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apr 292013
 
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“Rompo il mio silenzio.  Mi sembrava opportuno mantenerlo per rispetto a quanti erano implicati in questioni giudiziarie che ancora andavano delineandosi e perché ho sempre nutrito fiducia e rispetto nella magistratura e ritenevo opportuno facesse il suo corso.. giudicasse pure chi di dovere, io sono un uomo del fare, a me appunto questo.. come

amministratore, amministrare, come medico curare.. Mi vedo costretto a parlare di questo ma con voi, perché amici e sostenitori e vi ho percepito disorientati rispetto ad una faccenda di cui ad oggi io non ho ricevuto alcun avviso ufficiale.. leggo appunto assieme a voi che ci sarebbe a mio carico uno scontrino ‘pezzottato’ con l’aggiunta di un 2 davanti alla cifra di 23 euro pagati ad un ristorante.. non vi nego il mio disappunto di leggermi per questo additato come qualcuno che ha approfittato del bene comune, bene per cui mi sono sempre speso e continuerò a fare.. Solo en passant vorrei sottolineare che dopo che i miei resoconti degli ultimi 5 anni sono stato rivoltati come un calzino, questa sarebbe l’unica irregolarità riscontrata, vi chiedo e mi chiedo si può mai immaginare che sia stato fatto artatamente? Un uomo perderebbe ai suoi stessi occhi la propria immagine per tanto poco? Poco o molto che sia io non ho mai fatto nulla del genere, se mai dovesse risultare vera questa notizia, io andrò fino in fondo per verificare la paternità di quello sono certo si tratti comunque di un errore. Può mai un pasto consumato in più persone costare oggi 23 euro? Si, perché certo di più persone si è trattato, le mie pause pranzo se non sono di lavoro, le consumo in ufficio con un panino, io sono fatto così ed è una tale certezza che non mi da adito a nessun dubbio di sorta, a mia memoria, io non sono mai stato in un ristorante da solo.. Quello che mi amareggia un po’ è che in un momento così delicato per la nostra regione, qualcuno alimenti il malcontento, la diffidenza e la sfiducia senza capire che sarebbero invece necessarie accortezza, ponderatezza, imparzialità, che sarebbe necessario lasciare agli inquirenti il proprio lavoro e a noi altri convergere, tutti, nella ricerca di soluzioni possibili perché il delicato compito amministrativo continui il suo corso senza inopportune distrazioni in un momento di crisi così severa”. (MP)

marcello

apr 282013
 
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Sul tradimento subìto, su quella delega a gestire la cosa pubblica che certi politici hanno trasformato in assegno in bianco per farsi le cose proprie e su quell’equivoco che ha portato a scambiare il consenso della gente con una sorta di consacrazione all’onnipotenza.

Verrebbe da ricordare a più di qualcuno che fino all’altro giorno noi eravamo quelli che sporcavano l’immagine della Basilicata, paladini di un’antipolitica qualunquista e superficiale, noi da mandare in esilio quando l’informazione nazionale o certi giornalisti nostrani non al soldo di nessun sistema, mettevano in risalto i tanti buchi neri di questa regione.

Abbiamo ancora negli occhi l’indignato stracciarsi le vesti dell’intero Palazzo, all’interno del quale spariva ogni confine tra maggioranza e opposizione quando si trattava di mandare alla gogna certa magistratura che iniziava a mettere il naso anche in quelle stanze e non solo nelle case dei delinquenti e dei ladri di galline.

E come si fa, in questo quadro desolante, a non pensare a Nino che non ha neanche i soldi per pagarsi le bollette, a Gerardo e Anna che non ce la fanno più a pagare il mutuo perché lei ha perso il lavoro, a Giovanni che ogni giorno va negli uffici della Regione ad elemosinare il dovuto per un lavoro fatto e che non gli viene ancora pagato, e a Lucia che sarebbe disposta a fare carte false purché al figlio venga rinnovato il contratto di lavoro. Ma lei purtroppo non ha santi in paradiso… “Non ci sono soldi“, si sente dire di continuo. Per Carmine, Gerardo, Anna, Giovanni, Lucia e tantissimi altri, i soldi non ci sono. Così come non ce ne sono da un bel pezzo per un welfare ormai completamente inesistente anche dalle nostre parti; non ce ne sono per i disabili, per contrastare le dipendenze, per accogliere donne in difficoltà, per minori problematici, per anziani abbandonati e per malati cronici. Neanche per loro ce ne sono: chissà se per altri si!

Verrebbe da chiedere: chi ha davvero deturpato il volto della nostra regione? Chi ha davvero sconvolto il vero senso della politica? Chi ha snaturato il rapporto con la gente? Chi ha mistificato la realtà?

Non sappiamo se in Basilicata ci sia mai stato un comitato di affari, ma di certo c’è stato chi si è fatto solo gli affari propri!

È ovvio, dunque, che in questo scenario è molto semplice sparare a zero su tutti.

