandezza millimetrica, di varia forma e colore, per la costruzione di un manufatto. L’arte della tarsia risale al VI secolo e gli Arabi erano gli unici a praticarla. L’origine dell’intarsio, a Sorrento, risale all’epoca dei monaci benedettini che risiedevano nel monastero di Sant’Agrippino, tra il 500 e il 600. Nei loro laboratori, i monaci, usavano legni, di produzione locale, quali il noce, il limone e l’arancio. In seguito, quando quest’arte si estese, per creare l’effetto chiaro-oscuro, furono impiegati molti altri legnami. Il corpo del mobile era, comunemente, ottenuto dall’ulivo, dal noce e raramente dal castagno.
Per quanto riguarda le decorazioni, gli artigiani, dopo le ispirazioni a motivi pompeiani, iniziarono a orientarsi su scene di vita quotidiana. I costumi napoletani rappresentarono il momento più elevato della tarsia sorrentina.
Anche se con tecniche diverse, fornite da nuove macchine e strumenti, la tarsia sorrentina è eseguita, ancora, da artigiani, che non hanno abbandonato la tradizione tramandata dai loro predecessori.
Il lavoro, in generale, si basa sulla collaborazione e la partecipazione di diversi esecutori:
• il disegnatore che elabora e crea la figura da rappresentare;
• l’intarsiatore che esegue il traforo;
• l’impiallicciatore che fissa le sagome ottenute, con la colla, su un supporto cartaceo;
• il ricacciatore, il cui compito è quello di completare e ritoccare le parti intarsiate con l’inchiostro di china;
• il lucidatore è il tecnico che termina l’opera verniciando il manufatto con gomma lacca.

Dopo la visione del documentario, che ha mostrato, la creazione, nella sua globalità, di un manufatto sono stati proiettati due brevi filmati legati agli aspetti di vita associativa: Il tesseramento e una cena sociale.
Art. Michele Santoro

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apr 302015
 

Con propria delibera dello scorso 15 aprile (nr. 37), la Giunta comunale di Rivello ha approvato il Progetto esecutivo dell’evento “Tradizioni in Maschera – Restituta Libertas”, documento redatto dall’Ufficio comunale competente sulla base delle indicazioni fornite dal G.A.L.La Cittadella del Sapere – prendendo atto che lo stesso presenta un quadro di spesa complessivo di euro 13.000,00 al netto dell’IVA – finanzia il progetto con contributo pari a euro 8667,10; i restanti euro 4332,90 sono finanziati, invece, attraverso risorse umane e strumentali dell’Ente comunale, con quota IVA a carico del Bilancio comunale.

L’evento storico-gastronomico-turistico, che si svolgerà nelle giornate dell’uno e del due maggio prossimi, si prefigge di rievocare una importante pagina della storia di Rivello e di riscoprire le antiche tradizioni legate alla cultura del paese: a partire dal carnevale e dai suoi riti si intende rievocare, ricostruendola, la storia rivellese, quella che testimonia il carattere, l’operosità e il coraggio dei suoi abitanti. La tempra dei rivellesi è ampiamente dimostrata e documentata soprattutto dalle vicende e dall’atto che, centrale per la due giorni rivellese, sancì il primo riscatto del borgo dal feudo dei Sanseverino (1576), ottenuto dietro pagamento di 13.000 ducati, cui seguì il secondo e definitivo riscatto, dai nobili di Ravaschiero, dietro pagamento di ben 55mila ducati.

Nell’atto notarile che dichiarò la definitiva libertà del popolo rivellese, oltre ai tempi e ai modi di pagamento dei 55mila ducati, una postilla dei nobili di Ravaschiero rende unico e particolarmente interessante il documento: la famiglia Ravaschiero, difatti, pretese che gli abitanti di Rivello, annualmente, a conferma della prelibatezza soprattutto della “soperzata” rivellese, integrassero la corresponsione con “càntare quattro di salami di ogni bontà come si fanno in detta terra di Rivello nel mese di marzo di ciascheduno anno” [càntare: unità di misura equivalente a circa 89 kg].L’Amministrazione comunale di Rivello, che ha affidato il compito di organizzare e gestire l’evento alla locale Associazione Culturale-Turistica “Antichi Borghi”, ha impartito alla stessa precise disposizioni circa lo svolgimento della due giorni. Il programma prevede per l’1 maggio un Concerto di Musica Vocale Sacra presso la Chiesa Madre di S. Nicola di Bari (ore 21.00). Più fitto il calendario della seconda giornata, quella del 2 maggio: alle ore 10.00, con partenza dalla Villa comunale, “Percorso itinerante nel caratteristico borgo di Rivello” (visita alla Mostra Archeologica e all’ex Monastero di S. Antonio; visite alla Chiesa di S. Nicola e S. Michele e passeggiata attraverso il centro storico del paese, tra il labirinto dei vicoli, gli splendidi portali e balconi in ferro battuto, i suggestivi panorami); ore 12.30, a Piazza Umberto I°, “Aperito con degustazione di prodotti tipici”; alle ore 15.45, presso la Villa Comunale, “Rappresentazione teatrale della rievocazione storica della Restituta Libertas”, accompagnata da canti e balli popolari; alle ore 17.00 sempre pressola Villa Comunale, “Sagra della soperzata” allietata da musica tradizionale; a chiudere la giornata, infine, alle ore 21.00, il “Concerto di musica di Canti popolari e Tradizionali” degli “Amarimai” (Villa Comunale).

