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Apr 262018
 

Si terrà sabato, 28 aprile, nella sala polifunzionale di Scalea, alle ore 10, il
convegno “Giovani autistici crescono: verso l’adolescenza e la giovane età adulta nei contesti
significativi di vita”.
L’evento, completamente gratuito, è rivolto a genitori, insegnati, dirigenti scolastici e a tutti coloro
che vorranno avvicinarsi e comprendere meglio questa condizione.
La mattinata si aprirà con i saluti istituzionali del sindaco del Comune di Scalea, Gennaro Licursi e
della presidente dell’Associazione DimmiA… Teresa Di Marco e dei dirigenti scolastici presenti.
La psicologa e analista del comportamento, Anna Fondacaro, parlerà di “sistemi di presa in carico
globale: autismo, ABA e scuola”. A seguire lo psicologo e analista del comportamento BCBA
Davide D’Elia, illustrerà il progetto Edukautismo 2.0.
Simone Napolitano, psicologo e psicoterapeuta clinico, tratterà il tema “Il dialogo psicoterapeutico
nei disturbi dello spettro autistico: un’applicazione clinica della relation frame theory”.
Arturo Sica, medico e specialista in psichiatria, concluderà la prima parte dell’incontro palando del
“destino dell’autismo dopo il diciottesimo anno”.
La sessione pomeridiana, avrà inizio alle ore 14.30, con l’intervento della psicologa-PhD Giulia
Giovagnoli, sulla “gestione della sessualità dall’infanzia all’età adulta”.
Fiorenzo Laghi docente presso il Dipartimento di Psicologia dei processi di sviluppo e
socializzazione della Facoltà di Medicina e Psicologia, Università degli Studi di Roma La Sapienza,
introdurrà l’argomento di come favorire l’inclusione scolastica di adolescenti con autismo.
Lo psicologo e psicoterapeuta Marco De Caris, tratterà il tema della gestione dei comportamenti
problematici nel contesto scolastico.
Angela Massara, notaio, concluderà l’incontro con “Amministrazione di sostegno: un’opportunità
per il futuro”.
Il convegno, organizzato dalla Dimmi A… Onlus, è pensato come occasione di formazione,
discussione e approfondimento sul complesso tema autismo-adolescenza.
L’Associazione è formata da genitori di bambini e ragazzi autistici, attiva sul territorio dal 2012.
Nata con l’obiettivo di sensibilizzare cittadinanza e istituzioni promuovendo la divulgazione di
corrette informazioni sullo spettro autistico e garantire i più efficaci trattamenti riabilitativi,
attraverso validate prassi educative e la formazione specialistica degli operatori.
La limitata disponibilità di percorsi integrati tra il servizio sanitario, le scuole e le associazioni che
operano nel sociale, porta le famiglie a denunciare una carenza di professionalità in merito e di
conseguenza il mancato rispetto di questi diritti. La coerenza degli interventi e la loro continuità
sono inoltre a carico delle famiglie.

