Flash Feed Scroll Reader
ott 112015
 

Nel mese di ottobre, come ogni anno, è prevista la celebrazione della
Giornata Internazionale per La Riduzione dei Disastri 2015 (IDDR 2015)
con temi diversi accompagnati dal lancio di suggestivi slogan.
Quest’anno il tema di riferimento è la “CONOSCENZA PER LA VITA”, quale
bagaglio delle Comunità unite innanzi alla minaccia comune delle
catastrofi, messa a frutto grazie ai saperi locali, alle culture
tradizionali ed alle diverse esperienze maturate anche nella
conduzione della vita quotidiana.
Nell’ambito di questa Giornata, la Provincia di Potenza riceverà a
Bruxelles un riconoscimento formale da parte dell’UNISDR, come
‘Comunità Campione nella Riduzione del Rischio di Disastri per l’IDDR
2015’, proprio per il contributo e l’impegno dimostrato soprattutto
dalle Comunità nel lavorare congiuntamente alla Provincia ed alla rete
Provincia-Comuni, in maniera “inclusiva” per l’implementazione della
Resilienza territoriale con un approccio di rete (secondo il
principio: nessuno escluso).
“Sarà una giornata molto importante – ha spiegato il Presidente Nicola
Valluzzi – resa speciale per la Provincia di Potenza e per il suo
network di Comuni e Comunità, dal riconoscimento internazionale di
COMMUNITY CHAMPION 2015 – CONOSCENZA PER LA VITA. Grazie a UNISDR per
aver voluto premiare il nostro impegno nell’ambito della campagna
“Rendere le Città Resilienti” e per aver voluto riconoscere il valore
di una iniziativa avviata oramai da qualche tempo che vede
protagonisti i 100 Comuni della nostra Provincia e le oltre 400
Associazioni e gruppi di interesse del nostro territorio”.
Il riconoscimento dell’UNISDR di “Community Champion” verrà conferito
al Presidente della Provincia di Potenza, Nicola Valluzzi ed al
Dirigente dell’Ufficio Pianificazione Territoriale e Protezione Civile
della Provincia di Potenza ed Advocate dell’UNISDR, Alessandro
Attolico, nell’ambito della celebrazione della Giornata Mondiale per
la Riduzione dei Disastri (IDDR 2015) all’interno degli Open Days
delle Regioni, delle Autorità Locali e delle Città che si terranno a
Bruxelles dal 12 al 15 ottobre 2015 prossimo. Contestualmente i
risultati ed il senso delle azioni messe in campo, saranno illustrate
a EXPO 2015 il 24 Ottobre 2015.
“Una corretta pianificazione del territorio – ha concluso Valluzzi -
passa dal coinvolgimento reale di cittadini e Associazioni nei
processi decisionali e programmatori delle autorità locali.
È fondamentale un approccio inclusivo nei programmi di riduzione del
rischio e più in generale nelle politiche di Governo ed Uso del
Territorio. Nessuno escluso e tutti protagonisti nella costruzione
della Resilienza Territoriale”.

Provincia-di-Potenza

mag 182015
 

L’Ente Parco Nazionale del Pollino, nell’ambito di un progetto finanziato dal PSR Basilicata 2007-2013, in partenariato con il Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo – DICEM, dell’Università della Basilicata e con il supporto tecnico dell’ALSIA, sta per concludere la costituzione di alcuni siti di conservazione di antiche varietà di fruttiferi del Pollino.

Attraverso la costituzione di tali siti, realizzati sia in campi coltivati che in ambienti seminaturali, verrà garantita la messa in sicurezza di una buona parte del patrimonio genetico presente nel Parco, salvaguardando l’elevata biodiversità agraria presente da qualsiasi forma di contaminazione, alterazione o distruzione. Ad oggi infatti risultano censite 41 differenti specie e 519 varietà di antichi fruttiferi.

A conclusione del progetto e in occasione della giornata mondiale della biodiversità, il Parco e il DICEM hanno organizzato un seminario scientifico sulla conservazione della biodiversità vegetale domestica, nel quale, verrà illustrato l’intero lavoro svolto e verranno presentate le linee guida che definiranno le metodiche del “piano di gestione della riserva genomica” nel territorio del Parco Nazionale del Pollino. Il seminario si terrà il 22 maggio presso la sede del Parco di Rotonda a partire dalle ore 9.

