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Ago 132018
 

Domenica 12 agosto 2018 a Lagonegro si è svolta la trentesima edizione della Coppa Avis. Tanti atleti provenienti anche dall’esero, hanno partecipato ad una corsa che attraversa una parte del centro storico cittadino ed entusiasma appassionati e cittadini orgogliosi di poter contare sull’Avis cittadina, da sempre rifiermento per la solidarietà e l’impegno nel sociale.

Lagonegro. Coppa Avis: Kemboi da spettacolo.
Con kemboi al via è tutto un altro spettacolo. Un talento incredibile (2 ori olimpici e 4 volte campione del mondo non per caso) e, soprattutto, la sua estrema simpatia, disponibilità, il suo senso dello spettacolo. E proprio lo spettacolo ci siamo goduti in occasione della 30^ edizione della “Coppa Avis” di Lagonegro. Non molti in gara, ma la serata è stata comunque di assoluta qualità e, come dicevo, ad esaltare l’ambiente ci ha pensato lui: Ezekiel. Il pubblico non è mancato, così come i mini atleti che caratterizzano le tante, brevi gare che precedono la 10 km ufficiale (6 km per le donne). In realtà penso che la gara fosse più lunga dei 10 dichiarati (presumo sui 10400 maschile e 6,250 donne) per un tracciato tosto, anche se meno impegnativo rispetto allo scorso anno.

Gara

Kemboi, Ngheno e Simukeka: un tris di atleti che hanno fatto gara a se stante, con primi 2 giri a velocità turistica, per poi premere leggermente sull’acceleratore, per poi fare davvero sul serio nell’ultima tornata. Ed è proprio nel rettilineo finale che Kemboi ha fatto capire a tutti come mai si vincono le gare mondiali, sfoderando uno sprint da fare quasi invidia a Tortu. Ngheno alle sue spalle, e Simukeka sul terzo gradino del podio. A completare il novero dei primissimi al traguardo: Rocco Lancellotti (gran gara per questo giovanissimo, classe 2000, del team Club Atletico Potenza: è lui il primo degli italiani), a seguire Daniele Diodato, Salvatore Rocco e Carlo di Martino.

In campo femminile tranquilla vittoria per la poco più che ragazza Primitive Niyirora, con una bella gara in rosa alle sue spalle. La gara per la seconda piazza è andata a Faustina Bianco, con Francesa Palomba in terza posizione, seguita dalla sorella Filomena e Martina Amodio (Napoli Running)

Tanti momenti diversi in questa gara, in questa bella serata organizzata dal gruppo Sportivo Avis di Lagonegro. Con anche, a seguire la premiazione, una piece teatrale ispirata ai 55 giorni del rapimento di Aldo Moro. Una serata che ha saputo onorare i 30 anni della Coppa Avis, nella città e con la voce magica di Pino Mango a fare da colonna sonora.
Marco Cascone

Ago 122018
 

Se questa è Sanità.

La lite avvenuta qualche giorno fa all’Ospedale di Praia a Mare tra due operatori è grave, soprattutto se, come dicono, sia stata un’aggressione da parte di un dirigente medico ad un dipendente in servizio presso il reparto di radiologia.

Non può essere consentito ne tollerato che in un ambiente di soccorso e tutela della salute pubblica accadano tali deplorevoli manifestazioni ed è pertanto ancora più grave la scarsa reazione da parte di tutti, dalle istituzioni alla politica, specie quella che fino a qualche tempo fa gridava a squarciagola ed ora sembra non vedere ne sentire.

Del resto pare purtroppo acclarato, che gravità ed emergenze vengono riscontrate solo al fine di perseguire i venditori di palloncini, magari sulle spiagge, anziché affrontare problematiche serie e vitali come l’assistenza medica.

Per il presidio sanitario alto tirrenico non c’è pace, si passa da una disputa all’altra, e quando qualcosa inizia a muoversi in meglio, ecco un’altra tegola a cadere su tutti.

Eppure è solo la classica punta dell’ iceberg sanitario calabrese, coperto dal mare magnum di intrecci e commistioni a volte inconfessabili tra prestazioni e servizi, tra privato, pubblico ed affari locali, regionali e nazionali.

