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Set 192018
 

La conferenza è stata aperta con un minuto di silenzio per il prof. Ignazio Olivieri
Si è tenuta a Rotterdam, dal 13 al 15 settembre scorso, la Conferenza Internazionale sulla Malattia di Behçet (ICBD), il più importante evento dedicato alla malattia che richiama medici e ricercatori di diverse discipline da ogni parte del mondo.

“Il Dipartimento di Reumatologia della Basilicata, sin dalla sua fondazione, ha sempre rivolto una grande attenzione alla Malattia di Behçet”, ha dichiarato la dott.ssa Angela Padula, neo-direttore dell’U.O.C. di Reumatologia. “Dopo la precedente conferenza mondiale sulla Malattia di Behçet, che abbiamo avuto l’onore di organizzare ed ospitare a Matera, è stata la volta dell’Olanda. Anche in questa occasione il nostro gruppo si è distinto a livello internazionale per il suo contributo scientifico, rappresentando l’Italia insieme soltanto ai colleghi di Firenze. Questi riconoscimenti sono frutto di costanti sforzi nelle attività clinico-assistenziale e di ricerca che quest’anno, peraltro, sono culminati con la pubblicazione delle raccomandazioni sulla terapia della Malattia di Behçet proposte sotto l’egida dell’EULAR, la società scientifica reumatologica più prestigiosa d’Europa”. “Il nostro Dipartimento – prosegue la dottoressa Padula – ha infatti partecipato attivamente a questo progetto e nel corso degli ultimi mesi inoltre sono stati anche pubblicati i lavori di revisione sistematica della letteratura effettuati dal collega Pietro Leccese del nostro Centro e da Yesim Ozguler dell’Università Cerraphasa di Istanbul”.

Durante il congresso di Rotterdam tra le 9 comunicazioni orali è stata selezionata una della Reumatologia lucana presentata dalla Dott.ssa Maria Carmela Padula, Senior Laboratory Researcher, che ha presentato i risultati di uno studio genetico condotto su pazienti italiani affetti da Malattia di Behçet ed effettuato in collaborazione con il prof. Giuseppe Martelli dell’Università degli Studi della Basilicata.

Nella sessione posters sono stati presentati dalla dott.ssa Lascaro e dalla dott.ssa Padula altri 3 lavori, 2 studi genetici relativi a diversi marcatori di rischio della patologia ed uno studio clinico che si è focalizzato sulle differenze di genere in pazienti italiani affetti da Malattia di Behçet.

Il dott. Leccese, il più giovane membro del consiglio della Società Internazionale della Malattia di Behçet ed unico italiano insieme al prof. Salvarani dell’Università di Modena-Reggio Emilia, inoltre è stato moderatore della sessione “Nature or Nurture?”, un interessante dibattito sul contributo dei fattori genetici da una parte ed i fattori ambientali dall’altra nel determinare la suscettibilità alla malattia.

L’apertura della conferenza è stata dedicata con un minuto di silenzio al prof. Ignazio Olivieri, in segno di riconoscimento dell’alto profilo umano e professionale del compianto professore.

“La ricerca, l’aggiornamento e la formazione continua sono mission fondamentali e pilastri su cui si fonda la Reumatologia lucana”, ha affermato la dott.ssa Angela Padula. “La forte motivazione personale, il lavoro di squadra dell’equipe, formata peraltro da molti giovani, ed il supporto delle istituzioni sono elementi essenziali per proseguire nei nostri progetti”, ha concluso.

Nell’ambito delle malattie rare l’impegno della Reumatologia lucana continua con l’imminente convegno dal titolo “Dall’Artrite reumatoide alle malattie rare” che si svolgerà il 22 settembre presso il Palazzo degli Uffici dell’A.O.R. “San Carlo” e che vedrà coinvolti pediatri, nefrologi, ematologi, dermatologi, MMG e pediatri di libera scelta.
Francesco Cutro

Lug 042018
 

Io sottoscritto Gaetano LEUCCI (Maresciallo M.M. in riserva) LCCGTN65R21L049H, Referente del “Comitato Taranto Futura”, per nome e per conto del Presidente dello stesso, Avv. Nicola RUSSO, comunico che nei giorni sotto indicati il Comitato precitato, in considerazione del fatto che si è vicini al traguardo delle 15.000 (quindicimila) firme necessarie al raggiungimento del quorum per poter poi indire il Referendum in essere, continua a raggiungere varie località sia a Taranto e Provincia che nelle zone balneari.

Prosegue la raccolta delle firme, iniziata lo scorso 10 febbraio per l’attuazione del referendum consultivo finalizzato all’annessione/aggregazione di Taranto alla Regione Basilicata, promosso, ricordiamo dal Comitato Taranto Futura presieduta dall’Avvocato Nicola RUSSO. Dopo la raccolta delle firme tenutasi la scorsa settimana in diversi punti della città e zone limitrofe, dove sono state raccolte complessivamente 598 firme, si comunicano di seguito i giorni, gli orari ed i luoghi in cui stazioneranno i banchetti per la raccolta firme:

GIOVEDI’ 5 LUGLIO 2018:

PRIMO APPUNTAMENTO DALLE ORE 09.00 ALLE 14.00 – TARANTO MERCATO FADINI – INGRESSO VIA P. AMEDEO

SECONDO APPUNTAMENTO DALLE ORE 18.00 ALLE 22.00 – TARANTO – VIA DI PALMA ANGOLO VIA CAVALLOTTI

VENERDI’ 6 LUGLIO 2018 DALLE ORE 18.00 ALLE 23.00 MARINA DI LEPORANO (TA) SP. 100 ADIACENZE TABACCHI CELLAMARE
SABATO 7 LUGLIO 2018 DALLE ORE 18.00 ALLE 23.00 – MONTEIASI (TA) VIA ROMA – ADIACENZE AGENZIA SOLE AIR S.R.L.
DOMENICA 08 LUGLIO 2018 DALLE ORE 18.30 ALLE 23.30

