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Nov 122018
 

L’innovazione tecnologica e la rivoluzione digitale in atto a sostegno della miglior qualità di cura e di vita degli oltre 3,2 milioni di pazienti in Italia
Il 14 novembre si celebra in tutto il mondo la giornata di sensibilizzazione sul diabete: oltre cento pazienti provenienti da tutta Italia si sono riuniti a Roma per il 1° raduno “Evertogether”, incontro realizzato per condividere come l’innovazione tecnologica abbia cambiato e migliorato la loro vita.

Un’occasione per conoscersi, confrontarsi, condividere esperienze sulle modalità di gestione del diabete con Eversense, il sensore sottocutaneo impiantabile che monitora i valori del glucosio 24 ore su 24 e avverte in anticipo in caso di ipo e iperglicemie.

L’incontro, realizzato da Roche Diabetes Care Italy, è stato un’occasione anche per sfatare i falsi miti su cibo e diabete: la nutrizionista presente, insieme al noto pasticcere Ernst Knam, ha fornito ai partecipanti utili consigli sulla corretta alimentazione per non rinunciare al gusto rispettando alcune regole.

Ott 112018
 

In occasione della Giornata Mondiale Salute Mentale, il CSM di Lauria, diretto dalla Dott.ssa Alfonsina Guarino, ha aderito il 10 ottobre 2018 all’H-OPEN DAY promosso da ONDA, con il patrocinio della Società Italiana di Psichiatria, Società Italiana di Neuropsicofarmacologia, Società Italiana di Psichiatria Geriatrica, dando vita una serie di iniziative.

Giu 212018
 

Il 20 giugno 2018 presso il centro Sprar di Lauria “Il giardino di Carmine” si sono approfondite le tematiche dell’accoglienza dei migranti in occasione della Giornata mondiale del rifugiato. Il pomeriggio è stato particolarmente interessante ed emozionante. Significative sono state le testimonianze degli operatori e degli ospiti, quest’ultimi, ripetutamente, hanno espresso sentimenti di gratitudine all’Italia e a Lauria. Nel corso dell’evento è stata inaugurata una mostra fotografica di Giusy Labanca.


L’intervista a Gaetana  Agrello responsabile dello Sprar di Lauria  e le immagini della manifestazione

Ora giornata dei rifugiati a lauria

Pubblicato da L'Eco di Basilicata su mercoledì 20 giugno 2018

La diretta FB del giornale

Mag 032018
 

Il Centro di Salute Mentale di Lauria ha aderito il 2 maggio 2018 alla ‘Giornata mondiale della salute mentale materna’.
E’ stato organizzato l’evento “I colori della maternità”, sulla promozione della salute perinatale. Molti sono stati gli spunti emersi nel corso della manifestazione.


La conferenza


Le interviste: Alfonsina Guarino, Teresa Boccia, Angela Blasi, Egidia Matinata, Angelo Lamboglia

