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lug 202015
 

Visita in Regione “per proporre e consegnare la disponibilità in diversi rapporti di collaborazione”
Il 20 luglio 2015 il Console Onorario della Repubblica Federale di Germania a Napoli, Giovanni Cafarelli in visita di cortesia in Regione dal presidente Marcello Pittella. “Un incontro cordiale, ha sottolineato il presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella per proporre e consegnare la disponibilità in diversi rapporti di collaborazione”. Il console ha manifestato il forte interesse della Germania per il settore turistico culturale della Basilicata ritenendola una regione attrattiva per gli investimenti. “Questo rapporto proficuo – ha concluso il presidente Pittella – ci permetterà di trasferire loro informazioni sul mondo produttivo e sulle opportunità di richiamo per gli investimenti stranieri, oltre che per il settore turistico”.

presidente e console

lug 072015
 

Il 7 luglio 2015 ricorre il 4° anniversario della morte di Angelo Calderone ( in arte Engel von Eiche, poi ribattezzato Bergeiche), il poeta- scrittore originario di Ruvo del Monte (Pz), ma vissuto fuori regione per gran parte della sua vita (era nato nel 1941) e morto a Bologna.
Egli aveva trovato rifugio e conforto nella letteratura, divenendo scrittore di fiabe e racconti per ragazzi, nonché compositore di poesie in lingua, dopo essere rimasto invalido permanente a causa di un grave incidente automobilistico occorsogli in Germania, ad opera di un giovane alla guida, a folle velocità, sotto l’effetto di sostanze maledette che rovinano l’esistenza (rifletta bene, chi si batte per la loro liberalizzazione|). Bel giovane d’aspetto, alto di statura, fisico possente, era emigrato in cerca di lavoro e fortuna, ma il fato, in agguato nel grande Paese teutonico, si intromise per spezzare ogni sua velleità, tarpandogli le ali per sempre.
Così, dopo una lunga degenza ospedaliera ed un infruttuoso, dispendioso peregrinare , in cerca di miracoli medici per la riabilitazione, il povero Angelo, che aveva avuto l’unico torto di accettare una fatidica sera, un passaggio in macchina di amici, di ritorno dal lavoro in fabbrica, fu costretto ad accettare definitivamente il suo nuovo status di “invalido permanente” (oggi, eufemisticamente, si direbbe “diversamente abile”). Forse la seconda definizione non è del tutto sbagliata, alla luce di quella che sarebbe stata successivamente la “carriera” del futuro Engel. Infatti, egli si scoprì baciato dalle muse dell’arte e incominciò a rivelarsi buon scrittore e poeta sensibilissimo.
Le sue grandi raccolte di versi composti secondo lo stile del “blank verse”, pubblicate in diversi anni, hanno sempre evidenziato il modo garbato, semplice e misurato, con cui ha sempre esternato i suoi sentimenti umani, sfocianti in liriche contemplative dalla forte impronta verista, icasticamente rappresentative di una nostalgia per i tempi passati, i valori sani di una volta: il rispetto per i genitori, per la Scuola, per il prossimo etc.
Sotto l’insegna dell’altruismo e del rigore etico, Angelo era un profondo assertore dell’amore per il prossimo, per la natura, della “buona creanza”, come si diceva una volta. Egli soffriva molto per le ingiustizie perpetrate non solo ai suoi danni, ma anche degli altri. Tutta la sua poetica verte sulla critica alla secolarizzazione dell’uomo tecnologico della società dei consumi, e agli effetti pratici sul behaviour umano. Usando un registro linguistico di livello medio e modelli espressivi privi di sofismi, arzigogoli, termini altisonanti etc. quindi accessibile a tutti, l’interesse poetico di Engel von Bergeiche spaziava in tutte le direzioni e abbracciava ogni tipo di sentimento, dall’amore romantico, come nella lirica “Quattro quarti di luna” (dalla raccolta “Speranza tra sogno e realtà”, Book editore, Bologna, 1991): <> alla più cupa tristezza, come in “Quanta tristezza, per la scomparsa di mia madre” ( dalla raccolta “l’Obiettivo”, Seledizioni, Bologna, 1988):
<>
La morale della favola, che si trae da queste due semplici poesie, è che non bisogna mai arrendersi, nemmeno di fronte ad una grande sciagura, finché si è vivi. Chi l’avrebbe mai detto, nella fattispecie, che un figlio di poveri contadini, che per ristrettezze economiche, non di ingegno, non aveva potuto proseguire gli studi, un giorno, dopo una disgrazia, da “self -made-man” sarebbe diventato un personaggio noto della letteratura, vivendo una seconda vita pubblicando libri (con le copertine illustrate dalla figlia Rossella, in arte Roscal) e vincendo numerosi premi, tra cui: il 1° premio al “Città di Potenza, 1987”; 1° premio al “Lucania, 1988”; il “Lauro d’argento” al premio “La Torre, 1987”; finalista ex aequo con il compianto rabbino capo di Roma, Elio Toaff, per la poesia religiosa, al “PremioBasilicata, 1998” etc. ? E se aggiungiamo che Angelo Calderone, nonostante la sua infermità, è stato anche il referente per la Basilicata del “Comitato per la liberazione di Silvia Baraldini”, e, inoltre, ogni anno ( il prossimo 8 agosto saremo alla terza edizione), nel suo paese di nascita, Ruvo del Monte, si svolge un premio letterario nazionale a lui intitolato, a cui partecipano concorrenti da ogni parte d’Italia?
Professor Domenico Calderone

