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gen 132016
 

L’Istituto “G. Gasparrini” di Melfi continua a scommettere sull’innovazione tecnologica e lo fa inaugurando un progetto didattico senza precedenti nell’Italia meridionale: l’impiego dei “Droni” a scuola nelle esercitazioni di rilevazione ambientale, al fine di far acquisire agli studenti le competenze scientifiche e tecnologiche da utilizzare nel loro futuro lavoro, a partire dalla creazione dei Modelli Digitali del Terreno (DTM).
È noto che il Drone è un aeromobile a pilotaggio remoto – gestito cioè da un navigatore a terra tramite computer – utilizzato di solito con scopi militari, ma sempre più impiegato anche in ambito civile nel monitoraggio avanzato del territorio.
È da circa due anni che lavoriamo a questo progetto. Ora siamo pronti a partire. Il Settore Tecnologico dell’Istituto “G. Gasparrini” di Melfi ha creduto nel valore formativo di questa sperimentazione e, grazie all’ausilio di ingegneri e docenti esperti, abbiamo pensato di ampliare la nostra offerta formativa mettendo mano a un progetto che stimolasse gli studenti nell’analisi funzionale di questa tecnologia avanzata per lo studio sistematico del territorio.
Annunciamo, dunque, con fierezza l’originalità del progetto, che arricchisce il profilo educativo e culturale dei nostri studenti.
È un’iniziativa senza precedenti. Non è da tutti, infatti, poter impiegare pratiche e strumenti di fotogrammetria aerea con la tecnologia avanzata delle macchine droni. Alcune zone del territorio locale saranno ‘mappate’ grazie a una tecnica sofisticata di rilevazione che negli USA ed in alcuni Paesi UE è già adottata con successo da qualche anno. Era ora che lo si facesse anche qui! E da oggi al Gasparrini i giovani potranno farlo.
I nostri studenti diverranno esperti di “Remote Sensing”, ossia del rilevamento diagnostico-investigativo delle caratteristiche superficiali del suolo; ciò consentirà loro di ricavare informazioni qualitative e quantitative sull’ambiente sia urbano che rurale, utili anche per il controllo dei beni archeologici ed architettonici come di quelli naturali. Possiamo dire con orgoglio di essere all’avanguardia nell’innovazione delle prassi didattiche e nella qualificazione in chiave tecnologica del curriculum delle scuole secondarie superiori.
L’Istituto “G. Gasparrini” ha sempre tentato vie diverse per interagire col territorio, con tutte le sue componenti strutturali e dinamiche. E l’apertura al territorio s’estrinseca, questa volta, nella ricerca di modalità sperimentali d’insegnamento, puntando ad attività da svolgersi sul campo, per consentire ai nostri studenti di acquisire competenze tecniche in materia di rilevazione topografica e monitoraggio ambientale col supporto dei droni. Ci affidiamo ad esperti del settore, i quali sapranno fornire tutti gli elementi di contenuto e di metodo utili a qualificare questo importante indirizzo di studi. Il cammino verso il futuro è tracciato. Non si torna indietro.
L’Istituto presenterà il Progetto nel corso del
Convegno in programma per il 22 gennaio 2016 ore 16:30 presso la Sala Consiliare del Comune di Melfi.

In vista del Convegno è indetta una Conferenza Stampa che si terrà venerdì 15 Gennaio 2016 alle ore 10:00
presso la sede dell’Istituto d’Istruzione Superiore “G. Gasparrini”
Via Leonardo Da vinci snc – 85025 Melfi (PZ)

Nella Conferenza Stampa, il Dirigente Scolastico e l’équipe tecnica del progetto incontreranno i giornalisti per dettagliare le modalità ed i termini di svolgimento del Convegno, anticipando in parte le linee di sviluppo funzionali all’ampliamento dell’offerta formativa e le prospettive di impiego delle tecnologie per l’inserimento dei prossimi studenti diplomati nel mondo del lavoro.

foto scuola

dic 192015
 

“Con la presentazione del progetto sui servizi pubblici digitali comunali si apre una fase nuova per la semplificazione dei rapporti con il cittadino, che vede l’Unione dei Comuni del Lagonegrese all’avanguardia sui temi dell’innovazione”.
Così il presidente dell’Unione del Lagonegrese e sindaco di Lauria Gaetano Mitidieri, a proposito del convegno organizzato proprio a Lauria nei giorni scorsi dal Centro Servizi Locali (Csl), che ha lanciato il sistema di cooperazione intercomunale a supporto dei cittadini, delle imprese e dei professionisti dei 10 Comuni aderenti al programma (Lauria, Lagonegro, Nemoli, Rivello, Trecchina, Maratea, Castelluccio Inferiore e Superiore, Latronico e Rotonda).