Una due giorni ricca di avvenimenti storico-culturali e gastronomici, quindi, quella rivellese, che intende rappresentare una ideale vetrina per rilanciare il paese, soprattutto dal punto di vista turistico. Il coinvolgimento della scuola rivellese a questo evento è poi, senz’altro, un elemento importante e significativo, dal momento che saranno proprio gli alunni dell’Istituto Comprensivo di Rivello, a seguito di una attività di ricerca e di studio, a presentare gli usi ei costumi tradizionali del popolo rivellese.Rievocare e presentare la storia del paese, esaltarne le sue peculiarità paesaggistiche, architettoniche, culinarie, dovrebbe rappresentare un momento di coinvolgimento di tutta la popolazione a cui proprio questa storia appartiene: tutti, insomma, dovrebbero essere coinvolti ed essere fieri protagonisti di un momento celebrativo che ricorda il coraggio, la forza, la determinatezza e l’unione di un popolo che, compatto, riuscì a ottenere la libertà e l’autonomia. Ritenendo che sarebbe stato più opportuno realizzare l’evento nei mesi estivi, quando, cioè, più massiccia sarebbe stata la presenza di turisti, ci auguriamo che l’evento “Tradizioni in Maschera – Restituta Libertas” sia vissuto a Rivello con lo spirito costruttivo e la compartecipazione necessari e che non si perda un’importante occasione per il paese, specie in termini di unità e comunanza di intenti, fondamentali prerogative di un reale sviluppo.

Anita Ferrari
Rivello_panorama

feb 052015
 

Venerdì 6 febbraio alle ore 18 , presso il Monastero di San Francesco di Paola di Vibonati , si svolgerà la presentazione del libro di Andrea Costantino “Ludopatia, La debolezza della Volontà “ .
All’evento, introdotto dal Consigliere Comunale Giovanni Scognamiglio e moderato da Gianfrancesco Caputo , parteciperanno gli Avvocati Riccardo Pizzino e Franco Maldonato, il Consigliere Regionale Luigi Cobellis, che è stato il principale promotore della istituzione dell’Osservatorio Regionale sulla Ludopatia , e il Vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro, Mons. Antonio De Luca che lo scorso anno ha firmato un protocollo d’intesa con l’Associazione “il Dado” per contrastare per contrastare la dipendenza sul gioco d’azzardo. Sarà presente l’Autore.
Il libro di Costantino, funzionario statale, è una testimonianza diretta, vissuta sulla propria pelle; c’è la compulsione, il viaggiare tra le nuvole senza toccare terra, lo sprofondare e il riemergere. Il racconto accattivante, preciso, dettagliato, delle sue giocate, che lo portano ad annullarsi, riporta le esperienze vissute nelle comunità terapeutiche in Romagna e in Toscana, l’emanazione della sentenza, la dura espiazione nel carcere di Sala Consilina, il trasferimento ad Eboli, dove si sente diversamente libero e partecipa alla rappresentazione teatrale su Carlo Pisacane; il soggiorno nella comunità terapeutica di Tortora, in Calabria. Un libro che può essere utile per i giovani, essendo il gioco d’azzardo un grave problema che sta investendo molti minorenni ed anche padri di famiglia, che magari iniziano con le scommesse sportive o con il poker on-line per diventarne gradualmente dipendenti.

