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Ott 192018
 

Dopo mesi di trattative atte a scongiurare il licenziamento collettivo dei lavoratori
dell’AIAS e dopo un’apparente apertura dell’azienda, FP CGIL, CISL FPe UIL FPL
ancora non considerano definitivamente chiusa questa vertenza.
Dopo anni di sacrificio dei lavoratori , anni attraversati da rivendicazioni di arretrati di
stipendi e tredicesime mensilità , adeguamenti contrattuali e rimborsi chilometrici a
causa di una crisi aziendale che dura da decenni, nell’incontro tenutosi ieri in Regione,
presso il Dipartimento Politiche del lavoro, non è stato possibile trovare con
l’associazione una soluzione che contemperasse le esigenze aziendali con quelle dei
lavoratori, di tutti i lavoratori e che certo non era rappresentata dalla proposta di accordo
presentata nei giorni scorsi, alternativa alla procedura di licenziamento collettivo
comunicata. Un accordo che prevedeva riduzioni differenziate e orarie di una certa
entità, limitatamente solo a determinate categorie di lavoratori e riferite esclusivamente
alla platea dichiarata in eccedenza.
FP CGIL, CISL FP e UIL FPL, sentiti i lavoratori che hanno espresso la volontà di non
aderire a quell’accordo che rischiava di generare una disparità di trattamento e di
legittimare un operato già connotato da eccessiva discrezionalità da parte dell’AIAS,
hanno deciso di non sottoscrivere l’accordo chiedendo una solidarietà vera. Cosi come è
già stato fatto in altre situazioni di crisi aziendali, Fp CGIL, CISL FP e UIL FPL
avevano proposto all’azienda di verificare la perseguibilità di una soluzione alternativa:
spalmare in modo indifferenziato il monte ore in riduzione su tutto il personale e su tutti
i profili operanti all’interno della circoscrizione ASP, così da far fronte alle esigenze
economiche dell’azienda e a realizzare un clima solidale e di serenità tra tutti i
lavoratori.
L’Aias ha manifestato nel corso dell’incontro odierno una totale chiusura nel perseguire
la percorribilità di tale strada trincerandosi dietro la difficoltà a rimodulare l’attuale
organizzazione del lavoro .
A fronte di tale indisponibilità e nel rispetto del mandato conferito dai lavoratori ,CGIL
CISL e UIL non hanno potuto far altro se non rifiutare la proposta di accordo aziendale.
Stride che a fronte di una situazione che richiedeva unitarietà delle posizioni a tutela e
garanzia di tutti i lavoratori e le lavoratrici dell’AIAS , i sindacati autonomi FIALS e
UGL abbiano scelto di sottoscrivere un accordo che lascia ampi margini di
discrezionalità all’AIAS nel trattamento dei lavoratori.
Continuiamo a credere che ci siano gli spazi e le condizioni per un accordo veramente
solidale che abbia il minor impatto possibile sui lavoratori, invitiamo l’AIAS, come
ribadito anche nella riunione odierna, a rivedere la sua posizione non dando corso
all’accordo che ha avuto il benestare dei sindacati autonomi né tantomeno alle procedure
di licenziamento collettivo.
Chiediamo, infine, un intervento della Regione e dell’ASP affinchè si attivino per porre
in essere le condizioni per arrivare ad una definizione positiva della vertenza in corso.

Giuliana Scarano Raffaele Pisani Pasquale Locantore
Segretaria Fp Cgil Potenza Segretario regionale Uil Fpl Segretario regionale Cisl Fp