Il debito sanitario giova a molti ad iniziare dalle grandi e ricche strutture ubicate in un’altra Italia e serve a chi non vuole drasticamente affrontare realtà scomode, tantè che rimane Scura o chi per lui e continua a comandare il Governo, il potere centralista che dimentica i lontani, nonostante promesse ed annunci.

Ma ormai tutto è rinviato a settembre e poi magari a fine anno, per finire ancora all’anno prossimo e di anno in anno sempre così, le emergenze rimangono doloroso ricordo nell’esperienza di chi le ha subite e patite, per tutti gli altri segneranno solo l’indifferente ordinarietà.

Per noi la salute e la vita non va in ferie, non si rinvia, e chiediamo con forza a chi ha responsabilità, di ripristinare efficienza e rispetto delle persone e delle regole affinchè si ritorni al senso vero ed essenziale, curare e guarire chi ha bisogno.

Raffaele Papa

Coord. IdM Prov. di Cosenza

Lug 312018
 

Il 31 luglio 2018 si è svolto nella sala consiliare di Lagonegro un incontro promosso dal Comitato pro-Ospedale Unico del Lagonegrese per fare il punto della situazione. Molto determinato nel suo intervento è stato il presidente del sodalizio civico ing. Pietro Mango coadiuvato da Giuseppe Di Novi. Gli organizzatori hanno ringraziato per la partecipazione i cittadini e i sindacalisti Enzo Iacovino della Cgil e Carmine Lombardi della Uil.