PRIMA POSTAZIONE – TARANTO – VIA D’AQUINO ADIACENZE BAR GELATERIA CAFFE’ ITALIANO

SECONDA POSTAZIONE – CAMPOMARINO (TA) VIA PER MARUGGIO ADIACENZE BAR PANNA E CIOCCOLATO

NOTE DEL REFERENTE DEL COMITATO:

E’ necessario per la firma, portare seco documento di riconoscimento in corso di validità: Patente/Passaporto/Carta d’identità. Si precisa che l’essere sprovvisto del documento preclude la possibilità di apporre la propria firma, poiché le firme dovranno essere autenticate dal Presidente del Comitato.

E’ possibile visitare il BLOG su facebook: Taranto in Basilicata per avere contezza di qualsiasi aggiornamento/modifica degli appuntamenti o per verificare video esplicativi afferenti la raccolta firme per il Referendum.

TARANTO PUO’ CAMBIARE!!! BASTA VOLERLO!!! IL SOGNO STA DIVENTANDO REALTA’, IL PROGETTO SI STA REALIZZANDO, PER IL FUTURO DI TARANTO E TUTTA LA PROVINCIA.

SIAMO IN DIRITTURA DI ARRIVO, IL CITTADINO DEVE COMPRENDERE CHE E’ IMPORTANTE FIRMARE PERCHE’ LADDOVE TARANTO E PROVINCIA RIUSCISSERO AD AGGREGARSI ALLA REGIONE BASILICATA VI SAREBBERO TANTI BENEFICI. DI SEGUITO SE NE RIPORTANO ALCUNI

RIVISITAZIONE DELLA TRATTA FERROVIARIA TARANTO – POTENZA-SALERNO E DEI COLLEGAMENTI NEL TERRITORIO IONICO-LUCANO-CALABRESE;
ACCADEMIA NAVALE MERCANTILE DELLA BASILICATA, CON SEDE A TARANTO;
CREAZIONE DELLA SUPERSTRADA STATALE TARANTO-MATERA (COME DA PROGETTO);
LA FACOLTA’ DI MEDICINA, DI INGEGNERIA AMBIENTALE E LA FACOLTA’ DELLE POLITICHE AGRICOLE (COMPRESA MITICOLTURA E PESCICOLTURA O PISCICOLTURA, CHE DIR SI VOGLIA);
PROGETTO PARCO ARCHEOLOGICO DELLA MAGNA GRECIA, COME DA DISEGNO DI LEGGE.
50% DEI CONSIGLIERI REGIONALI E AUMENTO DEI RAPPRESENTANTI PARLAMENTARI
SERVIZIO SANITARIO MIGLIORE (oggi a Matera la risonanza magnetica si fa nel giro di pochi giorni dalla prenotazione). Incremento posti letto in Ospedale e possibile riapertura degli Ospedali di Grottaglie e Massafra. La gestione della sanità si riverserebbe su tre città (Taranto, Potenza e Matera), e non su cinque, come adesso (Bari, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto);
PORTO E AEROPORTO DI TARANTO COME UNICHE STRUTTURE DI TALE TIPO IN BASILICATA, CON TARANTO ESPOSTA AL CENTRO DEL MEDITERRANEO, E CON CONSEGUENTI BENEFICI COMMERCIALI E DI TRASPORTO TURISTICO – TARANTO, POTENZA E MATERA SEDI PER GLI SCAMBI CULTURALI E COMMERCIALI CON I PAESI DEL MEDITERRANEO;
SVILUPPO ECONOMICO, TURISTICO E CULTURALE DEL CORRIDOIO IONICO-LUCANO E CALABRESE (ANCHE NELLA PARTE ORIENTALE DELLA PROVINCIA DI TARANTO);
ZONA ZES (zona economica speciale) DA IMPLEMENTARE;
RIDUZIONE DEL COSTO DELLA BENZINA NEL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI TARANTO E RIVISITAZIONE PROGETTO TEMPA ROSSA;
TARANTO CITTA’ METROPOLITANA, CON TUTTI I BENEFICI ECONOMICI E FINANZIARI PER L’INTERA BASILICATA – E PER LA CITTA’ STESSA – (POTENZA E MATERA NON HANNO I REQUISITI DEMOGRAFICI PER DIVENTARE CITTA’ METROPOLITANA) – Con Taranto Città Metropolitana non si ha l’obbligo di rispettare il PATTO DI STABILITA’;
STAZIONE DI TARANTO – SNODO STRATEGICO PER ANDARE IN CALABRIA O VERSO L’ADRIATICO E NEL SALENTO, NONCHE’ SNODO STRATEGICO PER PORTARE I TURISTI PROVENIENTI CON IL TRENO AD ALTA VELOCITA’ O CON ALISCAFI – DAL LITORALE LUCANO E DAL NORD DELLA CALABRIA – DENTRO L’AEROPORTO DI GROTTAGLIE, DOVE POTRA’ ESSERE CREATO LO SNODO FERROVIARIO DELLA STESSA TRATTA TARANTO-GROTTAGLIE.- IL “TRENO” STA PASSANDO ……..PER NOI TARANTINI E STA A NOI SALIRCI SOPRA PER NON PERDERLO, IL FUTURO DI TARANTO E’ NELLE NOSTRE MANI, TENENDO PRESENTE CHE ANCHE LA BASILICATA NON PUO’ PERDERE QUESTO IMPORTANTE TRENO. OGGI CHIAMARCI PUGLIESI O LUCANI PUO’ NON SIGNIFICARE MOLTO AL COSPETTO DELLO SVILUPPO ECONOMICO CHE SI AVREBBE.- FIRMATO MARESCIALLO RIS. GAETANO LEUCCI REFERENTE DEL PRESIDENTE DEL COMITATO “TARANTO FUTURA” AVV. NICOLA RUSSO.

