BASILICATA Flash Feed Scroll Reader
CALABRIA Flash Feed Scroll Reader
CAMPANIA Flash Feed Scroll Reader
Apr 252018
 

Ecco quanto ha dichiarato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianni Rosa: “Pittella non si è mai speso per rendere efficiente il sistema di monitoraggio e, oggi, fa finta di interessarsene. Quindi, quale migliore strumento per procrastinare la ricerca di responsabilità di una bella ed inutile commissione d’inchiesta?

Quando c’è un’emergenza, uno scandalo, la politica disattenta istituisce una commissione. È il risultato del fatto che avendo dormito negli anni, d’un tratto ci si sveglia e si immagina di poter fare tutto quello che non si è fatto precedentemente. Ed ecco che si istituisce una commissione.

La questione del divieto dell’uso di acqua potabile in diversi comuni del metapontino, che ha procurato allarme e forti disagi alla popolazione, è l’ennesima riprova di un sistema regionale di monitoraggio che non funziona. Un sistema che Pittella, in quattro anni e mezzo di legislatura, non solo non è riuscito a correggere ma che ha trasformato in uno stato emergenziale continuo.

In un rimpallo di responsabilità, Arpab, Asm e Acquedotto Lucano continuano a discutere rivendicando la bontà delle proprie analisi che, di fatto, hanno mostrato risultati contrastanti. Tre Enti, tutti predisposti al controllo e al monitoraggio, tutti e tre in capo alla Regione e che non riescono a dialogare tra di loro. E’ una situazione drammatica e paradossale, ancora più grave dello stesso episodio di sforamento dei valori soglia di trialometani nell’acqua.

È più grave perché ci dà la misura di quanto, in caso di incidente, può essere alto il conto di questa approssimazione. È come dire: se ci dovessimo ammalare non abbiamo idea del medico a cui rivolgerci.

E, in tutto questo, Pittella, per rassicurarci, afferma che istituirà “…una commissione di indagine per capire l’origine della discrepanza dei dati del monitoraggio, per accertare se ci sono responsabilità ed adottare le azioni conseguenti…”.

Ma quante commissioni d’indagine devono essere ancora istituite per avere delle risposte credibili? E a che scopo se, dopo anni, dopo inchieste e interventi della Magistratura, dopo annunciati e conclamati disastri ambientali o sanitari, come in questo caso, dopo un imponente e ‘rivoluzionario’ Masterplan, l’affidabilità e la credibilità degli Enti predisposti al monitoraggio e alla salvaguardia della salute pubblica sono al minimo storico?

Hanno provato a stravolgere tutto per non cambiare nulla. Senza mai toccare dirigenti e funzionari, senza mai intaccare la consolidata filiera del clientelismo. Solo la fine della legislatura, ormai, può rappresentare l’inizio del vero cambiamento”.

