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feb 242012
 
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Si terrà sabato 25 febbraio 2012 alle ore 20,00 presso il Cineteatro Obadiah il Concerto della banda musicale di Oppido diretta dal Maestro Rocco Imperatore.
Ricorre quest’anno il Ventennale dalla nascita dell’Associazione bandistica che ha visto, nel corso di 20 anni, circa 200 allievi che hanno fatto parte dell’Associazione.
“Una realtà associativa e musicale, dichiara il Sindaco Antonietta Fidanza, che rappresenta per il nostro paese e per l’intera area la storia di un fenomeno nato dal popolo e per il popolo, quale appunto la banda musicale. Quest’anno, continua il Sindaco, con la ricorrenza dei 20 anni dalla nascita si vogliono valorizzare e promuovere ancora di più sia la dedizione e sia la passione che i ragazzi di Oppido hanno per la musica. La banda, straordinaria risorsa per Oppido, riconosciuta anche gruppo di interesse Nazionale in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, è espressione di una grande vocazione musicale e sociale e quello di sabato è un evento musicale di grande suggestione, di un mondo musicale affascinante che in questi 20 anni ha espresso un alto valore artistico. La banda, con la sua musica è aggregazione, incontro, scambio di esperienze, idee e socializzazione ma soprattutto una Entità facente parte del nostro tessuto sociale come testimonianza della tradizione sociale, culturale ed ormai storica della nostra comunità”.
“Un particolare e sentito ringraziamento, conclude il Sindaco, lo rivolgo al Presidente Rocco Avigliano, al Maestro Rocco Imperatore ed a tutti i ragazzi che in questi anni, con costante impegno e lavoro proficuo, hanno allietato la nostra comunità con tanti brani e bellissime note musicali”.
Il concerto di sabato prossimo è il primo di tanti eventi musicali che la banda ha programmato per tutto il 2012, nell’ambito del progetto: 1992>2012: 20 anni di Musica Insieme.
“Venti anni di musica, dichiara il Presidente Rocco Avigliano, rappresentano un traguardo importante per la nostra Associazione che dal 1992 svolge attività musicale, aggregativa e sociale con il coinvolgimento di decine di ragazzi appassionati dalla musica e dallo stare insieme”.

Concerto banda 25 febbraio 2012

dic 252011
 
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Daniele Piombi ha presentato l’11 settembre 2010 in Piazza Plebiscito con il solito tocco di eleganza l’undicesima edizione del Premio Mediterraneo che si svolge a Lauria grazie all’associazione lucana.
Tanti i protagonisti della serata. Premiati Osvaldo Bevilacqua e Luciano De Crescenzo dal Vicepresidente vicario del Parlamento Europeo Gianni Pittella e dal presidente dell’associazione organizzatrice Antonino Amato. Riconoscimenti anche agli attori Vincenzo Bocciarelli e Kassim, al maestro Silvano Marchese, agli Amici del Teatro e alla Nicodemo Arredamenti Volley maschile. Importanti i gemellaggi sia con la città di Sala Consilina e la Puntotel Volley femminile, che con la città di Sarconi e la Proloco molto nota per la promozione del fagiolo. Ottimo il contributo musicale di Antonella Belisario, della Band Mediterranea, di Ricky e Velia oltre che di Romualdo.
Significativa la presenza del professore palermitano Pietro Maniscalco vicepresidente dei Musei del Mare d’Europa.

[flv:http://www.lecodelsud.info/video/premio2010a.flv 560 312] Le interviste: Daniele Piombi, Pietro Maniscalco, Vincenzo Bocciarelli, Kassim, Domenico Gareri, Osvaldo Bevilacqua

[flv:http://www.lecodelsud.info/video/premio2010e.flv 560 312] Prima parte: Band Mediterranea, Daniele Piombi, Antonella Belisario, Silvano Marchese, Vincenzo Bocciarelli, Gemellaggio Città di Sarconi

[flv:http://www.lecodelsud.info/video/premio2010d.flv 560 312] Seconda parte: Gemellaggi Città di Sarconi , Proloco Sarconi, Città di Sala Consilina, Puntotel Sala Consilina, Antonio Pisani, Tarantati, Luciano De Crescenzo

[flv:http://www.lecodelsud.info/video/premio2010c.flv 560 312] Terza parte: Luciano De Crescenzo, Egidio Lorito, Osvaldo Bevilacqua, Gianni Pittella, Pietro Maniscalco, Ammiraglio Ruggiero, Saurina d’Estenca, Kassim

