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feb 142015
 

“Una legge attesa da tempo e che pone il nostro Paese al passo coi tempi, modificando un criterio di selezione decisamente anacronistico e discriminatorio per i tanti giovani che sognano di potersi arruolare nelle Forze Armate o in altri corpi”. Commenta con queste parole Aldo Patriciello, parlamentare europeo di Forza Italia, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge che abolisce i limiti di altezza nei concorsi pubblici per l’accesso alle forze armate, alle forze di polizia ed al corpo nazionale dei vigili del fuoco. I limiti resistevano nella legislazione italiana oramai da diversi decenni e prevedevano un minimo di altezza di 165 centimetri per l’uomo e 161 per le donne. Le nuove norme in tema di arruolamento prevedono, invece, parametri connessi alla massa corporea e quindi all’equilibrio tra l’altezza e il peso. “Da tantissimo tempo – spiega Patriciello – ricevo lettere di ragazze e ragazzi che hanno dovuto rinunciare al sogno di poter indossare la divisa per uno o due centimetri. Sono soddisfatto, quindi, di aver contribuito ad eliminare questa ingiustizia e di aver sostenuto con tenacia l’iniziativa dei colleghi parlamentari di Camera e Senato: l’unanimità con cui è stata approvata la legge testimonia, del resto, la bontà dell’iniziativa portata avanti in questi mesi. Il nuovo sistema di arruolamento – prosegue l’eurodeputato forzista – non solo rappresenta una possibilità in più per i tanti giovani in questo periodo di grave crisi occupazionale ma adegua, inoltre, l’Italia ai parametri adottati dai paesi occidentali come Francia, Germania e Stati Uniti. L’abolizione del limite di altezza non influirà negativamente sull’efficienza delle nostre Forze Armate ma permetterà soltanto a tante persone che vogliono servire il Paese di poterlo fare. Ora mi auguro, però – conclude Patriciello – che tutti i Ministeri coinvolti si adoperino per far sì che il regolamento venga adottato in tempi brevissimi: sarebbe assurdo, infatti, bandire nuovi concorsi con norme di arruolamento oramai desuete”.

forze-armate

nov 092014
 

SI è svolta in Piazza Mario Pagano a Potenza, la manifestazione organizzata da “Mo Basta !” e che vede la partecipazione di non meno di 5mila persone, con numerose scuole cittadine e non, la presenza dei comitati provenienti da tutta la regione. La grande manifestazione di Potenza segue l’adozione, da parte dei sindaci Lucani, di delibere che chiedono al presidente della Regione Basilicata di impugnare lo “sblocca Italia”, diventato legge dello Stato con l’approvazione definitiva dal Senato e di prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. I manifestanti con striscioni e bandiere No Triv, sono in piazza, nonostante sia in atto un diluvio che però non fermato la partecipazione massiccia.

Dai presenti, ai quali hanno dato l’adesione numerosi movimenti e comitati, è giunta la partecipazione anche dei vescovi lucani e delle organizzazioni imprenditoriali e agricole.

In Basilicata – è stato ribadito dal palco in piazza Mario Pagano – le trivelle dei petrolieri, dopo la Val d’Agri e la Valle del Sauro, vogliono estrarre idrocarburi dal 70 % del territorio lucano , mentre l’articolo 38 “promette” di espropriare i territori e le comunità di decidere il nostro futuro.

L’articolo 38 della ormai legge “sblocca trivelle” del governo Renzi, così come è stata definit, vuole imporre decisioni sull’ambiente e la salute dell’intera regione e persino nel Mar Jonio, dove sono in attesa di autorizzazione numerose istanze.

Sindaci antitrivelle alla manifestazione di oggi [da Facebook]
“E’ inoltre in pericolo – hanno detto i rappresentati degli studenti delle scuole – il nostro futuro, costringendoci, dopo gli studi, ad emigrare. Non solo perchè qui non c’è lavoro, nonostante i nostri governanti dicano che il petrolio l’abbia invece creato, ma ciò è falso, ma anche perchè, se dovesse essere realizzato quello che le compagnie petrolifere vogliono fare, non solo si mortificherebbe il nostro futuro ma si inquinerebbe l’ambiente che è alla base di ogni attività umana”.

Il messaggio dalla piazza di Potenza è rivolto soprattutto al presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella: “impugni subito questo “sblocca Italia”, prima che sia troppo tardi”.