L’intervista al presidente Pietro Mango


La registrazione integrale dell’incontro

Mar 132018
 

Il 12 marzo 2018, alla fine di uno spigoloso Consiglio Comunale su materie economiche incandescenti, la sala consiliare di Lagonegro è stata la sede di un approfondito e vibrante confronto tra cittadini alla presenza degli amministratori della città.
Ha preso la parola il leader del Comitato pro-nuovo Ospedale di Lagonegro l’ing. Pietro Mango che senza giri di parole è andato subito al cuore del problema: la difesa della sanità a Lagonegro è una battaglia di civiltà. Da alcuni carteggi emerge che c’era chi già sapeva che l’Ospedale nuovo in località Cappella non si sarebbe mai costruito. Questa notizia occultata, ma presente nelle documentazioni ufficiali, è molto grave. Per Mango il sindaco Pasquale Mitidieri era a conoscenza della vicenda. L’esperto coordinatore del comitato ha utilizzato la metafora del ‘cavallo di Troia’ per spiegare al folto pubblico quello che è avvenuto a Lagonegro. “Vi è stato un vero e proprio tradimento. Ci hanno divisi, E’ stato un raggiro”. Mango ha rincarato la dose: “C’è chi ha avuto l’abilità di confondere le lingue, come in una gigantesca torre di babele”. Per l’ingegnere la cosa ancora più grave è che in un Piano Sanitario regionale confuso, ognuno sta cercando di portarsi via “una mollica”. Mango ha messo in evidenza la spoliazione della città. Anche gli uffici regionali presto verranno smantellati… e i giovani continueranno ad emigrare.
Pierino Mango ha poi salutato con soddisfazione l’inizio dei lavori legati alla ristrutturazione dell’Ospedale ma ha già ravvisato una incredibile contraddizione: si sta costruendo una paratia su una paratia preesistente, a dimostrazione di reiterate sottovalutazioni tecniche. Mango ha concluso il suo primo intervento auspicando l’unità della popolazione come unica arma per ridare a Lagonegro quello che ‘è’ di Lagonegro.
E’ intervenuto l’avvocato Raffaele Siervo che ha spiegato l’allarme degli ultimi giorni legato alla trasformazione di un servizio h24 alla “sola” reperibilità notturna. In pratica alcuni servizi tecnologici (caldaie ed impianti) avevano del personale sempre presente nell’Ospedale di Lagonegro. Ora, dalle 22 fino alla mattina successiva, le maestranze dovranno essere chiamate a casa se accadrà un’emergenza. Per Siervo, ma non solo per lui, questo è un altro segnale dell’allentamento dell’attenzione verso l’Ospedale di Lagonegro. Per l’avvocato bisogna smetterla di dividersi sulle etichette (“Io sono amico di Domenico Mitidieri e ne sono onorato, ma questo non significa nulla”) …bisogna essere uniti e compatti. Su questa impostazione Siervo ha chiesto, ed ha trovato, il massimo ascolto da parte del governo cittadino, soprattutto negli ultimi giorni. L’esperto professionista ha poi ‘toccato’ la questione del sindaco Pasquale Mitidieri che certamente con la presenza potrebbe dare maggiore autorevolezza alla battaglia (su questo aspetto, già nel corso della seduta del Consiglio Comunale, Domenico Mitidieri aveva criticato duramente e con ironia l’atteggiamento politico del dottor Mitidieri… “Si va al lavoro, si partecipa alle messe, al carnevale, alle riunioni politiche… ma poi si è impediti a partecipare ai Consigli Comunali!”) .
Siervo ha anche affrontato la questione delle Risonanza magnetica. E’ stato acquistato uno strumento per la struttura di Lauria del costo di 250 mila euro, ma oltre l’apparecchio quello che è pericoloso per Lagonegro è che si parla sempre meno della sua centralità rispetto proprio a Lauria.
La sensazione per Siervo è che alcune vicende si stanno consumando per “vendetta”. Perciò va presa una posizione forte: “Prima Lagonegro. Basta al torpore culturale nel quale siamo stati immersi! Non dobbiamo avere paura (citazione di Papa Giovanni Paolo II) , ce la possiamo fare!” ha affermato l’avvocato, riscaldando la platea.
L’altro tema evidenziato è stato l’’accorpamento’ dell’Ospedale di Lagonegro al San Carlo. Per tutti gli intervenuti è questo l’errore abissale commesso dalla classe politica e sanitaria. E’ stato davvero un frutto avvelenato. Mentre Lauria, Maratea e Chiaromonte non hanno più problemi e crescono, l’Ospedale di Lagonegro, insieme a quello di Villa d’Agri e Melfi, hanno difficoltà e ne avranno sempre di più perche verranno fagocitati, un pò per volta, dal San Carlo.