Ed invece è un’altra la cosa che ci inquieta e ci fa riflettere: quel moralismo diffuso che vede come convinti assertori proprio chi di quel Palazzo e dei suoi inquilini se ne è servito fino all’altro giorno; quel clima da ghigliottina alimentato da chi approfitta del momento per presentare il conto a chi non ha scambiato favori; quella logica vendicativa figlia di certa cultura che abbeverandosi alla fontana di un clientelismo mortificante non esita, alla prima occasione, a rivoltarsi contro chi non ha concesso i servigi richiesti.

No. Non abbiamo bisogno di forconi da brandire cacciando le streghe, ma di bisturi con cui intervenire senza più perdere tempo per estirpare quella necrosi etica che sta intaccando un intero sistema.

È tempo che paghi chi ha tradito, ma è anche tempo che ognuno di noi faccia la propria parte e avverta su di sé la pressante responsabilità di un cambiamento; perché, come diceva Martin Luther King, “può darsi che non siete responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla“.

don Marcello Cozzi Vicepresidente di Libera

don marcello cozzi

mar 242013
 
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Nell’intervista in diretta rilasciata al nostro sito dall’Assessore regionale Marcello Pittella , si è parlato della crisi regionale e del delicato passaggio politico amministrativo al Comune di Lauria. Pittella ha discusso del rapporto con Vito De Filippo e delle prospettive all’interno del Pd nazionale. A livello locale ha suggerito la massima apertura  della Maggioranza di Centrosinistra  verso il mondo dell’ associazionismo.  Pittella ha fatto una serie di riferimenti anche agli assessori Sarubbi e Reale. Pittella spinge per un forte rinnovamento della giunta comunale con quattro punti programmatici decisivi. L’apertura a “Lauria libera” è auspicabile ma bisogna comprendere le ragioni politiche altrui. Su temi delicati però si potrebbe avviare un tavolo che possa guardare anche al futuro visto che questa forza politica si richiama ai valori del Centrosinistra.

pittella 1

mar 232013
 
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Il difficile momento politico che sta attraversando il centro-sinistra di Lauria verrà analizzato dall’Assessore Regionale Marcello Pittella. Chiunque volesse porre domande al leader politico del Pd può utilizzare la pagina Facebook dell’Eco di Basilicata o scrivere  alla posta elettronica: ecodibasilicata@tiscali.it. Potranno porsi domande su tutti i temi  che vanno anche oltre la crisi al Comune di Lauria.

marcello pittella1

mar 182013
 
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Don Marcello Cozzi, Vicepresidente di Libera, ha scritto una lettera aperta per Danilo Restivo.  Hai ucciso Elisa, così ha detto una Giudice. L’impressione, a dire il vero, è che non lo dica solo lei. Da quel lontano 12 settembre sembra dirlo ogni cosa: i tuoi spostamenti di quel giorno, le tue contraddizioni, le cose non dette. Il tuo passato, le tue inquietanti manie, quelle tante ragazze che pure avevi importunato. E le tue bugie, quelle di ieri, quelle di questi anni, quelle di oggi.

Ne sono sempre stato certo, tu lo sai, e la condanna di quella Giudice, per quel che mi riguarda, ha semplicemente messo il sigillo su una convinzione che in questi anni si è andata consolidando non sulla base di pregiudizi precostituiti ma sulla ragionevolezza dei fatti.

Ho passato anni, non ti nascondo, a chiedermi se ci fosse dentro di te un confine tra la follia e la normalità, e a capire dove collocarlo, per cercare – per quanto possibile – di avere un appiglio che mi permettesse, di certo, non a giustificare ma almeno a comprendere.

Quante volte mi sono chiesto se il tuo gesto omicida rispondesse di più al terribile e incomprensibile raptus del folle o invece al profondo disagio di un giovane che qualcuno avrebbe dovuto aiutare prima che le urla interiori che dominavano la sua solitudine prendessero il sopravvento.

E quante volte a rifiutare l’immagine di mostro, comoda, in fondo, a chi avrebbe dovuto aiutarti, a chi avrebbe dovuto fermarti in tempo, a chi ti ha protetto e nascosto in questi anni, a chi in questa storia non ha detto tutto.

Metto tutto in conto, anche che il prossimo Giudice possa decidere di riaprire la partita; sono le regole della giustizia e io le rispetto. Al momento, però, mi rifaccio a chi ha deciso che l’assassino di Elisa sei stato tu. Nessuno però finora ci ha detto chi ti ha aiutato quel giorno, chi ha occultato la povera Elisa, e chi poi negli anni successivi non ha fatto nulla per arrestare la tua corsa. Durante il prossimo processo di sicuro ti difenderai, e forse dirai ancora, per l’ennesima volta, una delle tue tante verità. È un tuo diritto.

Noi, io, da te, invece, ci aspettiamo una sola cosa: che tu faccia quei nomi. Il resto già lo sappiamo.

Non hai nulla da perdere. Pensaci”.

don marcello cozzi

 

mar 052013
 
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Il 1° marzo scorso a Trecchina è stato organizzato dall’associazione Libera sui temi della legalità e sul rapporto con le istituzioni locali anche alla luce di una serie di battaglie ambientali. all’incontro hanno partecipato tra gli altri il prof. Gerardo Melchionda e   il vicepresidente nazionale di Libera don Marcello Cozzi.

Uno stralcio del dibattito