Nel progetto, coordinato dal referente operativo e consigliere comunale lauriota Nicola Antonio Carlomagno, risulta strategico il Csl, l’ufficio intercomunale che, anche avvalendosi della collaborazione delle professionalità specifiche di ogni ente, provvede all’individuazione, raccolta ed organizzazione dei dati geo-spaziali riferiti alle risorse essenziali del territorio; all’integrazione degli elementi cartografici con i dati provenienti dalle indagini statistiche e di settore; alla creazione e all’aggiornamento degli archivi derivanti dalle procedure e dagli atti amministrativi (strumenti urbanistici, gestione toponomastica, autorizzazioni e concessioni edilizie e commerciali, piani di settore, dati catastali, ecc.); agli aggiornamenti speditivi delle cartografie; al supporto alle attività di pianificazione e programmazione; alla diffusione al pubblico delle cartografie; alla gestione dei rapporti e dei contratti con soggetti esterni; alla gestione dei flussi informativi verso altri SIT/GIS esistenti in regione; alla gestione del sistema in rete; alle attività relative alla tutela dell’ambiente e infine all’attività e all’istruttoria connessa alla gestione dello sportello unico delle attività produttive.

Usufruire di questi servizi sarà semplice. Basta possedere un pc, andare sul sito http://unionelucanalagonegrese.it/, digitare la propria password e accedere in questo modo in tempo reale a questi dati.
Si chiude così un percorso lungo oltre due anni, con la firma dei primi Comuni della Convenzione per la gestione associata e coordinata di funzioni e servizi comunali ICT–Information and Communication Technology.
“Ora abbiamo il dovere di continuare ad andare avanti – spiega il sindaco Mitidieri – in questo processo irreversibile che va affrontato con competenza e impegno. Mettiamo in campo uno strumento che renderà più facile la vita ai cittadini, consentirà significativi risparmi agli enti, contribuirà a far crescere il territorio ed il turismo e consentirà di programmare in modo idoneo. In poche parole – conclude il sindaco Mitidieri – saremo più competitivi e al passo con i tempi”.
Giuseppe Petrocelli

unione_sindaci

dic 132015
 

Egidio Mitidieri di San Severino Lucano, è il migliore agricoltore-custode della biodiversità agraria in Basilicata per il 2015. Si è perciò aggiudicato il Premio “Enzo Laganà” istituito dall’Alsia, l’Agenzia Lucana di Sviluppo e di Innovazione in Agricoltura, in memoria del proprio funzionario che si distinse sempre per onestà, laboriosità e per l’attenzione al mondo agricolo. La premiazione è avvenuta nel corso della VII° Giornata della Biodiversità Regionale, tenutasi il 9 dicembre a Lagonegro presso il Centro sociale di contrada Cappella. Nella giornata si sono anche svolti un convegno su “La mappatura della biodiversità agricola del Lagonegrese”, una Mostra pomologica di circa 700 campioni di specie fruttifere, orticole e cerealicole, e un mercatino di semi antichi. La mappatura della biodiversità agricola nel lagonegrese è l’ultima tappa di un lavoro dell’Alsia che ha interessato l’intera area sud della Basilicata e, per il Lagonegrese, nei comuni di Lagonegro, Trecchina, Lauria, Nemoli e Maratea. In quelle aree, dopo il censimento di 37 specie fruttifere concluso nel 2012, sono state mappate negli ultimi 2 anni 40 specie orticole e cerealicole, per un numero di registrazioni poco inferiore a 2.000. Tutte queste segnalazioni saranno inserite in una banca dati elettronica delle risorse genetiche autoctone del Lagonegrese. Oltre alla realizzazione del data-base, il lavoro sulla biodiversità proseguirà – come sollecitato tra l’altro dagli intervenuti al convegno – con la caratterizzazione bio-agronomica delle specie agrarie autoctone reperite nell’area. Ciò al fine di tutelare e valorizzare la biodiversità, così minacciata anche su scala mondiale dall’impoverimento progressivo degli ecosistemi.