Il confronto si è arricchito anche della riflessione della dottoressa Leone che lavora proprio nell’Ospedale di Lagonegro. Per la professionista è difficile che si possa tornare indietro dal San Carlo, bisogna perciò difendere con i denti quello che si ha. Il reparto trasfusionale è stato al centro di alcuni passaggi preoccupati (sarà ridotto o chiuso?) nel corso del dibattito. Leone ha anche evidenziato che nella struttura lagonegrese mancano medici.
La professoressa Giuseppina Flora ha preso la parola evidenziando che la Regione deve tornare indietro; Lagonegro deve svincolarsi dall’abbraccio mortale del San Carlo. Bisogna rivedere il Piano che nel 2017 ha generato 5 milioni di euro di emigrazione sanitaria in più, dunque questa programmazione non sta dando grandi risultati.
Enrico Spera ha ribadito la debolezza nel non avere un sindaco eletto dal popolo accanto ai cittadini in un momento difficile come questo. Ha auspicato che ai documenti, che potrebbero anche non servire molto, debbano seguire azioni di lotta concrete.
Rodolfo Oranges, in modo accorato, ha spinto tutti all’impegno: Lagonegro è in crisi, vede la sanità arretrare cosi come la presenza scolastica. Per Oranges si sta cadendo in un precipizio. Bisogna dar vita ad una battaglia vera. Non va sprecato quello che è stato conquistato dalle generazioni precedenti con grandi sacrifici.
Per l’assessore Antonio Fiore non era una cattiva idea ipotizzare l’Ospedale di Lagonegro come un piccolo San Carlo, soprattutto se si pensa alla qualità. Purtroppo non è stato così. Lagonegro rischia la spoliazione. Occorre anche chiarirsi con Lauria dando vita ad un vero e proprio negoziato. Va ribadita la centralità di Lagonegro. Non si deve rimanere inermi. Per Fiore si sta facendo la politica del carciofo per Lagonegro: si toglie una foglia alla volta. Non è più possibile che ciò accada.
Domenico Mitidieri, già sindaco della città, è intervenuto evidenziando che il riordino sanitario ha creato tutta una serie di disparità. Il Distretto della Salute di Lauria doveva partire solo dopo la posa della ‘prima pietra’ del nuovo ospedale di Lagonegro. Così non è stato. Vi è stata una grande scorrettezza. La città di Lagonegro è baricentrica per natura, ora si vuole sovvertire questo principio. E’ Lagonegro che può frenare l’emigrazione sanitaria e può calamitare pazienti dalla Calabria e dalla Campania. L’avvocato Mitidieri ha ripercorso le grandi battaglie per il tribunale ed ha concluso: …“un tempo il collegio elettorale faceva riferimento a Lagonegro…ora è Lauria-Potenza. Non si può sopportare più quello che sta accadendo”.
Antonio Laino in modo chiaro ed esplicito ha evidenziato che la responsabilità di tutto è dei Pittella e della loro politica che sta mettendo in difficoltà Lagonegro. E’ ora di dire basta.
L’assessore Maria Di Lascio ha chiesto unità e l’impegno comune per la crescita ed il lavoro a Lagonegro.
L’intervento del vicesindaco Giuseppe Sabella è stato vibrante: basta alla spoliazione della città che sta andando avanti da 20 anni. Enel, Telecom, Carcere, Ufficio postale ridimensionato, Tribunale a rischio continuo che può creare problemi anche al mantenimento della Tenenza dei Carabinieri e della Polizia Stradale… non è più possibile assistere a tutto ciò. Bisogna ritrovare l’orgoglio di essere lagonegresi. Bisogna evitare i rancori e le spaccature. Nessun baratto si può fare sulla centralità della città. In tutte le altre strutture sanitarie si stanno spendendo milioni di euro. Occorre subito un Consiglio Comunale aperto. Bisogna vigilare su quello che si ha, mantenerlo e potenziarlo; al tempo stesso va continuata la battaglia per la costruzione del nuovo ospedale sul nuovo sito individuato.
L’ingegnere Mango ritorna sull’ospedale nuovo: il Comune deve velocizzare gli atti per la variante urbanistica, bisogna capire che ospedale si farà, reparto per reparto, specializzaizone per specializzazione. Cosa significa Ospedale di base? Ecco perché è importante che si ridiscuta il Piano sanitario. Sono stati ‘mossi’ sul territorio dei servizi sanitari… questi spostamenti possono creare dei nuovi equilibri tendenti ad escludere e a ridimensionare l’Ospedale di Lagonegro. Questo non dovrà avvenire, si è pronti, nell’unità, ad ogni battaglia.