Apr 222018
 

“Strategie non farmacologiche per la prevenzione e cura del diabete mellito”. È il titolo del convegno tenutosi venerdì 20 Aprile 2018 nella Sala A del Palazzo del Consiglio Regionale di Potenza, promosso dallì Alad/Fand Basilicata(Associazione Lucana Assistenza Diabetici), con il patrocinio dell’ASP ( Azienda Sanitaria Potenza ) e la CIA ( Confederazione Italiana AgricoltorI ) L’introduzione ’ai lavori è stata dell’Assessore Regionale alla Salute ed alle Politiche Sociali Prof.ssa Flavia Franconi che ha evidenziato l’impegno della Regione Basilicata verso la patologia diabetica con interventi mirati alla Prevenzione delle complicenze ed avendo particolare attenzione alla Medicina di Genere; ha , inoltre, sottolineato il positivo “ tallonamento “ dell’Associazione dei Pazienti, tanro da poter a giusta ragione ritenere la realtà lucana una sorta di “ lanoratorio “ per la qualità dell’assistenza e della cura, anche per il lavoro che sistematicamente viene svolto dalla speciale Commissione Regionale Diabete.:Sono seguiti i saluti del Commissario Asp Potenza Dott. Giovanni Chiarelli che ha evidenziato l’opportunità del convegno, snche in quanto va a collocarsi in una stagione di grande cambiamento per l’organizzazione del Sistema Sanitario, stante l’iter approvativo del nuovo Piano Sanitario Regionale; in rappresentanza del Sindaco della Città di Potenza, l’Assessore alle Attività Produttive Avv. Carmen Celi che ha sottolineato l’impegno della Civica Amministrazione nel renedere sempre più vivibile il contesto urbano per poter favorire l’attività fisica , consentendo così ai cittadini di viverlo in modo adeguato ; anche il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Prof. Vincenzo Giuliano ha voluto esprimere il suo plauso per l’iniziativa che nel tempo sta impegnando non semplicemente l’ALAD Fand , ma altre Associazioni , quali gli Amici del Cuore ed i Celiaci ( presenti in sala ) , oltre alle Istitizioni preposte , in un Progetto sugli “Stli di Vitan “, che si vorrebbe replicare nelle Scuole, per la qualcosa è stato allertato un apposito Tavolo di Lavoro:
I lavori sono proseguiti con la moderazione del Dott. Pasquale Bellitti dell’UOSD Diabetologia Territoriale ASM Matera che ha voluto sottolineare l’importanza di una Prevenzione capace di abbattere gli attuali indici di obesità e sovrappeso che vedono la Basilicata tra le Regioni più a risachio di Diabete, come si evidenzia dai dati 2017 dell’11° Rapporto elaborato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute IBDO Sono seguite le interessanti relazioni : la prima su “Urban Diabetes Charta : La carta Italiana del diabete nelle città” a cura di Armando Zampino UOSD Diabetologia Endocrinologia ASP Potenza;; la seconda su “Tsunami Diabete: 11° Italian Diabetes & Obesity Barometer Report – la Basilicata” a cura di Massimo De Fino Direttore Sanitario ASP Potenza;la terza su “Terapia educazionale strutturata: esperienza della diabetologia dell’ Asp di Potenza ed ulteriori implementazioni” a cura di Giuseppe Citro Direttore UOSD Diabetologia Endocrinologia Asp Potenza.
A seguire gli interventi della D.ssa Daniela Ferrante in rappresentanza dei Medici di Medicina Generale che ha sollecitato una migliore e maggiore integrazione con i Medici di Famiglia, di Donato Filippi della Lucana Nordic Fitness che ha parlato della tecnica con cui va fatta l’attività fisica , della Nutrizionista D.ssa Antonella Catenacci consulente CIA che ha evidenziato la necessità di una sana e corretta alimentazione
Le conclusioni sono state svolte dal Presidente ALAD-FAND Antonio Papaleo che , nel tirare le somme del confronto ha sollecitato un urgente ed indifferibile intervento capace di porre un freno al dilagante fenomeno della obesità e del sovrappeso che vede la Basilicata ai primi posti secondo il Rapporto dell’IBDO sulla Diabesità;da qui , l’urgenza di doversi cimentare con la sfida che ci si para di fronte, tutti insieme, specie in una regione come la Basilicata la cui popolazione e’ fatta essenzialmente di persone anziane e, per questo, piu’ propense a prendere peso in uno ad essere colpiti dal diabete e, spesso, incappare nelle complicanze , assolutamente pericolose ed invalidanti.
Ma il fenomeno della obesita’ e del sovrappeso non riguarda, purtroppo, solo le persone di eta’ avanzata, bensi tanti ragazzi anche in tenera eta’, tanto da dover prendere atto di avere un triste primato, in quanto un ragazzo su tre , fra gli 8 e i 9 anni, risulta essere obeso o in sovrappeso. Occorre, percio’ , che rispetto a questo dilagante fenomeno ci si ponga con la massima disponibilita’, come pure va accadendo , specie in alcuni grossi centri urbani, grazie al Manifssto della Citta’ in Salute fatto proprio dall’Anci Nazionale, e che già tempo addietro è stato presentato al Sindaco di Potenza, dopo aver sottoscritto un apposito Protocollo d’Intesa con il Presidente Regionale dell’Anci .Ovviamente non basta, bisogna agire in tutti i modi possibili, senza interventi cosi’ detti spot, ma affrontando culturalmente la difficile problematica e, quindi, nelle scuole( come è stato gia’ avviato d’intesa con il Garante e che s’intende continuare), ma so auspica che la presente iniziativa porti a politiche sociali mirate , oltre che ad una una piu’ rispondente urbanizzazione che induca l’attivita fisica , creando possibilmente piu’ aree attrezzate e verdi, anche in quanto lo stesso ambiente andrebbe diversamente salvaguardato.
In estrema sintesi, infine, il peggioramento degli stili di vita, l’invecchiamento, la cattiva alimentazione ( compreso il cibo spazzatura), l’isolamento sociale,il basso livello di istruzione, la poverta’ e la miseria sono tutti fattori che inducono il diabete; a tutto quanto s’aggiunge che, sebbene in Italia e quindi in Basilicata, il Dipartimento Salute ha da sempre posto particolare attenzione verso questa patologia, come e’ evidente per la qualita’ dell’assistenza e l’immediatezza nella prescrizione di farmaci innovativi e di nuove tecnologie, il fenomeno continua ad essere in crescita, con l’aggravante di non poter stabilire l’entita giusta, in quanto sono tuttora molti i cosi detti silenti, quelli che non sanno di esserlo e lo scoprono solo quando insorgono le complicanze, e cio’ perché non si e’ riusciti mai a fare uno scriniing generalizzato: così come è altrettanto indifferibile che si proceda nella implementazione della Legge 9/2010 per ci si è in attesa di essere auditi dalla IV Commissione del Consiglio Regionale, oltre che si rimane in fiduciosa attesa della implementazione dello stesso Piano Nazionale Diabete, pur essendo stata la Basilicata la prima Regione ad averlo recepito:; si è colta, inoltre, l’occasione per proporre alla Dirigenza dell’ASP di adottare la “ Carta Urbana del Diabete “-
Alla fine dei lavori si è tenuta, come da programma, una passeggiata lungo il “percorso Europa Unita” disponibile su App Città per Camminare e della Salute come esempio di attività fisica.
Alla fine della passeggiata, grazie alla Croce Rossa Comitato Provinciale di Potenza e alla dietista Vita Salvatore, si sono effettuati i controlli glicemici, e pressori , dando ai partecipanti informazioni sul corretto stile di vita.
La CIA Basilicata alla fine della passeggiata ha distribuito ai partecipanti della frutta fresca di stagione., nella logica del cosiddetto chilometro zero..

Apr 112018
 

1,29 milioni di euro per consolidare e qualificare il sistema regionale dei servizi educativi per l’infanzia.
La Giunta regionale di Basilicata ha ripartito tra i Comuni, sedi di asili nido e scuole dell’infanzia, le risorse, assegnate per il 2017, del Fondo nazionale per il sistema integrato dei servizi di educazione e istruzione, dalla nascita sino a sei anni.
In particolare possono essere finanziati: interventi di nuove costruzioni, ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo, riqualificazione funzionale ed estetica, messa in sicurezza meccanica e in caso di incendio, risparmio energetico e fruibilità di stabili di proprietà delle Amministrazioni pubbliche, spese di gestione, in quota parte, dei servizi educativi per l’infanzia e delle scuole dell’infanzia, ampliamento della rete dei servizi educativi per l’infanzia, potenziamento delle sezioni primavera, interventi di formazione continua in servizio del personale educativo e docente.
Il riparto tra i Comuni è stato effettuato tenendo conto della popolazione di età compresa tra zero e sei anni, sulla base dei dati dell’ISTAT.