Il progetto ha visto il coinvolgimento di cittadini e scuole durante le due giornate dei “tratturi dei frutti ritrovati” in cui gli alunni di diverse scuole e alcuni agricoltori hanno partecipato ad un “mini-corso pratico” sulle tecniche di innesto e si sono cimentati essi stessi nell’esecuzione di innesti di antiche varietà di pero e melo. Anche il “mercatino delle marze”, durante il quale sono state distribuite gratuitamente marze di antichi fruttiferi, ha suscitato notevole interesse negli appassionati presenti agli eventi.

parco

mar 282015
 

Sabato 28 marzo 2015, vigilia delle Palme, a Castelluccio Inferiore si è svolta la Giornata dei Giovani 2015 alla presenza del Vescovo di Tursi-Lagonegro mons. Francesco Nolè. Notevole è stata l’affluenza registrata e la qualità dei contenuti offerti. Precisa l’organizzazione da parte dei giovani sacerdoti della diocesi.

Prima parte

Seconda parte

Terza parte in via di caricamento

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ 2015
«Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio»
(Mt 5,8)

Cari giovani,
continuiamo il nostro
pellegrinaggio spirituale verso Cracovia,
dove nel luglio 2016 si terrà la prossima
edizione internazionale della Giornata
Mondiale della Gioventù. Come guida del
nostro cammino abbiamo scelto le
Beatitudini evangeliche. L’anno scorso
abbiamo riflettuto sulla Beatitudine dei
poveri in spirito, inserita nel contesto più
ampio del “discorso della montagna”.
Abbiamo scoperto insieme il significato
rivoluzionario delle Beatitudini e il forte
richiamo di Gesù a lanciarci con coraggio
nell’avventura della ricerca della felicità.
Quest’anno rifletteremo sulla sesta
Beatitudine: «Beati i puri di cuore, perché
vedranno Dio» (Mt 5,8).
1. Il desiderio della felicità
La parola beati, ossia felici, compare
nove volte in questa che è la prima grande
predica di Gesù (cfr Mt 5,1-12). È come
un ritornello che ci ricorda la chiamata del
Signore a percorrere insieme a Lui una
strada che, nonostante tutte le sfide, è la
via della vera felicità.
Sì, cari giovani, la ricerca della felicità
è comune a tutte le persone di tutti i tempi
e di tutte le età. Dio ha deposto nel cuore
di ogni uomo e di ogni donna un desiderio
irreprimibile di felicità, di pienezza. Non
avvertite che i vostri cuori sono inquieti e
in continua ricerca di un bene che possa
saziare la loro sete d’infinito?
I primi capitoli del Libro della Genesi
ci presentano la splendida beatitudine alla
quale siamo chiamati e che consiste in
comunione perfetta con Dio, con gli altri,
con la natura, con noi stessi. Il libero
accesso a Dio, alla sua intimità e visione
era presente nel progetto di Dio per
l’umanità dalle sue origini e faceva sì che
la luce divina per measse di verità e
trasparenza tutte le relazioni umane. In
questo stato di purezza originale non
esistevano “maschere”, sotterfugi, motivi
per nascondersi gli uni agli altri. Tutto era
limpido e chiaro.
Quando l’uomo e la donna cedono alla
tentazione e rompono la relazione di
fiduciosa comunione con Dio, il peccato
entra nella storia umana (cfr Gen 3). Le
conseguenze si fanno subito notare anche
nelle loro relazioni con sé stessi, l’uno con
l’altro, con la natura. E sono drammatiche!
La purezza delle origini è come inquinata.
Da quel momento in poi l’accesso diretto
alla presenza di Dio non è più possibile.
Subentra la tendenza a nascondersi,
l’uomo e la donna devono coprire la
propria nudità. Privi della luce che
proviene dalla visione del Signore,
guardano la realtà che li circonda in modo
distorto, miope. La “bussola” interiore che
li guidava nella ricerca della felicità perde
il suo punto di riferimento e i richiami del
potere, del possesso e della brama del
piacere a tutti i costi li portano nel baratro
della tristezza e dell’angoscia.
Nei Salmi troviamo il grido che
l’umanità rivolge a Dio dal profondo
dell’anima: «Chi ci farà vedere il bene, se
da noi, Signore, è fuggita la luce del tuo
volto?» (Sal 4,7). Il Padre, nella sua infinita
bontà, risponde a questa supplica
inviando il suo Figlio. In Gesù, Dio assume
un volto umano. Con la sua incarnazione,
vita, morte e risurrezione Egli ci redime
dal peccato e ci apre orizzonti nuovi, finora
impensabili.