Nov 242017
 

“Non amiamo a parole ma coi fatti”: uno slogan o forse un monito? Un sogno o una preghiera?
Ci sono luoghi dove non amare a parole ma coi fatti è solo la semplice realtà, quella ordinaria.
È così nella Caritas parrocchiale di Chiaromonte dove le mele, donate alla parrocchia, diventano torte da vendere per l’autofinanziamento, dove gli immigrati che arrivano “nudi” e “forestieri” vengono vestiti e ospitati, dove gli anziani creano gli addobbi per l’albero della solidarietà. È così a Lagonegro dove l’Episcopio è diventato “mensa dei poveri” e magazzino di viveri, la dispensa di chi ha fame e ancora a Colobraro, dove educare alla carità è uno stile di vita quotidiano, dove si cucina anche nei pentoloni da campo perché ci sia abbastanza cibo per tutti, dove le scuse di chi inventerebbe di tutto pur di non stare solo non sono “capricci” o a Sant’Arcangelo dove il povero che grida viene ascoltato e saziato, dove l’oratorio è anche scuola di danza gratuita, laboratorio dove usare le mani per costruire una relazione senza chiedere nulla in cambio, senza se, senza però e senza forse. Questi sono solo alcuni dei fatti raccontati al Convegno delle Caritas Parrocchiali che si è tenuto a Tursi domenica 12 novembre e che ha aperto la settimana di riflessione in preparazione alla Giornata Mondiale dei Poveri voluta da Papa Francesco per domenica 19 novembre.
Nel Messaggio per la Giornata il Papa aveva espresso un desiderio: le comunità cristiane si impegnino a creare momenti di incontro e di amicizia, di solidarietà e di aiuto concreto.
La Caritas Diocesana di Tursi-Lagonegro ha accolto l’invito, si è lasciata invitare alla mensa dei poveri, alla festa di Dio dal 12 al 19 novembre, in un percorso di condivisione e riflessione.
Il Vescovo monsignor Vincenzo Orofino, don Giuseppe Gazzaneo, direttore della Caritas e vicario episcopale per la carità, l’equipe Caritas diocesana, il Laboratorio Caritas diocesano, le Caritas parrocchiali: uomini e donne di buona volontà, animati da un senso di responsabilità comune, dalla consapevolezza che i poveri “non sono un problema ma una risorsa a cui attingere per accogliere e vivere l’essenza del Vangelo”, hanno accolto l’invito del Papa e si sono messi in cammino. Hanno intrapreso un viaggio attraversando la Diocesi, macinando chilometri e, partiti da Tursi domenica 12, martedì 14 novembre si sono incontrati a Policoro per ascoltare la voce incrinata dall’emozione di Ivan Sagnet. Ivan che, arrivato in Italia dal Camerun con un sogno e catapultato nell’incubo del caporalato a Nardò, nella Puglia della raccolta dei pomodori, non ha dimenticato che la dignità della persona è sacra e si è ribellato, inneggiando allo sciopero, facendo arrivare il suo grido alla Magistratura che ha arrestato 16 caporali e li ha condannati per riduzione in schiavitù. L’incubo, che Ivan ha vissuto, è tornato ad essere un sogno, è diventato legge contro il caporalato, un’associazione dall’emblematico nome “NO CAP” che diventerà presto una rete di supermercati dove si venderanno prodotti raccolti da mani che nessuno ha sfruttato. Alla voce tremante di Ivan ha fatto eco quella indignata di Gianni Fabbris di Altragricoltura a difesa della nostra terra, dei contadini, dei lavoratori in lotta contro la speculazione che crea crisi economica e inequità sociale.
Mercoledì 15 novembre il viaggio è proseguito verso Lagonegro per ascoltare i fatti della vita di Andrea Costantino che, dopo aver giocato d’azzardo ha capito che il gioco più bello è puntare sulla vita, per imparare da Angela Canzoniere, psicologa e psicoterapeuta della Cooperativa “Il pozzo di Sicar” di Tricarico, che il gioco può diventare un carcere e tramutarsi in malattia, ma anche che chi vive un dramma del genere può essere curato, facendosi carico della sua persona al di là dei dati e delle false probabilità. Piera Vitelli, della Comunità Exodus di Tursi, ha raccontato dei suoi ragazzi, quelli che hanno cercato i paradisi artificiali, che si sono persi per le strade senza meta della droga e dell’alcool, e ha rivolto il suo accorato appello ai 60 ragazzi dell’Istituto “Pitagora” di Policoro, che hanno partecipato al Concorso indetto dalla Caritas e dal Miur sulla Ludopatia con i loro disegni e le loro speranze, invitandoli a farsi testimoni e protagonisti nella lotta alle forme di dipendenza. Mons. Orofino ha consegnato una targa a una delle allieve del Pitagora, segno di ringraziamento per l’impegno e per cristallizzare il senso profondo di una battaglia che si può vincere.
La riflessione è passata per Francavilla in Sinni: giovedì 16 novembre si è tenuto un incontro in cui poter conoscere modi diversi di “essere abili”. Nicoletta Messuti ha presentato i ragazzi con disabilità di Casa Angelica con sede a Lauria, quelli del “Dopo di Noi”, le persone a cui la legge 112 del 22.06.2016 vorrebbe garantire il benessere, l’autonomia e la piena inclusione sociale, persone che hanno bisogno di Nicoletta e degli altri operatori come quelli di Casa Angelica per sentirsi a casa e in famiglia anche quando non ne hanno più una.
“La diversa abilità presuppone un diverso modo di essere, essere autistico presuppone un altro modo di sentire per cui un abbraccio può essere solo un sovraccarico sensoriale di impulsi contraddittori”: le parole di Franco Addolorato, dette con la forza dell’esperienza, con l’autorità della conoscenza e dell’impegno, col sentimento di un padre che ha spesso bisogno delle sagge parole del figlio, Vincenzo, che con voce impostata ha ricordato al suo papà e a tutti i presenti che “solo chi sogna può volare”.