La lotta – ribadiscono tutti – non si ferma quì, coinvolgerà l’intera regione e tutti i comuni lucani.
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ott 082014
 

Sulla Gazzetta Ufficiale – 4^ Serie Speciale – 75, del 26 settembre 2014 è stato pubblicato il bando di concorso, per titoli ed esami, per il reclutamento di 8 tenenti del “ruolo tecnico-logistico-amministrativo”, per l’anno 2014.
Possono partecipare al concorso i cittadini italiani che, alla data del 1° gennaio 2014, non
abbiano superato il trentaduesimo anno di età (siano quindi nati in data successiva al 1°
gennaio 1982 compreso) e siano in possesso di un diploma di laurea specialistica o di
laurea magistrale o titolo equipollente (con esclusione, quindi, delle lauree c.d. “triennali”
o “di I livello”), tra quelli indicati negli allegati al predetto bando di concorso.
La presentazione delle domande dovrà avvenire entro il 27 ottobre 2014.
La domanda di partecipazione al concorso deve essere compilata esclusivamente
mediante procedura informatica disponibile sul sito www.gdf.gov.it, seguendo le istruzioni
del sistema automatizzato.
Al termine della compilazione, l’istanza deve essere stampata, firmata per esteso dal
concorrente e consegnata a mano, oppure inviata a mezzo raccomandata con ricevuta di
ritorno, al Centro di Reclutamento della Guardia di Finanza, via delle Fiamme Gialle n.
18, 00122 – Roma/Lido di Ostia, entro trenta giorni decorrenti dalla data di pubblicazione
del bando nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.
Sul sito internet www.gdf.gov.it è possibile acquisire ulteriori e più complete
informazioni di dettaglio sui concorsi.

gdf

mar 142014
 

Ecco quanto ha dichiarato in una nota il sindaco di Chiaromonte Tonino Vozzi: “Il Decreto Legislativo n. 14, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 48, sono state approvate le linee operative per la riorganizzazione della geografia giudiziaria italiana.
Nell’ambito di tale riorganizzazione sono stati “salvati” i presidi giudiziari dei Giudici di Pace operanti in quei comuni che avevano presentato istanza di mantenimento, nei modi e nei tempi previsti.
Grazie alle procedure amministrative avviate da questa Amministrazione Comunale anche il Giudice di Pace di Chiaromonte continuerà ad essere operativo.

Siamo convinti che una pur giusta e doverosa razionalizzazione della spesa pubblica, non può essere condotta con il solo parametro dei “numeri” ossia poca popolazione=nessun servizio, senza tenere in considerazione le condizioni geografiche, economiche e sociali di un’area.

Per questo motivo questo comune, che da anni mette a disposizione gratuitamente i locali e si fa carico delle spese ordinarie (luce, gas, telefono) e straordinarie (manutenzione e altro) necessarie per il funzionamento dell’Ufficio, adesso con uno sforzo ulteriore, metterà a disposizione anche le risorse umane necessarie.

Si tratta di un impegno che questo Ente ha sostenuto e continuerà a sostenere da solo, benché l’Ufficio serva 17 comuni di quest’area, nella consapevolezza che la riduzione dei servizi significa sempre disagio per i cittadini e un impoverimento del territorio.

La scelta del Comune di Chiaromonte di mantenere l’Ufficio del Giudice di Pace è un segnale di vicinanza alle popolazioni di questa area che hanno già pagato e continuano a pagare il prezzo di un depauperamento di servizi essenziali e di un conseguente calo della qualità della vita.