Feb 142018
 

Si terrà sabato 17 febbraio, dalle ore 18:30 presso la sede Ce.C.A.M di Marconia in Piazza Elettra la presentazione del libro “Bisogno di valori” – (Archivia – Associazione Culturale Inloco), 1^ edizione 2017, una raccolta di poesie del Prof. Antonio Romano. Il libro si apre con una curatissima “Riflessione” dello stesso autore, seguita dalla dalla
presentazione di Sua Eminenza Arcivescovo di Matera e Irsina Antonio Giuseppe
Caiazza e dalla magistrale prefazione, del Prof. Antonio Rondinelli. Una raccolta di 51
poesie, suddivisa in quattro sezioni dai titoli : E ritorno bambino; Incanti di natura; Occhi
sul mondo; Sentimenti, tutte precedute da altrettanto superlative “Grafiche” più la stessa
copertina, dell’affermato pittore di Tursi (MT), Maestro Luigi Caldararo. L’autore, di
Montalbano Jonico (MT), cui si preferisce definire “educatore”, laureato in Pedagogia, già
insegnante nelle scuole elementari, prima, poi docente nelle scuole superiori, ha già
pubblicato altre opere: Scrittori per ragazzi di Basilicata; Gocce di valori – Poesie per
l’infanzia; Piccoli autori crescono; Viaggio nel tempo. Ogni strada una storia; La scuola
creativa; Il dialetto di Montalbano Jonico – Vocabolario, autori e opere; Il sogno dell’Italia
unita. Le interviste impossibili; Montalbano nel pallone. Il calcio racconta; e Dal
Sud.Letteratura per l’infanzia e immaginario meridionale (coautore con Daniele Giancane).
Prima della sua ultima raccolta di poesie, aveva scritto nel lontano 2000, all’epoca
insegnante delle scuole elementari – Gocce di valori. Per l’autore la “poesia” intesa
quale strumento educativo, più immediato, più incisivo, che agevola la crescita sana in
dimensione morale e culturale, più penetrante e accattivante della prosa, “una maestra di
vita” proprio come la storia e la pedagogia i suoi “binari della scrittura”. E, se Gocce di
valori, era a misura d’infanzia, mirava a indicare il bene, un mondo idilliaco, a valorizzare
le piccole grandi cose della vita, sviluppandosi quasi per vie eteree, i versi di Bisogni di
valori si calano anche nel quotidiano, percorrono strade polverose della realtà variamente
inquinata e si sporcano, indicando il male che investe la società di quest’inizio del terzo
millennio, e lo sferzano per far riflettere e ricacciarlo indietro alla luce di un ritorno di quei
valori che possano costruire la strada di un nuovo umanesimo. La poesia in questo caso
“promossa e veicolata dai mass media”, può contribuire a riportare l’uomo sulla retta via,
da tempo smarrita; il suo linguaggio dolce ma penetrante arriva al cuore, può far riflettere,
e rinsavire menti deboli e mal orientate, può preparare un futuro degno di essere vissuto.
Solo la cultura e il dialogo possono salvare l’uomo dei nostri tempi. La presentazione sarà
coordinata dal Presidente del Ce.C.A.M Giovanni Di Lena, e dopo i saluti della Dr.ssa
Maria Grazia Ricchiuti (Vice Sindaco e Assessore alla cultura Comune Pisticci),
seguiranno gli interventi del Prof. Dino D’Angella subito dopo interverrà l’autore con le
conclusioni.
LINO DE MARSICO

svromano

Mag 152017
 

E’ stata rinviata 15 giugno 2017 la scadenza, precedentemente fissata al 15 maggio 2017, del termine utile per la partecipazione all’Avviso Pubblico “Buoni Servizio per l’accesso ai servizi socio-educativi della prima infanzia – Anno Educativo 2016-2017”.

L’avviso può contare su una disponibilità economica, per questa annualità, di un milione di euro ed è finalizzato a favorire una più agevole distribuzione dei tempi dedicati alla famiglia e alla vita professionale, soprattutto in favore delle donne e, quindi, per sostenere l’accesso, la qualità, la fruibilità, l’ampliamento, l’integrazione e l’innovazione dei servizi socio educativi rivolti alla prima infanzia.

Il rinvio della scadenza si è reso necessario a seguito delle numerose richieste di chiarimenti pervenute agli uffici.

L’avviso, con tutta la documentazione amministrativa, è pubblicato sulla home page del sito della Regione Basilicata.