[flv:http://www.lecodelsud.info/video/premio2010b.flv 560 312] Quarta parte: Kassim, Ricky e Velia, Amici del Teatro Lauria, Osvaldo Bevilacqua, Antonino Amato, Tarantati, Francesco Chiarelli, Band Mediterranea, Domenico Gareri

[flv:http://www.lecodelsud.info/video/premio2010coppia.flv 560 312] L’intervista a Ricky Manfredelli e Velia Innecco

[flv:http://www.lecodelsud.info/video/premioromolo.flv 560 312] La perfomance di Romualdo

dic 182011
 
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Il Conte Stefano Rivetti

L’imprenditore gentiluomo

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L’esperienza giornalistica, maturata nel quindicinale l’Eco di Basilicata ha  stimolato ulteriormente il mio interesse per un personaggio che in qualche modo è stato sempre presente nella  memoria collettiva di Maratea oltre che  nei ricordi della mia famiglia.  Come dimenticare una personalità che ha trasformato la città di Maratea, risollevando poi, le sorti economiche e sociali di tutto il  territorio che si snoda lungo la costa tirrenica-calabrese?
L’idea di scrivere un libro sul Conte Stefano Rivetti è nata e si  è sviluppata in occasione di una serie di articoli pubblicati sul quindicinale che hanno  avuto un riscontro tale da farmi intraprendere un lavoro di ricerca sull’imprenditore biellese. Mi è sembrato doveroso e utile sviluppare i primi contatti con la signora Chiara Rivetti, molto legata al paese che il padre amò tanto. Chiara Rivetti è la quarta dei sei figli, in ordine di età Silvia, Pia, Oreste, Chiara, Albertina e Guglielmo, che il Conte Stefano ebbe dalla moglie, la nobildonna fiorentina Francesca Barbò Barbiano appartenente alla famiglia dei principi di Belgioioso d’Este. Il mio incontro è avvenuto nella seicentesca e bellissima Torre Santavenere, un tempo dimora del Conte. Quante volte durante la giornata, i marateoti guardavano alla Torre, per scorgere lo sventolare della bandiera, segno che Rivetti era rientrato in paese dai suoi viaggi di lavoro e, come testimoniano in molti: “Con il Conte arrivava un’ atmosfera nuova, fresca, e tutto sembrava più bello!” La cordialità riscontrata, la positività dell’incontro mi hanno incoraggiata molto, in un lavoro che sapevo non facile ma straordinariamente entusiasmante. Da quell’approccio, ho ripercorso le tappe fondamentali dell’esperienza lucana e calabrese del Conte Stefano Rivetti. Moltissime sono state le domande che si sono addensate nella mia mente, sovrastate da quella certamente più importante : perché Maratea? perché un imprenditore di successo sceglie, agli inizi degli anni ’50, una  cittadina sperduta del Sud per creare un polo industriale tessile?
Indro Montanelli, il maestro dei giornalisti italiani, il 4 settembre del 1957   in un articolo sul Corriere della Sera, dal titolo “Qualcuno ha svegliato Maratea in letargo” scriveva: “Prima che un industriale del Nord, l’ing. Rivetti, venisse a restituire questi luoghi al loro naturale destino di ottava meraviglia del mondo, i quattromilanovecentosessantaquattro abitanti di Maratea vivevano come venti secoli fa, di fichi, di pomodori, di carrube, d’uva e di cacio pecorino”. Forse Maratea non era proprio come veniva descritta dal Montanelli, una certa economia era comunque presente così come presenti erano una serie di istituzioni a partire dall’ospedale,  con alcuni posti letto (ben otto e per quei tempi era una grande cosa!), così come punta d’eccellenza della città era la presenza di istituti scolastici di qualità con in testa l’Istituto Magistrale presente dal 1932. Questa peculiarità della città, in un’area in grande difficoltà, incuriosì molto la stampa nazionale che, come vedremo in seguito, dedicò grande spazio a quella realtà che per il tempo era una vera e propria “anomalia”.
Dicevamo delle condizioni economiche, Maratea visse drammaticamente il fenomeno dell’emigrazione; intere famiglie furono costrette a sradicarsi da un territorio che mostrava ingenerosità e crudezza. Nel 1910 l’allora Ministro delle Finanze Francesco Saverio Nitti il quale, era solito soggiornare nei periodi di vacanza a Maratea, dedicò all’ incessante fenomeno dell’ emigrazione meridionale, un’analisi dal titolo “Inchiesta sulle condizioni dei contadini in Basilicata e Calabria”.
L’arrivo di Stefano Rivetti rappresentò per centinaia di famiglie la speranza di un futuro migliore. Lo stesso Conte, comprendendo il diffuso malessere sociale incitò gli emigrati a tornare indietro e a puntare di nuovo sulla città tirrenica.
Negli anni precedenti all’arrivo del Conte, demograficamente Maratea contava, nel 1951, una popolazione di 4836 residenti, dediti per la maggior parte all’ agricoltura e al pascolo. Il 13,3% della popolazione era costituita da giovani  di età compresa tra i 14 e i 21 anni e, proprio fra questi dall’imprenditore piemontese vennero assunti  apprendisti e  dipendenti. Dal 1953, per Maratea, così come per Praia a Mare, iniziò una nuova stagione fatta di ottimismo e di rinnovato entusiasmo.