Riflettendo sui fatti e sui gesti siamo arrivati a San Brancato di Sant’Arcangelo per parlare di “immigrazione”. E da qui il cuore e la mente hanno spaziato a tutto tondo. Caterina Boca, avvocato e consulente del Coordinamento Nazionale Immigrazione di Caritas Italiana, coi dati nazionali ed europei sull’immigrazione, lei che da anni vive a Roma ma viene da Vena, paesino calabrese a cultura arbereshe che negli anni ‘90, quando gli albanesi sbarcarono in massa sulle coste pugliesi ha visto suo padre partire alla volta di Bari per andare ad accogliere i “compaesani” e portarli a Vena e dar loro un tetto e un sostegno… che sente ancora suo padre lamentarsi perché gli hanno messo fuori uso una lavatrice. A Caterina ha fatto eco don Giuseppe Gazzaneo che ha ricordato che “siamo uomini e non lavatrici… non abbiamo bisogno di separarci per colore!”. I presenti all’incontro di venerdì 17 novembre hanno ancora negli occhi il piccolo Hiab, figlio di una coppia di immigrati, ospite del Cas di Rotondella, che di fronte alla croce pettorale di Mons. Orofino ha mostrato, sollevando il suo maglioncino blu, la piccola croce di legno che aveva al collo e, in un gesto innocente, ha scritto un trattato sull’uguaglianza e la fratellanza in Cristo! Nessuno dimenticherà le parole dei due ragazzi immigrati che hanno voluto raccontarci i “fatti loro”, che a Senise e a San Brancato si sentono a casa, come se fossero nati qui, che pensano che l’immigrazione sia un movimento di persone alla ricerca di se stesse e non solo la ricerca affannosa e disperata di un posto dove stare. E nessuno scorderà le parole del sociologo Rocco Di Santo, che dopo aver dato i suoi numeri, ha guardato il piccolo Hiab ricordandoci che lui è il futuro.
Ma perché vi sia un futuro sereno è necessario che vi sia lavoro per tutti. Avevamo, dunque, l’obbligo di riflettere sulla crisi economica e sulla mancanza di occupazione. E lo abbiamo fatto a Senise, al Centro Parrocchiale, con gli imprenditori Franco Cupparo e Rocco Messuti e le loro storie: Cupparo che da ragazzo faceva l’acquaiolo in un cantiere a Ginosa e oggi da lavoro a cento persone, Messuti che, insieme a suo fratello Egidio, per amore del suo paese, è rimasto a Senise lanciandosi in un’avventura che oggi gli consente di dare lavoro a 60 occupati. Lo abbiamo fatto con Maria Grazia Tammone, psicologa e psicoterapeuta della Caritas di Tricarico, della Cooperativa “Il pozzo di Sicar”, nata dall’esperienza dei progetti in Caritas e in seno alla Chiesa che si occupa di nuove e vecchie dipendenze, di sostegno alle famiglie con grave disagio economico, e che offre lavoro a 16 persone. E ancora con Franco Marcone e la sua esperienza nel mondo sindacale, dalla parte dei lavoratori con uno sguardo attento e le mani protese ad offrire supporto e spesso conforto.
Su tutte la voce del Vescovo che ha ricordano come “ognuno di noi, quando viene al mondo, è accolto in una relazione, in una relazione d’amore. Le relazioni sono fatti, non sono solo parole o sentimenti! La carità è un fare, è un’azione! Le relazioni non sono funzionali a un qualche cosa ma sono qualificanti. La vita delle persone si determina dalle relazioni, le relazioni danno qualità alle persone. Le persone, davvero degne di questo nome, amano relazionarsi con gli altri. Ma qualcosa si è guastato nel cuore dell’uomo e invece di globalizzare la solidarietà stiamo globalizzando l’indifferenza e il rifiuto. Se rimaniamo fedeli alla nostra natura saremo naturalmente portati ad aprirci agli altri e più ci apriremo agli altri più saremo realizzati. Non c’è bisogno di essere eroi per stare accanto a chi porta con sé una povertà… basta essere normali”.
Domenica 19 novembre, Giornata Mondiale dei Poveri, la Caritas Diocesana con il Vescovo e il Direttore è arrivata a Lauria dove, realizzando il desiderio del Papa, ha diviso il pane coi poveri e coi poveri ha celebrato l’Eucarestia, ai piedi del Beato Lentini a cui quest’anno guardiamo in maniera particolare nel ricordo del 20mo anniversario della beatificazione.
E a tavola c’erano Enzo che tifa Juve, Domenica col suo sguardo timido e la sua collana di perle, Maria e il suo voler essere abbracciata, Gigino coi suoi occhi sorridenti… e tra loro la Caritas Parrocchiale, la Croce Rossa, i volontari, gli operatori delle caritas parrocchiali della diocesi, uomini e donne di buona volontà che tengono fisso lo sguardo su quanti gridano aiuto e chiedono solidarietà.
Una settimana ricca di fatti, di gesti di premura e cordialità, che lascia il segno nella vita di tanti: ci sta a cuore il benessere della nostra gente, la promozione della persona, la bontà dell’operato ordinario della Chiesa e delle istituzioni presenti nel territorio. Perché parlare di povertà non è questione di astrazione ma di attenzione concreta a uomini e donne che vivono problematiche di cui Caritas vuole farsi carico in vista di percorsi educativi strutturati e abituali.
In un mondo che ci suggerisce di imitare ciò che il marketing decide per noi, vogliamo farci imitatori della vita di Cristo, portarlo nelle nostre esistenze e far sì che pervada le nostre responsabilità sociali a garanzia della giustizia delle nostre decisioni e dei nostri gesti.