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feb 142015
 

“Una legge attesa da tempo e che pone il nostro Paese al passo coi tempi, modificando un criterio di selezione decisamente anacronistico e discriminatorio per i tanti giovani che sognano di potersi arruolare nelle Forze Armate o in altri corpi”. Commenta con queste parole Aldo Patriciello, parlamentare europeo di Forza Italia, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge che abolisce i limiti di altezza nei concorsi pubblici per l’accesso alle forze armate, alle forze di polizia ed al corpo nazionale dei vigili del fuoco. I limiti resistevano nella legislazione italiana oramai da diversi decenni e prevedevano un minimo di altezza di 165 centimetri per l’uomo e 161 per le donne. Le nuove norme in tema di arruolamento prevedono, invece, parametri connessi alla massa corporea e quindi all’equilibrio tra l’altezza e il peso. “Da tantissimo tempo – spiega Patriciello – ricevo lettere di ragazze e ragazzi che hanno dovuto rinunciare al sogno di poter indossare la divisa per uno o due centimetri. Sono soddisfatto, quindi, di aver contribuito ad eliminare questa ingiustizia e di aver sostenuto con tenacia l’iniziativa dei colleghi parlamentari di Camera e Senato: l’unanimità con cui è stata approvata la legge testimonia, del resto, la bontà dell’iniziativa portata avanti in questi mesi. Il nuovo sistema di arruolamento – prosegue l’eurodeputato forzista – non solo rappresenta una possibilità in più per i tanti giovani in questo periodo di grave crisi occupazionale ma adegua, inoltre, l’Italia ai parametri adottati dai paesi occidentali come Francia, Germania e Stati Uniti. L’abolizione del limite di altezza non influirà negativamente sull’efficienza delle nostre Forze Armate ma permetterà soltanto a tante persone che vogliono servire il Paese di poterlo fare. Ora mi auguro, però – conclude Patriciello – che tutti i Ministeri coinvolti si adoperino per far sì che il regolamento venga adottato in tempi brevissimi: sarebbe assurdo, infatti, bandire nuovi concorsi con norme di arruolamento oramai desuete”.