Apr 072018
 

La Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo edizione
2018 ha avuto un significato particolare per Senise e per le famiglie che tradizionalmente la
animano. Innanzitutto perché il progetto della Casa delle abilità sta riscuotendo l’interesse di
molti, sia tra i sostenitori che tra le famiglie con persone autistiche. E poi perché è stato
presentato il testo dal titolo “Inserimento Sociale e lavorativo di persone con autismi”, nato in
seguito a un master intitolato “Esperto in abilitazione professionale per persone con autismo”,
realizzato a Policoro presso l’ente di formazione ENFOR, al quale hanno partecipato anche
alcune delle animatrici dei progetti che l’associazione Lucanicom sta mettendo in campo.
Cresce, così, la consapevolezza nella società, ma nel contempo cresce anche la professionalità
e la preparazione di giovani professioniste che spendono la propria esperienza e la propria
preparazione a servizio dell’autismo.
Nell’incontro tenutosi lo scorso 4 aprile nella ex sala consiliare del complesso monumentale
San Francesco a Senise, il testo è stato presentato da Rocco Di Santo, sociologo di Enfor,
docente del master e curatore dello stesso, e da tre delle autrici. Rosanna Cirigliano, Giusy
Palermo e Laura Ierone, hanno parlato dei contenuti delle sezioni che hanno curato. Il sindaco
di Senise, Rossella Spagnuolo, ha portato i saluti dell’amministrazione comunale, sottolineando
che il comune sosterrà il progetto “Il filo della luna”, di cui fa parte la Casa delle abilità. La
collaborazione da tempo intrapresa tra l’associazione Lucanicom, presieduta da Paola
Cirigliano, madre di un ragazzo autistico, e le scuole del territorio, ha portato al coinvolgimento
di alunni del comprensivo “Nicola Sole”, che hanno letto una poesia sull’autismo, e di studenti
dell’ISIS “L. Sinisgalli”, che hanno letto alcuni brani del testo “L’isola di Noi” di Federico De
Rosa, giovane scrittore autistico. Le letture sono state seguite dall’intervento della preside del
“Sinisgalli” Rosa Schettini che ha tratto le conclusioni dell’incontro. Subito dopo, la facciata
dell’abside della chiesa di San Francesco si è illuminata di blu, mentre un gruppo di bambini,
autistici e non, hanno liberato i tradizionali palloncini blu.
Quanto alla presentazione del testo, stampato dalla casa editrice LEM, gestita da ragazzi
autistici, è emersa la necessità di ragionare in termini di abilità e talenti invece di focalizzarsi
sulla disabilità. Questo metodo è fondamentale, è stato spiegato, soprattutto per l’inserimento
lavorativo di persone con autismo, la cui preparazione deve avvenire fin dal terzo anno della
scuola, come accade per tutti, con l’alternanza scuola-lavoro e con altre attività. Il modello
base è quello del progetto START Autismo, della Regione Abruzzo, che punta alla formazione
della figura del Job Coach, che deve valutare le abilità e gli interessi del ragazzo, preparare e
attuare un programma individualizzato di avvio al lavoro sulla base di queste valutazioni e poi
occuparsi dell’inserimento lavorativo effettivo, in modo da rendere il ragazzo autonomo nelle
sue mansioni. Esperienze di inserimento lavorativo di successo in Italia, è stato detto, sono
state di diverso tipo. Si va dalle fattorie-aziende di comunità, all’agricoltura sociale, alla
ristorazione, biblioteche, attività di catalogazione e inserimento dati. Dall’approfondimento di
questo tema nasce il progetto “PepronAut”, promosso da Lucanicom, che mira all’inserimento
lavorativo di ragazzi autistici nel settore della coltivazione, trasformazione e
commercializzazione del famoso Peperone IGP di Senise.
In tutto questo la scuola assume un ruolo fondamentale, tanto che il testo presentato dedica
un’ampia sezione proprio al lavoro scolastico. Le autrici hanno spiegato come, partendo da un
excursus delle normative che si sono susseguiti dagli anni 60, che erano gli anni dell’esclusione
e della medicalizzazione degli autistici, si giunge agli anni 90 che invece rappresentano gli anni
dell’inclusione. Emerge così l’importanza della figura dell’insegnante di sostegno che, oltre al
suo ruolo tradizionale, deve farsi promotore di vere e proprie strategie psicoeducative, da
elaborare con gli altri caregiver, da utilizzare in ambito scolastico per il raggiungimento delle
autonomie.
Associazione Lucanicom

Mar 192018
 

Il 21 marzo si celebra in tutto il mondo la Giornata della sindrome di Down, una giornata che ha l’obiettivo di sfatare stereotipi e pregiudizi sulle persone che hanno questa sindrome approfondendone la conoscenza sia in termini scientifici che sociologici.
La giornata, riconosciuta dalle Nazioni unite nel 2012, è stata istituita nel I° giorno di primavera per ricordare la caratteristica genetica alla base di tale sindrome (trisomia della coppia cromosomica 21).
La sindrome di Down (sdD) è una condizione genetica, ancora di causa sconosciuta, diffusa in tutto il mondo.
Attraverso il tema scelto per il 2018, “Il mio contributo alla società ” ,(#WhatIBringToMyCommunity #WDSD18) si vuole evidenziare il valore aggiunto che le persone con sdD portano nel mondo della scuola, del lavoro, del tempo libero e combattere i pregiudizi che le vedono ancora solo come persone da assistere. Negli ultimi 40 anni in Italia ci sono stati molti cambiamenti, si è allungata l’aspettativa di vita, tutti i bambini con sdD frequentano la scuola di tutti, è cresciuto il loro livello di autonomia e circa il 12% degli adulti ha un lavoro, grazie all’impegno di queste persone, delle loro famiglie e delle Associazioni. E’ cresciuta anche la capacità di auto rappresentazione delle persone con sdD come è ben testimoniato dal recente film “Diritto ai diritti” prodotto da AIPD (2016 regia C.Angeli). Ancora molto però c’è da fare.