Maria Lucia Cristiano
Equipe Caritas Diocesana di Tursi-Lagonegro

tavoloTursi

Mar 162017
 

Pensavamo di aver già visto tutto.
Pensavamo che una ventina di persone innocenti uccise o scomparse improvvisamente nel nulla in quarant’anni senza che mai nessuno restituisse verità a quelle storie, fosse il massimo della vergogna che si poteva raggiungere in una regione come questa che si è sempre fregiata dell’etichetta dell’isola felice e che ha sempre sparato a zero su quanti invece in questi anni hanno osato mettere in discussione questa verginità.
Pensavamo che peggio di così non poteva andare.
Ma ci sbagliavamo.
Non avevamo messo in conto che invece si può anche mettere a ferro e fuoco per anni un intero territorio come il metapontino, con un numero ormai incalcolabile di incendi a capannoni, aziende, furgoni, automobili, senza che nessuno ci indicasse responsabili e moventi.
Non avevamo messo in conto che dopo la stagione delle facili autocombustioni, dopo l’ammissione della dolosità di quegli atti, dopo i richiami alla tranquillità per situazioni sotto controllo, dopo i proclami per soluzioni ormai vicine, dopo le polemiche fratricide tra la Procura di Matera e la magistratura antimafia potentina e nazionale, ecco dopo tutto ciò non avevamo messo in conto che anziché avere finalmente nomi e cognomi dei responsabili e dei disegni criminali di cui si sono resi artefici, sarebbero seguiti solo altri incendi, altro fuoco, altra preoccupazione.
Non si intende giudicare nessuno.
Sappiamo del lavoro certosino e approfondito delle autorità giudiziarie, sappiamo anche che nessuno ha la sfera di cristallo e che le prime sentinelle di un territorio sono i cittadini responsabili, attivi e con gli occhi aperti.
Ci sia consentita però perplessità e preoccupazione per una situazione che ormai ha raggiunto il limite del paradosso per il punto zero nel quale abbiamo l’impressione di trovarci. Ci sia consentito ricordare a noi stessi e ai cittadini di questa regione che la Basilicata del malaffare non è solo le ombre del petrolio, ma tanto altro, a partire da storie ancora insolute per arrivare al mercato della droga sempre più fiorente e ad appetiti criminali mai del tutto sopiti.
Ecco, pensavamo di aver già visto tutto, ma forse non eravamo e non siamo ancora pronti ad accettare che quelle tante persone scomparse e uccise senza un perché in fondo sono parte di un tutto tipicamente lucano che in quanto a giustizia e verità forse difficilmente ci darà davvero mai delle risposte.

LIBERA

associazione-libera_159996

Feb 202017
 

Si è tenuto a Lauria sabato 18 febbraio 2017 nella sala Cardinale Brancati un convegno contro lo stalking bancario, promotore dell’evento il Comitato Terra Nostra Basilicata. La Referente Regionale del movimento Leonzia Gaina ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa perché a sostegno della proposta di legge contro lo stalking bancario, presentata dai Deputati di Fratelli d’Italia e Terra Nostra.
Alla proposta, d’accordo con Giorgia Meloni, hanno lavorato l’on. Walter Rizzetto cofondatore di Terra Nostra e l’avvocato Diego Petrucci coordinatore nazionale di Terra Nostra per aggiornare l’art. 612bis del codice penale, che riguarda lo stalking, in modo da prevedere direttamente lo stalking da recupero crediti.
Le pratiche per recupero crediti sono una giungla; le modalità messe in atto sono sempre più aggressive e fuori dalle norme di legge (per crediti che oltretutto molto spesso sono illegittimi) Siamo al punto che dalle telefonate sfinenti, da numeri sconosciuti, pur in presenza di difensori costituiti, fatte più volte al giorno anche in orari serali, siamo arrivati alle visite a casa! Sottolinea la Referente Nazionale di Terra Nostra Federica Nobilio, presente al convegno.
Oltre all’utilizzo di loghi e terminologie che sono propri della magistratura, per esempio alcune fantomatiche società (a cui si affidano le banche) usano loghi quasi identici a quelli del Tribunale.
Questo tipo di attività secondo Terra Nostra rientra nella fattispecie dello stalking e per questo chiedono che sia aggiunto un comma all’art 612 bis codice penale che faccia direttamente riferimento allo stalking in attività di recupero crediti ogni qualvolta si esuli le norme previste dal codice di procedura civile.

Lo stalking bancario ha in questi anni provocato tragedie e morti così come lo stalking classico; madrina e testimonial della campagna – che prevede, oltre alla presentazione della proposta di legge, una raccolta di firme – è, infatti, Laura Schiavo, vedova di Dario Casotto, l’imprenditore che si è suicidato perché vessato dalle società di recupero crediti!

