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Apr 252018
 

Ecco quanto ha dichiarato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianni Rosa: “Pittella non si è mai speso per rendere efficiente il sistema di monitoraggio e, oggi, fa finta di interessarsene. Quindi, quale migliore strumento per procrastinare la ricerca di responsabilità di una bella ed inutile commissione d’inchiesta?

Quando c’è un’emergenza, uno scandalo, la politica disattenta istituisce una commissione. È il risultato del fatto che avendo dormito negli anni, d’un tratto ci si sveglia e si immagina di poter fare tutto quello che non si è fatto precedentemente. Ed ecco che si istituisce una commissione.

La questione del divieto dell’uso di acqua potabile in diversi comuni del metapontino, che ha procurato allarme e forti disagi alla popolazione, è l’ennesima riprova di un sistema regionale di monitoraggio che non funziona. Un sistema che Pittella, in quattro anni e mezzo di legislatura, non solo non è riuscito a correggere ma che ha trasformato in uno stato emergenziale continuo.

In un rimpallo di responsabilità, Arpab, Asm e Acquedotto Lucano continuano a discutere rivendicando la bontà delle proprie analisi che, di fatto, hanno mostrato risultati contrastanti. Tre Enti, tutti predisposti al controllo e al monitoraggio, tutti e tre in capo alla Regione e che non riescono a dialogare tra di loro. E’ una situazione drammatica e paradossale, ancora più grave dello stesso episodio di sforamento dei valori soglia di trialometani nell’acqua.

È più grave perché ci dà la misura di quanto, in caso di incidente, può essere alto il conto di questa approssimazione. È come dire: se ci dovessimo ammalare non abbiamo idea del medico a cui rivolgerci.

E, in tutto questo, Pittella, per rassicurarci, afferma che istituirà “…una commissione di indagine per capire l’origine della discrepanza dei dati del monitoraggio, per accertare se ci sono responsabilità ed adottare le azioni conseguenti…”.

Ma quante commissioni d’indagine devono essere ancora istituite per avere delle risposte credibili? E a che scopo se, dopo anni, dopo inchieste e interventi della Magistratura, dopo annunciati e conclamati disastri ambientali o sanitari, come in questo caso, dopo un imponente e ‘rivoluzionario’ Masterplan, l’affidabilità e la credibilità degli Enti predisposti al monitoraggio e alla salvaguardia della salute pubblica sono al minimo storico?

Hanno provato a stravolgere tutto per non cambiare nulla. Senza mai toccare dirigenti e funzionari, senza mai intaccare la consolidata filiera del clientelismo. Solo la fine della legislatura, ormai, può rappresentare l’inizio del vero cambiamento”.

Mag 282016
 

Il 25 maggio 2016 è stato tributato il Premio Cardinale Brancati alla famiglia di Valter Limongi di Lauria in occcasione del ventennale della tragedia che si trasformò in uno straordinario gesto d’amore. Infatti la famiglia decise di donare gli organi del piccolo Valter in seguito ad un incidente stradale. Oltre al sindaco Gaetano Mitidieri, è stato presente l’Arcivescovo di Cosenza-Bisignano Francesco Nolè. Alla cerimonia ha partecipato anche il presidente regionale dell’Aido Fabiano Popia.

Mag 182016
 

Il 25 maggio 2016 sarà una giornata ricca di significato. Ritornerà a Lauria l’Arcivescovo di Cosenza-Bisognano Francesco Nolè per inaugurare la lapide marmorea nella Chiesa di San Giacomo. Seguirà la piantumazione dell’ulivo della pace di Assisi e l’inaugurazione della Biblioteca del Cardinale. Si concluderà con il Premio dedicato al frate lauriota che sfiorò il soglio pontificio nel ‘600. Verrà ricordata, nel ventennale, la vicenda del piccolo Valter Limongi; i suoi gentori nel 1996, ne donarono gli organi in seguito ad un incidente.

