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Lug 232018
 

Ha avuto un ottimo riscontro il Concorso fotografico organizzato da Legambiente Lauria. Ecco le foto vincitrici scelte dalla giuria tecnica: 1° ” Connessioni” di Maria Vitale, 2° Bianco abbraccio di Vincenzo Anania, 3° Stairway to heaven di Antonella D’Imperio. Grazie ai tecnici giurati Giusy Labanca, Nicola Lanziani, Vincenzo Tortorella, Angela D’Alessandro. Legambiente ringrazia Fabio Limongi, Sigma Senise e Lauria, Rosalba Barbo e Vivaio Schettini per i premi in palio. Prossimo appuntamento il 3 agosto al BlueFest, villa comunale rione superiore Lauria con l’esposizione di tutte le foto e la premiazione finale. L’evento si è svolto il 22 luglio 2018.


La presentazione delle fotografie


La premiazione

Set 292017
 

Legambiente Basilicata: “Finalmente gli strumenti per migliorare la qualità della vita dei cittadini dei comuni con meno di 5mila abitanti e generare competitività”
“Ma per invertire la deriva demografica è necessario fare sistema e mettere al centro dell’agenda politica regionale la rinascita della Basilicata interna”

Dopo un iter lunghissimo, finalmente il Senato ha approvato in via definitiva la legge per la valorizzazione dei piccoli comuni, che ha come primo firmatario Ermete Realacci.
“Anche per la Basilicata – commenta Antonio Lanorte Presidente di Legambiente regionale – questa legge può rappresentare un elemento di rinascita per i tanti piccoli centri del disagio insediativo, fornendo a queste comunità gli strumenti per migliorare la qualità della vita dei cittadini e generare competitività”.
L’approvazione di questa legge interseca un momento storico cruciale per l’Italia e la Basilicata, in cui lo spopolamento e l’impoverimento di vaste aree ha assunto caratteri strutturali.
“I dati demografici – continua Lanorte – ci dicono di un inesorabile declino prima di tutto socio-demografico e poi anche economico di tanti, troppi territori della nostra Regione. Questo fenomeno mette a serio rischio la sopravvivenza sociale ed ambientale di aree (quelle interne e montane) sulle quali si dovrebbe puntare per il rilancio di uno sviluppo locale durevole e nelle quali, paradossalmente, i programmi di sviluppo economico rischiano di risultare vani per la mancanza di risorse umane in grado di metterli in pratica. Occorre prendere realmente atto che questa è una emergenza, una delle più grandi emergenze regionali, dalla risoluzione della quale dipende probabilmente ogni ipotesi di sviluppo futura per gran parte di questa regione”.
La Basilicata dal 2000 ad oggi ha perso oltre 30 mila abitanti, perdita dovuta sia a saldo naturale negativo che a fenomeni migratori. In pratica ogni giorno mediamente la regione perde 5 abitanti.
“Proprio la deriva demografica – prosegue Lanorte – è la cartina al tornasole di un sistema socio-economico al collasso le cui conseguenze sono evidenti e si traducono prima di tutto nell’invecchiamento della popolazione: vanno via giovani, rientrano anziani pensionati con la conseguenza che aumentano i costi assistenziali; inoltre la consistenza della popolazione in molti centri non consente di organizzare dimensioni minime per molti servizi (la scuola su tutti), scompaiono gli artigiani che nel passato assicuravano prestazioni essenziali, vengono abbandonati i territori rurali con aumento dei fenomeni di degrado ambientale, gli impianti pubblici (scuole, impianti sportivi, uffici postali) sono poco utilizzati per mancanza di utenza e quindi difficoltà di gestione degli stessi, c’è impoverimento della vita culturale e in genere della vitalità dei luoghi”.
Questa situazione comporta effetti dirompenti sull’economia, sulla qualità della vita, impoverimento relazionale, modifiche profonde nella percezione dei bisogni, dei costumi, del modo di consumare, dei comportamenti.
“Tuttavia, paradossalmente, – sostiene ancora Lanorte – vasta parte della classe dirigente di questa Regione sembra sottovalutare la gravità della situazione, continuando a perseguire le note e deleterie strade della democrazia del consenso che finora hanno prodotto grande impiego di spesa pubblica senza reali ricadute sul territorio. Per di più tale stato di cose sembra essere vissuto anche dalla società civile come un destino ineluttabile a cui non esiste alternativa. Invece noi pensiamo che sia giunto il momento in cui la Basilicata debba invertire questa tendenza recuperando l’enorme potenziale rappresentato dalle specificità del territorio, vera forza economica”.
Le misure previste dalla legge sui piccoli comuni, per cui Legambiente si batte dal 2001 insieme a tanti sindaci, comunità e organizzazioni, possono consentire di creare le condizioni per costruire e mettere in campo strategie concrete per ridurre diseguaglianze sociali ed economiche. La legge prevede misure per favorire il turismo di qualità e la promozione dell’agroalimentare a filiera corta, ma anche la diffusione della banda larga, una dotazione dei servizi più razionale ed efficiente, la manutenzione del territorio con priorità alla tutela dell’ambiente, la messa in sicurezza di strade e scuole e la messa in sicurezza e l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico.
“C’è bisogno però – conclude Lanorte – di imporre questi temi nell’agenda politica della Basilicata e per raggiungere questo obiettivo è necessario fare massa critica tra quei soggetti che si rendono conto che un reale cambiamento nelle scelte economiche di questa regione, così come una netta inversione di tendenza nelle regole e nell’organizzazione dei livelli istituzionali, sia non solo auspicabile, ma necessario per evitare la deriva verso la desertificazione sociale ed economica.
Per colmare la distanza necessaria a recuperare il disagio insediativo e produttivo servono quindi serie politiche di riequilibrio territoriale in grado di coniugare qualità e innovazione, creatività e bellezza, producendo lavoro e reddito, senza tacere però che tali implementazioni produttive necessitano di risorse umane e pertanto non può assolutamente essere elusa una riflessione rigorosa, razionale e non emotiva sul contributo dei migranti nell’equilibrio demografico e nella lotta all’invecchiamento”.
legambiente