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feb 112015
 

“L’andamento turistico dell’anno appena trascorso, benchè fortemente segnato dalla gravità della crisi economica nazionale e da un’estate climaticamente penalizzata nel mese di luglio e settembre, registra dati estremamente positivi. L’indicatore principale di attrattività, costituito dagli “arrivi turistici”, dal 2013 al 2014, indica un rilevante incremento pari a +8,7%. Il flusso turistico in entrata segnala dunque un balzo in avanti, da 532mila a 579mila. In sostanza, se prendiamo a riferimento la popolazione residente in Basilicata, secondo l’ultimo dato Istat disponibile che segnala in poco più di 578mila gli abitanti al 31 dicembre 2013, possiamo ormai dire che, per la prima volta, ad ogni residente corrisponde un viaggiatore. Va ricordato che il turismo, secondo L’ISTAT, è definito come l’insieme delle attività e dei servizi riguardanti le persone che si spostano di fuori del loro “ambiente abituale” per trascorrere un periodo di tempo a fini ricreativi o per lavoro. Se si considera che nel 2007 (anno in cui si è avviata la riforma del sistema turistico) gli arrivi in Basilicata ammontavano a 448.546 l’incremento che si registra in 7 anni è pari al +29%, in termini assoluti circa 130mila arrivi in più. Altrettanto positivi sono i numeri relativi alle presenze e dunque al numero dei pernottamenti che si attestano a 2milioni e centomila. Si tratta del miglior risultato nella breve storia del turismo lucano con un incremento del 7,7% rispetto al 2013. A questi dati andrebbero aggiunti quelli non censiti, le vacanze nelle seconde case o presso case in affitto, stimate in almeno il doppio delle presenze che si registrano nelle strutture ricettive. Presenze che alimentano una variegata tipologia di spesa turistica e che ricadono beneficamente su molteplici attività economiche apportando un contributo crescente al PIL regionale. Un altro segnale estremamente positivo è costituito dalla crescita della componente estera, in sei anni più che raddoppiata. Nel 2014 siamo stati visitati da 81mila stranieri, con un incremento rispetto all’anno precedente del 15%, che hanno generato oltre 215mila pernottamenti. Ad attrarre il turismo estero è principalmente Matera, mentre il 40% di questi flussi si distribuisce in prevalenza tra il Vulture, la Val d’Agri e Maratea. Gli ospiti stranieri, che costituiscono il 14% del turismo lucano, provengono principalmente da Francia, Stati Uniti, Germania e Regno Unito. Per quanto riguarda gli italiani che scelgono la Basilicata per le loro vacanze, accanto ai pugliesi ed ai campani, peraltro in crescita, si segnala un significativo incremento di laziali e lombardi; dati che confortano le strategie promozionali di questi anni. I risultati del 2014 sono ancor più apprezzabili se si considera che siamo in un periodo in cui in Basilicata, come nel resto d’Italia, si riscontra una riduzione dei periodi di vacanza e del numero dei pernottamenti. La permanenza media è di 3,63 mentre il tasso medio di occupazione netto passa dal 26,9% al 28,6%. La crescita del turismo riguarda tutto il territorio lucano, nessuno escluso, sia in termini di arrivi che di presenze. Torna finalmente a crescere tutta la provincia di Potenza (+ 10, 2% di arrivi) e non solo quella di Matera (+7,7%). Punta di diamante del turismo regionale, capitale europea della cultura 2019, è Matera che registra anche nel 2014 una rilevante crescita (+16,4% di arrivi; +18,5% di presenze), in numeri assoluti si tratta di 153mila turisti per 244mila pernottamenti. Ma è la Basilicata tutta ad essere più attrattiva. Questo rilevante sviluppo della mobilità verso la Basilicata, del suo appeal turistico, è evidentemente frutto di un insieme di fattori: la forza trainante di immagine generata da “Matera 2019”, i cui effetti maggiori si percepiranno nei prossimi anni; l’attenzione riservata dai grandi media per le produzioni cinematografiche nazionali ed internazionali che si vanno realizzando in Basilicata, con ricadute immediate sulla filiera di ospitalità e con la capacità, nel tempo, di dar vita a cineturismo; il numero crescente di strutture ricettive passate da 749 ad 808 nell’arco di in anno, il consolidamento dell’industria balneare, che sviluppa il 63% delle presenze turistiche regionali, e lo sviluppo di diverse attività di svago e sportive, a partire dalla qualificata presenza dei centri velici; l’ampliarsi di un turismo rurale e delle aree interne. Sempre più tangibili sono inoltre le ricadute di una strategia pluriennale di attrazione di tour operators e di azioni volte a favorire l’incontro tra domanda ed offerta attraverso fiere e workshop, missioni di contatto e campagne promozionali nei diversi ambiti dal turismo (balneare, naturalistico, culturale, religioso, eno-gastronomico, evenemenziale). Una strategia condotta in parallelo sul web, come attesta, peraltro, l’ottimo piazzamento della pagina facebook della Basilicata turistica, la reputazione acquisita con il portale turistico www.basilicataturistica.com e le tante iniziative di sperimentazione e di innovazione in ambito digitale. Inoltre occorre considerare la buona reputazione di cui godono i nostri operatori per la qualità e la varietà dell’offerta ricettiva ed il significativo contributo al movimento clienti, nelle strutture ricettive, derivanti dalla mobilità d’affari a partire dal caso Fiat. Nuovi fattori di attrattività, dal Volo dell’Angelo a quello dell’Aquila, ai grandi spettacoli dal vivo e ai format innovativi realizzati in questi anni, a partire dal Parco della Grancia, hanno catturato l’interesse dei media e portato turismo in aree prima non interessate al fenomeno. Il turismo lucano, alimentato da una visione di lungo periodo e da un Piano che ha dimostrato la sua solidità e capacità prospettica, oltre che da significativi investimenti pubblici e privati, si avvale del concorso di molteplici attori (dai diversi dipartimenti regionali alla Lucana Film Commission al Comitato promotore Matera 2019, dagli Enti Parco ai G.A.L., dai Parchi letterari alle tante amministrazioni locali particolarmente attive in ambito turistico, alle Pro-loco, in tanti casi unici avamposti, alle miriade di associazioni che alimentano la progettualità lucana, alle reti di impresa) e di 30mila fans che sul web insieme con l’APT promuovono la regione. Questa fiducia di cui gode il comparto merita particolari attenzioni. Molto infatti resta ancora da fare e rilevanti sono le sfide da raccogliere, prima tra tutte quella di corrispondere alle attese suscitate con Matera capitale della cultura europea 2019. Questo evento, in qualche modo epocale per le sorti del turismo lucano, che cattura attenzioni straordinarie del mercato turistico per la Basilicata tutta, sollecita istituzioni ed operatori ad un rinnovato impegno sotto il profilo della qualità, dell’efficienza, della mobilità, dell’accoglienza entro il 2019. In un anno così difficile per la regione, dal punto di vista economico e sociale, e in un tempo così problematico, il turismo dimostra di essere effettivamente in grado di generare alcune opportunità di crescita e sviluppo. Oltre che costituire un fattore di straordinaria reputazione per l’immagine regionale esso offre modo di coltivare motivi di speranza mobilitando, insieme all’industria creativa, energie, intelligenze e volontà verso settori dell’economia che si stanno rivelando particolarmente resistenti alla crisi”.