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gen 132014
 

Il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata ha rispettato i tempi previsti per l’espletamento di tutte le pratiche amministrative necessarie alla stesura dei bandi relativi alle gare di appalto per la bonifica dei Siti di Interesse Comunitario di Tito e della Val Basento. Scongiurato, quindi, il pericolo del mancato utilizzo del finanziamento di circa 46 milioni di euro messo a disposizione dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica con delibera del 3.08.2012 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 256 del 2.11.2012) destinato appunto agli interventi di bonifica dei SIN di Tito e Val Basento. Dopo molti anni, finalmente, saranno pronti i bandi di gara per i lavori di Bonifica.
L’Amministrazione Comunale di Pisticci, nell’accogliere con estrema soddisfazione la notizia, esprime un sentito ringraziamento al Presidente Marcello Pittella per il lavoro svolto che ha chiuso in pochi mesi una vicenda che si trascina da troppo tempo. L’azione consentirà di avviare i lavori di bonifica dei siti inquinati lucani anticipando addirittura la bonifica dei SIN dell’intero territorio nazionale, i cui comuni interessati, il 25 settembre scorso, si sono riuniti in assemblea a Mantova e hanno costituito la rete nazionale dei comuni ricadenti in zone SIN allo scopo proprio di accelerare i tempi di bonifica. A tale iniziativa erano presenti anche i rappresentanti dei comuni di Pisticci e di Tito.
Da sempre sosteniamo l’urgenza di bonificare l’area della Val Basento e la necessità risulta ancora più evidente alla luce degli ultimi dati diramati da’ARPAB in materia di sostanze inquinanti presenti nelle falde acquifere.
Ricordiamo che l’Amministrazione Comunale e l’intero Consiglio Comunale, hanno svolto un’azione congiunta con i comuni di Ferrandina e Tito, con il coinvolgimento successivo dei comuni di Pomarico, Salandra, Miglionico e Grottole finalizzata a sollecitare la Regione Basilicata a predisporre gli atti utili all’avvio dei lavori di bonifica dei SIN lucani. L’iniziativa è stata concretizzata con l’istituzione di una cabina di regia (CRISIN) della quale fanno parte anche i comuni citati oltre ai Consorzi Industriali, la Regione, le due provincie e alcune figure tecniche. Nella convinzione che gli enti periferici sapranno portare notevoli contributi positivi e che i comuni interessati sappiano ben vigilare per garantire l’efficienza tecnica e amministrativa, auspichiamo una rapida azione di bonifica che riteniamo essenziale per la tutela della salute di cittadini e propedeutica ad ogni tentativo di rilancio delle attività produttive nelle due aree industriali.

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gen 162013
 

Il capogruppo di Lauria Libera in Consiglio Comunale Angelo Lamboglia ha protocollato la seguente interpellanza sullla trasperanza degli atti.

Egregio Sindaco, arch. Gaetano Mitidieri, con la presente interpellanza mi permetto di porre alla sua attenzione una problematica di rilevante interesse per l’Ente.

Premesso che:

  • secondo l’art. 1 della legge 241/90, «l’attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità, di efficacia, di imparzialità, di pubblicità e di trasparenza»;
  • con successive modificazioni e integrazioni alla legge 241/90, sono stati rafforzati dal legislatore i principi della pubblicità e della trasparenza;
  • con Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83 (cosiddetto “Decreto Sviluppo”) pubblicato in Gazzetta Ufficiale 26 giugno 2012, n. 147, convertito con modificazioni, dalla Legge 7 agosto 2012, n. 134 pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 187 del 11-08-2012, sono state apportate misure urgenti per la trasparenza nella pubblica amministrazione;
  • all’articolo 18 comma 1 del sopradetto provvedimento, sotto il titolo “Amministrazione aperta”,  si stabilisce che «la concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese e l’attribuzione dei corrispettivi e dei compensi a persone, professionisti, imprese ed enti privati e comunque di vantaggi economici di qualunque genere di cui all’articolo 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241 ad enti pubblici e privati, sono soggetti alla pubblicità sulla rete internet»;
  • al comma 2 del sopradetto articolo si specifica che «nel sito internet dell’ente obbligato sono indicati: a) il nome dell’impresa o altro soggetto beneficiario ed i suoi dati fiscali; b) l’importo; c) la norma o il titolo a base dell’attribuzione; d) l’ufficio e il funzionario o dirigente responsabile del relativo procedimento amministrativo; e) la modalità seguita per l’individuazione del beneficiario; f) il link al progetto selezionato, al curriculum del soggetto incaricato, nonché al contratto e capitolato della prestazione, fornitura o servizio;
  • A seguito di attento monitoraggio, possibile attraverso il servizio in dotazione al Comune e fruibile dalla struttura, dall’amministrazione e dai consiglieri, si è rilevato che diverse determine di quelle vagliate risultano sprovviste di quanto segue:
    • l’ufficio e il funzionario o dirigente responsabile del relativo procedimento amministrativo;
    • la modalità seguita per l’individuazione del beneficiario;
    • In alcuni casi, come ad esempio la determina 583 del 2/11/2012, il preventivo di spesa allegato e di conseguenza l’importo;
  • In alcune di queste determine si evidenzia che il “responsabile del servizio è il sottoscritto dirigente” non essendo riportato nell’atto il settore e di conseguenza il dirigente responsabile;
  • Le detrmine a cui si fa riferimento sono nell’ordine indicate:
    • Det. 110 del 28/02/2012; Det. 123 del 12/03/2012; Det. 138 del 16/03/2012; Det. 151 del 27/03/2012; Det. 187 del 17/04/2012; Det. 201 del 24/04/2012; Det. 212, 215 del 7/05/2012; Det. 225,226 del 10/05/2012; Det. 227, 228 del 14/05/2012; Det. 237 15/05/2012; Det. 252 del 23/05/2012; Det. 276 del 6/06/2012; Det. 280 del 7/06/2012; Det. 286, 287 dell’11/06/2012; Det. 292,296 del 12/06/2012; Det. 326 del 2/07/2012; Det. 329, 330 del 3/07/2012; Det. 337, 338, 340, 341 del 4/07/2012; Det. 344, 349, 351, 353 del 5/07/2012; Det. 357, 358 del 6/07/2012; Det. 364, 366 del 10/07/2012; Det. 370 del 12/07/2012; Det. 378 del 13/07/2012; Det. 393 del 17/07/2012; Det. 396 del 18/07/2012; Det. 402 del 23/07/2012; Det. 433 del 3/08/2012; Det. 441 dell’8/08/2012; Det. 446 del 10/08/2012; Det. 448 del 14/08/2012; Det. 453 del 22/08/2012; Det. 458 del 27/08/2012; Det. 466 del del 31/08/2012; Det. 470 del 04/09/2012; Det. 486 del 13/09/2012; Det. 503 del 24/09/2012; Det. 512 del 28/09/2012; Det. 525 dell’8/10/2012; Det. 542 del 18/10/2012; Det. 569 del 23/10/2012; Det. 583 del 2/11/2012; Det. 589 del 7/11/2012; Det. 596 del 12/11/2012; Det. 609 del 15/11/2012; Det. 636, 637 del 29/11/2012;  Det. 639 del 30/11/2012; Det. 650 del 3/12/2012; Det. 653, 655, del 4/12/2012; Det. 658 del 5/12/2012; Det. 661 del 6/12/2012; Det. 664 del 10/12/2012; Det. 671 del 13/12/2012; Det. 673 del 14/12/2012;

 

 

Considerato che:

  • Le determine dovrebbero essere pubblicate sul sito web del Comune per garantire la massima trasparenza anche nei confronti della cittadinanza;
  • In alcuni settori le determine sono complete di tutti i dati;
  • Le detrmine per ogni settore dovrebbero prevedere un formato standard che consenta di individuarne la tracciabilità;
  • Tutto quanto in premessa costituisce una grave inadempienza nei confronti dei consiglieri che, per poter espletare il proprio mandato, necessitano di avere una  informazione completa in merito agli  atti approvati;
  • Un tale modo di fare palesa in modo evidente l’assenza della politica il cui ruolo dovrebbe essere quello di controllare gli atti dirigenziali al fine di garantire la massima trasparenza;
  • Tutto quanto prima evidenzia ancora una volta il concetto di trasparenza dell’amministrazione che si limita a fare proclami senza un’azione concreta in merito;

INTERPELLA

Il Sindaco, arch. Gaetano Mitidieri, su quanto segue:

  • Sul perché della mancanza di informazioni fondamentali su atti importanti quale le determine;
  • Come è possibile che mentre la normativa nazionale va nell’ottica della massima trasparenza, prevedendo la pubblicazione delle determine sul sito, nel nostro Comune vengono meno i principi basilari per la predisposizione di un atto pubblico;
  • Le motivazioni in merito alla mancanza di controllo della politica nei confronti di atti che richiedono la massima trasparenza e tracciabilità;
  • Le motivazioni che comportano un operato differente tra i diversi settori;

In merito alle singole determine indicate si richiede di fornire l’elenco delle informazioni mancanti in modo da poter garantire la dovuta trasparenza.

angelo lamboglia

ott 152012
 

Ecco di seguito riportata una mozione consiliare protocollata dal capogruppo dell’Idv-Lauria Libera  Angelo Lamboglia in seno al consiglio Comunale. Il tema riguarda la trasparenza degli atti amministrativi che contribuiscono  ad evitare il rischio di conflitto di interessi, posizioni dominanti e forme di clientelismo. Ecco il testo del documento.