Ago 182017
 

Legambiente di Lauria ha organizzato anche quest’anno Bluefest, un evento che coniuga l’approfondimento all’innovazione. Enrico Di Giorgio ha dato l’avvio, il 17 agosto 2017, nella villa comunale, ad un evento ben organizzatoe che ha visto tra gli altri la presenza di don Marcello Cozzi, Oreste Lo Pomo e Barbara Strappato. La parte musicale è stata curata dai Magic men.


Le interviste


Uno stralcio della conferenza

Lug 232017
 

Il 21 luglio 2017 nell’area del Vinea a Lauria, Legambiente ha celebrato il momento finale della seconda edizione del concorso fotografico che intende valorizzare l’intero territorio comunale. Enrico Di Giorgio ed il direttivo hanno ringraziato i numerosi partecipanti all’iniziativa.


La premiazione


le foto in concorso


L’intervista al presidente di Legambiente Lauria Enrico Di Giorgio

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Lug 102017
 

L’8 ed il 9 luglio 2017 sono state due giornate intense per Maratea. L’arrivo di Goletta verde ha stimolato Legambiente locale a proporre una serie di confronti su questioni legate alla preservazione del territorio. Significativo è stato il gemellaggio ideale tra le comunità di Maratea e Nova Siri.


La conferenza


Le interviste: Federico Baldessarri, Giuseppe Ricciardi, Domenico Cipolla, Eugenio Stigliano

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Nov 142016
 

Matera al 94esimo posto e Potenza all’87esimo
ScamBioLoGiCo di Potenza tra le 23 buone pratiche premiate a Ecomondo

Una diffusa staticità. È questa la diagnosi dello stato di salute delle città italiane fotografate da Ecosistema Urbano 2016, il rapporto realizzato da Legambiente in collaborazione con l’istituto di ricerca Ambiente Italia e la collaborazione editoriale del Sole 24 ore, giunto alla sua XXIII edizione. Un sostanziale immobilismo che non si registra solo considerando i dati attuali con quelli dell’anno precedente, ma che si conferma anche valutando un periodo più lungo, i cinque anni della durata del mandato di un sindaco.

Pe i due capoluoghi lucani la fotografia scattata dal rapporto è sconfortante. Potenza passa dall’80esimo posto nella classifica generale nel 2015 all’87esimo posto nel 2016. Matera, invece, passa dall’88esimo al 94esimo. Un peggioramento dovuto ad una mancata attuazione di politiche e di strategie per il miglioramento della qualità ambientale ma anche ad una scarsa propensione, già denunciata in passato, alla comunicazione di alcuni dati: Potenza (biossido di azoto NO2, trasporti viaggi abitante /anno), Matera (NO2, Pm10, trasporti viaggi abitante /anno, offerta trasporti, modal share, isole pedonali). Impossibile pertanto avere un quadro sia della qualità dell’aria che del sistema di trasporto pubblico locale per la Capitale europea della cultura 2019