Apr 232018
 

Pag Taviano Geosat Geovertical Lagonegro 2-3 (21 aprile 2018)

Pag Taviano : Barajas 1, Percoco, Avelli, Astarita 15, Torsello 5, Bigarelli 30 , Ruiz 21 , Mariella , Smiriglia8 , Klek , Piedapalumbo 2. All. Lichelli.

Geosat Geovertical Lagonegro: Kindgard 7 , Milushev , Boscaini15 , Giosa 11, Fortunato, Amouah 28, Maiorana 7 , Copelli 9, Leone , Sardanelli, Roberti, Copelli . All. Falabella

NOTE: Lagonegro 12 Muri , 4 ace , 12 errori in battuta , 41% in attacco ,in ricezione (29%) 54%;
Taviano 11Muri ,4 ace , 14 errori in battuta , 45% in attacco, in ricezione (24%) 47%.
25-21, 20-25, 25-16, 29-31, 13-15
Durata set : 31’, 30’, 27’,44’, 21’ 2h 55’
300 spettatori circa
Era la gara della stagione, era la gara da non sbagliare. Una gara da cardiopalma dove le emozioni si sono susseguite e quanto tutto sembrava rimandare a gara 4 la tecnologia ha fatto la sua parte ma il gruppo di Falabella ha fatto ancor di più. 26 pari e punto a Lagonegro , partita riaperta sul 2-2 . Si gioca ancora un 5 set, bisogna ritrovare la forza nelle gambe e la lucidità. Ognuno come sempre fa la sua parte e si scrive un epilogo che importante: un altro tie break e ancora tante emozioni al cardiopalma, come l’intera stagione che ha visto la squadra di Falabella, e l’intero ambiente biancorosso, combattere anima e cuore a questa meritatissima salvezza. L’ ultima palle cade a terra e passano nella mente tutte le vicissitudini di una stagione che viene incorniciata da una finale esagerato e perfetto sul ogni piano: tecnico, tattico, fisico ed emozionale. La pallavolo insegna anche questo: mai darsi per vinti, mai arrendersi perché solo il duro lavoro paga e per riprendere le parole del regista Sorrentino “nella vita il pareggio non esiste” e contro un indomabile avversario serviva vincere : la Geosat Geovertical la ha fatto e scrive ancora la storia.
Cronaca
Inizio equilibrato fino a quando la prima possibilità di portarsi in vantaggio è del Taviano sul 10-6. Un ace di Kindgard e un muro di Maiorana permettono ai lagonegresi di accorciare sul 12-10 ma la fase successiva è un crescendo dei leccesi che si portano sul 17-11. Capitan Giosa e compagni provano a d accorciare e le distanze si riducono al minimo sul 18-16 ma Torsello e il solito Astarita si fanno sentire e il primo set è nelle mai dei padroni di casa.
Secondo set inizia con il vantaggio lagonegrese siglato a turno da Amouah, Copelli e Boscaini che costringe mister Licchelli a chiedere il tempo. Bigarelli prova a dare uno scossa ai suoi ma in questo set si fanno sentire Amouah e Boscaini e il vantaggio lagonergese aumenta 10-16. Mantiene il vantaggio la formazione di falabella che con il suo capitano da centro buca la difesa leccese (13-19). Ruiz con una pipe prova ad accorciare i conti sul 16-21 ma ancora Amouah si fa sentire : è sempre +4 Lagonegro. Nel finale Falabella chiama il tempo ma a chiudere il set ci pensa Kindgard con un pallonetto che sigla anche il suo 5 punto della gara.
Terzo set inizia come una situazione diametralmente opposta a quella precedente con il Taviano che si porta sul 7-3 con Ruiz sugli scudi e Falabella costretto a chiedere il tempo. Nulla cambia al rientro e la fuga del Taviano continua così Falabella chiede il tempo nuovamente sul 10-4. Set completamente da dimenticare per i lagonegresi che soccombono allo strapotere di Ruiz . Falabella cambia Roberti al posto di Amouah e Leone al posto di Kindgard ma la situazione non cambia e il Taviano si aggiudica facilmente il set.
Quarto set ritorna l’equilibrio con i soliti Ruiz e Bigarelli da una parte e Amouah e Boscaini dall’altra fino a quando arriva il primo vantaggio locale 13-11 a firma di Astarita che viene poi ribaltato da Boscaini e capitano Giosa che sigla il 15-19. Non riescono ad amministrare però il vantaggio i lagonegresi che si lasciano recuperare dal Taviano sul 22 punto con Ruiz . Ma quando la gara sembra prendere una piega diversa ed ecco che servono i vantaggi per chiudere il set: poi un primo video check annulla la prima palla match del Taviano sul 26-25, altre tre occasioni per i salentini vengono annullate dai lagonegresi che quando hanno l’occasione di chiudere il set lo fanno ed è ancora un altro tie break a decidere la gara.
Quinti ed ultimo set della serie sempre altalenante : un punto per parte nessuna fuga come si era vista negli altre due. Quando si va al cambio campo è 8-9 i tecnici usano i time disponibili ma nel finale la lucidità e la freddezza lagonegrese prevale e alla prima occasione i lagonegresi chiudono il set, la gara ma soprattutto la serie dei play out che permettono alla formazione di mister Falabella di restare ancora nell’olimpo del volley.
Paola Vaiano