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Dic 312016
 

La fine di ogni anno coincide con il periodo in cui si tirano le somme sull’attività svolta ed è opportuno fare un sintetico bilancio sugli obiettivi e sui progetti che hanno visto l’associazioone Alad Fand di Basilicata in prima linea nella prevenzione e gestione della patologia diabetica.
Il 2016 è stato un anno di inteso e duro lavoro, un anno in cui il sistema sanitario regionale è stato oggetto di un lungo processo di riforma, che in questi giorni sta arrivando alle battute finali, un anno in cui in commissione regionale diabete abbiamo lavorato alacremente per il mantenimento dei livelli di assistenza per le persone diabetiche; ciò nondimeno, auspichiamo e lavoreremo perchè si proceda celermente all’implementazione della Legge Regionale 9/2010 per la realizzazione della Rete Diabetologica su tutto il territorio Regionale per abbattere le liste di attesa per le visite di controllo; per l’implementazione del Piano Regionale Diabete ( la Basilicata è stata la prima regione ad averlo recepito ) e, più in generale, per rendere meno difficoltosa la vita del paziente diabetico, attraverso la pratica attuazione del ” Manifesto dei Diritti e dei Doveri della Persona con Diabete ” ( anche questo recepito per primi dalla Basilicata ).
Oltre al lavoro in commissione diabete, la Fand di Basilicata ha inteso rafforzare la sua presenza sul territorio lucano, in particolare nelle aree più interne. Lo abbiamo fatto attraverso il progetto “Nuovi stili di vita”, finanziato con il bando Progetti Innovativi della Regione Basilicata, supportato dall’Istituzione Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Basilicata. Il progetto, redatto e dedicato al compianto amico Gerardo Cicchetti, ci ha visto protagonisti con altre associazioni presenti sul territorio in un opera di formazione e informazione nei plessi degli I.C di Laurenzana ed Albano di Lucania. E ancora, abbiamo girato la Basilicata in lungo e in largo presenziando a convegni e tavole rotonde per diffondere la cultura dei corretti stili di vita, dieta mediterranea, sport ecc ecc. Forte e proficua è stata la collaborazione con il personale medico delle strutture sanitarie regionali e, a tal proposito – tra tutte le attività – ricordiamo la bella esperienza dei campi scuola che abbiamo organizzato a Policoro e a Pignola dedicati ai ragazzi con diabete in età evolutiva ed ai loro genitori , a cui hanno partecipato delegazioni della Fand di Sardegna, oltre al Presidente Nazionale Fand Albino Bottazzo.
Ma il lavoro dell’Alad Fand di Basilicata non si esaurisce solo nel settore sanitario; l’associazione è presente e protagonista nello scenario dell’associazionismo responsabile lucano. L’Alad ha alla base del suo agire la ” Rete “. Costruire reti di collaborazione attiva con l’obiettivo di favorire un sistema di comunicazione che consente efficacia di interventi ed una generale catalizzazione di energie e di saperi. La collaborazione si ispira ai valori fondanti di trasparenza, responsabilità ed etica, in un quadro di solidarietà diffusa e di condivisione di saperi e di idee.
L’anno che ci apprestiamo a vivere ci vedrà protagonisti di nuove e avvincenti sfide a cui, come associazione, ci stiamo preparando con molta attenzione. Il rilancio delle politiche giovanili, l’adesione ai progetti di alternanza Scuola – Lavoro etc etc. La Fand di Basilicata si candida ad ospitare in Basilicata la prossima Assemblea Nazionale. Un omaggio a tutti i volontari lucani che instancabilmente lavorano per l’associazione e a cui va il merito di rendere l’Alad un associazione partecipata e presente a tutti i livelli in maniera egregia. L’Alad- Fand è presente nella Consulta del Volontariato dell’Aor San Carlo di Potenza, all’Assemblea del Volontariato, nel Forum regionale del Terzo Settore, nel Comitato di Gestione del Volontariato.
Lasciamo il 2016 con qualche certezza in meno e qualche consapevolezza in più; la consapevolezza che la Fand di Basilicata è come un maratoneta, passo dopo passo raggiunge i suoi obiettivi. Nel 2017 continueremo a correre…..

Il Presidente ALAD – FAND Basilicata
( Antonio Papaleo )

papaleo

Set 202016
 

Si è svolta, stamane, presso la Sala A del Consiglio Regionale della Basilicata, la conferenza stampa di presentazione del “Manifesto dei diritti e dei doveri della persona con Diabete” per iniziativa dell’associazione Alad/Fand di assistenza alle Persone con diabete e con il patrocinio della Regione Basilicata e dell’Asp di Potenza.

“Il Manifesto – ha dichiarato il Presidente dell’Associazione Antonio Papaleo – che viene presentato, nasce dall’assunto secondo il quale i diritti delle persone con il diabete sono gli stessi di tutti gli altri. Il sistema sanitario nazionale deve garantire alla persona con diabete metodi diagnostici terapeutici appropriati e uniformi su tutto il territorio. Ringrazio il Presidente Marcello Pittella e la sua giunta, per aver recepito con delibera n°1565 lo stesso Manifesto grazie anche al pressing delle Associazioni impegnate nell’assistenza ai diabetici su tutto il territorio regionale”.

All’iniziativa hanno portato il saluto: Massimo Savino – Presidente del Comitato di Gestione del Volontariato, Vincenzo Giuliano – Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Mario Polese – Consigliere Regionale e Segretario della IV Commissione ; sono intervenuti : Arianna Baroni della Novo Nordisk, Giuseppe Citro – Diabetologo ASP , Antonello Maioli – Diabetologo A.O.S.Carlo, Antonio Papaleo – Presidente ALAD Fand Basilicata , con il Coordinamento di Roberto Morea – Diabetologo ASM e rappresentante AMD Basilicata. Le conclusioni sono state affidate al Direttore Generale del Dipartimento Sanità Donato Pafundi in rappresentanza dell’Assessore Flavia Franconi e al Direttore Generale ASP Giovanni Battista Bochicchio che con una brillante sintesi ha dichiarato “ Vi sono i Diritti alla Salute che ogni cittadino deve pretendere , ma vi è anche un Dovere a saper essere attento alla salvaguardia della propria Salute “.
All’iniziativa hanno preso parte tantissime Rappresentanze di diverse Associazioni di Volontariato, oltre che un folto numero di Persone con Diabete della Provincia di Potenza e della Provincia di Matera.