Alla serata hanno partecipato i relatori Dott. Antonello Chiacchio che ha approfondito il punto di vista psicologico sui danni da stalking bancario e l’Avv. Giovanni Leonasi che ha analizzato nel dettaglio l’operato delle società di recupero crediti e la potenzialità della proposta di legge presentata.
Sono intervenuti il Consigliere Regionale Gianni Rosa di Fratelli d’Italia, il Dirigente Nazionale Donato Ramunno e il referente del lagonegrese di Gioventù Nazionale Giuseppe Cilento.

Lug 292016
 

La rassegna letteraria Alta Marea 2016, Maratea… tra Natura e Cultura, ideata e realizzata dall’Agenzia Letteraria Delia, in collaborazione con il Comune di Maratea, ispirata al tema La forza delle parole”, inaugura la XXI edizione con una serata dedicata al binomio giustizia e Stato. Saluti del Sindaco del Comune di Maratea, Domenico Cipolla. Interviene il Presidente della Giunta Regionale della Basilicata, Marco Pittella.
Domenica 31 Luglio 2016 (ore 21.00 – Piazza del Gesù – Fiumicello) il Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti, autore del volume “Il contrario della paura” (Mondadori), il vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Giovanni Legnini, il Procuratore Capo della Repubblica di Lagonegro, Vittorio Russo, il giornalista Oreste Lo Pomo e il direttore artistico della Festa del Cinema di Roma, Antonio Monda, analizzeranno le diverse sfaccettature che marcano la linea di confine tra legalità e illegalità. Dopo gli attentati terroristici di Parigi del 13 novembre 2015, di fronte alla barbarie terrorista o alla forza di intimidazione della criminalità organizzata, la maggioranza degli italiani ha risposto con la paura. Una paura però, che tende a trasformarsi in razzismo, xenofobia, se non addirittura in collaborazione, magari involontaria, con i mafiosi. Proprio per questo diventa una priorità spiegare perché è necessario non avere paura: continuare a uscire, viaggiare, frequentare cinema e concerti significa lottare contro i terroristi, il cui unico obiettivo è privarci delle nostre libertà. Franco Roberti spiegherà perché fidarsi dello Stato, che è in grado di garantire sicurezza e protezione, significa liberarsi dalle catene con cui la criminalità organizzata tenta di imprigionare, ogni giorno, le nostre vite.
La rassegna prosegue martedì 2 Agosto 2016(ore 21.00 -Dietro La Rancia – Centro Storico). Sarà la passione il filo conduttore della serata che vedrà ospiti Maria Elena Ferro, autrice del romanzo rivelazione “Il secondo giro di giostra” (Cairo Editore) e Giulio Giorello autore de “Il fantasma e il desiderio” (Mondadori). Intervengono Tina Polisciano, Presidente Centro Culturale José Maria Cernicchiaro e Lucia De Gregorio, giornalista e autrice del volume Va’ dove ti porta il ruolo (Giraldi Editore). Giovedì 4 Agosto 2016 (ore 21.00 – Dietro La Rancia – Centro Storico) a districarsi tra interrogativi irrisolti saranno Massimo Bisotti, autore del volume “Un anno per un giorno” (Mondadori) e Andrea G. Pinketts, autore del volume “La Capanna dello zio Rom” (Mondadori). Domenica 21 Agosto 2016 (ore 21.00 -Dietro La Rancia – Centro Storico) Maratea ospita in esclusiva per la regione Basilicata il Premio Strega 2016, Edoardo Albinati, autore de “La scuola cattolica” (Rizzoli), che insieme a Gaetano Cappelli e Lucio D’Alessandro, Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e autore del volume “Il dono di nozze” (Mondadori), si addentrerà tra le torbide pieghe de la mala educaciòn. La rassegna chiude giovedì 25 Agosto 2016 (ore 21.00 -Dietro La Rancia – Centro Storico) con una serata dedicata al ritmo dell’intrigo che vedrà ospiti Massimo Nava, autore del volume “Il mercante di quadri scomparsi” (Mondadori) Maurizio De Giovanni, autore del volume “Serenata senza nome”(Einaudi) e il direttore de “L’Espresso, Luigi Vicinanza.

maratea

Apr 072016
 

Rispetto all’inchiesta Trivellopoli lucana, ci sono tanti aspetti scandalosi e inaccettabili sul piano affaristico, clientelare e politico lobbistico, ma l’aspetto più importante sul quale non si può transigere e occorre fare subito luce, è quello che riguarda la salute dei cittadini esposti all’inquinamento provocati dalle estrazioni petrolifere. Evitando le strumentalizzazioni, vanno esaminati con precisione i dati relativi al drammatico incremento dei tumori e di altre malattie che, in particolare negli ultimi anni, stanno colpendo la salute dei lucani.

Da anni, in qualità di fisico medico che lavorava al Crob, il principale ospedale oncologico della Basilicata, ho fatto denunce rispetto ai danni provocati dall’inquinamento provocato dagli impianti petroliferi e dallo smaltimento dei rifiuti. Appena eletto portavoce eurodeputato del M5s ho fatto interrogazioni parlamentari, comunicati e iniziative pubbliche e, un anno fa, sono riuscito a far sì che la Commissione europea aprisse un’indagine sulle emergenze lucane. Ora, finalmente, grazie alla magistratura, ci sarà la possibilità di capire fino in fondo come stanno le cose.