L’Associazione Italiana Persone Down e le sue 51 sedi distribuite sul territorio celebrano in vario modo la giornata sulle piazze, nei convegni, nei parchi, nei teatri.

A sottolineare l’importanza dell’educazione all’autonomia di queste persone e per raccogliere fondi per tali progetti, verrà offerta sulle piazze una piantina di girasoli perché “Con i girasoli, giriamo soli!”.

Verrà inoltre presentata alle Nazioni Unite a New York nel convegno mondiale indetto per la giornata, l’esperienza di inserimento lavorativo realizzata in Italia e in Europa attraverso il progetto Valueable.

Dice Serena, una giovane donna con sdD: “Una persona Down ha la trisomia 21, cioè ha un cromosoma in più rispetto alle persone normali, ma la differenza secondo me non è poi così tanta. Io, dicendo questo ho capito di essere Down, ma mi considero una persona normale anche se mi ci vuole tempo a capire e a fare le cose. Io vorrei essere una farfalla per volare in alto e non fermarmi mai e andare sempre avanti per la mia strada che sarà molto scoscesa e ripida.”

Nov 242017
 

“Non amiamo a parole ma coi fatti”: uno slogan o forse un monito? Un sogno o una preghiera?
Ci sono luoghi dove non amare a parole ma coi fatti è solo la semplice realtà, quella ordinaria.
È così nella Caritas parrocchiale di Chiaromonte dove le mele, donate alla parrocchia, diventano torte da vendere per l’autofinanziamento, dove gli immigrati che arrivano “nudi” e “forestieri” vengono vestiti e ospitati, dove gli anziani creano gli addobbi per l’albero della solidarietà. È così a Lagonegro dove l’Episcopio è diventato “mensa dei poveri” e magazzino di viveri, la dispensa di chi ha fame e ancora a Colobraro, dove educare alla carità è uno stile di vita quotidiano, dove si cucina anche nei pentoloni da campo perché ci sia abbastanza cibo per tutti, dove le scuse di chi inventerebbe di tutto pur di non stare solo non sono “capricci” o a Sant’Arcangelo dove il povero che grida viene ascoltato e saziato, dove l’oratorio è anche scuola di danza gratuita, laboratorio dove usare le mani per costruire una relazione senza chiedere nulla in cambio, senza se, senza però e senza forse. Questi sono solo alcuni dei fatti raccontati al Convegno delle Caritas Parrocchiali che si è tenuto a Tursi domenica 12 novembre e che ha aperto la settimana di riflessione in preparazione alla Giornata Mondiale dei Poveri voluta da Papa Francesco per domenica 19 novembre.
Nel Messaggio per la Giornata il Papa aveva espresso un desiderio: le comunità cristiane si impegnino a creare momenti di incontro e di amicizia, di solidarietà e di aiuto concreto.
La Caritas Diocesana di Tursi-Lagonegro ha accolto l’invito, si è lasciata invitare alla mensa dei poveri, alla festa di Dio dal 12 al 19 novembre, in un percorso di condivisione e riflessione.
Il Vescovo monsignor Vincenzo Orofino, don Giuseppe Gazzaneo, direttore della Caritas e vicario episcopale per la carità, l’equipe Caritas diocesana, il Laboratorio Caritas diocesano, le Caritas parrocchiali: uomini e donne di buona volontà, animati da un senso di responsabilità comune, dalla consapevolezza che i poveri “non sono un problema ma una risorsa a cui attingere per accogliere e vivere l’essenza del Vangelo”, hanno accolto l’invito del Papa e si sono messi in cammino. Hanno intrapreso un viaggio attraversando la Diocesi, macinando chilometri e, partiti da Tursi domenica 12, martedì 14 novembre si sono incontrati a Policoro per ascoltare la voce incrinata dall’emozione di Ivan Sagnet. Ivan che, arrivato in Italia dal Camerun con un sogno e catapultato nell’incubo del caporalato a Nardò, nella Puglia della raccolta dei pomodori, non ha dimenticato che la dignità della persona è sacra e si è ribellato, inneggiando allo sciopero, facendo arrivare il suo grido alla Magistratura che ha arrestato 16 caporali e li ha condannati per riduzione in schiavitù. L’incubo, che Ivan ha vissuto, è tornato ad essere un sogno, è diventato legge contro il caporalato, un’associazione dall’emblematico nome “NO CAP” che diventerà presto una rete di supermercati dove si venderanno prodotti raccolti da mani che nessuno ha sfruttato. Alla voce tremante di Ivan ha fatto eco quella indignata di Gianni Fabbris di Altragricoltura a difesa della nostra terra, dei contadini, dei lavoratori in lotta contro la speculazione che crea crisi economica e inequità sociale.