Uno stralcio della conferenza svoltasi il 9 dicembre 2015

nov 222015
 

“L’ingegno creativo dei ragazzi è un terreno fertilizzato, soprattutto al Sud: basta buttare pochi semi in un terreno così predisposto, dove la prontezza di spirito è materia prima. Diventando vecchi, si diventa pessimisti, ma io ho fiducia nei giovani italiani. Governo e istituzioni non hanno capito di avere a di-sposizione la loro capacità inventiva, un’ansia di rivincita che è uno sprint in più”. Lo ha detto Andrea Camilleri, in un messaggio rivolto ai cinquecento studenti della Basilicata che stanno partecipando al festival scolastico-letterario SlowBook, di cui lo scrittore è presidente onorario, che si è concluso il 21 novembre 2015 Lauria. Il consiglio di Camilleri per i ragazzi è di “continuare a essere curiosi”, cercando di sconfinare dal percorso scolastico: “tutto quello che apprenderete, di diverso dalla vostra materia, prima o poi finirà con l’essere un tesoro accumulato che gioverà al vostro lavoro futuro. Già so che nel Mezzogiorno si creano piccole aziende, ragazzi che si associano per creare nuove attività. Quanti miliardi perdiamo con la fuga dei cervelli?” Si tratta, per Camilleri, di una perdita materiale “come in borsa: gravissima”.
Oltre cinquecento studenti di 15 tipologie di scuole di quattro comuni coinvolti (Lauria, Senise, Maratea, Lagonegro), 528 libri distribuiti, 40 docenti, 18 laboratori. Sono i numeri di SlowBook, la manifestazione scolastico-letteraria, prima del genere nel Meridione, finanziata dalla Regione Basilicata, articolata in una serie di incontri e workshop formativi cominciati in ottobre, con la partecipazione, tra gli altri, di Piero Dorfles e oltre venti esperti di giornalismo, editoria, social media.
Il festival si è concluso con il convegno dal titolo “La lettura negli anni del-le 140 battute” al quale partecipano il vicedirettore del TG1 Andrea Montanari, il direttore di RadioTre Rai Marino Sinibaldi, i giornalisti Domenico Iannacone e Gigi Di Fiore, la traduttrice Maruzza Loria, l’editore Roberto Malinconico, lo scrittore Giosuè Calaciura.
SlowBook si fa in regione operosa e in rilancio. “Sono persone intelligenti – secondo Andrea Camilleri – che capiscono la parola futuro. Il male della poli-tica italiana è la politica dell’oggi”, quando, sul domani, “cala il sipario”.
Sud e innovazione, grazie alla rete: secondo il direttore di Rai RadioTre Marino Sinibaldi, che ha aperto il convegno, “chi naviga nel territorio libero della rete si autoregola; è la scuola, dunque, l’unica agenzia che può indirizzare i giovani utenti alla rete, non per starci meno ma per starci meglio”. Se ci sarà un futuro del lavoro, nel Sud, avverrà – ha aggiunto Sinibaldi – “grazie all’apertura alle competenze diverse e alla possibilità di un aggiornamento continuo”.
“La tecnologia adesso è fonte di radicamento nel territorio: forse è il caso di restare al Sud, riempire gli spazi nuovi”, è la convinzione di Domenico Iannacone, condivisa da Andrea Montanari, per il quale le idee, i contenuti freschi dei nativi digitali si arricchiscono con “la frequentazione con le tecniche multimediali e con la rete” che, al Sud, “può cancellare il pregiudizio dell’isolamento”.
Maria Frega