Apr 072018
 

Apre domenica 8 aprile 2018 il sipario dei play out di A2 che decreteranno la permanenza o meno di 3
squadre su 6 nella seconda serie nazionale di volley. Reggio Emilia –Massa, Club Italia Roma- Catania,
Taviano-Lagonegro sono gli accoppiamenti dei play out che prevedono un calendario di 5 partite: chi
porterà a casa tre vittorie sarà salva. Per i lagonegresi il cammino è in salita visto che partiranno con la
prima gara fuori le mura del Pala Alberti. Mister Falabella e i suoi sono infatti partiti ieri alla volta di Taviano
dove domenica mattina effettueranno la rifinitura mentre domenica pomeriggio il fischio d’inizio è alle ore
18,00 Al Palasport William Ingrosso di Taviano . Da tenere sott’occhio gli schiacciatori spagnoli: Ruiz , che
già nelle gare di regular season diede filo da torcere alla difesa biancorossa insieme a Torsello e al
messicano Barajas arrivato solo nel finale di stagione. Tra i migliori del Taviano c’è sicuramente il
palleggiatore Mariella, ma anche il reparto dei centrali con Torsello e Smiriglia potranno farsi sentire al
centro. Entrambe le gare finirono in favore dei leccesi, (1-3, 3-2) che però al ritorno proprio al Pala Ingrosso
sul 2-0 subirono la ripresa dei biancorossi che si arresero nel finale del tie break. Rosa interamente a
disposizione del tecnico di Lagonegro che in settimana ha lavorato alla preparazione del match e allo studio
degli avversari. “Abbiamo avuto una settimana per recuperare energie fisiche e mentali per affrontare al
meglio questa fase- spiega Falabella- è un periodo molto importante e ma siamo tranquilli di aver lavorato
bene e di potercela giocare tutta. Andiamo a Taviano consapevoli che non sarà semplice, ma abbiamo
l’obbligo di crederci e dare il 100%”. Queste le parole di Falabella che carica i suoi alla vigilia della prima
gara in terra pugliese , a cui seguirà domenica 15 gara 2 al Pala Alberti dove ci vorrà tutto il sostegno del
pubblico biancorosso. Molti intanto i tifosi che partiranno alla volta di Taviano per seguire la Geosat
Geovertical, sempre più seguita in terra lucana quale unica squadra che milita in un campionato nazionale.

Feb 282018
 

Il “bisturi a raggi gamma”, l’unico disponibile in Puglia, porta Anthea Hospital a essere un riferimento per tutto il Sud Italia nella cura delle gravi patologie encefaliche.

Bari, Febbraio 2018 – Tecnologia a servizio della medicina, con obiettivi ambiziosi: trattare le principali patologie del cervello con minor impatto sulla salute del paziente. A credere in questo risultato e a sostenere da sempre l’innovazione tecnologica a supporto dell’attività sanitaria è Anthea Hospital di Bari, struttura che fa parte di GVM Care & Research, il Gruppo sanitario italiano presente in 9 regioni con 23 ospedali, molti dei quali di Alta Specialità, e 6 Poliambulatori. Il macchinario installato a Bari, accreditato al Servizio Sanitario Nazionale, è il secondo in tutto il Sud dopo quello di Catania, con l’obiettivo di rendere Anthea Hospital un punto di riferimento per la cura delle gravi patologie encefaliche e per la buona sanità del Mezzogiorno.
La Gamma Knife, letteralmente “bisturi a raggi gamma” è una strumentazione innovativa che individua un bersaglio intracranico – ovvero una parte dell’encefalo compromessa – con assoluta precisione attraverso sottili raggi gamma altamente precisi e mirati al trattamento di lesioni encefaliche di piccole e medie dimensioni. Tre sono gli sviluppi tecnologici che si combinano con la Gamma Knife: precisione tridimensionale, moderne tecniche di diagnostica per immagine (come TAC, RM, PET e DSA) e velocissimi processi computer grafici, che permettono di eseguire il trattamento in una sola seduta.
L’efficacia di questo trattamento si aggira intorno all’80-90% e oltre e dipende principalmente dalla patologia: l’effetto desiderato può essere raggiunto anche in 1-2 mesi per le metastasi; in caso di nevralgie anche durante la seduta stessa; mentre necessita di 2-3 anni per tumori benigni e per le lesioni vascolari.

Per quali patologie è indicata
Le indicazioni cliniche, inoltre, comprendono patologie quali le MAV (malformazioni artero-venose cerebrali), i Neuromi dell’acustico, i Meningiomi, le Metastasi, gli adenomi ipofisari, i craniofaringiomi e la nevralgia del trigemino.
La Gamma Knife viene spesso impiegata nelle condizioni d’insuccesso delle terapie farmacologiche o in pazienti che hanno già subito ripetuti interventi chirurgici senza trarre alcun beneficio. Molti tipi di tumore cerebrale, oltre il 90% dei casi, “rispondono” bene alla terapia evidenziando un’assenza di crescita o una riduzione del loro volume.