Gianpiero Perri
Direttore Generale APT Basilicata

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ott 102014
 

Nell’ambito della giornata dedicata alla musica, organizzata dalla sezione di Marconia della FIDAPA e patrocinata dal Comune di Pisticci il prossimo 11 ottobre, è previsto un concerto dei Maestri Domenico Masiello al violino e Piero Cassano al pianoforte. L’evento avrà luogo presso l’Auditorium dell’Istituto di Istruzione Superiore Tecnico Agrario Statale “G. Cerabona” di Marconia alle ore 20.00.
La manifestazione artistica sarà preceduta da un convegno sulla musicoterapia che avrà luogo presso la Sala Consiliare della delegazione Comunale di Marconia alle 16.30.
La serata concertistica prevede un programma ricco e affascinante. Siamo certi che i maestri musicisti sapranno accompagnare il pubblico lungo le vie del sogno che la musica sa regalare in ogni occasione nella quale si ha modo di incontrarla. Quando poi il connubio tra bravi musicisti e maestri dell’arte di Euterpe è corroborato dalle esecuzioni di brani che ne hanno segnato la storia stessa, anche chi non è aduso all’ascolto della musica classica, si sentirà sollevato dal pavimento per librarsi sulle ali dolcissime della fantasia.
Appuntamento quindi a sabato 11 ottobre per vivere la magia che i Maestri Masiello e Cassano sapranno far scaturire dalle vibrazioni delle corde del Violino e del Pianoforte per dipingerle sul pentagramma dove note e ascoltatori danzeranno tra le punte delle stelle. Solo la bella musica è capace di questi miracoli!
Domenico Masiello è un giovanissimo maestro, vive a Marconia dove comincia il suo percorso sotto la guida della maestra Nicolina Decolli. Con il maestro L. Maci consegue i primi esami presso il conservatorio di Lecce. Già a 12 anni è allievo della maestra Maryse Regard, primo violino dei filarmonici di Roma. Nella sua fase di formazione artistica, partecipa con l’orchestra giovanile di Uto Ughi a numerose manifestazioni e frequenta prestigiosi master class tenuti dai maestri Alessandro Perpich, Felix Ayo e Carmelo Andriani. Con quest’ultimo, all’età di 17 anni, consegue il diploma di violino con 10 e lode e menzione speciale presso il Conservatorio “Egidio Romualdo Duni” di Matera. Il maestro Domenico Masiello esegue le sue meravigliose acrobazie su pentagramma avvalendosi di un violino realizzato per lui dal maestro liutaio Angelo Raffaele Andrulli nel 2007. Attualmente studia presso il politecnico di Bari e prosegue il suo percorso musicale con il maestro e amico Piero Cassano.
Piero Cassano è di Bari, si diploma in pianoforte con il massimo dei voti, lode e menzione speciale presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari, sotto la guida del Maestro Hector Pell e intraprende gli studi di composizione con Teresa Procaccini a Roma. Dopo il diploma in pianoforte si perfeziona in Francia Germania, Svizzera e Russia, rispettivamente sotto la guida dei Maestri Elian Richepin, Paul Badura-Skoda, Tatjana Nikolaeva, Victor Merzhanov e Anatoly Verdernikov. Contemporaneamente segue i corsi di musica da camera a Fiesole e consegue il Diploma in Musica da Camera. Dal 1991 è ammesso all’Hochschule fuer Musik di Vienna sotto la guida dei maestri Noel Flores e Paul Badura. Nel 1993 è chiamato dalla Fondazione Teatro Petruzzelli e Teatri di Bari a svolgere l’attività di Maestro Sostituto per la realizzazione della Stagione Liriche, attività che svolge ininterrottamente da 16 anni. Occasionalmente ha collaborato con il Cantiere Internazionale dell’Arte di Montepulciano in qualità di Direttore di scena e presso vari teatri. In collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano ha effettuato numerose tournée in Europa, in Russia, in Egitto, Turchia e in Cina per la realizzazione del “Così fan tutte” di Mozart, ultima regia di Giorgio Strehler. Attualmente è titolare di una cattedra di Pianoforte Complementare presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari.
I maestri eseguiranno il seguente programma.
Giuseppe Tartini – “Il trillo del Diavolo”. Lo stesso autore ne racconta l’origine. “Una notte (1713) sognai che avevo fatto un patto e che il diavolo era al mio servizio. Tutto mi riusciva secondo i miei desideri e le mie volontà erano sempre esaudite dal mio nuovo domestico. Immaginai di dargli il mio violino per vedere se sarebbe arrivato a suonarmi qualche bella aria, ma quale fu il mio stupore quando ascoltai una sonata così singolare e bella, eseguita con tanta superiorità e intelligenza che non potevo concepire nulla che le stesse al paragone. Provai tanta sorpresa, rapimento e piacere, che mi si mozzò il respiro. Fui svegliato da questa violenta sensazione e presi all’istante il mio violino, nella speranza di ritrovare una parte della musica che avevo appena ascoltato, ma invano. Il brano che composi è, in verità, il migliore che abbia mai scritto, ma è talmente al di sotto di quello che m’aveva così emozionato che avrei spaccato in due il mio violino e abbandonato per sempre la musica se mi fosse stato possibile privarmi delle gioie che mi procurava”.