Le interviste: Marino Sinibaldi, Domenico Iannacone, Gigi Di Fiore

Il convegno conclusivo pomeridiano

L’intervista ad Andrea Camilleri

ott 272015
 

La conferenza si è svolta a Grottole, sabato 8 agosto 2015, alle 19:30 nel chiostro della suggestiva Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore che ha stentato a contenere la gente accorsa. Oltre 250 persone hanno gremito il cinquecentesco spazio all’aperto che un tempo era Convento Domenicano. Sold out! Posti a sedere esauriti e alcuni hanno comunque seguito l’incontro in piedi. Presenza di pubblico eterogenea, dai bambini di scuola primaria, adolescenti come Maria Vezzuso (le tarantelle del suo organetto sono destinate a diffondersi nell’intero Mezzogiorno) e Samuele De Giacomo (la sua fisarmonica da ben sette anni si esibisce in diversi paesi lucani), adulti di cui alcuni emigrati al nord ma di ritorno per le vacanze nella terra di origine, e anziani.
Ad aprire i lavori è stato l’editore Timoteo Papapietro che per la Edizioni Magister ha spiegato il progetto di ricerca storica che ha visto la luce dopo diversi anni di meticoloso e attento lavoro. Un libro scritto da Paolo Frescura e impreziosito ulteriormente con illustrazioni del compianto Luigi Guerricchio e degli artisti Nisio Lopergolo e Franco Artese.
Il sindaco di Grottole e presidente della Provincia, Francesco De Giacomo, ha spiegato le motivazioni che hanno indotto l’Amministrazione a inserire questo evento nel cartello dell’estate grottolese dicendosi onorato del contributo storico che l’autore ha lasciato alla comunità per conoscere le proprie origini e servire da stimolo nel recupero delle attività artigianali smarritosi nel tempo. Ha inoltre inscritto questa ricerca in una traccia che la Regione Basilicata ha recentemente tracciato con la ferma volontà di recuperare quanto di buono vi era nell’artigianato ormai estintosi.
Particolarmente incoraggiante è stato il saluto di Francesco Carbone, “sindaco dei ragazzi” che ha voluto dare il benvenuto all’autore e al saggio.
L’intervento centrale di presentazione del libro è stato realizzato dal già Dirigente Scolastico Giacomo Amati che con chiarezza ha analizzato il saggio, fresco di stampa, pubblicato dalla materana Edizioni Magister atto a testimoniare i mestieri esistenti nel tessuto sociale di Grottole ma paritetici a tutto la provincia. In primis si mette in risalto il ruolo svolto dall’artigianato che ha rappresentato il simbolo della rinascita, non solo economica, ma anche sociale e culturale. Infatti l’artigianato era l’alternativa al faticolso lavoro bracciantile che si svolgeva nei campi; alternativa anche al lavoro della pastorizia che portava alla rinuncia della vita sociale nella comunità in cui si viveva; alternativa, per molti, all’emigrazione all’estero delineandosi sempre di più il pilastro del lavoro. Il secondo pregio del libro è assegnare all’artigiano una triplice dimensione: uomo “faber”, persona “sapiens” e di soggetto “creativo”. Ovvero, di colui che vuole essere protagonista della sua vita e artefice del suo destino. Ne esce che l’artigiano ha manualità e pensiero, ha scienza e arte, è un lavoratore formidabile, completo. Il terzo elemento distintive dell’opera va ricercato nella concezione di vita, nella visione dell’esistenza che indica al lettore: una delle ragioni d’essere della vita risiede nel lavoro, nella capacità di migliorarsi, nell’abilità di scoprire cose nuove, nel non arrendersi di fronte alle difficoltà, nel credere in se stesso e nel sapersi relazionare all’altro. I 64 mestieri sono descritti con un piacevole ritmo incalzante che stimola nel lettore la capacità d’attenzione e gli suscita un forte coinvolgimento emotivo. Leggere questo libro è un po’ come vedere delle belle foto: ti emozioni perché, per certi aspetti, è come rivedere una parte della nostra vita. Trattasi di un inno al lavoro: celebra la meraviglia del lavoro creativo. Giacomo Amati ha concluso il proprio intervento rendendo omaggio a Paolo Frescura per aver reso immortali questi 64 mestieri con un libro bello, prezioso e coinvolgente: tra i libri più belli che siano stati scritti in cui il lettore trova anche qualcosa di sé.
Nisio Lopergolo, noto scultore formatosi nella culla italiana delle arti “Accademia delle belle arti di Firenze”, nonchè stimato docente di arte nelle scuole materane e titolare di un laboratorio di ceramiche sito nel Sasso Barisano visitato da migliaia di turisti culturali di tutto il mondo, si è detto onorato di aver illustrato graficamente con un acquerello e diverse matite, il libro oggetto di presentazione. Il tentativo è stato quello di utilizzare anche le immagini per far rivivere e far conoscere alle nuove generazioni mestieri che sono ormai lontani, in un mondo completamente tecnologico. L’autore è riuscito a raccontare con linguaggio poetico, con brillanti prose che fanno vivere al lettore emozioni attraverso un affascinante viaggio nel tempo. Nel mondo sono milioni i lavoratori cancellati dal processo produttivo a causa dell’innovazione tecnologica, questo libro ci permette di non dimenticare e di riappropriarci della nostra identità. Il lavoro tradizionale era come una preghiera, un atto religioso; il lavoro più duro, più ripugnante comportava sempre “entusiasmo”. Oggi siamo privati di quel ruolo sacro, il lavoratore è ridotto a svolgere un ruolo meccanico in un mondo laicizzato, che deve bastare a se stesso. Ha concluso ricordando una frase di Lev Tolstoj “Possiamo vivere nel mondo una vita meravigliosa se sappiamo lavorare e amare, lavorare per coloro che amiamo e amare ciò per cui lavoriamo”.
Il poeta Giacinto Ruzzi ha esortato i convenuti a leggere qualsiasi scritto dello scrittore Paolo Frescura perché sono linfa e refrigerio per una crescita culturale.
Le conclusioni affidate all’autore Paolo Frescura hanno voluto essere un ringraziamento per la testimonianza d’affetto alla numerosissima platea convenuta. Ringraziamenti all’indirizzo dei due artisti, Francesco Artese e Nisio Lopergolo, i cui lavori sono stati esposti sulla parete sinistra del chiostro per consentire al pubblico di apprezzarli direttamente. Riconoscimenti anche all’ins. Mario Ruzzi che ha affidato alla penna di Frescura i suoi personali ricordi legati all’esperienza d’insegnamento nella scuola di campagna, in contrada Matina soprana e al dott. Antonio Guerricchio per aver consentito di inserire in questa pubblicazione le opere di suo zio, il maestro Ginetto Guerricchio, e la foto dello speziale, suo bisavolo. Il libro è nato grazie al contributo di pensiero di Giacinto Ruzzi e di tanti concittadini avanti negli anni che sono stati la fonte su alcuni mestieri e hanno dissolto alcuni dubbi su quelli che l’autore aveva visto con i suoi, ma offuscati dal tempo.
Queste le parole Paolo Frescura:
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paolo