la forza della volontà

ott 102014
 

Sabato 11 e domenica 12 ottobre 2014, il MIG Museo Internazionale della Grafica – Biblioteca Comunale “Alessandro Appella” – Atelier “Guido Strazza”, in occasione della X Giornata del Contemporaneo e la II Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo, ospiterà lo scultore leccese Salvatore Sava che, in Piazza Civiltà Contadina, per i due eventi, darà vita ad un’installazione-performance dal titolo “L’Albero di Castronuovo con il canto delle cicale di metà ottobre”.
Ancora una volta, ai primi di ottobre, sollecitati da AMACI (Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani), circa 1000 realtà dell’arte contemporanea, apriranno le loro porte al pubblico, garantendo per l’intera giornata la partecipazione gratuita a tutte le iniziative in programma. Il MIG aderisce per la terza volta all’iniziativa, proponendo un’installazione-performance di Salvatore Sava che, sulla scia della sua personale di scultura “Follie barocche” attualmente in corso nell’ex monastero degli Olivetani a Lecce, colorerà Piazza Civiltà Contadina di giallo fluorescente. Centro dell’opera sarà il grande albero della piazza, un leccio di circa trent’anni dalla singolare forma ad ombrello, sotto il quale, nei caldi pomeriggi estivi, approfittando della frescura e dell’ombra creata dall’ampia corolla, gli anziani del paese disputano animate partite a carte. La vista dell’insolita piazza, un ampio terrazzo con alle spalle la grande quinta scenografica della montagna spaccata, uno scorcio dell’antico rione “catuna” sulla destra, la ringhiera disegnata da Pietro Consagra e la scultura in ferro di Mino Maccari, ha acceso l’immaginario dello scultore che, soffermandosi soprattutto sul gioco delle carte e su “quell’albero già di per sé un’opera d’arte plasmata dalla mano dell’uomo”, ha subito iniziato a creare. “Sotto l’albero coi pendenti, due tavoli con sedie gialle per il gioco delle carte. Sulla piazza tre pietre gialle e, sullo sfondo, una panchina, anch’essa gialla, come il livellino orizzontale a sinistra dell’opera di Maccari. Un’atmosfera quasi metafisica, che porterà fuori dal mondo quell’albero, sotto il quale vedremo comparire contemporanei giocatori di carte alla Cézanne. L’unico rumore proveniente dall’esterno sarà il canto assordante di mille cicale, le cicali dei campi di Surbo che, nel freddo pomeriggio d’ottobre, avvolgerà Castronuovo.”
Domenica 12 ottobre, dalle 10:30 alle 12:30, in occasione della II Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo, in Piazza Civiltà Contadina, che continuerà ad ospitare l’installazione-performance, sarà condotta l’attività didattica “Sassi che diventano insetti”, durante la quale, attraverso l’utilizzo di diversi materiali, grandi e piccini potranno cimentarsi, supportati dall’aiuto di Sava e dello staff del MIG, nella realizzazione di tanti insetti colorati. In questa giornata speciale, nel corso della quale, in tutto il territorio italiano, musei, fondazioni, biblioteche e molti altri luoghi della cultura si apriranno alle famiglie e ai loro bambini con svariate attività, Piazza Civiltà Contadina sarà invasa da tanti piccoli insetti colorati che, alla solo vista e uniti al canto delle cicale di Surbo, regaleranno emozioni uniche.
mig

ago 262014
 

Si terrà sabato 13 e domenica 14 settembre la sesta edizione del Salsiccia Festival a Cancellara, a pochi chilometri da Potenza. L’evento, dedicato a uno dei prodotti tipici più rappresentativi della Basilicata, è organizzato da Prometa servizi in collaborazione con il Comune.

Laboratori didattici, momenti del sapere, spettacoli, concerti e visite guidate completano l’offerta insieme alle immancabili degustazioni della tipica salsiccia a catena.

<< Anche quest’anno – ha dichiarato il sindaco Antonio Lo Re – il programma è ricco di appuntamenti al fine di far diventare il nostro borgo una straordinaria location naturale del gusto e della cultura>>.

Sono davvero tante le iniziative in programma sabato e domenica: si inizia con le visite guidate al castello e alle case della salsiccia sabato a partire dalle 17:00, domenica dalle 11:00, ogni 40 minuti e fino alle 23:00.

Qual è la ricetta e il procedimento di questo alimento unico? Per scoprirlo ci sono i laboratori sulla produzione della salsiccia, alle 17:00, alle 19:00 e alle 21:00 (domenica anche alle 12:00).

“Il Salsiccia Festival promuove e valorizza la salsiccia a catena preparata con tagli di maiale di seconda e terza scelta mescolati con finocchio selvatico, strutto e peperoncino. La preparazione e la sua lavorazione conservano ancora oggi il rito tradizionale e ne fanno uno dei prodotti di punta delle tipicità locali”.