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Lug 272016
 

“Non sapere che cosa sia accaduto nei tempi passati, sarebbe come restare per sempre un bambino. Se non si fa uso delle opere dell’età passata, il mondo rimarrà sempre nell’infanzia della conoscenza”.
Siamo all’indomani del 1861, nell’Italia post unitaria, ai tempi della cosiddetta “Questione Meridionale”; corruzione, repressione e malcontento sono i termini che compaiono maggiormente nelle pagine di storia dell’epoca. Il Sud di un’Italia ufficiosa, affetto da ingiustizia e analfabetismo, prova a scrivere la storia, la propria storia, in cui i protagonisti non vantano imprese epiche né portano stemmi lucenti sulle divise.
Si tratta del popolo, la massa di uomini e donne ignoranti abituati a dialogare solo con la terra. E fu proprio il grido della loro terra a spingerli all’insurrezione, rendendoli protagonisti di una storia che, fino a quel momento, avevano subito passivamente.
Gli esperti l’hanno definito “fenomeno politico e sociale”, ma, al di là dei luoghi comuni, in pochi sanno cosa significò il brigantaggio per il destino del Meridione. Un capitolo di storia scritto dagli sconfitti, simili a primitivi che peccarono di presunzione credendo di riuscire a sovvertire l’ordine delle cose. Eppure, i briganti avevano una grande dote, quella del coraggio.
Ed è il coraggio il filo conduttore dello spettacolo teatrale “Fuori i Borboni” giunto alla sua quarta edizione nel boschetto di Lucarelli, comune di Latronico. Non attori di mestiere, non professionisti, bensì dilettanti; gente comune, proprio come i briganti autentici.
Lo scopo è quello di raccontare un pezzo del passato che ci appartiene e riguarda da vicino, ambientato proprio nei boschi lucani. Conoscenza, dunque, ma anche intrattenimento, poiché, citando il giornalista Allen Nevins, “se la storia fosse una fotografia del passato sarebbe piatta e poco interessante. Fortunatamente, si tratta di un dipinto; e, come tutte le opere d’arte, non riesce a toccare la verità se non mescolando la fantasia e le idee ai colori”.
Scopo ulteriore della rappresentazione è quello di “esaltare lo spirito critico” degli spettatori, alimentandone la curiosità per saperne di più. Non a caso, infatti, sono stati inseriti riferimenti storici nelle note di regia, per fornire uno spaccato verista e imparziale e permettere al pubblico di sviluppare il proprio punto di vista alla luce dei fatti documentati.
In fondo, il teatro è come la vita, in cui ognuno di noi si trova continuamente in scena a recitare un ruolo e ad indossare una maschera. Consapevoli di ciò, sono ben 21 i volontari che hanno accettato di prestarsi a quest’iniziativa, diretti dal regista Aldo Fortunato:”Ho cercato di dare loro i presupposti fondamentali dell’arte drammatica e valuto positivamente il lavoro svolto”. “Il teatro” continua Fortunato “si basa sulla finzione e, siccome loro non sanno fingere, sono più autentici, più veri; ecco perché non ho voluto colleghi professionisti”.
In una delle sue battute, Serafina dirà:”Sognare non costa nulla” e, in effetti, è proprio ciò che hanno fatto i nostri attori: sognare, per una notte, di essere tornati indietro nel tempo, nell’infanzia di un’Italia che ancora oggi porta con sé retaggi di quel lontano 1861. Raccontare la storia è un’enorme responsabilità, soprattutto se si tratta di eventi molto distanti dal narratore. Servono informazioni, fonti attendibili, dettagli esplicativi.
Aiutato nell’adattamento testo da Nunzia Gioia, Fortunato spiega di aver avuto bisogno di un testo storicamente fondato e scritto da uomini di teatro: originariamente composto da tre atti, ridotto poi ad atto unico, il testo fotografa la situazione del periodo post-unitario senza fornire opinioni personali.
Tra i partecipanti, non solo adulti, ma anche giovani in grado di dimostrare serietà e voglia di fare. In una comunità, il coinvolgimento di ogni fascia d’età diventa vitale alla sopravvivenza della comunità stessa. Il teatro, dunque, funge da attività ricreativa il cui risultato finale dipende dal lavoro di squadra, un lavoro svolto con sinergia e continuità. A dispetto di ciò che si rimprovera sempre alle nuove generazioni, ovvero di mancare di impegno e costanza, i nostri giovanissimi attori hanno accettato fin da subito di dedicarsi a quest’idea.
L’evento, inoltre, si propone anche di esaltare le tradizioni e i sapori tipici delle nostre terre, motivo per cui, al termine dello spettacolo teatrale, ci sarà un momento di intrattenimento musicale a cura dei Popularia Tour durante il quale si potranno degustare pietanze e prodotti gastronomici.
Ultimo, ma non certo per importanza, la serata vedrà la presenza di Michele Placido quale testimonial d’eccezione, a conferma dell’ottima qualità del “prodotto” pubblicizzato; che dire? Provare per credere!
Antonella Gioia