ott 202015
 

Il presidente della Regione è intervenuto oggi in Consiglio regionale con una comunicazione sulle coordinate che si intendono sviluppare a partire dal 2016, e sulle proposte da presentare al governo nazionale nell’ambito del Piano per il Sud.

Un lungo intervento “per enunciare le proposte e gli spunti che la Basilicata si appresta a presentare quando si andrà a definire il cosiddetto Piano per il Sud” del governo nazionale, ma anche “un manifesto programmatico delle attività che la Regione intende mettere in campo nel 2016, con all’interno un capitolo speciale dedicato a Matera 2019-Basilicata 2019”. Quasi un’ora e mezza di discorso, che il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, ha tenuto senza alcuna pausa in Consiglio regionale, spaziando fra una serie di argomenti e tematiche che sono destinati a caratterizzare gli asset strategici “che collocheranno la Basilicata in una dimensione che guarda al Mediterraneo e all’Europa”. Un piano di sviluppo della Basilicata, insomma, sul quale il presidente ha invitato tutte le forze politiche “a lavorare e a riflettere”. Pittella lo ha definito più volte “il manifesto della Basilicata”, quasi a ribadire il concetto in vista di azioni che potrebbero essere fondamentali per il prossimo futuro. Un manifesto, che nelle intenzioni del governatore, sia capace di individuare “le iniziative politiche e programmatiche da consegnare ai lucani come cifra della capacità di governo”, partendo dai punti di forza e di debolezza, dalle strade che si sono intraprese – a partire dalla “digitalizzazione che vede la Basilicata prima in Italia insieme al Friuli” – e dalle sfide che si possono intraprendere. Pittella ha parlato di “asset strategici per temi ed automatismi importanti” in una regione “con piccoli numeri, ma che proprio da quei piccoli numeri può ripartire per qualificarsi”. Il presidente ha ricordato “che si era partiti, nel 2013, da condizioni non semplici, in una società fragile e spossata da una controproducente austerità”. “Oggi – ha evidenziato il governatore lucano – si sta assistendo ad una ripresa, e migliorano le aspettative del comparto industriale, grazie anche alle politiche messe in campo dalla programmazione regionale. La vera ripresa dovrebbe materializzarsi entro il 2016: nel frattempo gli occupati sono aumentati di settemila unità, e non solo per la Fca-Sata, ma anche per la crescita dei comparti del commercio e del turismo, trainati da Matera 2019. Siamo di fronte – ha detto ancora – ad un’inversione di tendenza, a timidi segnali di ripresa che stiamo provando a determinare in questa nostra azione politica”. Le coordinate lungo le quali l’amministrazione regionale intende sviluppare la propria azione di governo sono riconducibili attorno ad una serie di linee strategiche e di aree di intervento, tutte contenute in un corposo documento che è stato consegnato ai consiglieri regionali, e che Pittella ha ripercorso in maniera sintetica ma incisiva. Potenziamento delle infrastrutture materiali e immateriali, tenuta della coesione sociale e territoriale, sanità, impresa, innovazione tecnologica, risorse naturali, tutela dell’ambiente e del territorio, risparmio energetico, banda ultralarga, agricoltura: tutto si interseca nelle proposte che verranno presentate al governo nazionale, e tutto va ad avvolgere il Patto per Matera 2019-Basilicata 2019. “Il dibattito che seguirà nei prossimi giorni – ha spiegato il governatore – si caratterizzerà per la qualità delle proposte che faremo, e che il governo nazionale deciderà se accogliere o meno”. Nell’ambito del Manifesto per la Basilicata, che andrà a confluire nel Piano del governo nazionale per il Sud, Pittella ha individuato cinque linee strategiche: “società connessa e competitiva; società della conoscenza e delle competenze; società dello sviluppo compatibile e duraturo; società coesa e della cittadinanza; società ben governata”. “Dobbiamo avere la volontà di farci misurare – ha messo in chiaro il presidente Pittella – rispetto alla nostra qualità amministrativa”.