E così, in Cristo, cari giovani, si trova il
pieno compimento dei vostri sogni di
bontà e felicità. Lui solo può soddisfare
2
3
vostre attese tante volte deluse dalle false
promesse mondane. Come disse san
Giovanni Paolo II: «è Lui la bellezza che
tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con
quella sete di radicalità che non vi
permette di adattarvi al compromesso; è
Lui che vi spinge a deporre le maschere
che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge
nel cuore le decisioni più vere che altri
vorrebbero soffocare. E’ Gesù che suscita
in voi il desiderio di fare della vostra vita
qualcosa di grande» (Veglia di preghiera
a Tor Vergata, 19 agosto 2000:
Insegnamenti XXIII/2, [2000], 212).
2. Beati i puri di cuore…
Adesso cerchiamo di approfondire
come questa beatitudine passi attraverso
la purezza del cuore. Prima di tutto
dobbiamo capire il significato biblico della
parola cuore. Per la cultura ebraica il cuore
è il centro dei sentimenti, dei pensieri e
delle intenzioni della persona umana. Se
la Bibbia ci insegna che Dio non vede le
apparenze, ma il cuore (cfr 1 Sam 16,7),
possiamo dire anche che è a partire dal
nostro cuore che possiamo vedere Dio.
Questo perché il cuore riassume l’essere
umano nella sua totalità e unità di corpo
e anima, nella sua capacità di amare ed
essere amato.
Per quanto riguarda invece la
definizione di “puro”, la parola greca
utilizzata dall’evangelista Matteo è
katharos e significa fondamentalmente
pulito, limpido, libero da sostanze
contaminanti. Nel Vangelo vediamo Gesù
scardinare una certa concezione della
purezza rituale legata all’esteriorità, che
vietava ogni contatto con cose e persone
(tra cui i lebbrosi e gli stranieri), considerati
impuri. Ai farisei che, come tanti giudei di
quel tempo, non mangiavano senza aver
fatto le abluzioni e osservavano numerose
tradizioni legate al lavaggio di oggetti,
Gesù dice in modo categorico: «Non c’è
nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui,
possa renderlo impuro. Ma sono le cose
che escono dall’uomo a renderlo impuro.
Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli
uomini, escono i propositi di male:
impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità,
malvagità, inganno, dissolutezza, invidia,
calunnia, superbia, stoltezza» (Mc 7,15.21-
22).
In che consiste dunque la felicità che
scaturisce da un cuore puro? A partire
dall’elenco dei mali che rendono l’uomo
impuro, enumerati da Gesù, vediamo che
la questione tocca soprattutto il campo
delle nostre relazioni. Ognuno di noi deve
imparare a discer nere ciò che può
“inquinare” il suo cuore, formarsi una
coscienza retta e sensibile, capace di
«discernere la volontà di Dio, ciò che è
buono, a lui gradito e perfetto» (Rm 12,2).
Se è necessaria una sana attenzione per
la custodia del creato, per la purezza
dell’aria, dell’acqua e del cibo, tanto più
dobbiamo custodire la purezza di ciò che
abbiamo di più prezioso: i nostri cuori e le
nostre relazioni. Questa “ecologia umana”
ci aiuterà a respirare l’aria pura che
proviene dalle cose belle, dall’amore vero,
dalla santità.
Una volta vi ho posto la domanda:
Dov’è il vostro tesoro? Su quale tesoro
riposa il vostro cuore? (cfr Intervista con
alcuni giovani del Belgio, 31 marzo 2014).
Sì, i nostri cuori possono attaccarsi a veri
o falsi tesori, possono trovare un riposo
autentico oppure addor mentarsi,
diventando pigri e intorpiditi. Il bene più
prezioso che possiamo avere nella vita è
la nostra relazione con Dio. Ne siete
convinti? Siete consapevoli del valore
inestimabile che avete agli occhi di Dio?
Sapete di essere amati e accolti da Lui in
modo incondizionato, così come siete?
Quando questa percezione viene meno,
l’essere umano diventa un enigma
incomprensibile, perché proprio il sapere
di essere amati da Dio
incondizionatamente dà senso alla nostra
vita. Ricordate il colloquio di Gesù con il
giovane ricco (cfr Mc 10,17-22)?
L’evangelista Marco nota che il Signore
fissò lo sguardo su di lui e lo amò (cfr v.
21), invitandolo poi a seguirlo per trovare
il vero tesoro. Vi auguro, cari giovani, che
questo sguardo di Cristo, pieno di amore,
vi accompagni per tutta la vostra vita.
Il periodo della giovinezza è quello in
cui sboccia la grande ricchezza affettiva