Feb 232018
 

Il Comitato pro- nuovo ospedale chiede più impegno da parte del governo cittadino. Proposto un incontro con il Commissario del San Carlo Maglietta. Scintille a distanza tra Domenico e Pasquale Mitidieri. Gli operatori sanitari
chiamati a scendere in piazza: “Quando si difendeva il tribunale, gli avvocati erano in prima fila!”

Il Comitato civico pro-nuovo Ospedale di Lagonegro ha organizzato il 21 febbraio 2018 un importante incontro nella sala consiliare del Municipio. Sono stati invitati i vertici dei sindacati lucani (Lombardi, Gambardella e Summa) oltre al consigliere regionale Romaniello.
“Ospiti” ma anche “padroni di casa” gli amministratori comunali con in testa il vicesindaco Giuseppe Sabella.
Si può certamente dire che l’incontro è stato molto forte nei toni. Rigettate le accuse di aver organizzato un’iniziativa a ridosso delle votazioni, dopo l’introduzione di Giuseppe Di Novi, ha preso la parola il presidente del Comitato l’ingegnere Pierino Mango. L’esperto rappresentate ha fatto brevemente la storia della rivendicazione sanitaria che ha radici antiche; Mango ha poi criticato frontalmente la classe politica che non si è fatta carico dei tanti problemi delle comunità, in particolare quelli dell’area sud della Basilicata. Lo spopolamento continuo è frutto della mancanza di servizi e di opportunità…. “Non si può affidare il sistema sanitario agli elicotteri!”.
L’ingegnere Mango ha raccontato un episodio davvero grave riguardante un bambino con insufficienza respiratoria ricoverato a Lagonegro. In un primo momento, dopo una serie di cure, era stato dimesso dalla struttura. Il suo intervento ha fatto aprire gli occhi ai medici che, vedendosi arrivare anche i carabinieri, hanno deciso di mantenere in osservazione il ragazzo che, secondo Mango, poteva anche morire se non riceva cure continue nella struttura… “la sanità non può essere gestita in questo modo!”
Nel corso della conferenza, da più parti è stato lanciato un appello affinchè anche i medici e gli addetti ai lavori della struttura sanitaria di Lagonegro scendano in campo. Il vicesindaco Sabella si è spinto a dire che per quanto riguarda la vertenza del Tribunale, gli avvocati fecero il diavolo a quattro. Oggi si avverte un silenzio assordante dagli operatori. Gli organizzatori del confronto sul punto hanno sparato a pallettoni affermando che ormai la regola è che non bisogna disturbare il conducente (l’allusione non tanto velata è indirizzata al presidente Pittella). Per l’ingegnere Mango anche l’Amministrazione Comunale deve uscire dal guado e deve con forza chiamare a responsabilità tutti i protagonisti di una vicenda che è ormai trentennale.
Sulla tempistica è intervenuto Carmine Lombardi della Uil evidenziando che non è possibile che in Basilicata occorrano 30 anni per realizzare qualcosa.
Le lungaggini fanno parte di un sistema che induce alla rassegnazione. Il sindacalista ha fatto l’esempio della Tito-Brienza: in quel caso i cittadini sono sfiduciati e le comunità non partecipano più nemmeno alle manifestazioni. Il concetto “ma ancora credete alle favole?” è grave e va assolutamente combattuto.
Altra questione sollevata è stata la posizione dell’ospedale di Villa d’Agri che riceverebbe un finanziamanto di 200 milioni per il suo potenziamento. Questa scelta regionale, se diventerà realtà, per il Comitato è uno schiaffo alle ispirazioni di Lagonegro, il sistema è diventato ormai schizofrenico….ci sono o non ci sono i soldi?
Il sindacalista Enrico Gambardella in rappresentanza della Cisl ha affermato che è sbagliato fare una guerra tra le varie realtà. La concorrenza non serve; le strutture lucane devono essere in ‘competizione’ con gli altri ospedali delle altre regioni.
Un tema che ha arroventato la discussione ha riguardato l’ ‘annessione’ dell’Ospedale di Lagonegro a quello del San Carlo. Pur comprendendo le difficoltà di una norma superata con un riposizionamento delle strutture, l’Asp è una certezza perchè garantisce un controllo sulle prestazioni. Senza controllo finirà che gli ospedali fagociteranno tutte le risorse economiche a danno della Medicina sul territorio. Su questo passaggio chiave si è soffermato il consigliere regionale Romaniello che aupica una fase in cui si facciano scelte….”il governo regionale sembra solo impegnato a spostare in aventi le scadenze senza intervenire”.
Molto interessante è stato anche il dibattito. La professoressa Flora ha posto l’accento sulle liste d’attesa che sono ormai la piaga anche dell’Ospedale di Lagonegro: una visita urgente non può essere effettuata dopo 1 anno! Così come il rapporto con il San Carlo è rimasto solo sulla carta, non vi è stato arricchimento professionale, gli specialisti sono rimasti ben fermi a Potenza. Sul punto Angelo Summa della Cgil si è detto preoccupato di un San Carlo in caduta libera che non è più polo d’eccellenza.
Tornando all’Ospedale di Lagonegro, questi è stato paragonato ad una stalla, ai limiti della decenza.
Ha rincarato la dose Domenico Mitidieri, già sindaco della città che ha attaccato duramente il primo cittadino in carica Pasquale Mitidieri. Per Domenico, Pasquale non può continuare ad essere un non sindaco. Nel rispetto umano, la situazione va chiarita e risolta. Sabella non è legittimato dal popolo…. “Si è buoni per andare ai comizi e poi però non si partecipa ad incontri cosi importanti come quelli sulla sanità! Pasquale deve chiarire!”.
Il clima si è fatto incandescente perché Domenico ha spaziato sugli altri temi di Lagonegro evidenziando che in paese non vi è più un cantiere, l’Amministrazione Comunale è assente a partire dal Laudemio dove le certezze sono solo le promesse.
Il vicesindaco Sabella ha cercato di parare i colpi evidenziando che è l’unità l’arma vincente per avere la costruzione del nuovo ospedale. Sabella ha anche difeso l’operato della giunta e l’impegno quotidiano. Il Comitato ha evidenziato, alla fine dell’incontro, che chiederà un tavolo urgente con il Commissario del San Carlo Maglietta per capire il futuro dell’Ospedale di Lagonegro. Aver azzerato tutto, ritornare ad avviare le procedure per la costruzione del nuovo ospedale e per la ristrutturazioen del vecchio, genera due opposti sentimenti: da un lato uno scoramento, dal’altro una ferma volontà a lottare. Pierino Mango sul punto è stato chiaro: “Io sono certo che riusciremo a tagliare il nastro del nuovo ospedale, costi quel che costi, ma dovremmo essere tutti più attivi, a partire dal governo cittadino che deve uscire dal silenzio…il conducente si può e si deve disturbare!”.