Dalle 18:00 (domenica dalle 13:00) partono i Gustando tour: salsiccia da gustare assistendo a spettacoli dal vivo per le vie del centro storico.

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Alle 18:30 arrivano i Momenti del sapere. Sabato c’è Paola Saraceno, responsabile marketing di Fattoria Donna Giulia che racconta “Le tre T di un’imprenditoria made in Basilicata: Tradizione, Tecnologia, Tracciabilità”. Domenica, sempre alle 18:30, Francesco Abbondanza, titolare del ristorante L’abbondanza lucana di Matera presenta “La cucina lucana in versione gourmet. Come da una passione si arriva al successo”.

Con il calare del sole spazio alla musica, alle 20:00, sia sabato che domenica, presso la gradinata Vittorio Emanuele III, va in scena lo spettacolo per voce e musica “I racconti del cortile” con Eva Immediato e Pepi Romaniello.

La chiusura delle due giornate, alle 22:00 nel Largo Monastero, è affidata ai concerti musicali: sabato i “Gjtonia” e domenica “The Bridge Quintet”.

laboratorio salsiccia2

mag 252014
 

Grazie all’impegno della neo Associazione “Casa Russa in Basilicata”, il ventiquattro maggio 2014 si è vissuto una giornata piena di interesse con l’Igumeno Cipriano, importante autorità religiosa e teologica del Patriarcato di Mosca, accompagnato da un imprenditore russo interessato agli itinerari greco ortodossi. Ad organizzare questo itinerario è stata Victoria Petrova, deus ex machina dei contatti italo-russi in Basilicata. Ad accompagnare gli illustri visitatori oltre che la Petrova, il Presidente dell’Associazione Casa Russa in Basilicata, Antonio Venturelli e la vicepresidente Elisa Conte, presidente dell’associazione Epicanto. I siti visati sono stati San Chirico Raparo, Carbone e naturalmente Episcopia con il suo monastero fondato da San Saba e la chiesa madre con la reliquia di San Nicola. Si ringrazia tutti coloro che hanno partecipato all’organizzazione della bella giornata.


Visita nel convento di Sant’Antonio


Nel chiostro del convento di Santa Maria del Piano


L’Igumeno Cipriano nella Chiesa Madre mostra le Reliquie di San Nicola


L’Igumeno con le ragazze episcopiote in costume tradzionale


Delizie della gastronomia episcopiota


In primo piano la pasticcera Carolina Calabrese presenta alcune antiche ricette all’Igumeno e alla signora Victoria Petrova


Foto di gruppo


L’Igumeno Cipriano dona un’immagine di San Serafino al sindaco Costanzo


Un altro momento dell’incontro


Raccontando la Festa di Santa Maria del Piano attraverso gli antichi filmati del 1929 ad oggi

set 172012
 

Si è svolgerà domani 18 settembre, a partire dalle ore 16.30, presso il Monastero Santa Maria De Plano a Calvello, il secondo Forum in vista dell’adesione alla Carta Europea per il Turismo Sostenibile nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano. Dopo la buona partecipazione al primo appuntamento, che ha interessato l’area val d’Agri, adesso è la volta dell’area val Camastra. Il forum interessa i comuni di Calvello, Laurenzana, Anzi, Abriola, Pignola, Tito, Satriano di Lucania, Sasso di Castalda e Brienza .
All’ordine del giorno c’è la presentazione dei contenuti e degli obiettivi della Cets, con approfondimento delle procedure di adesione alla stessa e del ruolo che l’Ente Parco, gli attori istituzionali e gli operatori del settore turistico dell’area assumono all’interno del percorso di certificazione. Come per l’incontro precedente anche quello di domani è aperto a tutti i soggetti interessati, anche quelli che non ricadono tra i comuni indicati o che avessero già preso parte all’incontro precedente. Fondamentale per la buona riuscita del processo, fa notare l’ufficio preposto, è la compilazione dei questionari inoltrati agli operatori.