Mercoledì 15 novembre il viaggio è proseguito verso Lagonegro per ascoltare i fatti della vita di Andrea Costantino che, dopo aver giocato d’azzardo ha capito che il gioco più bello è puntare sulla vita, per imparare da Angela Canzoniere, psicologa e psicoterapeuta della Cooperativa “Il pozzo di Sicar” di Tricarico, che il gioco può diventare un carcere e tramutarsi in malattia, ma anche che chi vive un dramma del genere può essere curato, facendosi carico della sua persona al di là dei dati e delle false probabilità. Piera Vitelli, della Comunità Exodus di Tursi, ha raccontato dei suoi ragazzi, quelli che hanno cercato i paradisi artificiali, che si sono persi per le strade senza meta della droga e dell’alcool, e ha rivolto il suo accorato appello ai 60 ragazzi dell’Istituto “Pitagora” di Policoro, che hanno partecipato al Concorso indetto dalla Caritas e dal Miur sulla Ludopatia con i loro disegni e le loro speranze, invitandoli a farsi testimoni e protagonisti nella lotta alle forme di dipendenza. Mons. Orofino ha consegnato una targa a una delle allieve del Pitagora, segno di ringraziamento per l’impegno e per cristallizzare il senso profondo di una battaglia che si può vincere.
La riflessione è passata per Francavilla in Sinni: giovedì 16 novembre si è tenuto un incontro in cui poter conoscere modi diversi di “essere abili”. Nicoletta Messuti ha presentato i ragazzi con disabilità di Casa Angelica con sede a Lauria, quelli del “Dopo di Noi”, le persone a cui la legge 112 del 22.06.2016 vorrebbe garantire il benessere, l’autonomia e la piena inclusione sociale, persone che hanno bisogno di Nicoletta e degli altri operatori come quelli di Casa Angelica per sentirsi a casa e in famiglia anche quando non ne hanno più una.
“La diversa abilità presuppone un diverso modo di essere, essere autistico presuppone un altro modo di sentire per cui un abbraccio può essere solo un sovraccarico sensoriale di impulsi contraddittori”: le parole di Franco Addolorato, dette con la forza dell’esperienza, con l’autorità della conoscenza e dell’impegno, col sentimento di un padre che ha spesso bisogno delle sagge parole del figlio, Vincenzo, che con voce impostata ha ricordato al suo papà e a tutti i presenti che “solo chi sogna può volare”.
Riflettendo sui fatti e sui gesti siamo arrivati a San Brancato di Sant’Arcangelo per parlare di “immigrazione”. E da qui il cuore e la mente hanno spaziato a tutto tondo. Caterina Boca, avvocato e consulente del Coordinamento Nazionale Immigrazione di Caritas Italiana, coi dati nazionali ed europei sull’immigrazione, lei che da anni vive a Roma ma viene da Vena, paesino calabrese a cultura arbereshe che negli anni ‘90, quando gli albanesi sbarcarono in massa sulle coste pugliesi ha visto suo padre partire alla volta di Bari per andare ad accogliere i “compaesani” e portarli a Vena e dar loro un tetto e un sostegno… che sente ancora suo padre lamentarsi perché gli hanno messo fuori uso una lavatrice. A Caterina ha fatto eco don Giuseppe Gazzaneo che ha ricordato che “siamo uomini e non lavatrici… non abbiamo bisogno di separarci per colore!”. I presenti all’incontro di venerdì 17 novembre hanno ancora negli occhi il piccolo Hiab, figlio di una coppia di immigrati, ospite del Cas di Rotondella, che di fronte alla croce pettorale di Mons. Orofino ha mostrato, sollevando il suo maglioncino blu, la piccola croce di legno che aveva al collo e, in un gesto innocente, ha scritto un trattato sull’uguaglianza e la fratellanza in Cristo! Nessuno dimenticherà le parole dei due ragazzi immigrati che hanno voluto raccontarci i “fatti loro”, che a Senise e a San Brancato si sentono a casa, come se fossero nati qui, che pensano che l’immigrazione sia un movimento di persone alla ricerca di se stesse e non solo la ricerca affannosa e disperata di un posto dove stare. E nessuno scorderà le parole del sociologo Rocco Di Santo, che dopo aver dato i suoi numeri, ha guardato il piccolo Hiab ricordandoci che lui è il futuro.