Franz Shubert – “Arpeggione” dalla Sonata in LA minore D 821. È raro ascoltare un brano musicale più bello e più compiuto di questa composizione. La musica, così intensamente carica e vibrante di dolcezza, senza nessuna pretesa di impressionare, si svolge discretamente, accettando di nascere da ciò che c’è, quasi obbedendo a qualcosa d’altro che non l’effluvio dei pensieri e dei sentimenti del compositore. E proprio in questa obbedienza, nell’amorevole approfondirsi del rapporto con ciò che è dato, Schubert scopre il Mistero e si avvicina alla perfezione. Così, il percorso del musicista diventa metafora della vicenda umana; ognuno di noi è fatto perché quello che Dio chiede alla sua vita – la vita come vocazione – raggiunga una perfezione di armonia e melodia.
Niccolò Paganini – Rondò – (La campanella). Niccolò Paganini, grandissimo virtuoso di violino, si dedica anche alla composizione in quanto riteneva innaturale eseguire musiche sulle quali non poteva avere un completo controllo. Il Concerto n. 2 “La campanella”, opera del 1826, probabilmente il più popolare del maestro genovese, prende il titolo dal brillante rondò finale. Il primo tempo, Allegro Maestoso. L’Adagio si distende in una melodia plastica permeata da intenso lirismo. Il Rondò finale, Andantino allegretto moderato, ha una carica ritmica travolgente. Di questa composizione Liszt, ammiratore entusiasta di Paganini, ne ha ricavato uno studio per pianoforte.
Wolfgang Amadeus Mozart – “Sonata per violino e pianoforte” dal concerto n. 25 K 301. Fa parte di un gruppo di sei Sonate – dette palatine perché dedicate alla moglie di Karl Theodor, principe elettore del Palatinato – “Così, tanto per cambiare, ho scritto qualcosa di diverso, duetti per pianoforte e violino” dice Mozart. Infatti, in queste Sonate il violino è trattato in stile concertante. La Sonata in sol maggiore, come la maggioranza delle consorelle, è in due movimenti. Il primo tempo, Allegro con spirito e il secondo movimento, un Allegro in 3/8. Il dialogo equilibrato tra i due strumenti che si alternano il canto costituiscono l’essenza della sonata classica per violino e pianoforte.
Camille Saint-Saens – Introduction et Rondò Capriccioso – op 28. Tra i brani della letteratura violinistica che i grandi solisti prediligono, l’ Introduction et Rondò capriccioso in la minore op. 28 di Camille Saint-Saens occupa da sempre una posizione di primo piano. Come in molti altri suoi lavori, Saint-Saens evidenzia i profondi influssi stilistici che la musica spagnola ebbe sulla sua produzione. Dal punto di vista tecnico, la partitura dimostra la profonda conoscenza che Saint-Saens aveva dello strumento, fatto che si traduce in una parte violinistica ideale per dare la possibilità al solista di mettere in mostra tutte le sue qualità tecniche ed espressive. Un brano che richiede eleganza, souplesse virtuosistica e capacità di fraseggio cantabile, proprio per queste ragioni prediletto da tutti i grandi violinisti, ai quali questa partitura offre molteplici occasioni di mettere in mostra la loro classe.
Niccolò Paganini, dal Concerto n. 4. Il Concerto in re minore n. 4 viene composto tra il 1829 e i primi mesi del 1830 durante la frenetica tournée nelle città tedesche. Esegue per la prima volta il suo quarto concerto. Adagio flebile con sentimento in fa diesis minore. Il brano ha un patetismo commosso che ricorda il tono elegiaco del miglior Bellini.
Astor Piazzolla – “Oblivion”. Dolcissimo, struggente, in cui il ritmo serrato della danza lascia spazio ad una melodia lirica e introspettiva. La ricerca ritmica e melodica di Astor Piazzolla si esprime in questa composizione dove l’anima del Tango Argentino si riscopre nelle contaminazioni con altri ritmi, nella ricerca melodica con l’utilizzo di strumenti non legati alla tradizione Argentina. Dopotutto la musica del Tango Argentino è nata e si è evoluta proprio così: con le combinazioni di ritmi di diverse provenienze in una nazione che riceveva migliaia di immigranti da diverse culture anche molto lontane tra loro. Una musica complessa ma capace di attrarre l’ascoltatore, di coinvolgerlo complici di volta in volta la ritmica, la sensualità del tango, oppure il rigore della musica sinfonica. “Il tango è un pensiero triste fatto danza”…forse è qui il segreto della musica di Piazzolla: riuscire a fondere un sentimento profondo, dolce, triste, con la carnalità della danza.
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ott 022014
 