Giu 212017
 

E’ stata più breve del previsto la seduta del Consiglio Comunale di Lagonegro, celebrata il 20 giugno 2017. Molti gli argomenti all’Ordine del giorno tra i quali un’analisi legata alla questione sanitaria. Il punto però è stato rinviato in quanto la Minoranza, che ha proposto la discussione, era assente (motivi di salute dei componenti).


Il Consiglio


L’intervista al presidente Mango del Comitato pro-nuovo ospedale

odg consiglio

Giu 202017
 

Si terrà domenica 25 giugno a Lagonegro il Primo Festival Internazionale della Poesia – Giornata della cultura e della pace, organizzato dalla Pro Loco Kaleidos con il patrocinio del Monna Lisa Museum e del Comune di Lagonegro, e con la collaborazione di numerose Associazioni culturali anche di altre cittadine della regione.

La manifestazione inizierà alle 9.30 nel Giardino di Palazzo Corrado, in Piazza Picardi, dove avverrà il raduno di tutti gli ospiti, ai quali verrà subito dopo “presentata” e raccontata Lagonegro attraverso una passeggiata nella città vecchia.

La giornata si svilupperà quindi con un incessante susseguirsi di appuntamenti tra convegni, laboratori e reading così come dall’allegato programma.

Nelle intenzioni degli organizzatori si tratta della prima di tre giornate che tra giugno e settembre vedranno Lagonegro al centro delle attenzioni di poeti, scrittori e amanti dell’arte e della letteratura che saranno nel contempo attori e spettatori di una kermesse destinata a diventare un appuntamento fisso del panorama delle manifestazioni letterarie del Mezzogiorno.

La presidente della Pro loco Kaleidos prof.ssa Agnese Belardi

GIARDINO PALAZZO CORRADO

(Piazza Venturino Picardi )

PROGRAMMA

Dalle 9,30 alle 22,30 un susseguirsi di incontri, letture, performance, presentazioni dibattiti, convegni, e la partecipazione di tutte quelle voci che conformano il timbro culturale di una città con vocazione di universo; le scuole, le collettività, i centri culturali, le associazioni, le case editrici, i singoli artigiani della parola…

Ore 9.30, 10.00 –Arrivo dei poeti conferma iscrizione

e accoglienza da parte dei volontari elle pro loco e della Kaleidos in occasione della Prima edizione del Festival Nazionale di Poesia di Lagonegro.

Ore 10 e 30 passeggiata nella città vecchia (visita al Castello), le chiese, le piazze i monumenti.

Si realizzerà una passeggiata e giungerà così, dopo aver fatto tappa in alcuni luoghi significativi del paese una carovana di persone con diverse abilità, accompagnate da poeti che animeranno DiVersi momenti della giornata del festival, che saranno accessibili a tutti, oltre ogni barriera fisica, sensoriale e mentale.

Ore 11.30 allestimento mostra d’arte a cura di (Maria Carmela De Filippo).

Pausa caffè

Ore 12.00 – Inizio trasmissioni di Parola nel Mondo/video
– Poesie stese –

Poesie appese a un filo da gustare all’aria aperta DiVersi Incanti poeti che animeranno DiVersi momenti della giornata del festival, che saranno accessibili a tutti, oltre ogni barriera fisica, sensoriale e mentale. (spazio esterno a cura Graziella Fanello)

Ore 13.00 – Esperimento di autobiografia collettiva: omaggio a Nazim Hikmet –

I visitatori saranno invitati, al loro ingresso, a scrivere su un foglio un frammento della loro vita, ispirandosi al modello letterario di Nazim Hikmet, al suo utilizzo di parole semplici, concrete. Durante l’evento serale, tutti i frammenti verranno ricomposti e adattati in un unico testo che sarà letto pubblicamente come fosse opera di uno solo

Ore 14: Pranzo presso ristorante(Per prenotazione telefonare a Nicola 3386439089).