presente nei vostri cuori, il desiderio
profondo di un amore vero, bello e grande.
Quanta forza c’è in questa capacità di
amare ed essere amati! Non permettete
che questo valore prezioso sia falsato,
distrutto o deturpato. Questo succede
quando nelle nostre relazioni subentra la
strumentalizzazione del prossimo per i
propri fini egoistici, talvolta come puro
oggetto di piacere. Il cuore rimane ferito
e triste in seguito a queste esperienze
negative. Vi prego: non abbiate paura di
un amore vero, quello che ci insegna Gesù
e che san Paolo delinea così: «La carità è
magnanima, benevola è la carità; non è
invidiosa, non si vanta, non si gonfia
d’orgoglio, non manca di rispetto, non
cerca il proprio interesse, non si adira, non
tiene conto del male ricevuto, non gode
dell’ingiustizia ma si rallegra della verità.
Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto
sopporta. La carità non avrà mai fine» (1
Cor 13, 4-8).
Nell’invitarvi a riscoprire la bellezza
della vocazione umana all’amore, vi
esorto anche a ribellarvi contro la diffusa
tendenza a banalizzare l’amore,
soprattutto quando si cerca di ridurlo
solamente all’aspetto sessuale,
svincolandolo così dalle sue essenziali
caratteristiche di bellezza, comunione,
fedeltà e responsabilità. Cari giovani,
«nella cultura del provvisorio, del relativo,
molti predicano che l’impor tante è
“godere” il momento, che non vale la
pena di impegnarsi per tutta la vita, di fare
scelte definitive, “per sempre”, perché non
si sa cosa riserva il domani. Io, invece, vi
chiedo di essere rivoluzionari, vi chiedo
di andare controcorrente; sì, in questo vi
chiedo di ribellarvi a questa cultura del
provvisorio, che, in fondo, crede che voi
non siate in grado di assumer vi
responsabilità, crede che voi non siate
capaci di amare veramente. Io ho fiducia
in voi giovani e prego per voi. Abbiate il
coraggio di andare controcorrente. E
abbiate il coraggio anche di essere felici»
(Incontro con i volontari alla GMG di Rio,
28 luglio 2013).
Voi giovani siete dei bravi esploratori!
Se vi lanciate alla scoperta del ricco
insegnamento della Chiesa in questo
campo, scoprirete che il cristianesimo non
consiste in una serie di divieti che
soffocano i nostri desideri di felicità, ma
in un progetto di vita capace di affascinare
i nostri cuori!
3. … perché vedranno Dio
Nel cuore di ogni uomo e di ogni donna
risuona continuamente l’invito del
Signore: «Cercate il mio volto!» (Sal 27,8).
Allo stesso tempo ci dobbiamo sempre
confrontare con la nostra povera
condizione di peccatori. E’ quanto
leggiamo per esempio nel Libro dei Salmi:
«Chi potrà salire il monte del Signore? Chi
potrà stare nel suo luogo santo? Chi ha
mani innocenti e cuore puro» (Sal 24,3-
4). Ma non dobbiamo avere paura né
scoraggiarci: nella Bibbia e nella storia di
ognuno di noi vediamo che è sempre Dio
che fa il primo passo. E’ Lui che ci purifica
affinché possiamo essere ammessi alla sua
presenza.
Il profeta Isaia, quando ricevette la
chiamata del Signore a parlare nel suo
nome, si spaventò e disse: «Ohimè! Io
sono perduto, perché un uomo dalle
labbra impure io sono» (Is 6,5). Eppure il
Signore lo purificò, inviandogli un angelo
che toccò la sua bocca e gli disse: «E’
scomparsa la tua colpa e il tuo peccato è
espiato» (v. 7). Nel Nuovo Testamento,
quando sul lago di Gennèsaret Gesù
chiamò i suoi primi discepoli e compì il
prodigio della pesca miracolosa, Simon
Pietro cadde ai suoi piedi dicendo:
«Signore, allontanati da me, perché sono
un peccatore» (Lc 5,8). La risposta non si
fece aspettare: «Non temere; d’ora in poi
sarai pescatore di uomini» (v. 10). E
quando uno dei discepoli di Gesù gli
chiese: «Signore, mostraci il Padre e ci
basta», il Maestro rispose: «Chi ha visto
me, ha visto il Padre» (Gv 14,8-9).
L’invito del Signore a incontrarlo è
rivolto perciò ad ognuno di voi, in qualsiasi
luogo e situazione si trovi. Basta «prendere
la decisione di lasciarsi incontrare da Lui,
di cercarlo ogni giorno senza sosta. Non
c’è motivo per cui qualcuno possa pensare
che questo invito non è per lui» (Esort.
ap. Evangelii gaudium, 3). Siamo tutti
peccatori, bisognosi di essere purificati dal
Signore. Ma basta fare un piccolo passo
verso Gesù per scoprire che Lui ci aspetta