Ott 042018
 

“L’estate sta finendo” recita una famosa canzone, anche se purtroppo a Tortora è finita già da un pezzo. E ogni fine porta inevitabilmente a fare dei bilanci, a chiedersi cosa e come è stato fatto. Ma proprio questo è il punto, cosa è stato fatto? Si erge come stendardo di salvezza su questa amministrazione una bandiera blu che perde di giorno in giorno il suo colore e la sua importanza in quanto non viene sostenuta dai fatti.
Il paese in modo sistematico manifesta ogni estate le proprie carenze strutturali
mostrando ciclicamente la mancanza di programmazione necessaria a risolvere le
criticità che puntualmente si presentano: pulizia del territorio, carenza idrica,
mancanza di personale, assenza di servizi socio-culturali, viabilità montana. La
bandiera blu non si limita soltanto alla qualità delle acque del mare, ma comprende
una serie di servizi essenziali che dovrebbero essere garantiti per legge. Il nostro
gruppo si ritiene insoddisfatto della stagione estiva appena conclusa. Non è decoroso
che i cestini posti sul lungomare siano stati colmi di immondizia senza che sia stato
garantito un servizio di raccolta efficiente per carenza di personale, problematica già
affrontata precedentemente in consiglio comunale dallo stesso gruppo. Inoltre anche
le aiuole sono state abbandonate all’incuria, tanto che gli operatori turistici degli
stabilimenti balneari hanno dovuto provvedere personalmente alla pulizia delle
stesse. Per non parlare delle strade secondarie piene di erbacce e di sacchi della
spazzatura gettati in ordine sparso e non raccolti. La soluzione a questi problemi non
è sicuramente garantita dallo sbandierare continuamente una percentuale di raccolta
differenziata ferma da anni.
Inoltre, non si è ancora fatto fronte al problema idrico, le pompe non hanno
funzionato lasciando il territorio senz’acqua per ore, se non addirittura per giorni.
Anche le porte della cultura sono state spesso chiuse creando un enorme malcontento
in quei turisti che salendo al Centro Storico per visitare il Museo di Blanda lo hanno
trovato chiuso, proprio come la possibilità di poter visitare il Parco Archeologico. A
proposito, a quando il primo rifornimento dopo la scoperta del giacimento
petrolifero? La montagna, invece, non è sufficientemente valorizzata e pubblicizzata
per intercettare il suo turismo di riferimento attraverso le proprie peculiarità e
un’infrastruttura fondamentale come la viabilità è abbandonata a sé stessa da anni.
Un paese come il nostro, lo ribadiamo, ha enormi potenzialità in quanto si può
lavorare su ben tre canali per attirare un turismo duraturo e di qualità: montagna,
mare e cultura.
Nuova Prospettiva è un gruppo politico di minoranza del comune di Tortora
composta dai consiglieri Toni Iorio, Anna Pia Cerbino, Dorisia Grimaldi.

Set 262018
 

Il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano ha consegnato nelle scorse settimana 5 cani di razza pastore maremmano abruzzese ad aziende zootecniche del territorio lucano, destinati a svolgere attività di difesa del bestiame da attacchi predatori da parte del lupo.
Sono così, ad oggi, 16 i cani specializzati nella protezione dei greggi e degli armenti acquistati dall’Ente Parco nell’ambito del progetto ministeriale “Convivere con il lupo, conoscere per preservare – il sistema dei Parchi Nazionali dell’Appennino meridionale”, ed assegnati ad allevatori colpiti dal fenomeno di predazione da lupo. Il Parco, impegnato nella realizzazione di questo progetto, ha posto in essere sia attività di monitoraggio del lupo, al fine di definire la presenza e la distribuzione della specie sul territorio, sia l’attuazione di un programma sperimentale per le misure di prevenzione atte ad eliminare o ridurre lo stato di rischio di danno causati dal lupo al patrimonio zootecnico. L’impiego di cani da guardiania presso le aziende zootecniche è infatti ritenuto uno strumento efficace per prevenire eventuali predazioni da parte dei lupi e consentire la regolare attività di pascolo. Di questo strumento l’Ente Parco ha voluto fortemente essere un promotore, considerandolo utile per gestire il più correttamente possibile la risorsa faunistica “lupo”, e quindi permettere che nelle montagne dell’Appennino Lucano possa sussistere una convivenza serena e sostenibile tra questa specie protetta ed un mestiere antico come quello della pastorizia che ha la stessa necessità di essere protetto e tutelato.