Ad oggi ci sono tre aspetti da tenere presente. 1- La procura Antimafia di Potenza, ha chiesto ai carabinieri del Noe di acquisire le cartelle cliniche di migliaia di pazienti lucani colpiti da patologie tumorali. E’ una scelta che, probabilmente, mira ad accertare qual è la reale situazione a prescindere dei dati ufficiali e ufficiosi già disponibili.

2- Il Registro dei tumori della Basilicata, istituito presso l’Istituto oncologico Crob e aggiornato fino al 2012, certifica che l’incidenza delle patologie tumorali sarebbero in linea con i dati nazionali e non sarebbero in aumento tra i lucani.

3- L’associazione “Medici per l’ambiente” e alcuni dati Istat presentano, invece, informazioni allarmanti rispetto alla salute dei lucani che risiedono nelle aree dove si effettuano le trivellazioni di idrocarburi. I dati diffusi dicono che tra il 2011 e il 2014 il tasso di mortalità in Basilicata è cresciuto del 2%, nello stesso periodo a Corleto Perticara (meno di 3mila abitanti e a due passi da Tempa Rossa e dal Centro Eni di Viggiano) è aumentato del 23%. Secondo l’Istat, fra il 2006 e il 2013 il tasso di mortalità per malattie dell’apparato respiratorio è salito del 14% a livello nazionale e del 29% in Basilicata. E nel 2014, sempre in provincia di Potenza il tasso di mortalità per patologie respiratorie è più alto (8,63 per 10mila abitanti) rispetto al regionale (7,9), a sua volta maggiore rispetto al nazionale (6,9). Nella provincia di Potenza il tasso di ospedalizzazione per tumore maligno nei maschi tra 0 a 14 anni è cresciuto del 48% fra il 2011 e il 2014.

Considerata la confusa e allarmante situazione, continuerò a vigilare e mi impegnerò su tutti i fronti con il M5s, per far sì che la magistratura faccia piena luce e che l’inchiesta giudiziaria vada fino in fondo.

Fanno rabbia le finte rassicurazioni dell’Eni e il pianto del coccodrillo del presidente della Regione Basilicata Pittella che, per anni, prima da assessore alle Attività produttive e adesso come governatore, non ha mai fatto nulla per intervenire sulle emergenze ambientali e sanitarie lucane.

E’ grave e inaccettabile l’assenza totale dell’eurodeputato Gianni Pittella che, dopo venti anni di permanenza a Bruxelles, non si è mai occupato della Basilicata. Altrettanto grave, il ruolo ambiguo del sottosegretario alla Sanità De Filippo, amico dell’ex sindaco di Corleto Perticara più volte intercettato dalla magistratura. De Filippo, in più occasioni, ha avuto la faccia tosta di sostenere che l’aumento dei tumori in Basilicata dipende dagli stili di vita e dal fatto che i lucani mangiano troppi salumi.

PIERNICOLA PEDICINI
Capo delegazione del M5s al Parlamento europeo

movimento5stelle

Apr 072016
 

Libera Basilicata segue con grande attenzione lo sviluppo delle inchieste della magistratura riguardanti le attività petrolifere in regione che coinvolgono dirigenti dell’Eni, imprenditori, un dirigente della Regione Basilicata ed ex amministratori locali.
E’ da diversi anni che la magistratura e le forze dell’ordine indagano su vari reati legati alle attività petrolifere, che vanno dalla corruzione e concussione al danno ambientale legato alle emissioni di agenti inquinanti, fino al traffico e smaltimento illecito di rifiuti.
I provvedimenti cautelari di questa mattina, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione nazionale antimafia e dalla Procura di Potenza, acquisiscono rilevanza nazionale anche alla luce del coinvolgimento di esponenti del Governo, destando ulteriore preoccupazione.
Nella conferenza stampa odierna il Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti, ha commentato gli arresti e le altre misure interdittive che hanno colpito funzionari e dipendenti Eni, parlando di “criminalità organizzata ambientale su base imprenditoriale”. Già l’ultima relazione della DNA aveva evidenziato particolare attenzione sui reati ambientali collegati allo smaltimento dei rifiuti derivanti da attività estrattive sottolineando “la scarsa attenzione da parte degli enti deputati al monitoraggio dell’ambiente e della salute pubblica”.
Ci auguriamo che i cittadini lucani, a maggior ragione dopo questi ultimi avvenimenti, reagiscano all’intollerabile ricatto con il quale si pretende di barattare il lavoro con la salute pubblica e la tutela ambientale, esprimendo con chiarezza la propria posizione anche in occasione del prossimo referendum del 17 aprile.
Libera Basilicata chiede che venga fatta piena luce sui diversi filoni d’indagine per cominciare a ricostruire un rapporto di fiducia tra le istituzioni e i cittadini, in particolare quelli della Val d’Agri che primi fra tutti subiscono da decenni le conseguenze dello sfruttamento e della devastazione del territorio in cui vivono.