Manifesto Briganti2

Mag 212016
 

Don Francesco Sirufo è nato a  Castelluccio Inferiore nel 1961, in una contrada montana sul torrente Peschiera. Il padre, Antonio emigrò quando lui era ancora piccolo, la madre Luigina da sola portò avanti la famiglia. Ha conseguito la sua formazione vocazionale e gli studi classici nei seminari di Cassano ,Cosenza e Potenza, la formazione spirituale,sacerdotale, filosofica e teologica nel seminario dei Gesuiti a Posillipo, Napoli . Ha completato gli studi conseguendo la licenza e il dottorato in Diritto Canonico presso la pontificia Università Lateranense in Roma. Ordinato sacerdote ,nel 1985,a Castelluccio Inferiore, dopo un anno di collaborazione, va ad Agromonte e poi a Roma e Maratea. Nel 1986 viene nominato vicario nella parrocchia di “S. Nicola di Bari” a Lauria, nel 1989 parroco a Senise nella parrocchia di “S.Francesco d’Assisi” e nel 1994 di nuovo a Lauria. Nel Frattempo viene nominato professore di religione nei licei classici di Senise e Lauria, professore di Diritto Canonico all’Istituto di Scienze religiose di Chiaromonte e all’Istituto Teologico del seminario Maggiore di Potenza,nonché vicario giudiziale presso il Tribunale diocesano e negli uffici  di Curia a Tursi e in Diocesi ,membro del Consiglio Presbiteriale e del Collegio dei Consultori. E’ stato presidente del Comitato interparrocchiale “Beato Domenico Lentini” di  Lauria e assistente diocesano dell’Azione Cattolica. Attualmente è stato nominato dai vescovi  lucani Prefetto degli studi Teologici pressso il Seminario Maggiore di Potenza.Il 3 Agosto 2010 Don Francesco Sirufo festeggia i suoi 25 anni di sacerdozio nella comunità di Viggianello, nella chiesa di S. Caterina d’Alessandria.Don Francesco arriva a Viggianello ad Ottobre 2008 insieme a Don Mario Radesca che viene chiamato nella parrocchia della Beata Vergine del Carmelo di Pedali. A mezzogiorno del 20 Maggio 2016 le campane di Viggianello centro storico si sono sciolte a festa,la notizia che circolava da tempo è diventata reale. Monsignor  Francesco Sirufo,della parrocchia S.Caterina d’Alessandria di  Viggianello è stato nominato arcivescovo di Acerenza. Lo incontro nel centro interparrocchiale dopo la messa, nella antichissima cappella dell’Assunta,e dopo le tante manifestazioni di affetto ricevute.

 

Oggi il cuore è diviso fra tristezza e gioia. La tristezza di non poter più godere della quotidianità della Sua presenza e la gioia della Sua nomina ad arcivescovo della Diocesi più antica ,quella di Acerenza. Antica e misteriosa Ed è proprio il mistero che mi ha conquistata in questi anni. Il mistero che si palesa al cospetto della Vergine dell’Alto che Lei ritrova nella chiesa madre di Viggianello,il mistero della Sua vita spirituale  ed umana “ impressionato ”, da questo lembo di terra della Lucania, tra il Sinni  ,il Noce e il Mercure.Un piccolo ,grande mondo che ha scrutato e interrogato.

 

“Il sentimento è ambivalente anche per me,ovviamente. Da un lato la gioia dell’obbedienza al Sommo Pontefice ,Sua Santità Papa Francesco ,che mi chiama per bocca della Chiesa tutta, ad una nuova missione, la missione episcopale nella sede di Acerenza. Naturalmente ,sono in grande trepidazione per un fatto del genere,mai avrei immaginato una cosa per me. La mia vita sacerdotale è già tanto, tutto.Immeritato già essere sacerdote. Dio mi ha voluto sacerdote,prima. E’ già commovente.Nello stesso tempo anch’io provo una certa mestizia ,una certa sofferenza nel distacco dalla mia Diocesi di Tursi-Lagonegro e anche dalla parrocchia di Viggianello,come anche dall’ambiente in cui sono cresciuto ed ho operato a livello sacerdotale. Naturalmente, quando uno ha dedicato la propria vita alla vocazione sacerdotale ,si sa che è a disposizione  della Chiesa; ho fatto le mie resistenze ,come tutti sanno,forse anche un pò lagnose dal punto di vista dei superiori immediati e anche superiori di Roma, ho fatto del mio meglio per evitarmi questo nuovo incarico, ma quando ho capito che il Signore mi chiamava ,mi chiama anche a questo, non ho opposto più nessuna resistenza. Voglio e vorrò sempre bene al mio ambiente nativo,alle parrocchie che ho servito in questi anni,specialmente a questo ambiente della Valle del Mercure,in particolare a Viggianello ,come anche  a Castelluccio che è il mio paese natìo. Non è la prima volta nella mia vita che ho questo sentimento, lasciare e partire per una nuova missione che Dio mi affida. Ho vissuto questi momenti di prova ,di dispiacere;Lasciare volti noti,esperienze fatte,progetti ancora da realizzare…però, devo dire che il lasciare, seppur nella mestizia, è stato subito colmato da una nuova esperienza nella Chiesa che mi ha dato sempre soddisfazione, gioia ,coraggio. Una ricchezza ho lasciato in questa mia vita ,però un’altra grande ricchezza ho sempre trovato”.

 

Queste nostre montagne allle quali Lei è particolarmente legato,che ha sempre ascoltato e interpellato ,Lei ha detto che è il “paradigma con cui ho guadato il mondo intero,con la sua nobiltà e la sua bassezza,con l’esaltazione e il suo dramma ,e ho cercato di carpire il segreto di queste montagne e di queste genti”.Lo ha scoperto questo segreto?

 

“Amo  esprimermi in maniera sibillina. Ho vissuto l’infanzia nell’ambiente rurale di questi cari monti,naturalmente da ragazzo ho voluto capire anche il mondo più grande ,che sapevo oltre l’orizzonte a partire da quelle esperienze  che facevo con la gente ,con la mia famiglia,con le persone che incontravo sia da ragazzo che da adolescente ,anche in riferimento religioso della nostra gente,le sofferenze ,i sacrifici,le piccole gioie ,l’incedere delle stagioni che è molto bello da noi tra questi monti,perchè ogni stagione ha il suo ritmo,il suo clima,il suo colore. E allora ho fatto uno sforzo,ho immaginato questo ambiente come un laboratorio per capire anche quello che poteva succedere oltre,e ho scoperto che le dinamiche che ho vissuto nei primi anni della mia vita ,sociali ,umane ,religiose e interiori, a livello macroscopico si ritrovano sempre .Questo è quello che ho capito nella mia vita .In genere dico, che il mio primo seminario(sono entrato in seminario a tredici anni e mezzo dopo le scuole medie come si chiamavano all’epoca )  dalla nascita fino all’entrata nel seminario ecclesiastico, l’ho fatto nel mio ambiente,osservando studiando, pregando,ascoltando,meditando,scrutando, e questo mi è stato utile per capire me stesso e gli altri. Sembra una cosa strana che da un microcosmo si possa cercare di comprendere il macrocosmo ,però a me è capitato così ,e questo paradigma,come lo chiamo io,mi è servito e mi serve tutt’ora” .