Set 242018
 

“In questo tempo che cambia così complesso e contraddittorio, abbiamo bisogno
più di prima di luoghi che aiutano a crescere, proprio come l’Azione Cattolica , un
luogo che aiuta a crescere nella fede e nella vita”. E’ il messaggio lanciato da
Acerenza, dove sono stati festeggiati i 150 anni dell’Azione Cattolica Italiana e i 62
anni di storia della stessa all’interno dell’Arcidiocesi con un evento dal titolo
“Custodi della nostra storia: passato, presente e futuro” organizzato nel Museo
Diocesano. Un’intera giornata di testimonianze e riflessioni, iniziata con il saluto
dell’arcivescovo, monsignor Francesco Sirufo, che ha ricordato la sua esperienza
trentennale all’interno dell’Azione Cattolica e soprattutto ha lodato “l’impegno dei
cristiani laici, al servizio del Vangelo e di Cristo. Ricordiamo l’esempio e il sacrificio di
tanti associati – ha evidenziato il prelato – a partire dai bambini fino ai più grandi.
Tutti accomunati dall’unica fede e dall’impegno per la società”. A Donatina Telesca,
presidente diocesana dell’Azione Cattolica, è toccato poi ricordare come quello che
“ci viene consegnato è un dono, un’eredità che chiede di essere custodita, tenendo
presente costanti: la formazione dell’apostolato, ossia delle persone capaci di uscire
per testimoniare la gioia del Vangelo, la cura della vita spirituale e l’attenzione a
formare persone preparate alla promozione del bene comune. Tutto questo- ha
ricordato Telesca – lo si fa insieme , non ci forma da soli, ma camminando insieme
tra diverse generazioni, condividendo ideali e impegni”. Tra gli ospiti più attesi della
giornata il professor Franco Miano, già presidente nazionale dell’associazione che
nella sua relazione ha invitato i presenti a “ricordare i 150 anni della storia
dell’Azione Cattolica non con la nostalgia di chi guarda a un passato con distanza,
ma piuttosto con la gioia e la gratitudine per un’esperienza bellissima che continua
anche nell’oggi ed è aperta verso il futuro. E’ stata ed è una grande storia – ha
continuato il professore ordinario di filosofia morale presso l’Università di Roma Tor
Vergata – perché fatta di vite quotidiane, nella semplicità ma anche nella
profondità della testimonianza della fede e della coerenza della vita. In tantissimi
paesi e città d’Italia l’Azione Cattolica ha rappresentato un luogo di formazione per i
laici affinchè ciascuno, scoprendo la propria vocazione, potesse metterla al servizio
della Chiesa e del Paese”. Ma qual è il futuro dell’Azione Cattolica? Per Miano è
“quello di un’associazione che continua a formare cristiani, un compito
importantissimo oggi da riscoprire più che mai”. Momento centrale della
manifestazione è stato la tavola rotonda sul tema “L’AC Diocesana tra passato,
presente e futuro” con le testimonianze e i racconti di chi attualmente e in passato
ha ricoperto l’incarico di delegato regionale e di responsabile diocesano dell’Azione
Cattolica. Le conclusioni sono state affidate a monsignor Antonio Cardillo,
assistente unitario Azione Cattolica diocesana di Acerenza. “Sono note a noi tutti le
caratteristiche dell’associazione: la popolarità, la ministerialità, la formazione. Il
passato degli uomini e delle donne di Azione Cattolica è stato caratterizzato da
questi tre aspetti – ha spiegato monsignor Cardillo – ed ha contribuito a dare un
volto alla nostra Chiesa. Ma ora occorre domandarci e chiederci chi vogliamo
essere? Abbiamo tutti bisogno, preti e fedeli laici, di eliminare gli ostacoli della
rassegnazione e dello scetticismo. Il primo è sapere che, chi guida la storia del
mondo è Dio anche quando essa è fatta di piccoli numeri; il secondo ostacolo è lo
scetticismo di chi crede che non abbia più ragione di essere. Auspico come
assistente unitario di impegnarci di più affinché in ogni comunità parrocchiale
rinasca o rifiorisca l’Azione Cattolica, soprattutto nella sua dimensione formativa.
Puntiamo a dare a tutti la formazione adeguata per far nascere negli uomini e nelle
donne del nostro tempo un impegno sociale e politico del quale sentiamo
l’urgenza”. Al termine della giornata, alla quale hanno preso parte associati e
responsabili dell’Azione Cattolica giunti da tutta l’Arcidiocesi, molto apprezzato è
stato il momento musicale curato dall’ “Accademia Ducale Centro studi Musicali” di
Pietragalla.

Ago 292018
 

“In riferimento allo stato di agitazione e allo sciopero indetto dalla Uilm al centro olio di Tempa Rossa, è opportuno precisare che le problematiche con Total vanno affrontate unitariamente e il ricorso allo sciopero può avvenire solo dopo una democratica discussione con i lavoratori, a maggior ragione quando è stata già convocata una riunione in prefettura per il 3 settembre”. È quanto dichiara il segretario generale della Femca Cisl Basilicata, Francesco Carella. “Non si capisce perché improvvisamente sorgano problemi e perché si riscontrIno solo al fine dei lavori e non durante la fase di costruzione di Tempa Rossa con un’azione che appare quanto meno tardiva. Proclamare stati di agitazione e scioperi al di fuori di una logica unitaria è una soluzione sbagliata che, oltre a non risolvere i problemi, dà alla controparte datoriale la plastica dimostrazione di un sindacato diviso e quindi più debole, col risultato paradossale di rendere più deboli anche i lavoratori rappresentati. Il mio auspicio è che si riesca a fare sintesi per concretizzare l’obiettivo di dare sempre più occupazione ai disoccupati lucani, evitando dolorose e controproducenti divisioni e fughe demagogiche. Anche perché – conclude il segretario della Femca Cisl – abbiamo l’obbligo morale di sfruttare una risorsa come quella del petrolio tenendo insieme salute, ambiente e lavoro per tutto il popolo lucano”.