Un entusiasmo che sicuramente contagiò anche l’ingegnere tessile nonchè Dottore in Economia e Commercio Stefano Rivetti che, dopo aver  avviato il polo tessile, iniziò ad immaginare un possibile sviluppo turistico per l’intero Golfo di Policastro. Idea ambiziosa, almeno quanto il progetto industriale. Secondo alcuni, Rivetti, nello scegliere Maratea, aveva già immaginato le due fasi del suo impegno. Qualcuno si spinge oltre, affermando che il vero obiettivo di Rivetti non era l’industria ma la realizzazione di complessi alberghieri. Certo è che, ebbe l’intuito di scommettere su un’area dalle potenzialità largamente inespresse. Rivetti, fu dunque un momento catalizzante per un rinnovato protagonismo del territorio. Il suo dinamismo si scontrò molto spesso con le lentezze e le burocrazie di un’Italia post-bellica, ancora dipendente dagli aiuti americani e del  Piano Marshall. Egli  riuscì ad ottenere aiuti che, si rivelarono fondamentali per la realizzazione delle sue idee imprenditoriali. La neonata Cassa per il Mezzogiorno intanto, modellò la sua presenza sul territorio trasformandosi da ente impegnato a sostenere progetti di bonifica e di grandi infrastrutturazioni, a momento di aiuto concreto per gli imprenditori coraggiosi che volevano investire nel Sud.
rivettigen3 418x400La sua intraprendenza,  lo portò a compiere delle scelte che, con ogni probabilità, rappresentarono dei momenti di forte fibrillazione, con una parte della classe dirigente politica e, della nomenclatura del tempo che mal digeriva la poliedricità dell’imprenditore piemontese, dal particolare accento dovuto agli anni trascorsi a studiare in Germania. La sua “discesa” in politica, scoprì i nervi ad una città che, si oppose al suo  progetto amministrativo. L’essere democristiano poi, non fece altro che aumentare l’antipatia e i sospetti della sinistra, in un momento storico di forte contrapposizione politica. D’altro canto vi è invece da sottolineare il ruolo determinante e fondamentale che giocarono per lo sviluppo della zona, personalità di grande rilievo, quale l’allora Ministro lucano Emilio Colombo. Il politico ed intellettuale Colombo, spinto da quell’amore e da quella passione per la propria terra, che conduce a dedicarsi totalmente ad essa, fu più volte tenace sostenitore delle progettualità dell’imprenditore piemontese.
L’intento di questo libro è dunque, di porre l’ accento su un personaggio che ha caratterizzato notevolmente la storia di Maratea e di Praia a Mare,  dal dopoguerra ai giorni nostri. Sia i sostenitori, sia quelli che si pongono contro l’azione del Rivetti, concordano sulla assoluta originalità del personaggio; anche  dal  lavoro di ricerca è emersa una personalità davvero straordinaria. Qualcuno ha parlato di un carattere portato al paternalismo, ma molti sono ancora a ricordare le lezioni di vita che il Conte trasmise attraverso l’ esempio, chiedendo ai propri dipendenti di migliorarsi. Davvero significativi sono una serie di gesti dalla notevole carica simbolica, come il regalare le famose “Lambrette”  agli operai  che si distinguevano nella produzione, o il promuovere a nuovi e più alti incarichi chi dimostrava qualità e impegno nel lavoro. Riuscì in questo modo a creare una classe dirigente del luogo, svolgendo una grande opera  educativa e di sensibilizzazione.
La bellezza di essersi messi sulle “orme di Rivetti” è rappresentata dalla sorpresa continua nell’individuare filoni sempre nuovi e interessanti. Possiamo parlare di Rivetti industriale, ma potremmo parlare di Rivetti finissimo uomo di cultura, estimatore di Gabriele D’Annunzio, attento conoscitore dell’arte, appassionato di ballo, così come di Rivetti uomo dello sport, o amante del cinema, tanto da spingere i registi del tempo a trasformare la bellissima città  di Maratea in un set cinematografico straordinario. La presenza di attori di fama internazionale, a cominciare da quella di Anita Ekberg, ultimamente ospite di Maratea dopo decenni di assenza, rende evidente il livello di un imprenditore che riusciva ad affermare la sua poliedricità con grande  slancio in ambiti apparentemente opposti alle sue sfere di influenza.
Gli ultimi anni del Conte a Maratea, sono invece,  intrisi di tristezza; la lotta politica, e le difficoltà industriali videro Stefano Rivetti quasi ripiegato ma comunque fiero e forte del suo operato. La scelta di voler riposare in eterno sul monte, ove si innalza maestosa la statua del Cristo di Maratea, è probabilmente il gesto più efficace per far intendere inequivocabilmente il suo amore sconfinato verso la città. In questa volontà c’è  tutto il  trasporto e l’ amore per una realtà che, gli rese onore sincero e profondo in una giornata autunnale del 1988, in cui i ricordi di tanti si unirono in una riconoscenza diffusa verso un biellese che scelse Maratea come meta delle sue ambizioni e dei suoi sogni.