Si rafforza l’impegno del San Carlo per un ospedale senza dolore. Riprendono infatti le attività di Osteotrissia, la metodica che usa le onde d’urto per risolvere una ampia gamma di problemi ossei, grazie all’uso di un macchinario di ultima generazione dedicato alla litotrissia (lo scioglimento dei calcoli reali attraverso le onde d’urto). Una tecnica poco usata in Italia che il San Carlo ha potuto attivare anche grazie a un’expertise internazionale dalla Germania. Il nuovo macchinario, molto potente, consente di risolvere in una sola seduta di un’ora circa i problemi che prima richiedevano tre o quattro applicazioni.
E’ stato anche modificato il modello organizzativo. I pazienti interessati al trattamento devono infatti prenotarsi secondo le ordinarie procedure della ricetta rossa per una “visita ortopedica per osteotrissia”, propedeutica al trattamento eseguito dal team della dottoressa Santarsiero.
Le patologie che si avvantaggiano di questo trattamento sono le periartriti scapolo-omerali, le epicondiliti, le spine calcaneari, la fascite plantare.
L’attività di ambulatorio, per il periodo che va dal 28 ottobre al 18 dicembre, si articolerà in due giorni, dalle 15.30 alle 17.30, con le prime visite il martedì e i controlli il giovedì, per tre pazienti a seduta.
“Il nuovo servizio offerto – spiega il direttore generale Giampiero Maruggi – mette a maggior valore un importante investimento tecnologico aziendale (un laser di ultima generazione di cui sono in attività pochi esemplari) e risponde a un’ampia domanda di cittadini con patologie croniche dolorose. E’ del resto positivo anche il bilancio della chirurgia del dolore, affidata al dottor Antonio Giardina, che in sei mesi di attività ha superato i cento interventi. Per migliorare ancora l’offerta in questa

branca clinica stiamo anche valutando la possibilità di applicare i neurostimatolatori in area periferica, una nuovissima tecnica, utilizzata soltanto in dieci centri in Italia di cui uno solo al Sud, e che assicura migliori risultati nella riduzione del dolore cronico”.
“I neuro stimolatori periferici – spiega il dottor Antonio Giardina – come quelli spinali, utilizzati già in passato, sono simili ai pace maker cardiaci. Emettono segnali elettrici a bassissima frequenza che “ingannano” il segnale negativo emesso dalla fonte di dolore e quindi impediscono al sistema nervoso centrale di percepire il dolore stesso”.
La chirurgia del dolore è applicata a pazienti con dolore cronico e si rivolge a quelli che, per vari motivi, non possono avere risposte chirurgiche risolutive per le loro patologie. Alle attività chirurgiche si accompagna un ambulatorio quotidiano di terapia del dolore che assicura mediamente circa 250 prestazioni al mese.