Logo-LIBERA

Apr 072016
 

Domani mattina venerdi 8 aprile 2016 Sinistra Italiana e i suoi parlamentari saranno in Basilicata per incontrare i sindaci, le associazioni ambientaliste, gli esponenti del mondo produttivo, del lavoro e del settore agricolo dopo i clamorosi sviluppi giudiziari e politici sul rapporto tra compagnie petrolifere, il governo e l’affarismo di imprenditori senza scrupoli.
Lo annuncia una nota dell’ufficio stampa nazionale del partito.
A Viggiano alle ore 10.30, presso il Centro Sociale, si terra’ l’incontro pubblico a cui parteciperanno tra gli altri il capogruppo dei deputati della sinistra Arturo Scotto, Nicola Fratoianni e i parlamentari lucani Giovanni Barozzino, Vincenzo Folino ed Antonio Placido.
Nel corso dell’iniziativa sara’ illustrata la proposta per l’istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sulle attivita’ di estrazione degli idrocarburi in Basilicata.

La magistratura non basta. – afferma Nicola Fratoianni – La vicenda Tempa Rossa, gli affari dell’Eni nella regione sono fatti politici che richiedono approfondimenti e parole chiare da parte del governo, dei suoi rappresentanti e della maggioranza.
Andremo avanti fino in fondo – conclude l’esponente della sinistra – per fare luce e chiedere verita’ e trasparenza, nell’interesse dei cittadini lucani e di questo Paese.

petrolio-basilicata1

Feb 282016
 

A vent’anni dalla legge 108/96, la normativa in materia di contrasto all’usura è ancora efficace? Se il fenomeno, amplificato dalla perdurante crisi economica, ha cambiato forma, allora è necessario ripensare ad un percorso legislativo differente che sia in grado di interpretare le nuove facce dell’usura e di dare sostegno alla vasta platea di persone che si trovano in difficoltà economiche o che sono già vittime di usura.

“Verso la riforma della legge 108/96 – invito al confronto e alla partecipazione” è l’appello che Libera e la fondazione antiusura “Interesse Uomo” lanciano a tutti i soggetti che quotidianamente si confrontano su questi temi, per fare un’analisi del fenomeno e tracciare insieme le linee guida per proporre un nuovo percorso normativo.

L’incontro si terrà lunedì 29 febbraio alle ore 16 a Potenza, nella sede della Fondazione in via Sinni snc. Sono stati invitati a partecipare: i rappresentanti della magistratura e degli organi investigativi, della Regione e degli enti locali, del mondo sindacale, della cooperazione, delle imprese e delle professioni, dell’associazionismo e del volontariato, della scuola e dell’università.

Da ormai cinque anni Libera, associazioni nomi e numeri contro le mafie opera sul fronte dell’antiusura attraverso il progetto SOS Giustizia – Servizio di ascolto e di assistenza alle vittime della criminalità organizzata, in collaborazione con la Fondazione antiusura nazionale Interesse Uomo. In Basilicata è presente uno sportello a Potenza che estende la sua competenza a tutto il territorio regionale e a parte della alla Campania.

Il forum che si terrà lunedì 29 febbraio a Potenza, fa seguito e precede altri tavoli tecnici che si stanno svolgendo in diverse zone del territorio nazionale. I lavori di questi incontri confluiranno in una conferenza interregionale che, per le regioni del Sud, si terrà a Napoli a maggio, e successivamente in una conferenza nazionale che si svolgerà nel mese di luglio a Roma. Al tavolo romano saranno presentate tutte le esperienze, criticità e nuove idee raccolte nei vari forum territoriali, con l’obiettivo di elaborare una proposta di riforma della legge 108, che nasca dal confronto e dall’esperienza dei tanti soggetti presenti in Italia e dalle buone prassi messe in pratica in questi venti anni per prevenire e contrastare la piaga dell’usura.

Libera e la Fondazione Antiusura Interesse Uomo intendono dunque realizzare un progetto che miri a costruire una rete territoriale tra le realtà che operano per sostenere il disagio sempre più crescente delle famiglie italiane e del mondo della piccola e media imprenditoria. Uno spazio di confronto indispensabile per rimettere al centro del dibattito pubblico e politico il tema dell’usura, affare sul quale le mafie hanno investito ingenti risorse, come ci confermano le operazioni antimafia degli ultimi anni, un business che si aggira intorno ai 16 miliardi di euro, per circa sessanta clan negli ultimi due anni.