 
Per informazioni e per l’acquisto del libro
Marianna Trotta
E-mail: mariannatrotta@tiscali.it
Tel. 338-4332672

 

nov 262011
 
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In occasione della ricorrenza della nascita del Beato Domenico Lentini avvenuta il 20 novembre 1770, la Chiesa di San Giacomo di Lauria ha visssto un forte momento di unità e spiritualità. Grazie al Maestro Silvano marchese la Chorale Lentini ed i cori parrocchiali di San Giacomo hanno insieme cantato in occasione della solenne celebrazione domenicale.

nov 232011
 
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Questa sera nei Tg delle 19.55, 22.30 e 24.00 andrà in onda un servizio che riguarda il territorio di Lauria. Sarà messo in evidenza l’originale iniziativa svoltasi in occasione della ricorrenza della nascita del Beato Lentini. I cori parrocchiali di San Giacomo e la Chorale Lentini si sono uniti sotto la direzione del maestro Silvano Marchese per esaltare l’avvenimento lentiniano.

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ott 282011
 
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Il 1° ottobre del 2011 e’ stato un giorno speciale per Francesco Cantisani, classe 1925 e Caterina Bruno, classe 1927, entrambi di Lauria.
Insieme alle loro rispettive famiglie di origine e ai loro figli, genero, nuora e nipoti la coppia ha festeggiato il poderoso traguardo dei 60 anni di vita coniugale.
E’ stata una festa magnifica sotto ogni punto di vista. Intanto la cerimonia in Chiesa: La Basilica di S. Nicola di Bari in Lauria nel pomeriggio di Sabato 1 ottobre era gremita di fedeli, anche per la coincidenza delle celebrazioni per la Festa dei Nonni; Poi la festa presso il Ristorante “Sul Lago ” in località Lago Sirino di Nemoli.
Ciò che ha reso però unica l’evento è stata la sorpresa creata ad arte proprio dai due Figli della coppia, Domenico e Anna. Per ragioni di Lavoro infatti essi vivono al Nord con le loro famiglie, e le difficoltà organizzative, tra l’altro senza nulla far trapelare ai due festeggiati, che abitano in località Capraro di Lauria, immaginiamo non siano state poche.
La sorpresa per i due genitori e nonni è stata immensa: mai avrebbero immaginato che per l’occasione sarebbero stati chiamati a raccolta e riuniti più di 100 parenti!
Ottima la cena preparata e servita dal personale del ristorante da Mimi’; esilaranti, come di consueto, le battute del Pippo Baudo Lauriota, l’ottimo e professionale Pino Carlomagno, anch’egli commissionato per l’occasione. Il presentatore nostrano tra l’altro ha realizzato anche una intervista nella quale la coppia ha ripercorso le tappe fondamentali della vita coniugale e le gioie e i dolori dei 60 anni insieme, sottolineandone soprattutto gli aspetti legati alle asperità e alle difficoltà dei vivere quotidiano dell’immediato dopoguerra.
Gli organizzatori non hanno lasciato nulla al caso: anche l’intrattenimento musicale è stato curato nei dettagli; Piano Bar a cura del nipote Nicola Messuti, e la partecipazione del Maestro di Fisarmonica Franco Lombardi, di Lauria. Poi, a notte fonda, Karaoke per tutti: memorabili le esibizioni “canore” (?!) dei nipoti Daniele, Francesco, della nipote acquisita Chiara, proveniente dal profondo Nord. Ancora il momento della Poesia: il Nipote Pino Papa ha declinato, in versi, un simpatico e gradevole componimento
Una festa veramente ben riuscita, in considerazione della rarità dell’evento e della cura dei particolari. La serata si è conclusa con i ringraziamenti della figlia Anna ai festeggiati, e del Figlio Domenico a tutti gli invitati; in particolare Domenico non ha mancato di sottolineare come questi eventi siano da celebrare sia per la ricorrenza in sé, ma anche e soprattutto per cogliere l’occasione di incontrare tutti i parenti e gli amici, i quali, vuoi per la lontananza, vuoi per il modo di vivere frenetico, raramente riescono a riunirsi tutti insieme. Prossimo appuntamento? Di certo ai 70 anni di Matrimonio di questa coppia, tanto longeva, quanto simpatica e cordiale. Ancora auguri, di vero cuore a Francesco e Caterina.