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mag 252014
 

Il 24 maggio 2014 si è svolto presso la Sala Atomium dell’ISis “Miraglia” l’evento “La scuola a Mezzogiorno”. Come succede da qualche anno, nel periodo autunnale ed invernale gli studenti degli istituti di Lauria e Rotonda hanno preso parte ad un vero e proprio “cantiere” di lettura e scrittura ponendo al centro un libro.
Quest’anno è stato scelto il libro di Francesco De Filippo e Maria Frega “Scampia e Cariddi”. Il volume che raccoglie una vera e propria inchiesta parla di un Sud raccontato dai suoi giovani senza infingimenti e facili vittimismi.
Gli autori hanno incontrato i ragazzi che lavorano nelle fucine di Taranto e Trapani e quelli che il lavoro non ce l’hanno, i forzati del call center, i troppi che le carte in regola le hanno ma senza tavoli su cui giocare. Fino agli espatriati, i nuovi emigranti. Un’inchiesta appassionata ma obiettiva, nella convinzione che quella del Meridione sarebbe una sconfitta dell’Italia.
Francesco De Filippo è scrittore, saggista e giornalista all’Agenzia Ansa. E’ stato spesso inviato in Italia e all’estero; come scrittore ha pubblicato dieci libri (per Mondadori, Rizzoli, Editori Riuniti, Infinito) tradotti anche in Francia, Germania e Repubblica Ceca. Alcune sue opere sono state messe in scena in teatro (www.francescodefilippo.it)
Maria Frega è Sociologa, è di Lungro (Cosenza) e vive a Roma, dove si è laureata alla Sapienza e si è perfezionata in Comunicazione e Diritto dei Popoli alla Fondazione Internazionale Lelio Basso. Collabora con quotidiani e periodici, analizzando e raccontando fenomeni sociali (multiculturalismo e minoranze, lavoro) e culturali.
Nel corso della serata, presentata da Rosarita D’Orsi sono stati tributati dei premi e dei riconoscimenti intervallati da intensi momenti artistici curati dagli studenti.

L’evento

Le interviste: Natale Straface, Francesco De Filippo, Maria Frega, Pino Sassano

mar 072014
 

Emidio Filardi è un vulcanico imprenditore di Lauria impegnato nel campo della ristorazione. Fin da ragazzo si è appassionato di un settore che gli ha dato notevoli sodddisfazioni a fronte di grandi sacrifici. In questa intervista ripercorre la sua vita professionale e presenta la sua nuova creatura “L’Over Dream”. Interessanti alcuni suoi spunti sul turismo e l’accoglienza.

set 252013
 

Cuoco.. che bella parola! (Totò). Show cooking, escursioni, convegni, seminari, expo, ospiti internazionali, eccellenze territoriali e tanta, tanta cucina. Promette di realizzare un pezzo di storia dell’enogastronomia italiana la ventisettesima edizione del congresso nazionale della Federazione Italiana Cuochi, dal 7 al 10 ottobre a Metaponto, nel Magna Grecia Hotel Village.

Una tregiorni dedicata all’arte culinaria ma anche un modo per valorizzare un mercato in continua espansione: quello che ruota attorno al cibo è attualmente tra i settori più vivi dell’economia. Perciò accanto alle esibizioni di chef stellati sono state pensate occasioni di studio e confronto, tra produttori e operatori. Tratto unificante del momento artistico e di quello professionale è l’identità territoriale, dei prodotti e dei mestieri. A partire da quella lucana, nella terra che ospita il congresso, in relazione e confronto con quella delle altre realtà italiane.
Del programma, che prevede oltre alla partecipazione di numerosi giornalisti del settore enogastronomico e specialisti del comparto alimentare, il tema principale è la pesca, che da nome anche al convegno “I Prodotti Ittici : Varietà, Consumo, loro Trasformazioni e la pesca sostenibile” dell’8 ottobre.
Diverse le adesioni di chef e ristoratori provenienti da tutto il territorio nazionale: Pino Cuttaia, Marcello Leoni, Pino Lavarra e Davide Scabin per fare qualche nome di calibro; delegazioni estere – Francia, Brasile e Germania – giornalisti ed ‘influencer’ di settore, tra cui Luciano Pignataro, Paolo Marchi, Albert Sapere e Barbara Guerra, o noti food blogger come Jonell Galloway, Gareth Jones e Teresa De Masi, per oltre 500 presenze previste alla manifestazione.
Nella kermesse sarà allestita un’area espositiva con i prodotti agroalimentari delle varie regioni e uno spazio per show cooking durante i quali si esibiranno diversi chef che aderiranno all’iniziativa. Tra gli ospiti Antonio Cesaro, mastro birraio della Forst, che terrà un educational sulla creazione della birra.
Saranno anche giorni di svago: oltre agli spettacoli di musica e cabaret che intratterranno gli ospiti del Magna Grecia Hotel Village, a fine tregiorni è stato organizzato un tour della regione nelle zone di maggior interesse turistico e gastronomico, dal parco del Pollino a quello della Grancìa, mentre durante i giorni di congresso si terrà anche un contest culinario sul tema dell’abbinamento trai prodotti tipici lucani e il pesce.