feb 072012
 

Legambiente Basilicata plaude all’iniziativa di recupero e restauro dell’amministrazione comunale
L’antico Cenobio di San Pietro a Cellaria, nel Comune di Calvello, tornerà presto ai suoi antichi splendori.
La notizia giunge dalla stessa amministrazione comunale che ha deciso di reperire fondi per un progetto di recupero complessivo del monumento, tra i più antichi del patrimonio artistico calvellese.
Legambiente Basilicata accoglie con gioia l’iniziativa del sindaco della città Antonio Gallicchio, che arriva dopo un non facile percorso di contrattazione con i proprietari del complesso monastico, da poco concluso con la concessione gratuita della sola chiesetta al Comune.
Da tempo l’associazione preme per una riqualificazione del sito. Tra le tante attività, infatti, c’è anche il recupero e il miglioramento di habitat naturali, ambienti rurali e storici attraverso iniziative per la tutela e il recupero del patrimonio culturale e artistico volte alla promozione e alla valorizzazione di quei beni culturali “minori” sparsi sul territorio.
Il Cenobio di San Pietro è l’unico insediamento in Basilicata della Congregazione Pulsanese, fondata da S. Giovanni da Matera intorno al 1128-29. Il complesso monastico, costituito da una chiesa e da due corpi di fabbrica dove erano locati gli ambienti adibiti ad uso collettivo, sorge a circa 6 Km da Calvello.
Il primo documento che parla di S. Pietro a Cellaria risale al 1147 e ciò porta a pensare che il Cenobio sia sorto intorno al 1145. Lo splendore dell’Abbazia di S. Pietro durò per circa 150 anni per poi offuscarsi lentamente con il declino della Congregazione, fino alla fine della stessa nel 1379. Da quel momento in poi il monastero restò praticamente abbandonato. Nel 1587 venne assegnato alla Cappella Sistina di Santa Maria Maggiore in Roma. Il degrado si accentuò in seguito alla decisione di concedere le terre in fitto ai contadini che trasformarono il monastero in ricovero per animali. A partire dal 1927, anno in cui fu venduto ai contadini, il cenobio è di proprietà privata.
Se fino ad oggi l’opera ha versato in un evidente stato di degrado e abbandono, come dimostrato dal collasso di parte delle strutture murarie del corpo meridionale e della facciata principale, l’iniziativa del Comune di Calvello permetterà da un lato il recupero e il restauro del sito, dall’altro il rilancio del contesto territoriale in cui il Cenobio si trova.
Sarebbe opportuno, in tal senso, inserire tale attività di promozione in Campagne e iniziative di risalto nazionale, quale ad esempio la campagna “Salvalarte” di Legambiente: una carovana itinerante contro il degrado e l’abbandono che percorre la penisola alla ricerca di tesori d’arte e tradizioni dimenticate. Un momento per accendere i riflettori sul patrimonio culturale minore spesso abbandonato e trascurato cercando, con interventi mirati, di recuperare e restituire alle città pezzi di storia sconosciuti o dimenticati.
Un’occasione per salvare un’opera artistica ed architettonica di importanza acclarata e difendere, tutelare e valorizzare i nostri territori.

gen 312012
 

Nell’incantevole complesso del monastero di Santa Maria dell’Orsoleo è stato presentato il 28 gennaio 2012, il “Progetto Policoro”. Questa iniziativa nacque 15 anni fa su scala nazionale ed è stata promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana. Le finalità sono legate alla formazione professionale dei giovani che in molti casi hanno deciso di unirsi in cooperative per sviluppare una serie di progetti imprenditoriali.

Le interviste

Prima parte

Seconda parte

Terza parte

L’ammirevole location

(le altre parti in via di caricamento)

gen 142012
 

L’associazione Epicanto è partita con il piede giusto. Il week end culturale che si svolge ad Episcopia dal 13 al 15 gennaio sta vedendo convenire nella città millenaria personalità del mondo della cultura, del sociale, e dell’arte. Il 13 gennaio è stata riaccesa l’attenzione sulla Chiesa di Santa Maria del Piano che necessita di interventi urgenti. Maiuscole sono state le relazioni della professoressa Elisa Conte presidente dell’associazione, del parroco don Peppino Castelluccio e della pasticceria e ricercatrice gastronomica Carolina Calabrese. L’intervento del Sindaco ha svelato un importante riconoscimento culturale nazionale tributato alla città di Episcopia. Significativo è stato l’allestimento rievocativo nel convento, in particolare il refettorio ai tempi del monastero di San Lorenzo, curato da Franca Iannuzzi e Pina Ferrara. Fattivo e concreto il dinamico contributo della Proloco con le sue tante energie giovanili. Ottima la conduzione della prima serata a cura di Pino Costantini, apprezzato medico e scrittore.

Interviste prima serata: Pino Costantini, Elisa Conte

Prima parte

Seconda parte

Terza parte

Quarta parte

Quinta parte

Sesta parte

Settima parte

Ottava parte