Pagine da Locandina_2016_Valter

Apr 072016
 

Un SI per dire NO, perchè la Strategia Energetica Nazionale possa puntare sulle energie pulite e rinnovabili.
Un SI per dire NO, poiché quando si parla di trivelle off shore, nessuno può escludere un incidente, ed un incidente di questo tipo avrebbe effetti devastanti e incalcolabili per l’ambiente, il turismo, l’agricoltura e l’occupazione.
Un SI per dire NO, perchè in un mare chiuso, come il Mediterraneo, un disastro petrolifero causerebbe (ed ha causato in passato) danni gravissimi e irreversibili e perchè trivellare i nostri fondali non risolverebbe la dipendenza energetica dall’estero.
Un SI per dire NO, perchè per estrarre petrolio le compagnie devono versare dei “diritti”, le cosiddette royalties, ma per trivellare i mari italiani si pagherebbero le cifre più basse al mondo: il 7% del valore di quanto si estrae.
Un SI per dire NO, perchè per estrarre poche gocce di petrolio di scarsa qualità, si mettono in pericolo le nostre coste, la fauna, la pesca sostenibile, la filiera agroalimentare e il turismo.
Un SI per dire NO, per evitare che le acque marine possano diventare un far west per i petrolieri. Un SI per dire NO per far capire al governo che il nostro grande serbatoio di ricchezza non è il petrolio ma è la natura, della nostra costa, culla della nostra storia e della nostra cultura.
Un SI per dire NO, per contrastare il silenzio dei mass media, voluto da chi, invece di accorpare il referendum alle elezioni amministrative, lo indice in un’altra data, spendendo inutilmente 350.000.000€.
Un SI per dire NO a questo governo che ci minaccia, dicendo che un’eventuale vittoria del SI comporterebbe la diminuzione di posti di lavoro. In verità, di posti di lavoro, non se ne perderebbe neanche uno.
E questo per un semplice motivo: un esito positivo del referendum non farebbe cessare immediatamente, ma solo progressivamente, alla naturale scadenza, ogni attività petrolifera in corso. Al contrario, una sconfitta del SI, potrebbe distruggere posto di lavoro, e in special modo quelli legati al turismo costiero e al mercato ittico.
Siamo studenti, movimenti e associazioni:
e, come nelle mobilitazioni del 2014, ribadiamo che questa battaglia deve essere popolare, lontana da logiche di partito e giochi di potere.
Noi non ci caschiamo più e ripartiamo da dove ci siamo fermati.
Con la coerenza di chi ama la sua terra e non di chi cerca di ingraziarsi in un bacino elettorale.
Il corteo partirà da Piazza Don Bosco alle ore 09:00 per concludersi in Piazza Prefettura.

barile

Mar 202016
 

Ecco gli argomenti:
L’avvocato Latronico risponde pag. 4
Piro: “Dubbi sull’Ospedale di Lagonegro” pag. 5
La cappella di Sant’Elia a Lauria pag. 6
In ricordo di Agnese Cantisani pag. 6
L’idea: una statua del Lentini a Lauria Nord pag. 7
Lauria, 4 anni senza Giuseppe Cantisani pag. 7
Lauria, quel sogno di San Gabriele pag. 9
La scuola a Lauria nel 1929 pag. 10
Ospedale di Lagonegro: c’è fermento pag. 12
Raffaele Cammisotto, la Polizia nel cuore pag. 14
Latronico, De Blasio vs Forestiere pag. 16
Senise, il ricordo di Gaspare Uccelli pag. 18
L’Asd Lauria Volley pag. 21
Walter Molfese, da Episcopia ai “corti” pag. 23
Il Rafting sul fiume Lao pag. 24
L’emigrazione a Maratea pag. 26
A Montalbano il libro su Claudio Pezzuto pag. 28
“La dote di Bettina” di Elena Carlomagno pag. 29
In ricordo di Lucia Olita pag. 29
Il monte Coccovello da salvare pag. 30
Deluse ex lavoratrici delle Calzature pag. 31
Lagonegro punta sulla cultura pag. 32
Il nuovo Codice degli Appalti pag. 33
Banca del Cilento e Lucania Sud pag. 34
Un piccolo mondo: Un brutto incidente pag. 38
Festival del teatro a Rotonda pag. 39
Supergulp e la manna di sant’Egido pag. 40
I Normanni e gli Svevi pag. 42
L’aria che (sa)tira pag.42
Gildo Claps e Melchionda a Francavilla pag. 44
La tradizione pasquale a Lauria pag. 46