A seguire visita salotto letterario Porta stretta

Degustazione di tisane( Daniele Acchiappati)

Ore 15. 30– Video “i poeti rivoluzionari “(Ganpaolo Filizzola)

Frida Kalo(all’interno del Museo sala Mango a cura di Donata Manzolillo).

Ore 16.30 Lettura bigliettini scritti dagli studenti.
Laboratorio/spettacolo che parla dei semi e della loro capacità di stupirci con le loro meravigliose follie naturali. L’evento è diviso in due parti: uno spettacolo per ricordarci che i semi sono dappertutto e per raccontare le loro “pazze” strategie di sopravvivenza, e un laboratorio per costruire piccoli semenzai di carta, da portare a casa in attesa che i semi crescano.

Ore 17.00 Riflessioni Laboratori Poetici

La sofferenza interiore e il grido alla vita dalla poesia di Alda Merini all’art-therapy dei pazienti a cura di Alfonsina Guarino(Direttore dipartimento CSM lauria).

Ore 17.20 – Plurale – Voci dal silenzio “NO VIOLENZA”

Lettura scenica e performance collettiva(Schegge di teatro Nunzia Gioia).

Ore 17.30 Realismo Terminale. Interpretare il mondo partendo dalla Poesia
Secondo il Realismo terminale, la poca natura rimasta nella realtà imita fedelmente gli oggetti divenuti predominanti; si annulla la distanza tra l’uomo ed essi e si invertono così le similitudini. Alcune delle voci poetiche italiane più riconoscibili a livello internazionale parlano di come sia possibile interpretare il mondo a partire dalla poesia.

Giovanna Giovanna Meconi Cuoco Un flash sul significato della poesia

Omaggio a Donata Doni” La bilancia malnata”

Ore 18.00 – READING

Lettura poesie dei poeti, più di 50 poeti hanno aderito alla manifestazione e arriveranno da tutta Italia.

Ore 20:00 Canto narrativo, omaggio al poeta della pace Nazim Hikmet (Rosanna Colombo)

manifesto poetico (Giovanni Forastieri).

Ore 20.30 – Editori a confronto: Pubblicare poesia nel nostro prosaico quotidiano. Incontro con gli editori: Zaccara, Villani, Altrimedia, Perrone , Aletti.

Ore 21.00 La congiura dei poeti

Pier paolo Pasolini :”l’intellettuale scomodo e dissidente” Maura Locantore

Pier Paolo Pasolini :” il mistero della lealtà” a cura di Francesco Bellusci, letture Eva Immediato.

Intermezzi musicali i “D 3” chitarra e voce Antonio, chitarra e basso Alfredo, i fratelli De Stefano.

Nel giardino di Palazzo Corrado allestimento autogestito con manifesti di assalto poetico: mostra di pittori
“Manifesto per la Poesia di Strada e l’Assalto Poetico: …la poesia di strada nasce gettando parole tra le vie,/pugni di semi nel vento, è sensazione precipitata in/ sassi d’assalto tra lo snocciolarsi scomposto di questa/ città. Versi come pioggia tra le genti, inzuppate fin’oltre/ l’orlo dell’attenzione, senza corte di doti ne corona,/ perché d’ovunque e da sempre, una pagina bianca è/ una poesia nascosta…”

Ore .00 – Microfono aperto
Un microfono per dare voce a tutti i poeti, uno spazio per condividere la propria poesia con chiunque abbia voglia di ascoltare.

Ore 21.30 – Poetry Slam
Una sfida all’ultimo verso, un duello all’arma della poesia, una competizione letteraria democratica, con il trionfo del voto popolare.(Consegna attestati e Riconoscimenti).