Come funziona
Il trattamento Gamma Knife si esegue in una singola seduta e la degenza, salvo diverse indicazioni mediche, richiede solo due notti. La procedura, che dura dai 30 ai 90 minuti, non necessita né di anestesia generale né d’incisione, pertanto non comporta i consueti rischi del trauma provocato dall’attraversamento di tessuti sani (emorragia, infezione) tipici della chirurgia tradizionale. Al paziente viene applicato un casco – chiamato casco stereotassico – per mezzo del quale si esegue una diagnosi per immagini della situazione intracranica. Questi esami strumentali consentono di stabilire con certezza millimetrica il punto della lesione da trattare attraverso l’irradiazione di sottili raggi gamma. Grazie a questa precisione e all’efficacia a breve termine dei risultati ottenuti, la Gamma Knife è divenuta la terapia d’elezione per molte indicazioni tumorali e vascolari che erano in passato incurabili, o affrontate chirurgicamente con rischi ed esiti controversi.

I vantaggi
Tempi ridotti, nessun ricorso a chirurgia intracranica, salvaguardia dei tessuti sani attraverso una somministrazione di radiazioni localizzata al bersaglio.

L’importanza di un’équipe multidisciplinare

Ad Anthea Hospital l’esecuzione di un trattamento con Gamma Knife prevede la stretta collaborazione di specialisti di diversa formazione, per creare un percorso di cura che monitori il paziente a 360 gradi.
Medico Radioterapista Oncologo – Oltre ad avere conoscenze generali sulla storia naturale dei tumori, sulla loro sintomatologia, ha una conoscenza approfondita dell’uso terapeutico delle radiazioni ionizzanti. Ha la responsabilità finale della scelta del trattamento più idoneo per il singolo paziente.
Fisico Medico – Ha la responsabilità degli apparecchi dal punto di vista del loro funzionamento e sicurezza ed elabora varie soluzioni tecniche per il singolo trattamento, che condivide con il Medico Radioterapista Oncologo.
Medico Neurochirurgo – Ha il compito specifico di montare il casco stereotassico, seguire il paziente nell’intero percorso clinico assistenziale e di concerto con le figure di cui sopra decide il miglior trattamento radioterapico
Infermiere dedicato – Segue la corretta degenza del paziente.

La Gamma Knife rispetto alla Neurochirurgia tradizionale
La Gamma Knife non sostituisce la chirurgia convenzionale, ma l’affianca e la completa, agendo dove questa risulti controindicata. Il suo utilizzo è sostanzialmente rivolto ad “aggredire” tumori e malformazioni intracraniche inferiori ai 3 centimetri, quindi a trattare residui di lesioni non totalmente asportate dal neurochirurgo o recidive della malattia.

Con l’acquisizione della Leksell Gamma Knife Perfexion (questo il nome completo), Anthea Hospital si propone come centro neurochirurgico di riferimento per la Puglia e per il Sud d’Italia, offrendo ai pazienti la possibilità di accorciare i tempi dei trattamenti e dando una concreta opportunità di curarsi più vicino casa, senza ricorrere a lunghi viaggi.
Un ulteriore passo avanti per GVM Care & Research che negli ultimi tre anni ha investito in Puglia 15 milioni di euro fra innovazione tecnologica, comfort per i pazienti e formazione medica.

Oltre ad Anthea Hospital, il Gruppo è presente in Puglia con Ospedale Santa Maria (Bari), Villa Lucia Hospital (Conversano), D’amore Hospital (Taranto) e Città di Lecce Hospital (Lecce) e nel 2017 ha erogato in regione oltre 21 mila ricoveri e oltre 213 mila prestazioni ambulatoriali.

Tecniche e metodiche innovative, umanizzazione delle cure, comfort di alto livello: ancora una volta GVM Care & Research, attraverso il suo modello innovativo di assistenza sanitaria di Alta Complessità, mette il paziente al centro investendo in una tecnologia sanitaria di ultima generazione.

Ettore Sansavini, Presidente GVM, Michele Emiliano, presidente Regione Puglia, Giuseppe Speziale, vicepresidente GVM

Ettore Sansavini, Presidente GVM; Michele Emiliano, presidente Regione Puglia; Giuseppe Speziale, vicepresidente GVM

Gamma Knife - Anthea Hospital_LD

Gamma Knife

Gen 172018
 

“E’ notizia di qualche ora che un detenuto italiano (G.F.) con gravi disturbi psichiatrici, durante lo svolgimento dell’udienza penale a suo carico presso il Tribunale di Lagonegro è andato in escandescenza e nonostante i tentativi di sedare la propria ira il Giudice ha dovuto interrompere l’udienza e sgomberare l’aula in attesa che venisse ripristinata la calma con l’intervento di rinforzi della Polizia Penitenziaria e di uno psichiatra”.
Questa di oggi, dichiara Saverio Brienza, Segretario regionale del S.A.P.Pe. (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) della Basilicata, l’organismo sindacale maggiormente rappresentativo dei “Baschi Azzurri” è l’ennesima prova delle gravi condizioni di lavoro con cui la Polizia Penitenziaria ha a che fare tutti i giorni con una popolazione detenuta sempre più problematica. La Polizia Penitenziaria sta vivendo un periodo nefasto, e la riduzione scellerata delle piante organiche decretato dal Ministro Orlando con il D.M. 2 ottobre 2017, ha reso i Baschi Azzurri impossibilitati ad affrontare i drammi e le violenze dei detenuti che perpetrano ogni giorno nelle carceri italiane. In una condizione migliore, con maggiore personale di Polizia Penitenziaria presente negli organici, probabilmente la scorta che ha provveduto al trasferimento del detenuto dal Carcere di lecce al Tribunale di Lagonegro sarebbe stata maggiormente incrementata e, forse, ci sarebbe stata una migliore gestione per affrontare l’evento critico odierno, senza dover attendere i rinforzi dalla Casa Circondariale di Potenza che ha dovuto raggiungere il palazzo di Giustizia di Lagonegro non proprio immediatamente.
Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, sottolinea “una volta di più le quotidiane difficoltà operative con cui si confrontano quotidianamente le unità di Polizia Penitenziaria in servizio nei Nuclei Traduzioni e Piantonamenti dei penitenziari: agenti che sono sotto organico, non retribuiti degnamente, con poca formazione e aggiornamento professionale, impiegati in servizi quotidiani ben oltre le 9 ore di servizio, con mezzi di trasporto dei detenuti spessissimo inidonei a circolare per le strade del Paese, ma che assolvono al meglio ai difficili compiti di trasporto dei detenuti ed alla loro sorveglianza”.
Bisogna chiedersi, conclude Saverio Brienza, se in merito alle condizioni psichiatriche del detenuto si poteva eventualmente valutare una diversa collocazione nell’ambito della gestione detentiva ovvero se il carcere è effettivamente il luogo ideale per una gestione corretta di tali soggetti.