Libera e Interesse Uomo invitano alla partecipazione tutti quei soggetti che operano per il contrasto all’usura e al sovraindebitamento, certi che i percorsi di collaborazione possano portare alla costruzione di percorsi di risalita.

Logo-LIBERA

Gen 132016
 

Gli episodi di domenica scorsa, allo stadio Viviani di Potenza, riportano per l’ennesima volta il calcio tra le colonne della cronaca piuttosto che dello sport.
Libera Associazioni, nomi e numeri contro le mafie da tempo e su tutto il territorio nazionale guarda con attenzione al mondo dello sport, consapevole che come altri mondi è ricco di valori ma anche di malaffare e mafia. Il calcio è troppo spesso frequentato da personaggi che pur indossando casacche diverse, sono accumunati da un unico principio: sentirsi padroni del “pallone”, usarlo per i propri interessi, economici, politici o di immagine. Tanti gli esempi di dirigenti, presidenti, manager, allenatori, calciatori, tifosi che sfruttano il gioco del calcio per motivi più o meno loschi, senza disdegnare rapporti con la criminalità organizzata.

Chi ha aggredito la squadra del Potenza domenica sera?

Se sono stati i “tifosi”, ci si chiede perché si è arrivati ad usare una tale violenza di gruppo colpendo a sorpresa e dopo aver pianificato l’azione. La cronaca ci racconta di circa trenta persone che aspettano, all’ingresso dello stadio Viviani, il pullman della squadra del Potenza di ritorno dalla sconfitta nella trasferta di Manfredonia. Appena si aprono le porte del pullman entrano e cominciano a malmenare i giocatori e gli altri ospiti, senza risparmiare neanche il portiere di riserva di soli 16 anni, alla sua prima uscita con la squadra maggiore. In una dichiarazione rilasciata dall’allenatore del Potenza Salvatore Marra alla Gazzetta del Mezzogiorno, riportata tra virgolette, lo stesso Marra parla chiaramente di spranghe, bastoni e tira pugni e di persone che hanno urlato di tutto: che i giocatori dovevano sudarsi la maglia e che se avessero perso la prossima gara con il Picerno sarebbero stati guai seri per tutti (peggio di un pestaggio ci sono le lesioni permanenti o l’omicidio).

Se sono stati delinquenti organizzati prevenienti dall’esterno o elementi locali con il supporto di persone estranee alla città, ci si chiede quale possa essere il motivo dell’agguato. In questo caso le ipotesi potrebbero essere di carattere extracalcistico, legate ad interessi economici, al mondo delle scommesse o a ricatti verso la società sportiva Potenza Calcio.

Comunque sia, la descrizione della scena del reato e il fatto di aver picchiato selvaggiamente e indiscriminatamente, ci induce a collocare l’azione nell’alveo della punizione di stampo squadrista o dell’avvertimento di stampo mafioso, in ogni caso grave e intollerabile.

Noi speriamo che le indagini vadano fino in fondo sia rispetto ai colpevoli sia rispetto alle ragioni che stanno dietro a questo grave episodio di violenza.

La città di Potenza dovrà interrogarsi e trovare la capacità e la forza di fermare coloro che vogliono farla da padroni, che siano violenti, corrotti, mafiosi, di provenienza locale o “esterna”.

Per ridare dignità allo sport, e al calcio in particolare, non bisogna chiudere gli occhi e tacere. Chi sa qualcosa parli, chi ha subito una violenza ingiusta denunci. In una piccola città come Potenza ci si conosce, i giocatori aggrediti hanno visto, se hanno riconosciuto qualcuno o hanno qualcosa da dichiarare, per il bene della città e dei tanti cittadini che amano lo sport e vogliono legalità, non abbiano paura e riferiscano ciò che hanno visto e quant’altro possa servire alle forze dell’ordine per le indagini. Chi sa parli.

Libera non dimentica che il calcio a Potenza ha vissuto momenti poco dignitosi, era il 3 marzo 2011 quando su LaGazzettadelloSport.it, a firma degli inviati Francesco Ceniti e Maurizio Galdi, potevamo leggere: “… una squadra di calcio utilizzata per raggiungere gli scopi attraverso partite vendute e comprate con ogni mezzo, comprese minacce e aggressioni. Tutto questo è stato il Sistema Potenza: due anni di scorribande (dal 2007 al 2009), dove i valori del gioco più amato al mondo sono stati cancellati, calpestati e violentati…”.

Proprio per questo non può non preoccuparci quello che continua a ruotare attorno al mondo del calcio: troppo denaro, riciclaggio di denaro sporco, scommesse legali e non, corruzione, violenza e non raramente mafia.

Per aiutare le forze dell’ordine e la magistratura a fare piena luce sull’accaduto, non sottovalutiamo l’episodio, considerandolo semplicemente un’azione di esuberanza giovanile, guardiamoci attorno a trecentosessanta gradi con attenzione e costruiamo ovunque presidi di legalità.

Logo-LIBERA