Presenta: Angelomauro Calza(giornalista)

Saluti: Pasquale Mitidieri(sindaco)

IL PROGRAMMA PUO’ SUBIRE VARIAZIONI

Ideatrice del festival prof.ssa Agnese Belardi, presidente Pro loco Kaleidos Lagonegro

lagonegro

Dic 312016
 

“Con il Piano dei rifiuti diamo uno strumento di fondamentale importanza nelle politiche per la gestione dei rifiuti”. Lo ha detto questa sera, l’assessore regionale all’Ambiente, prima della votazione in Consiglio del provvedimento. “Il piano regionale dei rifiuti – ha spiegato il rappresentante dell’esecutivo lucano – si inserisce in una serie di azioni che giunta e consiglio stanno mettendo in atto e che puntano sulla massimizzazione e sul recupero, ma anche sull’azzeramento dei conferimenti in discarica ed in inceneritore. Si tratta – ha detto ancora – di un provvedimento che ha una valenza che non va sottovalutata e che diventa fondamentale non solo nel definire gli obiettivi ma anche nel dare gli strumenti per raggiungerli. Dobbiamo aggiungere ancora alcuni tasselli, fra cui una serie di direttive che nel Piano sono tracciate e che riguardano le azioni concrete che ci consentiranno di superare le difficoltà del vecchio piano. Non parliamo solo di aumento delle percentuali di raccolta differenziata, ma anche di incremento della qualità della stessa. Gli strumenti per raggiungere questi obiettivi – ha proseguito – stanno anche nella possibilità che abbiamo previsto di aggiungere elementi di premialità e di penalità. Dall’altra parte, il Piano intende accompagnare un’azione più veloce dal punto di vista dell’impiantistica. Rimangono alcuni tasselli da posizionare, e chiedo al presidente della commissione e al Consiglio di completare quell’iter che sta accelerando in un riassetto complessivo del sistema dei rifiuti, nell’intento di raggiungere quegli obiettivi di programma che facciano uscire la nostra regione da una emergenza che ha caratterizzato gli ultimi venti anni. Quello che si concretizzerà nel disegno di legge che è in commissione – ha continuato Pietrantuono – è un altro pezzo fondamentale rispetto al Piano, al quale andranno agganciate le altre materie che riguardano le bonifiche, la vicenda amianto ed i vincoli che definiscono l’idoneità dei siti”.

regione

Ago 042016
 

Scherzi d’agosto.

Sarà il sole d’agosto o non si spiega diversamente.

Ci vogliono prendere in giro e pretendono pure l’applauso.

È bene che si sappia che l’alto tirreno cosentino sta facendo una lotta da anni e non certo per ottenere una casa della salute.

Accettare la Delibera del Direttore Mauro dell’Asp di Cosenza sull’organizzazione sanitaria significa:

1) Vanificare anni e anni di lotta;

2) Rinunciare a tutti i ricorsi presentati;

3) Rinunciare alla Sentenza che dispone la riapertura dell’Ospedale di Praia;

4) Non avere mai più la possibilità di allestire un pronto soccorso funzionante

completo di personale specializzato e mezzi.

Tutto questo per cosa?

Per lasciare libera manovra ad altri Presidi Sanitari ed altri Pronto Soccorso e per avere in cambio ciò che già il precedente Commissario alla Sanità e Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti ci voleva dare, una Casa della Salute.

Se questo volete, complimenti.

Ora, se tutto ciò non è causato da un colpo di sole, la cosa è davvero seria e preoccupante.

Oltre a queste considerazioni ciò che colpisce è l’atteggiamento dell’Asp di Cosenza che non provvede ad inviare a Praia il personale sanitario necessario.

Infatti oltre gli annunci e proclami la situazione del PPI di Praia a Mare è da chiudere a causa del continuo e persistente abbandono.

Ci sono soltanto 4 medici e 6 infermieri a garantire l’intera turnazione, mattino, pomeriggio, notte ed a fare di tutto anche l’impossibile per dare assistenza e cure.

Personale a cui rendere plauso per l’impegno che giornalmente dimostra e che resiste eroicamente senza avere un cardiologo, ne un anestesista, nè alcun altro specialista.
Una condizione indecente che dura da mesi e che in questo periodo peggiora senza limiti.

Ma con tutto ciò non si trova niente di meglio che continuare a promettere ed a ripetere atti che come già in precedenza rimangono nei cassetti e mai eseguiti.

Una volta per tutte si decida cosa fare, questa agonia è il massimo dei mali che si continua a fare all’intera collettività dell’alto tirreno raggirata ed illusa da anni.

Chi deve, assuma la responsabilità di porre fine con urgenza a questo scempio che già troppi drammi ha causato.

Raffaele Papa

Raffaele-Papa