 

Qual’è stato il momento,se esiste un momento preciso in cui Ha sentito quella forza che La chiamava alla Sua missione ?

 

“Sono figlio di una famiglia molto semplice ,di contadini,di emigranti,nell’agro rurale di Castelluccio Inferiore, già verso Agromonte . Nel mio ambiente di famiglia ho respirato un senso religioso anche semplice, ma indubbio,quindi mi sono ritrovato ad essere un ragazzo abbastanza religioso ,ovviamente non pensavo affatto ad una vita sacerdotale ,ho sempre detto però che dopo la celebrazione della Prima Comunione e la Cresima,  ( verso i dodici anni) ho sentito con certezza la chiamata a diventare sacerdote. Una chiamata e una vocazione che stupiva anche me,tant’è vero che ne ho parlato anche tardi con i miei genitori e i sacerdoti a cui facevo riferimento. Anch’io povero ragazzo ,ero abbastanza perplesso…non ci pensavo affatto,poi ad un tratto mi giunge quella voce interiore,il desiderio che è una vocazione ,poi piano piano la convinzione è diventata sempre più forte ,ho convinto gli adulti ,la mia famiglia e ho iniziato questo lungo cammino che mi ha portato al sacerdozio ,e a tutta l”esperienza fatta. Ne sono grato al Signore. Già da ragazzo ho visto questa vocazione come una grazia di Dio ,una vicinanza di Gesù Cristo..a me povero ragazzo che sapeva ben poco del mondo. A vedere oggi tutte le esperienze che ho fatto ,guardando all’indietro dico…ma guarda un po..chi se lo immaginava”!

 

 

Quando Lei è arrivato a Viggianello,ricordo che Le chiesi telefonicamente un’intervista. Disse che mi aspettava in canonica. C’era vento,ero in ritardo..sembrava un ‘intervista di routine ,però appena La vidi il mio istinto mi indirizzò verso un nuovo modo di guardare e di chiedere. Cercai risposte nuove,più profonde ,alla ricerca dell’animo umano ,quell’animo umano che sempre ho cercato di indagare e mi sembrava che Lei potesse,piano piano svelarlo,non solo per l’innata curiosità ma anche e soprattutto per la comunità di Viggianello. L’animo umano…cos’è.?Com’è che un attimo prima sembra felice della proposta della Chiesa e un attimo dopo non lo è più? Forse è proprio vero che la strada dell’inferno è lastricata di buoni propositi..

 

 

I”o sono abbastanza abituato all’introversione ,anche se poi mi piace tanto l’estroversione,stare con gli altri .L’esperienza giovanile , l’esperienza poi del seminario,dell’educazione ricevuta all’interno della Chiesa ,anche gli studi umanistici e classici mi hanno ,ancora di più,portato a questo sguardo interiore su me stesso. Questa esperienza mi dà la possibilità di scrutare,interpretare anche l’animo degli altri. Per chi guarda se stesso,è ben allenato ad incontrare spiritualmente gli altri o l’altro ,e anche l’altro con la A maiuscola ,cioè Dio,perchè come ha detto lapidariamente S. Agostino : “Dio abita nell’uomo interiore”. Lì incontriamo anche il Signore ,incontriamo Dio . E incontrando l’animo degli altri ,incontriamo anche quello che Dio vuole dire agli altri .L’animo umano resta,certamente, la realtà più misteriosa e più bella dell’Universo. Dio lo ha creato in vista dell’animo umano,cioè la nostra persona ,e Dio ama la nostra persona,la nostra interiorità,,la nostra coscienza,il nostro animo…lì ci vuole incontrare. Ecco perchè è affascinante questo pellegrinaggio ,(siamo anche nell’anno del Giubileo)non solo all’esterno per camminare per le vie del mondo ,ma camminiamo per le vie del mondo per incontrare noi stessi. E’ la ragione ultima  della nostra vita …Lui che ci ha creati….Io penso che nella mia vita sacerdotale mi sia sforzato di fare questo su me stesso incontrando gli altri,penso anche di poterlo continuare umilmente ,anche nella missione episcopale ,che la Chiesa mi affida tra pochi mesi, nella carissima Arcidiocesi di Acerenza ,di cui conosco parecchio e conosco tanti bravi sacerdoti”.

 

“Sei arrivato troppo tardi ma, si può fare. Sei arrivato troppo presto ma,si può iniziare”. Questa Sua frase ,resta per me nella sua complicata valenza una frase sempre da decifrare.

 

“Questa frase mi venne in mente contemplando la statua della Madonna dell’Alto ,nella chiesa parrocchiale di S. Caterina di Viggianello,che conoscevo e veneravo da ragazzo al Santuario del monte Alto. Ebbi poi il piacere di ritrovarla in chiesa e mi fermai a meditare . Una frase pensata in colloquio spirituale al cospetto della Madonna dell’Alto e a Gesù Bambino. Mi è venuta in mente,l’ho tenuta sempre nel cuore perchè ,forse, rappresenta la nostra vita. Tutta la nostra vita pare così….arrivare tardi,però si può fare qualcosa senza scoraggiarsi,oppure arrivare troppo presto da qualche parte ,in qualche situazione, ma è sempre utile darsi da fare”.

 

Lei è stato,è ancora parroco di Viggianello. La nostra è una comunità complicata, e quindi anche in una comunità che sembra in ginocchio quella frase…..arrivare in ritardo…arrivare troppo presto….sa di buono.