Per ciò che attiene alla gestione dei rifiuti, Potenza resta ferma al 23,1% ma ricordiamo che il dato fa riferimento al 2015. Per vedere dei miglioramenti, ci auguriamo, dovremmo aspettare il rapporto del prossimo anno, quando il sistema di raccolta differenziata porta a porta, avviato da pochi mesi in città, sarà andato pienamente a regime. Matera, invece, conferma il suo esiguo 14% dopo la brusca retrocessione dal 20% del 2013 al 14,4% del 2014. Un dato inaccettabile per una capitale europea della cultura, che vede tendenzialmente salire di qualche dato percentuale, la produzione dei rifiuti (425,1) destinata probabilmente a salire con il sempre maggior numero di turisti che visitano la città. Auspichiamo pertanto che tra gli obiettivi che la città si propone di raggiungere in questi anni ci sia quello di accrescere non solo i livelli di raccolta differenziata ma anche quella cultura ambientale all’altezza del ruolo che adesso ricopre.

Continua ad essere veramente drammatica la situazione del trasporto pubblico nella città di Potenza. La città è tra le peggiori in Italia per numero di automobili, 73 ogni 100 abitanti. Con un’offerta di trasporto pubblico (i chilometri percorsi annualmente dalle vetture per ogni abitante residente) che scende da 39 a 23 Km/vettura/abitanti/anno. Anche l’indice del modal share è fortemente negativo: il 75% degli spostamenti privati vengono effettuati dai cittadini con mezzi a motore (auto o moto). La priorità assoluta è quindi trasferire quote significative di mobilità dal mezzo privato al mezzo pubblico, ridurre drasticamente il numero di auto in circolazione e incentivando anche l’uso di mezzi alternativi come la bicicletta a pedalata assistita. Per fare ciò non è sufficiente realizzare piste ciclabili (pari a zero nel rapporto) ma anche realizzare isole pedonali (anche queste attualmente vicine allo zero), incentivare l’intermodalità e prevedere zone con obbligo dei 30 km orari.

Anche la dispersione idrica presenta delle criticità. Anche qui Matera non brilla certo per adeguatezza, tra i Comuni con perdite superiori al 50%. Ragionevole ipotizzare, però, che una percentuale così elevata sia imputabile in maniera considerevole ai furti d’acqua e agli allacci abusivi.

Unica nota positiva per il Comune di Matera è il primato, insieme ad altri 23 Comuni, di Comune definito 100% elettrico: le fonti rinnovabili installate riescono a superare i fabbisogni elettrici delle famiglie residenti.

A Ecomondo, inoltre, Ecosistema Urbano ha premiato ScamBioLoGiCo, l’ex scalo merci della stazione Potenza Superiore oggi negozio del chilometro zero, dello sfuso e del commercio equo e solidale e prima “Green Station” d’Italia, come una delle 23 buone pratiche di sostenibilità ambientale in Italia. “Abbiamo selezionato tutte esperienze positive – spiega Alberto Fiorillo, responsabile Legambiente Onlus del rapporto – che dimostrano che il cambiamento è possibile, anzi è davvero a portata di mano, quando c’è davvero la voglia di creare discontinuità con il passato e di mettere in campo azioni per ridurre gli impatti ambientali e migliorare la qualità della città e la qualità della vita”.

“Questo riconoscimento dimostra come, attraverso la collaborazione tra associazioni, cittadini, enti profit e no profit, anche in Basilicata sia possibile rincorrere un’idea di città e di futuro ben più ampia, in grado di coniugare giustizia sociale e vivibilità, cultura e socialità, economia e ambiente – dichiara Alessandro Ferri, presidente Legambiente Basilicata Onlus – Ci auguriamo che queste iniziative siano da stimolo alle amministrazioni locali per migliorare le nostre città puntando a una nuova socialità e su un senso di comunità che nasce dalla condivisione e dalla cura di uno spazio sano e vivibile”.

I dati nazionali

La graduatoria delle città migliori: tra le prime dieci troviamo capoluoghi al di sotto degli 80mila abitanti (Macerata, Verbania, Mantova, Belluno, Oristano, Cuneo, Savona), tre centri di medie dimensioni (Trento, Bolzano e Parma) e nessuna grande città. In testa ancora prevalentemente il nord del Paese assieme con due città del centro Italia, la marchigiana Macerata quest’anno prima su tutte e la sarda Oristano (ottava). Le ultime cinque sono invece Frosinone e quattro città meridionali: Palermo, Siracusa, Caserta, Vibo Valentia, fanalino di coda della classifica.

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