sempre con le braccia aperte, in particolare
nel Sacramento della Riconciliazione,
occasione privilegiata di incontro con la
misericordia divina che purifica e ricrea i nostri
cuori.
Sì, cari giovani, il Signore vuole
incontrarci, lasciarsi “vedere” da noi. “E
come?” – mi potrete domandare. Anche
santa Teresa d’Avila, nata in Spagna
proprio 500 anni fa, già da piccola diceva
ai suoi genitori: «Voglio vedere Dio». Poi
ha scoperto la via della preghiera come
«un intimo rapporto di amicizia con Colui
dal quale ci sentiamo amati» (Libro della
vita, 8, 5). Per questo vi domando: voi
pregate? Sapete che potete parlare con
Gesù, con il Padre, con lo Spirito Santo,
come si parla con un amico? E non un
amico qualsiasi, ma il vostro migliore e
più fidato amico! Provate a farlo, con
semplicità. Scoprirete quello che un
contadino di Ars diceva al santo Curato
del suo paese: quando sono in preghiera
davanti al Tabernacolo, «io lo guardo e
lui mi guarda» (Catechismo della Chiesa
Cattolica, 2715).
Ancora una volta vi invito a incontrare
il Signore leggendo frequentemente la
Sacra Scrittura. Se non avete ancora
l’abitudine, iniziate dai Vangeli. Leggete
ogni giorno un brano. Lasciate che la
Parola di Dio parli ai vostri cuori, illumini
i vostri passi (cfr Sal 119,105). Scoprirete
che si può “vedere” Dio anche nel volto
dei fratelli, specialmente quelli più
dimenticati: i poveri, gli affamati, gli
assetati, gli stranieri, gli ammalati, i
carcerati (cfr Mt 25,31-46). Ne avete mai
fatto esperienza? Cari giovani, per entrare
nella logica del Regno di Dio bisogna
riconoscersi poveri con i poveri. Un cuore
puro è necessariamente anche un cuore
spogliato, che sa abbassarsi e condividere
la propria vita con i più bisognosi.
L’incontro con Dio nella preghiera,
attraverso la lettura della Bibbia e nella
vita fraterna vi aiuterà a conoscere meglio
il Signore e voi stessi. Come accadde ai
discepoli di Emmaus (cfr Lc 24,13-35), la
voce di Gesù farà ardere i vostri cuori e si
apriranno i vostri occhi per riconoscere la
sua presenza nella vostra storia,
scoprendo così il progetto d’amore che
Lui ha per la vostra vita.
Alcuni di voi sentono o sentiranno la
chiamata del Signore al matrimonio, a
formare una famiglia. Molti oggi pensano
che questa vocazione sia “fuori moda”,
ma non è vero! Proprio per questo motivo,
l’intera Comunità ecclesiale sta vivendo
un periodo speciale di riflessione sulla
vocazione e la missione della famiglia nella
Chiesa e nel mondo contemporaneo.
Inoltre, vi invito a considerare la chiamata
alla vita consacrata o al sacerdozio. Quanto
è bello vedere giovani che abbracciano la
vocazione di donarsi pienamente a Cristo
e al servizio della sua Chiesa! Interrogatevi
con animo puro e non abbiate paura di
quello che Dio vi chiede! A partire dal
vostro “sì” alla chiamata del Signore
diventerete nuovi semi di speranza nella
Chiesa e nella società. Non dimenticate:
la volontà di Dio è la nostra felicità!
4. In cammino verso Cracovia
«Beati i puri di cuore, perché vedranno
Dio» (Mt 5,8). Cari giovani, come vedete,
questa Beatitudine tocca molto da vicino
la vostra esistenza ed è una garanzia della
vostra felicità. Perciò vi ripeto ancora una
volta: abbiate il coraggio di essere felici!
La Giornata Mondiale della Gioventù
di quest’anno conduce all’ultima tappa del
cammino di preparazione verso il prossimo
grande appuntamento mondiale dei
giovani a Cracovia, nel 2016. Proprio
trent’anni fa san Giovanni Paolo II istituì
nella Chiesa le Giornate Mondiali della
Gioventù. Questo pellegrinaggio giovanile
attraverso i continenti sotto la guida del
Successore di Pietro è stata veramente
un’iniziativa provvidenziale e profetica.
Ringraziamo insieme il Signore per i
preziosi frutti che essa ha portato nella vita
di tanti giovani in tutto il pianeta! Quante
scoperte importanti, soprattutto quella di
Cristo Via, Verità e Vita, e della Chiesa
come una grande e accogliente famiglia!
Quanti cambiamenti di vita, quante scelte
vocazionali sono scaturiti da questi raduni!
Il santo Pontefice, Patrono delle GMG,
interceda per il nostro pellegrinaggio verso
la sua Cracovia. E lo sguardo materno
della Beata Vergine Maria, la piena di
grazia, tutta bella e tutta pura, ci
accompagni in questo cammino.