pag01

Set 182015
 

Domenica 20 Settembre, alle ore 18.30, si svolgerà a Vibonati, in Piazza Nicotera, la proiezione del film “I frutti del lavoro” del regista salernitano Andrea D’Ambrosio. Protagonista della storia è Carlo, interpretato dall’attore Enzo Decaro, che ritorna in paese per insegnare in una scuola elementare dove si affezionerà a Dario, bambino vivace e sensibile, il cui padre ha un grave incidente sul lavoro . L’opera, prodotta dalla società napoletana Iuppiter Group (Max De Francesco, Laura Cocozza, Maurizio Fiume) con il sostegno dell’INAIL e dell’Università di Salerno (attivazione progetto e responsabile UNISA il professore Marco Pistoia), i contributi del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, della Banca di Credito Cooperativo del Cilento si propone non solo di sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sul delicato tema delle morti bianche e della sicurezza sul lavoro ma anche di mostrare bellezze e tesori del Golfo di Policastro. Il corto, infatti, è stato girato interamente a Vibonati, caratteristico borgo dal talento paesaggistico indiscutibile. “I frutti del lavoro”, grazie all’interessamento di enti pubblici, alla qualità del cast – tra gli attori citiamo Alberto Franco, Umberto Iervolino, Eva Immediato e l’esordio del piccolo Gabriele D’Aquino che interpreta Dario – e alle già avviate sinergie con associazioni e centri di aggregazione, avrà un respiro locale e nazionale con la partecipazione ai festival dedicati a temi sociali e a quegli eventi che hanno come obiettivo quello di promuovere il “lavoro sicuro”.
La proiezione del corto sarà anticipata da un dibattito su “I piccoli borghi protagonisti del cambiamento”. Interverranno i consiglieri comunali di Vibonati, Giovanni Scognamiglio e Manuel Borrelli, il responsabile economia del Pd Salerno, Roberto De Luca, il sindaco di Agropoli Franco Alfieri, il presidente della commissione bilancio della Regione Campania Franco Picarone e il consigliere regionale Maria Ricchiuti. Modererà i lavori Gianfrancesco Caputo.

enzo decaro

Ago 292015
 

“L’ennesimo infortunio mortale sul cantiere della Salerno-Reggio è più di un campanello d’allarme sulla gestione della sicurezza nella più grande opera pubblica del Mezzogiorno”. Lo ha detto il segretario generale della Filca Cisl Basilicata, Michele La Torre, che ha espresso solidarietà alla famiglia di Faid Haireche, l’operaio residente a Sant’Angelo Le Fratte, morto in un cantiere della A3 nei pressi di Mormanno durante il montaggio di una trave metallica. “La lista degli infortuni sul lavoro, molti dei quali mortali, sui cantieri della A3 – evidenzia il sindacalista – si sta pericolosamente allungando, segno che qualcosa non va come dovrebbe nelle procedure di sicurezza e che occorre fare il punto per capire quali correttivi apportare in funzione dei contesti e delle tecnologie adottate. Fermo restando che spetta alla magistratura l’accertamento puntuale delle circostanze di questo incidente – continua La Torre – come sindacato sentiamo il dovere di richiamare istituzioni, Anas e aziende impegnate nei lavori di ammodernamento di questa importante infrastruttura ad un maggiore impegno sul fronte della sicurezza dei lavoratori affinché venga messa la parola fine a questa lunga e tragica contabilità”.