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ott 042015
 

L’assessore di Latronico Vincenzo Castellano è impegnato a cogliere dalle nuove tecnologie tutte quelle opportunità che permettono di avvicinare i cittadini al “palazzo”. In queste settimane è stato anche protagonista di una serie di consessi nazionali nei quali ha evidenziato la positiva esperienza della gestione dei rifugiati sul territorio latronichese.

set 182015
 

E’ stato pubblicato sul sito dell’Alsia all’indirizzo http://bit.ly/avviso_pistacchio l’avviso pubblico per raccogliere le manifestazioni di interesse da parte degli imprenditori agricoli lucani interessati a partecipare al viaggio-studio organizzato dal 5 al 9 ottobre dall’Alsia, l’Agenzia Lucana di Sviluppo e di Innovazione in Agricoltura, presso il centro di Ricerca sul pistacchio “Il Chaparrillo”, in Spagna, nella regione Castilla la Mancha.

L’iniziativa rientra nell’ambito dell’Azione 2 “Campi e prove dimostrative e azioni pilota” del progetto #Ditria realizzato dall’Alsia e finanziato dalla Regione Basilicata con riferimento alla Misura 111, azione B, del PSR 2007-13. Il viaggio-studio punta a favorire il confronto tra le imprese agricole lucane impegnate nella coltivazione del pistacchio e la realtà produttiva spagnola, attualmente leader in Europa nella produzione e nella ricerca di questo interessante prodotto.

Il pistacchio è stata introdotto alcuni anni fa nella collina materana, che si è dimostrata particolarmente vocata alla coltura, ed ora attrae l’interesse di molti imprenditori anche in altri comprensori lucani. Finora sono stati censiti circa 50 ettari di pistacchio, di cui 30 già in produzione, e si prevedono ulteriori incrementi delle superfici. Difficoltà tecniche legate alle fasi di scelta varietale, coltivazione, raccolta e prima lavorazione del prodotto accomunano la Basilicata ad altre regioni dove la pistacchicoltura è già consolidata, come la Spagna appunto, tanto da rendere particolarmente utile un confronto con queste realtà produttive che già stanno sperimentando importanti innovazioni nel comparto.

Tra gli imprenditori agricoli lucani che entro il 22 settembre, alle ore 13, manifesteranno il proprio interesse a partecipare al progetto, ne saranno selezionati 14 sulla base di specifici criteri già previsti nell’avviso.