Ago 212018
 

“Percorrere la Basilicata è diventato sempre più difficile. Le vie di comunicazione sono oramai un sogno con strade e ponti abbandonati dall’incuria, dell’incapacità gestionale e dalla corruzione del sistema politico regionale. Non passa giorno senza registrare incidenti. L’elenco degli episodi è infinito”.
E’ quanto denuncia il segretario dell’Ugl Matera, Pino Giordano per il quale, “non esiste un paese lucano che non abbia un disagio stradale. Non è più possibile e tollerabile che si debbano sostenere queste incresciose situazioni, ci batteremo a viso aperto, come da sempre facciamo, perché il perdurare stato di irregolarità stradale penalizza i lavoratori e tutti i cittadini che giornalmente percorrono le nostre strade. Se vogliamo favorire la produttività, la competitività dei territori e dei distretti economici lucani è essenziale intervenire sulle infrastrutture, anche in un momento di grave difficoltà finanziaria come l’attuale. Basta percorrere interamente la ‘Basentana’ per averne un’idea. I lavori per la superstrada S.S. 407 Basentana, che parte dallo svincolo autostradale di Sicignano degli Alburni e si congiunge a Metaponto, allo svincolo della SS 106 Jonica, iniziarono negli anni ’60 con i fondi della Cassa del Mezzogiorno ed ha contato su un programma decennale d’investimenti per oltre 1200 miliardi di lire. Andare verso nord via Basentana, a un certo punto dopo Potenza bisogna munirsi di metri tascabili: strettoie millimetriche che a malapena transita una semplice autovettura altrimenti, mezzi più ingombranti devono affrontare una deviazione da Basilicata ‘coast to coast’. Dagli archivi delle Camere del Parlamento Italiano risultano diversi interventi sulla questione, a partire dagli anni ’60 con buona pace di tanti fondi pubblici senza criterio. Ma riflette in pieno i limiti nella gestione pubblica della viabilità dove nei casi specifici i soldi c’erano che, oltre ad essere stati spesi male, gravano sulla tasca di tutti. L’Ugl ricorda che dal 1958 in ogni occasione elettorale si parla sempre di strade che dovrebbero trasformare la nostra regione in una California, grazie alla rapidità e alla modernità dei traffici. Ma le parole restano solo parole, e fatti non se ne vedono. Noi non possiamo accettare il criterio che proprio a questa regione abbandonata, viene sempre messa in seconda linea quando si tratta di fare programmi stradali e interventi industriali. Siamo stufi di proclami propagandistici. La strade sono divenute ormai un ‘colabrodo’: insicurezza e pericolosità sul viadotto ‘Molino’ al km 4, cantieri sul viadotto ‘Calciano 2’ crollato a seguito dell’alluvione 2011, con il cedimento improvviso di uno dei piloni, dopo la tragedia di Genova, è indispensabile fare il punto dei programmi di lavori di manutenzione straordinaria decisi dall’Anas sulla SS407 e le altre strade statali che attraversano la nostra regione con la presenza di numerosi viadotti: lì è tutto come prima, con mezzi pesanti che attraversano una striscia d’asfalto larga 4 metri, anomalie di percorrenza su tutta la ‘407’ e la ‘E847’. Nei tratti che percorrono la regione Basilicata nonostante, le decine di milioni di euro dei fondi Fesr investiti negli ultimi anni, le strade s’immelmano e cedono dopo pochi anni dalla realizzazione ed oramai da anni l’Ugl denuncia la situazione di degrado e di pericolo. Perché non si vuole indagare sulle responsabilità dei tecnici e degli amministratori che dovevano e devono controllare, manutenere, aggiustare? Perché non si applica nessun peso di responsabilità nel vedere se esisterebbero risparmi dal sapore ‘tangentizio’ sulla qualità dei materiali utilizzati nei lavori pubblici? L’Ugl e i cittadini lucani attendono delle risposte” – continua Giordano. “Per non parlarne delle strade provinciali che ad ogni evento atmosferico diventano mulattiere: e nessuno fa niente, è incredibile! Sono sufficienti poche ore di intervento ‘manuale’, anche di poche persone, per rimuovere il terriccio e rendendo più sicura l’arteria. Cosa sta succedendo, cosa stanno facendo i politici lucani per salvarci dall’isolamento? Basta percorrere la ‘Cavonica’ per averne un’altra idea. Il suo costo si aggira intono ai 19 milioni di euro, trent’anni per costruirla, tra progettazione e realizzazione. Risultato? Tratti stradali con le canalette della già completamente intasate di fango e ad ogni pioggia la melma sulla strada aumenta fino a creare una condizione pericolosissima di percorribilità. E i parlamentari lucani che fanno? Dobbiamo aspettare che ci scappi il morto per avere risposte? Sullo sfondo, in sintesi, emerge scarsa attenzione e negligenza da parte degli enti pubblici preposti. Le coscienze si svegliano solo quando qualche malcapitato ci lascia la vita o crollano ponti come è avvenuto a Genova. Con buona pace di tanti fondi pubblici spesi senza criterio. Ma riflette in pieno i limiti nella gestione pubblica della viabilità dove nei casi specifici i soldi c’erano. Ed erano pure tanti. Come sono stati impiegati? Se una strada mostra vistosi difetti, a maggior ragione se dopo appena pochi mesi dall’apertura, qualcuno se ne dovrebbe assumere la responsabilità? Oltre al chiaro rischio per gli automobilisti – conclude Giordano -, per l’Ugl è utile rimarcarlo, c’è una questione erariale. Da affidare al controllo della Corte dei Conti. Si tratta di soldi che, oltre ad essere stati spesi male, gravano sulla tasca di tutti: nel frattempo l’Italia piange”.