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ott 282011
 
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Nel Museo di Rotonda è esposto un meraviglioso plastico ferroviario opera del Maestro del lavoro Pino Petrosillo. L’impegno profuso in questa realizzazione è ripagato dalle migliaia di visitatori che ne apprezzano i dettagli. Pino Petrosillo è in procinto di un nuovo ed ambizioso progetto che ha anticipato ai microfono di Silvestro Maradei.

L’intervista

 

Il servizio del Tg3 Basilicata sull’inaugurazione del plastico

Le foto dei pezzi del plastico e i visitatori

ott 282011
 
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Il Maestro lauriota Fiordineve Cozzi è da anni impegnato nella promozione e nell’Aikido una disciplina sportiva che è prima di tutto una filosofia di vita. A Lauria in questi anni sono stati ospiti diversi maestri provenienti dall’Europa e dall’Asia. Importante è lo scambio culturale umano
che si genera tra i mastri e gli allievi.

ott 062011
 
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Alla vigilia della cerimonia di consegna di una medaglia d’oro conferita dalla Fondazione ‘’Jean Monnet pour l’Europe’’ al presidente Emilio Colombo per gli alti meriti avuti nella nascita e nello sviluppo della Cee e dell’Unione Europea, il vicepresidente vicario del Parlamento europeo, Gianni Pittella, ha rivolto al senatore a vita le sue vive felicitazioni per il riconoscimento attribuitogli da uno dei piu’ prestigiosi organismi di cultura politica europea. ‘’Jean Monnet, uno dei padri fondatori della Comunita’ europea, e’ stato per il Presidente Colombo un maestro e un amico, al suo insegnamento il senatore ha ispirato costantemente il suo infaticabile contributo alla costruzione dell’unita’ politica dell’Europa e il suo appassionato e convinto europeismo, che e’ tornato, anche in questi giorni difficili per la coesione della Ue, a proclamare con entusiasmo contagioso e la pacata e ferma energia di sempre. Per noi che, oggi impegnati nelle istituzioni europee cerchiamo di seguirne le orme, sentire una figura cosi’ autorevole al nostro fianco e’ nel contempo uno stimolo e un conforto. ‘’Piu’ Europa!’’: e’ questa la via e lo sprone che il Presidente Colombo ci indica e ci rivolge dall’alto della sua esperienza e dei suoi valori cristiani e laici in un momento nel quale sembra perfino possibile che possa andare in pezzi quanto faticosamente conquistato ‘’con generosita’, cultura e una forza ideale politica e sociale poggiata su un sentimento di solidarieta’ e di appartenenza a una Patria comune’’, come lui stesso ci ricorda, da figure della statura di Adenauer, Monnet, De Gasperi e Schuman. E’ vero, Presidente, non basta affrontare con misure tecniche il debito e l’aggiustamento dei conti ma e’ necessario mettere mano alle istituzioni, aggiornarle e renderle piu’ permeabili alla volonta’ popolare, per affrontare i nuovi compiti di una governance economica e politica comune che il mondo intero ci richiede, e domani lei o ricordera’ al Presidente della Commissione Barroso con la sua consueta fermezza. Le crisi temprano le idee e le societa’, quando sono fondate sulla pace, la giustizia, la solidarieta’, la visione del futuro comune. Ce la faremo, insieme.

 

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Una foto d’archivio che ritrae il Presidente Colombo in posa accanto ad alcuni amministatori di Lauria