Lolio-di-pistacchio-il-dissetante-della-pelle-secca

ago 172015
 

Il giorno 8 agosto 2015 si è svolto il “ 3° Concorso Artistico Nazionale Engel von Bergeiche”, dedicato allo scrittore e poeta Angelo Calderone, originario di Ruvo del Monte, in Lucania. Per l’occasione, sono convenuti nel piccolo paese bradanico: poeti, scrittori, pittori e fotografi finalisti da ogni parta d’Italia.
Alla presenza di un nutrito pubblico, accorso anche da altri paesi, la piazza Ungheria (dove l’artista scomparso, morto nel 2011, ha abitato per alcuni anni) è stata magnifico scenario per assistere ad uno spettacolo di alta valenza socio-culturale, innovativo ed originale, grazie alla fantasia creativa della presidentessa, fondatrice dell’eponimo concorso, Rossella Calderone (in arte Roscal), figlia del poeta- scrittore Engel von Bergeiche, “deus ex machina” dell’intero evento culturale, che, infrangendo il classico cliché, ha affidato gli intermezzi musicali ai virtuosismi del noto canta-fisarmonicista Dirindindì, (pseudonimo onomatopeico di Nicola Suozzi), famoso ”Dorforiginal” nella Svizzera tedesca, negli anni “70 – “80. La caratterizzazione tramite maschere dei personaggi raccontati, hanno fatto il resto. Una trovata azzeccata, a giudicare dal consenso del qualificato pubblico e dal lusinghiero giudizio della critica, unanime nel definire lo spettacolo : “evento dell’anno”.
La premiazione dei poeti, ha visto sul “podio” la giovanissima Aurora Di Napoli, di Salerno, che ha ricevuto il premio Junior per la sua poesia chiamata “Tra le nuvole”. Il premio del Presidente (una innovazione) è stato assegnato a Marina Lolli, di Roma, per la poesia “Maschere”. Il 3° premio è stato appannaggio di Concetta Seila Mammoccio, di Giulianova (Te), per la lirica “Mercenari di solitudine”. Il 2° posto ha visto sul podio Vincenzo Ciao (in arte, Vincent de La Vega), di Eboli (Sa) per la poesia “Torbidi pensieri”. Il premio speciale della Giuria è arrivato ad Imperia, alla poetessa Danila Marchi, per il componimento “Non credere”. E sul gradino più alto è salita la bravissima Michela Tombi, di Pesaro, che ha conquistato il 1° posto con la poesia “Sogni infranti” perché, come dice la motivazione: <>.
Per la narrativa, invece, i risultati sono stati i seguenti: 3° premio a Marina Lolli, di Roma, per il racconto “Tracce di irrealtà”; 2° premio a Margherita Ferraris, di Forlì, per il racconto “Tonino Toccafondi”; 1° posto a Gianandrea Paderni, di Catania, per il racconto “Verità”, con la motivazione:<< Lo scrittore ha saputo rappresentare il senso di sdoppiamento della personalità umana nell'era di internet, dove la realtà è, spesso, apparente e la verità effettuale è trasformata in verità virtuale fondata su infingimenti ed ambiguità. Infatti, quando il gestore del chiosco chiede al cliente: “Che cosa Le porto?”, la subitanea risposta è: “Vorrei la verità, no, non si preoccupi, non chiedevo la verità con la “V” maiuscola, quella della fede o la spiegazione dei misteri dell'esistenza. No, quella non so se riuscirò a capirla, un giorno, no, parlavo della verità delle cose terrene, quella delle cose in cui ci imbattiamo nella vita di tutti i giorni.” E last but not least è giunto il turno della pittura e della fotografia. In queste due sezioni, meno affollate delle altre, hanno vinto il 1° premio, rispettivamente, Maria Mare, di Ruvo del Monte, con la tela ad olio intitolata “Gli occhi dell'anima” e Marina Lolli (romana, partecipante a tutte le sezioni) con lo scatto fotografico chiamato “Tra le nuvole”. Poi, il 9 agosto, nell'aula consiliare del Comune, si è tenuto un incontro con Gastone Cappelloni, il poeta marchigiano vincitore della I edizione del “Concorso, 2013” che, dopo i ringraziamenti di rito e le congratulazioni, ha sottolineato l'importanza, la valenza culturale e il prestigio conquistati da questo Premio a carattere nazionale <>
La consegna di un ricordo alla Pro Loco e al vicesindaco del Comune di Ruvo del Monte, per il patrocinio, hanno chiuso il doppio evento culturale. A margine della manifestazione abbiamo chiesto un commento alla raggiante Michela Tombi, vincitrice outsider della sezione poesia, che ha affermato d’impeto: <> Appuntamento al 2016!
Prof. Domenico Calderone

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Taglio del nastro, domani mercoledì 12 agosto alle 17 in piazza Vittorio Emanuele III a Rotonda, per la VI edizione de Il Bianco & la Rossa.