Programma Congresso BIS

lug 182013
 

Lucani nel mondo, inaugurato Sportello Basilicata a Toronto. Scaglione: “Le associazioni lucane stanno cambiando pelle, aprendosi sempre più per rinnovare la loro azione e per essere supporto reale dei nostri operatori”
E’ realtà lo Sportello Basilicata di Toronto, inaugurato sabato scorso nella sede della Basilicata Cultural Society di Woodbridge, nell’area della Grande Toronto, dove sono insediate migliaia di famiglie italiane e lucane in particolare, ma anche aziende produttrici e di import export italiane e nord americane.

“Partendo da questo presupposto e seguendo una specifica indicazione dell’ufficio Internazionalizzazione della Regione Basilicata – spiega il presidente della Commissione regionale dei lucani all’estero, Luigi Scaglione, che ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione insieme alle autorità locali, alla stampa ed ai rappresentanti delle associazioni lucane a Toronto -, lo Sportello ha messo così un importante tassello nella rete dei rapporti ampi che attraverso le associazioni dei lucani nel mondo si va man mano definendo nel segno della nuova azione dettata loro per guardare al futuro come ad una occasione di promozione del territorio e delle aziende lucane. Tutto questo seguendo gli esempi, se pur diversificati nelle loro azioni, di Buenos Aires, Zurigo, Montevideo, San Paolo, Lima e del nascente sportello in Germania”.

“In questa direzione – afferma ancora Scaglione – va l’azione che abbiamo voluto intraprendere, dettando la linea di associazioni lucane che stanno cambiando pelle, stanno aprendosi sempre più per rinnovare la loro azione e per essere supporto reale dei nostri operatori, ma soprattutto, per guardare alla Basilicata, alla loro terra d’origine, non più come ad un momento nostalgico, ma ad una vera opportunità. Scambi culturali, giovani studenti, professionisti in cerca di lavoro in quella grande terra che è il Canada, la nuova emigrazione insomma, non è lasciata sola ed il mondo imprenditoriale, partendo dal settore agroalimentare, si attrezza per sfruttarne le potenzialità. Lo sportello Basilicata, dentro la sede della più grande associazione lucana a cui da conforto l’associazione di Palazzo San Gervasio, è la sintesi dell’unità territoriale tra la matrice materana e quella potentina, diventati unici e capaci di raggiungere significativi successi”.

Molti imprenditori lucani che si sono affermati in quell’area del Canada, da Pat Tremamunno di Ferrandina nel settore dell’acciaio a Sam Primucci di Palazzo San Gervasio con i suoi 130 punti vendita di pizza (solo per citare due esempi) sono diventati autentici protagonisti dell’associazionismo lucano e della “Basilicata Cultural Society”. A loro, ai soci ed al direttivo guidato da Emanuele Di Lecce e da Danny Montesano per l’associazione di Palazzo San Gervasio, è andato anche il saluto del presidente del Consiglio regionale Vincenzo Santochirico, bloccato in Italia da un lutto familiare.

“Lo Sportello Basilicata è dunque un importante punto di riferimento logistico per le aziende lucane che intendono introdursi nel mercato canadese – aggiunge ancora Scaglione – e non è un caso che il primo accordo di collaborazione con lo Sportello è stato sottoscritto nell’occasione con la società ‘Sapori di Italia’ della società agricola Fratelli Dragone di Matera che sta inaugurando una serie di punti vendita a Woodbridge e a Montreal per l’esportazione in Canada delle eccellenze agroalimentari della Basilicata. Un’azione che intende sviluppare attività settoriali di cooperazione nei campi della promozione territoriale utilizzando strutture proprie come lo sportello per la commercializzazione e la valorizzazione dei propri prodotti”.

La manifestazione di inaugurazione si è conclusa con il taglio del nastro e il classico scambio di doni oltre ad una grande manifestazione il giorno successivo nel Body Park.

Nel New Jersey, in Usa, nei giorni precedenti si è tenuta invece la riunione della Federazione delle associazioni lucane voluta dal presidente della federazione dei Lucani in Usa, Dominik Pinto in preparazione dell’evento culturale delle “Giornate Lucane” nell’anno della cultura italiana in Usa ed a cui hanno anche preso parte i referenti dell’associazione dei lucani di Patterson, di Craco e della nascente associazione dei bernaldesi.

Nei prossimi mesi si prevedono iniziative quali la presentazione del libro di Renato Cantore “Il castello sull’Hudson” e l’epopea di una castelemezzanese emigrato a New York, una serie di incontri per di Rocco Fortuna, uomo di cultura originario di Stigliano, ed alcune iniziative delle associazioni a sostegno alla candidatura di Matera Capitale della Cultura Europea 2019 con un incontro specifico presso la redazione del quotidiano americano in lingua italiana America Oggi.

Fonte Consiglio Informa

immagine direttivo Basilicata Cultural Society