lavori autostradali

Lug 072015
 

Il 7 luglio 2015 ricorre il 4° anniversario della morte di Angelo Calderone ( in arte Engel von Eiche, poi ribattezzato Bergeiche), il poeta- scrittore originario di Ruvo del Monte (Pz), ma vissuto fuori regione per gran parte della sua vita (era nato nel 1941) e morto a Bologna.
Egli aveva trovato rifugio e conforto nella letteratura, divenendo scrittore di fiabe e racconti per ragazzi, nonché compositore di poesie in lingua, dopo essere rimasto invalido permanente a causa di un grave incidente automobilistico occorsogli in Germania, ad opera di un giovane alla guida, a folle velocità, sotto l’effetto di sostanze maledette che rovinano l’esistenza (rifletta bene, chi si batte per la loro liberalizzazione|). Bel giovane d’aspetto, alto di statura, fisico possente, era emigrato in cerca di lavoro e fortuna, ma il fato, in agguato nel grande Paese teutonico, si intromise per spezzare ogni sua velleità, tarpandogli le ali per sempre.
Così, dopo una lunga degenza ospedaliera ed un infruttuoso, dispendioso peregrinare , in cerca di miracoli medici per la riabilitazione, il povero Angelo, che aveva avuto l’unico torto di accettare una fatidica sera, un passaggio in macchina di amici, di ritorno dal lavoro in fabbrica, fu costretto ad accettare definitivamente il suo nuovo status di “invalido permanente” (oggi, eufemisticamente, si direbbe “diversamente abile”). Forse la seconda definizione non è del tutto sbagliata, alla luce di quella che sarebbe stata successivamente la “carriera” del futuro Engel. Infatti, egli si scoprì baciato dalle muse dell’arte e incominciò a rivelarsi buon scrittore e poeta sensibilissimo.
Le sue grandi raccolte di versi composti secondo lo stile del “blank verse”, pubblicate in diversi anni, hanno sempre evidenziato il modo garbato, semplice e misurato, con cui ha sempre esternato i suoi sentimenti umani, sfocianti in liriche contemplative dalla forte impronta verista, icasticamente rappresentative di una nostalgia per i tempi passati, i valori sani di una volta: il rispetto per i genitori, per la Scuola, per il prossimo etc.
Sotto l’insegna dell’altruismo e del rigore etico, Angelo era un profondo assertore dell’amore per il prossimo, per la natura, della “buona creanza”, come si diceva una volta. Egli soffriva molto per le ingiustizie perpetrate non solo ai suoi danni, ma anche degli altri. Tutta la sua poetica verte sulla critica alla secolarizzazione dell’uomo tecnologico della società dei consumi, e agli effetti pratici sul behaviour umano. Usando un registro linguistico di livello medio e modelli espressivi privi di sofismi, arzigogoli, termini altisonanti etc. quindi accessibile a tutti, l’interesse poetico di Engel von Bergeiche spaziava in tutte le direzioni e abbracciava ogni tipo di sentimento, dall’amore romantico, come nella lirica “Quattro quarti di luna” (dalla raccolta “Speranza tra sogno e realtà”, Book editore, Bologna, 1991): <> alla più cupa tristezza, come in “Quanta tristezza, per la scomparsa di mia madre” ( dalla raccolta “l’Obiettivo”, Seledizioni, Bologna, 1988):
<>
La morale della favola, che si trae da queste due semplici poesie, è che non bisogna mai arrendersi, nemmeno di fronte ad una grande sciagura, finché si è vivi. Chi l’avrebbe mai detto, nella fattispecie, che un figlio di poveri contadini, che per ristrettezze economiche, non di ingegno, non aveva potuto proseguire gli studi, un giorno, dopo una disgrazia, da “self -made-man” sarebbe diventato un personaggio noto della letteratura, vivendo una seconda vita pubblicando libri (con le copertine illustrate dalla figlia Rossella, in arte Roscal) e vincendo numerosi premi, tra cui: il 1° premio al “Città di Potenza, 1987”; 1° premio al “Lucania, 1988”; il “Lauro d’argento” al premio “La Torre, 1987”; finalista ex aequo con il compianto rabbino capo di Roma, Elio Toaff, per la poesia religiosa, al “PremioBasilicata, 1998” etc. ? E se aggiungiamo che Angelo Calderone, nonostante la sua infermità, è stato anche il referente per la Basilicata del “Comitato per la liberazione di Silvia Baraldini”, e, inoltre, ogni anno ( il prossimo 8 agosto saremo alla terza edizione), nel suo paese di nascita, Ruvo del Monte, si svolge un premio letterario nazionale a lui intitolato, a cui partecipano concorrenti da ogni parte d’Italia?
Professor Domenico Calderone

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Gen 212015
 

Primi passi per il nuovo impegno della redazione dell’Eco che riguarderà la storia di Senise e la costruzione dell’invaso più grande d’Europa. Nell’accogliente sala d’intrattenimento dell’Hotel Villa del Lago abbiamo incontrato Gaspare Uccelli, padrone di casa, e Tanino Micele. Di Gaspare abbiamo più volte parlato, la sorpresa è Gaetano…. un fiume in piena, linguaggio forbito, memoria di ferro. A Senise è noto con il nome “Kissinger” che è stato una grande segretario di stato americano, a dimostrazione di una capacità dialettica e di un “saper stare” nelle vicende che contano.
Parlare degli anni ’40 e dei 120 arrestati che furono protagonisti pure di un incidente ad Episcopia mentre venivano portati a Lagonegro in un camion, della prima bandiera rossa a Senise approntata in collaborazione con la parrocchia (dopo aver preparato un colorante cuocendo decine di funghi), dei 12 mila tacchini neri che si vendevano ogni anno il 13 dicembre, della grande inondazione durante la guerra….beh credo siamo proprio sulla buona strada per fare qualcosa di importante per Senise ed il senisese.

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Nov 282014
 

Un giovane di 34 anni di Lauria, Agostino Papaleo è morto nella nottata del 28 novembre 2014 in un incidente stradale avvenuto sulla “Sinnica”. L’auto è finita, per cause in fase di accertamento, fuori strada precipitando in una scarpata.

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