Ago 192018
 

L’assenza di un medico di base a Castelluccio Superiore sta agitando da diverse settimane la popolazione preoccupata nel non poter vedere riconosciuto il diritto alla salute. La distanza chilometrica dagli altri studi medici di famiglia impedisce ai residenti, e soprattutto agli anziani, di poter usufruire dei farmaci e delle cure necessarie. Nei prossimi giorni si prevedono gesti eclatanti nell’intento di richiamare l’attenzione generale su un problema grave e sentito. In difficoltà anche la Farmacia presente in paese che non può dare farmaci senza prescrizione medica.Le immagini si riferiscono ad un’assemblea spontanea svoltasi nella sala consiliare il 18 agosto 2018.

Ago 122018
 

Se questa è Sanità.

La lite avvenuta qualche giorno fa all’Ospedale di Praia a Mare tra due operatori è grave, soprattutto se, come dicono, sia stata un’aggressione da parte di un dirigente medico ad un dipendente in servizio presso il reparto di radiologia.

Non può essere consentito ne tollerato che in un ambiente di soccorso e tutela della salute pubblica accadano tali deplorevoli manifestazioni ed è pertanto ancora più grave la scarsa reazione da parte di tutti, dalle istituzioni alla politica, specie quella che fino a qualche tempo fa gridava a squarciagola ed ora sembra non vedere ne sentire.

Del resto pare purtroppo acclarato, che gravità ed emergenze vengono riscontrate solo al fine di perseguire i venditori di palloncini, magari sulle spiagge, anziché affrontare problematiche serie e vitali come l’assistenza medica.

Per il presidio sanitario alto tirrenico non c’è pace, si passa da una disputa all’altra, e quando qualcosa inizia a muoversi in meglio, ecco un’altra tegola a cadere su tutti.

Eppure è solo la classica punta dell’ iceberg sanitario calabrese, coperto dal mare magnum di intrecci e commistioni a volte inconfessabili tra prestazioni e servizi, tra privato, pubblico ed affari locali, regionali e nazionali.

Il debito sanitario giova a molti ad iniziare dalle grandi e ricche strutture ubicate in un’altra Italia e serve a chi non vuole drasticamente affrontare realtà scomode, tantè che rimane Scura o chi per lui e continua a comandare il Governo, il potere centralista che dimentica i lontani, nonostante promesse ed annunci.

Ma ormai tutto è rinviato a settembre e poi magari a fine anno, per finire ancora all’anno prossimo e di anno in anno sempre così, le emergenze rimangono doloroso ricordo nell’esperienza di chi le ha subite e patite, per tutti gli altri segneranno solo l’indifferente ordinarietà.

Per noi la salute e la vita non va in ferie, non si rinvia, e chiediamo con forza a chi ha responsabilità, di ripristinare efficienza e rispetto delle persone e delle regole affinchè si ritorni al senso vero ed essenziale, curare e guarire chi ha bisogno.

Raffaele Papa

Coord. IdM Prov. di Cosenza

Lug 312018
 

Lo psicomago Carlo Fox presenta per i lettori dell’Eco l’oroscopo della settimana. Il mago, particolarmente conosciuto per i suoi esperimenti in tutt’Italia, ci racconta la settimana, segno per segno. Per contattarlo si può seguire la sua pagina Facebook o chiamare il 338.1529427.