Tribunale-Lagonegro

Ott 082017
 

L’evento conclusivo del Premio internazionale Francesco Saverio Nitti per il Mediterraneo II^ edizione si è svolto Sabato 7 Ottobre 2017 alle ore 17:30 presso la “Villa Nitti” in Acquafredda di Maratea che, recentemente restituita dalla Regione Basilicata alla cittadinanza, è un luogo di straordinario valore storico-evocativo dove il grande Statista lucano – esule in Patria dopo l’ascesa del fascismo al potere – scrisse alcune delle sue opere più significative offrendo al tempo stesso una testimonianza straordinaria di impegno civile e di difesa dei valori della democrazia e della libertà.

OPERE PREMIATE – PRIMA SEZIONE: STORIA, LETTERATURA:
Enrica Donisi, LA SCUOLA VIOLONCELLISTICA DI GAETANO CIANDELLI, LIBRERIA MUSICALE ITALIANA, LUCCA 2016.
Franco Maldonato, TESTE MOZZE, RUBBETTINO, SOVERIA MANNELLI 2015.
Pier Antonio Toma, DAL MEZZOGIORNO AL MEDITERRANEO, IL LUNGO TEMPO DELLA RINASCITA, GUIDA, NAPOLI 2015.

OPERE PREMIATE – SECONDA SEZIONE: PEDAGOGIA, STORIA DELLA PEDAGOGIA, FILOSOFIA:
Lucia Ariemma, L’EDUCAZIONE DEL CITTADINO. PER UNA CITTADINANZA PARTECIPATA, L’ORIENTALE EDITRICE, NAPOLI 2012.
Fulvio De Giorgi, FEDERICO CHABOD. STORIA POLITICA DEL MEDITERRANEO, EDITRICE MORCELLIANA, BRESCIA 2014.
Dario De Salvo, LA PEDAGOGIA DEL REALE DI VINCENZO CUOCO, PENSA MULTIMEDIA, LECCE 2016.
Giovanni Ricci, Samantha Armani (a cura di), CITTADINANZA ATTIVA E CULTURA EUROMEDITERRANEA. BUONE PRATICHE INTERCULTURALI PER UNA POLITICA INCLUSIVA, FRANCO ANGELI, MILANO 2014.
Simonetta Ulivieri, Isabella Loiodice (a cura di), GENERE, ETNIA E FORMAZIONE. DONNE E CULTURA DEL MEDITERRANEO, PENSA MULTIMEDIA, LECCE 2017.
Natascia Villani, MUTUUM FOEDUS. L’IMMAGINE DELLA REGALITA’ IN JUAN DE MARIANA, EDIZIONI UNIVERSITA’ DEGLI STUDI SUOR ORSOLA BENINCASA, NAPOLI 2012

OPERE PREMIATE – TERZA SEZIONE: SOCIOLOGIA E RICERCA SOCIALE:
Elisabetta Moro, Marino Niola, ANDARE PER I LUOGHI DELLA DIETA MEDITERRANEA, IL MULINO, BOLOGNA 2017.
Andrea Semplici, ALBERI E UOMINI, UNIVERSOSUD, POTENZA 2016.

Personalità premiate per il loro impegno a tutti i livelli nelle Istituzioni locali, nazionali ed europee per il Mezzogiorno d’Italia ai sensi degli art. 2 e art. 6 del bando emanato con D.R. n. 130 del 08/03/2017:

– On.le Dott. Emma BONINO, già Commissario europeo e Ministro per gli Affari Esteri

– Sen. Prof. Domenico FISICHELLA, già Vice Presidente del Senato e Ministro per i Beni Culturali e Ambientali

Durante l’evento conclusivo, il cui programma dettagliato sarà pubblicato successivamente al link www.unisob.na.it/premionitti, il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli – prof. Lucio d’Alessandro – consegnerà le pergamene ai vincitori.