Ma perché vi sia un futuro sereno è necessario che vi sia lavoro per tutti. Avevamo, dunque, l’obbligo di riflettere sulla crisi economica e sulla mancanza di occupazione. E lo abbiamo fatto a Senise, al Centro Parrocchiale, con gli imprenditori Franco Cupparo e Rocco Messuti e le loro storie: Cupparo che da ragazzo faceva l’acquaiolo in un cantiere a Ginosa e oggi da lavoro a cento persone, Messuti che, insieme a suo fratello Egidio, per amore del suo paese, è rimasto a Senise lanciandosi in un’avventura che oggi gli consente di dare lavoro a 60 occupati. Lo abbiamo fatto con Maria Grazia Tammone, psicologa e psicoterapeuta della Caritas di Tricarico, della Cooperativa “Il pozzo di Sicar”, nata dall’esperienza dei progetti in Caritas e in seno alla Chiesa che si occupa di nuove e vecchie dipendenze, di sostegno alle famiglie con grave disagio economico, e che offre lavoro a 16 persone. E ancora con Franco Marcone e la sua esperienza nel mondo sindacale, dalla parte dei lavoratori con uno sguardo attento e le mani protese ad offrire supporto e spesso conforto.
Su tutte la voce del Vescovo che ha ricordano come “ognuno di noi, quando viene al mondo, è accolto in una relazione, in una relazione d’amore. Le relazioni sono fatti, non sono solo parole o sentimenti! La carità è un fare, è un’azione! Le relazioni non sono funzionali a un qualche cosa ma sono qualificanti. La vita delle persone si determina dalle relazioni, le relazioni danno qualità alle persone. Le persone, davvero degne di questo nome, amano relazionarsi con gli altri. Ma qualcosa si è guastato nel cuore dell’uomo e invece di globalizzare la solidarietà stiamo globalizzando l’indifferenza e il rifiuto. Se rimaniamo fedeli alla nostra natura saremo naturalmente portati ad aprirci agli altri e più ci apriremo agli altri più saremo realizzati. Non c’è bisogno di essere eroi per stare accanto a chi porta con sé una povertà… basta essere normali”.
Domenica 19 novembre, Giornata Mondiale dei Poveri, la Caritas Diocesana con il Vescovo e il Direttore è arrivata a Lauria dove, realizzando il desiderio del Papa, ha diviso il pane coi poveri e coi poveri ha celebrato l’Eucarestia, ai piedi del Beato Lentini a cui quest’anno guardiamo in maniera particolare nel ricordo del 20mo anniversario della beatificazione.
E a tavola c’erano Enzo che tifa Juve, Domenica col suo sguardo timido e la sua collana di perle, Maria e il suo voler essere abbracciata, Gigino coi suoi occhi sorridenti… e tra loro la Caritas Parrocchiale, la Croce Rossa, i volontari, gli operatori delle caritas parrocchiali della diocesi, uomini e donne di buona volontà che tengono fisso lo sguardo su quanti gridano aiuto e chiedono solidarietà.
Una settimana ricca di fatti, di gesti di premura e cordialità, che lascia il segno nella vita di tanti: ci sta a cuore il benessere della nostra gente, la promozione della persona, la bontà dell’operato ordinario della Chiesa e delle istituzioni presenti nel territorio. Perché parlare di povertà non è questione di astrazione ma di attenzione concreta a uomini e donne che vivono problematiche di cui Caritas vuole farsi carico in vista di percorsi educativi strutturati e abituali.
In un mondo che ci suggerisce di imitare ciò che il marketing decide per noi, vogliamo farci imitatori della vita di Cristo, portarlo nelle nostre esistenze e far sì che pervada le nostre responsabilità sociali a garanzia della giustizia delle nostre decisioni e dei nostri gesti.

Maria Lucia Cristiano
Equipe Caritas Diocesana di Tursi-Lagonegro

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