Papa Francesco

Dal Vaticano, 31 gennaio 2015
Memoria di san Giovanni Bosco

mar 282015
 

Il 22 marzo è stata la giornata mondiale dell’acqua, ma le istituzioni continuano a dormire.
L’iniziativa istituita dall’Onu evidenzia che l’acqua è generatrice di vita e risorsa preziosa, un bene da tutelare e da gestire responsabilmente.
La giornata 2015 è dedicata al binomio acqua e sviluppo sostenibile e questo perché senza acqua non c’è vita e quindi non ci può essere nessun modello di sviluppo.

Come sottolineato dal Comitato Italiano si rilancia l’urgenza di garantire, in primis, il diritto umano all’acqua per tutti, associato ad un maggior impegno per la salvaguardia delle risorse idriche come patrimonio dell’umanità..

Ci auguriamo che per Tortora questa ricorrenza diventi appuntamento fisso ed importante considerato che una gestione responsabile della stessa ci riguarda molto da vicino.

Il nostro territorio è ricco di sorgenti, se ne contano oltre una dozzina, le cui acque non vengono raccolte ne utilizzate, nemmeno ad uso irriguo.

A breve si provvederà ad un progetto per un eventuale imbottigliamento e per utilizzare al meglio una risorsa del territorio anche a fini occupazionali.

Ma una grave incongruenza è che la maggior parte dei tortoresi fa uso e consumo di acqua ricavata da pozzi con l’ausilio di pompe di sollevamento, mentre l’acqua delle sorgenti di Cardio, San Nicola, Melazzo ed altre si sprecano.

In cinque anni il Comune di Tortora ha speso circa un milione di euro per manutenzione ed energia elettrica necessaria al funzionamento di dette pompe.

Tali risorse potevano essere utilizzate per la costruzione di una rete idrica e fornire acqua potabile all’intera popolazione. si verifica quindi un doppio ed assurdo spreco, di acqua e di risorse finanziarie.

Tutto ciò per molti significa comprare acqua minerale o far uso di acqua quasi sempre clorata con tutte le conseguenza a danno della salute che tale disinfettante comporta per un uso continuativo dello stesso.

Già da tempo abbiamo evidenziato l’opportunità di realizzare un progetto per razionalizzare e tutelare l’acqua bene comune ma fino ad ora le Istituzioni hanno solo dormito e purtroppo lo fanno da tanti e troppi anni, avessero iniziato 5 o 10 anni fa, oggi quasi tutti i cittadini di Tortora potrebbero bere acqua di sorgente.
Raffaele Papa
Consigliere Comunale

papa

mar 202015
 

Siamo fatti di acqua, viviamo di acqua, l’acqua è vita. Eppure, in nome del dio denaro, facciamo cose che mettono a repentaglio preziose riserve di acqua dolce, che invece dovremmo preservare e tutelare.
Tra pochi giorni, il 22 marzo, festeggeremo la giornata mondiale dell’acqua. Una ricorrenza che in Basilicata assume un significato particolare e che dovrebbe spingere tutti a riflettere sull’impatto esercitato dalle attività di estrazione idrocarburi sulle preziose e strategiche riserve idriche presenti sul nostro territorio.
In Basilicata, la giornata dell’acqua dovremmo dedicarla al Pertusillo, agli invasi di Montecotugno e della Camastra, alle sorgenti contaminate da idrocarburi.
E dovremmo ricordarci di onorare quell’art. 3-quater del Codice dell’Ambiente che recita: “Ogni attivita’ umana giuridicamente rilevante ai sensi del presente codice deve conformarsi al principio dello sviluppo sostenibile, al fine di garantire che il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni attuali non possa compromettere la qualita’ della vita e le possibilita’ delle generazioni future”.
Spero che – a partire dalle massime istituzioni regionali – si rifletta e si agisca non solo in nome del profitto e dell’interesse di alcuni, ma per tutelare, appunto, i bisogni delle generazioni che verranno, dei nostri figli e dei figli dei nostri figli. Spero che si comprenda che la strada che abbiamo imboccato non potrà che produrre disastri e che il vero oro della Basilicata è rappresentato dall’acqua, fonte di vita e risorsa, essa sì, strategica.
Il geologo Franco Ortolani ha proposto di recente l’istituzione di “Santuari dell’Acqua potabile” e cioè di aree ad “elevata tutela ambientale, inaccessibili a qualsiasi installazione di pozzi petroliferi o discariche o interventi inquinanti”, che possano contaminare acquiferi di importanza strategica.
C’è del buon senso nelle parole del geologo partenopeo e se davvero volessimo onorare la giornata mondiale dell’acqua dovremmo trasformare questo buon senso in azione e sostenere questa proposta.
Così come oso sperare che prima o poi si riesca ad avviare una seria riflessione su un modello di sviluppo basato sul mito della crescita senza limiti, che sta producendo un ecocidio planetario.
Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani

bolognetti3

mar 092015
 

Giornata Mondiale del Rene: 12 marzo 2015
Il 12 marzo 2015 si celebra la Giornata Mondiale del Rene, l’Azienda Sanitaria di Potenza aderisce con i Centri di Dialisi e Nefrologia. Il personale medico e infermieristico sarà a disposizione dell’utenza che accederà gratuitamente a consulenza nefrologica, misurazione della pressione arteriosa con misurazione della funzionalità renale, causeling nefrologico, informazioni sulla donazione e sulle procedure ad essa connesse e distribuzione di materiale informativo. I Centri sono aperti all’utenza secondo il seguente calendario:
ambulatorio di Nefrologia e Dialisi degli Ospedali di Lauria, Maratea il 12 marzo 2015 dalle ore 8.00 alle 14.00;
ambulatorio di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale di Chiaromonte 12 marzo 2015 dalle 8.00 alle 14.00 e dalle 15.00 alle 18.00;
ambulatorio di Nefrologia e Dialisi Ospedale di Villa D’Agri 17 marzo 2015 dalle 9.00 alle 12.00;
ambulatorio distrettuale di Latronico 21 marzo dalle 8.00 alle 14.00.
La Giornata Mondiale del Rene è una iniziativa della Fondazione Italiana del Rene Onlus affiliata alla International Federation of National Kidney Foundations. Tale evento nasce per la prevenzione delle nefropatie attraverso la quale si vuole anche sensibilizzare sul trapianto di organi. La salute dei reni è fondamentale, la prevenzione serve ad evitare patologie in continuo aumento, oggi in Italia una persona su 10 soffre di disturbi ai reni. Un semplice esame delle urine e il dosaggio della creatinina nel sangue sono il primo passo per diagnosticare una malattia del rene. E identificare una malattia renale in fase precoce è sempre utile per prevenirne l’evoluzione e le complicanze.
Sul sito ww.aspbasilicata.it è possibile acquisire informazioni sulle attività dei centri di Nefrologia e Dialisi ubicati negli Ospedali di Venosa, Villa D’Agri, Chiaromonte, Lauria e Maratea.

asp_potenza

nov 202014
 

All’insegna del tema “ Sana Alimentazione e Diabete”, si è svolta la seconda parte della Giornata Mondiale del Diabete, impegnando l’intero pomeriggio del 15 Novembre 2014 , presso la Sala Pasolini di Lagopesole, Rappresentanti delle Istituzioni, Medici e Responsabili dell’Associazione ALAD-Fand, culminata con la premiazione delle prime tre ricette classificatesi nel concorso indetto per l’occasione “ Invia la Tua Ricetta “, con la regia del Coordinatore della Giornata Mondiale per la Basificata Gianfranco Palese.
La premiazione è stata anticipata da un fitto e proficuo dibattito, introdotto dai saluti del Sindaco di Avigliano Vito Summa e con la relazione introduttiva del Presidente dell’ALAD-Fand Antonio Papaleo, a cui hanno fatto seguito le dotte relazioni del Diabetologo dell’ASP Giuseppe Citro, del Segretario Regionale FIMG Antonio Santangelo, del Segretario Regionale SIMG Antonio Coviello, del Pediatra di Libera Scelta Giuseppe Iannuzzi e della Dietista dell’ASP Vita Salvatore.
A tutti ha replicato l’Assessore Regionale alla Salute Flavia Franconi che ha insistito sulla necessità di attivare percorsi informativi ed educativi al fine di prevenire l’insorgenza del diabete, semmai con iniziative del tipo Pubblicità Progresso, oppure del tipo Guadagnare Salute; inoltre, si è impegnata a rilanciare l’attività della Speciale Commissione Regionale sul Diabete, anche per avviare l’implementazione della Legge Regionale 9/2010 al fine di realizzare la Rete Diabetologica, attraverso cui riuscire di più e meglio a rendere praticabile il Piano Nazionale Diabete, al fine di incentivare la cosiddetta Educazione Terapeutica, in uno con una più efficace Integrazione fra Medici Specialisti e Medici di Medicina Generale, sempre nella logica di razionalizzare il sistema assistenziale, in funzione dell’abbattimento della spesa sanitaria, ottenibile con una mirata appropriatezza nella cura, capace di limitare le pericolose ed onerose complicanze.
L’evento si è concluso con la consegna delle targhe ai vincitori nelle persone di:
Primo premio: Lisi Leonardo, con la ricetta “Ceci, scarole e funghi”.
Secondo premio: Cicchetti Gerardo, con la ricetta “Melanzane rosse e cavatelli”.
Terzo premio: Margiotta Ivan, con la ricetta “Spinaci marinati in crosta”.
Si procederà, inoltre, a raccogliere le stesse ricette in un fascicolo apposito che, stampato in più copie, verrà divulgato a breve.