Napoli, 20 luglio 2017

Il Presidente del Comitato Scientifico Internazionale
Prof. Lucio d’Alessandro

Il Presidente della Commissione di valutazione delle opere
Prof. Errico Cuozzo

Il Componente straniero designato dall’Universidad de Alicante (Spagna)
Prof. Vicent Martines

Il Coordinatore scientifico del Premio e Segretario della Commissione di valutazione delle opere
Prof. Fabrizio Manuel Sirignano


La conferenza


Le interviste: Fisichella, Sirignano, Di Deco, Maldonato, D’Alessandro

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Mar 022017
 

Battute finali per il Carnevale, che ha visto ancora una volta la cittadina di Lavello protagonista importante dei Carnevali lucani. Con i suoi Domini e i suoi festini, anche quest’anno migliaia di persone hanno animato i sabato sera dal 17 gennaio, ospitando centinaia di turisti, delegazioni delle vicine comunità di Barile, Melfi, Leonessa, Cerignola, Panni, per raggiungere quelle più lontane di Avellino, Napoli, Lecce ed Enna che con Lavello ha una particolare unione data da un carnevale similare. Le novità dell’App e del sito internet hanno consentito alle numerose comunità di lavellesi sparse in Italia e all’estero di seguire questo tradizionale e storico carnevale che negli anni ha cercato di mantenere il calore di un tempo. 6 sabati più l’ultimo il 4 marzo quello della “Pignata”, 10 festini, migliaia di maschere, il Domino, il tutto con un denominatore comune, fare della città di Lavello “il Paese che balla”.

Non ci poteva essere inno più preciso per descrivere questa comunità, in cui tutti, dai più piccoli agli anziani, ballano. Questa è stata l’intuizione dell’amministrazione capitanata dal Sindaco Altobello e dell’Assessore alla Cultura Giovanna De Luca, alla sinergia di più forze come la Pro Loco “F.Ricciuti” che da anni si occupa del Carnevale, la direzione artistica e coordinamento di Lucilla Falcone e la società Iridia, le associazioni, gli organizzatori dei festini e alle maschere: grazie a tutte queste forze il Carnevale di Lavello è rientrato nel patrimonio culturale intangibile. Domenica 5 marzo si chiuderà questo Carnevale con un incontro che sottolineerà la volontà dei 7 comuni della rete istituzionale dei carnevali storici e antropologici lucani a camminare insieme a creare per il 2018 un Carnevale unico. Saranno presenti i sindaci di Tricarico, Satriano di Lucania, San Mauro Forte, Teana, Cirigliano, Aliano, il Sindaco Altobello che farà gli onori di casa e il Sindaco tricaricese, Angela Marchisella, capofila della rete. Interverranno Rocco Franciosa (presidente Unpli Basilicata), Mariano Schiavone (direttore generale Apt Basilicata), Patrizia Minardi (dirigente Regione Basilicata-Sistemi culturali e turistici).

Nel pomeriggio di domenica 5 marzo con una grande sfilata insieme al Domino sfileranno per le vie del paese le delegazioni della rete dei Carnevali lucani, i carri allegorici e altri gruppi mascherati che si ritroveranno per i saluti finali in piazza Matteotti per continuare a ballare con gli “Allerija Band” e concludere questo Carnevale 2017 con la Lavello che balla.

3 - UN FESTINO A LAVELLO

Gen 292016
 

Nel corso della trasmissione “Il dono”, condotta da Marco Liorni e Paola Perego con la regia di Franco Bianca su Raiuno, si è parlato del maresciallo dell’Arma dei Carabinieri Agatino Di Matteo, lucano, vittima del dovere, insignito della Medaglia di Bronzo dell’Arma.
Il dono, in onda in prima serata. è dedicato alle emozioni e racconta le singolari storie di persone che, per vari motivi, non hanno potuto avere l’occasione di dire “grazie” a qualcuno o di chiedere “scusa” nel momento in cui era più importante farlo.

AGATINO DI MATTEO
è nato a Taranto, figlio di genitori nativi di Pisticci e Bernalda, si è arruolato nell’Arma dei Carabinieri a soli diciannove anni e, dopo il corso allievi a Roma, frequenta il primo corso da sottoufficiali a Velletri prima, e a Firenze in seguito. Dopo il matrimonio, avvenuto nel 1974 con la signora Franca Lorati, è trasferito a Grissì (Pa) con la qualifica di Comandante di Stazione. Dopo vari spostamenti verso altre destinazioni, arriva il trasferimento a Francavilla Fontana (BR) con il compito di Vice-Comandante del Nucleo Radiomobile. Nel frattempo ha potuto godere della gioia della nascita della sua unica figlia, Valeria.
La notte del 4.giugno 1981, durante il turno di servizio notturno, in servizio di perlustrazione sulla strada provinciale Cellino San Marco-San Donaci-Mesagne-Oria (BR) insieme al collega Rosafio Luigi, al quadrivio notavano una Fiat 128 bianca scortata da un camion. Poiché nella zona in precedenza era stata segnalata la presenza di individui malavitosi appartenenti alla “Sacra Corona Unita”, i militari si allertarono per effettuare un controllo. All’improvviso i malviventi aprirono il fuoco contro i carabinieri con pistole e fucili a canne mozze, ferendo il maresciallo al gomito sinistro e al collo, a pochi centimetri dalla vena giugulare.
Nonostante le gravi ferite riportate il Maresciallo Di Matteo , riusciva con l’ arma in dotazione, a rispondere al fuoco e a mettere in fuga i malviventi che si dileguarono nelle campagne circostanti abbandonando i mezzi, che poi risultarono rubati giorni prima a Copertino di Lecce. Per le ferite riportate e per la copiosa perdita di sangue, Di Matteo perdeva i sensi e veniva soccorso dal collega Rosafio Luigi – anch’esso colpito al gomito – che riusciva a caricare il compagno in macchina e lo trasportava in ospedale a Francavilla Fontana, con la vettura di servizio crivellata da colpi d’arma da fuoco e con una gomma forata.
Di Matteo dopo le prime cure venne trasferito presso il centro traumatologico–ortopedico Careggi di Firenze dove venne sottoposto a vari interventi di chirurgia maxillo facciale, oltre al gomito sinistro, rimanendo ricoverato per oltre sei mesi nella struttura sanitaria toscana.
Nel 1983, a soli 36 anni, veniva posto in congedo assoluto dalla Cmo di Bari per invalidità conseguente al conflitto a fuoco.
Nel 2006, dopo 25 anni dall’accaduto, il Maresciallo Agatino Di Matteo è stato dichiarato vittima del dovere, con decreto del Capo della Polizia e del Ministero dell’ Interno.
Nell’arco della sua carriera lavorativa, Agatino di Matteo ha partecipato di persona a tante attività di Polizia giudiziaria, investigativa e preventiva. Nel 1980 per aver partecipato attivamente ai soccorsi dei terremotati in Basilicata, gli venne conferita medaglia e diploma di benemerenza per il lavoro svolto.