Alla presenza dei sindaci della Valle del Mercure, prenderà avvio la quattro giorni di festa dedicata alle due Denominazioni di Origine Protetta (Dop) vantate dal Comune di Rotonda: il Fagiolo Bianco e la Melanzana Rossa.

Una vera e propria festa fra cibi, libri, arti e mestieri dell’accoglienza, con tanti ospiti che, insieme agli agricoltori, albergatori e ristoratori del Pollino, attendono i visitatori per condividere valori e sapori del territorio lucano.

Il Comune di Rotonda sarà animato da stand con i prodotti del Pollino e da momenti di intrattenimento e di riflessione. Alle 17, 15, sarà la pianista materana Claudia Minieri ad aprire con le note del suo pianoforte lo spazio dedicato alla Grande musica de Il Bianco & la Rossa.

Sulle vie del gusto è il tema dell’intervista che la giornalista Beatrice Volpe condurrà con ositi d’eccezione quali: l’assessore all’Agricoltura e Sviluppo rurale della Regione Basilicata Luca Braia, la studiosa di biodiversità Merita Hammer Spahillari, il presidente dell’Enoteca regionale lucana Paolo Montrone, presidente Enoteca Regionale Lucana, il presidente della Federazione Italiana Cuochi Rocco Pozzulo, la manager in ITSU Grocery di Londra Claudia Santagada e Michele Ottati, esperto di politiche agricole e Programmazione comunitaria.

Non un semplice ricettario ma una “geniale e poetica rivincita nei confronti dei carnivori” è il libro Prendere una lepre, con “ricette” vegetariane (o forse anche vegane), illustrato dal noto fumettista Giuseppe Palumbo che sarà presentato – alle 18,15 per le Letture de Il Bianco & la Rossa – da Emanuela Vita con Giuseppe Palumbo e l’editore Marcello Buonomo.

L’Enoteca regionale lucana sarà protagonista alle 18,45 Dell’aperitivo in Bianco & Rossa.

La sagra-evento dedicata a queste due eccellenze dell’enogastronomia italiana è patrocinata oltre che dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (Mipaaf – Agensud), dalla Regione Basilicata Dipartimento Agricoltura, dall’Ente Parco Nazionale del Pollino e dall’ Agenzia Lucana di Sviluppo e di Innovazione in Agricoltura (Alsia).

La manifestazione, rientrando fra gli appuntamenti di Expo Basilicata sui territori, vede dedicato proprio a quest’argomento l’approfondimento su: Il Parco nazionale del Pollino: colture e culture per un futuro sostenibile. Paola Saraceno – alle 19, intervista:

Davide Manzato della San Benedetto Fonti del Pollino e del Vulture Spa, Pina Mengano Amarelli, cavaliere del lavoro della Repubblica Italiana e presidente Amarelli Fabbrica di Liquirizia, Patrizia Minardi dirigente ufficio Sistemi Culturali e Turistici della Regione Basilicata, Giovanni Oliva direttore del Dipartimento Agricoltura e Sviluppo rurale della Regione Basilicata, Domenico Pappaterra presidente dell’Ente Parco Nazionale del Pollino e Rossella Tosto direttore Responsabile TRM Network.

Accomunati dalle Solanacee, il genere di piante a fiori che producono tuberi e frutti commestibili fra cui la patata, il pomodoro e la melanzana, i Comuni di Rotonda e Diembering in Senegal si gemelleranno con una cerimonia prevista per le 19,45.

Spazio alla buona tavola dalle 20, con le Ricette dell’Accoglienza di Andy Luotto illustrate dal tratto di Giuseppe Palumbo e poi con la Cena Bianco & Rossa. Negli stand del centro storico si potrà gustare, a un costo davvero contenuto, un menu’ a base di Faglioli Bianchi e Melanzana Rossa di Rotonda Dop.

Si chiuderà in musica, con la Gigli e Gigliastri Band, la prima serata della sagra evento di Rotonda. I musicisti si esibiranno nel concerto: Edde paralleli e convergenti – Cammino a quattro mani con De Andrè e De Gregori.

http://www.biancoerossadop.it/

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