 

PREMESSO CHE

-          l’art. 97 della Costituzione assicura che «i pubblici uffici sono organizzati in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione»;

 

-          secondo l’art. 1 della legge 241/90, «l’attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità, di efficacia, di imparzialità, di pubblicità e di trasparenza»;

 

-          con successive modificazioni e integrazioni alla legge 241/90, sono stati rafforzati dal legislatore i principi della pubblicità e della trasparenza;

 

-          il Consiglio di Stato, con sentenza n. 1370 del 15 marzo 2006, ha stabilito che «la pubblicazione all’albo pretorio del comune è prescritta dall’art. 124, T.U. n. 267/2000 per tutte le deliberazioni del comune e della provincia ed essa riguarda non solo le deliberazioni degli organi di governo (consiglio e giunta municipali) ma anche le determinazioni dirigenziali»;

 

-          con Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83 (cosiddetto “Decreto Sviluppo”) pubblicato in Gazzetta Ufficiale 26 giugno 2012, n. 147, convertito con modificazioni, dalla Legge 7 agosto 2012, n. 134 pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 187 del 11-08-2012, sono state apportate misure urgenti per la trasparenza nella pubblica amministrazione;

 

-          all’articolo 18 comma 1 del sopradetto provvedimento, sotto il titolo “Amministrazione aperta”,  si stabilisce che «la concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese e l’attribuzione dei corrispettivi e dei compensi a persone, professionisti, imprese ed enti privati e comunque di vantaggi economici di qualunque genere di cui all’articolo 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241 ad enti pubblici e privati, sono soggetti alla pubblicita’ sulla rete internet»;

-          al comma 2 del sopradetto articolo si specifica che «nel sito internet dell’ente obbligato sono indicati: a) il nome dell’impresa o altro soggetto beneficiario ed i suoi dati fiscali; b) l’importo; c) la norma o il titolo a base dell’attribuzione; d) l’ufficio e il funzionario o dirigente responsabile del relativo procedimento amministrativo; e) la modalita’ seguita per l’individuazione del beneficiario; f) il link al progetto selezionato, al curriculum del soggetto incaricato, nonche’ al contratto e capitolato della prestazione, fornitura o servizio.

CONSIDERATO CHE

-          si rende sempre più necessario garantire la massima trasparenza nei rapporti economici tra Pubblica amministrazione, imprese e cittadini in ottemperanza ai principi di legalità, trasparenza e pubblicità sanciti costituzionalmente;

 

-          attraverso il rispetto dei succitati principi, si contribuisce ad evitare il rischio di conflitto di interessi, posizioni dominanti e forme di clientelismo.

 

set 172012
 

“Dopo trent’anni di ritardi e dopo tante battaglie, il Popolo della Libertà lucano può vantare il merito di aver concretizzato un importante opera quale la bretella di collegamento SS 585 Fondo Valle del Noce – abitato di Lauria”. E’ quanto afferma il consigliere regionale del Pdl, Mariano Pici che ricorda che “grazie all’impegno dei Parlamentari lucani guidati dal Sen. Guido Viceconte, il governo Berlusconi inserì l’opera negli interventi previsti nel Piano del Sud con un finanziamento di 7 milioni di euro, di cui 3,5 milioni di euro a carico della Regione Basilicata”.
“ Finalmente – annuncia Pici – la procedura di gara per l’affidamento dei lavori di completamento è in via di espletamento, come risulta dal bando pubblicato dal Compartimento Anas di Basilicata, di cui il Governo regionale non è, però, a conoscenza. Sollecitato più volte sulla necessità di giungere quanto prima alla cantierizzazione dell’opera, l’Assessore Mancusi ad un interrogazione dell’11 settembre 2012 rispondeva, difatti, di aver chiesto all’Anas di avviare la procedura di gara, nonostante il bando fosse stato già pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale!”
“La recente pubblicazione del bando di appalto consentirà di avviare i cantieri che permetteranno la realizzazione di una infrastruttura attesa ed indispensabile per favorire lo sviluppo economico e turistico del lagonegrese. Continueremo – conclude il Consigliere e Coordinatore provinciale del Pdl – a vigilare sui tempi di avvio dei cantieri e di consegna dell’opera per evitare che possano trascorrere invano altri anni”.