Il 5 giugno 2015, a Potenza, con decreto del Presidente della Repubblica, è stato insignito di Medaglia di Bronzo al Valore dell’Arma dei Carabinieri dal Comandante della Legione Carabinieri Basilicata, Generale Vincenzo Procacci, e dal prefetto, dott. Antonio D’Acunto.

DI MATTEO E LA FIGLIA VALERIA
Di Matteo con la figlia Valeria

LIORNI E DI MATTEO (2)
Di Matteo con Liorni

Giu 082015
 

L’associazione Amici di Monticchio lavora sodo per l’evento con le 500 del 4 e 5 luglio
Sono in due, uniti dalla passione per le mitiche 500 e per tutto ciò che è auto storiche a Monticchio, ma sembrano tantissimi, visto che ad organizzare sono Gianni Torregiani ed Enzo Verrastro ma a loro poi si uniranno, per dare ulteriore valore all’evento, i giovani, le famiglie, i residenti dell’intera area intorno ai meravigliosi laghi del Vulture. “Non è facile ma ci spinge la passione – hanno detto in coro i due organizzatori, durante un momento di pausa nell’organizzazione, piuttosto complessa, del 22° Meeting del Vulture, a cui stanno lavorando sodo, come sempre – e di certo saremo pronti a dare una immagine bella e vincente della nostra realtà ma anche dell’intero Vulture Melfese che poi valorizziamo e rendiamo ancora più bello e gradevole per i nostri ospiti, attraverso una due giorni a tutta autostoriche e natura, passione per le 500 e prodotti tipici, giro turistico in auto delle nostre zone ed accoglienza e calore umano tipico di Monticchio e dei suoi abitanti”. Il 4 e 5 di luglio, quindi, per il piccolo centro a ridosso dei Laghi di Monticchio, immerso nella meravigliosa, ancora incontaminata natura del Vulture, ancora una occasione importante per offrirsi a tanti, saranno almeno una 70ina gli equipaggi in arrivo da Basilicata, Puglia e Campania con le loro splendide Fiat 500, che saranno poi i veri protagonisti di questo 22° Meeting del Vulture che comprenderà anche il 5° Raduno di Auto d’Epoca, tra natura, cultura, arte, buona cucina e condivisione di bei momenti in giro per il Vulture. L’Associazione Amici di Monticchio, che si avvale del Coordinamento di Potenza del Fiat 500 Club Italia e del suo responsabile provinciale Giuseppe Pellegrino, oltre che del Circolo Auto Storiche Oraziane di Venosa per la perfetta organizzazione dell’evento, ancora una volta ha scelto un centro del Vulture da valorizzare con questa manifestazione e da far conoscere, con un’apposita visita, a tutti i partecipanti “e dopo Monticchio, Rionero, Melfi e lo scorso anno Atella – ha detto Gianni Torregiani – la nostra scelta è andata su Barile, sulla sua unicità, sulle sue cantine narrate anche da Pasolini, al vino Aglianico, ad un piccolo centro in cui ancora resistono e con pieno orgoglio le tradizioni frutto dell’esser un centro a forte cultura e valenza albanese, nell’area”. Poi ha aggiunto “ma abbiamo voluto girare il nostro sguardo anche verso la vicina Irpinia, puntando a un giro turistico al sabato che ci porti nel vicino e meraviglioso borgo di Monteverde, votato come il secondo più bello d’Italia, di recente, nella trasmissione Alle Falde del Kilimangiaro, su RaiTre, e nel quale troviamo connotati comuni con la nostra zona, grazie ad agricoltura, prodotti tipici, tradizioni, cultura dell’accoglienza, natura, religiosità, con grossi riscontri per lo spettacolo dell’acqua sulla figura di San Gerardo”. Un grazie, da parte degli organizzatori ai due Sindaci per la loro disponibilità, Antonio Murano per Barile e Franco Ricciardi per Monteverde, ma soprattutto alle due comunità che sapranno accogliere la carovana di Fiat 500 e di auto storiche, con piloti, compagne, le loro famiglie, gli appassionati di questo bellissimo e coinvolgente settore dell’auto, come meritano. “Il tutto per un nuovo, importante appuntamento che dia sempre più forza al nostro agire a favore del territorio ed in vista di una sempre maggiore affermazione di Monticchio come luogo in cui religiosità, cultura, natura, appuntamenti culturali vivono in un unico, fantastico contenitore” ha concluso Enzo Verrastro, pronto a continuare a lavorare per nuovi gruppi da contattare, in zona Sorrento e Lecce, affinché arrivino poi a Monticchio Bagni per il 4 e 5 luglio, con il tutto a concludersi col pranzo di fine meeting a Melfi, all’Hora Sesta.

locandina 2015 ed alcune foto dello scorso anno