papaleo

nov 102014
 

A cura della Fand e dell’Associazione Nazionale Italiana Diabetici “Tre Valli”, il 9 novembre 2014, presso la sala consiliare di Lagonegro si è svolta uan conferenza sul diabete. La partecipazione è stata molto numerosa. Alla conferenza organizzata dai presidente Silvano e Tonino Papaleo, hanno partecipato
i dottori Domenico Sangineti, Enzo Caruso, Gabriele Elefante, Rinaldo Lauletta; a rappresentare l’Asp vi erano i dottori Massimo De Fino e Giuseppe Cugno. Il dibattito si è arricchito della presenza del Sottosegretario alla Salute Vito De Filippo e dell’Europarlamentare Gianni Pittella.

Prima parte

Seconda parte

mag 252014
 

Nel corso della riunione del Direttivo della ALAD-Fand Basilicata (Associazione Lucana Assistenza Diabetici) si è provveduto ad effettuare alcune cooptazioni ed a ridistribuire gli incarichi.
In particolare le cooptazioni hanno riguardato:
Assunta Fragnito che curerà l’attività dello “Sportello del microinfusore”;
Michele Ricci che opererà presso lo sportello dell’Ospedale San Carlo ed è preposto all’organizzazione;
Gerardo Cicchetti che seguirà l’attività del FQTS, del CSV, del rapporto con l’AVIS e responsabile della sede di Presidenza;
Vengono confermate le restanti responsabilità e precisamente:
Antonio Papaleo, Presidente che curerà i rapporti con le Istituzioni e gli stakeholders;
Nicola Sardone, Vice Presidente, Tesoriere e Volontario presso l’Ospedale San Carlo;
Ferdinando Napoletano, Segretario che curerà la gestione dei siti e del registro dei Soci e i rapporti con l’UNITRE ed altri partners;
Teresa D’Elia, responsabile dell’attività fisica e dei rapporti con l’ANSE;
Elisa Cassano, coordinamento femminile, con particolare attenzione alle madri dei ragazzi con diabete in età evolutiva;
Gianfranco Palese, responsabile della Sezione Giovani, gestione campo scuola e Giornata Mondiale del Diabete, opererà presso il Poliambulatorio Madre Teresa di Calcutta;
Egidio Coluzzi, opererà presso il Poliambulatorio Madre Teresa di Calcutta e collaborerà con Palese;
Carlo Lombardi, opererà presso il presidio sanitario di Muro Lucano.
Il Direttivo ha, inoltre ha affrontato lo “stato dell’arte” della diabetologia in Basilicata e i tanti freni che tuttora insistono per una migliore organizzazione dell’assistenza, a partire dall’implementazione della Legge Regionale 9/2010 e del Piano Nazionale Diabete, già da tempo recepito dall’Esecutivo Regionale, così come la necessaria ripartenza dell’Osservatorio Regionale sul Diabete.
Si è anche riflettuto sull’attività della Associazione e sul rilancio delle iniziative, predisponendo il calendario delle attività per i prossimi mesi.
Il Presidente Papaleo ha informato il Direttivo delle decisioni assunte dall’Assemblea Nazionale di Pesaro, dalla IV Conferenza Nazionale di Diabete Italia di Bologna e, particolarmente, dalle conclusioni cui si è pervenuti con l’incontro recentemente avuto dalle Associazioni dei Pazienti Diabetici con il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e che ha riguardato l’autocontrollo nelle persone con Diabete per un buon equilibrio glicemico e finanziario, con un no deciso alla pratica indiscriminata delle gare per l’acquisto dei presidi e per il rispetto della libertà di scelta del paziente, garantendo il massimo della qualità.

papaleo