 

“ Forse è stato il leit-motiv che mi ha guidato per prendere in mano…non tutto,poichè non abbiamo potuto fare tutto, insieme. Ci vuole tempo,però quello che abbiamo fatto, forse è ispirato anche a questo motto. Io penso questo: i problemi sociali, culturali,umani, religiosi delle nostre comunità sono tanti . E’ un’analisi molto lunga da fare,però penso che stando accanto ,amando le nostre comunità,le nostre genti ,il nostro popolo,soffrendo inseme nelle varie vicende ,condividendo anche i momenti di gioia, di soddisfazione ,i traguardi raggiunti e quelli non raggiunti…amandoci .Amando.Naturalmente con un motivo alto ,che per me è quello della fede,del Vangelo,dell’adesione a Cristo ,e spinti da queste motivazioni profondissime di fede,spinti anche dalla comune umanità, è allora ,ecco, solo questo amore, questa vicinanza ,questa comprensione,questa condivisione fa molto per le nostre comunità,al di là dei grandi traguardi sociali-politici-economici che si riescono più o meno a raggiungere”.

 

La Sua è una visione Cristocentrica ,Lei lo ha sempre detto.Il Vangelo, è diventato la sua mentalità. Con il Vangelo(ha detto) “Giudico me stesso, anche nelle mie fragilità e difficoltà, do aiuto e consiglio agli altri, leggo gli avvenimenti del mondo”. Aver portato questa visione nella comunità di Viggianello se vogliamo semplificare potrebbe voler dire :Bisogna ancora continuare a portare la croce….

 

“Chi  mi vuol seguire rinneghi se stesso ,prenda la sua croce e mi segua,dice Gesù. Cristo è il centro della mia vita ,l’ho sempre detto,è stata sempre una mia convinzione ,un fascino. La figura di Cristo ,vero uomo e vero Dio,amico dell’umanità ,nostro Salvatore . Questo mi è piacuto perchè la Chiesa cattolica da secoli e secoli,nonostante varie vicende  anche difficili e negative, da più di duemila anni porta questo santo nome,portiamo la persona di Cristo. Per me quello è il centro. Devo dire, però, che mi rammarico sempre,mi spiace sempre di non essere all’altezza”.

 

L’amore profuso in questi anni per le chiese,per le cappelle del  borgo misterioso di Viggianello,come Lei lo definisce ,punto chiave di ogni  comunità . Quanto è importante avere un  riferimento così antico e forte?Perchè, come Lei scrive “ Onora tuo padre e tua madre”:Una comunità senza storia ,senza la coscienza della propria storia ,è una comunità senza volto, sfigurata,senza fisionomia ,senza futuro, non è una comunità”.

 

“Nella mia spiritualità ,va sempre di pari passo la costruzione dell’animo degli uomini,dei cristiani,del servizio religioso evangelico sacramentale , della parola di Dio. Tutto questo va di pari passo con la ricostruzione anche della struttura,come meglio si può fare con l’aiuto della gente,con l’aiuto anche delle istituzioni civili, diocesane,perchè ho sempre capito nel popolo nostro del Sud che, una chiesa, una cappella crollata diventa esempio di un crollo morale, sociale e religioso nell’animo.La ricostruzione ,invece, al contrario o l’abbellimento o il restauro di un edificio sacro ricco di storia e di arte ,già sacrificio dei nostri antenati ,diventa come un segno ,una resurrezione anche per lo spirito e per l’impegno e l’adesione religiosa”.

 

Lei ha festeggiato il suo 25°anno di sacerdozio ,qui a Viggianello ,dedicato alla Madonna . Com’è stato il Suo stare in mezzo a questa  comunità?

 

“Quello fu un momento edificante e commosso per me .Quel traguardo dei 25 anni di sacerdozio,che io avrei desiderato un po più modesto, fu invece per la comunità un momento di adesione, di commozione,un momento di confronto e di approfondimento della missione del sacerdote. A parte tutti i sacrifici ,lodevoli e senz’altro graditi alla popolazione ,per l’organizzazione della festa esterna,ma poi tutta la preparazione spirituale sulla missione del sacerdote e anche tutto ciò che organizzammo è stato  un momento centrale dell’esperienza fatta qui in Viggianello. Anche quella occasione fu un’opportunità per la comunità, di guardare alla Chiesa ,al sacerdote ,e anche all’esperienza cristiana sotto un’altra veste, senz’altro migliore”.

 

L’ultima domanda va ai Suoi ragazzi che ,in questi anni, si sono avvicinati alla Chiesa,hanno formato una famiglia in cui condividono i loro momenti di crescita. Oggi ,la notizia della Sua nomina,seppur lieta, li fa sentire più soli….

 

 

“In otto anni, troppo breve il tempo,si ha la possibilità di prendere in cura (in parrocchia con le famiglie)i ragazzi di scuola elementare e medie ,come dico ancora io,e di portarli alla maturità,fare un cammino difficile ,impegnativo che ha a che fare con quell’età dell’ultima infanzia,la prima adolescenza e poi l’adolescenza inoltrata ,più matura. La mia esperienza è questa …siamo stati insieme come una famiglia,non ci deve spaventare se arriva il momento del disorientamento, che poi è un momento di discernimento sia per i sacerdoti sia per le famiglie sia per i giovani stessi,i  quali si affacciano pure alla vita universitaria,oltre l’orizzonte,alla vita sentimentale più ampia con gli amici. Certamente, incontrarsi anche in questi momenti è educativo ,sia per loro che per gli adulti. Dobbiamo anche accettare i tempi in cui ci seguono di più e i tempi in cui non ci seguono,sperando che quello che abbiamo seminato possa diventare una buona radice poi, per il futuro prossimo o per il futuro più lontano,per rivedere,rientrare,riordinare ,un po’ ricordare quello che hanno ricevuto anche a livello di fede, e poi ritornare ancora più maturi”.

Maddalena Palazzo

maddluv@libero.it

viggianello Don_Francesco_Sirufo[1]